martedì 11 Agosto 2020

Il commissario di ring

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Martina Aresu
Nata nel 1995 a Lanusei (NU). Possiede una grande passione per gli animali, e soprattutto per i cani, che coltiva occupandosi sia di quelli della famiglia che svolgendo attività di pet sitter. Questa inclinazione la spinge a conseguire con la massima votazione la laurea nel corso "Tecniche di allevamento animale ed educazione cinofila" dell'Università di Pisa, con una tesi sugli Interventi Assistiti con gli Animali rivolti ai pazienti autistici; nel frattempo diviene Commissario di ring Enci e partecipa a diverse esposizioni. Ha come obbiettivo futuro quello di rendere la sua zona più pet friendly e di diventare un importante punto di riferimento per la corretta gestione del rapporto uomo-cane.

Il mondo delle esposizioni canine (come del resto tutto ciò che riguarda i cani) ha sempre avuto un certo fascino e suscitato in me una grande curiosità: poter vedere tante razze diverse, imparare ad osservare i particolari attraverso gli occhi degli esperti, ma soprattutto percepire la grande complicità di cane e conduttore che gareggiano e si divertono insieme… Per questo ho iniziato a documentarmi su come diventare giudice (scartando per ora l’iter perché troppo lungo), e sentendo diversi pareri contrastanti di chi già partecipava con il proprio cane, ho deciso di conoscere meglio questa realtà ricoprendo un ruolo del quale ignoravo l’esistenza… quello del commissario di ring.

Samba in expo a Mondovicino

Questa figura di solito è poco conosciuta dai non addetti ai lavori, ma spesso sottovalutata anche dai frequentatori delle expo, pur essendo davvero fondamentale!
Il commissario vede legato il suo nome al RING (lo spazio dove i cani vengono giudicati durante un’esposizione), ed è definito come la persona che affianca il giudice, nonché il responsabile dell’amministrazione e della gestione del ring. La sua presenza nelle esposizioni è prevista dai regolamenti della FCI e, di conseguenza, anche dall’ ENCI.
L’iter per diventare commissario è molto semplice, e non sono richiesti particolari pre-requisiti. Di solito i gruppi cinofili locali organizzano dei corsi appositi, generalmente in prossimità delle date di un’expo che si svolgerà nella zona: vengono raccolte le richieste degli interessati e poi svolte delle lezioni, solitamente nell’arco di alcuni fine settimana. Durante il corso, viene spiegato cosa sono le esposizioni, come vengono organizzate, chi sono i giudici e che ruolo hanno, chi è il commissario, cosa fa, i suoi doveri e responsabilità, e si fa prendere confidenza al futuro incaricato con gli strumenti che dovrà utilizzare durante il suo operato.
Una volta completato il corso e superato un test finale, si diviene commissario; la richiesta per partecipare alle manifestazioni dovrà essere sempre fatta di volta in volta, e indirizzata ai Comitati organizzatori delle expo (e non all’Enci direttamente), e si potrà partecipare solo con il benestare di questi ultimi.

L’Enci si occupa in Italia di consegnare ai commissari che ne fanno richiesta, un libretto del commissario di ring: questo riporta i dati della persona a cui è intestato, la data di rilascio e il timbro dell’Enci. Le pagine interne hanno appositi spazi che devono essere compilati con data, tipo di esposizione, nome e firma dell’Esperto Giudice che il commissario ha assistito, completando una casella per ogni giorno di expo. Il libretto può essere ritirato dopo il pagamento di una tariffa presso le Delegazioni Enci presenti sul territorio nazionale o lo si può ricevere a casa via posta.
L’attività del commissario si svolge durante le esposizioni, quindi di solito il sabato e la domenica, in base all’orario delle stesse. Anche se concentrato in un breve lasso di tempo, si tratta di un lavoro impegnativo e faticoso, che non si deve aspirare a fare pensando a grandi compensi e guadagni, anzi; infatti, non si viene pagati in base alle ore, ma di solito è previsto un piccolo rimborso simbolico (poche decine di euro) e il pranzo, o a volte solamente il pasto. Per questo è un impegno che si porta avanti più che altro per la passione, la curiosità e la possibilità di imparare affiancando giudici importanti e vedendo da vicino esemplari di razze provenienti da ogni parte del mondo.

Esposizione canina

Innanzitutto, un punto imprescindibile è che il commissario di ring DEVE avere una buona conoscenza dei regolamenti della manifestazione per la quale svolge la propria opera, che può essere un’esposizione internazionale, nazionale, regionale o un raduno.
Le mansioni del commissario non hanno nulla a che vedere con le esercitazioni teorico- pratiche svolte dagli esperti giudici, e l’operato di questi ultimi non deve assolutamente essere compromesso o ostacolato dal commissario stesso in nessun modo, ma al contrario facilitato.
Il giudice è il solo responsabile del giudizio nel ring, mentre il commissario si occupa dei problemi organizzativi e non può prendere decisioni senza l’accordo del giudice.
Un giudice deve sempre essere assistito nel suo lavoro dai commissari, che di solito sono 2 o 3 per ring, a seconda del numero dei partecipanti in ciascun “recinto”; almeno un commissario deve parlare correttamente la lingua scelta dal giudice, che deve essere una delle quattro lingue di lavoro della FCI (inglese, francese, tedesco o spagnolo). Prima di recarsi sul ring, il commissario deve ritirare in segreteria tutto il materiale occorrente. Ufficialmente il suo incarico è unico, praticamente invece è possibile suddividerlo in due tipologie di ruoli: colui che affianca direttamente il giudice, e colui che lavora al tavolo.
Il primo è il commissario che lavora in piedi, seguendo il giudice. È uno solo, e ha il compito di impedire l’accesso al ring dei partecipanti prima che arrivi il loro turno, di estranei e non addetti ai lavori; deve radunare i cani per classe, verificando gli assenti, e chiamare gli iscritti seguendo il numero di catalogo o secondo altre indicazioni del giudice, occupandosi di segnalare a quest’ultimo qualsiasi cambio di conduttore. Verifica poi che ogni espositore abbia il proprio numero ben in vista, e nel frattempo ritira e consegna al tavolo dei colleghi i vari libretti. Per ciascun cane trascrive attentamente il giudizio dell’esperto sul carnet così come viene dettato e nella lingua indicata, riportando anche la qualifica ed eventuali titoli ottenuti dal soggetto, in modo da restituire agli altri commissari un verbale più chiaro possibile. A lui è deputato inoltre il compito di mantenimento dell’ordine generale.
I commissari al tavolo sono almeno due e si occupano organizzare ed elaborare il materiale ricevuto dal collega in piedi. Devono compilare il libretto delle qualifiche (riportando il timbro della manifestazione, la qualifica, la classifica ed eventuali altri titoli), i CAC e CACIB e le rispettive riserve, i cartellini dei premi speciali (BOB ed eventuali altri) ed il foglio per il ring d’onore. Aggiornano il catalogo con i risultati conseguiti dai vari soggetti e, cosa abbastanza recente, si devono occupare di compilare la pagina Enci dedicata, pubblicando i risultati in modo che siano disponibili online nel più breve tempo possibile. Devono anche controllare che il giudice firmi tutti i documenti necessari. Al termine dei lavori, restituiscono il materiale e i moduli agli espositori (libretto delle qualifiche, copia del carnet ed eventuali cartellini) e alla segreteria (originale del carnet, la prima parte dei cartellini, timbri, penne, bloc notes e quanto altro ricevuto in consegna).

Tuono sul ring in expo

Nessuno dei due ruoli è più importante dell’altro, ma hanno delle responsabilità diverse. Chi segue il giudice svolge un compito più dinamico, e deve riportare con la massima precisione ciò che lo stesso dice: se lui sbaglia qualcosa, il lavoro dei colleghi riporterà di riflesso degli errori. Al tavolo, invece, i commissari si occupano di “trasformare” i giudizi in qualifiche e premi, e per questo possono essere considerati il cuore amministrativo ed organizzativo.
In entrambi i casi è molto importante che le operazioni siano eseguite con assoluta velocità, precisione e prestando la massima attenzione. Occorre avere anche tantissima pazienza, perché a volte capita che si “scaldino gli animi”, ma un buon commissario deve sempre saper mantenere la calma ed essere reattivo, risolvendo i problemi con professionalità e lucidità.
Generalmente, i commissari non scelgono in che ring andare, ma sono “sistemati” in base alle esigenze dal Comitato organizzatore, che dovrebbe far affiancare i principianti dai più esperti. Di solito chi è alle prime armi segue il tavolo, dove lavorano più commissari ed è perciò più facile chiedere aiuto o risolvere qualche dubbio con il confronto diretto; mentre i “veterani”, soprattutto abili nelle lingue e veloci a scrivere in piedi, seguono il giudice, che può essere anche molto esigente.

La frequenza del corso è molto importante perché si imparano tante nozioni e soprattutto si studiano i regolamenti, ma la pratica in campo è quella che permette di diventare un vero commissario di ring: consente di entrare nell’ottica e capire come funziona il lavoro, cosa fare, come applicare effettivamente le direttive dei regolamenti, e imparare a lavorare in gruppo. Per questi motivi, è una grande fortuna essere affiancati all’inizio da persone esperte, ma pazienti e capaci di spiegare, con un buon metodo di lavoro e organizzazione, in modo da poter apprendere al meglio.
Durante lo svolgimento del suo lavoro, il commissario non deve parlare (se non quando chiama gli espositori sul ring), e soprattutto deve evitare assolutamente di commentare, esprimere giudizi o pareri sia sui cani che sul lavoro del giudice. Può sembrare un’accortezza piuttosto semplice, ma in realtà, magari quando gareggia la propria razza preferita o ci sono dei soggetti molto giovani, verrebbe spontaneo dire “Che carinooooo!”, “Che bel mantello!”, “Che portamento”, “Per me il numero XXX dovrebbe vincere!” … e stare zitti è davvero difficile!
In caso di incertezza il commissario deve sempre rivolgersi al Delegato Enci e, in caso di anomalie avvertire il giudice, senza agire di propria iniziativa. Un’altra cosa che può sembrare ovvia, ma che è necessario ricordare, è questa: è categoricamente vietato per il commissario presentare cani nelle esposizioni in cui svolge la propria opera!

GLI STRUMENTI DEL COMMISSARIO DI RING

Vediamo ora brevemente gli Strumenti da lavoro che il commissario deve conoscere:
• CATALOGO: è una pubblicazione realizzata di volta in volta ad ogni expo, che contiene l’elenco dei nomi e i dati di tutti i soggetti iscritti, suddivisi per razza, varietà di razza (secondo la classificazione ufficiale FCI), classe e sesso. A ciascun soggetto viene assegnato un numero progressivo (detto “numero di catalogo”), che apparirà su di lui e sul suo accompagnatore, oltre che sul carnet, in modo da tracciare il cane durante l’intera gara.

• LIBRETTO DELLE QUALIFICHE: è un libretto personale del cane, rilasciato dall’Enci per poter partecipare ad esposizioni e prove di lavoro. Nelle prime pagine, riporta le informazioni del cane e il suo pedigree, i dati dell’allevatore e del proprietario; a seguire contiene delle griglie che il commissario compila con timbro della data e dell’expo, riportando la classe di appartenenza del cane, i giudizi (eccellente-molto buono- buono-abbastanza buono), la classifica, nome e firma del giudice. Il commissario deve controllare che i dati riportati sulla prima pagina del libretto corrispondano con quelli riportati sul carnet e sul catalogo.

Libretto qualifiche ENCI

• CARNET: sono i fogli di giudizio, e sono uno per ogni soggetto. Su di essi sono stampati i dati del cane (razza, numero di iscrizione al L.O.I., classe, numero di pedigree e numero di catalogo), e vengono compilati dal commissario con la relazione del giudice fedelmente riportata, la classifica e la qualifica ottenuta. Ogni carnet è composto da un originale e una copia auto-calcante, per cui una volta che sono firmati del giudice, i due fogli vengono divisi: le copie si inseriscono nei libretti e sono consegnate agli espositori, mentre gli originali sono tutti riportati in segreteria.

• CARTELLINI

CAC (Certificato di attitudine al campionato italiano
di bellezza) e RISERVA CAC, rilasciati sia in esposizioni nazionali che internazionali.
CACIB (Certificato di attitudine al campionato internazionale di bellezza) e RISERVA CACIB, rilasciati solo in manifestazioni internazionali.

Cartellini CAC e CACIB

Sono cartellini che vanno compilati in tutte le loro parti dal commissario di ring, e riportano data e timbro dell’expo, il nome del cane, il numero di catalogo e la firma del giudice. Vanno consegnati all’espositore insieme al libretto delle qualifiche, facendo attenzione che i dati del soggetto corrispondano a quelli di catalogo.

PREMIO SPECIALE: è un cartellino di solito di colore arancione scuro, diviso in tre parti. La prima va trattenuta dal commissario, mentre le altre due vanno consegnate all’espositore, e serviranno allo stesso per ritirare il premio in segreteria.

Cartellino premio speciale

SCHEDA PER IL RING D’ONORE: è un tagliando di colore bianco, che non viene dato all’espositore ma è mantenuto dal commissario e consegnato in segreteria, come notifica dei dati dei cani che potranno accedere al ring d’onore.

Scheda ring d'onore

Sia il premio speciale che il tagliando del ring d’onore sono compilati con i dati del cane migliore di razza – BOB (Best Of Breed) – e la miglior coppia di ogni razza (solo per il ring d’onore).

• TIMBRI. Alcuni riportano la data, altri la manifestazione, e sono apposti dal commissario sul libretto delle qualifiche, sui cartellini e in generale sulla documentazione che deve essere identificata.

In conclusione, ricordo che diventare commissario è un passo fondamentale per chi vuole intraprendere l’iter di Esperto Giudice Enci: tra i requisiti, infatti, c’è quello di aver partecipato ad almeno venti manifestazioni con in palio il CACIB in qualità di commissario di ring con almeno dieci differenti esperti giudici. Inoltre, è un ruolo davvero utile per la formazione di ogni espositore e permette ad ogni appassionato di conoscere più da vicino il singolare mondo delle expo.

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