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AIUTO! IL MIO LETTO!
di Dr. Eleonora Mentaschi
“Dottoressa,
il mio cane fa la pipì sul letto di mia figlia...”
“Ci aiuti, Birbo non
lascia avvicinare il mio fidanzato al nostro letto…”
“Non ho più un letto…me lo ha distrutto il cane…”
Ecco alcuni problemi che frequentemente
mi capita di trattare. Vediamoli uno ad uno.
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“Dottoressa,
il mio cane fa la pipì sul letto di mia figlia..”
Westy è un West Higland White Terrier maschio di 8 anni.
Vive con una famiglia composta da madre, padre e dalla figlia di 6 anni
e mezzo.
Il problema che li ha portati da me è che Westy fa la pipì
sul letto della figlia, anche quando i proprietari sono in casa.
Quando è arrivata la bambina, riferiscono, il cane era un po’
geloso di lei, ma non ha mai dato segni di aggressività.
La bambina gioca molto con il cane, si rincorrono o fanno il "tira
e molla".
I proprietari ci dicono: “E’ un po’ testardo, spesso
ringhia, soprattutto se nostra figlia Laura cerca di spingerlo giù
dal divano o se gli toglie l’osso o i giocattoli dalla bocca. Però
è tutta scena, non la morderebbe mai, neanche se gli tirasse la
coda!”.
A questo punto chiedo se, in passato, Westy avesse avuto questi atteggiamenti
anche con loro.
In effetti confermano che ci sono stati episodi simili e che quando aveva
circa un anno il cane aveva anche cercato di mordere la proprietaria che
voleva togliergli dalla bocca un cuscino che aveva rubato.
La signora lo aveva allora sgridato con un secco “No!” e mandato
nella sua cuccia in punizione. Da allora non si erano più verificati
incidenti simili.
Da circa un anno, però, Westy ha iniziato a fare la pipì
sul letto della bimba. Questo comportamento è andato peggiorando,
ed oggi il cane lo ripropone almeno due volte a settimana, creando un
forte disagio nella famiglia.
Il cane ha sempre dormito in camera con la bambina e di notte, senza che
lei se ne accorga, sale sul letto.
In questo caso il comportamento di Westy mi ha fatto subito pensare ad
una eliminazione per marcatura.
Effettivamente il problema è risultato essere un problema di status:
Westy non aveva ben chiara la posizione della piccola Laura all’interno
della gerarchia.
Per lui era ormai appurato che la madre ed il padre erano i leader all’interno
del suo branco, infatti mangiavano sempre prima di lui, si occupavano
di preparare la sua pappa, lo avevano portato a fare un corso di educazione
e da allora sapevano che dovevano passare per primi da porte e cancelli
e concedergli attenzioni solo quando erano loro a deciderlo.
Questi sono tutti segnali che indicano al cane che sono loro i capo branco
e che lui ha una posizione più subordinata.
Ma Laura mangiava sempre ad orari differenti da loro, a causa della scuola,
talvolta prima del cane, talvolta dopo di lui.
Non si occupava di preparare la pappa di Westy e tantomeno di chi passasse
per primo dalle porte.
Quando il cane le portava un giocattolo lei era quasi sempre pronta a
giocare con lui, tranne quando era stanca o doveva occuparsi dei compiti:
allora lo cacciava dalla stanza gridando. Quando giocavano al tira e molla,
inoltre, era quasi sempre il cane a vincere.
In questo modo Westy non poteva aver chiara la gerarchia: se mamma e papà
erano sopra di lui, che posizione aveva Laura?
Questo conflitto gerarchico lo ha portato, un anno fa, a marcare il letto
dove Laura dorme.
Quello che sembrava un dispetto era, invece, un segnale di marcatura con
cui Westy voleva rendere chiaro che quel letto era suo e che voleva essere
gerarchicamente superiore alla bimba.
In questo caso abbiamo reimpostato la gerarchia: la bambina doveva mangiare
sempre prima del cane, passare prima di lui da porte, cancelli e strettoie
e doveva occuparsi, insieme ai genitori, della pappa del suo cane.
Le abbiamo spiegato che il gioco del “tira e molla” non era
un gioco corretto e le abbiamo insegnato altri giochi da fare insieme.
Li abbiamo fatti giocare con due palline, in modo che il cane le lasciasse
una palla per prendere l’altra (lo scambio), le abbiamo fatto vedere
come poteva giocare a nascondino con il cane e abbiamo insegnato a Laura
a fare qualche semplice gioco di pista e di ricerca.
La bambina si è divertita molto ed i genitori ci hanno aiutato
in questo percorso.
Le abbiamo spiegato perché ci deve essere una “scatola dei
giochi” e perché deve essere lei a decidere quando giocare
e quando no.
Quando finivano di divertirsi, Laura aveva il compito di rimettere i giocattoli
di Westy nella sua “scatola dei giochi”.
Abbiamo poi impostato un gioco particolare: ogni volta che Laura voleva
fare qualche cosa con il cane o dargli un premio, doveva prima farlo sedere.
Le abbiamo spiegato che, proprio come lei, Westy doveva imparare a chiederle
“Per favore” quando desiderava qualche cosa, e che il suo
per favore sarebbe stato obbedire al suo ordine di “Seduto!”.
Lo abbiamo chiamato “Il gioco del per favore”.
Laura era entusiasta di questo gioco, generalmente ai bambini piace molto
vedere che il cane obbedisce al loro comando di sedersi.
Nel frattempo il cane non avrebbe potuto più accedere alla stanza
della bambina. E’ stata messa una cuccia fuori dalla porta.
Dopo un mese e mezzo la camera è stata riaperta: Westy non ha più
eliminato sul letto della bambina e i proprietari mi riferiscono che oggi
è sempre più raro sentirlo ringhiare, anche se qualche volta
continua a farlo, seppur in modo meno deciso.
“Ci
aiuti, Birbo non lascia avvicinare il mio fidanzato al nostro letto…”
Birbo è un meticcio di 2 anni che vive con una coppia di trentenni.
E’ molto affezionato a Monica, la proprietaria, con cui condivide
la maggior parte del tempo essendo lei casalinga. Andrea, invece, lavora
a turni, e non sempre è presente in casa.
Da circa due mesi Birbo ha iniziato ad avere uno strano comportamento:
quando Andrea non c’è e Monica riposa, il cane sale nel letto
con lei e dorme sonni tranquilli.
Ma quando Andrea torna e apre la porta della stanza, Birbo si sveglia
ed inizia a ringhiare. Se lui si avvicina il cane ringhia sempre più
forte, alzandosi sulle zampe ed iniziando ad abbaiare. Se Andrea cerca
di sedersi sul letto Birbo tenta di morderlo. Fino ad oggi non ha mai
ferito Andrea, ma sembra che i sui “attacchi” siano sempre
più feroci. Solo se Monica si sveglia e fa scendere Birbo dal letto
e lo manda fuori dalla stanza Andrea può coricarsi.
Anche in questo caso siamo di fronte ad un problema di status, piuttosto
frequente: il cane ha raggiunto la maturità sociale (che si situa
tra i 12 ed i 24 mesi di età) ed è quindi interessato alla
sua posizione gerarchica.
A causa della quantità e qualità del tempo che trascorre
con lei, Birbo ha individuato in Monica la “sua compagna”.
Nel branco, infatti, non c’è un singolo soggetto, bensì
una “coppia alfa” costituita da maschio e femmina dominanti.
In questo caso, per il cane, la “coppia alfa” è costituita
da lui e Monica. Essendo Andrea, ai suoi occhi, un subordinato, non ha
il diritto di avvicinarsi al luogo di riposo della coppia dominante. In
natura, la coppia alfa decide se lasciare o meno accedere al loro luogo
di riposo gli altri membri del branco.
Ancora una volta abbiamo ripristinato la corretta gerarchia e, fino a
quando questa non fosse ben chiara, è stato impedito l’accesso
alla stanza da letto.
Dopo un mese è stato permesso a Birbo di salire sul letto solo
su richiesta dei proprietari e purché scendesse se gli veniva chiesto.
I proprietari, infatti, ci tenevano a dormire con il cane. Questo è
possibile solo alle condizioni sopra elencate.
Se Birbo si fosse rifiutato di scendere anche una sola volta, allora non
gli sarebbe più stato concesso di salire.
A distanza di tre mesi dal nostro primo incontro i proprietari mi chiamarono
per dirmi che il problema si era risolto.
“Non
ho più un letto…me lo ha distrutto il cane…”
Frida è una dolce cucciolotta di Labrador di 8 mesi.
Vive in un appartamento insieme ad una giovane coppia. Fin da quando è
stata adottata ha fatto qualche “dispetto” quando la lasciavano
sola, ma mai una cosa tanto esagerata: la settimana passata i suoi proprietari,
rientrando, hanno trovato il loro letto completamente distrutto…
Frida aveva rotto il rivestimento, tirato fuori pezzi di materasso e perfino
le molle erano sparse per tutta la casa.
A questo punto i proprietari, seriamente preoccupati, si erano rivolti
a noi.
Ho chiesto loro di fare un filmato quando lasciavano il cane da solo.
Analizzando la videocassetta abbiamo scoperto che quando Frida rimaneva
da sola iniziava a piangere e mugolare, andava avanti e indietro per tutta
la casa, respirando in modo affannoso, ricercava gli oggetti con l’odore
dei suoi proprietari e se li portava nella cuccia.
Ho quindi diagnosticato un problema di “ansia da separazione”:
Frida soffriva, come molti altri suoi simili, a rimanere separata dai
suoi proprietari ed entrava in uno stato di ansia e di stress molto forti.
Questa patologia del comportamento l’aveva portata un giorno ad
un vero e proprio attacco di nervi.
Per sfogare la sua ansia, la piccola aveva allora distrutto il loro letto.
E’ stata allora impostata la rieducazione comportamentale per i
problemi di ansia da separazione ed è stato loro chiesto di fare
altri filmati a distanza di 2 settimane e di un mese dal consulto.
Dopo tre mesi i proprietari ci riferirono che Frida era ormai sulla via
della guarigione: piagnucolava i primi 5-10 minuti, ma poi, generalmente,
si metteva a dormire tranquilla nella sua cuccia.
I proprietari si sono potuti così comprare un materasso nuovo senza
più timore di vederselo nuovamente distrutto! |