domenica 19 Settembre 2021

Corsi per l’uso corretto del collare elettrico: ma l’ENCI c’è o ci fa?

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

ATTENZIONE: è online una petizione contro il collare elettrico.
Per firmare:
http://www.petizionionline.it/petizione/no-collare-elettrico/3953

In relazione al “benessere animale”, l’ENCI lancia l’idea di “corsi per insegnare il corretto uso del collare elettrico”.
Testuale, giuro.
Anzi, invece di giurare vi invito a leggere qui il comunicato ufficiale.

Allora, chiariamo subito una cosa: “benessere animale” e “collare elettrico” NON POSSONO STARE NELLA STESSA FRASE.
E adesso qualcuno salterà fuori a dire che in passato io ho detto che l’uso del collare elettrico, in certi casi estremi, potrebbe anche essere ammesso. Verissimo: l’ho detto e lo confermo.
Ma la parola chiave è:  “casi estremi”.
Il collare elettrico viene talora utilizzato, in diversi Paesi, solo ed esclusivamente da esperti comportamentisti  – quasi sempre veterinari – in casi in cui si renda necessaria una (UNA) correzione traumatica per evitare comportamenti che mettono a repentaglio la vita del cane (l’esempio più classico è quello dei cani che si scapicollano fuori dal cancello di casa non appena viene aperto, rischiando di finire travolti dalle auto).
Il collare elettrico si può utilizzare quando appare come l’ultima risorsa a cui fare ricorso dopo che tutti gli altri tentativi hanno fallito.
E si deve utilizzare UNA singola volta, massimo massimo due, perché la punizione remota traumatica o funziona alla prima, o non funziona mai più.

Cosa ha a che fare tutto questo con il benessere animale? NULLA, ovviamente. Il collare elettrico si usa per procurare un forte malessere,  talmente intenso da sperare che riesca correggere un difetto comportamentale talmente reiterato e talmente consolidato da rendere necessario il classico “estremo rimedio”, pur di salvare la vita al cane.
Come ho sempre sostenuto, e non cambio idea,  io accetto il concetto che a mali estremi possano rendersi necessari  gli estremi rimedi.

Ma durante l’addestramento di un cane da caccia, o da utilità/difesa, esistono “mali estremi”?

Ovviamente NO.

Se un cane non è in grado di svolgere un determinato lavoro, non lo si tortura: si rinuncia. Si cambia cane. O magari si impara ad addestrare dopo aver instaurato un corretto rapporto col cane, e non “invece di” instaurare un corretto rapporto.
Il collare elettrico è stra-diffuso tra i cacciatori, proprio perché questi signori, che ben sappiamo in quale considerazione tengano il benessere animale (visto che agli animali sparano), ben raramente si preoccupano di “avere” un rapporto col cane.
Per loro il cane è uno strumento, esattamente come il fucile. Si prende e si usa quando serve, poi si mette via  (al cane si sforzano di dar da mangiare, proprio perché gli tocca, anche nei periodi in cui la caccia è chiusa: ma gli secca pure. Mille volte meglio il fucile, che non mangia).
I cacciatori (sempre con rare eccezioni, che vanno rispettate) non vedono il cane come un collaboratore, un amico, un  membro della famiglia, ma solo come un utile oggetto che deve essere reso “utile”, appunto, nel minor tempo possibile e con la massima efficacia. Dunque, inutile perder tempo a farsi amare, rispettare e obbedire: il cane si manda dal “dresseur”, che non l’ha mai visto in caccia, non lo conosce e tantomeno lo ama. Però deve ottenere che il cane torni al suo richiamo con la massima prontezza. E allora giù di scosse elettriche, ma anche giù con qualsiasi mezzo teso a trasformare un cane in una sorta di “robot” infallibile, che esegue prontamente qualsiasi richiesta del padrone pur di evitare di sentire dolore.
Il collare elettrico viene usato anche in altre discipline, come l’UD, ma più raramente e solo da alcuni addestratori/macellai: l’ho visto usare personalmente da un imbecille (leggi: addestratore piuttosto noto) che voleva trasformare un boxer amichevole con tutti in un cane aggressivo e reattivo verso il figurante.  Poiché aggressiva e reattiva sono diventata io, la dimostrazione si è interrotta sul nascere; però lo stesso imbecille, dopo furibonda litigata, mi spiegò che quel cane sarebbe sempre stato un cane “costruito”, in cui si cercava di sopperire con mezzi strumentali alla mancanza di doti naturali. La cosa non gli piaceva affatto.
“Però deve anche capire che io con questo lavoro ci vivo – mi disse alle fine – E se mi chiedono di arrivare a un risultato, devo fare il possibile per arrivarci. Altrimenti io ci rimetto il lavoro, e intanto il cane finisce da qualcun altro che usa gli stessi strumenti”.
Anche gli addestratori, insomma, hanno il loro collare elettrico al collo: un collare che si chiama “denaro”, o anche solo “necessità di arrivare alla fine del mese”.
Per questo noi cinofili (uno che usa il collare elettrico in addestramento, “cinofilo” non è di certo) avevamo salutato con gioia la legge che vietava l’uso di questo strumento di tortura. Se era vietato dalla legge, non ci sarebbero più state scuse: nessuno avrebbe perso il lavoro, perché avrebbe potuto dire “no, questo è vietato farlo e quindi non lo faccio”.
Naturalmente, la legge intelligente è durata poco. Due ditte che producono  e vendono collari elettrici hanno fatto ricorso basando la loro opposizione su tre principi uno più folle dell’altro, e cioè:
a)   che mancava la “natura eccezionale ed imprevedibile dell’evento, costituito dalla novità dell’uso del collare elettrico”. In altre parole: siccome si è sempre usato, non si vede perché dovremmo smettere di usarlo (con lo stesso criterio proporrei l’abolizione del reato di omicidio: siccome la gente si è sempre allegramente ammazzata, perché mai dovremmo impedirle di farlo?)
b)   non sarebbe stato dimostrato che l’impiego del collare elettrico è dannoso per la salute dei cani  (come no: è noto che un par di scosse elettriche al giorno fanno benissimo alla salute!). Scherzi a parte, esiste un’ampia letteratura sui drammatici effetti psicofisici dell’uso scriteriato di questo mezzo. Evidentemente non è stata presa in considerazione;
c)   questa è la più bella: non si ammette che l’utilizzo del collare elettrico sia un maltrattamento “compiuto per crudeltà o senza necessità”, perché l’”addestramento  mediante rimedi coercitivi servirebbe ad escludere comportamenti aggressivi nei confronti dell’uomo”.
(Ma come? Non abbiamo appena visto che il collare elettrico in UD viene usato PER far nascere l’aggressività nei soggetti che ne sono sprovvisti?)
Infine si precisa che “la disposizione ammette condotte come quelle previste per l’addestramento dei cani anche se lievemente lesive della salute degli animali”(ah, ma allora è lesiva! Non avevano appena detto di no?).

Basandosi su questa eclatante serie di castronerie, che evidentemente nessuno è stato in grado di smontare (mi piacerebbe conoscere gli avvocati di entrambe le parti), il TAR del Lazio ha accolto il ricorso di Canicom e Innotek, le due ditte in oggetto, e ha nuovamente sdoganato l’utilizzo del collare elettrico.

Fin qui, è storia: ma a questo punto l’ENCI  (Ente Nazionale CI-NO-FI-LIA italiana, ovvero Ente che dovrebbe tutelar,  proteggere ed  AMARE  i cani), se proprio voleva intervenire nella questione, avrebbe dovuto insorgere e schierare una bella serie di avvocati e legislatori cinofili  capaci di presentare un’altra proposta, stavolta inappellabile, per  eliminare una volta per tutte questo strumento.  Oppure avrebbe dovuto presentare SUBITO una proposta di  regolamentazione severissima dell’uso del collare.
Per esempio, VIETARLO ai cacciatori (che non ci sembra abbiano ‘sto gran bisogno di impedire ai loro ferocissimi  setter o  aggressivissimi breton di fare stragi di persone). VIETARLO nell’addestramento agli attacchi, visto che… delle due l’una:  se si usa per rendere un cane “meno” aggressivo, non si vede perché lo si dovrebbe usare per insegnargli a mordere.
VIETARLO ai privati (che oggi invece possono comprarlo tranquillamente su Internet), che tanto spesso ne fanno uso per risolvere problemi  “casalinghi” (per esempio, lo usano come mezzo antiabbaio), quando basterebbe proprio l’ABC della cultura cinofila per ottenere lo stesso risultato senza fare alcun male al cane.
Regolamentare, insomma, in modo da rendere l’Italia uguale a tutti i Paesi civili in cui il collare elettrico viene utilizzato SOLO dai veterinari comportamentisti, e SOLO in casi di comprovatissima necessità.
Invece no: qui vogliamo fare addirittura i “corsi per insegnare come usarlo meglio”… previo tavolo tecnico, ovviamente, a cui verranno invitati tutti i cacciatori d’Italia, che sciorineranno altissime elucubrazioni per dimostrare che il collare elettrico è indispensabile (leggi: è un gran bel business) e insuperabile (leggi: non sono capaci di addestrare in modo umano e rispettoso degli animali, perché a loro gli animali piace ammazzarli, non educarli).

A questo punto suggeriremmo all’ENCI di modificare il significato della sigla: non c’è neppure bisogno di cambiarla, si può lasciare così.
Basta smetterla di dire che questo è l’”Ente nazionale Cinofilia Italiana” e chiarire una volta per tutte che si tratta dell’ ”Ente Nazionale Cacciatori italiani”.  Sempre senza modificare nulla,  a volte si potrà anche utilizzare l’interpretazione “Ente Nazionale Cagnari Italiani”:  ci sta benissimo anche quella.
Basta che smettano di chiamarsi “cinofili”, perché la cinofilia è una cosa seria.
E soprattutto, la cinofilia è AMORE. “Filos”, (φιλοσ , in greco antico), significa esattamente “colui che ama”.
A meno che i signori del Consiglio direttivo dell’ENCI non tornino a casa ogni sera e non rifilino cinque o sei scosse elettriche alle loro mogli e figli per dimostrargli quanto gli vogliono bene, è davvero meglio che si vergognino di avere anche solo PENSATO a  corsi per insegnare come torturare “correttamente” un cane.

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25 Commenti

  1. E ricordate a voi pervertiti animalisti da quattro soldi che ogni tanto un urlo, uno schiaffo o una sculacciata al cane per educarlo non è violenza ma si chiama stabilire le gerarchie ( a patto che vogliate diventare voi i cani e i cani i padroni). Del resto se non sapete tirare una sberla per educare un ragazzino viziato figuriamoci educare un cane.

  2. Questi post e commenti di persone che vivono in città e costringono i loro animali a vivere in appartamenti modificando la loro indole naturale sono vergognosi. La vera violenza sugli animali la fate voi. I cani aggressivi li create voi limitando le loro naturali interazioni sociali tra cani con cui si educano tra soli.
    Create cani aggressivi permettendogli di diventare i padroni di casa, i maschi alpha del branco. Pensate che un labrador possa essere educato come un Pitbull o un Corso. Pensate che un cane sul divano sia felice, ma non avete mai visto gli occhi di un cane che va a caccia. Vi permettete di giudicare i cacciatori e non avete idea di quanti soldi spendono, in mangimi di qualità e veterinari. Credete che il cacciatore tratta il cane come uno strumento e non vi rendete conto del legame che si crea tra un cane e un cacciatore, i cacciatori conoscono la psicologia del proprio cane meglio di quella dei figli e gli danno ordini solo con lo sguardo.

    Ma poi voi animalisti da salotto…ma cosa ne volete sapere di natura.

    Pensate veramente che il fucile sia una morte più disumana di un pistoncino stordente su un animale che ha vissuto la sua vita in attesa della macellazione.

    Questa deriva anti-umanista è pericolosa, credete di andare avanti…invece stiamo solo regredendo.

  3. il mio cane mi ha reso praticamente insonne.
    Praticamente ho finito di dormire, ulula come un pazzo psicopatico tutta la notte per rispondere agli ululati di altri cani lontani.
    Presuppongo che oggi come oggi l’amore per gli animali debba necessariamente prevedere la sottomissione a QUALUNQUE tortura (e’ la parola giusta, la tortura del sonno e’ difatti un antichissima tortura cinese, efficentissima ve lo garantisco, provare per credere) da parte….del cane verso l’uomo (io) e non il contrario ! Perche’ se solo ci si azzarda a “pensare” al collare elettronico come soluzione del suddetto caso…allora si e’ un mostro, bastardo antianimalista che deve morire tra atroci sofferenze tra le fiamme del girone infernale dei “maltrattratori” di cani.

    Bene, detto questo…vorresti gentilmente insegnarmi questo famigerato ed elementare”ABC” canino di cui parli per farlo smettere, grazie?

  4. Salve valeria rossi, avrei una domanda da fare riguardo a questo argomento…anche io come lei amo tutti gli animali da quando sono piccola e questo mi ha portato non solo ad avere sei cani e altri animali ma a studiare anche per poter diventare un addestratrice cinofila e di farne la mia professione…proprio in questo momento sto studiando il corso del centro di formazione riconosciuto dall enci..fino ad adesso, per mio modo di pensare e per gli studi che sto facendo,ho sempre abbracciato l addestramento con il cliker o comunque la pazienza e l amore e ho sempre disprezzato il collare…il mio problema che porta alla domanda è uno dei miei sei cani che da due anni sto cercando in tutti i modi di cambiargli questo difetto che è mordere…il piu grande problema è che è un pitbull incrociato con un dogo e fino a due anni cioè due anni fa è stata perfetta ma poi ha litigato con uno degli altri cani e non ho potuto far niente…son partiti tutti e l hanno ucciso..ho pensato che fosse un episodio ma morto quello se l è ripresa con un altro cane, per fortuna erano sole e l ho divise con l acqua, e da li non le ho piu potute far vedere perchè l attacca…con gli altri cani e le persone è buona anche se dominante ma per svariati episodi e problemi è arrivata ad essere un cane aggressivo e il mio problema è che dentro casa e in giardino devo sempre fare cambi sperando che non mi sbagli o mi scordo qualche porta, non posso andare in vacanza perche non so come lasciarle e non posso trasferirmi in una casa nuova considerando che vivo con mia madre perchè è difficile trovarla con le caratteristiche necessarie…da un po di mesi, considerando che non voglio ne darla via ne sopprimerla, sto pensando al collare, con tanto dolore nel cuore..secondo lei è giusto usarlo in questa occassione? Potrebbe funzionare nel momento che vedo che gli vuole partire? E se gli partisse ,e in quel caso il mio unico modo di dividerle è l acqua in faccia per non farla respirare,che cosa succederebbe se andasse a contatto con l acqua?? In poche parole che devo fare?? Ho davvero bisogno di una risposta

    • Per come la vedo io, il collare elettrico nei casi di aggressività è più dannoso che utile: infatti la cagna potrebbe abbinare la scossa all’immagine dell’altro cane, con conseguenze che si possono facilmente intuire.
      Io sono contraria SEMPRE a questo strumento, ma posso anche accettare che venga usato per salvare la vita a un cane, solo se tutti gli altri metodi tentati non hanno funzionato: ma qui non c’è un pericolo di vita (semmai c’è per gli altri cani…), ma la cosa si può affrontare attraverso l’obbedienza… e male che vada, dividendo i cani.

  5. Il tuo post è educato, gentile ed amabile proprio come molti cacciatori (non tutti, grazie al cielo. Così come non tutti usano il collare elettrico. Purtroppo la maggioranza lo fa).
    Hai ragione, è inutile scrivere post contro i cacciatori (quelli stronzi: perché non tutti lo sono, sempre grazie al cielo, e molti amano e rispettano i loro cani): vi sputtanate benissimo da soli.

  6. Ecco la solita ambientalista che scrive un post contro i cacciatori, be io ti dico che tra il cane ed il cacciatore si crea un legame, che tu te lo sogni, il cane ed il cacciatore diventano una cosa sola, ed il cacciatore ama il proprio cane in maniera intensa, oltre a donargli tanta pazienza specialmente nei primi mesi di vita.
    In merito al collare per l’addestramento, quello puoi usartelo da sola sul tuo corpo, così puoi addomesticarti il cervello a non provare più rancore contro una passione che fino 50 anni fa dava da mangiare anche ai tuoi antenati!!!!.
    Ah dimenticavo, oggi in migliaia di allevamenti, macellano animali, per dare da mangiare alle persone, be li si allevano animali per ucciderli!!!! pensa che cattiveria.
    Ora ti dico, e più semplice per un animale scappare davanti ad un cacciatore!! o in gabbia davanti ad una macchina pronta a macellarlo?
    Riflettici quando sei al ristorante e stai difronte ad una bistecca!!!!
    Ignorane!!!!!!!

  7. Ciccio, forse a Puffolandia i cacciatori non usano il collare elettrico. In Italia, però, lo usano eccome. Ne sono i maggiori fruitori ed acquirenti, come potrà confermarti qualsiasi rivenditore.

  8. Trovo tutto quanto terribilmente osceno, io sono un cacciatore proprietario di un cane, che ritengo il mio migliore collaboratore. Aborro le frasi fatte e i preconcetti e posso dire con assoluta sicurezza che la stragrande maggioranza dei cacciatori si comportano correttamente con i loro cani, ne hanno cura e li rispettano e danno loro tutte le attenzioni possibili affinchè stiano bene. Pertanto trovo scorretto che qualcuno ammetta che sono pochi i cacciatori che stabiliscono un rapporto corretto con il loro cani. Per quanto riguarda l’enci, mi faccia il piacere, il collare elettrico è uno strumento di tortura e dovrebbe essere bandito dal mercato e si dovrebbero prevedere pesanti sanzioni per i venditori e quelli che lo acquistano. Non puó esistere alcuno che da una parte condanna e dall’altra ne giustifica l’utilizzo per “una” al massimo due volte, per il bene del cane. Cavolate. Chi scrive queste cose evidentemente ha interessi personali. Altrimenti non può essere e cerca di celare il tutto adducendo motivazioni che non stanno ne in terra ne in aria e tirando in mezzo la categoria dei cacciatori. Bravi, veramente bravi.

  9. @redazione
    per la coprofagia avevo fatto le analisi e non c’era nessuna carenza, ero anche andato da una comportamentalista e le avevo cambiato l’alimentazione… ma in realtà credo che a sunny la cacca piaccia proprio tanto! 😉
    ti ringrazio molto per il tuo tempo e le tue risposte, e complimenti per il bel sito.

    gio & sunny

  10. ma il collare elettrico non era vietato per legge? chissà dove l’avevo letto….
    e cosa ne pensate del collare spray ad aria (senza citronella)? non provoca dolore, ma distrae il cane da quello che vogliamo che non faccia e ci permette di attirare la sua attenzione su qualcos’altro… e ha molti altri usi (tranquilli, non li vendo io 😉 )

    • Il collare elettrico è stato vietato per qualche mese: dopodiché le ditte produttrici si son messe a fare un casino infinito (ne vendono DECINE DI MIGLIAIA, di cui la stragrande maggioranza ai cacciatori, che sono anche lo zoccolo duro dell’ENCI. E questo è il motivo per cui l’ENCI, invece di schierarsi apertamente contro, ha avuto la brillante idea di fare i “corsi per l’uso corretto”… PUAH!): e hanno vinto il ricorso, per cui la “messa fuorilegge” è stata abolita.
      Del collare a spray penso la stessa cosa di collari a citronella & affini: se non sai risolvere il problema “del” cane, ovvero lo stress, l’ansia o qualsiasi altra cosa lo porti ad abbaiare, è inutile che utilizzi strumenti meccanici per eliminare l’abbaio, perché il cane sfogherà quello stress in modo diverso (e magari ancor più indesiderato del primo). Per quanto mi riguarda, pollice verso al 100%.

      • riguardo il collare spray: immaginavo la tua risposta avendo letto un pò di post, però non si potrebbe parlare di “distrazione” seguita da condizionamento positivo? io avevo il problema della coprofagia, e non rispondeva al richiamo. ho provato con diversi educatori/addestratori, con metodi gentili e un pò meno gentili, ma senza mai arrivare al dolore o simili, con nessun risultato (in caso ti elencherò le soluzioni provate…). quindi per qualche anno ho evitato di liberare sunny e di portarla in aree cani con troppe cacche. poi ho scoperto il collare spray e ho provato. con pochissime spruzzatine (e nonostante qualche mio errore) sunny evita le cacche e riesco a farla tornare se si allontana troppo. sono consapevole di essere io il problema, non ho trovato la soluzione giusta, ma mi devo sentire in colpa per lo spray? sunny potrebbe avere dei problemi in futuro secondo te?

        • Gielle, si può parlare di distrazione, di condizionamento e di tutto quello che vuoi… però continua a non piacermi :-). Questo non significa che lo ritenga criminale, che pensi che sia un maltrattamento o simili: semplicemente, ritengo che quando un cane manifesta un problema bisognerebbe sempre cercare di capire di cosa si tratta “in realtà”: insomma, cercare di curare la malattia anziché agire solo sul sintomo. Però questo è un caso un po’ particolare, perché la coprofagia, in realtà, è un problema per “noi”: il cane, ahimé, mangia la cacca perché gli piace, punto e stop. Non c’è bisogno che ci sia dietro chissà quale problema psicologico (anche se a volte c’è: ma non è così immediato capirlo).
          A noi, ovviamente, la cosa fa schifo (senza contare che è pericoloso, perché si possono ingerire uova di parassiti e altre schifezze varie), quindi vogliamo evitarla: però non è la stessa cosa di un abbaio insistente e immotivato, o di fenomeni di distruzione, autolesionismo ecc. (che spesso vengono corretti – in modo errato, secondo me – con lo stesso tipo di strumenti).
          Sta di fatto che anche se una cosa piace al cane, una volta che ha capito che è sgradita al suo umano dovrebbe smettere di farla: quindi un problema di relazione tra voi esiste.
          Non ho capito una cosa: Sunny non rispondeva al richiamo “mentre” mangiava cacche, o non rispondeva al richiamo in assoluto? Nel secondo caso il problema sarebbe ancora più accentuato e di sicuro non si risolve con uno spruzzo d’aria…
          Posso sapere quali metodi avevi usato in precedenza per tentare di correggere la coprofagia?

          • @redazione, per informazione sunny ha 8 anni, sterilizzata, e l’ho presa da un allevamento a 8 mesi.
            appena presa ho provato 2 educatrici diverse, sempre con metodo gentile, ma non sono riuscito ad ottenere risultati per la coprofagia e per il richiamo. per il resto è bravissima e tranquilla.
            per la coprofagia ho provato il metodo gentile, ignorare quando mangia e premiare se non la mangia, ma preferiva la cacca (di altri cani o animali/uomo, mai la sua) anche al wurstel. allora, con la seconda educatrice, abbiamo provato con la “frustrazione”, per evitare che mangiasse qualsiasi cosa da terra (quindi anche cacca): cibo legato con un filo invisibile, quando sunny si avvicinava per prenderlo il cibo “spariva”. non ha funzionato.
            allora ho provato con il metodo “spavento”, spruzzatina d’acqua, lattina con i sassi e anche una tromba da stadio. funzionava le prime 2 volte poi basta. sunny è molto equilibrata e non ha paura di niente, e forse capiva che eravamo noi a fare lo “spavento”.
            non ho mai provato a “condire” la cacca con peperoncino o simili, ma dubito avrebbe funzionato. lei mangia veramente tutto, lecca persino il limone.
            dopo qualche mese mi sono arreso, la tenevo sempre al guinzaglio, e non potevo lasciarla libera nemmeno nelle aree cani, per la coprofagia. faceva la brava solo se ero molto vicino…
            per il richiamo ho provato i metodi classici, ma anche se scappavo dalla parte opposta, lei non mi seguiva. tornava dopo parecchio tempo, avendo mangiato di tutto di più. non ha mai avuto paura di essere lasciata sola (anche perchè sta quasi tutto il giorno con me) e se la lascio a casa qualche ora da sola, quando torna mi ignora o quasi. non mi ha quasi mai fatto le feste, non mi lecca, ed è poco affettuosa.
            questo per qualche anno, fino alla scoperta del collare spray che, anche se non rientra nei “metodi gentili”, pare stia funzionando molto bene. ha innumerevoli vantaggi:
            1. non procura dolore ma solo una forte distrazione (non è peggio continuare a dare delle tirate al collare? o urlare al cane? e comunque io odio il collare, per diversi motivi, e ho sempre usato la pettorina)
            2. si può usare a distanza (fino a 300m!!), quindi il cane non lo associa al padrone
            3. ha un suono che può essere utilizzato come rinforzo positivo (come un clicker)
            4. i nuovi modelli hanno un secondo suono che si può associare allo spray. quindi in teoria, dopo un pò di condizionamento, dovrebbe bastare il suono senza lo spray.
            io lo uso così: se sta mangiando schifezze o si sta allontanando troppo, uso l’aria e subito dopo la chiamo offrendole un bocconcino. funziona quasi sempre. e vedo che sta evitando le cacche, ci gira intorno. si allontana di meno, e quando la chiamo torna subito. alla fine ho usato lo spray pochissime volte, adesso serve + a me come tranquillità psicologica.
            associo il suono “negativo” allo spray, e quello positivo tutte le volte che fa le cose giuste.
            sono perfettamente consapevole che sono stato io a mollare, e che probabilmente si poteva insistere con i metodi gentili, ma ero esasperato.
            che ne pensi?

          • Ecco, vedi…tutti hanno preferito lavorare sul sintomo, senza chiedersi quale fosse la “malattia” (che magari, all’inizio, poteva esserlo in senso letterale: spesso la coprofagia è legata a una carenza di sali minerali: poi, ovviamente, diventa un vizio e la causa organica passa in secondo piano). Dopo otto anni, capisco che la frustrazione fosse al culmine e – ripeto – non condanno il metodo che hai scelto: se una cosa funziona, visto che non fa alcun male al cane, per me va automaticamente bene! Non so se si è notato, ma non sono assolutamente “fanatica” dell’unico metodo,unico strumento, unico approccio ecc. ecc.
            Continuo a pensare che se si fosse lavorato in modo diverso con la cucciola (per il richiamo assai più che per la coprofagia) le cose sarebbero potute andare diversamente: ma del senno di poi son piene le fosse, come è noto. Quindi, se il collare spara-aria è servito a liberarti da un incubo, ben venga il collare spara-aria.

          • che risposta inconcludente.. e quindi? facciamo mangiare la cacca al cane, che vuoi che sia qualche parassita in più nell’intestino del nostro animale, che magari, da buon animalista, vi permettete magari di farvi leccare in faccia e in bocca… magari a qualche vostro figlio piccolo…. ma quanto siete fenomeni! Meno male che esiste un ente che provvede alla corretta formazione nell’usare questo utilissimo strumento. Almeno una persona ha la possibilità di conoscere meglio il proprio cane, cosi magari scopre che per certi problemi non c’è bisogno del collare elettrico, ma in altri casi risulta essere necessario per evitare che possa farsi davvero male il nostro amico a quattro zampe o terzi. Collegate il cervello ogni tanto, non vi soffermate su vostre convizioni, guardate ai fatti, ai risultati e traete delle conclusioni razionali sull’argomento…

  11. … e chissà cosa accadrà quando le delegazioni dovranno dare il “patentino” dell’allevatore (come ventilato nella sovracitata proposta presso la commissione). Ad esempio dalle nostre parti l’ENCI pare in gran parte gestita da “cacciatori cinofili” Sinceramente non credo di dover imparare da loro come si alleva con amore verso gli animali. Altro punto nevralgico è l’anagrafe canina. Già le assl non riescono a tenere in ordine i loro database… figuriamoci se i dati devono passare dalle delegazioni ENCI prima di passare da loro!
    Sul collare elettrico non commento perché si commenta da se. Pare che le istituzioni pensino che il benessere dei cani passi attraverso la tortura degli stessi. Pensate solo alle regole assl per gli allevamenti. I box dei cani (e già la parola box mi fa paura) dovrebbero avere un pavimento a griglia (cioé una grata metallica fredda) dove le deiezioni possono defluire. Talio strutture devono essere lavate con l’idropulitrice e tutta l’acqua finirà nel pavimento piastrellato sottostante. Ecco! Immaginate dei chihuahua che sono costretti a passare la giornata sulle grate di metallo e la mattina ricevono una bella “idratata” che manterrà l’ambiente umido per ore. GENIALE, si geniale per far venire la bronchite e rovinargli le zampette ossidate dal metallo. Poi ci sono le famose “gattaiole” che permettono di far accedere i cani alle zone di “sgambamento”. Sgambamento??? In 6 metri quadri? Ma per favore! Lo sgambamento vuol dire poter correre in un prato in qualche centinaio di metri quadri. Tanta legge e poco buon senso!

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