di DAVIDE BELTRAME – Non ce l’ha fatta Giampaolo Rebella, il 54enne che lo scorso martedì era stato aggredito dal cane dei suoi vicini: dopo 3 giorni in ospedale è deceduto a causa delle ferite riportate.
Gli elementi per valutare l’accaduto dal punto di vista cinofilo sono davvero pochi, tutte le testate che hanno riportato prima la notizia dell’aggressione e poi dell’infausto esito infatti danno davvero poche informazioni sulla dinamica dei fatti e sul cane coinvolto, che è descritto sempre solo con un generico “mastino”.

Repubblica è l’unica a specificare una razza… e faceva meglio a non farlo: parla infatti di “un animale di razza corso, del peso di circa 90 chili”; un Corso maschio pesa intorno ai 50Kg, quindi avrebbero dovuto metterne insieme quasi due… ma sottolineare per l’ennesima volta l’incompetenza di molti giornalisti in materia di cani suppongo sia superfluo.

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Per il resto, l’unico aspetto che sembra è sicuro e che la vittima sia entrata dal cancello di casa, cancello in comune con i vicini (e proprietari del cane) dopo il suo turno di lavoro, intorno alle 13:30.
Qui sarebbe stato aggredito dal cane, e solo in un secondo momento sarebbe intervenuta una persona della famiglia proprietaria del cane (la nonna) a fermare il cane.
La prima domanda ovviamente che mi viene è: come mai il cane era libero, e a quanto pare non sorvegliato, in un punto di accesso comune?
Era consuetudine che fosse liberoe da solo, o è stata un’imprudenza (o un incidente)?

Questo è secondo me l’aspetto che andrebbe chiarito per primo.
Perchè anche se la vittima conosceva il cane (presumibilmente sì), incontrarlo da solo è ovviamente ben diverso che incontrarlo in presenza dei proprietari.
Tenderei ad escludere che il cane “non abbia riconosciuto” il vicino: può capitare che un cane in un primo momento non riconosca magari il proprietario se molto vestito e quindi poco visibile in volto, o vestito in modo strano, e magari non ricevendo bene l’odore a causa del vento. In questo caso però considerando il periodo e l’orario non credo che la vittima fosse particolarmente “imbacuccata”.

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Ovviamente non conoscendo altri dettagli, è difficile fare ipotesi sull’accaduto perchè ci sono davvero troppe possibilità e non ci sono elementi per valutare la vicenda in maniera più dettagliata o fare ipotesi attendibili; come sempre probabilmente la vicenda non verrà poi approfondita sui giornali, quindi eventuali approfondimenti sulla dinamica non li sapremo.
Resta il fatto che ci troviamo a commentare un altro episodio grave causato probabilmente da un’errata gestione del cane, che sicuramente non avrebbe dovuto trovarsi in un luogo di comune accesso senza nessuno a controllarlo.
E’ anche spiacevole per l’ennesima volta notare la poca cura con cui è trattato l’argomento sui giornali: questa superficialità continua a non far altro che alimentare la cinofobia e il malcontento verso i cani, come dimostrano vari commenti ai diversi articoli, dove pur non essendo specificata la razza del cane colpevole si inveisce comunque contro le “razze pericolose” e, ancor più a sproposito, contro pitbull, rottweiler e i “soliti sospetti”.

E’ vero che soprattutto di fronte al tragico epilogo della vicenda sono aspetti che passano in secondo piano… ma spiegare la dinamica dei fatti una volta che sarà ricostruita dalla polizia aiuterebbe magari anche altre persone a non ripetere errori e imprudenze che hanno portato a questa tragedia, invece temo che anche questa volta ci si dedicherà ad altro una volta che la notizia non sarà più “fresca”.
Non penso ci si debba rassegnare all’informazione troppo sommaria che viene fatta in questi casi, e soprattutto al fatto che quando i dettagli non sono immediatamente noti non ci si interessi più del caso dopo qualche giorno… perchè così facendo non si capisce cosa sia successo, quali siano stati gli errori, di chi siano le maggiori colpe e via dicendo, quidni si continueranno a fare errori, e continueranno a succedere tragedie evitabilissime.


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