di FABIANA BUONCUORE e DAVIDE BELTRAME – … che c’è un amico in più, sì. È arrivato un nuovo cane. Biba ha lasciato un vuoto incolmabile nei nostri cuori, e come Davide ben sa io odio i numeri dispari. E noi avevamo solo più cinque cani.
Ecco perché abbiamo accolto in casa un nuovo cucciolo.
Ed è un rottweiler, tanto per cambiare.

Essere un Rottweiler è un compito impegnativo e stancante

FINALMENTE! Finalmente è tornata la Sciurallevatrice che ho conosciuto, amato e sposato. Perchè come già avevo raccontato in “Ho sposato una Sciuramaria”, l’arrivo di Aladino mi aveva un po’ spiazzato. Insomma, c’è gente che ha divorziato per molto meno.
Ora invece siamo tornati alle origini, con un cane fatto a cane e non a Chihuahua. Solo la testa è un po’ di cavolo, ma ne parliamo più avanti.

Giuro, quando ho fatto il mio discorso a me stessa suonava tremendamente logico. “Abbiamo Medusa che ha ormai superato i sette anni, e Tonino sta per compierli. A otto anni inizierà inesorabilmente il loro tramonto, che spero sia di quelli polari, ovvero bellissimo ed interminabile; ma da qui in poi ovviamente smetterò di pretendere dai miei cani che lavorino assiduamente o che mi accompagnino in passeggiate impegnative. Addestrare cani è il mio lavoro, quindi è ora di tenere un erede di Tonino al suo prossimo accoppiamento.” Era un ragionamento che non faceva una piega, fatto a mente fredda. Non era in programma nessuna monta. Ma neanche una settimana dopo mi ha richiesto le prestazioni di Tonino la mia amica Stefania, che ha dei rottweiler che io letteralmente adoro, e da lì è stato un susseguirsi di “vabbé, non sappiamo nemmeno se riusciamo a coprirla”, “comunque mica è detto che sia rimasta incinta”, “alla fine non si sa se nasceranno dei maschi”, “bisogna vedere se sono sani e sopravvivono” e “stiamo a vedere se ce n’è uno bello e di buon carattere”… e via, quattro mesi dopo stavamo tornando a casa con un batuffolo nero focato che osservava incuriosito il paesaggio fuori dal finestrino.

Pasticcino con la sua amica Emmy

Sorvolando sul “pre”, perchè tanto anche con Destiny eravamo passati dal “ma sì dai andiamo a vedere solo la cucciolata in allevamento” all’aver praticamente prenotato la cucciola, il tragitto con il cucciolo in braccio è stato praticamente un viaggio nel tempo… perché appena posato il sedere in macchina non ho potuto non pensare automaticamente a come l’ultima volta che avevo viaggiato con un cucciolo di rott così ero con mia mamma, la cucciola era appunto Samba, e l’avevamo presa proprio da Fabiana.
Quella Fabiana che all’epoca conoscevo praticamente a malapena e che ora è mia moglie e la madre di mia figlia.
Ma le considerazioni sul tempo che vola, il destino e quanto a volte sia strana la vita le lasciamo da parte, che qua dobbiamo raccontarvi del nuovo arrivato.

Erano solo due i maschietti (a proposito, stacco pubblicitario: ce ne sono ancora di cuccioli disponibili, se a qualcuno interessasse basta contattare noi), e siamo stati in allevamento per valutarli due volte, non di più: volevo mantenere più distacco possibile e prenderne uno solo se fosse stato come interessava a me. E mannaggia alle prugne cotte, c’era un botolotto rotolante che se ne stava pacificamente ad osservare fratelli e sorelle scannarsi, con aria sorniona, salvo ogni tanto pestarne qualcuno che gli dava fastidio. L’altro botolotto rotolante era decisamente più vivace e dinamico, ma con una bimba di un anno e mezzo che sgambetta per casa sventolando un pannolino così allettante da mordere abbiamo optato per il cucciolo zen. No, non lo abbiamo chiamato Zen: tengo da parte questo nome per un futuro chow chow. Sì, Davide, rassegnati, un giorno avremo un chow chow.
Mi sa che sto divagando, come al solito.
E così è arrivato a casa il nostro cucciolo; e grazie a Costanza Savaia, la ragazza che scrive per noi gli articoli sulle sue esperienze sulla comunicazione canina (a proposito, li avete letti? Scrive proprio bene-bene-bene ed è tra le poche persone che davvero comprendono il linguaggio canino. Oh, no, ho divagato ancora), ho ricevuto l’ispirazione suprema: avrebbe avuto il nome di un alimento. Davide non poteva che essere d’accordo, così dopo aver vagliato numerosissime e golose ipotesi abbiamo optato per il nome più autorevole ed imponente, adatto a un rottweiler maschio: Pasticcino.

Poteva mancare la medaglietta d’ordinanza? Certo che no!

Sì, certo, come la scelta fosse stata così semplice e lineare. Dovete sapere che Fabiana nella scelta dei nomi è UN PELINO puntigliosa, e per quanto non siamo arrivati ai livelli toccati per la scelta del nome della bambina, con controlli dei nomi più diffusi, dei significati, la verifica dei nomi usati nell’ultimo anno nel nostro comune di residenza e quant’altro… per arrivare a Pasticcino siamo passati per numerose alternative, idee, richieste di consigli agli amici con relativi sondaggi e via dicendo.
Qualora vi interessasse saperlo, Pasticcino ha vinto di un’incollatura su Pancake, che per lungo tempo sembrava Il Prescelto. A Fabiana però i nomi stranieri non piacciono particolarmente e Pasticcino era anche più facilmente comprensibile. Infatti la reazione media quando diciamo il nome del cucciolo è “aaaah così quando sarà grande tu dici che si chiama Pasticcino e uno si aspetta un cagnolino piccino e invece poi arriva lui eheheheh”.
Chi mangia pane e volpe a colazione si riconosce sempre al volo!

Comunque aver scelto “Pasticcino” come nome dà anche enormi vantaggi, ad esempio poter prendere un gioco per cani a forma di pasticcino e immortalare Pasticcino con il suo pasticcino.

Il piccolo ha cominciato l’addestramento appena messo piede in casa, a sessioni di due/cinque minuti due volte al giorno, e in una decina di giorni abbiamo cominciato a vedere i primi risultati. Abbiamo anche ricominciato a vedere oggetti personali distrutti, tappeti da doccia teletrasportati, ciotole d’acqua rovesciate e lacci delle scarpe strappati, ma per fortuna (grazie alle indicazioni che ho dato a chi ha cresciuto la cucciolata, modestamente) quasi nessun bisognino in casa, salvo sporadici incidenti.
Il piccolo Pasticcino al momento mostra un carattere molto sicuro di sé (da buon rott, dopotutto): con me e Davide gioca a poliziotto buono/poliziotto cattivo.

Con gli altri cani, se si accorge di poterselo permettere, fa il bulletto; però sa anche comunicare bene coi “boss”, buttandosi a pancia all’aria e leccando i musi, come da copione (leggasi “etogramma”). Il cane da difesa che è in lui si fa sentire: ha una fortissima tendenza a piazzarsi sempre vicino a noi per monitorare la situazione, e se qualcuno si avvicina con fare troppo sospetto non esita a mettersi in mezzo ed abbaiare con convinzione. Anche se, al momento, l’effetto non è molto convincente; non più di quanto non lo sarebbe il suono di una paperella di gomma.

Quello che mi preoccupa è che le persone normali prendono magari un cucciolo, si cuccano i danni che quasi ogni cucciolo tendenzialmente combina, una volta che smette pensano “evvivaaa” e si godono poi l’adulto che casini in casa non dovrebbe farne più.
Fabiana ha preso Destiny. Quando Destiny è cresciuta, ha preso Aladino. Ora che Aladino cominciava a fare meno stronzat… ehm essere meno dannoso, ha preso Pasticcino.
Vero che Destiny non ha mai fatto granché danni (del resto è un border collie con manie di perfezione), ma già Aladino i suoi danni li aveva combinati (seppur mitigati dal fatto di essere delle dimensioni di un microbo)… e poi insomma, parliamo di una allevatrice di Rottweiler, non proprio una persona che non sapeva cosa sarebbe successo mettendosi in casa un morbidino.
Eppure il suo masochism… ehm il suo amore per il Rottweiler ha superato anche questo.

Giada continua a confermarsi inspiegabilmente cinofila

E niente, sono tornata indietro nel tempo, e ad abbracciare ancora una volta un rottweilerino che sa di cucciolo la nostalgia è forte. Che poi, il suddetto “rottweilerino” è già cresciuto parecchio dal suo arrivo, tanto che gli abbiamo già allargato il collarino ed aumentato la razione; d’altronde, non ci aspettavamo che rimanesse come Aladino. Aladino, a proposito, è piuttosto stressato dal nuovo arrivo, anche perché Pasticcino non prende sul serio le sue sgridate e si diverte a masticarlo con gusto (già al suo arrivo era alto il doppio del chihuahua e svariate volte il suo peso), così interveniamo noi perché lo lasci in pace (e naturalmente i due non rimangono mai insieme se noi non ci siamo).
Destiny si è già fatta capire bene invece, così il cucciolo non la importuna mai: lei è come me, odia le interazioni sociali con gli elementi della sua specie, quindi ha già stabilito le regole “tu non avvicina a meno di mezzo metro o io rompe clava su tua testa”, un po’ come farei io; così vive la new entry senza troppi fastidi.
A parte quando Pasticcino prova a fregarle i giocattoli.

Precisiamo, Aladino è stressato nelle mura domestiche, perché appena escono in giardino spesso è lui a invitare al gioco Pasticcino.
Biba ha lasciato un enorme vuoto, ma come mancanza di neuroni ha lasciato decisamente un degno erede.

Grandi menti all’opera

Samba è felicissima di avere un suo cuginetto (non è un modo di dire, sono davvero cugini) col quale giocare alla pari tra cuccioli; Tonino ha pensato “Toh, ho fatto un altro figlio” e gli ha pisciato in testa; Medusa lo tollera, ma noi monitoriamo le interazioni con lei tramite un guinzaglio, perché è più burbera (aspetteremo che lui sia più grande e robusto per farle capire che non le conviene fare la bulletta).
Per ora c’è poco altro da raccontare: la vita con Pasticcino è come con qualsiasi altro cucciolo del mondo. Proveremo anche a tirarne fuori un cane addestrato, naturalmente: chissà che non abbia un talento nella dog dance…

Vero, la vita con Pasticcino è come con qualsiasi altro cucciolo.
Solo che noi avevamo altri 5 cani. Ma questo è il meno, mentre molto più rilevante c’è che di cucciola in casa ce n’era già una a due zampe.
E i due hanno già sviluppato una proficua associazione a delinquere, con Giada che ormai con le sue manine paffutelle arriva sul tavolo, sulla scrivania e in generale su tutti i ripiani bassi della casa, e trova molto molto molto divertente proporre a Pasticcino come potenziale gioco (o potenziale snack) ciò che raccoglie.
Quindi nella prossima puntata vi racconteremo i progressi di Pasticcino (che peraltro si è già guadagnato il soprannome di Pasticcione), come andrà la convivenza con Giada, Aladino e Destiny e quant’altro.. ma il tutto ammesso e assolutamente non concesso che non finiamo prima ricoverati in neuropsichiatria.

Non fatevi ingannare dalla morbidinosità, questi due insieme sono tremendiiii

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Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.