venerdì 16 Aprile 2021

Da grande voglio fare l’educatore cinofilo! Si, ma come?

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Come tutte le bambine che amano gli animali sono partita dal sogno di diventare veterinaria poi con il tempo, varie esperienze di vita, cani problematici e l’incapacità di saperli gestire adeguatamente ho dato uno sguardo a tutto quello che è il mondo della cinofilia e dentro mi ci sono letteralmente persa. Ho subito cercato di capire come strigarmi dentro alla marea di notizie che cercavo su internet. All’inizio solo una cosa capivo: mi piacciono i cani, tutto il resto era ancora troppo nero per capirci qualcosa. Ho provato varie opzioni per inserirmi del mondo della cinofilia.

Percorso universitario: università per cani?

Se parliamo di benessere del cane esistono più facoltà in Italia che propongono percorsi di studio appropriati (Teramo, Bari, Milano); se invece vogliamo parlare della parte di educazione del cane e tecniche di addestramento esiste una facoltà all’Università di Pisa: Tecniche di Allevamento Animale ed Educazione Cinofila (TAAEC) che oltre a trattare tutta la parte etologica e comportamentale del cane approccia anche a delle basi sulla parte di educazione del cane.

Per esperienza personale posso dirvi che è un bellissimo percorso universitario da fare ma pecca un po’ nella parte pratica; mi spiego meglio: è un percorso molto teorico, ricco di ogni tipo di materia che riguarda il cane ma pur sempre teorico e come ben sappiamo la parte pratica nell’educazione del cane è importantissima. Posso essere super informato teoricamente ma i cani leggono il nostro corpo, i nostri gesti e se non sappiamo avere una gestione ottimale di quest’ultimi possiamo facilmente essere fraintesi dai nostri amici a 4 zampe.
Una volta laureato, il corso, ti abilità a:
“[..]a) allevamento degli animali domestici ed in partiocolare del cane,
b) scuole di educazione cinofila in cui potrà svolgere autonomamente attività di educazione comportamentale;
c) canili: sanitario, rifugio e di associazioni protezionistiche, in qualità di tecnico della gestione igienico sanitaria della struttura e dell’igiene ambientale in collaborazione con il Medico Veterinario nell’ambito delle proprie competenze;
d)Il diploma potrà costituire titolo per l’abilitazione alla gestione di centri di educazione cinofila [..]”
Come accennato prima, una volta finito il percorso universitario sarebbe giusto aumentare il livello di pratica della vostra esperienza cinofila perché no, non basta aver avuto tanti cani per saper gestire altrettanti cani!
Io, per esempio, per ‘infoltire’ la parte pratica mi sono buttata alla ricerca di un corso per diventare educatore cinofilo che facesse al caso mio.

I corsi: come scelgo quello giusto?

Provate a tuffarvi sul web inserendo nella ricerca “corso educatore cinofilo”: sigle strane, pacchetti offerte, corsi online, corsi in presenza; da Palermo a Milano sono inimmaginabili i numeri dei corsi che vengono fatti. Ma andiamo per gradi e proviamo a capirci qualcosa;
Ogni ente (CSEN, ENCI, OPES, FIDACS, ecc..) promuove un corso e propone un programma di corso.

Quello che io consiglio è di girare un po’ tra i siti delle associazioni principali, leggere i programmi e scegliere di pancia quello che si preferisce. Vi dico di scegliere di pancia perché ogni programma di corso, anche se di poco, differisce in qualcosa: ci sarà il corso che propone un programma maggiormente incentrato sulla parte etologica, qualche altro più teorico, altri molto pratici (quelli che vi consiglio assolutamente senza sottovalutare la parte teorica ovviamente), ecc..

Ovviamente non sto a dirvi che visto che è molto importante la parte pratica, io eviterei i corsi on line però anche in questo caso dovete valutare bene voi quello che cercate: se il vostro obiettivo è avere un piccola cultura cinofila allora perché no.
L’altra cosa importantissima quando si cerca un corso valido è ‘chi’ propone il corso: informatevi su chi è il docente (o i docenti) che si occupa del corso.
Informatevi sul metodo di insegnamento che viene utilizzato al campo cinofilo dove si svolgerà il corso: ricordatevi che il mondo cinofilo non si divide solo in gentilista e tradizionale ma all’interno di ognuno di questi due macro-gruppi ci sono mille sfumature che potrebbero convincervi a fare un corso piuttosto che un altro.

Io mi sono rivolta ad un campo cinofilo per educare il mio cane che era molto molto timoroso a causa di un passato un po’ catastrofico, ho visto dei risultati, il mio cane è tornato felice e io ero finalmente serena. Mi sembrava quasi magico il cambiamento che erano riusciti a far fare al mio cane. Proprio in quel periodo organizzavano un corso educatore e sono stata felice di farlo visto che avevo già iniziato l’università di cui abbiamo parlato prima.
Se già frequentate un campo cinofilo chiedete al vostro istruttore se organizza un corso per educatore cinofilo o se può suggerirvi qualcuno che stima professionalmente per indirizzarvi verso un corso in un altro campo. Questa è assolutamente la via più facile e maggiormente prima di rischi di incappare in qualcuno che potrebbe non piacervi.

Il lavoro: sogno o realtà?

Arriviamo al punto dolente, perché fino ad ora è tutto molto bello ed entusiasmante ma purtroppo come in tutte le cose belle c’è un puntino nero che lascia un po’ la bocca amara: il lavoro. Ci sono diversi motivi per cui trovare lavoro in questo campo risulta difficoltoso (ma non impossibile!!).

Per molte persone educare il cane è qualcosa in più da fare nella vita, come andare a cena fuori, e quindi finché non si ritrovano ad avere problemi più o meno gravi con il proprio cane sono molti quei proprietari esitanti nel portare il proprio amico a 4 zampe a far educare; e questo è il primo fattore.
Il secondo elemento di difficoltà che si aggiunge è che spesso abbiamo paura a ‘volare da soli’ e vorremmo sempre rimanere attaccati al campo che ci ha formati, perché ci fidiamo, perché ci stiamo bene o perché semplicemente sentiamo che abbiamo ancora bisogno di imparare. Credo che l’unico vero modo di entrare a far parte di questo mondo sia mettersi in gioco e incrociare le dita. Ovviamente ci si affida alla fortuna solo inizialmente, poi alla fortuna deve prevalere la bravura: il passaparola tra i clienti è importantissimo e bisogna cercare di creare un rapporto di fiducia con ognuno di loro. Cane dopo cane, risultato dopo risultato si arriva all’obiettivo.

Bisogna sempre mantenersi informati e, parallelamente al lavoro sul campo, si possono leggere libri piuttosto che articoli in quanto non si finisce mai di imparare: possiamo prendere spunto da chiunque e conoscere un nuovo metodo, un trucchetto, un piccolo accorgimento che potrebbe tornarci utile ed entrare nel nostro ‘repertorio’ lavorativo. È importantissimo restare umili e affidarsi a chi sa più di noi.

Ogni ostacolo è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo.

Randy PausCh

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