Oltre a proteine, vitamine, carboidrati e grassi, quali altri ingredienti sono presenti nel sacco?
Più di uno.
Si va dalla presenza di erbe a quella di fermenti lattici, dai conservanti ai coloranti passando dal lievito di birra e così via: esamineremo rapidamente i più frequenti.

Alghe essicate– una delle alghe più comuni nei mangimi si chiama Kelp, è ricchissima di iodio.
Lactus Bacillus acidophius – è un batterio comunemente presente negli yogurt e in altri latticini (il kefir per esempio) aiuta l’intestino a mantenersi in forma e regolare. E’ utilissimo in caso di terapie antibiotiche che possono mettere a rischio l’equilibrio della flora intestinale.
Enterococcus faecium – è un batterio che una volta ingerito si stabilisce nell’intestino dove contrasta la flora batterica patogena.
Aglio (Allium Sativum)- l’aglio è usato come insaporitore, vengono spesso citate le sue doti come antibatterico, fungicida e antiparassitario. La corrente di pensiero olistica sostiene che l’aglio possa servire da vermifugo naturale. Sembra poi credibile che la pelle dell’animale che mangia aglio assuma un odore sgradevole a pulci, zanzare e altri insetti. Nota negativa: eccessi di aglio possono portare a forme di anemia emolitica, in special modo se ci troviamo di fronte a soggetti predisposti, le dosi di aglio presenti nei prodotti industriali sono comunque infinitesime essendo l’aglio usato per lo più come aromatizzante.
Coenzima Q10– Il coenzima Q10 funziona come un antiossidante naturale, secondo la letteratura può aiutare i soggetti affetti da cardiomiopatia dilatativa e prevenire le ischemie del miocardio.
Creatina – la creatina è particolarmente utile ai cani atleti, migliora la resa e riduce il rischio di lesioni muscolari.
Agenti condroprotettivi – rientrano in questo grande gruppo ingredienti listati come glucosamminoglicani, acido ialuronico, condroitinsolfato e glucosammina.
Queste sostanze sono di grande aiuto per il mantenimento in salute delle articolazioni e sono particolarmente utili nei soggetti n crescita o con problemi articolari.
Molti mangimi di buona qualità sono integrati con glucosammina, condroitina eccetera ma, prima di essere certi che non sia necessaria un’ulteriore integrazione, occorre verificare con attenzione in quale dosaggio sono presenti all’interno del mangime relazionando il dosaggio a kg con l’effettiva porzione del cane.
In molti casi l’integrazione si rivelerà minore di quanto effettivamente necessario e molto inferiore a quella offerta da appositi integratori.
Lievito di birra – Il lievito di birra è spesso presente nei mangimi, alle ditte piace perché è economico e si dice “faccia bene”.
Vero o falso? Il lievito di birra è osannato da alcuni autori e bistrattato da altri. Richard Pitcairn (si veda la bibliografia) raccomanda l’integrazione della pappa casalinga con lievito di birra reputandolo una buona fonte di vitamina B e un antipulci naturale, oltre che un sapore gradito ai cani.
Altri autori, al contrario, sostengono che il lievito di birra possa essere causa di allergie.
Credo la risposta debba venire dal cane stesso: se l’animale sta bene, il pelo migliora e via dicendo il lievito di birra gli si addice. Se inizia a grattarsi, meglio invertire la rotta.
Oryzae Aspergillus e Bacillus Sobtillus – altri microrganismi che aiutano la digestione.
Medicago Sativa – in etichetta con il nome di alfalfa o erba medica, è ricca di vitamine e contiene una vasta ed abbondante gamma di minerali, funziona come antiossidante e disintossicante per il fegato.

Oltre a questi ingredienti extra possiamo trovare anche lecitina, Ginko Biloba, aceto di mele, ginseng, octosanolo, cartilagine di squalo, dimetilglicina, frutta e verdura.

E ora parliamo di coloranti e conservanti.
Per quanto riguarda i primi, come già accennato in un precedente articolo, vengono utilizzati con l’unica finalità di far sembrare il cibo più “carino” ai padroni che, alla fine, sono quelli che comprano e pagano.
Al cane non importa se le crocchette sono verdi o rosa, lui mangia indistintamente guidato solo da gusto e olfatto.
In merito ai conservanti si riapre un’annosa questione: cercherò di essere il più possibile neutrale lasciando al lettore il compito di fare una scelta.
Quando si parla di conservanti esistono, grosso modo, due linee di pensiero, una prima a favore e un’altra, molto sviluppata negli Stati Uniti, decisamente contro i conservanti artificiali.
Per prima cosa bisogna fare una distinzione: esistono conservanti di origine naturale e altri di origine artificiale.
Riferendoci ai mangimi, tra i primi troviamo la vitamina E (si veda il relativo riquadro informativo pubblicato sul numero di giugno), la vitamina C e l’estratto di rosmarino; tra i secondi il BHT (Butil-idrossi-toulene), il BHA(Butil-idrossi-anisolo), l’etossichina, il gallato di propile, il sorbato di potassio, il nitrato di sodio, il glicole propilenico.
Attenzione: la normativa CEE consente che i conservanti aggiunti ad alimenti destinati al cane (ma anche all’uomo) vengano indicati in etichetta con il generico nome di “additivi CEE” o con la lettera E seguita da un numerino. Alcuni degli additivi presenti nei mangimi sono autorizzati per l’alimentazione umana, altri non lo sono: per una tabella completa di additivi e corrispondenti codici visitate le pagine http://users.libero.it/rpozzi/add_alim.htm e http://digilander.libero.it/clivvi/alimentazione_additivi.htm (n.d.a. additivi è un termine generico che non è sinonimo di “conservanti”, tra gli additivi troviamo anche emulsionanti, stabilizzanti, coloranti etc . etc.)

La funzione dei conservanti (detti anche antiossidanti) è indicata dallo stesso nome: proteggono la freschezza dei cibi impedendone l’ossidazione (che rappresenta un degrado): in parole povere si “sacrificano” per proteggere gli alimenti.
Gli antiossidanti naturali sono più costosi, più “delicati” e ne occorrono quantitativi maggiori rispetto agli analoghi artificiali.
Tutti concordano che il cibo, specie quando è destinato a rimanere esposto ad agenti ossidanti per lungo tempo (sacchi di crocchette aperte) necessiti di una protezione: il disaccordo è su quale sia la protezione migliore.
I paladini dei conservanti artificiali ne assicurano la sicurezza e la grande efficacia, spiegano che la presenza di antiossidanti come l’etossichina possono impedire il degrado di vitamina E che altrimenti si deteriorerebbe lavorando essa stessa come antiossidante; i sostenitori dell’antiossidante naturale accusano i conservanti artificiali di essere dannosi (in vari modi e forme) per l’organismo.
La letteratura scientifica (si possono vedere i riassunti di parecchi studi su motori di ricerca tipo Pubmed) non fornisce prove chiare e precise capaci di assicurarci che il conservante X provochi il malanno Y e via dicendo: gli studi sono discordanti e esistono persino ricerche sull’impiego di antiossidanti chimici nella lotta contro i tumori.
Il grosso handicap è che, a mio avviso, non esistono studi sul lunghissimo periodo, e cioè i tempi medi della vita di un cane.
Va inoltre aggiunto – come raccontava un conoscente americano impegnato nell’analisi chimica dei mangimi – che spesso, in laboratorio, mentre si analizza un cibo conservato naturalmente, ci si imbatte nella presenza di conservanti artificiali.
Come mai?
Semplice, l’additivo non è stato aggiunto dalla casa mangimistica nella preparazione del prodotto ma alla materia prima dai fornitori.
Il discorso, come potete vedere, è molto complesso: quello che possiamo dire con relativa certezza è che può esistere un limitato numero di soggetti allergici ad additivi inseriti nei mangimi (non solo conservanti).
La valutazione va fatta caso per caso.
Altra “certezza” è la nuova tendenza del mercato che, in relazione alla richiesta del pubblico di mangimi il più possibile “naturali”, vede comparire sugli scaffali dei pet shops un numero crescente di mangimi conservati “naturalmente”.
Terzo, fondamentale, punto su cui possiamo pronunciarci con sicurezza è l’importanza di una buona conservazione, o meglio stoccaggio, del mangime: è inutile acquistare il miglior prodotto sul mercato se poi non verrà custodito adeguatamente.
I mangimi, o meglio le sostanze nutritive al loro interno, a partire dalle vitamine, sono delicati: no a sacchi di mangime chiusi in maniera approssimata, no a crocchette “esposte” a temperature eccessive e sbalzi di calore o umidità e, soprattutto, no a maxi sacchi aperti per mesi: è poco furbo acquistare 20 kg di mangime per un cane che pesa 3kg. Impiegherebbe mesi a consumarli.
Certo, maggiore è il quantitativo acquistato e maggiore è il risparmio: ma si finisce con il perderci in qualità.

Bibliografia:
Hand, Thatcher, Remillard, Roudebush et al. “Small Animal Clinical Nutrition 4th Edition”. Mark Morris Institute
A.A.V.V. UC Davis, School of Veterinary Medicine, Morderai Siegal (editor) “Book of Dogs”, 1995, Harper CollinsPublishers.
Jane R. Bicks DVM, Natural Care for a Healthy, Happy, Dog. The Complete Guide to Nutrition and Health, Berkley Publishing Group 1999.
Richard e Susan Pitcairn La Medicina Naturale per Cani e Gatti Zelig Editore 1999.
Donald R. Strombeck “Ricette fai da te per cani e gatti”, 2002, Edizioni Agricole
Yarnall Celeste, Natural Dog Care. A Complete Guide to Holistic Health Care for Dogs, Castle Books, 2nd Edition, 2000

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1 commento

  1. Riguardo ai sacchi da 15kg di mangime aperto non c’è”solo” il problema del deteriosamento dei nutrienti e dell’ossidazione, ma anche un grosso problema x i cani allergici alla polvere (acari della polvere, un’allergia molto comune fra i cani…se il cane ha spesso zampe e orecchie rosse e calde potrebbe essere allergico, meglio chiedere consiglio al proprio vet e comunciare a noatre quando presenta maggiormente i siontomi):
    se si ha un cane allergico alla polvere e a svariate altre cose (come gli umani, spesso i cani allergici sono allergici a + cose, la mia lo è a poolvere, graminacee, profumi dei detersivi x biamncheria e pavimenti, alcune componenti dei vaccini, latticini ecc) spesso x aiutarlo a diminuire l’allergia si prende iun mangime spedcifico x cani allergici (che spesso aiuta molto anche se il cane non sembra allergico a particolari alimenti, ed è indispensabile se il cane è allergico a cibi contenuti nei comuni mangimi anche di qualità)…però pochi pensano al fatto che non esistono SOLO gli acari della polvere (eliminabili in buona parte mantenendo l’umidità della casa sotto il 60%, aspirando di frequentye con aspirapolvere con filtro antiallergico e lavando x terar con una “scopa a vapore” e non con detersivi e pulendo periodoicamente anche malterassi cucce e cuscini con il vapote, alla fine è + veloce lavare x terra con una scopa a vapore che con il metodo classico e i risultati sono eccellenti anche come pulizia oltre ad aiutare molto il cane), ma esistonop anche GLI ACARI DELLE DERRATE ALIMENTARI, che, invisibili all’occhio umano come queòlli della polvere, infestano i mangimi secchi dei nostri cani se non adeguatamente chiusi e se lasciati in stanze con un umidità che arriva al 60%, ed è molto + frequente in sacchi di grandi dimensioni mentre il problema non c’è nelle scatolette (che però costano veramente uno sproposito purtroppo)!

    Una mia amica ha una cagna allergica e usava il mio stesso mangime x cani allergici (stesse allergie della mia), però la sua cagna a casa mostrava sintomi dell’allergia, ma se io la tenevo x + di 2 giorni dandole il mio mangime l’aòlergia diminuiva moltissimo, eppure era la stessa marca e anche io ho sacchi da 15kg e avendoi cani di pari dimensioni il sacco ci dura lo stesso tempo…però io lo chiudevo accuratamente e teveno il manhgime da usarte in settimana in 3 barattoli chiusi in modo da non fare apri e chiudi al savco 3 volte al giorno, mentre lei lo teneva sempre aperto e in terrazzo anche se in un punto riparato dalla piggia…
    In quel momento capii perchè quando tempo prima mi aveva dato un po’ì del suo mangime visto che avevo tenuto il suo cane x una settimana, la mia ha avuto di botto le porecchie rosse inspiegabillmente: il suo mangime era stato conservato male ed era probabilmente infestato da acari delle derrate alimentari!
    Adesso credo e spero che abbia capito e che tenga meglio il mangime visto che comunque costa quasi 60 euro x 15kg e renderlo pari ad un mangime da 20 euro scarsi è stupido, e popi spendere pure x portare il cane dal vet x l’allerghia a cui il vet può fare poco..mi pare che ora lo tenga in casa e chiuso con mollette, e le ho raccomandato di tenerlko lontano dai caloroiferi e di chiudere bene le mollette (e di prendere un paio di scatole x metterci il mangime da usare nei giorni subito seguenti almeno)…

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