di LORENZO BREVEGLIERI – Il cane mantrailer ha una particolarità: riesce a individuare il punto di partenza (in un’area ben definita) e trovare la giusta direzione della persona che si è allontanata. Ben addestrato, riesce anche ad escluderla.
A differenza dei cani addestrati a seguire la traccia nelle prove di IGP (ex IPO), dove il cane viene portato sulla piazzola di partenza e nella giusta direzione ove il cane memorizza l’odore del calpestio di una persona, nella nostra disciplina il cane impara a seguire il naturale invecchiamento del percorso fatto da una persona e mai il contrario.

Durante l’addestramento, fin dalle prime volte, prima che il nostro “Fido” annusi il testimone di odore della persona da cercare nella presunta zona di allontanamento, esegue un giro a 360° in quell’area, in modo da soddisfare la propria curiosità e catalogare e memorizzare tutti gli odori presenti.
Dopo aver sniffato l’oggetto impregnato di odore del nostro fuggitivo, potrà così ricordarsi il punto in cui ha annusato le molecole odorose e seguirle fino al raggiungimento dell’obiettivo.
E’ fondamentale che il conduttore, durante l’addestramento, non spinga mai il “quattrozampe” verso la direzione corretta, al fine di evitare che il pet possa dire: “Amico! Mi hai sempre dato la direzione e finchè non me la dici, io rimango qui chiedere e a frustrarmi”.
Qualora ci fossero problemi nella partenza, sarà utile eseguire le così dette “fughe”, al fine di alzare la motivazione alla ricerca.

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In ogni sessione di addestramento è importante che la motivazione verso l’attività che dovrà andare a svolgere sia sempre alta e sia sempre ripagata positivamente. Ricordiamoci che il cane ha la caratteristica dote di essere un predatore, quindi sarà il suo comportamento naturale di andare a ricercare la propria preda; è importante che ogni volta che lo vediamo un po’ svogliato, il figurante attiri la sua attenzione, “scappando” da lui con delle vere e proprie fughe al fine di mantenere sempre alta quella voglia di seguirlo per ricevere una graditissima ricompensa.
Le sconfitte, con l’andar del tempo, hanno spesso la tendenza a deludere e abbassare l’autostima di un soggetto e evitare che possa ripetere quel comportamento.
Durante l’addestramento al mantrailing sarà importante che ogni sessione sia giustamente ripagata.
Spesso succede che quando vediamo le cose andare bene pretendiamo che il cane faccia ciò che abbiamo chiesto senza tenere conto di una particolare difficoltà che noi possiamo ritenere superflua, ma per il nostro compagno a quattro zampe potrebbe essere invece molto rilevante. Il mio consiglio è quello di inserire una difficoltà alla volta, tenendo conto del soggetto con cui stiamo lavorando e dell’ambiente circostante.

All’arrivo sul figurante il nostro ricercatore che ha seguito costantemente il percorso fatto dovrà segnalare al conduttore quale è la persona corrispondente al testimone di odore annusato e memorizzato. Qui ne sento di ogni sorta: il cane deve sedersi; il cane deve abbaiare; il cane deve saltare addosso.
Io spesso consiglio un comportamento spontaneo del quadrupede e allora mi rappresentano altre proposte: il cane scodinzola, il cane tocca il figurante, il cane scappa, il cane fa pipì.
In una prova sportiva di mantrailing, ove è anche richiesta una specifica segnalazione, è importante costruire un giusto comportamento al fine di individuare la giusta persona da individuare.
L’istruttore deve essere in grado di individuare la segnalazione giusta per quel soggetto tenendo conto che, dopo una fatica come quella di ricercare una persona, non si può pretendere un comportamento specifico, affinché quel comportamento non risulti naturale.
Costruire un comportamento fuori dal contesto di ricerca olfattiva potrebbe essere utile, come premiare il comportamento palese che il cane propone a fine ricerca.
Osservate sempre attentamente il vostro amico a quattro zampe e divertitevi!!!

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