sabato 17 Aprile 2021

Caso di Grugliasco e CLC “che non dovrebbe nemmeno esistere”: il passato non insegna nulla?

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Davide Beltramehttp://www.tipresentoilcane.com
Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.

Avrete letto tutti – anche perchè la notizia è uscita letteralmente su qualsiasi giornale – del caso di Grugliasco, dove una donna di 74 anni è morta pare in conseguenza dei morsi subiti dai 5 CLC che in quel momento erano in casa con lei.
Cani in realtà di proprietà della figlia ma che conoscevano comunque bene la vittima, dato che madre, figlia e cani vivevano tutti insieme.
Come sempre quando capitano tragedie di questo tipo parte la corsa alla notizia e nascono ovviamente mille articoli e discussioni: è però evidente che gli episodi passati non ci hanno insegnato nulla. Soprattutto ai giornalisti.

Sono infatti abbastanza numerosi i casi in cui il cane inizialmente buttato in prima pagina come “cane killer colpevole dell’aggresione” sia risultato poi non avere niente a che fare con la morte della vittima: il caso forse più recente è di un anno fa, quando due rottweiler vennero indicati come responsabili della morte del loro proprietario, Massimo Sartori.
Le indagini sul corpo rivelarono in seguito che i morsi dei cani non erano stati fatali e che quindi probabilmente avevano morso il proprietario in seguito a un malore di quest’ultimo (cardiopatico),non era neppure stata necessaria l’autopsia per scagionare i rottweiler. Ma intanto i due “kanikiller” stano stati pubblicati su quasi tutti i giornali, e solo alcuni pubblicarono poi la notizia/rettifica del malore.

Altro caso eclatante, quello nel Novembre 2017 che vede vittima Davide Lobue; fece molto scalpore anche perchè la vittima era un educatore cinofilo. Inizialmente fu indicato come colpevole il bull terrier Sid (di proprietà di un amico) con cui stava lavorando: l’autopsia rivelò poi che la causa del decesso fu un malore fulminante e i morsi del cane furono post mortem; fu disposto l’esame tossicologico per capire se qualche medicinale o altra sostanza potesse aver aver causato il malore, ma a quanto mi risulta nessun giornale seguì più la vicenda.

Questi sono giusto due episodi abbastanza recenti, ma la casistica è relativamente ampia.
Quindi, primo aspetto, forse prima di iniziare a fare processi e discussioni sarebbe il caso di attendere l’esito delle indagini per capire se alla base di tutto ci sia stato un malore della vittima (ipotesi espressa anche dagli avvocati della famiglia), per evitare magari colossali figuracce come appunto già avvenuto in passato.
Sicuramente lecito riportare il caso di cronaca, ma evitare infelici articoli come quello pubblicato dal Corriere a firma di Fabrizio Rondolino (“La tragedia di Grugliasco e il cane lupo cecoslovacco, una razza che non dovrebbe esistere”, se volete cercarlo: mi rifiuto di linkarlo per la quantità di luoghi comuni e sciocchezze che esprime) sarebbe la scelta migliore.
Purtroppo si sa che la maggior parte dei giornalisti in questo caso bada più alla corsa alla notizia che alla correttezza dell’informazione: i primi pezzi sulla vicenda erano letteralmente di 4 righe, un paio persino corredati da foto di rottweiler o pitbull (che tanto va sempre bene buttà in mezzo)… ma su questo fronte nulla di nuovo, purtroppo.

Anche qualora effettivamente si confermasse un’aggressione partita dai cani, gli estremismi sulla razza che non dovrebbe esistere e dintorni sono (come in tutti i casi in cui viene messa alla gogna una razza intera), una colossale baggianata: il caso ovviamente è eclatante, ma per questi 5 CLC che – FORSE – hanno aggredito la donna, ne abbiamo altre migliaia in giro per l’Italia che non sono mai stati protagonisti di nessuna aggressione.
E questo sempre SE effettivamente di CLC si parla: una delle discussioni correlate a questo triste episodio evidenzia che i due genitori (ricordo che i 5 cani in questione sono padre, madre e 3 cuccioli) sarebbero degli ibridi provenienti dalla Francia, con pedigree falsi, e non effettivamente CLC.
Se così fosse, le discussioni sulla razza avrebbero ancor meno senso.

Difficilmente sarà possibile avere una ricostruzione certa dei fatti: la donna era da sola, i vicini pare abbiano sentito delle urla, la figlia della vittima è rincasata a fatto ormai avvenuto, quindi non c’è alcun testimone a poter raccontare come sia andata e anche se gli esami medici confermassero un decesso causato dai cani, non ci sarà probabilmente modo di conoscere come siano andate realmente le cose.
Anche questa è purtroppo una costante nei casi di aggressione a una persona sola che tragicamente perde la vita.
Nel caso in cui gli esami medici e le indagini confermassero la “colpa” dei cani, si potrebbero comunque discutere responsabilità e rischi del singolo caso, ma questo non tanto per colpevolizzare chi sta vivendo questa tragedia che di sicuro non ha bisogno anche dell’attenzione mediatica e dei giudizi altrui, ma per evitare che gli eventuali errori o imprudenze vengano ripetuti da altre persone.
In questo senso io trovo corrette le discussioni che ho visto in alcuni gruppi cinofli (compreso il nostro), perchè poi è normale che con le notizie e gli articoli sulla vicenda qualcuno possa preoccuparsi, voler capire di più sulla razza (o presunta tale) protagonista della vicenda, informarsi appunto anche sul discorso ibridazione, sull’importanza di un allevamento che lavori seriamente, insomma tutti quei discorsi su cui da anni vi facciamo una testa così.
Ma prima di tutte queste discussioni, possiamo aspettare qualche giorno e sapere almeno SE davvero si debba parlare dei cani, di eventuali errori, o se sia stata semplice fatalità, invece di mettere alla gogna i cani, la figlia della vittima, la vittima… e rischiare di fare colossali figuracce?

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8 Commenti

  1. Personalmente ho trovato l’articolo del giornalista molto interessante e condivisibile. Capisco che vi possa dare fastidio ma la sua opinione è autorevole e l’articolo molto dettagliato ed esaustivo. Al di là della tragedia e delle dinamiche che verranno accertate, è inconcepibile tenere in due stanze e un bagno 5 CLC adulti (i tre figli non sono più cuccioli da tempo).

  2. Premetto di non aver letto l’articolo del Corriere cui si rimanda (il titolo in sé è valso come un valido deterrente per ogni ulteriore spendita di tempo al riguardo) e di non avere che una vaga idea dei fatti di Grugnasco, al netto della tragedia familiare in cui gli stessi si inseriscono.
    Detto ciò, colgo la domanda retorica che fa da titolo a questo articolo per spendere qualche riga per delle osservazioni personali.
    L’attacco mediatico (perché di attacco si tratta: parlare di qualcosa che “non dovrebbe esistere” equivale ad un augurio, nemmeno così implicito, a che la stessa si estingua in breve tempo) è sicuramente frutto di ignoranza cinofila e di fame di vendite o di click; non sorprende che molti, soprattutto tra coloro che hanno scelto di condividere parte della loro vita con uno o più esemplari della razza in questione, abbiano percepito il bisogno di replicare in modo altrettanto perentorio.
    Dal canto mio, non ho esperienze dirette con il Cane Lupo Cecoslovacco (CLC), ma, da quello che ho osservato portando a passeggio i miei cani (due femmine di incrocio/Maremmano), è una razza divenuta pericolosamente di moda, con tutte le conseguenze del caso – cominciando da binomi palesemente disfunzionali e cani (soprattutto maschi) da cui stare in guardia, specie se lo stesso tizio che li accompagna al guinzaglio si ritrova a ballare il tango (e il riferimento è letterale, considerando alcuni episodi cui ho assistito personalmente) non appena un altro cane si palesa all’orizzonte.
    Il discorso di razze “che non dovrebbero esistere”, in realtà e in altri ambiti, sta prendendo piede con una certa forza e ragionevolezza (penso alla questione etica relativa ai c.d. maltrattamenti genetici in razze brachicefale quali il Bulldog inglese o il Boxer), con scrupoli e argomenti che niente hanno a che fare con ciò cui stiamo assistendo in questi giorni in relazione al CLC.
    Quand’anche si accertasse un nesso eziologico tra l’aggressione dei cani e il decesso della signora, è chiaro che il caso è stato strumentalizzato (con modalità ormai note, tant’é che il dibattito sulle “razze pericolose” non si è praticamente mai sopito dagli ultimi anni ’90, se non prima) e – purtroppo – lo stigma sociale è ormai impresso: richiamare alla ragione coloro che alla vista di un CLC penseranno al branco di lupi che sbrana una povera nonnina potrebbe essere piuttosto difficile, da qui in avanti.
    Ciò non toglie, tuttavia, che un singolo caso non possa valere a bollare un’intera razza (o, addirittura, ogni cane “di taglia grande”, come si usa dire) come una belva sociopatica assetata di sangue. In tal senso, però, grava anche sugli amatori di una determinata razza e, più in generale, su chiunque si sia assunto o ambisca ad assumersi la responsabilità di gestire uno o più cani l’onere di non trasmettere una tale immagine – e posso assicurare che vedere un gonzo per la strada costretto ad allontanarsi abbracciando il proprio cane, che ringhia e scalpita con la bava alla bocca senza essere stato in alcun modo provocato alla sola vista di estranei o altri cani, non è sicuramente di aiuto.

  3. Diciamo che cinque clc forse sarebbe meglio non tenerli e tantomeno in un appartamento , si corre il rischio che facciano branco . Io sono di un bellissimo esemplare di Clc femmina e un animale meraviglioso di una intelligenza acutissima da sembrare quasi un umano mi adora e non mi abbandona mai di una dolcezza unica . In verità è un animale non per tutti bisogna conoscere la razza e saperlo istruire a modo poi ti ripaga con un amore e soddisfazioni impareggiabili

  4. avrei una curiosità: riguardo ai casi che citi all’ inizio dell’articolo, per quale ragione un cane si accanisce sul corpo ormai cadavere? grazie.

    • La risposta potrebbere essere è che se la donna causa malore é morta prima per un cane é una preda morta quindi non è strano che la mangino,non é la prima volta che succede.La natura è fatta cosi

    • Nel caso di Sartori citato nell’articolo, lessi successivamente che le superficiali morsicature post mortem potevano essere state dettate dall’intenzione dei due cani di “rianimare” il padrone

  5. Ormai tutti gli esseri senzienti sanno che gli articoli dei giornali, anche i più importanti, seguono la regola delle 3 “S” sangue, soldi, sesso. Poco importa della verità. Quindi quando leggo articoli del genere ( talvolta mi basta solo il titolo) già so che sono fasulli…questi personaggi si definiscono giornalisti?!, meglio che vadano a zappare la terra, sono più utili!!!

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