Marzo 2003
Aggressività da dominanza

L'AGGRESSIVITÀ DA DOMINANZA

di Dr. Eleonora Mentaschi

I problemi comportamentali sono oggi al centro di ampi dibattiti.
L’etologia è una scienza che continua a crescere e ad arricchirsi. Numerosi autorevoli scienziati moderni ogni anno fanno luce in questo campo, individuano le terapie più corrette, valutano l’influenza di fattori come la sterilizzazione o l’età di adozione.
Sono stati studiati e definiti anche i meccanismi fisiologici e neurologici correlati con alcuni problemi comportamentali.
Negli ultimi decenni le nostre conoscenze nel campo delle patologie comportamentali del cane si sono molto approfondite e nel mondo intero gli specialisti dibattono e confrontano i propri risultati, il che ha permesso la nascita di alcune scuole di pensiero che, pur avendo le stesse basi, si spingono un po’ su fronti diversi, come quella inglese o quella francese.
Io cercherò di analizzare nel modo più completo ogni problema comportamentale, tentando di esporre tutti i metodi più adatti di volta in volta.
In questo numero tratterò un problema molto frequente, l’aggressività da dominanza, facendo prima qualche accenno all’aggressività nel suo complesso.

Fester e Truffa, giocando, mimano perfettamente gli atteggiamenti di dominanza (il boxer, che però tradisce il fatto che si tratti di un gioco con la posizione rilassata delle orecchie ) e"parziale" sottomissione (la lupetta, che con il corpo e le orecchie ha assunto una postura sottomessa: contemporaneamente, però, mostra i denti e tiene la coda alta, il che ci dimostra che al di fuori del gioco non sarebbe affatto disposta a sottomettersi!)
N.b.: Mentre questa foto illustra le posture di dominanza-sottomissione in un gioco tra cani, l'articolo si riferisce all'aggressività da dominanza rivolta agli esseri umani.

Breve premessa sull’aggressività nel cane
Nel cane si possono individuare diverse forme di aggressività, distinte sia per manifestazioni sia per eziologia (cause).
Poiché ogni tipo di aggressività è differente dai restanti, è indispensabile saper individuare il o i tipi di aggressività mostrati da un cane per poterlo trattare correttamente.
Ma quali e quanti tipi di aggressività esistono nel cane?
I metodi per classificare le possibili forme di aggressività sono diversi a seconda degli autori, ma possiamo dire che la prima classificazione da molti ritenuta ancora valida è stata quella di Moyer nel 1968.
Egli propose un sistema che individuava sette categorie di aggressività: predatoria, materna, territoriale, da paura o dolore, da irritazione, sociale, sessuale.
In questo elenco non compare l’aggressività da dominanza, ma quella che Moyer definisce aggressività sociale ne è il corrispettivo.
In seguito grandi autori come Overall, Pageat e O’Farrell, hanno creato delle classificazioni leggermente diverse, includendo anche l’aggressività da dominanza.
Un soggetto può manifestare un solo tipo di aggressività o più insieme. Alcuni tipi di aggressività sembrano associati tra loro: l’aggressività da dominanza, quella territoriale e quella da irritazione si ritrovano frequentemente insieme in un singolo cane, e formano quella che viene definita la "triade aggressiva" delle sociopatie (1).
Di tutti i tipi di aggressività, l’aggressività da dominanza è in assoluto quella più frequentemente diagnosticata dagli specialisti nel settore, per cui ho deciso di dedicare l’intera sezione a questo argomento, cercando di analizzarlo dettagliatamente.

Cos’è l’aggressività da dominanza verso i proprietari

Signora Maloni: “Il mio piccolo Terrier di quattro anni, Birillo, è una peste, sembra lui il padrone di casa! Ha un caratterino: non si lascia comandare, se vuoi una cosa devi chiedergliela con le buone, altrimenti è capace di morderti. Non solo non possiamo farlo scendere dal divano, ma neanche spazzolarlo o prenderlo in braccio, subito ringhia…”

Signori Russo: “Nico (meticcio di tre anni) da piccolo era bravo, poi, intorno ad un anno e mezzo di età, è diventato sempre più aggressivo con tutti noi della famiglia, anche se con me è meno aggressivo che con mia moglie. Se lo spingiamo giù dal letto, dove non deve stare, ringhia e non è possibile toccarlo quando ha in bocca qualche cosa. Una volta ha morso mia moglie solo perché voleva metterlo in giardino: lei ha dato l’ordine di uscire, lui niente, quindi mia moglie si è avvicinata per prenderlo dal collare, e l’ha morsa…
A volte è strano, quando gli diciamo di andare a cuccia lui va, ma sembra vada a rallentatore! Poi, quando vuole giocare, viene e ci incita dando colpi con la testa e con le zampe, ma dopo un po’ si stufa e se ne va…”

Famiglia Morlacchi: “Il mio Toby, pastore tedesco di cinque anni, è sempre stato aggressivo con noi. Non possiamo farlo scendere dal letto, togliergli un gioco dalla bocca, non possiamo nemmeno sgridarlo che lui subito ci ringhia…Pretende sempre le cose e se non le ottiene inizia ad abbaiare come un matto …”

Come riconoscere un problema di aggressività da dominanza

Bisogna analizzare con molta attenzione tre punti.

1) La situazione o le situazioni che scatenano questa risposta.
Il cane dominante si comporta in modo aggressivo tutte le volte che i suoi proprietari fanno qualche cosa che il cane interpreta come un segno di dominanza o di sfida (Tavola 1).
Il cane con un problema di aggressività gerarchica cerca inoltre di dimostrare la propria posizione con attitudini più sottili, che non sempre sono riconosciuti come gesti di dominanza (Tavola 2).
Guy et al.(2001) hanno formulato una lista da consegnare ai proprietari per stimare il grado di dominanza dei loro cani:

Tavola 1. Situazioni che possono scatenare aggressività da dominanza

· Toccare il suo cibo mentre mangia.

· Avvicinarsi a lui mentre mangia.

· Sottrargli un osso o un gioco.

· Sottrargli un oggetto che ha rubato (es. un calzino)

· Tentare di spostarlo dal luogo preferito in cui riposa.

· Disturbarlo mentre riposa

· Accarezzarlo con colpetti sulla testa o schiena

· Mettergli o togliergli il collare.

· Tirarlo per il collare

· Fissarlo direttamente e a lungo negli occhi

· Tentare di sollevarlo

· Pulirgli le zampe o tagliargli le unghie

· Afferrarlo per la collotola

· Alzare la voce contro di lui

· Afferrare un bastone o un giornale, o alzare la mano per punirlo

· Spazzolarlo

· Pulirgli le orecchie

· Colpirlo o punirlo

· Farlo entrare in un luogo o impedirgli l’entrata in un luogo.

· Imporgli comandi come seduto, sdraiato o restituisci: talvolta ringhia, altre obbedisce, ma molto lentamente.

Tavola 2. Comportamenti di dominanza

· Sale o appoggia le zampe sui proprietari
· Esige carezze o attenzione dando colpi con la testa o con le zampe
· Abbaia per ottenere l’attenzione

Naturalmente un cane dominante può mostrare solo uno, pochi o molti dei comportamenti elencati: non è necessario che siano tutti presenti!
Nella Tavola 1 sono stati inclusi anche alcuni atteggiamenti che sono propri dell’aggressività protettiva – territoriale.
Effettivamente alcuni specialisti distinguono l’aggressività possessiva (ad esempio, per un osso) da quella da dominanza qualora l’atteggiamento possessivo non sia accompagnato da altri comportamenti di tipo dominante (7).
Allo stesso modo alcuni esperimenti portati a termine da Wright (1980) indussero taluni autori a distinguere aggressività da dominanza e aggressività competitiva (che tratteremo in un articolo a parte).
Questa specificazione, anche se al lettore può sembrare superflua, è di dovere.

2) La postura del cane (posizione del corpo) immediatamente prima e durante l’episodio di aggressività ci è molto utile per capire se si tratta di aggressività da dominanza e non, ad esempio, di aggressività da paura.
Il cane dominante mostra:
· Orecchie dritte
· Pelo rizzato
· Corpo rigido
· Coda alta
· Canini ed incisivi in mostra
· Sguardo fisso negli occhi dell’avversario
A seconda dei rapporti gerarchici preesistenti, gli attacchi sono diversi: un morso breve, tipo “pizzicata” è tipico di un cane che si percepisce decisamente come dominante, un morso mantenuto più a lungo indica invece una competizione tra proprietario e cane.

3) Si parla di aggressività da dominanza quando un cane è aggressivo verso le persone che vivono abitualmente con lui (2; 11), o che, comunque, gli sono familiari (12).
Attenzione però, questo non vuol dire che non possano esserci altre forme di aggressività, Come ho detto prima l’aggressività da dominanza può essere accompagnata, ad esempio, da quella territoriale o da irritazione.

Perché un cane manifesta aggressività da dominanza verso i proprietari
Come si è visto nell’ultimo numero, il cane è un animale di branco che fonda i suoi comportamenti su parametri di dominanza e sottomissione, sviluppando una forma di vita gerarchica.
Se il cane è stato correttamente socializzato, percepirà i proprietari come parte del proprio branco. Come logica conseguenza ne deriva che anche con i padroni il cane forma una gerarchia.

Mettere le zampe addosso al padrone è un segno di dominanza.

Talvolta il cane, però, percepisce se stesso gerarchicamente superiore alle persone con cui vive o si sente in competizione con loro.
Se sente minacciata la sua posizione gerarchica (si veda nelle Tav. 1 e 2 quali situazioni scatenano una reazione aggressiva in soggetti dominanti), si mostra aggressivo e può arrivare ad attaccare anche in modo violento (2).
Alcuni autori (3) definiscono l’aggressività da dominanza “sociale”, essendo legata alla vita sociale di gruppo del cane.
Per questo motivo, ma non sempre, essa si manifesta solo al raggiungimento della “maturità sociale”, come è successo ai Sig. Russo con Nico.
Questo passaggio avviene tra i 18 ed i 24 mesi di vita (2;4;5).
Il confine tra aggressività e “sociopatia” è molto sottile.
Secondo Pageat si parla di conflitti gerarchici tra proprietari e cane causati da una situazione gerarchica ambigua.
I proprietari, cioè, adottano molte volte atteggiamenti dominanti, ma altre volte, senza accorgersene, concedono al cane prerogative da dominante. Questa condizione di ambiguità può portare il cane a reagire in modo aggressivo.
Quando i comportamenti di aggressività da dominanza sono frequenti, questo indica una sociopatia.
Nonostante sia presente sia nei maschi che nelle femmine, questo è un problema che predomina nei cani di sesso maschile (2;6;7;8,9)
Sembra inoltre che i maschi con aggressività da dominanza siano più frequentemente quelli non castrati, anche se questa differenza è più accentuato in altre forme di aggressività (10).

Come prevenire l’aggressività da dominanza?

a. Corretta età di adozione e prime fasi di vita del cane.
Come abbiamo visto nello scorso numero, le prime fasi di vita del cane sono molto importanti per prevenire problemi comportamentali.
La raccomandazione pratica è che i cuccioli vengano adottati all’età giusta (intorno alle 7 – 8 settimane di vita) e che abbiano contatti con le persone fin da piccoli: socializzazioni inadeguate aumentano i rischi di problemi comportamentali, inclusi aggressività e paure.

b. Creare la giusta scala gerarchica fin dall’inizio
Rimando al numero di febbraio, dove ho spiegato alcuni comportamenti e regole che aiutano a prevenire problemi di dominanza: mangiare per ultimo, non dormire in alto ecc.

c. Esercizi di subordinazione da effettuare sul cucciolo e sul cane giovane.
Lo scopo di tali esercizi è che il cane apprenda che la sua posizione all’interno della famiglia è la più subordinata.
Con questo si evitano problemi di aggressività verso i membri della famiglia, ma allo stesso tempo il cane impara a fidarsi totalmente dei suoi padroni. Tutta la famiglia deve effettuarli.
I bambini lo faranno sotto la supervisione dei genitori, cosicché il cucciolo impari a rispettare anche il bimbo, nonostante l’età e la statura.
Dovranno essere effettuati almeno una o due volte al giorno.

· Esercizio 1: sollevare
Alzate il cucciolo da terra tenendolo dietro le zampe anteriori e con il muso rivolto verso di voi. Allungate le braccia e guardatelo negli occhi.
Se fa forza, per liberarsi, trattenetelo e ditegli un “No!” secco. Quando si calma ed è tranquillo, parlategli dolcemente e premiatelo. Mantenetelo in questa posizione per 15-45 secondi. Ripetete questo esercizio fino a quando il cucciolo non smetta di agitarsi per liberarsi. Ripetete l’esercizio in luoghi diversi, dentro e fuori casa.
· Esercizio 2: girarlo
In casa, seduti per terra, voltate il cucciolo zampe all’aria, tenendolo per la testa e la schiena. Seguite le indicazioni dell’esercizio uno: sgridarlo se si oppone, premiarlo quando obbedisce, mantenerlo in questa posizione 15-45 secondi e in luoghi diversi.
· Esercizio 3: per cuccioli più grandi
Con il cane in piedi, mettetevi su di lui come a cavallo, con la vostra testa rivolta verso avanti. Mettete le mani sotto il petto, dietro le zampe anteriori, e intrecciate le dita delle due mani. Sollevate quindi un poco il cane, in modo che solo le zampe anteriori si stacchino da terra, per 15-45 secondi. Proseguite come negli esercizi precedenti.
· Esercizio 4: posizione di subordinazione
Posizionate il cane a terra su un lato, con le zampe che puntano in direzione contraria rispetto a voi.
Con una mano tenetelo per il collo e con l’altra fate una leggera pressione sul corpo. Non permettetegli di liberarsi, alzarsi o mordere le mani: sgridatelo e strattonatelo gentilmente con la mano sul collo.
Quando è calmo, premiatelo. Ripetete fino a quando il cane non si mostra tranquillo fin dall’inizio, in luoghi diversi e all’aperto.
Quando avrete abituato il cane a restare tranquillo in questa posizione, iniziate a giocare con le sue zampe e dita. Apritegli la bocca e mettete le vostre dita tra i denti. Toccategli le orecchie. In questo modo il cane impara a fidarsi e a essere manipolato.

Come trattare l’aggressività da dominanza?
Quando un cane ha già mostrato segni di aggressività da dominanza verso i proprietari, la prima cosa da fare è rivolgersi ad uno specialista. L’aggressività da dominanza può avere gravi conseguenze, per cui è indispensabile affidarsi ad un comportamentista che indicherà, a seconda del caso, la terapia più corretta.
In questa sede non possiamo, per correttezza etica, fornire delle terapie, che possono includere trattamenti comportamentali, farmacologici o chirurgici (castrazione).
E’ necessaria una visita e un’anamnesi completa del cane per poter effettuare la diagnosi, la prognosi ed il trattamento specifico che viene fornito a seconda del caso.

Dormire a letto equivale ad essere ammessi nella tana del capobranco: in natura questo non esiste proprio...e può indurre il cane a pensare di essere lui il capo del nostro branco-famiglia.

Invitando quindi a rivolgervi ad uno specialista e ad evitare in tutti i modi il “fai da te”, voglio però dare alcune indicazioni che permettano al lettore di avere qualche informazione sulla terapia comportamentale, qualche accenno delle metodologie che reputo efficaci e applicabili dalle persone che hanno cani con questo problema comportamentale.
L’obiettivo del trattamento è di “convincere” il cane, senza mai utilizzare metodi violenti o fisici, che i suoi proprietari sono i reali leader del gruppo e che deve comportarsi nei loro confronti in maniera corretta, cioè da subordinato.
Il sistema per conseguirlo è che il cane si comporti in modo sottomesso TUTTE le volte che interagisce con i proprietari.
Lo specialista vi spiegherà come effettuare una “regressione sociale guidata” (1).
In questo modo, poco alla volta, il cane accetta la sua nuova posizione nella gerarchia familiare e i comportamenti di aggressività iniziano a diminuire.
I sistemi che si descrivono di seguito hanno esito se si applicano in modo sistematico.
Se il trattamento viene seguito solo in modo parziale, avrà pochi o nessun effetto sul comportamento del cane.

a. Regole in generale
Evitare che il cane possa confermare la propria dominanza, applicando quindi le regole analizzate nello scorso numero:
- Dargli da mangiare sempre dopo che la famiglia ha terminato
- Non dare mai dei bocconi dalla tavola
- Non lasciare che salga in braccio o appoggi le zampe anteriori sul corpo delle persone
- Farlo passare sempre per ultimo attraverso porte, cancelli o altro
- Se è possibile, evitare che il cane dorma in alto, al centro delle stanze o nei passaggi (tutti luoghi di controllo).

b. Regole nelle situazioni in cui il cane si è mostrato aggressivo in precedenza
Bisogna evitare che il cane “vinca altre battaglie” e che morda le persone della famiglia.
Quando un cane ringhia, le persone possono reagire solo in due modi: o ritirandosi o affrontando il cane. Nel primo caso il cane scopre che il ringhiare gli permette di averla vinta, e la dominanza viene rinforzata. Nel secondo caso, si corre il rischio di essere morsi. Poiché entrambe le opzioni sono inaccettabili, l’unica alternativa possibile è evitare tali conflitti.
NOTA: se vi trovate di fronte ad una situazione che non potete evitare, ad esempio far scendere il cane dal divano, potete comportarvi nel seguente modo:
- Mostrare un pezzetto di cibo gradito al cane e chiamarlo
- Quando viene, farlo sedere e, quindi, dargli il premio
ATTENZIONE: è importante anticipare la situazione e mostrare al cane il cibo PRIMA che il cane inizi a ringhiare.
Se lo ha già fatto e gli diamo il pezzetto di cibo, staremo in realtà premiando il suo comportamento aggressivo.
Le regole sopra descritte vogliono modificare la posizione del cane nella scala gerarchica della famiglia, e questo non si può ottenere in pochi giorni. L’esito del trattamento consiste nel seguire le raccomandazioni in modo rigoroso e non aspettarsi risultati immediati.

c. Effettuare un corso di obbedienza o di agility

Un bassethound in agility? Be', non è propriamente lo sport più adatto a lui...ma può essere utile con i cani che presentano problemi di dominanza, perché ristabilisce le giuste posizioni gerarchiche.

E’ molto utile fare insieme al cane un corso di obbedienza di base (seduto, resta, terra, ecc), purché ci si rivolga ad addestratori che utilizzano solo METODI GENTILI, cioè non punizioni fisiche, ma premi in cibo, gioco o parole. Sono i proprietari che devono lavorare insieme al proprio cane; l’addestratore deve essere una guida che aiuta ed insegna ai proprietari come fare.
E'inutile che il cane sia perfetto con l’addestratore, ma disobbediente con i proprietari.
Questo tipo di addestramento ha molti vantaggi: insegna al cane che deve essere subordinato e obbedire ai nostri comandi e permette ai proprietari di avere maggior controllo del cane in situazioni critiche.
Quando l’obbedienza o l'agility (percorso a ostacoli) sono fatti correttamente, il rapporto tra il cane ed il suo padrone si rinforza in senso positivo.

Questi sono solo alcuni accenni delle terapia che può includere, in determinati casi, anche la terapia farmacologica o, per esempio se il cane è un maschio in giovane età, la castrazione.
Lo specialista vi indicherà la terapia più corretta.

BIBLIOGRAFIA: 1) Pageat, 1999; 2) Borchelt e Voith, 1986; 3) Houpt e Wolski, 1982; 4) Voith, 1981; 5) Overall, 2001; 6) Houpt, 1979, 7) Borchelt e Voith, 1982; 8) Hart & Hart, 1985; 9) Reisner et al., 1994; 10) Beaver, 1993; 11) Fatjò e Manteca, 1999; 12) Reisner, 1997