domenica 20 Settembre 2020

Coronavirus, quarantena e cinofobia

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Davide Beltramehttp://www.tipresentoilcane.com
Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.

di DAVIDE BELTRAME – Sono bastati pochi giorni perchè i balconi dal luogo dove cantare tutti insieme diventassero il luogo da cui lanciare insulti a chiunque osasse uscire di casa: nelle mire dei novelli Stalker Texas Ranger sono finiti in particolare prima gli sportivi e poi i proprietari di cani, entrambe categorie con la gravissima colpa di avere la possibilità di uscire di casa mentre gli altri sono confinati tra le quattro mura.
Nemmeno le progressive restrizioni arrivate (soprattutto in alcune Regioni) anche per quelle categorie hanno calmato le ire dei censori dall’alto. Anzi, spesso anche chi abita in una regione che non ha inserito particolari vincoli sulla distanza consentita lancia strali riferendosi però a normative di altre regioni: a questo proposito invito a consultare l’elenco delle normative regionali fornito dalla LAV, così da esser sicuri di non passare dalla parte del torto.

Partiamo da un presupposto: è sicuramente vero che molte persone hanno applicato il classico fatta la legge trovato l’inganno, appigliandosi agli spiragli dei vari decreti e così anche persone la cui massima attività sportiva era alzarsi dal divano per prendere la birra in frigorifero sono diventati novelli aspiranti maratoneti, così come in molti quartieri si sono visti uscire cani di cui tutto il vicinato ignorava l’esistenza.
Prendersela però con chi queste attività le ha sempre fatte, è incredibilmente sciocco, e in particolare il fatto che oggi magari portare il cane a fare i bisogni possa essere visto come “un pregio” non deve far dimenticare che sono le stesse persone che il cane solitamente lo portavano fuori anche prima, anche quando magari c’era un tempaccio e non ne avevano la minima voglia… e gli stessi che ora li insultano dal balcone magari sogghignavano pensando “porello che sfiga che gli tocca portar fuori il cane”.

Invece no, oggi chi osa portare fuori il cane molti casi scatena le ire di buona parte del vicinato, quella buona parte che già un po’ ha sogghignato quando sono state ristrette le libertà e si è obbligato a stare nei pressi dell’abitazione… peccato che esultare per le limitazioni imposte anche agli altri, in una sorta di mal comune mezzo gaudio, sia abbastanza triste e non si possa giustificare soltanto con l’ansia da quarantena. Oltretutto, siamo in questa situazione da circa due settimane, è molto probabile che i decreti vengano prorogati oltre le scadenze previste… se già adesso siamo agli insulti lanciati dai balconi, il prossimo passo cosa sarà, il lancio dei pomodori a chi osa mettere piede fuori di casa?
A me sembra che questo astio nasca dal non aver minimamente capito come si trasmette il virus, vedono Tizio che porta il suo Fufi a fare i bisogni quando in giro non c’è nessuno come untore che rischia di contagiare il quartiere… quando in realtà non sta mettendo a repentaglio la salute pubblica: la principale forma di trasmissione di questo virus è da uomo a uomo, tramite droplet (ovvero “la dinamica della trasmissione avviene attraverso gocce di acqua che trasmettono i germi nell’aria quando la fonte e il paziente sono vicini; es trasmissione starnutendo, parlando, tossendo”).
Quale tremenda influenza pensate abbia il suddetto Tizio? L’unico rischio per voi che lo insultate potrebbe essere se Tizio fosse positivo al virus e toccasse allegramente svariate superfici e dopo voi passaste, toccaste la stessa superficie e vi portaste le mani vicino alle vie respiratorie. Il virus non vi salta addosso dagli alberi e non lo si sparge a decine di metri solo passando per strada…

Insomma, urlare al vicino sceso col cane “devi stare a casa!!!” o “metti la mascherina [insultoapiacere]!!!”, quando già è stato attento a uscire in un orario non troppo affollato, rispetta la distanza dalle altre persone eventualmente per strada, rispetta le norme che gli impone la sua regione riguardo la distanza da casa… è solo una maleducazione gratuita che porta a un inasprimento degli animi.
Su diversi gruppi Facebook si legge di carabinieri ripetutamente chiamati a intervenire perchè qualcuno è uscito col cane… anche se quel qualcuno sta rispettando le normative più recenti; quindi i carabinieri ovviamente una volta assodato che non ci sono violazioni non prendono ovviamente provvedimenti ma si seccano – giustamente! – perchè vengono chiamati a ripetizione per queste sciocchezze.
Si potrebbe anche discutere di come mai ci siano così tanti occhi e telefoni pronti per Tizio che scende col cane e non ci siano invece per molte altre situazioni che poi magari si concludono con le interviste al TG per cui “non me lo sarei mai aspettato, era una brava persona, salutava sempre…”, ma non è la sede opportuna.

Ricordiamoci che è potenzialmente molto più rischioso andare a far la spesa, quando si è tutti in coda, magari qualcuno non rispetta il metro di distanza, non tutti hanno la mascherina (anche perchè sono difficilissime da trovare), non sappiamo chi ha toccato il carrello o i prodotti prima di noi e via dicendo. E sì, far uscire il cane è un’esigenza pari a quella di far la spesa, con la differenza che il cane deve uscire più volte al giorno per i bisogni, mentre la spesa si può fare una volta facendo scorta, non come molti che continuano ad andare al supermercato una volta al giorno…
Però no, i cattivi sono quelli che prima andavano a correre a portare a spasso il cane in mezzo al nulla… tra l’altro, ridurre il “raggio di azione” a mio avviso è stata una misura errata, perchè se tutti devono stare nei famosi “pressi dell’abitazione”, ovviamente ci saranno più persone in uno spazio ridotto, mentre prima quello stesso numero di persone magari si distribuiva su un’area molto maggiore.
Ma questo esula dalla cinofilia, quindi passiamo oltre.

Qualche cinofobo aveva già provato a sfruttare l’emergenza coronavirus per creare il panico verso cani e gatti: in particolare nella bassa Friulana era apparso il volantino che vedete in foto, ovviamente falso (della notizia si è occupato anche Bufale.net), ma che in un momento come questo non aiuta minimamente ed è utile solo a provare a creare allarmismo e danneggiare gli animali.

Non so se anche per gli insulti dal balcone possiamo parlare di vera e propria cinofobia: del resto come detto nel mirino sono finiti anche gli sportivi, quindi probabilmente in molti casi si tratta più un generico modo di sfogare la frustrazione, molte persone stanno avendo davvero grosse difficoltà ad affrontare questa quarantena.
Ma ciò non giustifica insultare chi esercita un diritto che gli è riconosciuto, si adopera sia per essere prudente (perchè non pensate che chi esce col cane non presti attenzione a non contrarre il virus…) e si impegna a rispettare leggi, decreti e normative varie.
Molte persone sono ottimiste e pensano che questa esperienza cambierà in meglio il mondo, il modo di rapportarsi con gli altri, che questa distanza forzata farà capire l’importanza dei legami con le persone e che quando usciremo finalmente dall’emergenza “ci abbracceremo più forte”. Per ora, in un paio di settimane siamo già passati dal distantimauniti al tuseistronzoperchèescieiono: concedetemi qualche perplessità…

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1 commento

  1. Da proprietaria di un setter giovane e molto attivo che in situazioni normali era abituata a fare passeggiate di 1 o 2 ore tutti i giorni non posso che condividere tutto quello che scrivi.
    Anziché passeggiare nel bosco vicino a casa che hanno chiuso con un’ordinanza dobbiamo ripercorrere i 200 mt vicino a casa più volte inventando fantasiose deviazioni, prima un lato poi l’altro della strada….nella speranza che Biglia si stanchi un po’ naturalmente incrociando molta più gente in 10 minuti sul marciapiede che in 2 ore nel bosco.
    Il provvedimento mi sembra tristemente inutile, ma spero di sbagliarmi e che i contagi si riducano davvero e che si possa tornare alla normalità al più presto.

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