di CLAUDIO CAZZANIGA – Le gare non sono tutte uguali. Sotto l’aspetto del divertimento, del passare il tempo, dello stare insieme al proprio cane forse… in quello sì.
Ma sportivamente, come peso specifico, come “carriera” cinofilia, ci sono gare e gare.
Non voglio fare il difficile né tantomeno l’esterofilo a tutti i costi, lo sono e tutti lo sanno… ma le gare in Italia sono una cosa, in Francia ad esempio un’altra.

Per cultura, tradizione, ma soprattutto per come sono strutturate, per il lavoro, la certosina ricerca della perfezione, il metodo che c’è dietro.
Forse per il fatto di avere un unico ente riconosciuto FCI che le organizza. Non offendo nessuno (e se lo faccio me ne scuso) se dico che in Italia siamo ancora, e lo saremo per molto, in serie B.
Mi sono già esposto su questi schermi con le mie idee e sappiamo tutti come è finita.
Poi uno nella vita fa delle scelte… e a me scegliere piace, piace molto. La mia scelta l’ho fatta. Vado a concorrere con quelli bravi.
Non mi interessa il risultato, non credo di avere molto da dimostrare ancora, ma cerco organizzazione, valorizzazione, impegno, voglia di fare e di crescere di quella che io sento come la MIA disciplina.
E in Francia io mi sento realizzato, al di là dei km che mi passano sotto il culo per arrivare ad ogni gara, dei soldi spesi, delle notti passate dormendo in auto… chi se ne frega. Lì trovò un “sistema” vero. Serio. Fatto bene. Non ho detto perfetto, però fatto bene.

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Perché all’inizio parlavo della specificità di ogni gara?
Perché dopo aver rifatto per l’ennesima volta la trafila dei primi tre brevetti, ritornando al manichino ed ai riportelli, dio solo sa insieme a Toni Fidanza e Luana Fantini che sensazione abbiamo provato a ripartire ancora una volta da zero…. fi-nal-men-te siamo tornati a concorrere per le gare che contano, quelle serie, quelle che valgono qualcosa.
Quelle che ci pensi un po’ la sera prima.
Quelle che ti muovono qualche farfalla nello stomaco.
Quelle dove sai che ci sono quelli bravi.
Con tutto il rispetto per i brevetti di primo/secondo/terzo grado, che sono le fondamenta del lavoro in acqua e vanno preparati per bene, perché lì si insegnano gli esercizi al cane, un grado è propedeutico per lavorare a quello successivo.

Due domeniche fa siamo stati a Lure, nel sud della Francia zona Franche-Comte’.
Diciamo che dal confine svizzero di Basilea si prosegue per circa un’oretta e mezza verso nord. Storicamente la gara francese più vicina all’Italia che ho.
Siamo stati ospiti del club Nauticanin, un gruppo molto numeroso e molto operativo capitanato da Philippe Despaquis.
Bella la location, una base nautica sulle rive di un lago.
Ampia buvette, parcheggi, zone ombra per i cani, servizi… non manca davvero nulla. Sabato esposizione riservata a Landseer e Terranova e domenica brevetti di lavoro in acqua. Tre gradi più i selettivi.
Come detto poca la strada percorsa, meno di 600 km.
E nemmeno da solo in quanto la mia fidanzata o come si dice dalle mie parti la mia “morosa” è riuscita ad accompagnarmi… per cui ce la siamo chiacchierata tutto il viaggio e finalmente sono riuscito ad avere qualche foto decente. Tutto bene il viaggio, a parte per il grandissimo caldo che ci ha attanagliato su tutto il percorso.

Una ventina i cani in gara. Nel nostro grado, il selettivo, eravamo in otto.
Vi ricordo velocemente cosa sono i selettivi.
Dopo aver superato il terzo grado francese, per non disperdere i binomi che altrimenti smetterebbero, i francesi hanno deciso di organizzare una gara denominata “Championnat de France en eau douce” dove acqua dolce si intende il lago.
A questa finale possono partecipare 20 binomi. Come si scelgono i binomi? Bisogna partecipare a queste gare di selezione. Ad ogni gara si prende un punteggio. Si tengono buoni i migliori tre punteggi e si sommano. I migliori 20 binomi vanno in finale.
Il selettivo consta di una parte a terra, 4 esercizi dal valore massimo di 5 punti ciascuno, quattro esercizi in acqua di cui uno obbligatorio (la presa al polso partendo dal gommone) e gli altri tre a sorteggio tra sette. Cambiano, rispetto ai brevetti classici, le penalità.
Sono molto ma molto più severe.
Ogni doppio comando è punito.
C’è una sola prova e se il cane non la esegue su quell’esercizio prende zero. Sì, perché in Francia gli zeri si danno. Giuro, si danno.
Se il cane parte da riva e torna indietro se tocca è zero; se parte da gommone e ritorna indietro e tocca il gommone… zero, insomma.
Le distanze sono tutte a trenta metri. Non è previsto il nuoto. Si va a premiare velocità di esecuzione e tecnica del cane.
Ogni mezza parola è un punto che ci saluta.
Gli esercizi sono quasi tutti di terzo grado, ma come ho cercato di spiegare le incognite e difficoltà anche se a prima vista non pare ci siano sono sono sempre in agguato. Ho imparato che al selettivo non è importante vincere la gara, ma portarla a casa. Sempre.
Meglio quinto con 95 punti che primo con 70. Perchè ribadisco… in Francia gli zeri si danno.

Giudice di gara Alexandre Allaire. Una vera sorpresa. In senso positivo. Lo conoscevo come concorrente e come referente Retrievers Club in seno alla federazione francese. Poi l’ho un po’ perso di vista.
Domenica ha tenuto la scena in maniera molto decisa ma allo stesso tempo mettendo a proprio agio i concorrenti.
Ha chiarito subito le sue linee guida, niente cani soldatini, niente urla e niente rimproveri.
Al termine delle prove ha spiegato subito per bene i punteggi che ha dato, a quei cani che non hanno concluso l’esercizio la possibilità di riprovarlo a pochissima distanza e di portarlo a casa dando comunque lo zero. Bravo!


Parliamo della gara? Ancora qualche riga dai… Non ero l’unico italiano in gara. C’era anche una ragazza toscana, Sara di Giovanni. Lei lavora con il gruppo Sit (Scuola Italiana Terranova) stanno a Pisa, il responsabile è Marco Zaccagni (e per questa marchetta Marco mi pagherà un pranzo a base di pesce).
Sara lavora con una golden di quasi sei anni di nome Uffa. Dopo i tre primi brevetti anche Lei si cimenta per la prima volta in questo percorso dei selettivi.
Lavorano molto bene e tra un po’ ve ne darò la prova… devono solo migliorare sulla gestione emotiva della gara, ma come le ho detto di persona… gara dopo gara acquisirà l’esperienza necessaria per fare il botto. E lo può fare.

Andiamo alla gara. Nei tre gradi canonici direi nulla da segnalare. Dai, ammetto che avendo la fidanzata al seguito…. non ci ho fatto gran caso.
Nei selettivi eravamo in otto, oltre a me e a Sara la presenza di un Grande del lavoro in acqua…. Paulin Joseph (al secolo “Il nonno di Heidi”) vincitore di Championnat sia in oceano. Gli voglio un bene dell’anima a quell’ometto e tra di noi dalla prima volta che ci siam conosciuti c’è un rispetto incredibile.
Presenti Terranova, golden, Labrador, il cao de agua di Joseph e noi con il Chesapeake.
La gara. Come detto bel tempo. Caldo. Carichi a mille con una gran voglia di fare. Quel profumo di acqua mista al fumo del motore…. mi mancava una cifra.
A terra alla partenza della giornata tutte le obbedienze di tutti i gradi. Per i selettivi condotta senza guinzaglio; richiamo da trenta metri; posizioni a distanza e terra resta un minuto con conduttore fuori vista. Un doppio comando ed una condotta larghina mi hanno portato a 17,5/20. Poi no primo pomeriggio siamo passati in acqua.
Obbligatorio la presa al polso e abbiamo portato a casa 19/20; apporto di cima da gommone a gommone 20/20; apporto della ciambella da riva 17/20 per via di qualche masticatina, e per finire riporto del surf partendo da riva 20/20.
Molto ma molto soddisfatto. Tutto d’un fiato, con pochissimo tempo tra un esercizio e l’altro. Attenti e concentrati come mi piace, facendo attenzione che il cane troppo esplosivo non mi anticipasse.
Mave sempre sul pezzo e sul figurante. Campo aperto e scena bene a fuoco. Qualcosa da sistemare c’è. Più di qualcosa. E non vedo l’ora di farlo.

Grande lavoro anche per la Sara. In acqua ha fatto ben due 20 e due 19. Pulita e precisa. Purtroppo a terra ha avuto due passaggi a vuoto che le sono costati due zeri. Anche per l’amico Joseph, in acqua tre 20 e un 18 credo. Tanta roba.
Anche lui però ha pagato a terra uno zero nelle posizioni a distanza.
I selettivi non danno una seconda possibilità. Bisogna sparare tutto e subito. E bene.
Alla fine per noi 93,5 punti su 100 e primo posto. Felicissimo.
Secondo posto per Joseph e terzo per la Sara, ma come detto tutti ad un’incollatura.
Mi porto a casa una bella gara. Avevo voglia di respirare aria buona, sana competizione e di capire a che punto fosse il nostro lavoro.
La Mave spinge tanto tanto, pare abbia in testa le cose da fare, adesso insieme a Toni e Luana c’è da lavorare di cesello, pulire, sistemare, limare. Tra le altre cose, ma sono dati che analizzo così per passare il tempo, la Mave era il cane più giovane del lotto dei selettivi. Se il buongiorno si vede dal mattino…
Ringrazio di cuore tutti i compagni di viaggio di questa gara… ci siamo divertiti, confrontati e ancora di più mi convinco che questa è una disciplina davvero speciale.

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3 Commenti

  1. Wow, complimenti! Leggo sempre i tuoi articoli ed ero molto curiosa di come sarebbe andata con Mave, il chesapeake : evidentemente benissimo.
    Sarebbe possibile, e avresti il tempo, scrivere qualche articolo per chi si approccia alla disciplina? Da che parte iniziare insomma. Bravo e brava la Mave!

  2. Ciao Ilaria, grazie mille. Ti dico che è sempre una bella sfida lavorare con Lei… ma nonostante sia ancora molto giovane (tre anni e mezzo) mi sta davvero entusiasmando. Devo riuscire a non farmi prendere la mano e non avere fretta.
    Posso pensarci per l’articolo. Sei più interessata allo sport, al soccorso o a un qualcosa per divertirti?
    Dammi qualche idea e qualcosa tiriamo fuori.

  3. Ciao! Grazie della risposta! Sono innamorata dei retriever (il prossimo cane sarà un labrador) , anche perché abito su un lago qui al nord. Mi interessava capire come introdurre un cane allo sport in acqua, se prima si inizia con dei corsi presso i centri cinofili per tutte le razze o si può iniziare subito nello specifico. insomma i primi passi. Scusa, come capirai sono ancora alle prime armi e brancolo nel buio ma mi piacerebbe molto unire le passioni per i cani e l’acqua

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