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martedì 19 Gennaio 2021

Cambia il regolamento del lavoro in acqua in Francia

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Nel 1984 al festival di Sanremo Fiorella Mannoia presentava la canzone “Come si cambia”. Nel ritornello in ordine sparso le parole erano “come si cambia per non morire… come si cambia per ricominciare…”.
Il pezzo non ebbe grande fortuna in gara, si classificò solo quattordicesima. Vinsero Al Bano e Romina con “Ci sarà” ma credo che in quella edizione, presentata da Pippo Baudo, ci si ricordi di più di una strepitosa Fiordaliso con “Non voglio mica la luna” e di un giovanissimo Eros Ramazzotti che faceva il suo esordio nella categoria nuove proposte con “Terra promessa”.

Perché ho voluto iniziare questo articolo con l’angolo Vincenzo Mollica?
Perché in Francia è cambiato il regolamento del lavoro in acqua.
L’ho letto, studiato ed analizzato e, dove ho avuto incertezze, me lo sono fatto spiegare. E subito mi è tornata alla mente la canzone della Mannoia.
I francesi piaccia o non piaccia, sono avanti nel mondo del lavoro in acqua sportivo. Attenti, riflessivi e lungimiranti ma soprattutto amano molto la disciplina. Hanno capito che qualcosa stavano perdendo in senso numerico di partecipanti e che faticano ad attirare nuove generazioni. Si sono resi conto che era ora di cambiare, innovare, diventare attrattivi.

La prima modifica che salta all’occhio nel regolamento è quella di avere equiparato le due finalissime il “Championnat de France en mer” e il “Championnat de France en eau douce”. Ora le distanze minime per le due finali sono 50 metri ed è stato tolto il nuoto, che rimane solo per il Brevet Mer (quarto grado). Le prove sono le stesse, con alcuni nuovi esercizi (vicini agli esercizi europei), una nuova parte a terra e diversi esercizi tirati a sorte. Ovviamente cambia lo scenario: una si disputa in mare, quasi sempre oceano, l’altra su bacino chiuso.

Per quanto riguarda i primi tre gradi è stato modificato il lavoro a terra e viene data la possibilità al concorrente di scegliere tra diversi esercizi. Anche nei selettivi sono stati introdotti nuovi esercizi. Potere trovare tutto su www.cunse.fr.
Una bella rivisitazione, non c’è che dire. Si è puntato all’innovazione europeista, al dare la possibilità alla gente di avvicinarsi alla disciplina scegliendo – almeno nei primi gradi – gli esercizi più adeguati alle proprie capacità. Mi spiace si sia tolto il nuoto nelle grandi finali.

Anne Heno

Ma per saperne di più ho contattato la Sig.ra Anne Heno, membro del consiglio della Cunse e amica di lunga data, per fare due chiacchiere. Volutamente non ho tradotto al 100 per 100 le sue parole, perché credo che così si capisca molto meglio il senso del discorso.

Grazie Anne per la tua disponibilità. Da quanti anni il regolamento francese non subiva una rivisitazione così importante?

Le regole possono essere cambiate ogni 5 anni, ma non c’è mai stato un cambiamento così significativo. L’osservazione iniziale era che molti titolari di licenza (in Francia i conduttori devono avere una licenza per partecipare alle gare, ndr) non si trovavano più negli eventi importanti, il livello dei concorrenti è cambiato, le gare e i partecipanti agli eventi si sono diversificate sia nel formato che nelle competenze. Il disinteresse per le prove si è manifestato in un numero sempre più crescente di gare “amichevoli” a margine delle prove ufficiali.
Iniziato più di 3 anni fa, l’ambizione di questo lavoro di modifica è stata poi quella di pensare ad un rinnovo di alcune prove senza rimettere in discussione le fasi di formazione delle gare, passando dal 1° grado al brevetto in mare.
Lo spirito del regolamento non è quindi stato modificato, tuttavia le prove sono state arricchite per consentire a tutti i binomi di conseguire le prove alla portata del proprio cane, ma anche per favorire la complicità del conduttore con le prove qui riportate in i primi livelli più divertenti, ma non particolarmente facili.

Avete inserito alcuni esercizi dal regolamento “Europeo”. Lo avete fatto per avvicinare più persone alle competizioni europee?

La modifica dei regolamenti era un progetto per armonizzare le prove a livello europeo. Le nuove prove sono direttamente ispirate dalle prove delle nostre coppe, ma anche dai nostri vicini europei.

Pensi che un cane che già lavora nel mondo del lavoro in acqua da tre a quattro anni possa avere maggiori difficoltà ad apprendere i nuovi esercizi?

Gli esercizi non cambiano e vengono mantenuti per il 1°, 2° e 3° grado. Il conduttore che non desidera sostenere le nuove prove può quindi scegliere gli esercizi che conosce. I nuovi regolamenti ora rendono possibili alternative a determinati esercizi. L’addestramento del cane non deve essere stereotipato, il corso di addestramento del cane va fatto attraverso il gioco, l’immaginazione e la complicità con il padrone, pensi che questo sia un ostacolo per il cane che deve recuperare un figurante? O il manichino, per esempio? “La disciplina si basa sull’istinto di acquaticità del cane”, non dimentichiamolo… Le nuove prove in mare, la certificazione e le prove dei selettivi sono i più ispirati alla nozione di istinto.

Ci sono altri motivi per cui avete deciso il cambio dei regolamenti?

Il nuovo regolamento pone i conduttori responsabili nel loro percorso formativo, la loro vittoria sarà determinata dalla loro scelta durante le prove. L’elenco degli esercizi consente loro di accedere alle gare alla portata del loro cane. Le gare importanti del Campionato francese in mare e in acqua dolce sono state armonizzate.

Da quando entra in vigore il nuovo regolamento?

E’ in vigore dal primo gennaio 2021.

Come pensi sarà accolto dai concorrenti?

E’ molto atteso dai titolari di licenza, il nuovo regolamento è stato costruito da e per i giocatori della disciplina (giudici, figuranti, conduttori di alto livello, piloti).
I concorrenti non vedono l’ora di iniziare!

Continuerete la vostra politica di apertura agli “stranieri”?
Certamente. Non sono previsti cambiamenti.

Credo che in Francia stia arrivando una crisi di vocazione. Noi l’abbiamo passata da qualche anno ed a mio avviso più che passata ci ha travolto. Abbiamo perso molti cani, alcuni conduttori hanno scelto un altro settore della cinofilia, molti ci vedono come disciplina per l’estate ma soprattutto non siamo stati capaci di avere un ricambio serio.
Quando sono spariti i terranova siamo andati a cercare i retrievers e per qualche anno li abbiamo conquistati, ma la gente è volubile, le mode cambiano, andare in acqua in inverno fa fatica… e, a piccoli passi stiamo perdendo anche loro. E ultimo ma non ultimo, il mio cavallo di battaglia: il deleterio frastagliamento che abbiamo al nostro interno.
Nel mio piccolo ho presentato una proposta di lavoro in seno allo CSEN per cercare un recupero di consensi verso il mondo del lavoro in acqua, ne parleremo alla prima riunione utile.

Ma in Francia hanno un vantaggio rispetto a noi. Non parlo di numeri di partecipanti, ho anche io un certo pudore… ma il valore aggiunto di una federazione (unica) forte è indubbio. Rendersi conto di avere un problema. Capirlo, analizzarlo e cercare di porci rimedio, per il bene della disciplina.
Di più. In ballo ora hanno una commissione tecnica che sta valutando la possibilità di affiancare al lavoro in acqua classico una disciplina che è molto simile alle nostre targate Csen, Ficcs, Asi ecc… dove cani e conduttori superino percorsi in acqua o facciano staffette ecc… Portare la gente in acqua. Come detto, con una sola ed unica voce.
“… come si cambia per non morire… come si cambia per ricominciare…”

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