Maggio 2003
Editoriale

SCANDALO CANI DELL'EST

TUTTI
COLPEVOLI, NON UNO SOLO!

di Valeria Rossi

Yorkshire dell'allevamento "della Magica Luna"
Chicco, Yorkshire dell'Est: ogni commento sulla tipicità sarebbe superflo...

Finalmente se ne è accorto anche il mondo dei media non specializzati in cinofilia: i cani dell’Est si ammalano e muoiono, i negozi che vendono cani dell’Est speculano sulla vita di poveri cuccioli innocenti.
Diciamo alleluja.
Diversi giornalisti cinofili lo urlano ai quattro venti da decenni... ma stavolta la notizia è finita sul “Corriere della sera”, è stata trasmessa da Italia 1 e quindi – finalmente – è arrivata anche al grande pubblico.
Ecco l’articolo del “Corriere”, firmato da Emilio Nessi:

Denunce e controlli in un negozio di animali di Milano. «Importati
dall'Est senza cure»

MILANO - Trenta cuccioli di razza morti in pochi mesi. Tutti venduti da uno dei negozi per animali più noti di Milano, a duecento metri dal Duomo. Prezzo: da 750 a 900 euro. E a quanti protestavano e chiedevano spiegazioni, il proprietario del negozio offriva un altro cane. Stessa razza, stessa età. Gratis. Quasi in garanzia. Ma non è bastato per bloccare l'ira di chi aveva perso un cucciolo: sono state presentate una trentina di denunce alla Compagnia pronto impiego della Guardia di Finanza di Milano. Simona Mosconi oltre che una cliente - il suo cucciolo Gulli, un terrier di due mesi, le era spirato tra le braccia - è anche avvocato. Ed ha raccolto un dossier con le dichiarazioni di tutte le persone che avevano subìto la perdita del cagnolino appena acquistato, nonostante cure costose e continue. Dossier inviato alla magistratura e che ha fatto scattare un'inchiesta. Le autopsie sugli animali hanno confermato che le cause dei decessi erano da attribuirsi a malattie virali (cimurro, parvovirosi, gastroenterite e polmonite atipica). In tre casi inoltre venivano accertati sintomi di rogna. Dagli accertamenti è anche emerso che tutti gli animali venduti dal negozio provenivano da un grosso allevamento in provincia di Reggio Emilia. E ieri in contemporanea gli uomini della Finanza si sono presentati sia nella «boutique» di Milano che nell'allevamento. Nel capoluogo lombardo, assieme ai militari, due veterinari hanno controllato i cani esposti in
vetrina: alcuni di loro non si presentavano in buono stato e sono stati fatti dei prelievi per accertare le loro condizioni. Due le ipotesi di reato: maltrattamento di animali e truffa. Sembra che nel negozio vi fosse anche un numero di cuccioli superiore ai «carichi» previsti. A Reggio Emilia invece il controllo si è protratto sino a tarda sera.
Allarmate le prime dichiarazioni dei due veterinari, Paolo Zucchi e Maria Grazia Tagliaferri, incaricati di esaminare anche le condizioni dei cagnolini: «Le fattrici sono sistemate in scatoloni di plastica all'interno di locali con finestre chiuse senza un minimo ricambio d'aria. Il caldo è opprimente e non esistono canaline di scolo dei liquami. Abbiamo fatto prelievi per analisi su 15 cuccioli deperiti, debilitati e disidratati con varie patologie cutanee».
Le verifiche sulla provenienza degli esemplari malati hanno accertato che in gran parte erano stati importati dai paesi dell'Est, dove il prezzo varia da un minimo di 20 a un massimo di 80 euro, e poi venduti al negozio di Milano. Significativa la testimonianza del veterinario Mauro Cervia: «Negli ultimi mesi ho visitato una decina di cani affetti da malattie virali, come il cimurro o la gastroenterite, che erano stati acquistati presso quel negozio. Solo uno si è salvato, un cucciolotto di
bulldog di tre mesi. E' penoso vedere un cucciolo che ha le crisi epilettiche causate dal cimurro. E pensare che sarebbe bastata una profilassi seria per salvarlo».

Bene: il momento...è catartico, e bisogna approfittarne.
Intanto sia lode e gloria a Simona Mosconi, l'eroina che è stata capace di andare alla carica anziché chiudersi nel suo angolo a darsi della stupida (come fanno moltissime vittime della tratta dei cani dell'Est) e a vergognarsi per essere caduta in trappola.

Simona è avvocato, e questo le ha sicuramente facilitato il compito: ma soprattutto, Simona è stata geniale perché non si è limitata a pensare al proprio cane.

Uberto, bassetthound dell'Est. Le sue zampe sono lunghe una volta e mezza quelle di un basset "vero" e la testa è atipica, ma tutto questo non sarebbe un problema per la sua padrona, che lo adora. I problemi "veri"che ha avuto da cucciolo sono stati: bronchite trascurata (ha rischiato di diventare polmonite); dermatite; intolleranza alimentare; vermi di ogni genere; acari nelle orecchie; lieviti nelle orecchie (malassezia). Inoltre a 4 mesi e mezzo pesava meno di 8 kg e la dentatura definitiva, a sei mesi, si è rivelata completamente anomale: ha un dente in più ed è prognato solo per metà, mentre l'altra metà chiude a forbice. Umberto proviene da un negozio di Milano, ma NON quello indagato in questi giorni.

E' andata a cercare altre vittime, è riuscita a convincerle a uscire dal guscio e a contrattaccare: solo così è venuto fuori un vero "caso" capace di interessare il Corriere e la TV nazionale.
Diciamo alleluja.
"Un" cucciolo morto non fa notizia: trenta cuccioli morti sono un titolo giornalisticamente appetibile.
Indagare su un cucciolo morto sembra quasi una perdita di tempo: indagare su trenta cuccioli morti è un colpaccio anche per la Guardia di Finanza, che si è detta fortemente interessata ad andare a fondo alla cosa.

Diciamo alleluja.
Inutile nascondersi dietro a un dito: se non è clamoroso, non vende.
A nessun livello.
Ma proprio per questo, adesso, bisogna ampliare ancora i toni e allargare il tema.
Perché il grosso rischio è che la cassa di risonanza rimanga limitata al singolo capro espiatorio.
Il grosso rischio che NON DOBBIAMO CORRERE è che si pensi a "un" singolo negoziante criminoso e truffaldino, mentre criminoso, anzi criminale e truffaldino è TUTTO il losco traffico dei cani dell'Est (chi fosse nostro lettore solo da pochi mesi può informarsi in merito cliccando qui: c'è l'articolo
sul tema uscito sul numero di luglio 2002 di "Ti presento il cane").
I cuccioli dell'Est si ammalano e muoiono a Milano come a Torino, Roma, Genova.
I cuccioli dell'Est, anche quando - per puro caso - NON si ammalano, sono sempre e solo cani di valore cinotecnico prossimo allo zero assoluto...ma vengono pagati anche 1000 euro. E questa si chiama truffa a Milano come a Torino, Roma, Genova.

I cuccioli dell'Est sono strappati alla mamma non appena riescono a mangiare da soli, caricati sui TIR e spediti ai grossisti senza vaccinazioni e senza cure, ma anche senza traccia di imprinting e socializzazione.
Per questo i cani dell'Est sono spesso timidissimi o mordaci (a Milano, Torino, Roma, Genova), e contribuiscono ad alimentare le paranoie sul problema dei "cani pericolosi".

Forse oggi c'è finalmente il modo di far sapere tutto questo al grande pubblico.
Diciamo alleluja.
Ma per riuscirci bisogna venir fuori e PARLARE.
Servono testimonianze. Tante.
Serve che la palla di neve diventi valanga, serve che la gente dica di aver comprato cani dell'Est a Torino, Roma, Genova
, Napoli, Bari...e che racconti quello che è successo.
Serve sapere e far sapere che non solo i cuccioli di "quel negozio", ma tutti i cani dell'Est si sono ammalati, a volte sono morti, a volte sono guariti solo dopo che il proprietario ha speso altre migliaia di euro (o milioni di lire, se l'episodio è un po' più datato) per curarli.
Serve anche far sapere che a volte i cani non si sono ammalati, diciamo alleluja, ma sono diventati cani che non somigliano neppure di striscio alla teorica razza di appartenenza.
Serve far sapere che ci sono in giro migliaia di pedigree fasulli, perché anche questa è truffa.

Tequila, labrador dell'Est. Anche lui "somiglia" soltanto a un Labrador...ma il vero problema non è certo la bellezza.
Tequila è cardiopatico, nonché displasico a gomiti e anche: nelll'anca destra il femore è tenuto in posizione solo da muscoli e legamenti, perché la testa del femore quasi non tocca neppure l'acetabolo.
Questo cane proviene da un sedicente allevamento italiano.

Chiunque sia stato vittima di un raggiro cinofilo, o conosca altre persone che ne sono state vittime, oggi ha la possibilità di fare qualcosa di CONCRETO.
Forse riusciremo a farli chiudere tutti, diciamo alleluja, forse si potrà arrivare a una legge più seria e a controlli più accurati sulle importazioni dall'estero, diciamo DOPPIAMENTE alleluja.
Se però la palla di neve non cresce, se la valanga non diventa irresistibile e travolgente...allora rischia di innevare solo un negozio di Milano e forse un importatore di Reggio Emilia: mentre tutti gli altri (e sono MIGLIAIA) continueranno impunemente a vendere cuccioli malati...che continueranno a diffondere - e questi sì, con un effetto-valanga di tutto rispetto - i loro virus letali.
E questi virus magari verranno ad ammazzare il nostro cucciolo di casa, che senza malattie importate dall'Est sarebbe cresciuto sano e felice.
Diciamo porcavacca.


Se non vogliamo che il clamore si taciti in due giorni, è l'ora di parlare.
Di raccontare quello che è successo oggi o ieri, a noi, all'amico, al vicino di casa, alla nonna in carriola.
E' ora di provare a stroncare davvero il traffico dei cani dell'Est, perché una possibilità come questa forse non ce l'avremo mai più.

Scriveteci, telefonateci, mandateci e-mail o piccioni viaggiatori: raccontateci le vostre storie, spediteci le foto dei vostri cani, tirate fuori tutti i rospi che avete in gola e tutti quelli di cui siete a conoscenza, perché si possa sperare di incastrare tutti i colpevoli.


Anche v
oi, veterinari di tutta Italia, che magari avete curato decine di cuccioli provenienti dallo stesso negozio o dallo stesso pseudo-allevamento, chiedete ai vostri clienti di PARLARE.

E a questo punto mi verrebbe spontanea un'altra invocazione: tu, ENCI, ente nazionale delegato alla tutela dei cani di razza...tu che sai benissimo cosa si

Chiudiamo questa penosa carrellata con un San Bernardo dell'Est in cui è palese l'ossatura leggera e la struttura inadeguata: spesso
si vedono cuccioloni di sette-otto mesi che pesano come un cucciolo di tre.
Il sottosviluppo, nelle razze di grande taglia provenienti dall'Est, è quasi una costante: in parte è dovuta alla genetica, per mancanza di selezione, ma in parteè colpa del pessimo trattamento che questi cuccioli ricevono in tenera età. Il recupero è sempre difficile, se non impossibile...perché i danni fatti in tenera età sono quasi sempre irreversibili.

nasconde dietro i pedigree ungheresi, ma li volturi senza chiederti nulla (basta incassare i soldi delle pratiche)...comincia a fare controlli a tappeto.
Becca, smaschera, punisci gli allevatori che vantano un affisso rilasciato da te e dietro casa hanno capannoni zeppi di cuccioli dell'Est. Tu, ENCI, dacci una mano.
Diciamo "magari".
Pensiamo "ah-ah, mi viene da ridere".
Ma un'invocazione non costa niente lanciarla, vero? Non si sa mai.

Lasciando da parte i sogni impossibili e tornando al lavoro pratico che ci aspetta:

scriveteci!

Raccontateci tutto quello che sapete.
Raccoglieremo tutte le testimonianze e le faremo pervenire a Emilio Nessi, con cui abbiamo già concordato una collaborazione.
Speriamo che altre riviste facciano presto lo stesso.

Speriamo che se ne parli dappertutto, perchè forse sarà impossibile beccare davvero tutti i responsabili...ma se al grande pubblico arriverà un'informazione corretta e completa; se gli arriverà un messaggio che spieghi chiaramente come non si tratti di un singolo negozio o di un singolo importatore, ma di INFINITE realtà, in tutta Italia, che vedono gente infame speculare sulla pelle di cuccioli indifesi...forse i cuccioli dell'Est, finalmente, non li acquisterà più nessuno.
E questo avrà sicuramente più effetto di qualsiasi legge: perché la legge dello Stato è sempre aggirabile, ma quella del mercato è inflessibile.


Abbiamo una grande occasione: per favore, non lasciamocela scappare.

Per segnalare tutti i casi di cui siete a conoscenza: caniest@tipresentoilcane.com