sabato 31 Ottobre 2020

La gestione del canile nell’era del Coronavirus

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Pamela Giuttari
Pamela Giuttari nata a Milano il 9.12.81, vive in provincia di Bologna dal 2014. Sposata con Manuel Codo, al quale è legata nella vita e nel lavoro, entrambi infatti sono addestratori professionisti. Si occupa di cani di difficile gestione quali fobici e aggressivi. Docente in vari stage e corsi educatori, tiene particolarmente a mettere l’accento sull’importanza della valutazione del cucciolo per la prevenzione dei problemi comportamentali.

di PAMELA GIUTTARI – Il Covid-19 ha inevitabilmente stravolto la routine di tutta la popolazione, in ogni campo.
I canili ovviamente non sono esenti da questi cambiamenti.
I cani in cerca di casa lo erano prima e lo sono tuttora, con l’aggiunta di una buona dose di preoccupazione.
In struttura il lavoro non si può fermare, per questo, a seguito delle comunicazioni del 9 marzo, e in ottemperanza a quanto disposto dal Dpcm dell’ 11 marzo 2020, si sono immediatamente rese necessarie alcune modifiche nella gestione, sia per gli ospiti che per il personale.
Oggi vi parlo di come si è organizzato il canile ACPA di Cesena.

Continuano le attività di recupero di cani vaganti, e continuano le operazioni di prima necessità ma senza volontari. Soltanto gli operatori infatti sono autorizzati ad effettuare spostamenti per il raggiungimento della struttura, i volontari no.
Il canile è stato chiuso al pubblico, sia per tutto ciò che riguarda le donazioni (chi portava cibo, coperte, e materiali utili) sia per tutto ciò che gira intorno alle adozioni: questo significa che al momento non è possibile visitare la struttura, andare a cercare e scegliere un cane, nè adottarne uno e chi un cane lo aveva già scelto, non può passare a trovarlo ne proseguire con gli incontri previsti dai protocolli pre-adozione.

Le uniche persone esterne che possono accedere al canile sono i proprietari dei cani smarriti, accalappiati o sequestrati, per effettuarne il ritiro. Possono accedere però singolarmente, una sola persona alla volta, una sola persona per cane, non possono entrare negli uffici ma devono attendere nel piazzale d’ingresso ovviamente mantenendo, come da disposizioni governative, la distanza di almeno un metro dagli operatori.
I lavori di educazione dei cani all’interno del canile proseguono senza però l’aiuto degli istruttori.
Gli operatori, già formati in precedenza, al momento portano avanti da soli i percorsi iniziati, con ovvie limitazioni in quanto non potendo effettuare uscite urbane non è possibile lavorare sui viaggi in macchina, sui rumori, sulla socializzazione con cani estranei, persone o ambienti.
Ma anche all’interno della struttura si cerca di valorizzare al meglio la loro educazione in ogni singolo giorno.
Il canile di Cesena ha ottenuto l’autorizzazione da parte dell’ASL, per motivi di benessere animale, alla consegna in famiglia di soli sei soggetti, tre cuccioli e tre adulti, che avevano già terminato il loro percorso di protocollo: gli altri purtroppo dovranno attendere.

Come sempre c’è chi lascia qualche cucciolo davanti al canile o davanti ad una chiesa, qualche giorno fa in un secchio per esempio.
Quindi nonostante lo staff senza volontari sia stato ridotto a livello numerico, gli operatori oltre a tutto il resto devono anche fare i conti con gli imprevisti, tuttavia non è stato per ora riscontrato alcun aumento significativo per quanto riguarda il numero di abbandoni e questo, vista l’emergenza, è un dato decisamente positivo.

C’è un po’ di preoccupazione in merito all’attesa: è innegabile che con questo blocco il rischio sia quello di perdere le prenotazioni, ma non si perde la speranza, si mantengono i contatti con gli adottanti “vecchi” (anche via Skype), e si chiede col cuore in mano a quelli nuovi di avere un po’ di pazienza.
L’emergenza tocca tutti, sono settimane difficili, lamentarsi non serve, ognuno di noi deve fare il proprio dovere rispettando le regole per farsì che tutto finisca nel minor tempo possibile, e quando questo accadrà, anche i nostri cani ce ne saranno grati.

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