lunedì 26 Ottobre 2020

Cani… e polli: prime esperienze

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Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.

Da proprietaria di Border Collie, da tempo mi sentivo in dovere di fornire alla mia Destiny del bestiame da radunare. Sfortunatamente, non ho mai avuto la possibilità di offrirle quel che la sua memoria di razza richiede; finchè, qualche mese fa, in accordo con i miei genitori che vivono nella casa accanto alla nostra, ho valutato di acquistare un paio di galline ovaiole, per produrre in casa uova di allevamento all’aperto, fresche e buone.

Così sono arrivate Ganda e Berunda (dalla creatura mitologica Gandaberunda, un uccello a due teste della cultura induista).
Le due hanno ben presto cominciato a darci uova deliziose e a farsi amare per la loro simpatia. Chi mi conosce già, però, sa che non avrei mai potuto resistere alla “giornata del pulcino” del consorzio agrario di paese (“compra due sacchi di mangime e ti diamo 10 pulcini in omaggio!”), così i polli sono diventati dodici, seppure dieci fossero piccoli, soffici e gialli.

In tutto questo, Davide era a metà tra lo sconsolato e il rassegnato, poiché s’era detto dal principio “Ma sì, per due gallinelle lo spazio si trova”, ma purtroppo io c’ho il miglioramento genetico compulsivo, per cui ero già lì a buttar giù schemi su produttività e morfologia segnando dati per un futuro allevamento.
Oltre a tutto ciò, però, abbiamo dovuto fare i conti anche con i predatori di casa, sia felini che canini. Se da un lato infatti stavamo facendo la gioia di Destiny dandole la possibilità di svolgere il lavoro per cui è nata, dall’altro avevamo due gatti e quattro rottweiler che per i polli avevano ben altri progetti (chiaramente con Aladino non si ponevano problemi, essendo più facile fossero le galline a picchiare lui).

Così abbiamo scoperto che l’addestramento (quella cosa tanto brutta che fanno le persone cattive per trasformare i cani in robottini), guarda un po’, serve tantissimo. Innanzitutto perchè, sebbene polli e cani abbiano sempre fatto i turni (polli in pollaio e cani liberi, o cani in box e polli liberi), l’incidente e la svista possono capitare: in più d’una occasione, un “resta” a distanza o un “vieni” senza esitazioni hanno salvato la vita a una povera gallinella. E poi, molla il pollo oggi, sputa le piume domani, anche dei cani con un considerevole impulso predatorio come i rottweiler stanno imparando che le galline non si toccano.
“Don’t try this at home”: non garantiamo sul risultato, specie con i cani da caccia o i primitivi, anche perchè noi non siamo ancora arrivati a poter lasciare cani e polli insieme incustoditi, però sicuramente del buon addestramento ci sta aiutando moltissimo.
I gatti, dal canto loro, sono quelli che ci hanno dato meno problemi: come già avevano fatto con Yasmìn, la pappagalla, con qualche “no” secco hanno presto capito che i pulcini erano off-limits.
Se non lo avete mai fatto, provateci, ad insegnare qualche comando al vostro gatto: potreste rimanere piacevolmente sorpresi dal risultato.

Ma veniamo alla parte più figa: il lavoro del cane da pastore.
Perchè dodici polli che hanno a disposizione 2000 metri quadri d’erba non rientrano volentieri nel pollaio per cedere il posto ai rottweiler.
Così, qui entra in gioco la piccola Destiny… e anche la sua addestratrice, la quale non aveva (e non ha tuttora) la più pallida idea di come si insegni ad un cane la conduzione del bestiame.
Così, all’inizio mi sono limitata a manovrare Destiny come una macchinina radiocomandata: vai avanti, vai indietro, destra, sinistra; la piazzavo sfruttando il suo effetto repellente di temibile predatore per far spostare gli animali.
Quindi capitava che li spingesse nella direzione desiderata anche di chiappe, ad esempio.

Poi, pian piano, grazie alla sua intelligenza e alla sua memoria di razza, ha capito da sola che il concetto era spingere i polli. Da una spinta incontrollata e confusionaria abbiamo progressivamente corretto il tiro insieme, arrivando col tempo addirittura a muovere i polli con una camminata e lenta e delicata: “sulle uova”, insomma! (uh-uh-uh, matte risate).
Abbiamo ancora molto lavoro da fare e io ho moltissimo da imparare, però, in conclusione, a chi possiede un cane da conduzione e non ha la possibilità di offrirgli degli ovini o delle lezioni di sheepdog, se si ha un po’ di giardino mi sento di consigliare l’introduzione delle galline ovaiole: radunarle è per il cane una considerevole forma di appagamento sociale, e lavorare insieme per uno scopo comune rinsalda moltissimo il binomio, a dei livelli che non hanno nulla di meno dell’affiatamento tra cacciatore e cane da caccia, con il vantaggio che, se siete come me e la caccia non vi piace, non state cacciando.
E poi… ci sono le uova!

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1 commento

  1. Grigione e galline come ce li vedi? Con il pappagallo sono riuscita a non farlo mangiare…anche se l’espressione è identica a quella di pasticcino….e quando vola istintivamente lei vorrebbe mangiarselo…e io le tiro una ciabatta…prima di ricordare che è addestrata e mi basta un platz! Ma il lancio della ciabatta è un istinto primitivo…non ci posso fare nulla!
    Il pastore tedesco dovrebbe avere istinto di guida e raduno bestiame…ma uno selezionato per ud non so….che ne pensi?

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