di PAMELA GIUTTARI – La scelta di fare formazione non è stata facile per noi: era già qualche anno che ci veniva chiesto di organizzare dei corsi per diventare istruttore cinofilo, ma avevamo mille dubbi perché parliamoci chiaro: INSEGNARE UN MESTIERE NON È FACILE, FARLO IN 300 ORE LO È ANCORA MENO.
Formare qualcuno, per noi, significa avere una grande responsabilità sulle spalle; non legale per carità, non obbligata, ma morale.
Quindi abbiamo pensato e ripensato mille volte a come strutturare questo corso, e nel tentativo di fare del nostro meglio abbiamo fatto una scelta insolita per quanto riguarda la parte pratica del corso, ovvero far lavorare gli allievi con i cani del canile.

Perché con i cani del canile?

Per diversi motivi.
È una scelta fatta a favore sia dei cani ce degli allievi.
Ma partiamo dai cani: innanzitutto è doveroso spiegare che noi collaboriamo costantemente con i canili, in questo preciso periodo stiamo lavorando per ACPA – Canile comunale di Cesena, ed è proprio da lì che arrivano i cani che “utilizziamo” (passatemi il termine) durante il corso istruttori.
Sono cani che conosciamo bene, sono cani che stanno già facendo un percorso di educazione o di rieducazione con noi e con operatori e volontari, sono cani che hanno necessità di fare esperienze e soprattutto SONO CANI IN CERCA DI FAMIGLIA.
Non prendiamo “cani a caso”: li scegliamo accuratamente in base alle loro doti, al loro vissuto, al loro percorso e alle loro esigenze educative; questo viene fatto per essere certi che per loro l’esperienza possa essere un arricchimento e non uno stress inutile.

Il lavoro che si può fare in canile è tanto, ma è spesso limitato al personale e alla struttura, o comunque a brevi uscite e, per quanto ci si possa impegnare, per raggiungere l’adottabilità a volte ci vuole altro. Ad esempio un cane che ha paura di viaggiare in auto difficilmente si riesce ad aiutare in canile, mentre con “la scusa” del corso istruttori ha modo di viaggiare, oppure un cane leggermente pauroso o diffidente con gli estranei ha bisogno di vedere tante persone diverse, e quale migliore occasione di vedere tutti gli allievi e poter interagire con loro?
Ampliare il loro percorso con stimoli, ambienti e persone nuove, permette al cane di arricchire il proprio bagaglio esperienziale in tutta sicurezza.

E ora veniamo agli allievi…
Nella maggior parte dei corsi istruttori/educatori/addestratori, gli allievi partecipano con il proprio cane, e insieme svolgono tutta la parte pratica. A volte per fare esperienza e lavorare con cani diversi, i cani di proprietà degli allievi vengono “prestati e scambiati” tra colleghi di corso.
Ma, perché c’è sempre un ma… innanzitutto chi si iscrive ad un corso istruttori, di solito, ha già fatto qualcosa con il proprio cane, è già stato in un campo di addestramento, di conseguenza il cane di un allievo istruttore, anche il più scarso, sa eseguire qualche comando di base, quelli più avanti sanno a volte tutta una sequenza sportiva.
Quindi, se sono già educati (anche solo parzialmente), come potrei sfruttarli per imparare?
In secondo luogo, durante tutto il periodo del corso, gli allievi si conoscono, stringono amicizie, si raccontano, e piano piano conoscono anche gli uni i cani degli altri.
Ora, se i cani con cui andranno a lavorare li conoscono già, se già sanno la loro storia, i loro problemi, le loro paure, e se come dicevo poco sopra, questi cani hanno già un minimo di educazione, quanto può essere utile lavorarci?

Ha senso cercare di imparare un mestiere facendo pratica con il proprio cane o con quello di amici?
L’ipotetico cliente che arriverà al campo dei futuri istruttori potrebbe arrivare con un cucciolo di due mesi che non sa neppure sedersi a comando, potrebbe essere al suo primo cane e aver necessità di imparare anche le cose più ovvie, quindi il cane del cliente potrebbe essere un foglio completamente bianco di cui dover scrivere.
L’allievo deve imparare ad insegnare DA ZERO e, per farlo, deve in primis imparare a VALUTARE il cane, a fare domande, a scremare e a scavare nelle risposte del cliente, e questo conoscendo già i cani e la loro storia, non si può fare.

I cani del canile sono sconosciuti, e la loro storia spesso non la conoscono nemmeno i volontari e gli operatori, non ci si può basare su alcun racconto, ma solo sulle nostre capacità di valutazione.
Ecco perché preferiamo che i ragazzi lavorino con questi cani: loro fanno esperienza e i cani, oltre ad avere maggiore visibilità, hanno modo di farne altrettanta.
Durante il corso si regaleranno a vicenda degli insegnamenti che si porteranno dietro per tutta la vita e alla fine del percorso, questi “cani docenti” avranno una buona base di educazione che aumenterà, oltre che le loro capacità, anche le probabilità di essere adottati.
La parte pratica del corso istruttori di quest’anno è iniziata a settembre e ad oggi, ben QUATTRO dei cani coinvolti in questo progetto hanno trovato casa.
Ringraziamo lo staff del canile di Cesena che abbracciando il nostro progetto ne ha permessa la realizzazione.

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Pamela Giuttari nata a Milano il 9.12.81, vive in provincia di Bologna dal 2014. Sposata con Manuel Codo, al quale è legata nella vita e nel lavoro, entrambi infatti sono addestratori professionisti. Si occupa di cani di difficile gestione quali fobici e aggressivi. Docente in vari stage e corsi educatori, tiene particolarmente a mettere l’accento sull’importanza della valutazione del cucciolo per la prevenzione dei problemi comportamentali.