lunedì 20 Settembre 2021

Ciao Vega

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

Non era un “bellissimo” boxer.  A dire il vero, non era neanche un boxer equilibratissimo: non si fidava degli umani maschi (mentre era dolcissima con le umane femmine: il che dimostra, quantomeno, che era un boxer intelligentissimo) e gli abbaiava con l’aria molto incazzosa, anche se poi non gli faceva nulla.
Viveva con un altro boxer, lui sì bellissimo ed equilibratissimo  (vabbe’…sempre nei limiti in cui può esserlo un boxer: credo di avere ancora, qua e là, qualche ammaccatura dovuta al suo modo mooolto delicato di farmi le feste), quindi lei appariva ancora più “strana” e decisamente ancora meno “boxerosa”.
Però… era lei. E basta.
Era lei per la sottoscritta, autonominatosi “zia” di entrambi i cani, ma soprattutto era Lei (maiuscola) per la sua umana, che le ha dedicato uno splendido video quando Lei se ne è andata, e che molto vigliaccamente me l’ha rimandato oggi su Faceboook, con la frase “perché mi capisci”.
E’ vero.
La capisco, altroché se la capisco.
La capisco tanto bene che non lo volevo neanche guardare, ‘sto video: poi l’ho guardato e ho consumato un pacchetto di fazzoletti di carta, esattamente come quando l’ho visto per la prima volta.
Ma in realtà non sarebbe mica dovuto succedere: perché Vega non era neanche il mio cane, ma solo quello di un’amica. Io ero la “zia”, ma pure una zia che i nipotini li vedeva solo una volta ogni tanto, perché abitiamo a molti chilometri di distanza.  E poi  oggi è il quarto anniversario della morte di Vega. Quarto, mannaggia… e quattro anni sono tanti. In quattro anni passano amici, pensieri, lavori, mondi diversi.
Però, quando ripensiamo ai nostri cani  (e non solo “nostri” in quanto di nostra proprietà, ma “nostri” perché abbiamo diviso qualche pezzettino di vita con loro), quattro anni non sono niente. Per questo mi fa piacere condividere con voi questo  ricordo, ringraziando Paola (mamma umana di Vega) e mandando a Vega e a Tito, anche lui sul Ponte da tempo, il mio solito  “ciao musi schisci”, come se li avessi visti solo ieri.
Perché gli anni passano, ma  i cani no.

 


 

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2 Commenti

  1. Fly e Darko e Fara, eLianka e Frey eBasker e Yory…sono tutti sul ponte dell’arcobaleno a far sconquassi come al solito spero abbiano trovato il mio papa’ e che possano aspettarmi Puo’essere che non tardi

  2. Mi si stringe un nodo in gola ogni volta che leggo i ricordi di chi ha perso un amico, vedo le immagini di momenti felici che ora possono solo essere rievocati con un sorriso e una lacrima…
    Per me oggi sono quattro mesi: ogni giorno ripenso con nostalgia a quello che è stato e non sarà più, almeno su questa terra.
    Passeranno i giorni e poi i mesi e gli anni ma questi ricordi rimarranno indelebili… e anche la ferita, al contrario di quelle del fisico, brucierà sempre un po’…
    Ma del resto il rimpianto è il segno di qualcosa di grande che abbiamo avuto la fortuna di avere, perciò va bene così.
    Un abbraccio a tutti coloro che sanno cosa significhi tutto questo.

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