giovedì 26 Novembre 2020

I meccanismi d’azione degli Interventi Assistiti dal cane applicati all’autismo – Seconda parte

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Martina Aresu
Nata nel 1995 a Lanusei (NU). Possiede una grande passione per gli animali, e soprattutto per i cani, che coltiva occupandosi sia di quelli della famiglia che svolgendo attività di pet sitter. Questa inclinazione la spinge a conseguire con la massima votazione la laurea nel corso "Tecniche di allevamento animale ed educazione cinofila" dell'Università di Pisa, con una tesi sugli Interventi Assistiti con gli Animali rivolti ai pazienti autistici; nel frattempo diviene Commissario di ring Enci e partecipa a diverse esposizioni. Ha come obbiettivo futuro quello di rendere la sua zona più pet friendly e di diventare un importante punto di riferimento per la corretta gestione del rapporto uomo-cane.

Nella prima parte di questo articolo abbiamo visto i motivi per cui ci si avvale del cane e iniziato a vedere su quali aree vada ad agire e come. In questa seconda parte analizziamo le restanti aree.

Area sensoriale

Uno degli elementi fondamentali su cui si basa il rapporto uomo-animale è il contatto fisico: sia l’accarezzare direttamente con le mani che attraverso dei guanti, o lo spazzolare, stimolano diversi aspetti sensoriali, provocando sensazioni tattili piacevoli, e promuovono l’attività di prendersi cura dell’altro.

Inoltre, accarezzare l’animale, rende gli esercizi riabilitativi meno noiosi e più stimolanti, induce la calma e la tranquillità interiore, producendo benefici sul piano biologico e mentale, grazie ad una diminuzione del ritmo cardiaco e respiratorio, della pressione arteriosa e del tono muscolare (Benson, 1975; Katcher, 1981; Baun, 1984,1989).
Contemporaneamente nel cervello sono modificate le onde elettroencefalografiche, e vengono attivati dei centri neurali che possono accrescere i livelli di dopamina, serotonina, ossitocina ed endorfine, tutte sostanze che originano benessere ed euforia. Di contro viene inibita l’amigdala, area chiave dei circuiti di ansia e paura, e si abbassa il livello di cortisolo (Viau et al., 2010), facendo sentire il bambino più sereno e meno in allerta, e generando stati mentali e psicologici positivi. Le endorfine poi, svolgono una funzione opposta ai glucocorticoidi (molecole dall’effetto immunosoppressivo), aumentando le difese dell’organismo e dimostrando quindi come gli stati emozionali, tramite l’attività ormonale, possano interferire sul sistema immunitario (Felten, 2000). È stato anche accertato che soggetti con problemi psichiatrici spesso sperimentano un sollievo sintomatico dopo aver preso un cucciolo: il cane assume così il valore sbalorditivo di regolatore psico-emotivo e la funzione di un perfetto terapeuta.
Allo stesso tempo, ricevere questi stimoli è un meccanismo che consente al soggetto di definire i limiti del proprio corpo ed è essenziale, di conseguenza, per la formazione e il mantenimento della propria identità e del proprio confine psicologico (Lowen, 2003; Cocco et al., 2018). L’impiego del cane con utenti che hanno uno scarso contatto con la realtà è ritenuto molto utile perché grazie all’animale possono essere riportati a focalizzare la propria attenzione sul presente; in un mondo di isolamento come quello in cui vive il bambino con ASD, gli impulsi sensoriali e relazionali possono aprire una nuova dimensione con cui comunicare.

Area emozionale ed affettiva

Le emozioni sono l’indicatore dello stato della persona ed il motore della vita: il loro ventaglio è infinito, ed è variabile a seconda della situazione. Nel contesto degli IAA il paziente ha l’opportunità di riconoscere le proprie sensazioni, ed essere accompagnato dall’animale nell’affrontare le proprie paure e ansie, resettate con più facilità e trasformate in soddisfazione e gioia proprio grazie alla presenza del cane, che costituisce un rinforzo ineguagliabile. Infatti, secondo Barba (1995), Walsh (1995), Friedmann (2000), Allen (2002), Chandler (2005) e i rispettivi colleghi, la vicinanza dell’animale porta la diminuzione di ansia, depressione e rabbia, e un aumento generale del controllo emotivo.

Il cane è in grado di leggere il linguaggio del corpo, le espressioni del viso, gli atteggiamenti fisici e di percepire attraverso le secrezioni ormonali i diversi stati d’animo dell’utente, ai quali risponde con contatto fisico, gioco, coccole, calore e vicinanza, offrendo sostegno e comprensione in modo spontaneo e immediato grazie alla sua capacità empatica. Riuscire a stabilire un contatto e creare una relazione di affetto con l’animale fa scaturire tanti sentimenti ed emozioni positive che hanno un ruolo molto importante da un punto di vista psicologico: un cane che scodinzola e viene incontro ogni volta che ci vede è un fattore riabilitativo straordinario e, avvicinandosi alla persona con interesse, la fa sentire davvero importante.
Inoltre, la tendenza dell’animale a donare e ricevere affetto in modo incondizionato soddisfa nell’individuo il bisogno di attaccamento e di relazione interpersonale, creando le basi per un buon equilibrio psicofisico, e diventando a sua volta motivo di espressione affettiva.

Area cognitivo – intellettiva

In generale, come dimostrano numerose evidenze scientifiche, la presenza del cane consente di apprendere con più facilità e leggerezza, in uno scenario positivo, stimolante ed accogliente, per cui il soggetto raggiunge una maggiore consapevolezza personale e autostima, accrescendo la fiducia in sé e la propria autonomia (Daly e Morton, 2006; Endenburg e van Lith, 2011).

Lavorare con l’animale contribuisce a migliorare il livello di attenzione, attivando e concentrando la mente sull’evento che si sta vivendo, a comprendere meglio il senso e le ragioni delle attività, favorendo l’acquisizione di una maggiore cognizione (Katcher e Wilkins, 1994) e, di conseguenza, può portare alla riduzione delle stereotipie comportamentali che spesso caratterizzano il disturbo.
Il coterapeuta non umano svolge dunque un importante ruolo pedagogico ed educativo (Ross, 1989; Montagner, 1995). Per quanto riguarda specificamente la cura del cane, si possono acquisire diverse nozioni: occorre apprendere le regole e la gestualità per un giusto approccio, saper leggere i segnali non verbali, attuare una corretta condotta, guadagnarsi la fiducia con relativa risposta di ubbidienza del cane, sviluppare capacità di accudimento. Si ritiene importante anche conoscerne le parti anatomiche, le esigenze alimentari e le necessità sanitarie.
Molto spesso infatti in seduta si realizzano attività et-epimeletiche o di accarezzamento, che tra l’altro, favoriscono l’apprendimento dei cibi in generale (e in particolare di cosa può mangiare e cosa no il cane), di colori, forme ed odori; consentono di capire in che parte del corpo e in che modo si può accarezzare l’animale, o di comprendere l’importanza di chiedere al proprietario il permesso per toccare il cane. Complessivamente poi, prendersi cura dell’altro serve a riabilitare nel soggetto il senso perduto della cura di sé.
Tutte queste azioni consentono di acquisire sequenze adatte al contesto, una migliore capacità di adattamento data dal mettersi in gioco, l’abilità di analisi e di controllo di situazioni complicate (valutando ipotesi e scegliendo la soluzione più adeguata e corretta secondo le circostanze), e sviluppano la capacità del problem solving.

Area psicomotoria

Il setting con la presenza del cane, soprattutto se all’aperto e in una cornice naturale, diventa molto ricco di incentivi, che favoriscono nell’utente lo sblocco della rigidità corporea e un incremento della percezione del proprio schema fisico. Si acquisiscono abilità di equilibrio, di coordinazione di base e specifica anche grazie ai giochi e agli esercizi svolti con l’animale, una prevalenza nella lateralizzazione, doti di manualità fine nel contatto e nell’uso delle attrezzature.
Lavorare con il cane attiva significativamente il proprio corpo grazie alle distanze compiute in passeggiata, dove l’utente deve modularsi sui ritmi diversificati che vengono sollecitati dall’animale. Inoltre, stimola la coordinazione oculo-manuale, lo sviluppo di un valido orientamento spaziale e temporale e di una certa destrezza nella conduzione dell’amico a quattro zampe; anche i riflessi risultano necessari per rispondere alle diverse sollecitazioni. Nel complesso il corpo è spinto ad essere più reattivo ed energico, e tutto ciò contribuisce ad uscire dallo stato di isolamento e focalizzarsi sull’esterno.

Area etica

La seduta con l’animale contribuisce notevolmente allo sviluppo di un comportamento generale di rispetto nei confronti dell’altro: il cane non è uno strumento, ma un essere senziente che presuppone perciò l’assunzione di un atteggiamento di sensibilità e di senso etico. L’attenzione ai suoi bisogni e alle sue caratteristiche, che richiedono un certo riguardo, accresce anche la responsabilizzazione dell’utente.

Naturalmente, le possibilità di apprendere diverse competenze e di avere dei miglioramenti nelle difficoltà dipendono dai sintomi e dalla situazione di gravità che il bambino presenta: per questo, interventi attuati e obbiettivi da raggiungere possono essere molto variabili e devono essere valutati caso per caso.

Uno studio di Burrows e colleghi (2008) ha evidenziato però che svolgere attività con i cani produce effetti benefici non solo sui comportamenti dei soggetti autistici, ma anche sul benessere generale di chi vive quotidianamente con loro. Infatti, i familiari hanno riferito un senso di sicurezza e indipendenza, un risultato particolarmente importante se si considera che impulsività, iperattività, irritabilità e aggressività dei bambini con ASD influenzano profondamente le attività quotidiane dei genitori e portano ad esperienze estremamente stressanti per tutte le persone coinvolte. Inoltre, un aumento del riconoscimento sociale ha aiutato tutto il nucleo a sentirsi integrato nella comunità: un effetto davvero desiderabile, dato che queste famiglie hanno a che fare di frequente con l’isolamento dalla società e spesso sperimentano elevati livelli di pessimismo e sintomi depressivi.

Bibliografia degli studi citati:

Allen K., Blaskovich J., Mendes W. (2002), Cardiovascular reactivity and the presence of pets, friends and spouses: the truth about cats and dogs, Psychosomatic Medicine. 64: pp. 727-739.
Ballarini G. (1995), Animali amici della salute. Curarsi con la Pet therapy, Milano, Xenia Edizioni.
Barba B. (1995), The positive influence of animals: animal-assisted therapy in acute care, Clinical Nurse Specialist 9: pp.199-202.
Baun M.M., Bergstrom N., McCabe B., Todd-Schuelke S., Trsk B., Wallace C. (1989), Physiological Effects of the Use of a Companion Dog as Behavioural Rue for relaxion in Diagnosed Hypertensives, Atti del Convegno, Monaco, 15-18 novembre 1989.
Beck A., Katcher A.H., Aoki R. (1989), The Influence of pets on the Ability of Children to Recognize Emotional Signals in Humans and Animals, Atti del Convegno, Monaco, 15-18 novembre, 1989.
Benson H.B., Greenwood MM, Klemchuk H. (1975), The Relaxtion Response: psychophysiologic aspects and clinical applications, “Journal of psychiatry in medicine”, vol.6, n.1-2, pp. 87-98.
Blecha F. (2000), Immune system response to stress. In Moberg, G. P., Mench, J. A., (eds): The Biology of Animal Stress. CAB International Wallingford, UK, pp. 111-121.
Burrows K.E., Adams C.L., Spiers J. (2008), Sentinels of safety: service dogs ensure safety and enhance freedom and well-being for families with autistic children, Qual Health Res, vol 18 number 12: pp. 1642-9.
Byström e Lundqvist Persson (2015), The meaning of companion animals for children and adolescents with autism: the parents’ perspective, Anthrozoös, pp. 263-275.
Carlisle G.K. (2012), Pet dog ownership in families of children with autism: Children’s social skills and attachment to their dogs, University of Missouri, Columbia, MO.
Cavedon L. (2017),Interventi assisiti con l’animale. Manuale introduttivo,Trento, Erickson.
Chandler C. K. (2005), Animal-assisted therapy in counselling, Routledge, New York, NY.
Cocco R., Sechi S. (2017) Training per cani coterapeuti e supporto disabili. Un approccio neuropsicologico, Trento, Erickson.
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DSM V (2013), Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, Milano, Raffaello Cortina Editore.
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Linea guida 21, “Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti”, pubblicazione ottobre 2011, aggiornamento ottobre 2015, Istituto Superiore di Sanità, pdf.
Lowen A. (2003), Il linguaggio del corpo, Milano, Feltrinelli.
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Marchesini R., Tonutti S. (2007), Manuale di zooantropologia, Roma, Meltemi.
Montagner H. (1995), L’enfant l’animal et l’ecole, Broché.
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Siti utili

https://sportellautismo.altervista.org/Icf
https://ww.iss.it
https://www.dogsforgood.org/how-we-help/assistance-dog/autism-assistancedogs-children
https://www.istitutobeck.com/autismo
https://www.siua.it/notizie/autismo-gli-interventi-assistiti-con-gli-animali/
https://www.specialeautismo.it
Linee Guida Nazionali “Interventi assistiti con gli animali (I.A.A.)”, 25 marzo 2015, Istituto Superiore di Sanità, disponibili all’ indirizzo:
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_276_allegato.pdf

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