di FILIPPO ORSENIGO TETI e ERICA GIUSTETTO – “Se vuoi fare un passo avanti, devi perdere l’equilibrio per un attimo (Massimo Gramellini)“.
Iniziamo l’articolo di oggi con questa frase che riassume un concetto fondamentale della nostra attività, il disequilibrio e il conseguente equilibrio sono alla base del movimento, da un semplice gesto di vita quotidiana alla più complicata prestazione agonistica.

L’equilibrio è il rapporto ottimale tra l’ambiente e il soggetto in esame, si riferisce all’abilità di mantenere la stazione da fermo o in movimento. Deriva da un continuo adattamento del corpo, in termini di muscolatura e articolazioni, alla situazione in cui si ritrova è dato da una complessa collaborazione di tre importanti distretti anatomici: il sistema nervoso (periferico e centrale), il sistema vestibolare (parte dell’orecchio) e la vista.
Quando il nostro cane inizia la sua giornata si attiva un complesso sistema di gestione dei movimenti (visibili e invisibili a occhio nudo) che per tutta la giornata permetterà a Fluffi (nome di fantasia ovviamente) di alzarsi da terra, correre a mangiare e iniziare con indicibile energia a portarci pantofole sperando in un portentoso lancio da parte nostra.
Esistono differenti motivi che possono portare un soggetto ad avere una scarsa, imprecisa o asimmetrica gestione di tali processi.

Escludendo i motivi medici in quanto come già detto in precedenza non rientrano nelle nostre competenze, possiamo orientarci su cause legate alla genetica del soggetto, al carattere dello stesso, alle esperienze trascorse e vissute fino ad oggi con un’occhio di riguardo a quanto il cane ha potuto sperimentare in giovane età.
Ma potremmo citare anche abitudini motorie, spesso asimmetriche, che con l’età si tendono ad adottare con frequenza sempre maggiore (non ridete, anche noi poveri umani corriamo gli stessi rischi!) per non dimenticarci delle caratteristiche caratteriali del soggetto che influiscono non poco.
Tutti i motivi sopra esposti possono portare il nostro Fluffi a muoversi in modo impreciso e/o scoordinato e non sempre congruo alla situazione che deve affrontare.

Proprio per superare questa situazione è possibile e utile proporre al nostro cane un percorso di allenamento pensato proprio per comprendere e migliorare quelle che sono le risposte messe in campo dall’organismo in presenza di una situazione di scarso equilibrio. Esatto, l’equilibrio si può allenare e migliorare grazie a esercizi mirati e proporzionati alle necessità del soggetto.
E l’utilità? quasi inutile da descrivere tanto è ovvia!
Un cane con una maggiore capacità di gestione dell’equilibrio e con una superiore precisione nella gestione nei movimenti potrà scegliere i migliori schemi motori per rispondere agli stimoli e alle situazioni che si troverà a gestire.
Questa ottimale gestione del corpo porta a un minore dispendio energetico e ad una incredibile lucidità mentale.

Con l’aumentare dell’esperienza nella gestione di un dato movimento aumenta anche il grado di automatismo con il quale il cane riesce a compiere lo stesso movimento. Una maggiore automazione porta ad una gestione del corpo attraverso processi semi-coscienti che ottimizzano il lavoro fluido e dinamico dei muscoli antagonisti chiamati in causa per il mantenimento della postura e la gestione del movimento.
In tutto questo affascinante percorso le esperienze pregresse permettono al soggetto di simulare l’azione, scegliere la miglior risposta motoria da utilizzare e anticipare quelle che saranno le reazioni scaturite da quanto fatto.
Visto in questi termini, anche un semplice passo può diventare complicato!
I motivi sopra citati evidenziano chiaramente quali e quanti benefici si possano ottenere grazie a un percorso di allenamento orientato allo sviluppo dell’equilibrio, della precisione e fluidità dei movimenti e della consapevolezza del corpo.
Non possiamo non citare anche l’opportunità di ridurre, attraverso lo sviluppo di quanto esposto, la possibilità che il cane riporti un infortunio come diretta conseguenza di un movimento sbagliato.

Ma perchè in una palestra di K9 Cross Training si riescono a lavorare nel migliore dei modi questi specifici aspetti?

I fattori sono molteplici; innanzitutto citiamo la capacità dell’istruttore di adattare tipo e versione dell’esercizio per sviluppare una particolare abilità finalizzata a un preciso scopo. Lavorare per obiettivi è fondamentale in cinofilia come nella vita di tutti i giorni.
Per noi, istruttori di K9 Cross Training, l’equilibrio è uno solo delle tante aree di intervento che dobbiamo poter padroneggiare e abbiamo imparato a delineare percorsi di training mirati.
L’ambiente è altrettanto importante per poter conseguire i risultati che ci siamo prefissati in questo ambito. La nostra attività viene prevalentemente svolta al chiuso in modo da ridurre al massimo le influenze esterne siano esse legate alle condizioni atmosferiche che ambientali.
Questo dettaglio non è per nulla trascurabile e non è legato a un discorso di comfort dell’istruttore (anche se in questi giorni di caldo torrido poter fare lezione nella nostra bellissima palestra a 24 gradi grazie all’aria condizionata ammettiamo che è un sogno!) ma ci permette di proporre e riproporre lo stesso identico esercizio, anche a distanza di giorni, con le medesime regolazioni dell’attrezzatura utilizzata non influenzate dall’ambiente esterno.
Grazie a questo approccio il percorso di apprendimento di Fluffi (non
dimentichiamocelo!) sarà coerente e graduale permettendo al soggetto di vivere, gestire e analizzare le medesime sensazioni per un numero sufficiente di ripetizioni per raggiungere l’obiettivo prefissato.

Al terzo posto possiamo mettere l’attrezzatura utilizzata in palestra; parlo dei prodotti propriocettivi per cani che utilizziamo nella maggioranza dei casi per lavori di training specifici dell’area di lavoro connessa allo sviluppo dell’equilibrio e della consapevolezza del corpo.
Utilizzare strumenti adatti allo scopo studiati per essere utilizzati con i cani è sicuramente una pratica doverosa e professionale che permette di allenarsi in sicurezza riducendo al minimo incidenti di percorso dettati da rotture accidentali dell’attrezzatura.
A parte questo dettaglio non è il prodotto a fare la vera differenza ma il come le caratteristiche dello stesso vengono comprese e utilizzate per ottenere il giusto livello di difficoltà e il corretto movimento/postura richiesta dal percorso di allenamento ideato.
Proseguendo nel citare i fattori che caratterizzano il nostro approccio al lavoro propriocettivo e di equilibrio rimane da citare la velocità di esecuzione, lo stato d’animo del soggetto e la comprensione dell’esercizio.
La velocità è spesso utilizzata dai cani per superare nel minor tempo possibile situazioni non apprezzate. Per questo motivo chiedere ad un cane di svolgere un esercizio lentamente e con precisione permette di aprire un vasto ventaglio di sensazioni che spesso non vengono quasi percepite.
Lento è bello, lento è difficile… in palestra ovviamente perchè all’esterno ci piace vedere i cani che volano come draghi!

Direttamente collegato a quanto detto sopra lo stato d’animo del soggetto che viene portato a vivere e gestire sensazioni nuove ed intense deve essere necessariamente positivo, rilassato e propositivo. Solo in questo modo, rispettando tempi e livelli di difficoltà gestiti correttamente dal cane è possibile ottenere i risultati auspicati.
In ultimo, non per ordine di importanza, citiamo l’importanza di scegliere il giusto metodo di conduzione per poter ottenere la maggiore risposta cosciente, ragionata ed autonoma del cane… Fluffi, ovviamente.
Abbiamo già trattato più a fondo questo argomento in un precedente articolo che vi invitiamo a leggere.