di PAMELA GIUTTARI – Abbiamo parlato a lungo dei vantaggi relativi all’utilizzo di un trasportino per il proprio cane, che sia questo in auto per la sua sicurezza o in casa come luogo di riposo, il trasportino è entrato a far parte della quotidianità di quasi tutti i cinofili… appunto, quasi. Quasi perché c’è ancora (non molti per fortuna) chi lo vede come uno strumento di tortura o chi invece avendo adottato un cane dal canile si pone una lecita domanda: “Ma metterlo in un trasportino, non lo ricondurrà ai brutti ricordi del box di canile?
Effettivamente a livello estetico, il trasportino è una gabbia esattamente come lo è un box, cambiano solo le dimensioni, ma per fortuna non esiste solo l’estetica, quindi cerchiamo di analizzare quali sono le differenze, in modo da capire se e perché anche un cane del canile può trovare piacevole l’uso del trasportino.

IL PRIMO APPROCCIO

Innanzitutto sappiamo bene che per insegnare ad un cane l’utilizzo corretto del trasportino non è sufficiente limitarsi ad infilarcelo dentro, chiudere la porta e andarsene.
Ci sono eccezioni, questo è vero, ma diciamo che la maggioranza dei cani ha bisogno di un inserimento un po’ più soft e graduale per apprezzarlo al meglio.
Quindi poniamo il fatto che arriviamo a casa col nostro cane appena adottato dal canile; di certo la prima cosa che faremo non sarà quella di metterlo in un trasportino.
Magari inizieremo l’approccio dopo un paio di giorni che è a casa con noi. Possiamo iniziare facendoglielo semplicemente annusare, esplorare, possiamo invogliarlo ad entrare con dei bocconcini, oppure possiamo somministrargli il pasto ponendo la ciotola all’interno del trasportino aperto per fare in modo che lui associ un momento piacevole come il pasto a quel luogo.

IL RAPPORTO GABBIA-LIBERTÀ

In canile il cane passa la maggior parte del suo tempo nel box, e una piccolissima percentuale della sua giornata è fatta di passeggiate o corse in sgambatoio.
A casa invece è il contrario, le percentuali si invertono. Il tempo trascorso in kennel è decisamente minore di quello che passa libero per casa, in giardino, al parco o in passeggiata.

LA PARTE SOCIALE

In canile il cane all’interno del box è solo (i più fortunati sono con un altro cane), l’unico contatto sociale che ha con l’uomo è quello in cui si presenta l’operatore o il volontario per accudirlo, ma spesso questo personale lavora su turni o cambia di mese in mese, quindi non sempre il cane riesce ad avere punti di riferimento.
A casa invece, su un totale di 24h, a prescindere dal tipo di lavoro che svolgiamo, sono di più le ore che passiamo a casa di quelle che trascorriamo fuori, quindi il cane non solo ha compagnìa, ma i membri della famiglia, a differenza di quelli dello staff di un canile, sono sempre gli stessi.

LA PARTE UDITIVA

In tanti canili, alcuni cani abbaiano tutto il giorno e tutta la notte, provate a pensare quanto stress possono accumulare nel farlo o anche solo nel sentirlo. Difficilmente troverete completo silenzio in un canile.
A casa invece i rumori sono molto più lievi e di conseguenza il cane ha maggiori possibilità di rilassarsi.

LA TEMPERATURA

Può sembrare una cosa irrisoria ma non lo è affatto: in canile, per quanto ci si presti ad apportare il maggior numero di migliorìe possibili, d’estate fa caldo e d’inverno fa freddo, a volte tanto freddo!
A casa il cane invece, avendo il “lusso” del riscaldamento e a volte addirittura dell’aria condizionata, può godere della temperatura corretta in ogni stagione.

IL PASSATO

I cani che arrivano in canile, a volte ci arrivano nella pancia della mamma, altre ci arrivano da cuccioli ma spesso varcano il cancello della struttura quando sono già adulti, non sempre conosciamo la loro storia, non sempre è possibile farsela raccontare dal proprietario, quindi dobbiamo tenere conto che nella loro vita magari il trasportino l’hanno già conosciuto ed utilizzato, magari l’hanno usato come cuccia e quindi apprezzato e questo può essere un grande vantaggio, perché arrivati a casa troverebbero un oggetto che già conoscono e che immediatamente gli trasmetterà un senso di sicurezza.

IL CANILE

Ultimo, ma non per importanza, lo staff del canile. Ogni canile viene gestito in modo diverso, alcuni si avvalgono di istruttori cinofili e di protocolli da seguire passo per passo, è bene sapere quindi che, spesso in questi ultimi c’è anche la fase di insegnamento del kennel.
Questo significa che il vostro cane appena adottato potrebbe già conoscere perfettamente lo strumento e apprezzarlo.

Spero di avervi dato una visione più “canina” del passaggio dal box al kennel e di avervi tolto almeno una parte dei dubbi che spesso ci si pone.
Un cane in canile può star bene, essere accudito, coccolato ed amato, grazie al grandissimo lavoro dello staff.. ma una casa è sempre una casa, e la nuova situazione con maggior stabilità e serenità consente tranquillamente l’abituazione al kennel anche a cani che hanno vissuto l’esperienza del box di canile.

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Pamela Giuttari nata a Milano il 9.12.81, vive in provincia di Bologna dal 2014. Sposata con Manuel Codo, al quale è legata nella vita e nel lavoro, entrambi infatti sono addestratori professionisti. Si occupa di cani di difficile gestione quali fobici e aggressivi. Docente in vari stage e corsi educatori, tiene particolarmente a mettere l’accento sull’importanza della valutazione del cucciolo per la prevenzione dei problemi comportamentali.