di LORENZO BREVEGLIERI – Essere giudice, in una competizione sportiva, è la rogna più grande che possa esistere nel mondo dello sport. Nonostante molti regolamenti apportino la dicitura “LE DECISIONI DEL GIUDICE SONO INSINDACABILI“, il giudice potrà essere il più imparziale possibile, il migliore di tutti… ma sarà sempre contestato! Chiunque sarà più bravo di lui!
Il giudice di gara ha il compito di far applicare le norme del regolamento, è in grado di valutare la performance di un binomio che concorre alla manifestazione sportiva, dovrà dimostrare imparzialità di giudizio, saprà dare le giuste e diplomatiche risposte alle contestazioni, manterrà un comportamento decoroso che non screditi l’Ente a cui appartiene, ufficializza la stessa manifestazione.

Per partecipare ad un corso di Giudice di Mantrailing, il candidato dovrà essere già in possesso del titolo di Tecnico di Mantrailing Sportivo di secondo livello e ciò comporta che abbia ottenuto almeno due qualifiche di Eccellente da almeno due giudici diversi.
La cosa potrà sembrare abbastanza semplice, ma riuscire ad arrivare alla fine di ogni gara con tale titolo non è un gioco da ragazzi, soprattutto con l’ultimo regolamento in vigore in quanto, per il partecipante alla gara, non sono più previsti gli aiuti da parte del giudice.
Nel precedente regolamento, qualora il concorrente si rendesse conto di essere fuori traccia o il giudice riscontrasse che il binomio andava a farfalle, si poteva aiutare il binomio a rientrare in traccia o a ripartire dall’inizio senza dover riscontrare penalità.

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Il corso per Giudice prevede una formazione di 16 ore, ovvero 2 giornate di formazione che prevedono di studiare il regolamento (a memoria) in ogni suo dettaglio, saper interpretare la scheda di valutazione al fine di poter segnare il corretto giudizio, ma allo stesso tempo capire cosa può essere non andato nella singola gara.
In questa disciplina dove è così difficile da mettere in accordo i vari pensieri di come cerca il cane e di come è possibile addestrarlo, abbiamo cercato di sviluppare la scheda di giudizio in modo tale da poter valutare esclusivamente la ricerca stessa senza andare a toccare i metodi con cui si è formato il binomio.
Sicuramente il cane dovrà essere in grado di seguire il percorso del figurante e dovrà segnalarlo; il conduttore dovrà saper agganciare la longia alla pettorina e seguire il proprio cane.

Secondo la disciplinare per la formazione dei tecnici e giudici di CSEN, un giudice neo-promosso dovrà sostenere un tirocinio al fine di fare esperienza sul campo in 3 competizioni e con 2 giudici diversi in cui potrà migliorare la propria esperienza e capire il metodo di giudizio che l’esperienza del giudice titolare potrà trasmettergli.
Dovrà partecipare ai corsi di aggiornamento periodici per perfezionare la propria figura/ruolo e rimanere al passo con eventuali revisioni del regolamento di gara, che ad ogni campionato potrà subire modifiche. Ogni anno verrà indetta una riunione dedicata ai giudici per discutere a tavolino quelle che sono state le esperienze di ognuno e poter evolvere o revisionare il Regolamento e la scheda di valutazione, in modo tale da dover mantenere la disciplina sportiva costantemente professionale, attuale, fruibile ad ogni binomio senza cadere in banalità.
In una gara di mantrailing sportivo CSEN, non potrà valutare più di 12 binomi al giorno e sarà colui che creerà le tracce per i concorrenti. Saprà spiegare ai figuranti la tenuta del loro comportamento, che dovrà essere uguale per tutti.
Prima dell’inizio delle sessioni di gara, dovrà indire un briefing per chiarare ai partecipanti i punti essenziali del regolamento, tra cui le difficoltà che potranno incontrare, il tipo di terreno in cui i percorsi sono stati tracciati, pronosticare quello che avverrà in situazioni critiche e ricordare ad ognuno quello che sarà il criterio di giudizio.

Ogni percorso dovrà essere simile per difficoltà, tipo di terreno, ambiente, e dovrà avere più o meno la stessa lunghezza e difficoltà… cosa molto difficile, ed è per questo che per mantenere imparzialità, verrà fatto un sorteggio tra i binomi, sorteggio che assegnerà ad ognuno un trail.
Il Giudice sarà munito di un apparato GPS o telefono cellulare (moderno) con una valida applicazione di registrazione di traccia che memorizzerà ogni percorso fatto dal figurante e eventualmente confrontarlo con quello del binomio, inizierà la giornata verso gli interminabili chilometri che lo sfiniranno, perché ad ogni percorso ci sarà una andata e ritorno per tracciare e una andata e ritorno per accompagnare i concorrenti.
Moltiplicando i 12 binomi per una media di 300 metri a traccia (media per una classe esordienti) e moltiplicati per 4, il risultato sarà il prodotto di un giorno di gara. Man mano che i binomi salgono di livello, questo prodotto sarà sempre più grande.
Durante l’esperienza di campo abbiamo modificato e cercato di migliorare il regolamento; attualmente un giudice, per evitare di influenzare il binomio, dovrà mantenersi a circa 5-10 metri dallo stesso.
L’influenza è dovuta dal fatto che, inconsapevolmente, si può aiutare a confermare la giusta o sbagliata esecuzione in traccia, ma non solo potrebbe aiutare la componente umana, addirittura quella canina che spesso ho notato guardarmi con la coda dell’occhio.
Durante le sessioni di addestramento sarà fondamentale che il tecnico istruttore faccia sì che gli allievi siano indipendenti, ma allo stesso tempo dovrà riuscire a correggere gli errori del conduttore.

Per tutti coloro che ambiscono a questo difficile compito faccio i miei migliori auguri, nella speranza di trovare sempre persone coraggiose e umili da poter affrontare ogni gara e saper rappresentare la serietà del Mantrailing Sportivo.