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I problemi comportamentali sono oggi
al centro di ampi dibattiti.
L’etologia è una scienza che continua a crescere e ad arricchirsi.
Numerosi autorevoli scienziati moderni ogni anno fanno luce in questo
campo, individuano le terapie più corrette, valutano l’influenza
di fattori come la sterilizzazione o l’età di adozione.
Sono stati studiati e definiti anche i meccanismi fisiologici e neurologici
correlati con alcuni problemi comportamentali.
Negli ultimi decenni le nostre conoscenze
nel campo delle patologie comportamentali del cane si sono molto approfondite
e nel mondo intero gli specialisti dibattono e confrontano i propri risultati,
il che ha permesso la nascita di alcune scuole di pensiero che, pur avendo
le stesse basi, si spingono un po’ su fronti diversi, come quella
inglese o quella francese.
Io cercherò di analizzare nel modo più completo ogni problema
comportamentale, tentando di esporre tutti i metodi più adatti
di volta in volta.
In questo numero tratterò un problema molto frequente, l’aggressività
da dominanza, facendo prima qualche accenno all’aggressività
nel suo complesso.
Fester
e Truffa, giocando, mimano perfettamente gli atteggiamenti
di dominanza (il boxer, che però tradisce il fatto
che si tratti di un gioco con la posizione rilassata delle
orecchie ) e"parziale" sottomissione (la lupetta,
che con il corpo e le orecchie ha assunto una postura sottomessa:
contemporaneamente, però, mostra i denti e tiene la
coda alta, il che ci dimostra che al di fuori del gioco non
sarebbe affatto disposta a sottomettersi!)
N.b.: Mentre questa foto illustra le posture di dominanza-sottomissione in un gioco tra cani, l'articolo si riferisce all'aggressività da dominanza rivolta agli esseri umani.
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Breve premessa
sull’aggressività nel cane
Nel cane si possono individuare diverse forme di
aggressività, distinte sia per manifestazioni sia per eziologia
(cause).
Poiché ogni tipo di aggressività è differente dai
restanti, è indispensabile saper individuare il o i
tipi di aggressività mostrati da un cane per poterlo trattare correttamente.
Ma quali e quanti tipi di aggressività esistono nel cane?
I metodi per classificare le possibili forme di aggressività sono
diversi a seconda degli autori, ma possiamo dire che la prima classificazione
da molti ritenuta ancora valida è stata quella di Moyer nel 1968.
Egli propose un sistema che individuava sette categorie di aggressività:
predatoria, materna, territoriale, da paura o dolore, da irritazione,
sociale, sessuale.
In questo elenco non compare l’aggressività da dominanza,
ma quella che Moyer definisce aggressività sociale ne è
il corrispettivo.
In seguito grandi autori come Overall, Pageat e O’Farrell, hanno
creato delle classificazioni leggermente diverse, includendo anche l’aggressività
da dominanza.
Un soggetto può manifestare un solo tipo di aggressività
o più insieme. Alcuni tipi di aggressività sembrano associati
tra loro: l’aggressività da dominanza, quella territoriale
e quella da irritazione si ritrovano frequentemente insieme in un singolo
cane, e formano quella che viene definita la "triade aggressiva"
delle sociopatie (1).
Di tutti i tipi di aggressività, l’aggressività da
dominanza è in assoluto quella più frequentemente diagnosticata
dagli specialisti nel settore, per cui ho deciso di dedicare l’intera
sezione a questo argomento, cercando di analizzarlo dettagliatamente.
Cos’è
l’aggressività da dominanza verso i proprietari
Signora Maloni: “Il mio piccolo Terrier di quattro anni, Birillo,
è una peste, sembra lui il padrone di casa! Ha un caratterino:
non si lascia comandare, se vuoi una cosa devi chiedergliela con le buone,
altrimenti è capace di morderti. Non solo non possiamo farlo scendere
dal divano, ma neanche spazzolarlo o prenderlo in braccio, subito ringhia…”
Signori Russo: “Nico (meticcio
di tre anni) da piccolo era bravo, poi, intorno ad un anno e mezzo di
età, è diventato sempre più aggressivo con tutti
noi della famiglia, anche se con me è meno aggressivo che con mia
moglie. Se lo spingiamo giù dal letto, dove non deve stare, ringhia
e non è possibile toccarlo quando ha in bocca qualche cosa. Una
volta ha morso mia moglie solo perché voleva metterlo in giardino:
lei ha dato l’ordine di uscire, lui niente, quindi mia moglie si
è avvicinata per prenderlo dal collare, e l’ha morsa…
A volte è strano, quando gli diciamo di andare a cuccia lui va,
ma sembra vada a rallentatore! Poi, quando vuole giocare, viene e ci incita
dando colpi con la testa e con le zampe, ma dopo un po’ si stufa
e se ne va…”
Famiglia Morlacchi: “Il mio Toby, pastore tedesco di cinque
anni, è sempre stato aggressivo con noi. Non possiamo farlo scendere
dal letto, togliergli un gioco dalla bocca, non possiamo nemmeno sgridarlo
che lui subito ci ringhia…Pretende sempre le cose e se non le ottiene
inizia ad abbaiare come un matto …”
Come
riconoscere un problema di aggressività da dominanza
Bisogna analizzare con molta attenzione tre punti.
1) La situazione o le situazioni che
scatenano questa risposta.
Il cane dominante si comporta in modo aggressivo tutte le volte che i
suoi proprietari fanno qualche cosa che il cane interpreta come un segno
di dominanza o di sfida (Tavola 1).
Il cane con un problema di aggressività gerarchica cerca inoltre
di dimostrare la propria posizione con attitudini più sottili,
che non sempre sono riconosciuti come gesti di dominanza (Tavola 2).
Guy et al.(2001) hanno formulato una lista da consegnare ai proprietari
per stimare il grado di dominanza dei loro cani:
Tavola
1. Situazioni che possono scatenare aggressività da dominanza
· Toccare
il suo cibo mentre mangia.
· Avvicinarsi a lui mentre mangia.
· Sottrargli un osso o un gioco.
· Sottrargli un oggetto che ha rubato (es. un calzino)
· Tentare di spostarlo dal luogo preferito in cui riposa.
· Disturbarlo mentre riposa
· Accarezzarlo con colpetti sulla testa o schiena
· Mettergli o togliergli il collare.
· Tirarlo per il collare
· Fissarlo direttamente e a lungo negli occhi
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· Tentare
di sollevarlo
· Pulirgli le zampe o tagliargli le unghie
· Afferrarlo per la collotola
· Alzare la voce contro di lui
· Afferrare un bastone o un giornale, o alzare la mano per
punirlo
· Spazzolarlo
· Pulirgli le orecchie
· Colpirlo o punirlo
· Farlo entrare in un luogo o impedirgli l’entrata
in un luogo.
· Imporgli comandi come seduto, sdraiato o restituisci: talvolta
ringhia, altre obbedisce, ma molto lentamente.
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Tavola 2. Comportamenti
di dominanza
· Sale o appoggia
le zampe sui proprietari
· Esige carezze o attenzione dando colpi con la testa o con
le zampe
· Abbaia per ottenere l’attenzione |
Naturalmente un cane dominante può
mostrare solo uno, pochi o molti dei comportamenti elencati: non è
necessario che siano tutti presenti!
Nella Tavola 1 sono stati inclusi anche alcuni atteggiamenti che sono
propri dell’aggressività protettiva – territoriale.
Effettivamente alcuni specialisti distinguono l’aggressività
possessiva (ad esempio, per un osso) da quella da dominanza qualora l’atteggiamento
possessivo non sia accompagnato da altri comportamenti di tipo dominante
(7).
Allo stesso modo alcuni esperimenti portati a termine da Wright (1980)
indussero taluni autori a distinguere aggressività da dominanza
e aggressività competitiva (che tratteremo in un articolo a parte).
Questa specificazione, anche se al lettore può sembrare superflua,
è di dovere.
2) La postura
del cane (posizione del corpo) immediatamente
prima e durante l’episodio di aggressività ci è molto
utile per capire se si tratta di aggressività da dominanza e non,
ad esempio, di aggressività da paura.
Il cane dominante mostra:
· Orecchie dritte
· Pelo rizzato
· Corpo rigido
· Coda alta
· Canini ed incisivi in mostra
· Sguardo fisso negli occhi dell’avversario
A seconda dei rapporti gerarchici preesistenti, gli attacchi sono diversi:
un morso breve, tipo “pizzicata” è tipico di un cane
che si percepisce decisamente come dominante, un morso mantenuto più
a lungo indica invece una competizione tra proprietario e cane.
3) Si parla di aggressività
da dominanza quando un cane è aggressivo
verso le persone che vivono abitualmente con lui (2; 11), o che,
comunque, gli sono familiari (12).
Attenzione però, questo non vuol dire che non possano esserci altre
forme di aggressività, Come ho detto prima l’aggressività
da dominanza può essere accompagnata, ad esempio, da quella territoriale
o da irritazione.
Perché
un cane manifesta aggressività da dominanza verso i proprietari
Come si è visto nell’ultimo numero,
il cane è un animale di branco che fonda i suoi comportamenti su
parametri di dominanza e sottomissione, sviluppando una forma di vita
gerarchica.
Se il cane è stato correttamente socializzato, percepirà
i proprietari come parte del proprio branco. Come logica conseguenza ne
deriva che anche con i padroni il cane forma una gerarchia.
Mettere
le zampe addosso al padrone è un segno di dominanza. |
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Talvolta il cane, però, percepisce
se stesso gerarchicamente superiore alle persone con cui vive
o si sente in competizione con loro.
Se sente minacciata la sua posizione gerarchica (si veda nelle Tav. 1
e 2 quali situazioni scatenano una reazione aggressiva in soggetti dominanti),
si mostra aggressivo e può arrivare ad attaccare anche in modo
violento (2).
Alcuni autori (3) definiscono l’aggressività da dominanza
“sociale”, essendo legata alla vita sociale di gruppo del
cane.
Per questo motivo, ma non sempre, essa si manifesta solo al raggiungimento
della “maturità sociale”, come è successo ai
Sig. Russo con Nico.
Questo passaggio avviene tra i 18 ed i 24 mesi di vita (2;4;5).
Il confine tra aggressività e “sociopatia” è
molto sottile.
Secondo Pageat si parla di conflitti gerarchici tra proprietari e cane
causati da una situazione gerarchica ambigua.
I proprietari, cioè, adottano molte volte atteggiamenti dominanti,
ma altre volte, senza accorgersene, concedono al cane prerogative da dominante.
Questa condizione di ambiguità può portare il cane a reagire
in modo aggressivo.
Quando i comportamenti di aggressività da dominanza sono frequenti,
questo indica una sociopatia.
Nonostante sia presente sia nei maschi che nelle femmine, questo è
un problema che predomina nei cani di sesso maschile (2;6;7;8,9)
Sembra inoltre che i maschi con aggressività da dominanza siano
più frequentemente quelli non castrati, anche se questa differenza
è più accentuato in altre forme di aggressività (10).
Come prevenire
l’aggressività da dominanza?
a. Corretta età di adozione e prime fasi
di vita del cane.
Come abbiamo visto nello scorso numero, le prime fasi di vita del cane
sono molto importanti per prevenire problemi comportamentali.
La raccomandazione pratica è che i cuccioli vengano adottati all’età
giusta (intorno alle 7 – 8 settimane di vita) e che abbiano contatti
con le persone fin da piccoli: socializzazioni inadeguate aumentano i
rischi di problemi comportamentali, inclusi aggressività e paure.
b. Creare la giusta scala gerarchica fin dall’inizio
Rimando al numero
di febbraio, dove ho spiegato alcuni comportamenti e regole che aiutano
a prevenire problemi di dominanza: mangiare per ultimo, non dormire in
alto ecc.
c. Esercizi di subordinazione da effettuare sul
cucciolo e sul cane giovane.
Lo scopo di tali esercizi è che il cane apprenda che la sua posizione
all’interno della famiglia è la più subordinata.
Con questo si evitano problemi di aggressività verso i membri della
famiglia, ma allo stesso tempo il cane impara a fidarsi totalmente dei
suoi padroni. Tutta la famiglia deve effettuarli.
I bambini lo faranno sotto la supervisione dei genitori, cosicché
il cucciolo impari a rispettare anche il bimbo, nonostante l’età
e la statura.
Dovranno essere effettuati almeno una o due volte al giorno.
· Esercizio 1: sollevare
Alzate il cucciolo da terra tenendolo dietro le zampe anteriori e con
il muso rivolto verso di voi. Allungate le braccia e guardatelo negli
occhi.
Se fa forza, per liberarsi, trattenetelo e ditegli un “No!”
secco. Quando si calma ed è tranquillo, parlategli dolcemente e
premiatelo. Mantenetelo in questa posizione per 15-45 secondi. Ripetete
questo esercizio fino a quando il cucciolo non smetta di agitarsi per
liberarsi. Ripetete l’esercizio in luoghi diversi, dentro e fuori
casa.
· Esercizio 2: girarlo
In casa, seduti per terra, voltate il cucciolo zampe all’aria, tenendolo
per la testa e la schiena. Seguite le indicazioni dell’esercizio
uno: sgridarlo se si oppone, premiarlo quando obbedisce, mantenerlo in
questa posizione 15-45 secondi e in luoghi diversi.
· Esercizio 3: per cuccioli più grandi
Con il cane in piedi, mettetevi su di lui come a cavallo, con la vostra
testa rivolta verso avanti. Mettete le mani sotto il petto, dietro le
zampe anteriori, e intrecciate le dita delle due mani. Sollevate quindi
un poco il cane, in modo che solo le zampe anteriori si stacchino da terra,
per 15-45 secondi. Proseguite come negli esercizi precedenti.
· Esercizio 4: posizione di subordinazione
Posizionate il cane a terra su un lato, con le zampe che puntano in direzione
contraria rispetto a voi.
Con una mano tenetelo per il collo e con l’altra fate una leggera
pressione sul corpo. Non permettetegli di liberarsi, alzarsi o mordere
le mani: sgridatelo e strattonatelo gentilmente con la mano sul collo.
Quando è calmo, premiatelo. Ripetete fino a quando il cane non
si mostra tranquillo fin dall’inizio, in luoghi diversi e all’aperto.
Quando avrete abituato il cane a restare tranquillo in questa posizione,
iniziate a giocare con le sue zampe e dita. Apritegli la bocca e mettete
le vostre dita tra i denti. Toccategli le orecchie. In questo modo il
cane impara a fidarsi e a essere manipolato.
Come trattare
l’aggressività da dominanza?
Quando un cane ha già mostrato segni di aggressività
da dominanza verso i proprietari, la prima cosa da fare è rivolgersi
ad uno specialista. L’aggressività da dominanza può
avere gravi conseguenze, per cui è indispensabile affidarsi ad
un comportamentista che indicherà, a seconda del caso, la terapia
più corretta.
In questa sede non possiamo, per correttezza etica, fornire delle terapie,
che possono includere trattamenti comportamentali, farmacologici o chirurgici
(castrazione).
E’ necessaria una visita e un’anamnesi completa del cane per
poter effettuare la diagnosi, la prognosi ed il trattamento specifico
che viene fornito a seconda del caso.
Dormire
a letto equivale ad essere ammessi nella tana del capobranco:
in natura questo non esiste proprio...e può indurre
il cane a pensare di essere lui il capo del nostro
branco-famiglia. |
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Invitando quindi a rivolgervi ad
uno specialista e ad evitare in tutti i modi il “fai da te”,
voglio però dare alcune indicazioni che permettano al lettore di
avere qualche informazione sulla terapia comportamentale, qualche accenno
delle metodologie che reputo efficaci e applicabili dalle persone che
hanno cani con questo problema comportamentale.
L’obiettivo del trattamento è di “convincere”
il cane, senza mai utilizzare metodi violenti o fisici, che i suoi proprietari
sono i reali leader del gruppo e che deve comportarsi nei loro confronti
in maniera corretta, cioè da subordinato.
Il sistema per conseguirlo è che il cane si comporti in modo sottomesso
TUTTE le volte che interagisce con i proprietari.
Lo specialista vi spiegherà come effettuare una “regressione
sociale guidata” (1).
In questo modo, poco alla volta, il cane accetta la sua nuova posizione
nella gerarchia familiare e i comportamenti di aggressività iniziano
a diminuire.
I sistemi che si descrivono di seguito hanno esito se si applicano in
modo sistematico.
Se il trattamento viene seguito solo in modo parziale, avrà pochi
o nessun effetto sul comportamento del cane.
a. Regole in generale
Evitare che il cane possa confermare la propria dominanza, applicando
quindi le regole analizzate nello scorso numero:
- Dargli da mangiare sempre dopo che la famiglia ha terminato
- Non dare mai dei bocconi dalla tavola
- Non lasciare che salga in braccio o appoggi le zampe anteriori sul corpo
delle persone
- Farlo passare sempre per ultimo attraverso porte, cancelli o altro
- Se è possibile, evitare che il cane dorma in alto, al centro
delle stanze o nei passaggi (tutti luoghi di controllo).
b. Regole nelle situazioni in cui il cane si è
mostrato aggressivo in precedenza
Bisogna evitare che il cane “vinca altre battaglie” e che
morda le persone della famiglia.
Quando un cane ringhia, le persone possono reagire solo in due modi: o
ritirandosi o affrontando il cane. Nel primo caso il cane scopre che il
ringhiare gli permette di averla vinta, e la dominanza viene rinforzata.
Nel secondo caso, si corre il rischio di essere morsi. Poiché entrambe
le opzioni sono inaccettabili, l’unica alternativa possibile è
evitare tali conflitti.
NOTA: se vi trovate di fronte ad una situazione che non potete evitare,
ad esempio far scendere il cane dal divano, potete comportarvi nel seguente
modo:
- Mostrare un pezzetto di cibo gradito al cane e chiamarlo
- Quando viene, farlo sedere e, quindi, dargli il premio
ATTENZIONE: è importante anticipare la situazione e mostrare al
cane il cibo PRIMA che il cane inizi a ringhiare.
Se lo ha già fatto e gli diamo il pezzetto di cibo, staremo in
realtà premiando il suo comportamento aggressivo.
Le regole sopra descritte vogliono modificare la posizione del cane nella
scala gerarchica della famiglia, e questo non si può ottenere in
pochi giorni. L’esito del trattamento consiste nel seguire le raccomandazioni
in modo rigoroso e non aspettarsi risultati immediati.
c. Effettuare un corso di obbedienza o di agility
Un
bassethound in agility? Be', non è propriamente lo
sport più adatto a lui...ma può essere utile
con i cani che presentano problemi di dominanza, perché
ristabilisce le giuste posizioni gerarchiche. |
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E’ molto utile fare insieme
al cane un corso di obbedienza di base (seduto, resta, terra, ecc), purché
ci si rivolga ad addestratori che utilizzano solo METODI GENTILI, cioè
non punizioni fisiche, ma premi in cibo, gioco o parole. Sono i proprietari
che devono lavorare insieme al proprio cane; l’addestratore deve
essere una guida che aiuta ed insegna ai proprietari come fare.
E'inutile che il cane sia perfetto con l’addestratore, ma disobbediente
con i proprietari.
Questo tipo di addestramento ha molti vantaggi: insegna al cane che deve
essere subordinato e obbedire ai nostri comandi e permette ai proprietari
di avere maggior controllo del cane in situazioni critiche.
Quando l’obbedienza o l'agility (percorso a ostacoli) sono fatti
correttamente, il rapporto tra il cane ed il suo padrone si rinforza in
senso positivo.
Questi sono solo alcuni accenni delle
terapia che può includere, in determinati casi, anche la terapia
farmacologica o, per esempio se il cane è un maschio in giovane
età, la castrazione.
Lo specialista vi indicherà la terapia più corretta.
BIBLIOGRAFIA: 1) Pageat, 1999;
2) Borchelt e Voith, 1986; 3) Houpt e Wolski, 1982; 4) Voith, 1981; 5)
Overall, 2001; 6) Houpt, 1979, 7) Borchelt e Voith, 1982; 8) Hart &
Hart, 1985; 9) Reisner et al., 1994; 10) Beaver, 1993; 11) Fatjò
e Manteca, 1999; 12) Reisner, 1997
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