“Ti presento il cane” intende aiutare i proprietari a raccogliere elementi sufficienti per non essere più così disorientati di fronte all’interrogativo: cosa metto nella ciotola del mio cane?
Gli articoli sull’alimentazione non potranno darvi tutte le risposte e forse faranno nascere in voi altri dubbi: in questo campo più si legge, si chiede e ci si informa…più le cose si complicano e, a pari passo, le certezze diminuiscono.
Il nostro obiettivo è quello di fornire semplici (per quanto possibile) linee guida, valutando il più acriticamente possibile le opzioni di scelta e le varietà di pet food presenti sul mercato.
Non troverete in queste pagine scarni elenchi di nomi e marche, ma i trucchetti per capire voi stessi cosa è buono da mangiare e cosa invece è meglio evitare.

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Qualche volta vengo accusata di eccessiva pignoleria quando si tratta di mangimi o alimenti per i nostri amici a quattro zampe, ma è anche vero che “si è cioè che si mangia”.
Gli umani hanno la possibilità di scegliere come alimentarsi e di norma quando ci sediamo a tavola troviamo nel piatto qualcosa di diverso rispetto al pasto precedente; per il cane non è così, i suoi pasti sono tutti pressoché identici.

Se noi mangiamo qualcosa di “sbagliato adesso” in genere ce ne rendiamo conto e possiamo correre ai ripari con una cena più leggera: se si tratta del nostro cane, potrebbe essere impossibile accorgerci che lo stiamo alimentando quotidianamente con l’equivalente degli scarti di un fast food.
E’ inoltre bene ricordare che studi sempre più avanzati nel settore dell’alimentazione animale sono in grado di dirci cosa è adatto in una particolare stagione della vita o in caso di malattie e problemi fisici.
La somministrazione del cibo “adatto” può arrivare a fare mezzi miracoli, perché non approfittarne dunque?

LE DIVERSE POSSIBILITA’ DI ALIMENTAZIONE

Torniamo a noi: tanto per cominciare è bene dire che, in base ad una personalissima quanto grossolana divisione, quattro “sentieri” da seguire nell’alimentazione del cane. Dal più semplice e banale, l’alimentazione industriale, al BARF, semisconosciuto in Italia. Le quattro strade sono, nell’ordine:

1) alimenti industriali
2) alimentazione casalinga tradizionale (con cibi cotti)
3) misto delle due precedenti opzioni
4) BARF acronimo che sta per Bones and Raw Foods (ossa e cibi crude). Esiste anche chi combina carni crude a crocchette.

Cosa scegliere? La scelta dovete essere voi a farla in base al vostro cane e al vostro stile di vita… a me spetta solo il compito di raccontarvi vizi e virtù delle opzioni sopra elencate.
Ma prima di parlare di cibi dobbiamo aprire una grande, e indispensabile, parentesi sugli elementi nutritivi.

 

LA PIRAMIDE ALIMENTARE
Avete mai sentito parlare di piramide alimentare?
Nel caso del cane (come anche nel gatto e nell’uomo) troviamo alla base della piramide l’acqua.
Sì, spesso non ci si pensa ma l’acqua può arrivare a costituire dal 40 all’ 80% del peso di un animale. Le percentuali variano in base alla specie, all’età e ad altri fattori ma si tratta in ogni caso di una percentuale elevatissima in rapporto alla massa totale. Suonerà banale ma l’acqua non deve mai mancare nella ciotola del vostro cane e deve essere “rinnovata” spesso. Se il cane si alimenta a base di cibi freschi o umidi assimila una parte dell’acqua di cui necessita attraverso i cibi, lo stesso non si può dire con l’alimentazione secca: in caso il cane si nutra di crocchette il ciotolone d’acqua è di vitale importanza e deve sempre essere disponibile. In caso di particolari patologie può darsi che il veterinario vi consigli l’uso di acque minerali con un preciso contenuto di questo o di quell’altro minerale.

Sul secondo gradino della piramide troviamo i carboidrati, il cui compito principale è fornire energia, ovvero composti chimici a base di carbonio, idrogeno e ossigeno. I carboidrati si possono classificare in monosaccaridi, disaccaridi e polisaccaridi, alcuni dei polisaccaridi che risultano “indigeribili” si chiamano fibre, fermentano nell’intestino, regolano il transito intestinale e aiutano il colon a mantenersi in salute. Fonti di carboidrati più comuni sulle nostre tavole sono, pane, pasta, riso, dolciumi e via dicendo, quelle che si riscontrano più frequentemente nei cibi pronti per cani sono le farine di grano, di riso, di mais, di avena, orzo e la polpa di barbabietola.

Il terzo gradino è abitato dalle proteine, ovvero quei mattoncini su cui è costruito il corpo dei nostri amici a quattro zampe.
Le proteine sono costituite da composti più piccoli chiamati amminoacidi.
Gli amminoacidi principali sono 20 (ne esistono altri recentemente scoperti) e alcuni di essi chiamati “essenziali ” non possono essere costruiti dall’organismo ma devono essere assunti attraverso l’alimentazione.
Nel caso del cane gli amminoacidi essenziali sono dieci e si chiamano arginina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano e valina.
Troviamo proteine o meglio amminoacidi di buona qualità in uova, carne, pesce, latte e latticini e soia; altri vegetali (mais, riso, orzo, grano) contengono amminoacidi ma di minor valore nutritivo. Nell’alimentazione del cane la carne è la fonte proteica per eccellenza: possiamo scegliere tra pollo, tacchino, vitello, manzo, agnello, costosissima selvaggina e via dicendo.

Un discorso a parte merita la carne di maiale: il maiale ha un’eccellente digeribilità ma è “colpevole” di veicolare, in caso il suino fosse affetto, il morbo di Aujesky altrimenti detto pseudorabbia suina.
I casi di pseudorabbia suina in Italia sono piuttosto rari e gli istituti zooprofilattici annotano e sorvegliano ma molti preferiscono non rischiare.
E’ importante, nel caso si decida di adottare un mangime a base di carne di maiale, assicurarsi che le carni provengano da allevamenti controllati, spesso di proprietà delle aziende stesse.
Anche il pesce e le uova sono ottime fonti di proteine e se il cane li gradisce e li tollera esistono anche yogurt e latticini.

Riprendiamo ora a scalare la piramide alimentare: sul quarto gradino troviamo scritto “lipidi”.
I lipidi, se solidi a temperatura ambiente prendono il nome di grassi, se allo stato liquido di oli.
Anche i lipidi, al pari dei carboidrati, sono “energia” ma a differenza di questi ultimi i lipidi contengono il doppio delle calorie e vengono spesso messi da parte in vere e proprie “riserve” da utilizzare al momento opportuno.
Tra le altre funzioni di grassi e oli c’è quella di creare il microambiente adatto all’assorbimento delle vitamine liposolubili (A,D, E e K), di essere il principale costituente delle membrane cellulari, di contribuire allo sviluppo del tessuto nervoso e del tessuto della retina, di mantenere in salute pelle e pelo e di entrare in gioco in numerosi e complessi meccanismi biochimici tra i quali non possiamo dimenticare il processo di aggregazione delle piastrine.
Come abbiamo già visto accadere nel caso deli amminoacidi, non tutti i lipidi possono essere prodotti dall’organismo: sono i così detti acidi grassi essenziali o EFA (essential fatty acids) che devono essere assunti attraverso l’alimentazione.
I grassi che si trovano comunemente nei cibi per animali possono essere di origine animale come per esempio il grasso di pollo o vegetale come l’olio di semi di lino, anche l’olio di oliva è una fonte di lipidi.

Sul quinto gradino della piramide sfila la famiglia dei minerali dalle infinite e importantissime funzioni.
Possiamo sommariamente dividerli in macro minerali di cui il nostro cane necessita alcuni grammi al giorno e micro minerali, di cui ne bastano pochi grammi.
Sono macro minerali calcio, fosforo, potassio, sodio, cloro e magnesio, appartengono al gruppo dei micro ferro, zinco, rame, manganese, selenio, iodio.
Presenti in tracce e la cui funzione è tuttora oggetto di ricerca sono il cromo e il boro.
Non di rado i proprietari di animali ritengono che sia”meglio abbondare che deficere” e integrano a sproposito mangimi già correttamente integrati e bilanciati: questa pratica, dati anche le complesse interazioni tra un minerale e l’altro, può causare molti più danni che benefici.

Siamo finalmente giunti in cima alla piramide dove troviamo le vitamine.
Vitamina significa indispensabile per la vita, da vital -amines definizione coniata nel 1912 da Casmir Funk messo di fronte ad una gruppo di composti a base di azoto (da cui “amines).
Oggi sappiamo che non tutte le vitamine contengono azoto e definiamo vitamina ogni sostanza che
1) pur essendo di origine organica non rientri nelle categorie di carboidrati, proteine, grassi
2) sia un normale componente della dieta
3) sia essenziale in quantità minime
4) in assenza della quale l’organismo dia sintomi di carenza
5) non sia sintetizzata in quantità sufficienti dall’organismo
Su funzioni e virtù (ma anche sui “vizi” !) delle vitamine andrebbero spese pagine e pagine.
Per non annoiare e scoraggiare i lettori semplificheremo al massimo le cose dicendo che per le vitamine vale lo stesso discorso fatto poche righe più in su: no alle integrazioni fatte senza cognizione, un’ipervitaminosi (eccesso di vitamine) puo’ portare a più danni e scompensi che un loro carenza, difficile da credere ma anche le vitamine sono sostanze potenzialmente tossiche.
Esistono vitamine liposolubili come la vitamina A, la D, la E e la K che necessitano di sciogliersi in grassi e oli per esplicare le loro funzioni e vitamine idrosolubili come la B1 (o tiamina), la B2(o riboflavina), la B3 (o niacina), la B6 (o piridossina), l’acido pantotenico, l’acido folico, la biotina, la B12 (o cobalamina, la C (o acido ascorbico) e la colina.

Esistono poi alcune sostanze che ricordano le vitamine nelle loro funzioni ma che non aderiscono perfettamente alla definizione di vitamina, tra queste ricordiamo la carnitina, i carotenoidi e i bioflavonoidi.

Mi auguro di non avervi annoiato con questa digressione tanto lunga e tecnica quanto fondamentale per la prosecuzione di un discorso approfondito sull’alimentazione.
Un traguardo l’avete già raggiunto: avete elementi in più per decifrare quella serie di arabeschi in incognito che sono le etichette dei mangimi e/o per capire come e su che cosa articolare una dieta casalinga, spero che tornerete a leggermi per affrontare insieme il complesso ma affascinantissimo mondo dei cibi.

Bibliografia
Hand, Thatcher, Remillard, Roudebush et al. “Small Animal Clinical Nutrition 4th Edition”. Mark Morris Institute.

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2 Commenti

  1. Ma in sostanza qual è l’alimentazione più corretta che può dare un privato al suo cane? Parlo di privato perché con un allevamento diventa improponibile organizzare “un ristorante” casalingo. Noi ci affidiamo a crocchette di ottima qualità rispettando i dosaggi e le esigenze.

  2. ciao! secondo te ,nei periodi maggiormente caldi,come in questo mese è meglio cambiare alimentazione ,passando ad esempio da crocchette con pollo ad proteine piu digeribili come il pesce o l’agnello?

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