di DAMIANO SABATINI – Ecco alcune “perle” cinofile:
“Quando vado via, il mio cane fa i dispetti, come fare pipì in giro o fare a pezzi qualcosa.”
“Quando torno a casa ed ha combinato qualcosa, quasi sempre cioè, me ne accorgo subito perché il mio cane invece di essere contento del mio ritorno, assume proprio l’espressione da COLPEVOLE, dovuta al SENSO DI COLPA per quello che ha fatto.”
“Il mio cane soffre di ANSIA DA ABBANDONO, quando rimane solo fa letteralmente a pezzi la casa. Ha paura di essere abbandonato.”
“Cane eroe: cane vede serpente e gli avventa contro salvando la vita al proprio umano (e magari perdendo la sua).”
“Quel cane era un vero campione, correva e vinceva sempre. Ma quel giorno in piena curva, poco prima dell’arrivo, scivolò e ruzzolò via. Non continuò la gara, ma andò dal suo padrone: sapeva di aver perso!”
“Ho un cane maschio e sto cercando qualche femmina in calore, dovrà pur sfogarsi poverino!”
“Ho visto in rete delle vere e proprie bambole gonfiabili per cani, voglio prenderne una per il mio cane. Vedo che appena può si mette a montare, spesso anche le persone. Credo che debba sfogarsi.”
“Devo far fare almeno una cucciolata alla mia cagnolina, altrimenti si inacidisce/così si addolcisce il carattere.”
“Il mio cane dopo aver mangiato, viene a leccarmi le mani per ringraziarmi!”
“Non bisogna mai far mordere il cane, niente giochi di morso perché aumentano la CATTIVERIA ed esaltano l’AGGRESSIVITA’ del cane.”
“Quando il mio cane sbaglia, lo prendo e glielo spiego. Lo sgrido cioè, ma gli spiego anche che quella cosa non si fa, lui mi ascolta e capisce.”
“Il mio cane riconosce subito l’ODORE DELLA PAURA.”
“Il cane è razzista, abbaia e ringhia ai neri, extracomunitari, zingari e persone di questo tipo.” “Il mio pure, ma anche a quelli con le stampelle e le suore.”
“Adesso con questo caldo, gli raso a zero il pelo poverino…”
“Adesso con questo freddo, gli ho preso un bel cappotino di pile poverino.”
“A sera gli faccio il bagno con shampoo alla cannabis, per togliergli gli stress e le tensioni accumulate durante la giornata” (esiste per davvero!).
Si potrebbe continuare se non all’infinito, quasi.

Si tratta di cose che spaziano tra le stupidaggini vere e proprie a cose non solo false, ma anche completamente contrarie e fuorvianti sul modo di ragionare, ed i reali BISOGNI DEL CANE.
I meccanismi mentali del cane, il suo modo di ragionare, è da cane e non da umano semplicemente perché è un cane! Il suo cervello NON è in grado di elaborare concetti e cose come i dispetti. Ragiona sempre per prove ed errori, possibilmente usa una LISTA EURISTICA.
Quindi NON fa dispetti, al massimo fa pipì o sporca in giro per marcare il territorio, per paura, per semplice incontinenza o, in qualche caso, per scaricare lo stress di essere solo. Probabilmente per lo stesso motivo, scaricare stress e tensione, morde i mobili e fa a pezzi la casa. A volte però, molto più spesso di quanto si creda, lo fa semplicemente per noia e mancanza di attività. Se la cosa produce sollievo, sia che si tratti di scaricare stress o di fare semplicemente qualcosa, può accadere che fisicamente il suo cervello produca endorfine a seguito di quello che sta facendo; in questo caso l’eliminazione di questo comportamento indesiderato diventa piuttosto difficoltosa. Oppure si tratta non di un cane adulto, ma di un cucciolo in piena fase esplorativa e ludica, tipica del PERIODO SENSIBILE. Sicuramente mai e poi mai di dispetti, concetto assolutamente umano!

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Purtroppo però per il cane, il suo umano è completamente impreparato a capirlo e gestirlo. Non ragiona da cane e non usa metodi adatti a cani, ragiona da umano ed usa metodi che (forse) sono adatti ad umani. Ed accade che il proprietario rientrando in casa, veda il cane effettivamente con aria afflitta, come se fosse “colpevole” di qualche cosa. In effetti, trova il “delitto”: pavimento sporco e/o qualcosa di danneggiato a morsi. A questo punto seguendo il suo modo di ragionare umano che fa? Esattamente l’ultima cosa che andrebbe fatta, e cioè sgrida il cane o addirittura lo picchia per il “misfatto”. E se si tratta di pipì o feci, seguendo il consiglio del nonno o del cugino, prende il muso del cane e lo strofina sopra! Risultato: la volta successiva, il cane sarà ancora più stressato sia dalla mancanza del suo umano (se si tratta di questo), sia perché sa che quando egli tornerà invece di salutarlo e fargli coccole, gli farà passare un brutto quarto d’ora per motivi che ignora completamente. Non è infatti in grado di associare quanto fatto magari ore prima alla sgridata presente.

Oppure semplicemente l’umano pensa, anche piuttosto egoisticamente, che poverino! Il cane ha paura di essere stato abbandonato, sicuramente è così anche perché arriva da un canile… Peccato che la cosidetta ANSIA DA ABBANDONO semplicemente non esista. Esiste invece l’ANSIA DA SEPARAZIONE, che però è ben altra cosa. Infatti essa NON si manifesta se il cane rimane in compagnia di un altro animale che egli considera parte del “branco” famigliare, che può essere un altro cane oppure un gatto, un pappagallo ecc.
Questo perché essendo un animale estremamente sociale, forse il mammifero più sociale, il cane non abituato a rimanere solo teme letteralmente per la propria vita solo per il fatto di non essere più con il proprio branco. Esattamente come il lupo, non esiste un soggetto canino “solitario”, tranne che per periodi della sua vita relativamente brevi o qualche rarissimo soggetto problematico.
Il “lupo solitario” è solo un’invenzione della narrativa romantica, e questo è rimasto anche nel cane attuale.

Altro frutto del romanticismo è il cane eroe. Per la gente, cani eroi sono ad esempio i CANI DA SOCCORSO. Bravissimi ed encomiabilissimi, ma di certo non eroi, per lo meno nel nostro modo di intendere l’eroismo. Il cane da soccorso infatti NON SA che sta salvando delle vite, e se si sforza di lavorare al meglio è perché gli piace da morire quello che sta facendo e che considera un gioco, non un lavoro; poi anche per compiacere il proprio umano, questa MOTIVAZIONE in misura molto ridotta rispetto alla prima. Oppure, nell’immaginario collettivo, il classico caso del cane che con ampio sprezzo del pericolo piomba sulla vipera in agguato. Per prima cosa, nessuna vipera tende agguati agli umani, anche perché non se ne nutrono e non si capisce cosa ci guadagnerebbero. Poi il cane non sa cos’è una vipera, e non fa nessuna distinzione tra serpente velenoso ed innocua biscia; quello che mette in atto è semplicemente espressione della sua PULSIONE PREDATORIA.
Sempre di PULSIONE PREDATORIA si tratta quando i cani gareggiano in velocità. Infatti i cani non sanno di sicuro di essere in gara, anche se fra di loro comunque la COMPETIZIONE è presente. Ogni cane correrebbe semplicemente perché sta inseguendo una preda, vera o finta, e lo farebbe anche se fosse solo. Se per caso capita un incidente come una scivolata o un ruzzolone, se il cane non ha TEMPRA e/o MOTIVAZIONE (ma in questo caso sarebbe più corretto parlare di DRIVE), più che sufficiente, rinuncia ed addirittura va in FRUSTRAZIONE. Ma non certo per aver perso la gara, nemmeno lo sapeva di essere in gara!

A volte invece il nostro amico corre, ma dietro una cagnolina in calore. La Natura infonde l’istinto della riproduzione a tutte le specie animali; ma solo per pochissime specie, l’atto sessuale può essere disgiunto dalla funzione riproduttiva per assumere anche o prevalentemente quella sociale. In parole povere, solo l’uomo, qualche specie di Primate e (forse) i delfini “fanno l’amore”, cioè compiono l’atto sessuale anche non in funzione riproduttiva, tanto è vero che accade anche in periodi assolutamente non fertili.
Purtroppo o per fortuna, i canidi in generale ed il cane in particolare, non fanno parte di queste specie. Può darsi che in futuro venga scoperto questo comportamento anche in altre specie animali, ma la sostanza non cambia specialmente per il cane.
Esistono per davvero delle “bambole gonfiabili” dalla forma canina. Ma al di là che come abbiamo visto il cane non ha assolutamente questa esigenza, non si capisce come mai il nostro amico dovrebbe, con ragionamento assolutamente umano, accontentarsi di un feticcio di plastica dalla forma canina, quando è normalissimo che addirittura si inquieti o addirittura si spaventi la prima volta che vede cavalli o mucche di plastica in scala naturale, nei punti vendita di materiale per equitazione o nelle griglierie; questo perché fondamentalmente a questi pupazzi di plastica manca l’odore naturale, e quindi anche se sono in scala 1:1 il cane non li riconosce come animali veri ma bensì al massimo come animale “nuovo” e “diverso”, e per fortuna direi!
Questi oggetti quindi sono solo frutto di marketing al più basso livello, da questo punto di vista.

Se invece il problema è che il cane mette in atto una “monta” sul proprio umano o sugli umani in generale, si tratta certamente di una espressione di DOMINANZA, non di sicuro di atto sessuale vero e proprio. L’animale, se lasciato libero di continuare, nel peggiore dei casi può anche arrivare all’eiaculazione, ma si tratta solo di una conseguenza dell’atto meccanico. D’altra parte la zooerastia, cioè le pratiche sessuali con uso di animali, può essere praticata dagli uomini semplicemente stuprando una femmina di qualche specie animale, ma viene praticata anche dalle donne riuscendo ad eccitare il maschio in qualche modo. Pratica in Italia che si configura come reato di maltrattamento di animali, ma purtroppo non in tutti i paesi del mondo.
Allo stesso modo, una cagnolina che non ha mai avuto cuccioli e non ha mai avuto rapporti sessuali, non essendo umana non diventa di sicuro “una vecchia zitella”.
E non è che il cane del nostro conoscente è “educato” perché dopo aver mangiato lo ringrazia leccandogli le mani mentre la nostra cagnolina no, quindi è “maleducata” .
Probabilmente se lo fa è perché o sente ancora l’odore del cibo sulle sue mani, o facendo così ha scoperto di ottenere altro cibo oppure coccole (vedi LISTA EURISTICA) o attenzioni o qualunque altra cosa che considera premio.

Continua…

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4 Commenti

  1. ……siamo diventati moderni ed evoluti ma ahime’ stiamo perdendo tutte le doti umane e i legami con la natura e i suoi animali……. Ricordo mio nonno e la sua capacita’ di trattare il suo cane appunto come un cane……. Poche smancerie, patti chiari e amicizia lunga, magari qualche calcio nel sedere ma il rapporto era forte e leale e soprattutto il cane felice….

  2. Ho due cani e dopo aver mangiato uno mi cerca in casa e mi guarda in faccia, mi guarda negli occhi e se ne va, lo faceva anche il mio primo cane. L’altra no. Non so se sia da interpretare come “ringraziamento”, ma per lui quel gesto ha un qualche valore relazionale. Quello sguardo a me da la sensazione che lui mi “riconosca” un ruolo, chissà! Non parlando il canese…

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