Ti presento il cane » Valeria Rossi http://www.tipresentoilcane.com Cultura cinofila online Mon, 22 Dec 2014 20:15:26 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=479 Al lupo, al lupo… (di nuovo): stavolta pare abbiano ucciso un labradorhttp://www.tipresentoilcane.com/2014/12/18/al-lupo-al-lupo-di-nuovo-stavolta-pare-abbiano-ucciso-un-labrador/ http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/18/al-lupo-al-lupo-di-nuovo-stavolta-pare-abbiano-ucciso-un-labrador/#comments Thu, 18 Dec 2014 05:40:33 +0000 http://www.tipresentoilcane.com/?p=36024 di VALERIA ROSSI – Ci risiamo. Prima tutti contenti perché i lupi tornano a popolare un territorio… poi cominciano a lamentarsi perché essendo predatori, guarda caso, predano. Solo che, come sempre, non appena succede che venga attaccato un animale, sale il timore che prima o poi tocchi a un bambino (estremamente improbabile, perché il lupo ...

Al lupo, al lupo… (di nuovo): stavolta pare abbiano ucciso un labrador è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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tommydi VALERIA ROSSI – Ci risiamo. Prima tutti contenti perché i lupi tornano a popolare un territorio… poi cominciano a lamentarsi perché essendo predatori, guarda caso, predano.
Solo che, come sempre, non appena succede che venga attaccato un animale, sale il timore che prima o poi tocchi a un bambino (estremamente improbabile, perché il lupo – come dovrebbe essere arcinoto –  ha paura dell’uomo): e allora si scatenano le polemiche e le richieste di abbattimento.
E’ un po’ la stessa storia che si legge nei commenti dell'”italiano medio” ogni volta che un cane (preferibilmente un pit bull, che è quello che “fa più notizia”) aggredisce un altro cane.
Immancabilmente qualcuno si chiede: “E se ci fosse stato un bambino?”
Ma se ci fosse stato un bambino, il cane l’avrebbe ignorato! Perché i cani (pit bull compresi) litigano facilmente tra loro, ma non hanno alcun interesse a prendersela con i bambini: quindi la domanda è semplicemente stupida.
E’ come dire “Oddio, il tuo gatto ha ammazzato un topo: e se ci fosse stato un bambino?!?”
Se ci fosse stato un bambino gli avrebbe fatto le fusa, pirla!
Lo stesso ragionamento vale per i lupi, che non attaccano l’uomo da 200 anni circa. Gli ultimi casi di cui si ha notizia, infatti, risalgono all’800 e riguardavano animali affetti da rabbia (malattia degenerativa del sistema nervoso che fa perdere, è vero, ogni inibizione, ma che è anche stata ormai debellata da molto tempo nel nostro Paese).
Nonostante questo, la favola di Cappuccetto Rosso continua a far danni e la gente continua ad aver paura del lupo: in  più, ai tempi dei fratelli Grimm (vissuti a cavallo tra il ‘700 e l’800) non esistevano i cani lupi cecoslovacchi. Adesso invece ci sono, e sono causa di tragicomici fraintendimenti.
Prima c’è il tizio che fotografa un “lupo” che insegue minacciosamente un pulmino scolastico (era un CLC che seguiva per un tratto il padroncino tutte le mattine, per poi rientrarsene a casa); poi c’è l’allarme lupi a Grosseto, e si scopre che sono altri due CLC (su questa storia avevo scritto anche un articolo); stavolta tocca al Veneto, con l’avvistamento di “lupi della Lessinia” nel centro di Verona. AHHHH! PAURAAA!  Si mobilitano carabinieri e polizia, la gente si barrica in casa… e poi si viene a sapere che i due animali avvistati si chiamano Ginger e Fred e sono, ancora una volta, due cani lupi cecoslovacchi, buonissimi, usciti dal cancello di una villa.
L’allarme rientra, ma pochi giorni dopo arriva la notizia choc: un labrador di nome Tommy sarebbe stato sbranato dai lupi.
Notizia che viene riportata da diversi giornali, con tanto di foto raccapricciante della carcassa spolpata (io mi rifiuto di pubblicarla: ho messo solo la foto del cane da vivo. Se ci tenete a vedere anche l’altra cliccate qui).
Da un giornale all’altro i titoli cambiano leggermente  (il Giornale di Vicenza dice che è stato sbranato “un giovane Labrador”: in realtà Tommy aveva dieci anni…), ma il testo è sempre lo stesso.
Si ripete più o meno identico il resoconto della proprietaria del cane, Lucia Scardoni, che dichiara che Tommy “era fuggito di casa, come spesso faceva“, ma poi tornava sempre. Stavolta, invece, è stato ritrovato letteralmente spolpato: perfino troppo spolpato, vien da pensare guardando la foto, che secondo qualche commentatore è opera di Photoshop più che dei lupi.

lupognamPersonalmente non sono in grado di giudicare né di trarre conclusioni: posso solo dire che ho visto foto di animali mangiati dai lupi e che non erano mai così ridotti all’osso (del povero Tommy sembrerebbe essere rimasta solo la testa): tra l’altro un labrador pesa circa quaranta chili e un lupo può mangiare al massimo otto chili di carne al giorno. Quindi dovevano essere almeno in cinque… e nessuno li ha visti?
Ma ammettiamo pure che sia andata come presume la proprietaria.
La prima domanda che mi sorge spontanea è: lei dove stava?
Per quale caspita di motivo un cane anziano e pure colpito da artrosi (lo sostiene proprio lei: “non andava lontano, soprattutto dopo che si era aggravata l’artrosi e zoppicava vistosamente“) veniva lasciato libero di gironzolare a suo piacimento?
Se non fosse finito in bocca ai lupi, sarebbe potuto finire sotto una macchina: o far ammazzare qualcuno in moto. Ma la vogliamo finire di lasciar liberi i cani di andarsene per i fattacci loro senza alcun controllo?
La seconda domanda è: ma se questo cane era anziano e zoppicava vistosamente, perché sarebbe finito così lontano da casa come l’hanno trovato?
L’ipotesi dei Forestali – si legge sull’Arena.it – è che “sia stato aggredito altrove e poi trascinato là per essere  divorato senza disturbo” (non vi sembra una scena di CSI?  “L’hanno ammazzato al molo, poi l’hanno portato sulla collina per confondere le idee alla polizia…”).
Sarà. Ma di nuovo io mi domando: se l’hanno ammazzato vicino a casa (visto che “non si allontanava”), qualcuno avrebbe dovuto vedere o almeno sentire qualcosa. Non credo proprio che un cane adulto di quella taglia si lasci allegramente mangiare senza difendersi, e una rissa canina (o canin-lupina) di solito fa un bel po’ di bordello.
Ma ammettiamo pure che, essendo notte, nessuno abbia sentito niente.
Ammettiamo che i veronesi abbiano tutti un sonno pesantissimo.
Allora che motivo avrebbero avuto, i lupi, di trascinarsi quaranta chili di cane fino a una zona lontana?
Chi caspita li avrebbe disturbati, sul “luogo del delitto”, se nessun umano si era fatto vivo?
Vogliamo forse pensare che i lupi abbiano guardato l’orologio, abbiano detto “Ehi, ragazzi, sono le tre del mattino: a mangiarci tutto ‘sto Labrador ci mettiamo almeno quattro ore, sarà meglio andar via da qua perché alle sette la gente si sveglia e va a lavorare!”, e si siano spostati in un posto più tranquillo?
Sono soltanto io a trovare questa scena un filino fantascientifica?
In questa storia ci sono un po’ di punti oscuri, diciamolo. Ma anche se fosse tutto vero, un vecchio cane zoppo resta una preda assolutamente papabile (e pure comoda): quindi ci sta che i lupi ne abbiano approfittato. E’ la loro natura.
Semmai non è naturale e non è logico che i proprietari di questo vecchio cane zoppo non ne abbiano avuto maggiore cura… ma i lupi hanno fatto i lupi, punto.
Invece la proprietaria del cane lancia un appello in questi toni: “Che la scomparsa del mio povero Tommy serva da esempio e da allarme per la pericolositá di questi animali, che ha ormai raggiunto un livello troppo alto. Spero inoltriate questo messaggio anche alle autoritá preposte, affinché venga salvaguardata l’incolumitá nostra e dei nostri animali. Sono piu importanti le vite delle persone o i soldi?”
Ma i lupi NON predano le persone, quindi la domanda è della stessa forza dell'”e se ci fosse stato un bambino?” di cui sopra.
Perché se ci fosse stato un umano, bambino o adulto che fosse (e speriamo che a Verona non abbiano l’abitudine di lasciar girare di notte da soli pure i bambini…), i lupi – o presunti tali – se ne sarebbero stati ben abbottonati e non sarebbe successo niente.
Così come non sarebbe successo niente se il povero Tommy fosse rimasto al calduccio in casa sua, dove dovrebbe stare durante la notte ogni cane, specie se anziano.
Insomma: in questa storia, chi siano stati gli “animali pericolosi” mi sembra proprio tutto da stabilire.

Al lupo, al lupo… (di nuovo): stavolta pare abbiano ucciso un labrador è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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Depenalizzato il maltrattamento animale: ma che governo intelligente…http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/17/depenalizzato-il-maltrattamento-animale-ma-che-governo-intelligente/ http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/17/depenalizzato-il-maltrattamento-animale-ma-che-governo-intelligente/#comments Wed, 17 Dec 2014 06:01:42 +0000 http://www.tipresentoilcane.com/?p=35996 di VALERIA ROSSI – Se volete leggere tutto il decreto in burocratese, potete cliccare su questo link. Io vi faccio soltanto un riassuntino: il nostro geniale governo (la minuscola è assolutamente voluta), non sapendo più cosa inventarsi per rovinare questo Paese, ha visto bene di depenalizzare i reati considerati “tenui”, insomma irrilevanti o quasi. Tra ...

Depenalizzato il maltrattamento animale: ma che governo intelligente… è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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Pensatore numero uno: Pietro Carlo Padoan

Gran pensatore numero uno: Pietro Carlo Padoan (ritratto proprio in atteggiamento meditativo)

di VALERIA ROSSI – Se volete leggere tutto il decreto in burocratese, potete cliccare su questo link.
Io vi faccio soltanto un riassuntino: il nostro geniale governo (la minuscola è assolutamente voluta), non sapendo più cosa inventarsi per rovinare questo Paese, ha visto bene di depenalizzare i reati considerati “tenui”, insomma irrilevanti o quasi.
Tra questi una serie allucinante di “sciocchezzuole” come l’abuso di ufficio, l’esercizio abusivo di una professione, l’adulterazione e la contraffazione di alimenti, il reato penale di omissione di soccorso… e, cosa che ci interessa più da vicino in quanto cinofili, il maltrattamento e l’uccisione di animali, nonché i combattimenti tra animali.
Se vi interessa conoscere anche i nomi delle acutissime menti che hanno avuto questa bella pensata, eccoli qua: sono il Ministro della Giustizia Andrea Orlando e il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pietro Carlo Padoan (così, giusto nel caso in cui ci dessero ancora la possibilità di votare qualche faccia anziché un semplice simbolo, saprete quali facce sono legate a quest’ultima genialata, datata 9 dicembre).

Gran Pensatore numero due: Andrea Orlando

Gran Pensatore numero due: Andrea Orlando (anche lui in atteggiamento medit… no, forse no)

Prima di insorgere ululando (anche se verrebbe spontaneo farlo), è opportuno ricordare che in realtà nessuno è mai stato punito davvero, in Italia, per reati che prevedessero pene inferiori ai 5 anni, come appunto il maltrattamento di animali.
C’è infatti tutta una serie di possibili cavilli e controcavilli che permettono ai delinquenti “minori” di non fare neppure un giorno di galera: se vi interessa l’argomento potete leggere un vecchio articolo del “Fatto Quotidiano” che lo sviscerava in modo molto esaustivo.
Quindi, fino ad oggi, cosa succedeva?
Che si intentavano cause inutili capaci di trascinarsi per anni (o almeno fino all’immancabile prescrizione), intasando i tribunali senza che poi nessuno facesse neppure mezza giornata di galera. E a fronte di questo indiscutibile dato di fatto si potrebbe anche pensare “se tanto mi dà tanto, effettivamente non è poi così peregrina l’idea di togliere questi reati dal penale: tanto che ci stavano a fa’?”
Ci stavano a far fresco. A far figura. A far ridere i polli.
Per questo, da sempre, io rinfaccio agli Enti animalisti/protezionisti/ambientalisti – e chi più “ismi” ha, più ne metta – gli inutili salti di gioia che facevano ad ogni nuova legge ridicola e soprattutto inapplicabile;  per questo, lo scorso agosto, ho scritto un articolo in cui stigmatizzavo la definizione di “severissime” per pene già infime in partenza, che per di più si sapeva benissimo che non sarebbero mai state scontate.
Ha ragione il governo, dunque?
Ma anche no.
Questo è il tipico caso in cui si cerca di tappare un buco scavandone uno più grosso: un po’ come nelle partite di calcio, quando un arbitro che si accorge di aver sbagliato a dare un rigore inesistente ne concede uno altrettanto inestistente all’altra squadra.
A prima vista potrebbe anche sembrare una decisione equa: ma in realtà l’arbitro non ha rimediato a un errore. Ne ha commessi due.
Lo stesso dicasi per questo consiglio dei pagliacc… pardon, dei ministri (sempre volutamente minuscoli) che, rendendosi conto che in Italia non solo non c’è alcuna certezza della pena, ma c’è proprio la certezza di farla franca per una serie infinita di delitti, non è che abbia pensato (troppo difficile?) “aumentiamo ‘ste pene in modo che chi ammazza animali indifesi, o avvelena persone con cibi adulterati, o non soccorra qualcuno che ha investito per strada, in galera ci vada sul serio e magari ci resti per un bel pezzo”.
No! Hanno depenalizzato i reati.
E se posso ancora capire che per certi ignoranti patentati, nonché incivili ed insensibili, l’uccisione di un cane sia un reato “tenue” , mi riesce davvero MOLTO difficile comprendere come possano esserlo anche l’adulterazione di cibi o l’omissione di soccorso.
Già che c’erano potevano derubricare anche lo stupro o l’omicidio… che tanto, pure per questi, non è che di galera se ne faccia poi tanta.  L’importante è riempire le carceri di immigrati colpevoli del gravissimo “reato di clandestinità”: che è stato, sì, abolito lo scorso maggio… ma con un anno e mezzo di tempo per rendere l’abolizione esecutiva.
Quindi, al momento, le nostre carceri sono ancora intasate da persone che magari sono entrate in Italia clandestinamente per sfuggire a guerre, carestie e torture: perché questo sì che è un reato “intenso”. Altro che ammazzare per divertimento un cane, o dargli fuoco tanto per passare il tempo, o farlo combattere fino alla morte per scommetterci sopra.

palazzo_chigiIl Mahatma Gandhi disse che “la grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali“: se fosse davvero così, di sicuro noi saremmo moooolto piccoli.
Quanto al progresso morale… vabbe’, evito di scrivere quattro righe di AHAHAHAHAH!!!, ma voi immaginatele pure.
Qui si regredisce a vista d’occhio, altro che progresso. Si regredisce a rotta di collo, a millemila all’ora.
Però ci saremmo anche un po’ rotti le palle di vedere che la regressione morale parte proprio da una politica incapace di punire i delinquenti: sarà forse che troppi di essi si sono fregiati (e/o ancora si fregiano) del titolo di “onorevole”. E siccome, giusto per restare in tema, “cane non mangia cane”… ecco che ai propri simili si cerca di agevolare la vita il più possibile.
Ora mi aspetto, però, che almeno gli animalisti insorgano in massa; che le associazioni protezionistiche – anche quelle che con la politica sono culo e camicia – piantino su un casino epocale; che tutte, ma proprio tutte le persone che amano e rispettano gli animali non si limitino a dire “ehhhh… in Italia funziona così”, ma almeno guardino bene per chi voteranno alle prossime elezioni.
Lungi da me appoggiare certe forme di antipolitica che il presidente della Repubblica ha definito (direi anche giustamente) “eversive”: ma di fronte a decisioni come questa, la voglia di fare un bello sputacchio sulla scheda anziché metterci una crocetta sopra diventa tutt’altro che tenue.
Ah… dimenticavo: da domani “Ti presento il cane” chiude i battenti. Mi apro un bello studio notarile; o mi spaccio per dentista; o mi metto a fare il cardiochirurgo, a scelta. Così almeno faccio i soldi.
Non sono capace e magari ammazzo pure qualcuno, ma chi se ne frega?
Tanto l’esercizio abusivo di professione non si punisce più.

Depenalizzato il maltrattamento animale: ma che governo intelligente… è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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Allevatori assassinihttp://www.tipresentoilcane.com/2014/12/16/allevatori-assassini/ http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/16/allevatori-assassini/#comments Tue, 16 Dec 2014 12:23:21 +0000 http://www.tipresentoilcane.com/?p=35970 di VALERIA ROSSI – Credo che ormai il servizio di Striscia l’abbiano visto quasi tutti: se non direttamente su Mediaset, sicuramente su Facebook. La notizia è questa: l’allevatore Alberto Veronesi, titolare di affisso ENCI, pare abbia da sempre l’abitudine di sopprimere cani sani per svariati motivi: dall’imperfezione fisica (intesa come “cane non da expo”, non ...

Allevatori assassini è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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veronesi1di VALERIA ROSSI – Credo che ormai il servizio di Striscia l’abbiano visto quasi tutti: se non direttamente su Mediaset, sicuramente su Facebook. La notizia è questa: l’allevatore Alberto Veronesi, titolare di affisso ENCI, pare abbia da sempre l’abitudine di sopprimere cani sani per svariati motivi: dall’imperfezione fisica (intesa come “cane non da expo”, non di “cane malato”) alla cucciolata che gli resta sul groppone. E questo è un reato.
Giusto per gradire, i cadaveri li ha seppelliti pure nel giardino di casa (altro reato).
A me l’avevano detto alcuni suoi colleghi, già una ventina d’anni fa: però, se si desse ascolto a tutte le dicerie cinofile (specie se arrivano da altri allevatori delle stesse razze…) sarebbe tutto un denunciare a destra e a manca, solitamente per scoprire che non c’era niente di vero (o che qualcosina c’era, ma era stato straordinariamente ingigantito).
Le prove, a me, nessuno le ha mai fornite (e di sicuro non ho i mezzi di Mediaset: se un appostamento del genere l’avesse fatto un privato cittadino, non so quali sarebbero potuti essere i risultati…), quindi non avevo in mano nulla di concreto per denunciare questa persona: non l’ho fatto e oggi me ne dispiaccio, perché forse si sarebbero potuti salvare tanti cani.
Però posso soltanto essere contenta, per una volta, che Stoppa sia andato a sollevare un coperchio che davvero nascondeva una situazione gravissima (in molti altri casi “Striscia” ha sputtanato a vanvera, costruendo su misura servizi basati sul nulla: ma quando ci azzecca gli va riconosciuto).

veronesi3Mi dispiace solo che si sia “precipitato” (così dicono nel servizio) dopo che il cane era già stato soppresso: mi rendo conto che servisse una prova concreta per denunciare, ma… forse potevano bastare tutti i soggetti sepolti in giardino, e questa cagna avrebbe potuto essere salvata.
Comunque non polemizziamo oltre, e passiamo a tutto ciò che si può intuire da diversi commenti su FB e sui giornali: la figura di merda non l’ha fatta solo il signore in questione, ma tutti gli allevatori.
Perché, come al solito, a fare di tutta l’erba un fascio ci si mette meno di un secondo.
E’ sbagliato? ‘nzomma.
Fare di tutta l’erba un fascio sicuramente sì: pensare che Veronesi non sia stato un caso unico, no.
Di allevatori che sopprimono cani sani, per l’uno e per l’altro motivo, non ce n’è sicuramente uno solo. E’ un dato di fatto: però bisogna anche capire la questione da un punto di vista “storico”.
Fino a non moltissimi anni fa, infatti, era addirittura la regola eliminare fisicamente (e non solo dalla riproduzione) i soggetti non perfettamente in Standard, anche se sanissimi (basti pensare allo sproposito di boxer bianchi o di alani merle che sono stati soppressi alla nascita, in passato, solo perché il loro mantello era “sbagliato”).
Lo stesso dicasi per i cani caratterialmente poco equilibrati, anche se in questo caso concepisco un po’ di più che si possa arrivare a decisioni estreme:  ovviamente una persona che alleva per passione (come ha dichiarato il protagonista di questa storia allucinante) dovrebbe semplicemente escluderli dalla riproduzione e tenerseli per sè… ma quando si parla di gente che alleva di mestiere (e l’ho sempre detto che non si può fare… perché le spese, se ti comporti in modo sempre etico e civile, superano di gran lunga le entrate!), posso anche capire che non possa tenersi in casa, mantenere e curare cinque o dieci cani “schizzati” che non può usare in riproduzione. E un cane schizzato non puoi neppure regalarlo, perché metti nei guai il destinario di siffatto “regalo”.
Posso addirittura accettare, quindi, che si sopprima un cane di grossa taglia mordace e pericoloso: ma non posso neppure concepire che si ammazzino impunemente cani sanissimi e normalissimi dal punto di vista caratteriale.

veronesi5Purtroppo è vero che la selezione delle razze canine (ma non solo canine) è stata fatta proprio così per secoli: chi, per un motivo o per l’altro, “non era riproducibile”, veniva eliminato senza tante spiegazioni.
Negli ultimi cinquant’anni, però,  la concezione del cane è cambiata moltissimo: oggi non è più visto quasi da nessun allevatore come animale da compagnia, sì, ma soprattutto “da reddito”.  Il cane è diventato un membro della famiglia a tutti gli effetti, sia per i proprietari che per la stragrandissima maggioranza di chi alleva.
E spero che questo sia chiaro a tutti, perché se non fosse chiaro partirebbe (per l’ennesima volta) una caccia alle streghe (per la serie “i cani non si compranooooo! Vedete gli allevatori quanto sono bastardiiiiii!”) che non soltanto sarebbe ingiusta, ma alimenterebbe la smania di cucciolate da parte di Sciuremarie del tutto incompetenti e impreparate, che da una guerra agli allevatori seri trarrebbero indubbi vantaggi (la gente farebbe la fila per prendere i loro cuccioli). E le conseguenze per la cinofilia seria sarebbero tragiche.
Quindi, mettiamoci bene in mente che da molto tempo, ormai, ANCHE tra gli allevatori – e perfino tra quelli che lo fanno di professione –  è subentrata una nuova coscienza cinofila (non “animalista”, che è un’altra cosa). Che anche la scienza ha dimostrato quanto il cane pensi, senta, gioisca e soffra, e che questo ha fatto aprire gli occhi a moltissime persone.

veronesi6Sentir dire ancora che “l’uomo è l’unico fatto a immagine e somiglianza di Dio, mentre gli (altri) animali non sanno neanche di esistere” è una delle cose che mi fanno pensare “meno male che sono atea”.
Di un personaggio che profferisce frasi come queste si può pensare – a voler essere gentili – che sia rimasto indietro di cinquant’anni: a voler essere un po’ meno gentili gli si può dare del mostro, dell’assassino e tutto quanto gli stanno dicendo in giro… però esiste una legge, grazie al (suo) Dio, e quindi il signor Veronesi con questa legge dovrà vedersela.
Anche con l’ENCI, deve vedersela, che infatti ha comunicato (questo il link) la decisione di un deferimento alla commissione disciplinare.
In seguito a tutto ciò, sulla sua pagina di Facebook, Veronesi ha dichiarato di voler chiudere l’attività. Questo il testo che si può leggere sul suo profilo:
“Sono spiacente di dover comunicare che essendo venute meno le le condizioni economiche minime che mi consentivano l’esercizio della attività e preso atto delle recenti iniziative, anche giudiziarie, che mi hanno coinvolto e che mettono in discussione l’essenza stessa della professione di allevatore, sono mio malgrado costretto a cessare tutte le attività dell’allevamento “I bolognesi ed i corsi di Vignola dei Conti”.
I cani sono a disposizione per essere regalati o per essere ceduti ad altri allevamenti di comprovata affidabilità dietro compenso da pattuirsi.
I primi verranno ceduti senza pedigree in quanto non adibiti alla riproduzione. Altre linee di sangue verranno ceduti dietro compenso da stabilirsi da soggetto a soggetto.
Alberto Veronesi”

veronesi4Fa abbastanza specie che ancora pensi di vendere cani (pensavo-speravo che almeno glieli avessero sequestrati!), ma se non altro chiude bottega: dopodiché affronterà l’iter giudiziario e questo esula dalle competenze di ciascuno di noi. Vedremo a quale pena andrà incontro (pur sapendo già benissimo che le pene per i reati contro gli animali sono ridicole).
Ogni altra considerazione mi sembra superflua, tranne questa: per favore, nessuno pensi che l’equazione allevatore=assassino sia una regola generale.
Gli assassini, purtroppo, esistono; ma spesso non sanno neppure di esserlo, perché il loro retaggio culturale è diverso dal nostro.
D’altro canto, alcuni degli stessi che oggi commentano “bastardodevimorireeeee!”  fanno sui loro profili battute razziste, o si scagliano a testa bassa contro gli immigrati. E non ci vedo grandi differenze, eh.
Rendiamoci conto che solo la cultura può far superare certi vincoli: in qualsiasi campo.
Allevatori macellai, razzisti, maltrattatori, stupratori e chi più ne ha più ne metta sono spesso, semplicemente, degli immensi ignoranti che non si rendono neppure conto della gravità delle loro azioni.
E’ vero che le pene ridicole non aiutano: ma soprattutto, quella che manca è la cultura. Umanistica, cinofila, catofila o giraffofila che sia.
Invece di spendere tanti insulti (peraltro inutili) su Facebook e dintorni, dunque, cerchiamo tutti di migliorare il livello culturale di questo Paese: ognuno come può e come sa.
Solo così si potrà davvero migliorare, solo così non dovremo più assistere a scene come quelle mostrate da Striscia… e magari non avremo neppure più veterinari compiacenti, per i quali fare un vaccino o un Tanax sembra essere la stessa cosa.
Mi auguro di leggere presto anche un comunicato da parte dell’Ordine dei Veterinari.

Allevatori assassini è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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Incredibile discriminazione all’Europea di Oslo 2015http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/16/incredibile-discriminazione-alleuropea-di-oslo-2015/ http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/16/incredibile-discriminazione-alleuropea-di-oslo-2015/#comments Tue, 16 Dec 2014 07:06:18 +0000 http://www.tipresentoilcane.com/?p=35947 di VALERIA ROSSI – Expo europea a Oslo, settembre 2015. Bellissima la Norvegia, ci sono stata secoli fa e se avessi avuto un cane in carriera credo proprio che avrei fatto i salti di gioia all’idea di tornarci. Meno male che il cane in carriera non ce l’ho, invece: perché il Kennel Club norvegese (neanche ...

Incredibile discriminazione all’Europea di Oslo 2015 è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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europeaoslodi VALERIA ROSSI – Expo europea a Oslo, settembre 2015.
Bellissima la Norvegia, ci sono stata secoli fa e se avessi avuto un cane in carriera credo proprio che avrei fatto i salti di gioia all’idea di tornarci.
Meno male che il cane in carriera non ce l’ho, invece: perché il Kennel Club norvegese (neanche del tutto per colpa sua, ma perché costretto a seguire le assurde leggi di quel Paese) ha messo in atto una discriminazione che ha davvero dell’incredibile.
Udite udite, anzi leggete leggete:
Il Kennel Club Norvegese ha vincolato la partecipazione all’esposizione europea delle razze bandite dalla legislazione nazionale (American Stafforshire Terrier, Fila Brasileiro, Tosa Inu, Dogo Argentino e Cane Lupo Cecoslovacco) a condizione che l’ENCI sottoscriva un accordo che prevede la fuoriuscita dalla Norvegia dei soggetti di proprietà italiana ed iscritti al Libro genealogico italiano non oltre i due giorni dal termine della manifestazione. I cani dovrebbero peraltro giungere in Norvegia non prima di due giorni antecedenti l’inizio dell’esposizione europea. Nel caso in cui tali condizioni non venissero rispettate, oltre ad una sanzione per il proprietario, vi sarebbe l’ipotesi della soppressione dei cani.
Non ci credete?
La prima volta che l’ho sentito dire non ci ho creduto neanch’io: invece la notizia è verissima.
La si può leggere sul sito del Norwegian Kennel Club  (vi ho linkato direttamente la pagina in inglese per evitarvi di cercare per mezz’ora, come ho fatto io, la microscopica bandierina che consente di consultare il sito anche a chi il norvegese non lo sa).
C’è scritto proprio così: “The Norwegian Kennel Club hereby informs all owners of banned breeds that failure to comply with above conditions may result in your dog being seized and euthanized by Norwegian authorities”.
Traduzione: “Il Kennel Club norvegese informa tutti i proprietari di razze vietate che il mancato rispetto delle condizioni di cui sopra può causare il sequestro del vostro cane e l’eutanasia da parte delle autorità norvegesi.
Cioè: metti che perdi l’aereo perchè magari il taxi resta imbottigliato nel traffico, come è successo a me qualche mese fa… e questi ti sopprimono il cane?!?
Ma qui siamo fuori di brutto!
logo_enciIntanto l’ENCI, sul suo sito,  ci informa che “non avendo gli strumenti giuridici necessari a far rispettare tali limitazioni” (e lo credo bene: ve lo immaginate un ente cinofilo che si prende la responsabilità di obbligare dei liberi cittadini ad arrivare il giorno X e ad andar via il giorno Y da un libero Paese europeo?) non ha potuto sottoscrivere l’accordo.
Risultato? Amstaff, Fila, Tosa, Dogo argentino e CLC italiani non potranno partecipare all’Expo.
Ora, domanda: mettiamo che un Paese chiedesse di organizzare le Olimpiadi, ma sostenesse che se volessero partecipare, che so… le donne; oppure gli atleti con la pelle nera, o gialla… allora dovrebbero lasciare il villaggio olimpico il giorno dopo la cerimonia di chiusura.
Ma secondo voi, il CIO gli direbbe “Cerrrto, come no! Non c’è problema, le Olimpiadi sono vostre!”?!?
Io credo che gli chiederebbero gentilmente chessesonofumati. E che mai al mondo questo Paese potrebbe organizzare una manifestazione internazionale.
Invece l’FCI consente ad uno stato con leggi tragicomicamente discriminatorie di organizzare un’Europea, impedendo di fatto a centinaia di allevatori  di accedere ad un titolo di grande rilevanza, che può rappresentare un’importante salto di qualità professionale.

bandiera_norvegese644Allora, chessesonofumati lo chiediamo proprio all’FCI. Come caspita gli è venuto in mente di concedere l’organizzazione di una manifestazione così importante alla Norvegia?!?
No, perché la Norvegia sarà anche la patria di Turid Rugaas e di tanti educatori/addestratori gentilissimi (e pure bravi, visto che vincono un casino di prove di lavoro); sarà anche la nazione che ha vietato tutte le amputazioni estetiche prima di tanti altri… ma è anche un Paese nel quale, se per caso ti scappa il cane e mette mezza zampina in un territorio “proibito” (tipo le nostre riserve di caccia, per intenderci), possono freddartelo sul colpo senza nemmeno una parola di spiegazione.
E soprattutto è un Paese nel quale vigono le famigerate “liste nere”, quelle di cui nessun cinofilo degno di tale nome dovrebbe sopportare l’esistenza.
L’ENCI, poveraccio, non aveva molta scelta: o si prendeva una responsabilità inaccettabile e improponibile, oppure rifiutava di firmare l’accordo. Però un appunto lo faccio anche al nostro Kennel club nazionale: perché non mi è piaciuto molto leggere che non ha firmato “perché gli mancavano gli strumenti giuridici”.
Avrei preferito leggere che non l’ha fatto perché ritiene assurda, ridicola, demente una simile proposta: e mi sarebbe anche piaciuto leggere un invito a tutti gli espositori a NON partecipare neanche morti ad un’expo che pone questo tipo di limitazioni.
Ho detto all’inizio che se avessi avuto un cane in carriera sarei stata lieta di partecipare all’Europea di Oslo, prima di conoscere questa assurda direttiva; ora che la conosco, dico invece che anche se avessi un cane con il quale fossi strasicura di vincere il titolo (ovviamente appartenente ad una razza “permessa”) me ne starei alla larghissima e boicotterei l’Europea.
Anche se fossi l’ENCI, quindi, avrei invitato tutti al boicottaggio globale; ma non mi aspetto che lo faccia, così come non mi aspetto che la boicottino gli espositori italiani di altre razze (la parola “solidarietà”, in cinofilia, ha già ampiamente dimostrato di essere scarsamente conosciuta).
Eppure alzare un bel polverone, disertando in massa l’Europea e firmando altrettanto in massa una bella dichiarazione che motivasse questa scelta, forse spingerebbe l’FCI a pensarci un po’ meglio, la prossima volta che deve attribuire l’organizzazione della sua manifestazione più prestigiosa a Paesi in cui vigono le black list.
Perché le black list sono intelligenti, logiche e utili come l’apartheid. Peccato che la cinofilia non abbia mai avuto un suo Nelson Mandela… ma già ce n’è stato uno solo per gli umani.
Figuriamoci per i cani.


Incredibile discriminazione all’Europea di Oslo 2015 è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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Internet e il primo cane: diario di una neofitahttp://www.tipresentoilcane.com/2014/12/15/internet-e-il-primo-cane-diario-di-una-neofita/ http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/15/internet-e-il-primo-cane-diario-di-una-neofita/#comments Mon, 15 Dec 2014 05:09:40 +0000 http://www.tipresentoilcane.com/?p=35923 di VALERIA ROSSI – Mercoledì Il dado è tratto: prenderemo un cane. Tutta la mia famiglia lo vuole, soprattutto mia figlia Marina, che ha nove anni: ma non è per accontentare un suo capriccio, che abbiamo preso la Grande Decisione. Abbiamo tutti tanto amore da dare, abbiamo tanta passione per gli animali… non siamo esperti,  ...

Internet e il primo cane: diario di una neofita è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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diariosciura1di VALERIA ROSSI – Mercoledì
Il dado è tratto: prenderemo un cane.
Tutta la mia famiglia lo vuole, soprattutto mia figlia Marina, che ha nove anni: ma non è per accontentare un suo capriccio, che abbiamo preso la Grande Decisione.
Abbiamo tutti tanto amore da dare, abbiamo tanta passione per gli animali… non siamo esperti,  è vero: per noi è la prima volta. Ma la voglia di imparare non ci manca.
Intanto io mi sono presa personalmente l’impegno di consultare siti, forum, gruppi su Facebook, per capire bene quello a cui andremo incontro.

diariosciura2Intanto io mi guardo intorno per capire che cane potrebbe piacermi: di sicuro non quelli che vedi sempre sui giornali, come i Pizzbull e i Rottuailer.
E’ vero che “non ci sono cani cattivi, ma solo cattivi padroni“:  lo dicono tutti. Però uno di quei cani lì io non lo voglio, perché è la prima volta che ne abbiamo uno e non siamo proprio sicuri di poter essere bravi padroni.
Siamo persone responsabili, che cavolo.
Quindi togliamo subito di mezzo tutti i cani troppo grandi, che se non sapessimo gestirli bene potrebbero diventare pericolosi: anche il Goldenretriver, che piace tanto a mio marito, è un po’ troppo grosso e mi fa un po’ paura.
Io andrei su qualcosa di più piccolino: per esempio, ho visto una specie di pastore tedesco (che era il cane che sognavo da bambina, quando guardavo Rin tin tin in televisione), però più piccolino e magrolino e col pelo più corto. Mi pare che si chiami Malinuà, ma adesso mi metto a cercare sul web per scoprire se è proprio così.
Poi mi piace anche il Broder collie, che è ancora più piccolo e potrebbe star bene in appartamento (non abbiamo il giardino, purtroppo). E anche il Jackrussell, che ha le gambe corte e quindi non dovrà fare troppo movimento. Non che pensi di tenere il cane sempre in casa, per carità! Lo so che deve uscire, che deve incontrare altri cani e persone e tutto: e infatti lo porteremo fuori almeno tre volte al giorno, una volta per uno.
Però, metti che un giorno piova, o che noi abbiamo altri impegni… in casa c’è un corridoio bello lungo, un cane piccolo potrebbe sfogarsi lì.

diariosciura3Giovedì
Sono partita all’assalto di Internet. Ho visitato i siti di mille allevatori, ho visto tante foto bellissime e letto tutto quello che trovavo sul carattere delle diverse razze… e ho scoperto subito una cosa che non sapevo.
Da completa ignorante in materia cinofila, mi ero convinta che non tutti i cani amassero i bambini, che qualcuno fosse più facile di gestire di qualcun altro, che ci fossero razze non proprio adatte ai neofiti come noi… e invece, navigando su Internet, ho scoperto che mi sbagliavo. C’è scritto ovunque, di qualsiasi razza si parli: “Ama i bambini, è facile da educare e da addestrare“. E tutti, ma proprio tutti possono stare in appartamento.
Meglio così: a questo punto sceglieremo solo in base alle dimensioni, al pelo, alla faccia che ci sembrerà più simpatica.
L’impresa è ardua, perché ho scoperto che ci sono un sacco di altri cani bellissimi, oltre a quelli che conoscevo già: però adesso non sono più tanto convinta di voler prendere un cucciolo di razza.
Su Facebook ho letto più e più volte che gli allevatori speculano sulla pelle dei cani, che non li amano ma li sfruttano, che a loro interessano solo i soldi.
Sarà vero? Non so, non me ne intendo: ma se lo scrivono in così tanti, forse è il caso di pensarci su.
In più a noi non è che serva proprio un cane di razza: vorremmo solo un amico da coccolare, non è che vogliamo fare le mostre o cosa. E se penso a tutti quei poveri cagnolini che stanno in galera senza colpa…
Basta, ho deciso. Adotteremo un cane abbandonato, così almeno salveremo una vita. Se gli allevatori sono davvero così carogne, non vedo perché dovrei dare i miei soldi ad uno di loro (tra l’altro al canile non spendi neanche un euro).

Venerdì
Dopo aver letto un miliardo di  appelli su Facebook, mia figlia si è innamorata della foto di un musetto peloso che appariva su diverse pagine. Non era un cucciolo, anzi era già anzianotto: cinque anni. Però aveva un faccino così tenero… e c’era scritto che in canile si stava lasciando morire dopo l’abbandono.
Marina si è commossa (come si fa a non commuoversi davanti a una storia come questa?) e allora ho detto: “D’accordo, scegliamo lui!”.
Mio marito era un po’ dubbioso, ma l’abbiamo messo di mezzo in due e alla fine l’abbiamo convinto.
A quel punto ho telefonato… e ho scoperto che quel cane era stato adottato mesi prima.
Ma togliere la foto, no?
“Eh! – mi ha risposto la volontaria al telefono – Sul sito della nostra associazione l’abbiamo scritto, che era stato adottato: ma sa, quando ci sono tante condivisioni diventa impossibile informare tutti”.
Sembrava pure scocciata.
Mia figlia, alla notizia che il “suo” cane non c’era più, è scoppiata a piangere. E’ ancora piccola, bisogna capirla: si era illusa e c’è rimasta malissimo. Quindi ho deciso: domani andiamo al canile della nostra città.
Forse scegliere il cane “dal vivo” sarà ancora meglio.

diariosciura4Sabato
Siccome è sabato, al canile ci siamo andati tutti e tre: peccato che i cani non ce li abbiano neppure fatti vedere.
Appena sono entrata con mia figlia, la volontaria ha storto il naso e mi ha chiesto se stavo cercando “un giocattolo per lei”.
“Ma proprio no! – ho risposto (e già mi giravano le scatole: ma come si permette, questa?) – Piuttosto le vorrei dare un fratellino peloso da cui imparare tante cose, con cui collaborare… e certo, anche giocare: ma ai cani piace giocare, no? E la mia bambina è stata educata a rispettare gli animali, quindi…”
“Quindi”, niente. Alla parola “giocare” la volontaria aveva già arricciato il naso e storto la bocca: mancava solo che ci ringhiasse.
Ho capito che ormai si era fissata con la storia del giocattolo… e infatti mi ha detto che “non aveva niente di adatto a noi”.
Tipo quando vedi un vestito in vetrina e la commessa ti dice che no, spiacente, la taglia 46 è finita. Stesso identico tono.
Pazienza, c’era un altro rifugio a pochi chilometri di distanza: e qui i cani li abbiamo visti, anzi ne avevamo pure scelto uno carinissimo. L’abbiamo preso in braccio e coccolato… ma subito dopo ci hanno bloccato. Stavolta la bambina non sembrava rappresentare un ostacolo, ma la domanda fatidica è stata: “Avete il giardino?”.
E no, il giardino non ce l’abbiamo.
In realtà stiamo già pensando da tempo di cambiare casa e di trovarne una che ce l’abbia: ma le intenzioni non bastano.
Non ci hanno dato il cane, Marina è scoppiata di nuovo a piangere perché gli si era già affezionata… ed io ho pensato allibita alla chiacchierata che avevo fatto giorni fa con un’amica. Quando le ho detto che intendevo adottare un cane, lei mi ha avvisato: “Per carità, non dire che stai cercando una casa col giardino! Perché quando io ho detto che l’avevo, mi hanno risposto che non mi avrebbero mai dato un cane “da sbattere fuori a far la guardia”.”
Comincio a non capirci più niente.
Domani è festa, ho tutta la giornata libera, ritenterò la strada degli annunci su Facebook.

diariosciura5Domenica
Ho ritentato. Risultato: altri due cani adottati da secoli, un paio di numeri a cui non risp0ndeva nessuno e uno a cui mi hanno risposto (testualmente): “Vaffanculo te e quel deficiente che ha messo il mio cellulare su quell’appello. Io non ho nessun cane, anzi i cani mi fanno proprio cagare! Bastaaaa!!! Smettetela di telefonarmi!”
Stavo per dirgli che io gli avevo telefonato una sola volta, ma quello mi ha attaccato il telefono in faccia.
Intanto Marina non piange nemmeno più: anzi, non parla più. Se le chiedo qualcosa risponde a monosillabi, con un muso lungo fino a terra e la faccia di chi si sta rassegnando a rinunciare al suo sogno più bello.
E allora basta, sai che facciamo? Andiamo a comprare un cucciolo in allevamento.
Non in negozio, eh! Perché lì vendono i cani dell’Est che sono cuccioli infelicissimi, maltrattati e spesso malati: mi sono informata bene e  lo so.
Cerco “allevamento” su Internet, e aggiungo i nomi delle due razze a cui, dopo tante discussioni, abbiamo ristretto le nostre preferenze: il Golden retriever che piace tanto al marito (intanto ho letto che viene addirittura allevato per la pet therapy… quindi non mi fa più paura) e il Jack russell che piace a me. A mia figlia ormai andrebbe bene anche un cane con tre zampe e due code, quindi lei non fa testo.
Comunque, prima di decidere, voglio andarli a vedere da vicino tutti e due. E… guarda che fortuna! Ho trovato il sito di un allevamento che tiene entrambe le razze.
A dire il vero ne tiene anche altre cento: e ho letto da qualche parte, non mi ricordo dove (mi pare su un sito che si chiama “Ti presento il cane”, ma non sono sicura) che bisogna diffidare di chi vende troppe razze.
Però, dài: qui dice che i cuccioli vengono dai migliori allevamenti! I cuccioli hanno la garanzia di un anno e si possono anche pagare a rate, che coi tempi che corrono, male non fa. Penso proprio di potermi fidare!

Sei  mesi dopo, una domenica

diariosciura6Alla fine ho scelto un Jack russell: solo che Milo (l’ho chiamato come quello di “The Mask”: originale, vero?) non sembra proprio un Jack russell. O meglio, l’aspetto è più o meno quello, solo che pesa quindici chili e sta ancora crescendo…
Inoltre il pedigree (che ho pagato a parte, perché volevo fare le cose per bene: 300 euro in più) non è mai arrivato.  Mi sorge il vago dubbio di non aver scelto proprio il miglior allevamento possibile, anche perché il titolare, quando gli telefono per chiedere notizie sul pedigree, non mi risponde neanche più: ma non importa, noi lo amiamo lo stesso. E’ così carino, simpatico, dolce… certo, fa qualche danno in casa, ma è ancora un cucciolo. E c0munque adesso voglio portarlo a educare e addestrare: tanto, grosso com’è, può fare qualsiasi cosa. Anche il cane da difesa personale, che mi farebbe comodo sia per me che per mia figlia.

Lunedì
Di nuovo su Internet a cercare, stavolta, un bravo educatore per Milo. Educatore, non addestratore: mamma mia, cosa non ho letto sugli addestratori! Sono dei violenti, picchiano i cani, usano una cosa terribile che si chiama collare “a strangolo” (ma ci rendiamo conto? Strangolano i cani per insegnargli le cose!) e se non basta quello, usano addirittura il collare elettrico! Meno male che l’ho scoperto in tempo, perché così mi sono anche rassegnata a fare a meno del cane da difesa: infatti quelli che li preparano sono tutti addestratori, brrrr! Che rischio abbiamo corso, povero Milo mio!

diariosciura7Martedì
Mi sono iscritta a un gruppo di cinofili  su Internet, perché stavolta non voglio proprio sbagliare. Ho chiesto agli altri iscritti, che sono tutti esperti di cani da tanti anni, dove potrei andare ad educare Milo… ed è scoppiato il finimondo. Si sono messi subito a litigare tutti tra loro. Una signora molto carina ha fatto il nome di X, e gli altri subito a dire che naaaahhh, quello lì era  un venditore di fumo e i cani non imparavano niente. Piuttosto avrei dovuto andare da Y, che quello sì che era bravo… e gli altri subito a dire che naaahhh, è uno stronzo che picchia i cani quando il padrone non vede. Poi è saltato fuori il nome di Z, ma anche su quello hanno detto di tutto: rovina i cani perché li fa diventare degli zombie rincoglioniti… insomma, alla fine stavano tutti ad accapigliarsi e nessuno mi filava più.
Allora mi sono iscritta a un altro gruppo, stavolta tutto di proprietari di Jack Russell: lì una signora (che ha chiamato anche lei Milo il suo cane: curioso, no?) mi ha detto di non spendere soldi sui campi, che lei il suo cane l’ha addestrato guardando una trasmissione su Cielo. Interessante! Subito sotto un’altra proprietaria di Jack (anche il suo si chiama Milo, guarda che combinazione!) ha cominciato a inveire dicendo che quella trasmissione lì è tutta fasulla, che lo “psicologo canino” è un maltrattatore, che dovrei invece guardare un’altra trasmissione di una tizia inglese che educa col metodo gentile. Però a quel punto un utente maschio, che ha un Jack di nome Milo, è saltato su dandole della cretina e dicendole che quella lì è così gentile che consiglia l’eutanasia quando non riesce a risolvere i problemi dei cani che le portano. E si son messi tutti a litigare, di nuovo.
Io mi sto domandando due cose: a) sarà troppo tardi per cambiare nome a un cane? b) e se mi comprassi un bel libro che mi insegni ad educare il mio Jack?

Mercoledì
Sono stata in libreria e mi sono comprata tutto. Tutti i libri che c’erano sui cani. Erano tantissimi e ho speso un capitale, ma i libri forse mi aiuteranno e soprattutto non si scanneranno tra loro…

diariosciura8Una settimana dopo
Mi sbagliavo: si scannano tra loro anche i libri. Nel senso che più o meno dicono tutti le stesse cose, però ogni autore sostiene che quelli che seguono un metodo diverso dal suo (anche se dicono le stesse cose sue) sono dei torturatori di cani oppure degli ignoranti che di cani non ne hanno mai visto uno. Be’, non è che lo dicano proprio chiaro e tondo, ma lo lasciano intuire chiaramente tra le righe.
A questo punto mi sono rotta.
Anzi, soprattutto si è rotto mio marito, che stamattina è esploso: “Ora basta! Telefono a mio cuggino, che di cani ne capisce perché ha avuto un pastore tedesco alto così, e mi faccio spiegare da lui come si fa. E il cane lo addestro io, tu fila in cucina!”
In cucina ci sono andata con l’idea di prendere un piatto e tirarglielo: però alla fine non l’ho fatto, perché un po’ di ragione ce l’ha.
Ha ragione anche quando dice che di Milo ce ne sono troppi: e pensare che mi era sembrato un nome così originale! Ma ieri sera l’ha portato lui  al parchetto, ha chiamato  “MILOOOO!”  e sono arrivati sei cani. E va bene, gli cambio nome: tanto si abituerà, è ancora giovane… e poi non è che abbia mai risposto al richiamo, a dire il vero.
Lo chiamerò “Jack”, come la sua razza. Stavolta non dovrebbero essercene troppi altri.

Jack Russell Terrier SnarlingSei mesi dopo
Jack mi ha morso. Di nuovo!
E se la prima volta forse aveva un buon motivo, perché gli ho messo le mani nella ciotola e lui non vuole, stavolta non ho proprio capito perché l’abbia fatto: volevo solo che scendesse dal divano, non gli ho mica fatto niente di male!
Al parchetto una signora (che ha un Jack Russell di nome Jack) mi ha detto che sarei dovuta andare da un mentalista.
Eh?!?
Poi ho letto su Internet che invece si chiamano comportamentalisti: me ne hanno consigliato uno nella mia città e ci sono andata subito, ma lui mi ha detto che dovrei castrare Jack.
Ma perché??? Mi ha morso, mica mi ha violentato!
Adesso ho paura perché ha già ringhiato due volte anche a Marina: e al mio cane voglio bene, ma mia figlia conta di più.
Sono disperata, non so che fare: non avrei dovuto prenderlo, non eravamo pronti, non ne sapevamo abbastanza. Io ero convinta che su Internet, con tutti i cinofili che ci sono, avrei trovato un sacco di consigli e di indicazioni utili, ma… avrei dovuto incontrare subito un’amica di Facebook che mi sono fatta recentemente (e che ha un Jack russell di nome Jack): mi ha detto che su Internet sono tutti matti. E forse ha ragione.
Basta, a questo cane voglio dare ancora una possibilità: ma è l’ultima. Gliel’ho anche detto chiaro e tondo sul muso: se si comporta ancora così, dovrò trovargli un’altra famiglia.
Anzi, nemmeno: perché… se poi morde anche loro?
No, non la voglio questa responsabilità:  temo proprio che dovrò portarlo al canile.

NOTA: questo diario, ovviamente, è del tutto inventato… ma non c’è niente di realmente inventato, perchè questo è un po’ un riassunto di tutti i messaggi, email, telefonate che ricevo ogni santo giorno.
Se il diario è finto, insomma, gli avvenimenti raccontati sono tutti veri: e forse dovremmo rifletterci un po’ sopra. Tutti quanti.

 

Internet e il primo cane: diario di una neofita è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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Una poesia tutta per mehttp://www.tipresentoilcane.com/2014/12/12/una-poesia-tutta-per/ http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/12/una-poesia-tutta-per/#comments Fri, 12 Dec 2014 06:12:51 +0000 http://www.tipresentoilcane.com/?p=35839 di VALERIA ROSSI – Ebbene sì, proprio tutta per me… che commozione, neppure quand’ero una ragazzina abbastanza caruccia mi avevano mai dedicato una poesia! Adesso che son tardona e inguardabile, le speranze di ricevere versi da qualche umano erano proprio arrivate sottozero… ma ci ha pensato una cagnolina. E non una qualsiasi: una che mi ...

Una poesia tutta per me è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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yumi1di VALERIA ROSSI – Ebbene sì, proprio tutta per me… che commozione, neppure quand’ero una ragazzina abbastanza caruccia mi avevano mai dedicato una poesia!
Adesso che son tardona e inguardabile, le speranze di ricevere versi da qualche umano erano proprio arrivate sottozero… ma ci ha pensato una cagnolina.
E non una qualsiasi: una che mi aveva trovato antipatica a prima vista.
E’ successo a Palermo, al mio ultimo seminario: laddove un cagnolone molto felice di vivere e molto incapace di usare i freni, appena prima che iniziassimo, ha travolto di brutto una corsista, facendola cadere e facendoci temere che si fosse seriamente lesionata un ginocchio (per fortuna non era niente di grave e la signora, dopo una rapida visita al pronto soccorso, è riuscita a partecipare al seminario).

yumi3Nel momento di panico che è immediatamente seguito all’incidente siamo corsi tutti a vedere come stava l’infortunata, che era caduta in un’area di sgambamento localizzata un bel po’ più in alto della zona in cui si teneva il corso: purtroppo io ho sia le gambe che il fiato corti, quindi sono arrivata un po’ in ritardo, ansimando come una locomotiva per la salita (sì, lo so che fumo troppo…) e col cappuccio in testa perché faceva freddizzzzimo.
La cagnolina, una shiba dal musetto adorabile ma dal tipico carattere da Samurai, si è girata, mi ha visto spuntare di colpo tra i cespugli (in un momento di tensione generale che già doveva averla messa un po’ in agitazione) e ha deciso che qualsiasi cosa fosse successa, doveva essere tutta colpa mia.
Quindi mi ha abbaiato tutta la sua riprovazione e per tutta la giornata di sabato mi ha tenuta a debita distanza.
Mi ci è voluto un bel po’ per  convincerla che non ero poi ‘sto mostro a due zampe: ma finalmente, la domenica, mi ha gratificato di feste e bacini. E stasera ho trovato la sua poesia, che voglio condividere con voi perché è davvero carinissima:

Lo stivale

L’ Italia, si sa, è un lungo stivale
per molti stretto
e fatto anche male.
Non è alla moda,
un po’ “scontato”,
per niente comodo per chi c’è nato!
Quando lo indossi perchè forzato
ti fermi subito demotivato,
ma se lo calzi con del coraggio
torni arricchito
dal tuo bel viaggio.
Così, incurante dei mille fossi,
si mette in marcia
la nostra Rossi,
con passo svelto
e mai malfermo
arriva giù, fino a Palermo!
La guardo attenta
e incuriosita,
cosa vorrà la strana tipa?
I miei compagni son scalmanati,
e i “non pelosi” più che eccitati!
Io sto in disparte,
mi muovo poco
e non partecipo al loro gioco.
Di questa qui
mica mi fido
e sotto i  baffi io me la rido…
Sono uno shiba,
ne vado fiera,
mia cara “odor di ciminiera”!
Ti tengo il muso,
faccio l’offesa
quasi sicura della tua “resa”,
poi tu mi guardi,
stendi una mano…
muoviti piano,
essere umano!
“Vedo” il tuo sguardo,
“sento” il tuo odore
ed ecco il mondo cambiar colore.
E la tua voce mi dà conforto,
lo so, ho sbagliato
e ammetto il torto!
Ti chiedo scusa,
facciamo pace,
anche se Shiba, ne son capace!

Yumi

yumi2

Foto: Nicola Gabriele Lipani

 

Una poesia tutta per me è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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E l’ “italiano medio” colpisce ancora…http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/12/e-l-italiano-medio-colpisce-ancora/ http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/12/e-l-italiano-medio-colpisce-ancora/#comments Fri, 12 Dec 2014 06:08:36 +0000 http://www.tipresentoilcane.com/?p=35855 di VALERIA ROSSI – No, non è che ce l’abbia col Corriere della Sera, anche se ultimamente lo sto citando sempre più spesso: è che i suoi lettori – ovvero “l’italiano medio”, essendo il Corriere il primo quotidiano italiano per diffusione – a volte fanno davvero cadere le braccia con i loro commenti. Non le ...

E l’ “italiano medio” colpisce ancora… è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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dog-facepalmdi VALERIA ROSSI – No, non è che ce l’abbia col Corriere della Sera, anche se ultimamente lo sto citando sempre più spesso: è che i suoi lettori – ovvero “l’italiano medio”, essendo il Corriere il primo quotidiano italiano per diffusione – a volte fanno davvero cadere le braccia con i loro commenti.
Non le fanno cadere solo quando si parla di cani, purtroppo. Come mi ha fatto (elegantemente) notare il figlio…
… sul Corriere:
articolo sui cani = 206 commenti a cazzo
articoli su reati di stranieri = millemila commenti a cazzo
articoli su reati di italiani =  10 commenti
Giusto perchè l’italiano medio non è razzista, ignorante e campanilista.
Qui comunque ci occupiamo di cani, quindi mi limito a parlare dei commenti apparsi in calce all’articolo “Nove buone ragioni per avere un cane” (sottotitolo: Argomenti rigorosamente scientifici per accogliere un «migliore amico dell’uomo» in famiglia).
Il pezzo cita vari studi che hanno dimostrato appunto scientificamente (se mai ce ne fosse stato bisogno) che i cani:
– Mettono allegria
– Sono fedeli
– Favoriscono la socialità
– Aiutano a tenersi in buona salute
– Rendono più attivi
– Salvano delle vite
– Offrono uno scopo (nella vita)
– Fanno aumentare l’autostima
– Favoriscono la produzione di ormoni “positivi”.
Niente che i cinofili non sapessero già da secoli, senza bisogno del sostegno scientifico: ma è sempre bello avere un supporto accademico alle nostre convinzioni e l’articolo di Simona Marchetti offriva esattamente questo, né di più né di meno.
Invece i lettori del Corriere ci hanno offerto la consueta overdose di comicità cinofoba tanto involontaria quanto spassosa, con perle di questo livello:
Un’ottima ragione scientifica per non averlo è che tutti i cani del mondo consumano carne, carne che deve essere allevata, e per allevarla alcuni terreni selvaggi devono essere convertiti all’agricoltura e su quei terreni ci stavano altri animali che avevano anche loro diritto di vivere”.
Cioè, secondo questo bel personaggio l’allevamento intensivo avrebbe l’unico scopo di dar da mangiare ai cani!?!
Facepalm, come da foto in apertura.
Purtroppo il tono di tutta la discussione è veramente di una banalità disarmante: se da un lato i cinofobi sproloquiano, dall’altro i cinofili rispondono con una caterva di luoghi comuni (“I cani sono angeli”, “Non ci sono cani cattivi ma solo cattivi padroni”, “Meglio i cani che le persone” eccetera eccetera).
Almeno  i cinofobi fanno ridere.

commcorr4Come questo commentatore lapidario: “Più bambini meno cani“.
Così, senza manco una virgola.
Il bello è che poco più sotto si legge: “Il cinofilo raramente è filantropo. Sovente misantropo con una particolare avversione per i bambini che considera in competizione con il suo fido quadrupede” (NOI, eh?).

commcorr2La maggior parte dei commentatori, comunque, ce l’ha con le cacche (e a volte anche con le pipì, ma meno): e questi hanno anche ragione, porelli… ma vorrei capire per quale motivo sembrino tutti convinti che invece ai proprietari di cani entusiasmi proprio pestar merda. I proprietari civili non soltanto raccolgono (ci mancherebbe altro!), ma si schifano esattamente come i cinofobi quando incontrano il risultato dell’altrui inciviltà. E non solo si schifano: a loro girano doppiamente le palle, perché sanno già benissimo che ogni proprietario che fa finta di niente e si allontana fischiettando causerà attacchi gratuiti anche a chi va in giro rigorosamente fornito di sacchetti, palette e quant’altro.
Quindi, gentilmente, la vogliamo finire di pensare che ogni proprietario di cane non solo sia automaticamente un gran cafone, ma provi un gusto inenarrabile nel fare lo shit-slalom?

commcorr5Altro argomento assai sentito, l’igiene.
Tale M. Montaldo, dopo aver sostenuto che i cani gli fanno schifo, declama: “Sono animali fondamentalmente poco puliti, tendono a male odorare e sono rumorosi. Quelli di taglia medio-grande sono poi abbastanza irruenti ed ingombranti“.
Io vorrei sapere se il signor Montaldo è mai salito su un tram all’ora di punta. O se è mai entrato in un gabinetto pubblico. No, perché in questo caso dare dei puzzoni ai cani sarebbe davvero spudorato.
Poi “rumorosi, irruenti e ingombranti”… magari anche sì. Ma io ho messo fine, un annetto fa, ad una relazione ventennale, per vari motivi, diciamo così, “caratteriali” che oggi come oggi sembrerebbero essere superati: be’, giuro che se ci sto ancora pensando e rimuginando, all’idea di riprendere questo rapporto, è più che altro per il fatto che l’umano in questione russa come se non ci fosse un domani, pesa centodieci chili e quando dorme sbanatta, scalcia e una volta mi ha pure tirato una manata sul naso, proprio il risveglio delicato che ogni donna sogna.
Nessunissimo cane mi ha mai rotto così tanto le palle a letto (e neanche fuori dal letto, per dirla tutta), e probabilmente l’umano me lo riprenderei subito se solo potessi metterlo a dormire in un kennel.
Comunque il tormentone più gettonato è quello del cane “che prima si lecca il pene e poi sbava sul cuscino” (o “poi ti lecca la faccia”, o altro).

gabriele-dannunzioOkay.
Qui non c’è solo la freudiana invidia del pene: c’è l’invidia per chi riesce a leccarselo da solo.
No, perché a parte il buon D’Annunzio (del quale si dice che si fece togliere due costole per riuscirci: spero si trattasse solo di una leggenda), sono fortemente convinta che qualsiasi umano maschio, se potesse, non perderebbe occasione.
Almeno a giudicare dalla frequenza e dall’entusiasmo con cui si ravanano i maroni, vien da pensare che  ci darebbero dentro alla grande.
E comunque, maschietti belli, sappiate che se a voi dà fastidio il cane, che del tutto innocentemente si dà una ripulitina e poi magari ti ammolla una leccata, a noi dà fastidissimo vederci porgere una mano che un attimo prima stava a pastrugnare dentro i calzoni.
E al vostro:  “Ohhh, tanto piacere di conoscerlaaaa!” diventa proprio difficilissimo rispondere “piacere mio”.
Se è per questo ci schifa anche che innaffiate muri, alberi e quant’altro di verticale incontriate sul vostro cammino:  perché voi lo fate esattamente come i cani, con la piccola differenza che loro non hanno scelta, mentre voi ce l’avreste. Eppure conosco uomini che asseriscono convinti che “non c’è gusto a pisciare in un gabinetto: vuoi mettere l’aria aperta?”.
Che cos’hanno, il capitone accaldato e bisognoso di rinfrescarsi? Sbiaditello e desideroso di abbronzarsi?
E vogliamo parlare delle allegre “pisciate in compagnia”, goliardica abitudine che se solo spira un alitello di vento porta immancabilmente l’uno a sgocciolare sulle scarpe dell’altro? E poi con quelle scarpe lì salite sulla nostra macchina, col sorrisone beota di chi si è tolto una soddisfazione suprema.
I cani fanno schifo? Po’ esse.
Però la Bisturi, pur essendo una ruttatrice professionista, dopo mangiato mi guarda con l’occhio languido, fa “burp” e mi fa sorridere: il figlio beve una Coca Cola e con un BRROOOOOOTTTT mi fa la permanente.
Va bene che risparmio sul parrucchiere, però chi faccia più schifo è tutto da stabilire.

E l’ “italiano medio” colpisce ancora… è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/12/e-l-italiano-medio-colpisce-ancora/feed/ 336
Uomo morde cane. Ma…http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/11/uomo-morde-cane-ma/ http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/11/uomo-morde-cane-ma/#comments Thu, 11 Dec 2014 07:45:02 +0000 http://www.tipresentoilcane.com/?p=35827 di VALERIA ROSSI – Un tempo lo si diceva alle scuole di giornalismo: il cane che morde un uomo non è una notizia, l’uomo che morde un cane sì. Ed eccoci serviti. Solo che… io questo articolo non sapevo se metterlo sotto “news” o sotto “umorismo”. Ve lo copincollo qui sotto per intero (se preferite ...

Uomo morde cane. Ma… è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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di VALERIA ROSSI – Un tempo lo si diceva alle scuole di giornalismo: il cane che morde un uomo non è una notizia, l’uomo che morde un cane sì. Ed eccoci serviti. Solo che… io questo articolo non sapevo se metterlo sotto “news” o sotto “umorismo”.
Ve lo copincollo qui sotto per intero (se preferite il link originale, eccolo qua), così leggete tutto per benino prima di qualsiasi commento:

uomomordecane
Allora, primo commento: o l’impiegato quarantenne M.P. è parente stretto di Tyson, oppure ha infiorato un filino la vicenda.
No, perché ‘sto “grosso randagio” che prima se la prende col cagnolino al guinzaglio, poi “tenta di azzannare lui al viso e al collo”… e alla fine scappa perché lui gli addenta un orecchio, è quantomeno poco credibile.
Vogliamo dire pochissimo credibile? Diciamolo.
Perché ci potrebbe anche stare, ma è altamente insolito, che un randagio vada ad attaccare un cucciolotto al guinzaglio.
I randagi normalmente hanno un certo timore dell’uomo e quindi la presenza di M.P. avrebbe dovuto fare da deterrente… ma mettiamo pure che fin qui la storia sia accettabile.
Magari il piccoletto ha ringhiato o abbaiato contro il cagnone (questo i proprietari non lo confessano MAI) e l’altro ha reagito. Magari è stato l’umano (che lo ammetterebbe ancora meno) a fare qualche gesto per scacciare il randagio. O magari al cagnone giravano le palle e ha deciso di mangiarsi un cagnolino: va bene, ammettiamo che possa essere andata così.
A questo punto, l’umano si mette in mezzo e comincia un “corpo a corpo” con un grosso cane, dal quale esce del tutto incolume (non si fa cenno neppure di un graffietto alla persona), mentre il grosso cane le busca e scappa sanguinante (alla faccia dell’impiegato!) dopo essere stato addentato all’orecchio e al collo.
Il lato più comico in assoluto sta nel fatto che il sottotitolo recita “Ora dovrà seguire un profilassi”: e uno pensa subito “il cane!”, visto che è stato l’unico a rimanere ferito. Invece no: la deve seguire il morsicatore, che in questo caso è quello a due zampe.
Al pronto soccorso c’è andato lui. Come dire: se domani sparo a qualcuno, poi vado io a farmi medicare perchè magari mi sono slogata il ditino premendo il grilletto.
Vabbe’, dài: non c’ero, non posso giurare su come si siano svolti i fatti, magari è anche tutto vero. Non ci credo, ma magari è vero.
Invece una cosa la so per certa, perché la vedo e la vedere anche voi: ad illustrare l’articolo ci hanno messo la foto di un pit bull.
Ma perché?!?!
Si trattava di “un grosso randagio”, che evidentemente col pit bull non aveva neanche una vaga somiglianza (altrimenti avrebbero scritto subito “pit bull” anche nell’articolo). Dunque, chemminchia c’entra ‘sta foto?
Vogliamo continuare in eterno a criminalizzare questi cani anche quando non c’entrano un accidenti con la notizia?
Io vorrei sapere come reagirebbe il redattore che ha scelto questa foto, se domani uscisse un articolo che parla di un padre che ha sterminato tutta la famiglia, e a corredo di mettessero la faccia sua. E dopodomani, titolone: “Arrestato capomafia latitante da dieci anni”… di nuovo con la sua foto. E avanti così per innumerevoli notizie e innumerevoli articoli su criminali, omicidi, maniaci sessuali.
Scommettiamo che non la prenderebbe proprio benissimo? Scommettiamo che farebbe causa a qualcuno?
Il pit bull questo non lo può fare, ed è per questo che chi sceglie immancabilmente le loro foto per corredare articoli di aggressioni canine possono continuare a farla franca.
Però, sappiatelo:  è scorretto. E’ indecente. E’ una Stronzata con la Esse maiuscola.
Al di là della comicità insita in questo specifico pezzo (e al di là del grido che mi sorge spontaneo dal cuor: “Don’t try this at home!”… perchè non vorrei mai che qualcuno si mettesse in testa che il miglior modo per uscire sani e salvi da una rissa canina sia quello di mettersi a mordere i cani), la foto mi ha fatto proprio incazzare: anche perché è la millesima volta che succede (e se non sono pitbull, sono rottweiler).
Quindi, cari redattori e affini: la vogliamo finire di usare foto ad capocchiam?
Grazie.

Uomo morde cane. Ma… è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/11/uomo-morde-cane-ma/feed/ 29
Caro Diario… (17)http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/11/caro-diario-17/ http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/11/caro-diario-17/#comments Thu, 11 Dec 2014 06:53:26 +0000 http://www.tipresentoilcane.com/?p=35810 di VALERIA ROSSI – 11 dicembre 2014 Caro Diario, ci siamo fatte le preventive. Ma sì le lastre: quelle per vedere se ci sono segni di displasia dell’anca e/o del gomito. “Ci siamo”?, dirai tu. Semmai se le sarà fatte Samba: anzi, tu le avrai fatte fare alla povera e inconsapevole Samba, che arriva sempre ...

Caro Diario… (17) è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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IMG_0934di VALERIA ROSSI – 11 dicembre 2014
Caro Diario, ci siamo fatte le preventive. Ma sì le lastre: quelle per vedere se ci sono segni di displasia dell’anca e/o del gomito.
“Ci siamo”?, dirai tu. Semmai se le sarà fatte Samba: anzi, tu le avrai fatte fare alla povera e inconsapevole Samba, che arriva sempre dal vet tutta scodinzolante e felice e stavolta si è beccata un’anestesia ed è poi stata stiracchiata come Tiramolla (nella foto, l’espressione da poveravittima della cana appena rientrata a casa e non ancora del tutto sveglia).
Sì, vabbe': ad essere addormentata e stiracchiata è stata indubbiamente lei. Però “ce le siamo” fatte lo stesso, ‘ste benedette lastre, perché io ci ho messo tutta la parte angoscia-preoccupazione-timori vari.
Cominciando dal fatto che un cucciolo di una cucciolata precedente della Sciurallevatrice, quindi con geni parzialmente in comune, non si è più risvegliato dopo l’anestesia (e sicuramente avrà sbagliato il vet, visto che è stato l’unico a cui sia successa una tragedia simile… però il cagotto ti viene lo stesso) e arrivando al fatto che Samba ogni tanto “marcasse” un po’ davanti, ovvero manifestasse qualche lieve zoppia.
Vero è che era successo dopo giochi esagggerati con amici più cinghialeschi che canini (in una di queste occasioni si è presa un’alana sparata su una spalla: lei ha inchiodato e l’alana – sua coetanea, ma ovviamente un bel po’ più grossa di lei – ha tirato dritto, si è sentito un CAINNNNN! da far tremare i muri ed io ho pensato immediatamente “olè! Ci siamo garantite la displasia per motivi ambientali”): però l'”ogni tanto” bastava e avanzava per farmi intravvedere futuri scenari di cane zoppetto che mai e poi mai avrebbe potuto cimentarsi in UD, anzi magari avrebbe avuto bisogno di costosi interventi e di lunghe e penose riabilitazioni.
Insomma, diciamolo: quando si tratta dei miei cani, sono più ansiosa della più ansiosa delle Sciuremarie. Sono arrivata perfino a pensare (giuro) che qualcosa di sgradevole da ‘ste lastre sarebbe dovuto saltar fuori per forza, perché la puntata di “caro Diario” in cui ne avrei parlato sarebbe stata la numero 17, che porta sfiga.
Ma si può? Sì, si può.
E non conta più nulla il fatto che la genetica sia promettentissima (tutti esenti da displasia da generazioni), né che tu ti sia schiantato la schiena per portare la cana in braccio su per le scale fino a quattro mesi; che sia stata sempre attentissima a non farla esagerare durante i giochi (come se fosse davvero possibile, vedi caso dell’alana: però, insomma, almeno nei tempi e negli spazi ci ho sempre provato); che Samba non abbia mai saltato più di dieci centimetri e che ancora adesso la prenda in braccio (a rate, prima il davanti e poi il didietro, perché proprio “in braccio” non riesco più a tenercela) per farla salire in macchina. Sono entrata dal vet fingendo la nonchalance dell’allevatrice smaliziata che ha già fatto migliaia di lastre (e le ho fatte davvero: ma non erano molossoidi…) e immaginando scenari apocalittici, col cuore che andava fuori giri.
Invece no. Non era il caso.
Anche e gomiti di Samba stanno splendidamente: nessunissimo segno di displasia. L’unico microproblema è la frammentazione di un sesamoide nel piede destro, ma questo è proprio tipico dei rottweiler e normalmente non comporta conseguenze di sorta.
Quindi potremo lavorare tranquille almeno fino al momento delle radiografie ufficiali, quando ricomincerò ad avere la tachicardia e il fiato corto, magari un po’ meno dopo queste preventive così incoraggianti, ma non troppo meno (mi conosco): però per quelle si deve arrivare ai quindici mesi, ne abbiamo appena compiuti otto e quindi c’è tempo.

IMG_0926Passiamo ad altro: “altro” che vede l’ormai “grande” fanciulla (a otto mesi si è solo pre-adolescenti, per carità: ma chi non ha mai detto al figlio decenne “ormai sei grande”?) sempre più impegnata in attività distruttive. Si è fatta fuori il tavolino del salotto, come ti dissi nella scorsa puntata; ha ridotto come da foto a destra il cappello del mio ex-e-forse-di-nuovo compagno (ma il “di nuovo” è tutto da stabilì, vista l’accoglienza ricevuta quando è venuto a trovarmi: per fortuna adora i cani); sminuzza sistematicamente qualsiasi fazzoletto di carta io dimentichi in qualsiasi luogo e in qualsiasi lago (ma giuro, NON me li dimentico! Ogni sera faccio il possibile per levarli tutti di mezzo, li faccio sparire, controllo bene che non ce ne sia rimasto nemmeno uno… e la mattina dopo, immancabilmente, ho il pavimento tapezzato di coriandoli bianchi. Dove li prenda, mi è ignoto. Secondo me li fabbrica nottetempo).
Siccome è impossibile coglierla sul fatto, perché i fattacci avvengono sempre quando io sto dormendo il sonno della giusta, ed è altrettanto impossibile sgridarla a priori, specie per qualcosa che prima non aveva mai fatto… la logica conseguenza è stata quella di prendere un kennel per la notte.

IMG_0921Un groooooooooooooooooosso kennel perché lei ormai è un grooooosso cane (30,5 kg, ha decretato la bilancia del vet prima delle lastre) e perché inzomma, va bene farcela dormire dentro, ma che almeno dorma comoda.
Bene, preso groooooosso kennel, indovina un po’ chi ne ha preso subito possesso e non intende schiodarsi (il suo sarebbe quello a fianco, che si intravvede sulla destra: prego notare le dimensioni)?
Comunque la sistemazione è solo notturna: o meglio, ci vanno (tutte e due) anche di giorno, ma per libera scelta e con la porta aperta, soprattutto quando devono contendersi ossetti, giochini e affini.
Che, a proposito, durano sempre meno.
Ah, premessa: in realtà i cani NON dovrebbero avere giochi a loro disposizione. Lo scrivo, lo dico e lo ripeto da sempre: il cane deve giocare con noi e solo con noi, perché è uno dei modi più sicuri e produttivi che abbiamo per ingaggiarlo e per far sì che desideri moltissimo lavorare al nostro fianco. Questo sulla carta.
Se però di cani ne hai due, e se hai anche una vita e magari qualcosetta d’altro da fare, in questa vita, oltre a giocare con i cani… allora ogni tanto devi per forza tirare il fiato e lasciare che si arrangino un po’ tra loro. Io ci ho provato, a lasciare che si arrangiassero senza giochini di mezzo: ma in questo modo loro a) fanno la lotta, cosicché io devo scrivere con un sottofondo di GROARRR GRRRR WOFF! GROARRRR che non aiuta molto la concentrazione, oppure b) giocano a rincorrersi. Dentro una stanza 5×5 metri, che non è proprio l’ideale per questo tipo di attività.  Quando giocano in questo modo, tra l’altro, Samba ritiene che il divano sia compreso nella zona da percorrere pancia a terra. Risultato, ha sfasciato un bracciolo e mezzo sfondato un posto a sedere, quindi mi toccherà comprare un divano nuovo quanto prima (leggi: quando si sarà data una calmata. Spero non a tre anni, perché sul divano sfondato non è che si stia proprio comodissimi).

IMG_0939Chi pensa di starci ancora comodo sono i piccioni. No, non intesi come uccelli (almeno quelli, per il momento, in casa mancano), ma intesi come figlio e relativa fidanzata (nonché allevatrice di Samba). Più che piccioni, insomma, piccioncini: anche se loro si autodefiniscono (e a buona ragione, devo dire) “orsi”. Un grizzly e una panda, per la precisione.
Comunque, sta di fatto che loro sul divano amerebbero svaccarsi e cippiccioppare un po': presumibilmente da soli. Ma non è che gli riesca proprio benissimo.
Prego notare che la delicatezza di Samba è tale da far mandare segnali di calma persino alla Bisturi.
Non mi è ancora ben chiaro se questi assalti al treno siano dovuti ad amore sfrenato per gli umani (anche se è indubbio che Samba va fuori di testa ogni volta che vede Fabiana) o se lo scopo recondito sia quello di liberare il divano, per poi occuparlo tutto loro. Facciamo finta che sia amore,  va’.

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IMG_0923Ah, a proposito di amore… Samba e il figlio, secondo me, stanno sviluppando una strana specie di simbiosi che li porta ad assomigliarsi sempre più. No, purtroppo per lui non è il figlio a diventare peloso: di capelli gliene restano sempre tre.
Però mi sa che l’uno o l’altra abbiano frequentato a mia insaputa qualche corso di telepatia, perché si muovono all’unisono e assumono posizioni inquietantemente affini (non chiedermi dove sia finita l’altra ciabatta, please).
Ora, tu dirai: ma sti cani, sempre sul divano stanno? E il super-cane da lavoro, e l’UD, e gli attacchi e le piste e tutto il resto?
Be’, facciamo anche quelli, ovvio: solo che mentre lavoro con Samba non posso anche fotografarla. Poi in realtà non è neanche che abbia lavorato molto, in questi ultimi giorni: un po’ perché ha fatto un tempo da schifo e un po’ perché aspettavo di conoscere il responso delle lastre.
Anche per questo, essendo la cagna un filino “carica”, ho comprato giochini e giochetti affinché si sfogasse. E devo dire che il prossimo mutuo non mi toccherà accenderlo per il divano, come qualcuno potrebbe chiedere: no, mi toccherà farlo per riuscire a comprare altri giochini.

IMG_0936Giusto per chiarire il concetto: ieri ho comprato due trecce e quattro ossoni di pelle di bufalo, più una pallina “garantita robustissima” dal pet shop (sì, lo so che garantiscono tutto come robustissimo: ma uno a volte si illude…). Totale, ventidue euro.
Non posso fare foto agli ossetti e alle trecce di pelle, perché sono immediatamente scomparse nei meandri degli apparati digerenti canini. In compenso posso mostrarvi la foto della pallina dopo mezz’ora di Samba.
Ah, dimenticavo: i pezzi mancanti, in grandissima misura, sono stati sparsi a mo’ di coriandoli sul pavimento (insieme al fazzolettino di carta quotidiano) e sono già stati scopati via. Ma stavolta qualche pezzo è stato anche ingurgitato, a quanto pare, perché Samba ha visto bene di vomitarmelo praticamente sui piedi, dieci minuti fa.
Io stavo scrivendo questo articolo e avevo la macchina fotografica a dieci centimetri di distanza, quindi sono stata tentata di immortalare l’aulico momento: ma poi ho pensato che fosse meglio lasciar perdere e sono andata a prendere scottex e mocio, che da sei mesi sono diventati i miei amici del cuore (io non ho mai scopato/lavato/roombato/braavato così tanto in vita mia, per poi avere i pavimenti più sporchi di sempre).
Vabbe’, dài: comunque la displasia (per ora) non ce l’abbiamo!

Caro Diario… (17) è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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Cinofilia a Palermohttp://www.tipresentoilcane.com/2014/12/10/cinofilia-a-palermo/ http://www.tipresentoilcane.com/2014/12/10/cinofilia-a-palermo/#comments Wed, 10 Dec 2014 06:21:39 +0000 http://www.tipresentoilcane.com/?p=35780 di VALERIA ROSSI – Questo week end ho tenuto un seminario a Palermo, presso il centro cinofilo “Scialuricani”: c’ero già stata due anni fa e sono stata felice di tornarci perché le ragazze del centro, oltre ad essere delle vere amiche, sono cinofile vere. Preparate, rispettose dei cani, desiderose di imparare sempre di più… insomma, ...

Cinofilia a Palermo è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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1458531_10205625910957015_2734405480807320767_ndi VALERIA ROSSI – Questo week end ho tenuto un seminario a Palermo, presso il centro cinofilo “Scialuricani”: c’ero già stata due anni fa e sono stata felice di tornarci perché le ragazze del centro, oltre ad essere delle vere amiche, sono cinofile vere. Preparate, rispettose dei cani, desiderose di imparare sempre di più… insomma, brave.
Ma non è tanto di questo che voglio parlare, quanto delle domande che mi hanno fatto in molti al ritorno.
Domande tipo “Ma che gente ci viene a un tuo seminario a Palermo?” (in tono scettico, col sopracciglio alzato), o “Che cani c’erano? Tutti pit bull e affini?”
Mah. A  dire il vero c’era una marea di golden, due labrador (una femmina e un maschio matto come un cavallo, ma stupendo!) un vizsla, un bassethound, uno shiba (femmina, carinissima, a cui sono stata antipatica per tutto il primo giorno: poi abbiamo fatto pace), diversi meticci. Tutti ‘sti pit bull, o erano travestiti bene oppure non c’erano.
Quanto alla gente, c’era esattamente la stessa che incontro nei seminari che tengo al Nord: quasi tutte ragazze (ormai la  cinofilia è femmina, non si scappa!) e rari maschietti. Mediamente tutti di buona cultura cinofila, assolutamente tutti innamorati persi dei loro cani.

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1016886_10205625927197421_2169955621832374507_nLa differenza con il Nord direi che sta solo nella bellezza mozzafiato del paesaggio.
Poi sì, è vero che quando ti muovi in macchina incontri più randagi che al Nord: ma qui non c’entrano i cinofili, c’entrano le istituzioni. O meglio, “non” c’entrano, perché poco o nulla fanno per arginare il fenomeno; anche perché il randagismo, in tutta Italia, fa comodo alla criminalità organizzata, e questa è un pochino più diffusa al Sud.
“Un pochino” sul serio, non ironicamente: perché ormai la mafia sta ovunque ed è inutile illudersi che sia solo un fenomeno siciliano.
Ci sarà nata, in Sicilia, ma ormai è dilagata anche al Nord: la differenza sta nel fatto che in Sicilia ci sono davvero tanti giovani, tanti gruppi, tante associazioni che coraggiosamente la combattono, mentre da noi si fa finta di non sapere, si ignora il problema e alla fin fine ci si convive molto più “amabilmente” che al Sud.
Venerdì sera, al mio arrivo a Palermo, siamo andati a mangiare in pizzeria: il locale si chiama “Pizzeria Impastato” e lì per lì non ci ho fatto molto caso, perché questo è un cognome diffuso in Sicilia. Poi, sulle pareti, ho visto poster e fotografie in memoria di Peppino Impastato, e ho saputo che la pizzeria appartiene al fratello. Fa un certo effetto, ve l’assicuro, rendersi conto che personaggi quasi leggendari, vittime della lotta contro la mafia, sono stati “reali”: che hanno avuto una famiglia, degli amici, una vita vera che ha segnato quella di chi gli è sopravissuto.

10415709_10205625926637407_8645262094168226687_nCerto, la Sicilia è anche questo: ma non è solo questo e dovremmo ricordarci, almeno noi (perché lo Stato non se ne ricorda), di tutte le persone oneste, per bene, che pur vivendo a stretto contatto con questa realtà cercano di vivere in modo diverso, onesto e pulito… magari anche occupandosi dei propri cani, che sono in assoluto la cosa più “pulita” che c’è.
A me sono piaciuti molti, anche stavolta, i partecipanti al mio seminario; mi sono piaciuti i loro cani, tutti equilibrati e sereni (anche quando i proprietari, proprio come al Nord, si facevano un sacco di pare temendo che avessero chissà quali problemi: anche in questo, davvero, tutto il mondo è paese!); mi sono piaciute le loro domande, intelligenti e puntuali.
Che gente c’era? C’era della gente.
C’erano dei cinofili, anzi soprattutto delle cinofile: e tra i rari maschietti c’era anche un bravissimo fotografo che si chiama Nicola Gabriele Lipani e che mi ha concesso di pubblicare alcune delle sue splendide foto.

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10409317_10205625947877938_9206842530573548981_nDa queste potete capire un po’ quello che abbiamo fatto: potete intuire anche che il tempo è stato un po’ ballerino e che si sono alternati sole e pioggia (e un freddo, è il caso di dirlo …cane! A Palermo mica me l’aspettavo!), cosicché i cani, di pulito, hanno mantenuto solo l’anima (però si sono divertiti un sacco).
Oggi, però, non mi andava di parlare di cose tecniche: ho preferito parlare delle persone, perché mi hanno un po’ infastidito quelle domande che sottintendevano una cinofilia “di serie B” solo perché si trattava del Sud. Leviamoci dalla testa i pregiudizi, amici: è vero, probabilmente al Sud c’è un po’ meno cultura cinofila che al Nord (lo so anche da sola, che gli ignoranti patentati non vengono certo ai seminari… ma lo stesso vale per Liguria, Piemonte, Lombardia…), ma ci sono anche davvero tante persone che dall’ignoranza (cinofila e non) vogliono uscire, che si danno da fare per conoscere meglio i loro cani e per poter lavorare con loro in modo rispettoso e corretto.
Insomma, non sentiamoci troppo “superiori”, perché non lo siamo: e i fenomeni negativi che sono “un po’ più” eclatanti al Sud rispetto al nostro Nord, aiutiamo a combatterli con forza, anziché fingere che appartengano ad un altro mondo da guardare con un certo snobismo.
Perché il mondo è lo stesso, perché il Paese è lo stesso in cui viviamo noi: e finchè ce la tireremo da “diversi”, non sarà mai un Paese davvero civile: nè dal punto di vista cinofilo, né da tutti gli altri.

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Cinofilia a Palermo è apparso originariamente su Ti presento il cane.

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