di DAVIDE BELTRAME – Diventato famoso suo malgrado, il primo – e finora unico – cane al mondo a essere risultato positivo ai tamponi per il Covid-19 è morto pochi giorni fa, proprio quando finalmente era stato riconsegnato alla proprietaria dopo gli esiti negativi dei test degli ultimi giorni. Niente a che fare con il Covid-19, che pure si sospettava il cane avesse contratto: molto probabilmente causa della morte sono state l’età avanzata e lo stress per la quarantena e la lontananza dalla famiglia.
Il cane – un volpino di Pomeriana di 17 anni – è rimasto in quarantena circa due settimane: a fine Febbraio era risultato “leggermente positivo” al tampone per il nuovo coronavirus, in seguito sono stati fatti altri tamponi e per ben 5 volte tra il 26 Febbraio e il 5 Marzo era stato confermato il risultato di una “leggera positività” (nei primi 3 casi sia il campione nasale che quello orale risultavano positivi, negli ultimi 2 casi era positivo solo il tampone nasale).
Proprio la positività del 5 Marzo aveva spinto diversi esperti a considerare probabile che il cane avesse contratto l’infezione e potesse essere il primo caso di trasmissione da uomo a cane del Covid-19, l’OMS aveva anche accennato al caso nella conferenza di quel giorno (potete trovare sia il video che la trascrizione qui), evidenziando comunque come non avesse rilevanza in termini di trasmissibilità e diffusione della malattia:

Dr. Marie Van Kerkhove
We are aware of a dog in Hong Kong that has tested positive for coronavirus. Initially, these are weekly positive samples that came from the dog. The dog is doing well, we understand. He doesn’t have symptoms. It’s an older dog that we know of. But it’s only one dog so far. So we’re working with authorities in Hong Kong, we’re working with our colleagues at FAO and OIE. We’re working with the partners in Hong Kong who are looking at these pets who have been in homes of people who’ve been infected with COVID-ID, COVID-19, excuse me. We’re only aware of this one animal that’s tested positive and he’s doing well.
In terms of what this means for transmission, we don’t believe that this is a major driver of transmission. We don’t have evidence of transmission from the human to the dog or the dog to the human. But again, it’s only one example of this. And so of course, it deserves much more study. But we’re working with the partners who can help us to address this question.

Dr. Micheal Ryan
Can I just add that it’s not unusual in emerging diseases, outbreaks to find that that animals can be transient hosts or there can be. Involving SARS and MERS, we had similar issues. So it’s always a question with an emerging disease. And we’re back to the core question, are animals intimately associated with the spread of this disease? And the answer to that is no. In this case, this dog is a victim, no more than others and we need to establish quite clearly what part animals might play in further transmission. But that is unknown. But this is not an unusual or unprecedented finding. It happens regularly with emerging diseases

La stessa OMS ha recentemente aggiornato sul proprio sito le FAQ relative al coronavirus in seguito a questo caso, ribadendo come comunque si tratti di un solo caso al mondo e l’eventuale infezione contratta dal cane non comporti la trasmissione verso l’uomo da parte dei cani, dato che il Covid-19 continua a trasmettersi principalmente tra uomo e uomo a causa delle gocce di saliva.

Can I catch COVID-19 from my pet?
While there has been one instance of a dog being infected in Hong Kong, to date, there is no evidence that a dog, cat or any pet can transmit COVID-19.
COVID-19 is mainly spread through droplets produced when an infected person coughs, sneezes, or speaks. To protect yourself, clean your hands frequently and thoroughly.
WHO continues to monitor the latest research on this and other COVID-19 topics and will update as new findings are available.

Anche l’AFCD (Agriculture, Fisheries and Conservation Department) di Hong Kong che aveva il cane in quarantena parlava di una probabile infezione da uomo a cane, qui un estratto della conferenza stampa rilasciata dopo la posività ai tamponi del 2 Marzo:

Si è quindi proceduto con gli esami del sangue, atti a cercare gli anticorpi al Covid-19 e quindi valutare se ci fosse una risposta immunitaria da parte dell’organismo e non si trattasse solo di una contaminazione ambientale: i primi risultati (su un campione prelevato il 3 Marzo) sono arrivati il 12 Marzo con esito negativo.
Tuttavia era stato reputato necessario un nuovo test in quanto l’assenza di anticorpi non era sufficiente a escludere l’infezione poichè può succedere che in caso di asintomaticità, o di infezione nelle fasi iniziali, non vengano sviluppati gli anticorpi specifici, è stato anche osservato in altri coronavirus.
Queste le dichiarazioni in merito (qui il comunicato completo)

The negative serological test result does not suggest that the dog has not been infected with the virus. It is known in some asymptomatic or mild cases of human infections with other types of coronavirus that antibodies may not always develop. It is also not uncommon in the earlier stages of infections to have a negative result as it often takes 14 days or more for measurable levels of antibodies to be detected. Another blood sample will be taken later for further testing.
 
On the other hand, the Department, together with the School of Public Health of the University of Hong Kong, has conducted gene sequencing of the COVID-19 virus found from the dog and its close contact persons who were confirmed infected. The viral sequences are very similar. The sequence results indicate that the virus likely spread from the infected persons and subsequently infected the dog.

Dopo che anche gli ultimi test hanno dato esito negativo, al cane era stato permesso di tornare a casa, dove nel frattempo era tornata anche la proprietaria (che era stata ricoverata il 25 Febbraio ed era tornata a casa l’8 Marzo).
Quindi sabato scorso i due si erano ricongiunti, ma non c’è stato il lieto fine: il 16 Marzo il cane è morto. Secondo alcuni veterinari una grossa componente l’ha avuta lo stress di stare in quarantena lontano dalla propria famiglia, specialmente in un cane così avanti con gli anni.
La proprietaria ha dichiarato di non dare il consenso all’autopsia, ma possiamo comunque dire che il cane in qualche modo è stato vittima del coronavirus: non per la malattia in sè, ma perchè ha avuto la sfortuna di essere ad oggi l’unico cane al mondo a risultare positivo ai tamponi e vivere, con un’età decisamente già ragguardevole, un’esperienza tutt’altro che piacevole.
Ad aggiungere al danno la beffa, il fatto che ad oggi non ci si sia potuti pronunciare con certezza sul fatto che il cane avesse contratto l’infezione e fosse guarito o se non l’avesse proprio mai avuta. Ma questo ormai ha poca importanza.