Giugno 2003
Cani e bambini

CANI E BAMBINI: CONVIVENZA POSSIBILE?

di Dr. Eleonora Mentaschi

Secondo la maggior parte degli esperti, la presenza di un cane è molto utile per lo sviluppo dei bambini, per diversi motivi:

- Il bambino impara a essere responsabile di un altro essere vivente, ad occuparsi di lui e comprende l’esistenza di regole.
- Il bambino ha un compagno di giochi e di confidenze.
- Il cane è una valvola di sfogo anche per gli eccessi sentimentali del bimbo, del suo bisogno di affetto.
- I due imparano a conoscere i reciproci limiti e a non oltrepassarli. Il bambino impara così i comportamenti sociali.

Però il cane può anche rappresentare un pericolo per il bambino, soprattutto se l’animale non viene gestito correttamente all’inizio di questa convivenza.
Purtroppo in letteratura sono riportati diversi casi di morsi a bambini e diverse indagini hanno riscontrato che i bambini sotto i 4 anni di età sono le vittime più frequenti di aggressività con conseguenze molto gravi.
Nella maggior parte dei casi i cani sono di proprietà dei genitori stessi.
Queste ricerche indicano la necessità assoluta di sorvegliare sempre il cane quando è presente un bambino piccolo.
Naturalmente, moltissimi sono i casi di cani e bambini che vivono insieme in modo perfetto ed equilibrato.
Prima di proseguire, però, devo fare una premessa: non tutti i cani sono in grado di convivere con dei bambini.

Nei precedenti articoli abbiamo visto quanto siano importanti le esperienze vissute dal cucciolo nei primi 3 mesi di vita.
Se in questo periodo il cane ha avuto contatti con bambini, allora sarà in grado di riconoscerli come tali e di interagire con loro. Ma ci sono cani che, non avendo mai visto un bambino, alla loro vista dimostrano un comportamento di aggressività.
Il bambino, soprattutto se piccolo, emette suoni e fa dei movimenti inconsueti, che possono essere interpretati in modo non idoneo da un cane non correttamente socializzato. Un bambino che corre, ad esempio, potrebbe essere identificato con una preda da inseguire e catturare.
Quando un cane ha mostrato tali comportamenti, quando è aggressivo con i proprietari, quando la sua posizione gerarchica non è chiara e, comunque, quando non ha mai avuto possibilità di incontrare bambini, è sempre bene rivolgersi ad un esperto di problemi comportamentali del cane, che potrà certamente dirvi se il cane è idoneo o meno a convivere con un bambino in casa.

Il problema comportamentale più frequente nei confronti di un bambino appena nato è quello della gelosia.
Ma se questa gelosia viene controllata fin dall’inizio, e vedremo come, la convivenza tra bambino e cane può divenire priva di pericoli.
Alcuni cani reagiscono interponendosi continuamente tra proprietari e bambino, altri piangono ed abbaiano per attirare l’attenzione, oppure saltano per separare il bambino dai genitori.
Se comprendiamo perché un cane diventa geloso, allora potremo evitare questo problema.
Il cane, infatti, generalmente prova gelosia perché con l’arrivo del bambino, improvvisamente, tutte le attenzioni vengono spostate su di lui, ed il cane si sente trascurato ed abbandonato.
Una cosa che succede molto spesso, comprensibile, è che solo quando il bambino dorme o non è in casa, i proprietari, che hanno un momento di pausa, tornano ad interagire con il cane.
Solo quando il bambino non c’è il cane riceve attenzioni. In questo modo, però, il cane impara a collegare la presenza del bambino al fatto che i proprietari non interagiscono con lui, quindi il bambino rappresenta qualche cosa di negativo, una punizione.

Un altro aspetto da non sottovalutare è che il cane può risentire molto anche del cambiamento di abitudini, della presenza di nuovi oggetti in casa e di nuovi odori.

CHE FARE

· PRIMA DELL’ARRIVO A CASA DEL BAMBINO

1. Prima dell’arrivo a casa del bambino, i proprietari devono iniziare ad abituare il cane a ricevere meno attenzioni.
In questo modo il cane non può collegare l’arrivo del bimbo con la diminuzione dell’attenzione. In generale, se i proprietari prevedono dei cambiamenti nello stile di vita, è bene che li anticipino e non inizino in modo brusco all’arrivo del bambino.
2. E’ risultato molto utile portare a casa dall’ospedale gli indumenti del bimbo e della madre per farli annusare al cane, proprio per abituare il cane ai nuovi odori.
3. I proprietari possono iniziare a fare le normali operazioni (cambio pannolini, dare il latte, fare il bagnetto) utilizzando una bambola.
Se il cane si dimostra calmo, premiarlo.

· ALL’ARRIVO A CASA DEL BAMBINO

4. Lasciare che il cane si avvicini al bambino, per annusarlo e conoscerlo. Il cane deve imparare a capire di cosa si tratta. I proprietari devono controllarlo, ma non devono evitare che ci sia questa curiosità.
Non devono mandarlo via, né punirlo quando si avvicina al bambino, a meno che non ci siano reali pericoli.

5. All’inizio soprattutto, essere sempre presenti e premiare i comportamenti corretti (se il cane si avvicina ed è tranquillo: bocconcino…)
6. Se invece si comporta in modo troppo agitato, meglio distrarlo con un bocconcino o un gioco, ma non punirlo.
7. La cosa più importante è che il bambino rappresenti per il cane qualche cosa di positivo.
Quindi, quando il bambino è presente, cercare di dare il maggior numero di attenzioni al cane, lasciare cadere dei pezzettini di cibo, accarezzarlo, parlare e giocare con lui. Quando invece il bambino non c’è, i proprietari daranno meno attenzioni al cane. In questo modo la presenza del bimbo viene associata al premio, all’esperienza positiva, all’interazione.

· BAMBINI PIU’ GRANDI

8. Quando il bambino sarà più grande, è bene che divida con lui il cibo, lasciando ad esempio che il cane lecchi gli avanzi del barattolino di omogeneizzati o dando dei bocconcini al cane.
In questo modo il cane collega il bambino al premio, cioè al cibo.
9. I genitori devono insegnare ai bambini a rispettare le esigenze del cane, ad esempio, a non disturbarlo quando dorme.
Se il bambino è troppo piccolo, ma inizia a gattonare o camminare, la cuccia del cane deve essere posizionata in modo tale che quando il cane riposa il bambino non possa raggiungerlo.
10. I bambini devono essere tenuti sotto controllo anche per proteggere il cane stesso, che può diventare, anche se involontariamente, vittima di dispetti e maltrattamenti.

11. Il bambino deve essere abituato a chiedere al cane di eseguire alcuni comandi. Sarebbe opportuno che, prima di dargli un bocconcino, lo facesse sempre sedere.
In questo modo il cane capirà che il bambino ha una posizione gerarchica superiore alla sua, e che deve obbedirgli e rispettarlo.
12. Spesso i bambini che vivono con dei cani in casa, tendono ad avere una fiducia assoluta anche nei confronti dei cani che non conoscono.

Questo può essere pericoloso. Bisogna insegnare ai bambini (tutti, non solo a quelli che vivono con cani) il modo corretto di avvicinarsi ai cani: chiedere sempre il permesso, rimanere calmi, accarezzarli sotto il muso e non sulla testa, non fare movimenti bruschi ed improvvisi.
13. Si deve insegnare ai bambini a come evitare i morsi dei cani: immobilizzarsi, accucciarsi, non guardarli fissi negli occhi e non gridare.
I bambini devono sapere che i movimenti troppo bruschi, correre di fronte ad un cane libero e le grida possono provocare, involontariamente, un cane.

In ogni caso, sempre e comunque, BISOGNA ESSERE PRESENTI E MONITORARE IL CANE QUANDO E’ IN PRESENZA DI UN BAMBINO PICCOLO.

Naturalmente, a seconda delle reazioni che il cane ha avuto nei primi mesi, i proprietari saranno in grado di comprendere se il cane rappresenta un reale pericolo o meno per il bambino.
Quindi, se tutto si svolgerà in modo idoneo, i genitori potranno contare su un vero, grande ed unico amico per loro figlio, il migliore amico dell’uomo!