Nel primo di questa serie di articoli sul tema dell’alimentazione canina abbiamo parlato di tre possibili “percorsi alimentari”, ovvero:
a) cibo preconfezionato;
b) preparazioni casalinghe;
c) alimentazione “Barf”.
Affrontate nel dettaglio le prime due non mi resta ora che parlarvi di quest’ultima, anteponendo una premessa fondamentale: non sono, almeno per il  momento, una “barfer” (persona che alimenta il suo cane con il metodo Barf) e pertanto tutto ciò che ho imparato su questo “percorso alimentare” lo devo ad amici e conoscenti, per lo più residenti all’estero, che utilizzano questo tipo di alimentazione sui loro cani.
L’argomento Barf è piuttosto “scottante”: da una parte abbiamo una nutrita schiera di barfers (tra cui diversi veterinari) pronti a sostenere le proprie tesi e a provare con i fatti come i cani alimentati in questa maniera siano in perfetta forma; dall’altra parte ci sono veterinari e appassionati cinofili intenti a screditare il Barf.
Cercherò pertanto, in questo articolo, di essere il più neutrale possibile.

Che cos’è
Se intendiamo parlare di Barf dobbiamo spiegare cosa significa questa parola, che difficilmente troverete su un dizionario inglese-italiano:
Barf è un acronimo creato da Debbie Trip e sta per “Bones And Raw Food” (B.A.R.F) ovvero “ossa e cibi crudi”.
A questa prima “spiegazione” se ne è aggiunta una seconda che corrisponde a “Biologically Appropriate Real (o Raw) Food” (cibo crudo – o cibo naturale – biologicamente appropriato) ; infatti, come vedremo, il Barf non consiste semplicemente nella somministrazione di alimenti crudi, ma è una vera e propria filosofia di alimentazione e di gestione del cane, filosofia che ben si riallaccia alla medicina olistica che vede l’intero soggetto (in questo caso il cane) al centro della terapia, non solo l’organo o la parte malata.
I barfers non solo mettono una cura maniacale nell’alimentazione dei loro amici a quattro zampe, ma spesso si interrogano sulla validità, utilità e tempi di somministrazione dei vaccini, danno da bere ai cani acqua purificata o minerale in bottiglia, privilegiano l’omeopatia, la medicina cinese e la fitoterapia rispetto ai più comuni usi (e abusi) di antibiotici e cortisonici, credono nell’agopuntura e via dicendo: insomma, per fare un esempio su tutti, un vero barfer, di fronte ad una dermatite, non ricorre al primo rimedio capace di sopprimerne i sintomi (cortisone),  ma cerca di individuarne le cause e risolvere il problema avvalendosi di rimedi il più possibile naturali e sotto la guida di un buon veterinario olistico.
Tutto questo per far capire che il Barf non è solo la somministrazione di una fettina di carne cruda: anzi, sarebbe molto riduttivo vederlo così.

Cane=lupo
Il lupo è la chiave di lettura del Barf: secondo i barfers, il cane è ancora molto vicino all’antenato lupo per quanto riguarda la morfologia degli organi interni e i processi digestivi.
Basandosi su questo assunto, l’alimentazione ricevuta dai cani odierni è troppo lontana da quella “originale” e poco adatta: il rimedio consiste nel ricreare un’alimentazione simile a quella del lupo.
Grande sviluppo al Barf è stato dato dal libro “Give your Dog a Bone” del veterinario australiano Jan Billinghurst.
L’alimentazione ricreata, per quanto simile, rimane a mio avviso sempre piuttosto “artificiale” dal momento che, per esempio, il lupo mangia quando cattura la preda (le scadenze pasto-digiuno possono non essere regolari, ci sono tra i barfers pareri discordi se si debba tenere a digiuno il cane uno o più giorni a settimana) e si nutre di quello che trova.
L’alimento base della dieta Barf è il pollo (per questioni di reperibilità e costi) spesso sotto forma di colli e ali: ma ogni altra carne è ammessa e gradita, dalla selvaggina al manzo, con la sola esclusione del maiale di provenienza non sicura (per via della pseudorabbia suina trasmissibile al cane) e di alcuni pesci come il salmone che, se somministrato crudo, può trasmettere parassiti pericolosi per il cane.
Particolare importanza è poi attribuita a frattaglie (che non devono mai mancare), ossa piccole e cartilagini (somministrate crude, intere o tritate con la carne), ossa grandi per la pulizia dei denti, verdure e integrazioni. Possono essere somministrati anche uova e latticini (formaggi tipo cottage cheese, ricotta, latte o yogurt).
Le verdure, secondo i barfers, riproducono in qualche modo il contenuto dell’apparato digerente degli erbivori mangiati in natura dal lupo e sono un’importante fonte di vitamine, minerali e fibra: solitamente vengono servite tritate sotto forma di purea.
Per quanto riguarda i carboidrati i barfers tendenzialmente li evitano, specie i “grani” (per vedere l’articolo dedicato ai carboidrati sul numero 5 di Ti Presento il Cane, cliccare qui) in quanto ritengono il cane un carnivoro che non ne necessita.
Qualcuno somministra patate, patate dolci e tuberi simili.

Cibo industriale? Per i barfers è pessimo
I barfers sostengono che gli ingredienti, nei cibi industriali, manchino di un ingrediente fondamentale: “la vita”, essendo stati sottoposti a ripetuti processi di lavorazione e conservazione che li hanno allontanati troppo dalla loro identità di alimenti freschi e “veri”.
Sostengono inoltre che le attuali formulazioni in commercio sono troppo standardizzate (mentre ogni cane è un caso a sé) e di scarsa qualità.
Sono sempre loro ad incolpare le facoltà di medicina veterinaria di non fornire agli studenti le competenze necessarie sull’alimentazione animale orientandoli (anche a causa di sponsorizzazioni da parte dell’industria) verso i prodotti preconfezionati.

Integrazioni barf
Ogni pasto Barf è personalizzato con una serie di integratori (di origine naturali) che meglio risponde alle esigenze del singolo soggetto: tra le voci più comuni che si incontrano in un menù Barf troviamo l’aceto di mele biologico, i semi di lino, l’olio di semi di lino o di salmone, la vitamina C esterificata, l’olio di germe di grano, l’alfalfa (erba medica), la spirulina, il lievito di birra, il miele…e la lista potrebbe continuare all’infinito: i barfers sono aperti al confronto e sono soliti scambiarsi suggerimenti ed esperienze in apposite mailing lists.

Trattamento della carne
Per ridurre il rischio di contaminazioni batteriche la carne cruda viene surgelata con particolare cura prima di essere somministrata al cane: si preferisce utilizzare carne di origine biologica proveniente da allevamenti-supermercati-macellerie o ordinata da apposite ditte specializzate nel fornire carni surgelate da somministrare ai cani Barf, in alcuni casi le carni vengono vendute già integrate con vitamine, minerali e verdure, pronte da essere messe nella ciotola dopo lo scongelamento.
Gli americani trovano il Barf più economico rispetto alle tradizionali crocchette, lo stesso non credo possa dirsi in merito all’Italia dato il costo della carne!
Da noi il Barf resta economicamente “abbordabile” per cani di taglia medio piccolo ma diventa quasi proibitivo nel caso di più animali di una certa stazza, specie se il cane è intollerante a carni economiche (si fa per dire) come pollo e tacchino.

Le perplessità
Un mio particolare timore, nei confronti dell’alimento crudo, è il rischio di contaminazioni batteriche (invito chi non l’abbia ancora fatto a leggersi Fast Food Nation scritto da Eric Schlosser, Edizioni Tropea), ed è proprio su questo fronte che i Barfers vengono attaccati dai detrattori di questo “percorso alimentare”.
La risposta della controparte è che il cane può raccogliere batteri patogeni pressoché ovunque, che una buona parte dei batteri è uccisa con il congelamento delle carni e con altri “trucchetti” come l’utilizzo del succo d’uva…ma i Barfers insistono soprattutto sul fatto che la miglior difesa contro i batteri patogeni è un buon sistema immunitario, che è a sua volta rinforzato da cibi sani, freschi, naturali, integrazioni e terapie olistiche all’occorrenza.
Per restare in tema, è il classico cane che si morde la coda!
Altri timori sono legati alle ossa: essendo crude il pericolo che si spezzettino in scaglie pericolose o restino incastrate in gola è teoricamente ridotto (quelle veramente letali sono le ossa cotte: MAI somministrarle agli animali!), ma qualche timore resta e non è del tutto immotivato.
Il tritare carne e ossa insieme riduce questi pericoli ma gli scettici (in parte anche io) rimangono.
Per finire, resta il discorso delle proteine: questo tipo di alimentazione si basa quasi esclusivamente su fonti proteiche, escludendo i carboidrati: infatti  i barfers sono accusati di eccedere con le proteine.

Un tipico pasto “barf”

Saperne di più
Quello che mi piace dei barfers è la grande attenzione rivolta all’alimentazione dei cani (ma anche dei gatti) e il partire dal presupposto che è essa stessa la base della salute: cane ben alimentato = sano.
Credo si possa essere o non essere d’accordo sulla somministrazione di carni crude e sull’avversione ai carboidrati, ma non si può fare a meno di informarsi, confrontarsi e far star bene i propri cani che animano queste frange di “dissidenti” alimentari.
Il Barf non è una scelta di comodo, ma una filosofia di vita.
Non esistono studi ufficiali sugli effetti di questa pratica alimentare ma si possono vedere cani allevati con questo metodo e i loro esami del sangue che spesso risultano più che nella norma.I barfers non sono una “setta” e sono molto aperti a discussioni e confronti che avvengono sulle numerosissime mailing-list dedicate all’argomento. Sfortunatamente tutte queste mailing lists sono in inglese, la stessa lingua in cui sono stampati i numerosi volumi dedicati al Barf e alla nutrizione naturale.
In italiano esiste ben poco di scritto su questo argomento e, credo, pochi veterinari ferrati sul tema.
L’unico libro in italiano che accenna al Barf è “La medicina naturale per cani e gatti” di Richard e Susan Pitcairn, dalla cui lettura, purtroppo, il lettore non ricaverà molte informazioni su questo tipo di alimentazione.
Una buona introduzione al Barf e alla medicina veterinaria olistica è “Natural Dog Care. A Complete Guide to Holistic Health Care for Dogs” di Celeste Yarnall a cui si aggiungono già citati “classici” di Billinghurst , “Switching to Raw” di Sue Johnson (allevatrice di setter), “Raw Meaty Bones Promote Health” del veterinario australiano Tom Lonsdale e molti altri.
Esistono poi numerosissimi siti dedicati al Barf, è impossibile farne un elenco completo senza dimenticarne qualcuno pertanto segnalo solamente www.barfers.com che raccoglie, tra le altre cose, un lunghissimo elenco di mailing list sul barf.


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17 Commenti

  1. Io sono passato alla BARF da qualche tempo e devo dire che mi trovo veramente bene, confermo quel che dice emy, quel forum è stato il mio punto di partenza per informami sulla BARF.

  2. Ciao a tutti, io alimento da ormani 2 anni e mezzo i miei cani e gatti con “l’alimentazione Barf ” e sono piu che contenta !! Fonti italiane sul mondo Barf non mancano, come forum Barf e siti (Mondo barf), dove ho appreso diverse nozioni e consigli. grazie di aver affrontato anche questo tema scottante, ma io sono favorevole !! 🙂

  3. Io è un paio di mesi che alimento il mio cane con cibo crudo e sono rimasta sbalordita nel vedere come, in poco tempo, il suo pelo è diventato lucido e morbido, i muscoli più tonici ed il cane stesso più vitale. Inoltre, è sparito il problema all’orecchio che aveva da diverso tempo, e che il veterinario si ostinava a curare con Surolan, ma che puntualmente si ripresentava. Inoltre, ho trovato anche un vantaggio economico, in quanto precedentemente davo crocchette Orijen al mio cane e, dato che i sacchi da due chili e mezzo costavano circa 25€ e mi duravano dieci giorni, ora risparmio decisamente!

  4. La Barf è ottima ma per cani di grande e media taglia, per i piccolini come i miei dubito che ne possano trovare qualche beneficio in quanto mangiano le Orijen puppy e mi stanno venendo su un amore, niente più lacrimazione per il mio incrocio maltesino che piangeva sempre con le altre crocche da fare pietà, e pelo tirato a lucido, neanche un filo di grasso e ossa e muscolatura ai massimi livelli.
    Ma ultimamente poichè oramai stanno per diventarmi ragazzetti, ho deciso di adottare una dieta mista, che ho visto approvata anche dal Prof. Alessandro Gramenzi, docente di Alimentazione animale presso l’Università di Teramo, intervistato sulla nota rivista il Salvagente che ci ha richiamati tutti all’ordine affermando che:
    i cani non vanno nutriti con i mangimi come animali da macello, sono i nostri migliori amici e devono vivere anni ed anni in santa pace al nostro fianco, pertanto hanno bisogno di tantissimi nutrienti a 360° non di una sola fonte a cui potrebbero avere anche difficoltà di attingere e quindi ammalarsi o crescere stentati”.
    Lui consigliava di alternare secco e umido e di dare almeno 2 volte la settimana un succulento pasto a base di carne o di pesce, ora che sia leggermente scottato o dato crudo penso non sia questo il punto, l’importante è capire che i nostri cani non sono allevati per essere mangiati dopo un anno o due, ma gli animali da compagnia, ovviamente, hanno per noi tutt’altro scopo.
    Per cui anche la Barf, integrata con ottime crocchette o anche col nostro casalingo, l’importante è che siano felici e stiano bene in salute e soprattutto che dopo mangiato si lecchino i baffi!

  5. Non ho mai alimentato i miei cani con il metodo Barf. Principalmente perché avendo più cani e poco tempo da dedicare alla preparazione, le crocche mi risultano molto più pratiche, ma fondamentalmente perché preferisco e spero che i miei cani sviluppino come un’avversione verso la carne cruda e non attratti da eventuali carogne come fonte di cibo e/o stimolati alla predazione.
    Se fossero intolleranti a qualsiasi tipo di mangime preferirei comunque in primis alimentarli con carne cotta.

    • Dai , che un cane debba avere l’avversione alla carne cruda, è come che una mucca abbia l’avversione all’erba fresca

      • Infatti Fabrizio credo che se mettessi davanti al loro naso una bistecca sanguinante non la rifiuterebbero ma per evitare di indurli in potenziali tentazione come sopra da me scritto, (poichè ci tengo molto a non attivare in loro la componente predatoria di specie) preferisco alimentarli diversamente.

        • se hai un cane da caccia (o un meticcio derivato da cani da caccia) potresti fargli mangiare anche solo carote ma stai sicura che se incontra un uccellino con un ala spezzata se lo mangia. l’istinto non lo puoi imbrigliare in nessun modo mi dispiace. anzi ho quasi il sospetto che non appagarlo con una bella ciotola di carne vera possa aumentare l’istinto alla predazione. Chi fa BARF sostiene che da quando il proprio cane mangia cibo naturale raccoglie meno cose trovate per strada.

  6. É da un anno che faccio barf ai miei due cani, uno di 13 e l’altro di 18 kg, e è vero che costa, ma non tanto quanto le crocchette industriali di alta qualità. Prima ho sempre usato quelle del supermercato e solo ora me ne accorgo di quanto una alimentazione più consona per il loro fisico faccia la differenza. Poi una piccola precisazione, il congelamento non ha effetto battericida, ma batteriostatico. É perfetta invece contro i parassiti, tipo tenia o anisakis.

  7. la dieta BARF esclude i carboidrati provenienti da cereali (20% del fabbisogno del cane proviene cmq da vegetali freschi, frutta e verdura, che cmq appartengono alla categoria dei carboidrati) per questo semplice motivo: il ph dello stomaco di un cane sano alimentato come un carnivoro è di 1-2. a questi livelli di acidità praticamente la totalità dei batteri muore. i cereali nello stomaco di un cane innalzano il ph rendendolo più basico e pertanto meno efficiente nella distruzione dei batteri. questa è la ragione per cui chi segue la dieta BARF non somministra riso o pasta al proprio cane. peraltro ricordo che alcuni batteri – ad esempio la listeria monocytogenes – possono trovarsi non solo negli alimenti crudi ma anche nel suolo, nel fango, nell’acqua…. quindi in realtà anche il barboncino alimentato a crocchette può contrarla…anzi avrebbe pure maggiori possibilità di contrarla avendo un ph dello stomaco alterato dai cereali presenti nelle crocchette.

  8. Dopo un bel po’ di ricerca per una alimentazione Naturale per i miei cani ho provato Altudog, fatto con carne a cubetti, frutta e verdura Fresca disidratata a bassa temperatura. I miei cani ne vanno pazzi e non ha ne coloranti ne conservanti ne additivi… Mi ha risolto la vita perchè torno dal lavoro, aggiungo un po’ di acqua calda e la pappa è pronta!

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