di DAVIDE BELTRAME – Sta facendo molto scalpore il nuovo regolamento di Benessere Animale del comune di Milano, attualmente in fase di discussione.
Ripeto, in fase di discussione, non è ancora definitivo ed è proprio il motivo per cui ci sono molte polemiche su alcuni punti, perchè c’è ancora speranza/possibilità che vengano cambiati.
Non è ancora in vigore e soprattutto, ovviamente, anche qualora venisse approvato così com’è non avrebbe valenza nazionale, ma “solo” su Milano. Questo per fare chiarezza dato che in molti casi si pensa a una proposta di legge nazionale: non è così.

Il punto più aspramente discusso è probabilmente quello sulla volontà di vietare i collari a strangolo e semi-strangolo, di cui però non voglio parlare in questo articolo; segue a ruota il “patentino” che si vorrebbe istituire solo per i proprietari di alcune razze, ovvero al momento:
Pitbull
Rottweiler
Bull Terrier
American Staffordshire Terrier
Cane Corso
Cane Lupo Cecoslovacco

Vi ricorda qualcosa?
A me è venuta subito in mente la “Lista di razze pericolose” dell’ordinanza Sirchia del 2003.
Per carità, non si possono raggiungere le vette di assurdità dell’epoca (la prima lista non includeva il pitbull, quando in realtà l’ordinanza era quasi nata appositamente “contro” quella razza, mentre la stesura definitiva dove il pitbull è poi stato inserito conteneva alcune razze inesistenti e altre le cui presenze in Italia si potevano contare sulle dita di una mano), ma il concetto di fondo è molto simile… cambiano solo le razze interessate; o meglio, cambiano in parte, perchè Rottweiler, Pitbull e Bull Terrier erano tra i “cattivi” già allora.

Assolutamente degna di nota, tra l’altro, la motivazione con cui è stato (fortunatamente) rimosso un altro dei punti che erano stati criticati, ovvero l’obbligo di museruola, anche in area cani, per i cani di razze “potenzialmente pericolose”, ed è stato invece introdotto il patentino.
La geniale dichiarazione del principale promotore di questo nuovo regolamento (Carlo Monguzzi) è stata:

L’obbligo di museruola  anche  nelle  aree  cani per le razze pericolose sarà eliminato  perché  la nostra  filosofia prevede che non ci siano razze pericolose  ma proprietari in grado  o  no  di  condurre  i  cani.
Dunque introdurremo un patentino  obbligatorio  per  cui  chi  è proprietario  di  un  cane  di  una razza particolare.

Notato l’astuzia?
E’ bastato sostituire “pericolose” con particolari, per far uscire dalla porta la lista che obbligava all’uso della museruola e farla rientrare dalla finestra come “patentino”.
Va detto che il giochetto lessicale non ha funzionato benissimo: la maggior parte degli articoli sul tema ha comunque titolato riguardo l’arrivo del “patentino per le razze pericolose”, anche il servizio andato in onda su Studio Aperto ha parlato di razze pericolose e potenzialmente aggressive.

Io vi chiedo di immaginare davvero tante virgolette intorno alla parola patentino, perchè l’attuale proposta prevede, per ottenerlo, un corso di 3 giorni: sarei curioso di sapere in questi 3 giorni (che si suppone non siano di full immersion) cosa si vorrebbe insegnare, soprattutto a un proprietario che magari ha già forti lacune sulla gestione del suo cane.
Sul serio: se in 3 giorni riuscite a rendere un perfetto conduttore responsabile chi parte da uno status di “sciurmario medio”, o di “truzzotamarro che ha preso il ruzzwiller perchè lo faceva sentire uno tosto”, meritate di essere ricoperti d’oro e possiamo mandare in pensione tutti gli educaddestristruttori d’Italia.

Un patentino fatto con un briciolo di serietà intanto non sarebbe solo per i proprietari di specifiche razze, ma sarebbe per TUTTI i proprietari.
Sia perchè, banalmente, molte nozioni possono interessare chiunque abbia un cane, sia perchè comunque si formerebbe anche chi magari oggi ha il Barboncino ma un domani vorrà prendersi un Cane Corso.
Invece il patentino “per razza” è un’emerita sciocchezza… senza considerare che magari io ho il mio canecattivo regolarmente “patentinato”, lo sto conducendo secondo le regole e poi mi trovo il cagnetto libero e giocondo del proprietario che il patentino non lo ha dovuto sostenere – e che continua a gestire male il suo cane – che viene a infastidire il mio e magari cerca pure la rissa… ma tanto ovviamente se succede qualcosa la colpa è sempre del canegrossoecattivo, si sa.

Solo formando (e informando) tutti i proprietari si può raggiungere un buon grado di convivenza e una responsabilità collettiva, con proprietari che oltre a conoscere magari le pecualirità del proprio cane sarebbero informati anche sui cani altrui.
Insomma, facendo cultura cinofila, non “ghettizzando” come al solito solo alcuni proprietari, che verranno visti con sospetto e occhio indagatore (cosa che peraltro, ai possessori di certe razze, solitamente capita già grazie soprattutto all’ampia disinformazione fatta dai mass media) al suono di “chissà se ce l’ha il patentino, quello lì” solo perchè magari il loro cane somiglia vagamente a una delle razze interessante dal nuovo regolamento.
Perchè così non si crea cultura cinofila, al contrario aumentano la disinformazione e l’allarmismo, perchè molte persone penseranno “vedi che facevo bene a pensare che quella razza è pericolosa, han fatto pure una legge apposta!”.

Sul somiglia vagamente a una delle razze si apre un ulteriore capitolo, soprattutto riguardo il pitbull.
Il pitbull come noto non è una razza riconosciuta dall’FCI e dall’ENCI, quindi non esiste – ovviamente – un pedigree ENCI che attesti l’appartenenza di un soggetto a quella razza.
Di conseguenza non esiste una “banca dati” a cui attingere per andare a identificare i proprietari di pitbull per invitarli a fare questo famoso patentino… a meno che non si pensi di mettere nel calderone qualsiasi cane vagamente somigliante al pitbull che viene avvistato per strada dalle forze dell’ordine, o di chiedere la documentazione (perchè comunque il pitbull il suo pedigree ce l’ha, anzi ne esistono diversi – i più famosi sono UKC e ADBA – semplicemente non è un pedigree italiano: è sbagliato dire che “non è una razza riconosciuta e quindi non esiste“, come mi è capitato di leggere) a ogni proprietario.
Capitolo a parte è ovviamente capire chi sarà deputato a consegnare questi patentini: le stesse persone che reputano “razze pericolose” quelle indicate, partendo quindi evidentemente prevenuti? Chissà… sperando che non si utilizzi il criterio di identificazione tipico dei giornalisti quando si parla di pitbull.

Lo stesso problema si pone comunque in gran parte per le altre razze… al netto dell’eventualità di utilizzare il libro genealogico dell’ENCI per identificare i proprietari delle razze riconosciute e quindi invitarli a conseguire il patentino, per gli incroci che si fa? Sono da “patentinare” o sono esenti?
Per chi è convinto d’avere il canedirazza e magari lo ha preso dal cagnaro e quindi non ha alcun documento che si fa?
Per i cani (purtroppo ancora un buon numero) che non sono nemmeno microchippati e quindi di fatto sono “cani fantasma” non presenti nelle banche dati che si fa?

C’è poi tutto un ventaglio di problematiche: qualcuno preoccupato dal patentino e dalle possibili sanzioni potrebbe decidere di abbandonare il proprio cane… gesto deplorevole, ma sappiamo che purtroppo episodi simili succedono (anche se probabilmente il rischio sarebbe maggiore se il “patentino” fosse a pagamento, ma pare che il corso sarà gratuito); altro punto importante, cosa si fa con il conduttore che non supera il patentino, e con il suo/i suoi cani?
Questi punti andrebbero quantomeno spiegati in maniera più approfondita.
Insomma, quanto contenuto nella proposta è quanto più di lontano da un patentino anche decente si possa immaginare.
E’ molto triste vedere che nel 2020 siamo ancora al concetto delle razze pericolose, proprio come 17 anni fa… e no, non basta dire razze particolari, in un giochetto lessicale così di basso livello non ci casca nemmeno un bimbo di 2 anni.
Se proprio volete sentirvi giovani, ci sono tanti altri modi migliori del rivangare gli errori passati.