lunedì 26 Ottobre 2020

“Patentino per cani speciali”: anche il programma sembra molto “speciale”…

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Davide Beltramehttp://www.tipresentoilcane.com
Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.

Per prima cosa, un applauso. Sono serio, davvero!
E’ opera di genio puro e merita sperticate lodi riuscire a barcamenarsi nell’era del politically correct e, non potendo usare il termine “pericolosi” e relativi sinonimi perchè poi pareva brutto, inventarsi il patentino per cani speciali.
Chissà in che accezione lo aveva in mente l’autore della dicitura, quando gli è venuta l’idea… ad esempio è d’uso comune “bambini speciali” per descrivere i bambini con alcune disabilità, e sarò cinico e bastardo dentro ma mi vedo già dialoghi tipo “sai, il mio Fufi ha preso il patentino di cane speciale!” “oooh poverino, cosa gli è successo?”. Ma questo è un mio problema (però con questa accezione esigo anche che ad Aladino venga conferito il patentino honoris causa, sappiatelo).
Ci sono poi molte altre interpretazioni: ad esempio speciale, in senso positivo, in fondo lo è ogni cane, per la propria famiglia.
Ma voli pindarici a parte, è evidente che voglia essere una parola più “neutra” di potenzialmente pericoloso e di tutte le diciture che hanno accompagnato negli anni le proposte più o meno intelligenti relative ai kanikillerbruttiecattivi.
Del resto siamo nell’era in cui con una mano di trucco e una parola diversa si provano a mascherare o stravolgere i concetti, e non solo in cinofilia…

Se è cambiata la definizione, non sono però cambiati i kanikillerbrutti e cattivi: sono talmente i “soliti noti” quelli messi sotto accusa che è stata ripresa in gran parte la “Lista delle razze pericolose” del 2003, con una discreta quantità di razze per cui probabilmente si fatica ad arrivare alla decina di esemplari in tutta Italia, figuriamoci nella sola Milano.
Riporto qui sotto la lista definitiva, sia perchè è stata confermata praticamente in toto quella dell’ultima proposta, sia perchè merita… particolarmente degno di nota è il “molossoidi non iscritti ai libri genealogici ENCI-FCI” che potenzialmente più comprendere un po’ di tutto visto che molossoide è una classificazione morfologica, che identifica cani con “testa cuboide o rotonda, massiccia, orecchie piccole e pendenti, muso corto, labbra lunghe e spesse, corpo massiccio di taglia molto grande, arti generalmente con cinque dita davanti e dietro”, non esattamente qualcosa che si vede raramente.

American Bulldog
Cane da pastore di Ciarplanina
Cane da pastore dell’Anatolia
Cane da pastore dell’Asia centrale
Cane da pastore del Caucaso
Cane da pastore Maremmano Abruzzese
Cane da Serra da estreilla
Dogo argentino
Fila brazileiro
Perro de canapo majoero
Perro da Presa canario
Perro da Presa mallorquin
Pit bull
Pit bull mastiff
Pit bull terrier
Rafeiro do alentejo
Rottweiler
Rhodesian ridgeback
Tosa inu
Amstaff
Bull terrier
Bandog + molossoidi non iscritti ai libri genealogici ENCI – FCI.
Boerboel
Cane corso
Cane lupo cecoslovacco
Lupo di saarloos
Cane lupo italiano

Una lista del genere, su una legge in materia di patentino, qualche perplessità me la suscita: davvero può insegnare la gestione di un cane “speciale” chi nemmeno offre un’identificazione e una lista sensata dei cani secondo lui speciali presenti sul territorio comunale?
Oltre alle razze pressochè inesistenti in Italia, vedasi anche la tripletta pit bull, pit bull terrier, pit bull mastiff (i primi due sono la stessa cosa, la terza definizione non esiste); guarda caso la stessa poco sensata tripletta era presente nell’ordinanza del 2003.
Però dài, una cosa è cambiata: siamo passati dalla definizione “razze pericolose” a quella di “cane speciale”: CHE FORTUNA, eh? Come se una dicitura diversa rendesse meno sciocchino fare un patentino solo per alcune razze!
La scelta delle razze da cui iniziare con questo patentino – perchè in teoria poi il dovrebbe essere man mano esteso a tutti (facciamo finta di crederci) – sarebbe (cito dal sito del comune di Milano) “sulla base di criteri quali prestanza fisica, potenza di morso, tendenza all’aggressività in assenza di educazione. Stiamo parlando di cani che, per la loro mole e conformazione fisica, quando aggrediscono e mordono possono provocare danni gravi, finanche la morte dell’altro animale o della persona aggrediti. Il problema non è la frequenza di morso/attacco ma la pericolosità associata alla forza di questi cani. Si tratta, dunque, di cani che, per essere ben gestiti, devono essere educati fin dalle prime fasi di vita e il loro proprietario deve essere preparato. Quando non lo è, si spaventa di fronte alle reazioni del suo animale, si rende conto di non saperlo controllare e allora preferisce “disfarsene”. Una buona parte dei cani presenti nel Parco Canile di Milano appartiene a proprio razze potenzialmente aggressive. Questi cani richiedono un intenso e lungo lavoro di recupero comportamentale per diventare di nuovo adottabili.”
In concreto non vuol dir nulla, però un po’ fa scena… anche se vedo privo di senso il parallelo per cui “se ci sono tanti cani di questo tipo in canile è perchè hanno morso e il proprietario li ha abbandonati, quindi facciamo il patentino prima a queste tipologie”.

Visto però che delle amenità nel comporre la lista e delle diverse perplessità avevamo già parlato nel precedente articolo, concentriamoci sulla novità, dato che è stato rilasciato il programma ufficiale del corso, e scopriamo quindi che:
– la durata del corso sarà di 14 ore (10 di teoria, 4 di pratica)
– per ogni corso è previsto un massimo di 40 partecipanti
– non è consentito portare il proprio cane
– almeno alla prima “tornata” del corso, tutti i docenti della parte teorica saranno medici veterinari, le scuole cinofile saranno coinvolte solo per la parte pratica (dove in 4 ore si alterneranno 3 diverse scuole)
– il corso coinvolgerà per primi coloro che hanno da poco tempo il cane, e poi si andrà a coinvolgere chi ha il cane da più tempo.
Su quest’ultimo punto sono combattuto: da un lato sicuramente trovo sensato intervenire prima su chi magari non ha ancora fatto grossi errori e dandogli le giuste nozioni potrebbe proprio evitare di farli anche in futuro, dall’altro magari c’è chi ha il cane da 8 anni e da 8 anni semina il panico per le vie del suo quartiere…
Un’altra novità, questa decisamente positiva per i proprietari interessanti da questo “patentino”, è che le lezioni saranno gratuite grazie al sostegno economico di Coop Lombardia.

Come si struttura questo famigerato patentino?

Il sabato si svolgerà come detto la parte teorica, di 10 ore, divise per tematiche che verranno affrontate ognuna in circa 45 minuti.
Per tutte le argomentazioni come vedete dall’immagine è previsto come docente un veterinario, nella maggior parte dei casi “veterinario comportamentalista o formato”.
Le tematiche proposte nella parte teorica sono le seguenti:

Il cane, animale sociale: il comportamento normale
Lo sviluppo comportamentale: le fasi della vita
Come accogliere il cucciolo
La salute del cucciolo
La comunicazione nel cane
Come garantire il benessere del cane
L’aggressività canina
I principali problemi comportamentali nel cane
Adottare un cane dal canile
La convivenza di cani e bambini
Cani e proprietari buoni cittadini

Una critica che è stata posta in diversi commenti è che sembra quasi più un programma da corso per educatore cinofilo che non un qualcosa dedicato ai cani teoricamente più “impegnativi”… effettivamente alcune parti (per esempio quelle sul cucciolo) sembrano abbastanza fuori contesto, contando anche che il corso è rivolto a chi il cane lo ha già e che riguarderà anche a chi il cucciolo ormai lo ha accolto da anni. Per lo stesso motivo trovo fuori contesto anche il tema dell’adozione del cane dal canile: tematica che può essere importante, ma che riguarderà solo una parte dei corsisti e comunque non per il cane per cui stanno svolgendo il corso.
Sicuramente più attinenti al teorico scopo di questo patentino le parti sui comportamenti normali e su quelli “anomali”, sulle fasi della vita (utile far capire che un cane può cambiare atteggiamenti durante la crescita, troppe persone sottovalutano questo punto), la convivenza di cani e bambini.
Però… 45 minuti per certi temi mi sembrano un po’ pochi, e il fatto di trattarli solo a livello teorico e generale porta poca competenza “mirata” al proprietario, che magari sente sì parlare di qualcosa che ha riscontrato nel suo cane, ma non ha modo di approfondirlo.
Peraltro, senza nulla togliere alla competenza dei docenti, che non intervenga nessuan scuola cinofila nella parte teorica la trovo una scelta quantomeno bizzarra.

La parte pratica (4 ore) prevede invece:
Come impara il cane (premio e punizione)
I sistemi di contenimento: guinzagli, pettorina, museruola, ecc.
Il controllo del cane in ambiente urbano (strade affollate, luoghi pubblici, mezzi pubblici, ristoranti, ecc)
Il cane nell’area cani (parchi e aree destinate)

Qui le tematiche le trovo più centrate… ma entra in gioco l’enorme lacuna data dal fatto che a quanto pare non si parteciparà al corso con il proprio cane.
Poi certo, ci sarebbe tutto il discorso sul fatto che probabilmente alcuni strumenti non verranno minimamente trattati visto che lo stesso regolamento di cui fa parte questo patentino voleva bandire il collare a strangolo dal territorio comunale ed è quindi poco credibile tale strumento venga spiegato all’interno del corso (se non per le solite pantomime sul fatto che sia bruttosporcoecattivo)… ma non sarebbe giusto fare un processo alle intenzioni, quindi rimaniamo su ciò che è certo.

Se nella parte teorica trovo pienamente sensato non far portare il proprio cane, dato che a poco servirebbe avere 40 cani in aula se non a far cagnara (passatemela, dai!), che senso ha una parte pratica che… non viene svolta in pratica?
Io proprietario di Fufi vengo al corso perchè voi mi diate il patentino che attesta che il mio “cane speciale” può essere condotto in contesto urbano senza che io costuitisca un potenziale pericolo… questo almeno è lo scopo dichiarato di questo patentino.

MA COME STRACASPITA PUOI CERTIFICARLO, SE IL SUDDETTO FUFI NON LO VEDI NEMMENO IN FOTOGRAFIA E NON ME LO HAI MAI VISTO TENERE AL GUINZAGLIO?

Gli unici cani che saranno ammessi al corso pare saranno quelli condotti dal personale scuole cinofile.
Che (grazie al piffero) si spera siano abbastanza educati e gestiti da personale competente.
Anche ammesso che venga fatto provare a condurre in qualche situazione uno dei cani portati dalle scuole cinofile (ma con 40 partecipanti, il tempo scarseggerebbe un po’), quale sarebbe l’attendibilità visto che condurrebbero un cane non loro e già educato?
Questo sia in un senso che nell’altro: che io sappia condurre il cane già educato in mezzo a ventordici persone non vuol dire che sappia portarci anche Fufi, così come l’eventualità che il cane mai visto prima mi scatafasci per terra e salti in braccio a tutte le suddette ventordici persone non vuol dire che io non abbia invece costruito con Fufi un buon rapporto per cui lui lo posso condurre in sicurezza.
Ma infatti, rullo di tamburi… il superamento del patentino sembra essere legato esclusivamente alla parte teorica!
Sul PDF del modulo di iscrizione infatti troviamo indicato che per ottenere il patentino
– è necessario aver partecipato almeno al 90% delle ore complessive
– aver superato il test di valutazione finale.
Test che, come si può vedere dal programma, si svolge al sabato, quindi per forza di cose prima della pratica. Certo, il requisito del 90% delle ore fa sì che non si possa bellamente “saltare” la pratica… ma l’esame sarà già stato fatto e questo fa pensare che la parte pratica non abbia alcuna utilità per l’effettivo passaggio del patentino ma sia giusto un “di più” per mostrare qualcosa di pratico ai proprietari (ma non con i propri cani).

Oltre alle falle e alle incongruenze sul cosa vorrebbe ottenere e come viene assegnato (e hai detto niente…), un’altra grossa problematica è proprio nel numero di partecipanti: come detto, vi è un limite di 40 persone a corso.
I corsi si svolgeranno solo nel weekend.
I cani interessati da questa prima fase stando ai numeri dichiarati dal Comune stesso dovrebbero essere circa 5800 (e già era un numero che non considerava i vari incroci e i “molossidi non riconosciuti ENCI-FCI”… ma sarei anche curioso di sapere di questi 5800 quanti sono i Cani da Serra de Estreilla, i Perro da presa Mallorquin, i Rafeiro Do Alentejo e compagnia!): tenendo comunque buono questo numero e facendo un conto rapido, 5800/40 vuol dire che servirebbero 145 sessioni di corso solo per esaminare tutti i proprietari di questa prima fase (escludendo che qualcuno potrebbe non passare il patentino e quindi doverlo rifare, qualcuno non potrà nei weekend, eccetera).
Praticamente 3 anni (non potrebbero certo essere occupati tutti i 52 weekend di un anno): chi ad oggi dovrebbe sostenere il patentino e magari ha il cane avanti con gli anni, quando toccherà a lui potrebbe non avere nemmeno più quel cane!
Certo, facendo più corsi in contemporanea nello stesso weekend si potranno sveltire i tempi, il numero di partecipanti è anche giustamente calcolato secondo le norme anti-covid quindi in futuro sperando in un miglioramento della situazione sanitaria potrebbero essere aperti a più persone, il numero di cani non rispecchia per forza quello delle persone che dovrebbero fare il corso (una persona potrebbe avere più cani interessati dalla nuova normativa)… ma ad oggi ad esempio sono previste solo 3 sessioni (24/25 Ottobre, 21/22 Novembre, 12/13 Dicembre), quindi capirete perchè ho qualche piccolissima perplessità sulla futura estensione del patentino a tutti i 100.000 cani di Milano.

Peraltro, è appunto disponibile un modulo per iscriversi: se qualcuno farà il furbo e non compilerà l’iscrizione, avrà qualche conseguenza? O se non lo compilasse semplicemente perchè non informato?
Anche chi armato di buona volontà si iscrivesse subito, potrebbe comunque finire “in coda” perchè come detto la priorità sarà per chi ha il cane da meno tempo: come si potranno elevare contravvenzioni a chi non avesse il patentino e avesse il kanebruttoecattivo, se come detto per formare/esaminare tutti ci potrebbero volere 3 anni?
Come verranno gestiti gli eventuali casi in cui il “cane speciale” patentinato combinasse comunque qualche guaio?
I dubbi mi pare siano ancora troppi e mi sembra che il modo in cui è strutturato questo “patentino per cane speciale”: anche con il presupposto (secondo me sbagliatissimo) delle “razze pericolose”, non ha davvero il minimo senso pensare di certificare una persona per condurre il cane nel contesto urbano vincolando il tutto più alla parte teorica e senza nemmeno vederlo con il suo cane al guinzaglio.

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2 Commenti

  1. Quando dei NON COMPETENTI vogliono fare … e fare male. La teoria e relativo patentino dovrebbe essere conseguito prima di diventare proprietario di un cane “speciale”. se non sono idoneo NON LO POSSO comprare o adottare. Poi dovrebbero certificare gli addestratori con strutture e competenze idonee per rilasciare il “patentino” con il programma predefinito, (vedi esempio come si fa per la revisione delle auto) … vedremo come finirà

  2. 5800 cani esclusi i molossidi non riconosciuti, solo nel comune di Milano. Ti sei già risposto. Secondo me sono tanti, considerando che molti dei proprietari non sarebbero in grado di gestire un barboncino. Ben venga il patentino, e con tutti i difetti che può avere è già un primo passo per responsabilitare la gente.

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