martedì 22 Settembre 2020

L’addestramento “classico” non esiste

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Pamela Giuttari
Pamela Giuttari nata a Milano il 9.12.81, vive in provincia di Bologna dal 2014. Sposata con Manuel Codo, al quale è legata nella vita e nel lavoro, entrambi infatti sono addestratori professionisti. Si occupa di cani di difficile gestione quali fobici e aggressivi. Docente in vari stage e corsi educatori, tiene particolarmente a mettere l’accento sull’importanza della valutazione del cucciolo per la prevenzione dei problemi comportamentali.

Premessa di DAVIDE BELTRAME – Ho sempre trovato piuttosto discutibile, in cinofilia (e non solo), il moltiplicarsi dei termini per descrivere le stesse cose. Penso che aiuti ben poco a capirci qualcosa, specialmente per chi si avvicina da profano all’ambiente.
Una volta esisteva “l’addestratore”, ora abbiamo addestratori, educatori, istruttori, comportamentisti, comportamentalisti, e molto altro ancora: una divisione che nelle intenzioni doveva facilitare la scelta distinguendo gli ambiti di competenza, ma che in pratica ha invece creato un enorme minestrone e discussioni del tipo “se ci tieni al tuo cane vai da un educatore perchè gli addestratori sono tutti coercitivi”.
Per questo motivo oggi condivido molto volentieri un post di Pamela Giuttari riguardo alla definizione “addestramento classico”… perchè è una definizione che in realtà “non dovrebbe esistere”.

di PAMELA GIUTTARI – “Addestramento classico… ma classico de che?”
Io questa cosa del dover definire “classico” l’addestramento, proprio non la digerisco…
Sarà un mio limite, sarà una mia fissazione ma mi sembra davvero di mancare di rispetto a quest’arte e a questo mestiere.
Io capisco che per alcuni sia diventato necessario distinguersi da scuole di pensiero estremiste che vedono il cane come un bambino o che sostengono che non lo si possa neppure sgridare, e capisco quindi che con “classico” si voglia intendere che non si faccia parte di queste nuove filosofie che nulla hanno a che vedere con l’addestramento, ma ultimamente la parola “addestramento classico” viene usata anche per giustificare violenza gratuita ai danni del cane… e a me onestamente questa cosa fa abbastanza tristezza.

Se domandassimo ad un utente medio:
“cosa significa addestramento classico”?
questo 99 volte su 100 risponderebbe:
“collare a strozzo, impiccagione e calci in….”.
È davvero così che vogliamo far vedere l’addestramento?
Tolto il fatto che collare a strozzo e impiccagione non vanno per forza di pari passo, chi usa SOLO collare a strozzo, impiccagione e calci con qualsiasi tipo di cane, a prescindere che questo sia aggressivo, fobico, cucciolo o adulto, non solo non è un addestratore classico, ma probabilmente non è nemmeno un addestratore, è solo un incompetente, esattamente come chi usa SOLO pettorina e bocconcino a prescindere dal tipo di cane.
I cani sono diversi, hanno età, doti e problematiche differenti, quindi non può esserci un SOLO metodo.
È normale che ogni addestratore abbia le sue preferenze e usi i metodi che gli sono più affini, ma la chiusura mentale su uno strumento o su un metodo resta comunque una chiusura mentale, un limite, e come tale è sinonimo di incompetenza.

Sarà mai possibile che si debbano ricevere chiamate in cui un cliente chiede se sono un addestratore classico perché LUI VUOLE USARE LO STROZZO perché ha letto su fb che funziona solo quello, o se sono un addestratore gentile perché LUI VUOLE USARE LA PETTORINA perché ha letto che così non si maltratta il cane?
Ma da quando è l’utente a decidere come deve svolgersi il lavoro del professionista?
Quando chiamate il dentista gli chiedete che marca di trapano usa, prima di prendere un appuntamento?

Informarsi su un professionista è un diritto del cliente, ci mancherebbe, ma qui la cosa sta sfuggendo di mano…
L’addestramento non è classico, non è moderno, l’addestramento è addestramento, punto.
Al suo interno racchiude varie sfaccettature, strumenti, tecniche, approcci e metodologie diverse che un professionista degno di definirsi tale deve sapere utilizzare e scegliere in base al soggetto che si trova di fronte.
Ma l’addestramento è uno; il resto, è marketing.

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2 Commenti

  1. Si ok ma il far male al cane tipo con lo strozzo usato per strozzare impiccare calci pugni in testa ecc visto che non li diamo manco ai nostri figli sarebbe meglio non darli a nessuno i cani capiscono sono molto più intelligenti e intuitivo di ciò che noi crediamo poi concordo che non sono tutti uguali e che per ognuno ci sia un metodo ma comunque penso che prima cosa bisogna addestrare o educare i “padroni” dei cani

  2. Per fare un ottimo addestramento del cane per prima cosa si deve entrare in simbiosi con il tuo amico ,poi devi ottenere tutta la sua fiducia ,ora ti renderai conto che lui comprenderà ogni tua parola e strano ma vero ti sarà sempre e solo al tuo fianco .quando uno le porge un boccone e per cominciare tu dirai solo per una volta : NO!! stai tranquillo che ha compreso tutto .Ho addestrato cosi il mio amstaf e posso garantire che con l’amore che ho dato ,mi viene moltiplicato nel rendermelo ,

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