di LORENZO BREVEGLIERI – Lo scorso 26 agosto sono andato a trovare Laura Benedetti, scrupolosa allevatrice di Cani di Sant’Uberto dello storico allevamento Vascia di Todi; l’allevamento del famoso Bloodhound “Osso” della TV.
Ci sono andato per adottare un cucciolo di 61 giorni che ho chiamato Black Jack e diventerà con ogni probabilità un cane operativo nel settore del Mantrailing.

Come ben sappiamo, i san’uberto sono cani che si prestano molto bene a questa disciplina di ricerca olfattiva, dimostrando fin da cuccioli, le loro abilità.
E’ molto usuale dire che i cuccioli fino al compimento dell’anno di età, non devono fare addestramento o non sono in grado di fare chissà quale attività ma io non sono affatto d’accordo.
Aldilà di prendere un cucciolo perché è bellissimo, ha delle orecchie lunghissime con un musetto dolce, il pelo morbido e la pelle simpaticamente elastica, c’è da tenere conto che in un appartamento, sei schiavo del “mocio” ad asciugare litri di pipì (ben felice di farlo) e, aldilà del piacere di avere a casa un cucciolo che rallegra la famiglia, ci sono delle ragioni ben precise.

La selezione del cucciolo che dovrà diventare un cane per il “lavoro” avviene grazie alla scrupolosa selezione da parte dell’allevatore che accoppia i genitori.
Altrettanto la scelta del cucciolo, oltre alla conoscenza e esperienza del futuro proprietario, deve essere affidata sempre all’allevatore che oltre a conoscere la genealogia, osserva i cuccioli dalla nascita all’adozione e ne esalta le attitudini.
Arrivati a casa, ho fatto conoscere Black Jack a tutta la famiglia: Ira (la Boxer) Baloubette (la Border) Pelosone a Bagheera (i gatti).
E’ stata un’accoglienza davvero simpatica: il cucciolo, che già conosceva altri animali come capre, gatti, galline e cavalli, è riuscito immediatamente a comunicare con tutti e sentirsi a suo agio.
Per molti potrà trattarsi di normale routine di convivenza, ma è proprio da qui che inizia l’addestramento per un piccolo Bloodhound.

Forse non tutti sanno che nei primi mesi di vita del cane è doveroso far socializzare il cucciolo con ogni soggetto vivente e ambiente al fine di fargli capire che nella vita potrà incontrare ogni sorta di difficoltà ma che la stessa potrà essere superata, da soli o con l’aiuto del conduttore/proprietario.
Nel periodo di socializzazione, dobbiamo essere molto attenti a non far traumatizzare il cucciolo e rendergli ogni stimolo un qualcosa di piacevole; quind, il cucciolo, in maniera graduale, dovrà uscire di casa, conoscere le auto, i motocicli, i supermercati, il traffico, le stazioni ferroviarie, i giardini pubblici, i boschi e via dicendo, dovrà conoscere i bambini, gli adulti, gli anziani, folle di turisti, eccetera, dovrà conoscere il collare, la pettorina, il guinzaglio, la lunghina.

Già nelle prime settimane in cui il cucciolo è a casa si possono notare le attitudini alla ricerca; nascondersi e richiamarlo per farsi cercare è davvero esaltante, così come nelle passeggiate, far “scappare” mia moglie e farla cercare da Blackjack.
Trascorse poche settimane, dove il cucciolo ha imparato il valore delle persone che l’hanno sempre gratificato, potrà iniziare con le prime fasi di memorizzazione dell’odore da cercare e di seguire le prime tracce umane. Già a 4 mesi, possiamo permetterci di nascondere una persona in un percorso di 50/60 metri con un angolo e guardarlo mentre cerca con naso a terra, indifferente gli stimoli.
Se un tempo si diceva di non fare nessuna attività addestrativa fino all’età di un anno, oggi, attraverso il gioco, possiamo permetterci di costruire gli esercizi che ci serviranno per avere maggiore performance in età adulta.

Immaginate un bambino che vive segregato in casa per tutta la vita e un altro che, oltre ad andare a scuola, frequenterà un’attività sportiva come nuoto, calcio, pallavolo etc…
Tutto parte dal gioc,o e gli educatori sportivi lo sanno.
Un cucciolo di cane non è altro che un “bambino” che dovrà crescere e per mantenere un benessere psico-fisico, dovrà fare una attività adeguata. Le coccole non bastano!
Altrettanto importante, non crearsi l’aspettativa che un cucciolo che dimostra particolare attitudine all’attività di Mantrailing, sia in grado di risolvere particolari compiti. Dobbiamo sempre ricordarci che è un cucciolo che non ha ancora l’esperienza di un adulto e possa superare alcuni ostacoli e fattori stressanti.

Ricordatevi di rispettare il vostro cucciolo, sappiate aiutarlo, fatelo divertire negli esercizi, gratificatelo sempre, non date per scontato che quello che per voi è semplice, lo sia anche per lui, tra un gioco e un altro fatelo riposare in un luogo adeguato e non tenetelo troppo sottoposto a stimoli esterni, inserite una difficoltà alla volta e prima di passare alla successiva, assicuratevi che abbia capito come superare la prima, non ascoltate chi, ancora oggi, sostiene che un cucciolo non dovrà fare nulla!! Divertitevi nel Mantrailing!

Articolo precedenteAllenamento al gruppo SIT e preparazione della squadra Italiana ai prossimi Europei
Articolo successivoCani e bambini: il lato oscuro

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Lorenzo Breveglieri: In servizio attivo alla squadra ricerca molecolare dell'Arma dei Carabinieri, Istruttore Cinofilo CSEN, Responsabile Nazionale di Mantrailing Sportivo CSEN, Responsabile Regionale Toscana Cinofilia CSEN.