sabato 4 Luglio 2020

Milano: “Patentino” o tassa sui cani?

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Davide Beltramehttp://www.tipresentoilcane.com
Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.

di DAVIDE BELTRAME – Assume contorni sempre più grotteschi l’ormai celebre “patentino” parte del nuovo regolamento per il benessere e la tutela degli animali a Milano.
Intanto, è stata rivista e ampliata la lista delle razze coinvolte, che ad oggi sarebbe la seguente e che, stando alle dichiarazioni in Assemblea, includerebbe (secondo l’anagrafe canina comunale) circa 5800 cani.
L’intenzione, a quanto dichiarato, è di iniziare con questa razze ma poi estendere l’obbligo a tutti i proprietari di Milano (e si parla di circa 100.000 cani).
Ecco le razze da cui sembra si partirebbe:

Cane da pastore di Ciarplanina
Cane da pastore dell’Anatolia
Cane da pastore dell’Asia centrale
Cane da pastore del Caucaso
Cane da pastore Maremmano Abruzzese
Cane da Serra da estreilla
Dogo argentino
Fila brazileiro
Perro de canapo majoero
Perro da Presa canario
Perro da Presa mallorquin
Pit bull
Pit bull mastiff
Pit bull terrier
Rafeiro do alentejo
Rottweiler
Rhodesian ridgeback
Tosa inu
Amstaff
Bull terrier
Bandog + molossoidi non iscritti ai libri genealogici ENCI – FCI.
Boerboel
Cane corso
Cane lupo cecoslovacco
Lupo di saarloos
Cane lupo italiano

Nel mio precedente articolo sul tema avevo scritto che quantomeno non si erano toccate le vette della lista di razze pericolose del 2003 dove erano state inserite razze inesistenti e razze con pochissimi soggetti in Italia.
Mi hanno prontamente smentito: ad esempio sono riusciti a inserire pit bull e pit bull terrier (sono la stessa razza), il pit bull mastiff (che non esiste). O il bandog, che non è una razza ma il modo in cui spesso vengono definti genericamente alcuni incroci molossoidi.

Sfortunatamente sul sito ENCI non funziona più da qualche tempo il grafico con le iscrizioni degli ultimi anni… però a naso posso immaginare che a Milano non spopolino particolarmente i Rafeiro do Alentejo, o il Perro da presa mallorquin. Ma magari sbaglio io eh.
La cosa più curiosa però è vedere come buona parte di questa lista… corrisponda proprio a quella del 2003, che nella sua ultima stesura (del 2006) comprendeva le razze riportate di seguito; evidenzio in grassetto quelle presenti in entrambe le liste.

Rottweiler
Cane da pastore di Charplanina
Cane da pastore dell’Anatolia
Cane da pastore dell’Asia centrale
Cane da pastore del Caucaso

Cane da Serra di Estrela
Fila Brasileiro
Mastino napoletano
Perro da canapo majoero

Dogo canario
Pit bull mastiff
Pit bull terrier
Rafeiro do Alentejo

Bulldog americano
Bull Terrier
Tornjak
Tosa inu

Considerando che anche qui era presente l’inesistente pit bull mastiff… solo a me sorge il sospetto di un bel copia e incolla? Hanno tolto giusto un paio di razze, hanno aggiunto qualcosa, e voilà la lista rivista e aggiornata.
Tra le voci aggiunte, spicca Molossoidi non iscritti ai libri genealogici ENCI – FCI.
Dato che il molossoide è una classificazione morfologica, potenzialmente ci rientrano un sacco di cani, altro che limitarsi ai circa 5800 di cui parlano, perchè tutti i molossoidi non riconosciuti ENCI saranno iscritti in Italia come meticci.
Non è peraltro ancora chiaro se vengano inclusi gil incroci di queste razze, nel caso ovviamente parleremmo di ancor più soggetti.

Una tassa sui cani mascherata da patentino?

L’altro aspetto rilevante emerso in Assemblea, è che il patentino contrariamente a quanto molti pensavano inizialmente non sarà gratuito, ma avrà un costo di 50 €.
E a questo punto viene spontaneo fare i conti della serva, e calcolare che anche dando per buoni che davvero si inizi “solo” con circa 5800 cani, parlamo di 290.000 euro.
Ma se analizziamo il totale di 100.000 cani dichiarato in Comune, il ricavo potenziale è di CINQUE MILIONI DI EURO.
Ma attenzione, questo in realtà potrebbe essere un conto per difetto! Infatti – anche se questo punto non mi pare sia stato chiarito – si supponeva che il patentino non valesse per cane, ma per persona.
Del resto, il corso sarà senza cane, quindi chi viene certificato abbia seguito il corso per “patentinarsi” è l’umano… ma che succede se il cane è uno, ma a portarlo a spasso sono tutti i membri della famiglia? Dovranno fare tutti il patentino?
C’è uno sconto in caso di compomenti per nucleo familiare?
Il Dr. Gandini ha dichiarato che “i costi saranno a carico dei proprietari di questi cani che 50 € li potranno anche spendere!”, ma se deve certificarsi già solo un nucleo con papà, mamma e un figlio, gli euro diventano 150.
Altro punto da chiarire, la persona che avrà ottenuto il patentino potrà poi condurre qualsiasi cane, o viene certificata solo la coppia cane-conduttore (come avviene ad esempio per il CAE-1)? Invertiamo la situazione di prima e immaginiamo una persona che ha però 3 cani: gli basta un corso solo, o deve rifare il patentino una volta per cane (ammesso chiaramente siano tutti e 3 nella lista)?
E chi coi cani ci lavora, tipo i dog sitter, o gli educaddestristruttori?
Un dog sitter può non avere nessun cane presente nella lista, ma proprio per il suo lavoro potrebbe condurne diversi presenti in lista: dovrà fare il patentino? O il patentino riguarda solo il proprietario del cane?

L’impressione insomma, vedendo anche quanti “buchi” ancora ci siano e vedendo l’intenzione di estendere il patentino a tutti, è che alla fine… sia semplicemente una tassa mascherata: ovviamente presentarla direttamente come “tassa sui cani” avrebbe causato una sollevazione popolare (e fatto perdere molti voti).
Passarla invece come patentino, e iniziare dalle razze che già sono nell’occhio del ciclone (e quindi avere comunque dalla propria parte molti proprietari delle altre tipologie di cani) consente di presentare la cosa in maniera molto più “soft”.
Dopo di che basterà esaltare i risultati ottenuti con le “razze pericolose” per avere la scusa buona per estendere la tass… scusate, il patentino, a tutti.

Curiosamente, il motivo per di questa introduzione graduale è stato motivato dal consigliere Monguzzi con l’impossibilità di avere un numero di docenti sufficienti a formare tutti i 100.000 proprietari. Peccato che abbiano deciso autonomamente di avere come unico referente per i docenti dei corsi l’ATS e i veterinari, e non abbiano minimamente valutato di appoggiarsi alle sigle cinofile e ad educatori, addestratori, istruttori e via dicendo.
Chiudo con una ulteriore nota curiosa: sempre il consigliere Monguzzi ha detto e ribadito che proprio perchè il patentino sarà poi rivolto a tutti, non ha senso parlare di liste di proscrizione, di razze pericolose e quant’altro: dovrebbe avvisare anche gli addetti stampa del suo Comune, visto che proprio nella notizia relativa all’approvazione del nuovo regolamento apparsa sul sito ufficiale del Comune di Milano troviamo scritto “introduzione e promozione del “Patentino” per proprietari di cani appartenenti a un elenco di razze potenzialmente pericolose per educare i cittadini a un corretto rapporto tra l’uomo e gli altri animali;“.
Almeno mettetevi d’accordo tra di voi…
Vi saluto lasciandovi il video con gli interventi relativi al tema patentino dell’ultima Assemblea in Comune dove sono emersi alcuni dei punti trattati in questo articolo:

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4 Commenti

  1. scusate ma dove si trovano altre info in merito? ma entrerà in vigore veramente questa tassa assurda?! da quando? vogliono fare in modo che molta gente abbandoni i propri animali perchè iniziano a costargli un’esagerazione?! io non ho parole

  2. Secondo me dovrebbero solo incentivare la cultura cinofila con incentivi appunto alla frequentazione di corsi educativi, corsi le cui spese potrebbero essere per la maggior parte recuperate oppure corsi offerti a minor prezzo grazie alla partecipazione del Comune, corsi educativi e rieducativi. allora si si può dire che si vuole fare qualcosa per la cultura cinofila, per il rapporto uomo cane e per l accettazione del cane come parte della società. Tale frequentazione dovrebbe esser incentivata anche per coloro che non hanno cani e vogliono saperne di più o sono cani- fobici, mentre chi ha un cane è necessario che segua un corso col cane, non senza, manco a dirlo.

  3. Non riesco a credere che ci sia tanta leggerezza nel fare le cose…io di solito se non so fare una cosa prima cerco almeno di capire cosa devo fare. ma certamente se è solo una tassa non c’è assolutamente bisogno di capire cosa si deve fare ma come mascherarla, mentre l idea di educare qualcuno non passava neanche per l anticamera. Poi cosa centrano i veterinari con l educazione? se non hanno specifica cultura in materia educativa sono come tanti altri umani….la mia prima veterinaria mi ha dato il grande consiglio di non far uscire il mio cane per i primi due mesi, che sommati ai due che aveva fanno quattro….che contando che non avevo giardino e altri cani in casa come ben sapeva fa cane non socializzato per i primi quattro mesi e altamente frustrato. Direi capiamo tutti la situazione senza aggiungere altro. andiamolo ad insegnare ad un proprietario di famigerato ‘bandog’ e poi aspettiamo il risultato.

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