Pace, certo.
La vogliamo tutti, l’abbiamo sempre sognata tutti, abbiamo sofferto tutti quando abbiamo capito non sarebbe stato possibile mantenerla.
Allora qualcuno ha esposto la bandiera iridata, che per i più cinici rappresentava solo il business di qualche furbacchione: ma per molti altri era un simbolo, un messaggio importante.
Vogliamo la pace, accidenti a voi.
A noi gente comune non interessa il petrolio, non ci interessano i miliardi, non vogliamo saperne di condottieri più o meno credibili e di conquiste più o meno economiche.
Lasciateci vivere in pace, noi e i nostri cani.
Perché noi, vedete, siamo cinofili: gente un po’ strana, magari. Anche un po’ fuori di testa, se vogliamo: ma buona e pacifica.
Il fatto stesso che amiamo i nostri cani, che viviamo per loro, per queste creature tanto dolci e indifese, dovrebbe farvi capire al volo che a noi non può fregar di meno delle vostre guerre.
Noi siamo gente che ama coccolare, accarezzare, giocare.
Gente per cui il week end non significa “riposo” ma alzatacce all’alba…e tanta strada da fare per raggiungere un campo, o i ring di un’esposizione canina.
Tanta fatica, tanto impegno, tanto lavoro…tutto per stare con i nostri cani, questi teneri peluchoni che non conoscono neppure il significato della parola “guerra”.
Questi esseri capaci di amare incondizionatamente chiunque, di qualsiasi colore, religione, ceto sociale.

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Questi meravigliosi cani con cui arriviamo ogni domenica su un campo, o sul ring di un’esposizione…e poi…
E poi, porcaccia la puttanaccia, mi volete spiegare cos’ha visto quel deficiente di un Giudice?
COME PUO’ mettermi davanti quella ciofeca, quell’incrocio tra un cane e un carciofo, quell’orrendo botolo che deve avere anche i suoi bei problemini di carattere, perché l’ho visto che provava a mordere il giudice, eh? Solo che l’handler è una vecchia volpe, se n’è accorto in tempo e l’ha bloccato.
Però io ho visto tutto.
E scommetto che se n’è accorto anche il giudice, ma ha fatto finta di niente, perché un cesso di cane come quello poteva vincere solo se era già tutto programmato.
Figuriamoci, lo sanno tutti che l’allevatore l’ha invitato a cena la settimana scorsa!  Lo sapevo anch’io, tanto che ero quasi sul punto di ritirare il cane.
Poi mi son detto “no, non può fare una cosa così spudorata”, perché il mio cane ne vale cento di quel mostro che invece ha fatto vincere.
E adesso scommetto che farà anche il BOB, figuriamoci…tutto previsto, tutto deciso a tavolino.
Gentaglia. Carogne. Ma quale cinofilia? Questa è mafia!
Qui ci vorrebbe una pistola, anzi una bella bomba, guarda.
Una bomba sotto la macchina, BANG!
Poi vediamo se comincia a guardare i cani, ‘sto pezzo di cretino, o se continua a guardare la faccia di chi regge il guinzaglio.
E se guarda ancora la faccia…PAM! PAM! Una bella fucilata per gamba, sotto il ginocchio: così, quando esce dall’ospedale, se vuole tornare a giudicare deve guardare i cani per forza, visto che ormai è alto come loro
Ma poi, fosse solo uno…fosse solo lui!
Invece no, sono tutti uguali, tutta una mafia, una camorra.
Forse la bomba bisognerebbe metterla sotto l’ENCI, e poi…come dite?
Oh, sì. Scusate.
Forse ho divagato un filino.
Com’era l’argomento di questo articolo?
Ah, sì…la pace.
La meravigliosa, giusta, civile PACE.
La vogliamo tutti, e pace sarà. Ancora una volta.
La guerra finirà, le bandiere iridate sventoleranno sempre più garrule: tutte, ma soprattutto quelle dei cinofili.
Di gente che non vuol saperne nulla di guerre e di conquiste, perché noi siamo pacifici e pacifisti.
Noi amiamo i cani, e questo dovrebbe già farvi capire di che pasta siamo fatti.
Chi è che giudica il prossimo raduno?


NOTA: questo articolo è stato scritto nell’aprile 2003: ma purtroppo  potrebbe essere stato scritto ieri.

Snowwhite, la cagnolona della foto, quando indossava la bandiera della pace aveva undici anni: è morta l’anno scorso, poco prima di arrivare al diciottesimo compleanno, ed è vissuta volendo sempre bene a tutti e facendosene volere da tutti.
L’Italia, invece, di anni ne ha compiuti 150: e molta, troppa parte di questi anni l’ ha passata facendo l’una o l’altra guerra.
Il mio articolo è satirico: dovrebbe far sorridere (oltre che riflettere un po’, se capita) e spero che ci riesca, almeno dal punto di vista cinofilo. Però, se il sorriso è lecito, la guerra non lo è mai.
Per nessun motivo al mondo.

 

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.