domenica 17 Ottobre 2021

Gli American Pit bull terrier che divennero delle star

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Attori, eroi, avventurieri:  gli American Pit Bull Terrier hanno avuto una bella parte nella storia della nostra civiltà.
In questo articolo ne ricordiamo alcuni tra i più famosi, ma non dimentichiamo che ogni giorno tanti soggetti di questa razza compiono con eccellenza il proprio dovere grazie all’intelligenza di persone che hanno saputo evidenziare e sfruttare le loro qualità in positivo.
Tra i pit bull più famosi ricordiamo Pete, conosciuto anche come Petey, un famoso cane attore che divenne molto popolare con la serie televisiva americana di Hal Roach “Our Gang” poi definita “Little Rascals” e conosciuta in Italia con il nome di “Simpatiche Canaglie”.
Questa serie fu girata tra gli anni 1920 e 1930 (inutile dire che in base a queste date, per ovvi motivi, qualsiasi attribuzione alla razza American Staffordshire Terrier non trova fondamento).
Pete appariva sulla scena con un cerchio nero attorno a un occhio: questo era il suo segno distintivo, ma era assolutamente falso! Era stato dipinto dal famoso truccatore di Hollywood Max Factor.
Il Pete originale, chiamato Pal the Wonder Dog,  aveva in realtà un semicerchio naturale attorno a un occhio; l’aggiunta di colore lo aveva solo completato.
Pete iniziò come “Tige” nella serie Buster Brown degli anni 1920  (fu durante questo periodo che ricevette quel ritocco all’occhio): quando fu poi reclutato per apparire in Piccole Canaglie, Hal Roach decise di lasciargli quel marchio distintivo, creando così uno dei cani più riconosciuti nella storia della cinematografia.
Verso la fine degli anni 1920, Pete era divenuto tanto popolare quanto i bambini della gang. Pete continuo ad apparire in quella serie televisiva fino agli anni 1930, quando morì dopo essere stato avvelenato con un pezzo di carne misto a schegge di vetro.
Naturalmente la serie di Piccole Canaglie non poteva finire, quindi Pete fu sostituito con un altro American Pit Bull Terrier dalle stesse
caratteristiche permettendo di continuarne il mito fino ai giorni nostri.
Qualcuno potrebbe pensare che la sua presenza televisiva non gli abbia reso merito come cane da utilità; noi riteniamo invece importante sottolineare che il suo utilizzo in quell’ambito e a contatto con i bambini rafforzi il concetto che questa razza, un tempo molto più selezionata, NON può essere considerata un pericolo come vorrebbe farci credere l’ignoranza di molti nostri cronisti contemporanei,
dediti soltanto ad alimentare una visione falsamente negativa di questo cane per ragioni editoriali.
Dopo aver segnalato un simbolo della mansuetudine di questa razza verso l’uomo, vogliamo ricordare un altro American Pit Bull Terrier che fu esempio di coraggio e lealtà.
Il primo cane decorato in America come eroe di guerra fu il Sergente Stubby.
Questo American Pit Bull Terrier randagio fu trovato dal soldato John Robert Conroy nel campus della Yale University, nel 1917, mentre Conroy si stava addestrando per il fronte europeo della prima Guerra mondiale.
Durante la sua permanenza al campo con il soldato Conroy, Stubby familiarizzò con tutte le chiamate, le prove di marcia ed apprese persino a dare la sua versione canina del saluto militare, mettendo la zampa destra sopra il sopracciglio destro quando gli altri soldati attorno a lui eseguivano il saluto.
L’abilità di Stubby colpì il comandante del campo al punto che gli venne concesso di rimanere con il soldato Conroy.
Stubby e Conroy viaggiarono poi verso il fronte con la 26esima Divisione Yankee del 102esimo Fanteria. Durante il suo servizio oltremare, Stubby fu ferito in un’azione ben due volte e salvò l’intero plotone segnalando un attacco nemico con gas velenoso.
Inoltre, da solo, catturò una spia tedesca. Il comandante del 102esimo utilizzò questo suo ultimo atto di coraggio per chiedere la promozione di Stubby ai ranghi di sottufficiale, premiandolo con il titolo di Sergente. Diventò così il primo  Pit Bull ad essere accolto nelle Forze Armate statunitensi. Il Sergente Stubby diede servizio in 17 battaglie durante la sua permanenza in Europa. Al suo ritorno fu ricevuto alla Casa Bianca ben due volte e salutato da tre diversi presidenti degli Stati Uniti: Coolidge, Harding e Wilson. Fu decorato con la medaglia d’oro al valore militare. Divenne membro onorario a vita dell’American Legion, della Croce Rossa internazionale e della Y.M.C.A.
Gli fu anche conferito un vitalizio consistente in una cuccia e il pasto giornaliero.
Già mascotte della sua divisione, lo divenne anche della Georgetown University.
Dopo la sua morte venne imbalsamato e per 30 anni esposto presso lo Smithsonian Institute.
Nato cane, vissuto da eroe e morto con gli onori che, scusate l’orgoglio, solo un American Pit Bull Terrier poteva meritare.
In ultimo ricordiamo Bud l’avventuriero: il primo cane ad attraversare l’America.  Fu Bud assieme ai primi uomini (Horatio Jackson e il suo assistente Sewall Crocker ) ad aver compiuto quella missione per la prima volta in auto. All’inizio del viaggio, a Sacramento (e per ragioni sconosciute), Jackson aveva cercato un piccolo cane che lo accompagnasse nel suo tentativo di attraversare il continente. In Idaho, ebbe
quello che cercava grazie alle disavventure in cui era ormai solito incappare. Si erano fermati  a Caldwell la mattina presto del 12 giugno 1903, ma dopo alcune miglia Jackson si rese conto di aver lasciato il proprio cappotto in hotel. “Sulla via del ritorno – scrisse Berta, la moglie – fummo fermati da un uomo che ci chiese se volevamo un cane come mascotte. Siccome avevo già cercato di rubarne uno, fummo contenti di averlo e così lo accettammo come regalo.  Bud ora è con noi.”
Bud era un giovane American Pit Bull Terrier dal mantello chiaro e qualsiasi fosse la ragione per aggiungerlo come ulteriore membro della spedizione, quasi immediatamente iniziò ad attrarre tanta attenzione quanto Vermont (così avevano denominato la vettura).
Alcuni giornali riportarono che Jackson aveva salvato Bud da un combattimento selvaggio; altri scrissero che era un randagio che aveva inseguito l’auto per due miglia prima di essere preso a bordo.
“Bud presto divenne un entusiasta dei motori,” Jackson affermava orgogliosamente, in special modo dopo che gli ebbero messo un paio di occhiali da pilota per proteggergli gli occhi dalla polvere pungente.
Standosene sul posto anteriore, Bud apprese a guardare in avanti tanto attentamente quanto Crocker e Jackson, tenendosi bene ad ogni sussulto e curva, divenendo, come disse il proprietario, “l’unico membro del trio che non faceva profanità durante il viaggio”.
Il risalto che ebbe Bud sulla cronaca del tempo spesso superava quella del padrone.
Alla fine del viaggio Horatio donò gli occhiali di Bud allo Smithsonian Institute di Washington D.C. Bud visse a pieno la sua vita di cane dopo quel viaggio da pionieri, contento di fare la guardia alla casa di Jackson nel Vermont e fare ogni tanto un giretto in automobile per le vie di Burlington con il suo padrone.
Dopo la morte di Bud, i Jackson tennero sempre almeno un cane presso di loro, nonostante nessuno dei suoi successori divenisse mai celebre come il Pit Bull con gli occhiali da pilota che aveva attraversato il continente.
Questi sono solo i casi più famosi di American Pit Bull Terrier diventati popolari per le loro avventure. Certo molto si deve alle persone che hanno creduto in loro e nelle loro qualità. Spesso un buon padrone ha la fortuna di avere un buon cane: purtroppo non si può dire con la stessa certezza il contrario.

 

Si ringrazia per le foto il Pit bull Terrier Museum di Marano Ticino

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3 Commenti

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  3. bellissimi…..basta gettare fango su questi spettacolari amici a quattro zampe, sono una razza come altre, anzi spesso con caratteristiche che nessun altro cane ha…sono degli splendidi compagni di vita e solo chi ha avuto la fortuna di stargli vicini può capire…

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