| SCANDALO
CANI DELL'EST
TUTTI COLPEVOLI, NON UNO SOLO!
di Valeria Rossi
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Yorkshire dell'allevamento "della
Magica Luna" |
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Chicco,
Yorkshire dell'Est: ogni commento sulla tipicità
sarebbe superflo... |
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Finalmente se ne è accorto
anche il mondo dei media non specializzati in cinofilia: i cani
dell’Est si ammalano e muoiono, i negozi che vendono cani dell’Est
speculano sulla vita di poveri cuccioli innocenti.
Diciamo alleluja.
Diversi giornalisti cinofili lo urlano ai quattro venti da decenni...
ma stavolta la notizia è finita sul “Corriere della sera”,
è stata trasmessa da Italia 1 e quindi – finalmente –
è arrivata anche al grande pubblico.
Ecco l’articolo del “Corriere”, firmato da Emilio Nessi:
Denunce e
controlli in un negozio di animali di Milano. «Importati
dall'Est senza cure»
MILANO - Trenta cuccioli di
razza morti in pochi mesi. Tutti venduti da uno dei negozi per animali
più noti di Milano, a duecento metri dal Duomo. Prezzo: da
750 a 900 euro. E a quanti protestavano e chiedevano spiegazioni,
il proprietario del negozio offriva un altro cane. Stessa razza,
stessa età. Gratis. Quasi in garanzia. Ma non è bastato
per bloccare l'ira di chi aveva perso un cucciolo: sono state presentate
una trentina di denunce alla Compagnia pronto impiego della Guardia
di Finanza di Milano. Simona Mosconi oltre che una cliente - il
suo cucciolo Gulli, un terrier di due mesi, le era spirato tra le
braccia - è anche avvocato. Ed ha raccolto un dossier con
le dichiarazioni di tutte le persone che avevano subìto la
perdita del cagnolino appena acquistato, nonostante cure costose
e continue. Dossier inviato alla magistratura e che ha fatto scattare
un'inchiesta. Le autopsie sugli animali hanno confermato che le
cause dei decessi erano da attribuirsi a malattie virali (cimurro,
parvovirosi, gastroenterite e polmonite atipica). In tre casi inoltre
venivano accertati sintomi di rogna. Dagli accertamenti è
anche emerso che tutti gli animali venduti dal negozio provenivano
da un grosso allevamento in provincia di Reggio Emilia. E ieri in
contemporanea gli uomini della Finanza si sono presentati sia nella
«boutique» di Milano che nell'allevamento. Nel capoluogo
lombardo, assieme ai militari, due veterinari hanno controllato
i cani esposti in
vetrina: alcuni di loro non si presentavano in buono stato e sono
stati fatti dei prelievi per accertare le loro condizioni. Due le
ipotesi di reato: maltrattamento di animali e truffa. Sembra che
nel negozio vi fosse anche un numero di cuccioli superiore ai «carichi»
previsti. A Reggio Emilia invece il controllo si è protratto
sino a tarda sera.
Allarmate le prime dichiarazioni dei due veterinari, Paolo Zucchi
e Maria Grazia Tagliaferri, incaricati di esaminare anche le condizioni
dei cagnolini: «Le fattrici sono sistemate in scatoloni di
plastica all'interno di locali con finestre chiuse senza un minimo
ricambio d'aria. Il caldo è opprimente e non esistono canaline
di scolo dei liquami. Abbiamo fatto prelievi per analisi su 15 cuccioli
deperiti, debilitati e disidratati con varie patologie cutanee».
Le verifiche sulla provenienza degli esemplari malati hanno accertato
che in gran parte erano stati importati dai paesi dell'Est, dove
il prezzo varia da un minimo di 20 a un massimo di 80 euro, e poi
venduti al negozio di Milano. Significativa la testimonianza del
veterinario Mauro Cervia: «Negli ultimi mesi ho visitato una
decina di cani affetti da malattie virali, come il cimurro o la
gastroenterite, che erano stati acquistati presso quel negozio.
Solo uno si è salvato, un cucciolotto di
bulldog di tre mesi. E' penoso vedere un cucciolo che ha le crisi
epilettiche causate dal cimurro. E pensare che sarebbe bastata una
profilassi seria per salvarlo».
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Bene: il momento...è
catartico, e bisogna approfittarne.
Intanto sia lode e gloria a Simona Mosconi, l'eroina che è stata
capace di andare alla carica anziché chiudersi nel suo angolo a
darsi della stupida (come fanno moltissime vittime della tratta dei cani
dell'Est) e a vergognarsi per essere caduta in trappola.
Simona è avvocato, e questo le ha sicuramente
facilitato il compito: ma soprattutto, Simona è stata geniale perché
non si è limitata a pensare al proprio cane.
Uberto,
bassetthound dell'Est. Le sue zampe sono lunghe una volta
e mezza quelle di un basset "vero" e la testa è
atipica, ma tutto questo non sarebbe un problema per la sua
padrona, che lo adora. I problemi "veri"che ha avuto
da cucciolo sono stati: bronchite trascurata (ha rischiato
di diventare polmonite); dermatite; intolleranza alimentare;
vermi di ogni genere; acari nelle orecchie; lieviti nelle
orecchie (malassezia). Inoltre a 4 mesi e mezzo pesava meno
di 8 kg e la dentatura definitiva, a sei mesi, si è
rivelata completamente anomale: ha un dente in più
ed è prognato solo per metà, mentre l'altra
metà chiude a forbice. Umberto proviene da un negozio
di Milano, ma NON quello indagato in questi giorni. |
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E' andata a
cercare altre vittime, è riuscita a convincerle a uscire dal guscio
e a contrattaccare: solo così è venuto fuori un vero "caso"
capace di interessare il Corriere e la TV nazionale.
Diciamo alleluja.
"Un" cucciolo morto non fa notizia: trenta
cuccioli morti sono un titolo giornalisticamente appetibile.
Indagare su un cucciolo morto sembra quasi una perdita di tempo: indagare
su trenta cuccioli morti è un colpaccio anche per la Guardia di
Finanza, che si è detta fortemente interessata ad andare a fondo
alla cosa.
Diciamo alleluja.
Inutile nascondersi dietro a un dito: se non è
clamoroso, non vende.
A nessun livello.
Ma proprio per questo, adesso, bisogna ampliare ancora i toni
e allargare il tema.
Perché il grosso rischio è che la cassa di risonanza rimanga
limitata al singolo capro espiatorio.
Il grosso rischio che NON DOBBIAMO CORRERE è che si pensi a "un"
singolo negoziante criminoso e truffaldino, mentre criminoso, anzi criminale
e truffaldino è TUTTO il losco traffico
dei cani dell'Est (chi fosse nostro lettore solo da pochi
mesi può informarsi in merito cliccando
qui: c'è l'articolo sul tema uscito
sul numero di luglio 2002 di "Ti presento il cane").
I cuccioli dell'Est si ammalano e muoiono a Milano come a Torino, Roma,
Genova.
I cuccioli dell'Est, anche quando - per puro caso - NON si ammalano, sono
sempre e solo cani di valore cinotecnico prossimo allo zero assoluto...ma
vengono pagati anche 1000 euro. E questa si chiama truffa a Milano come
a Torino, Roma, Genova.
I cuccioli dell'Est sono strappati alla mamma non
appena riescono a mangiare da soli, caricati sui TIR e spediti ai grossisti
senza vaccinazioni e senza cure, ma anche senza traccia di imprinting
e socializzazione.
Per questo i cani dell'Est sono spesso timidissimi o mordaci (a Milano,
Torino, Roma, Genova), e contribuiscono ad alimentare le paranoie sul
problema dei "cani pericolosi".
Forse oggi c'è finalmente il modo di far sapere tutto questo al
grande pubblico.
Diciamo alleluja.
Ma per riuscirci bisogna venir fuori e PARLARE.
Servono testimonianze. Tante.
Serve che la palla di neve diventi valanga, serve che la gente dica di
aver comprato cani dell'Est a Torino, Roma, Genova,
Napoli, Bari...e che racconti quello
che è successo.
Serve sapere e far sapere che non solo i cuccioli di "quel negozio",
ma tutti i cani dell'Est si sono ammalati, a volte sono morti, a volte
sono guariti solo dopo che il proprietario ha speso altre migliaia di
euro (o milioni di lire, se l'episodio è un po' più datato)
per curarli.
Serve anche far sapere che a volte i cani non si sono ammalati, diciamo
alleluja, ma sono diventati cani che non somigliano neppure di striscio
alla teorica razza di appartenenza.
Serve far sapere che ci sono in giro migliaia di pedigree fasulli, perché
anche questa è truffa.
Tequila,
labrador dell'Est. Anche lui "somiglia" soltanto
a un Labrador...ma il vero problema non è certo la
bellezza.
Tequila è cardiopatico, nonché displasico a
gomiti e anche: nelll'anca destra il femore è tenuto
in posizione solo da muscoli e legamenti, perché la
testa del femore quasi non tocca neppure l'acetabolo.
Questo cane proviene da un sedicente allevamento italiano. |
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Chiunque sia
stato vittima di un raggiro cinofilo, o conosca altre persone che ne sono
state vittime, oggi ha la possibilità di fare qualcosa di CONCRETO.
Forse riusciremo a farli chiudere tutti, diciamo alleluja, forse si potrà
arrivare a una legge più seria e a controlli più accurati
sulle importazioni dall'estero, diciamo DOPPIAMENTE alleluja.
Se però la palla di neve non cresce, se la valanga non diventa
irresistibile e travolgente...allora rischia di innevare solo un negozio
di Milano e forse un importatore di Reggio Emilia: mentre tutti
gli altri (e sono MIGLIAIA) continueranno impunemente a vendere cuccioli
malati...che continueranno a diffondere - e questi sì, con un effetto-valanga
di tutto rispetto - i loro virus letali.
E questi virus magari verranno ad ammazzare il nostro cucciolo di casa,
che senza malattie importate dall'Est sarebbe cresciuto sano e felice.
Diciamo porcavacca.
Se non vogliamo che il clamore si taciti in due
giorni, è l'ora di parlare.
Di raccontare quello che è successo oggi o ieri, a noi, all'amico,
al vicino di casa, alla nonna in carriola.
E' ora di provare a stroncare davvero il traffico
dei cani dell'Est, perché una possibilità come questa forse
non ce l'avremo mai più.
Scriveteci, telefonateci, mandateci e-mail o piccioni viaggiatori: raccontateci
le vostre storie, spediteci le foto dei vostri cani, tirate fuori tutti
i rospi che avete in gola e tutti quelli di cui siete a conoscenza, perché
si possa sperare di incastrare tutti i colpevoli.
Anche voi, veterinari di tutta Italia, che
magari avete curato decine di cuccioli provenienti dallo stesso negozio
o dallo stesso pseudo-allevamento, chiedete ai vostri clienti di PARLARE.
E a questo punto mi verrebbe spontanea un'altra invocazione: tu, ENCI,
ente nazionale delegato alla tutela dei cani di razza...tu che sai benissimo
cosa si
Chiudiamo
questa penosa carrellata con un San Bernardo dell'Est in cui
è palese l'ossatura leggera e la struttura inadeguata:
spesso
si vedono cuccioloni di sette-otto mesi che pesano come un
cucciolo di tre.
Il sottosviluppo, nelle razze di grande taglia provenienti
dall'Est, è quasi una costante: in parte è dovuta
alla genetica, per mancanza di selezione, ma in parteè
colpa del pessimo trattamento che questi cuccioli ricevono
in tenera età. Il recupero è sempre difficile,
se non impossibile...perché i danni fatti in tenera
età sono quasi sempre irreversibili. |
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nasconde dietro
i pedigree ungheresi, ma li volturi senza chiederti nulla (basta incassare
i soldi delle pratiche)...comincia a fare controlli a tappeto.
Becca, smaschera, punisci gli allevatori che vantano un affisso rilasciato
da te e dietro casa hanno capannoni zeppi di cuccioli dell'Est. Tu, ENCI,
dacci una mano.
Diciamo "magari".
Pensiamo "ah-ah, mi viene da ridere".
Ma un'invocazione non costa niente lanciarla, vero? Non si sa mai.
Lasciando da
parte i sogni impossibili e tornando al lavoro pratico che ci aspetta:
scriveteci!
Raccontateci
tutto quello che sapete.
Raccoglieremo tutte le testimonianze e le faremo pervenire a Emilio Nessi,
con cui abbiamo già concordato una collaborazione.
Speriamo che altre riviste facciano presto lo stesso.
Speriamo che se ne parli dappertutto, perchè forse sarà
impossibile beccare davvero tutti i responsabili...ma se al grande pubblico
arriverà un'informazione corretta e completa; se gli arriverà
un messaggio che spieghi chiaramente come non si tratti di un singolo
negozio o di un singolo importatore, ma di INFINITE realtà, in
tutta Italia, che vedono gente infame speculare sulla pelle di cuccioli
indifesi...forse i cuccioli dell'Est, finalmente, non li acquisterà
più nessuno.
E questo avrà sicuramente più effetto di qualsiasi legge:
perché la legge dello Stato è sempre aggirabile, ma quella
del mercato è inflessibile.
Abbiamo una grande occasione: per favore,
non lasciamocela scappare.
Per
segnalare tutti i casi di cui siete a conoscenza: caniest@tipresentoilcane.com
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