venerdì 10 Luglio 2020

Il VERO standard del … Pastore tedesco

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

ASPETTO GENERALE: dipende. Nel mondo delle persone normali può essere fatto “a Commissario Rex”, oppure “a cane-lupo”. Se il suo umano è over  ’60 può ancora essere fatto “a Rin tin tin”.
Sempre tra gli over 60 si trova ancora qualcuno che ha un “pastore alsaziano alto così”.
NOTA: i  pastori alsaziani sono sempre “alti così” (mano posta a circa 80 cm. da terra).
In realtà ormai anche i bambini di due anni sanno che si chiama “pastore tedesco”: il “cane lupo” si trova quasi esclusivamente in canile, ma di solito si tratta di meticci di pastore tedesco.
Nel mondo cinofilo, specie in quello agonistico, il pastore tedesco non viene mai definito con il nome della razza, ma come “il cane” (ritenendo evidentemente che tutti gli altri siano delle sottospecie).
Secondo lo Standard “è un cane di taglia media, leggermente allungato”.
Secondo la percezione comune è un cane di taglia grande, anzi MOLTO grande (la percezione comune non ha tutti i torti: provare a sedersi su un divano occupato da un pastore tedesco per credere), con la testa a 80 cm. dal suolo, appunto, e  il sedere a due centimetri da terra.

MISURE FONDAMENTALI: da 60 a 65 i maschi, da 55 a 60 cm. le femmine.
E bon. Da lì non si scappa. Lo Standard le chiama proprio misure fon-da-men-ta-li. Se non ci stai dentro non sei neanche un pastore tedesco.
Ma allora, i pastori alsaziani “alti così”?
Forse bisognerebbe spiegare ai loro umani che l’altezza di un cane si misura al garrese e non sulla punta delle orecchie.
O forse sono proprio cani fuori taglia…anche se a me capita più spesso di vederli fuori misura in larghezza, piuttosto che in altezza.
I pastori tedeschi, infatti, si dividono in: cani da show, cani da lavoro, cani da famiglia e cani presi perché un pastore tedesco al guinzaglio fa sempre la sua porca figura.
In realtà poi non la fa, proprio perché i cani presi con questo scopo vengono quasi sempre messi all’ ingrasso e perdono ogni nobiltà delle forme.

COMPORTAMENTO E CARATTERE: dev’essere equilibrato, saldo di nervi, sicuro di sé, disinvolto e (salvo provocazione) di indole assolutamente buona.
Commento allo Standard: tutto sta ad intendersi sul termine “provocazione”.
Il bambino rompiballe è provocatorio? Sì, non c’è dubbio, concordiamo tutti.
Il marocchino che vuole venderti il tappeto è provocatorio? Be’, a volte sì, specie se insiste troppo e il cane capisce che ti sei scocciato.
E il vigile urbano che si sbraccia per farti passare sulle strisce?
Ok, è in divisa, è vestito strano, ha uno strano robo in testa,  gesticola troppo: il cane  può prenderlo per un malintenzionato.
Ma la suora? Sì, vabbe’, pure lei non è proprio vestita normalmente…però è una suora, cazzarola. Di solito fila via per la sua strada a testa bassa, non si sbraccia, non fa niente di strano.
Il mio figurante, quando Fritz (primo pastore tedesco della mia vita) ne appiccicò una al muro spianandole 42 denti a due dita dal naso, decretò che “puzzava di incenso” e che l’olfatto del cane ne era stato disturbato.
Passiamogliela per buona.
Dal canto mio, mentre la suora di cui sopra filava via a trecentodue all’ora facendosi trecentodue segni della croce, cominciai ad avere un dubbio che, nei successivi dieci anni di allevamento, diventò certezza:  al pastore tedesco stanno caldamente sulle scatole le suore e i preti, così come i bambini – esclusi i “suoi”, che difende a costo della vita (ovviamente la nonna che sgrida il bambino è  da considerare assolutamente “provocatoria”) –  i vigili urbani, le persone di colore e i vecchietti col bastone.
Addestrare un pastore tedesco significa soprattutto insegnargli che NON bisogna mangiarsi bambini estranei rompiballe (perché quelli non-rompiballe li tollera, anche se “amare” è un’altra cosa), preti, suore, extracomunitari e affini (a meno che non indossino una manica e non stiano venendo di corsa verso di te gridando “YA-AHHHHH!”, cosa che però difficilmente le suore fanno).

NOTA:
tutto questo vale per i pastori tedeschi “di una volta” (insomma, quelli che allevavo io, che son tardona), mentre oggi vale solo per i pastori tedeschi “normali”, che sono una razza diversa da quelli da lavoro e da quelli show.

I pastori tedeschi da show sono davvero buonissimi con tutti.
Pure troppo, magari. Sono buonissimi con suore, preti e vigili urbani, ma a volte anche con il signore con un passamontagna in testa che ti sta puntando una pistola contro.
Il Fritz di cui sopra, che era tedesco per davvero (nel senso che era nato in Germania), fu il primo cane della mia vita di questa razza e me ne fece innamorare – al punto di decidere di allevarla – anche perché, se litigavo con il mio ragazzo e i toni si accendevano un po’ troppo, si metteva tra me e lui, lo guardava e gli diceva “GRRRRRRRRRR”.
Le discussioni le vincevo sempre io.
L’ultimo pastore tedesco che ho avuto in vita mia, cane da show figlio di un Auslese e blablabla, quando litigavo col marito infilava la testa sotto il cuscino del divano col fumetto che diceva “Piantatela di far casino, please, che voglio dormire”.
Poi sulla manica andava a trecento all’ora, per carità: ma mio marito non si metteva mai una manica prima di litigare con me,  ‘sto stronzo. Quindi, a volte, le discussioni le vinceva lui.
Forse è per questo che ho smesso di allevare pastori tedeschi.

Il pastore tedesco di oggi, se è un cane da show, è un cane appiccicaticcio, che non ti si leva mai di dosso. L’umano, a questo punto, pensa che il cane “gli voglia tanto bene”,  si commuove e dice in giro che “come il pastore tedesco, non c’è nessuno”.
In realtà il cane “si” vuole tanto bene e ti sta addosso perché vuole che tu sia sempre pronto a soddisfare tutti i suoi desideri.
Spazzolami, dammi la pappa, grattami un po’ qui, no, un po’ più in là, ho sete, uff, quanto ci metti a prendere ‘sta ciotola? BAU! (eh, sì: se non scatti agli ordini, ti abbaia). Ehi, è l’ora della bicicletta. No, sul tapis roulant ci vai tu, io voglio uscire. Piove? E chissenefrega, tu pedala!
Il pastore tedesco da show è un edonista egocentrico e rompiballe, convinto di essere il più bel cane del mondo (ogni volta che si ferma si mette in posa plastica come se fosse sul ring), il più intelligente cane del mondo e il più grande scopatore del mondo: anche perché, in effetti, i suoi umani fanno di tutto per farglielo credere, obbedendo prontamente ad ogni suo ordine, mettendosi totalmente a sua disposizione  (d’altronde, per preparare un pastore tedesco da show, occorrono circa 20 ore quotidiane) e facendolo trombare come un riccio (essendo la razza molto diffusa, se un cane è appena appena belloccio, si ritrova automaticamente l’harem che fa la fila fuori dalla porta di casa).
Se il cane da show NON finisce in mano ad umani che fanno effettivamente show, diventa un simpatico e bel cagnone adatto praticamente a tutti: magari farà le feste al ladro, però non si mangia né la suora, né il vigile urbano.
Un po’ se la tira lo stesso, perché sa di essere bello: un po’ di pose plastiche le assume lo stesso.
Però, alla fin fine, è un tenero orsacchiottone da 40 kg. capace di conquistarti il cuore. Specie se non gli dai troppa corda quando se la tira (tipo sparargli centodiciotto foto ogni volta che si piazza da solo stile monumento nazionale. Guardate che lo fanno TUTTI i pastori tedeschi:  non è il caso di immortalarlo ogni volta!).

Il pastore tedesco da lavoro, se viene da linee di sangue estreme (cioè tutte), ha un carattere della madonna.
Infatti giusto la Madonna e pochi altri eletti sono in grado di gestirlo.
Non è decisamente un cane “per famiglie”, non è un cane adatto ai bambini (escluso forse Gesù Bambino), non è un cane per anziani, non è un cane praticamente per nessuno che non sia un cinofilo espertissimo e che non abbia alle spalle almeno una dozzina di  cani, il più scarso dei quali deve aver fatto l’SchHIII.  Altrimenti, ciccia.
Il pastore tedesco da lavoro estremo, con lo Standard, ha ben poco da spartire: quando va bene assomiglia ai cani degli anni ’70, altrimenti può somigliare a qualsiasi cosa, da un malinois a un siberian husky nero.
Ma siccome in expo non ci va, se ne impippa.
Io ho detto molte volte che la razza è ormai spaccata in due (in realtà questo è il vero motivo per cui ho smesso di allevarla: prima scherzavo, ma ora no): la verità è che è spaccata in innumerevoli razze diverse, perché quelli da show sono tutti uguali, ma quelli da lavoro sono più eterogenei dei pit bull (il che è tutto dire).
Si somigliano solo i parenti stretti: i grigioni figli di Tizio, i neri figli di Caio eccetera li riconosci a prima vista, senza neanche guardare il pedigree.
Se però metti vicini un grigione figlio di Tizio e un nero figlio di Caio, prendi un non-cinofilo e gli dici che sono entrambi pastori tedeschi, quello ti ride in faccia da qui all’eternità.

Bellezza da una parte dunque, e lavoro dall’altra (o meglio, da molte altre parti).
Poi c’è – o meglio “ci sarebbe” in teoria, perché in pratica lo allevano quattro gatti – il pastore tedesco “normale”.
La via di mezzo.
Quello che i suoi (quattro) allevatori definiscono “cane completo”, mentre gli show men lo definiscono “quel cesso” e i fanatici dell’UD  “quel fermone”.
Il pastore tedesco normale – ormai diventato assolutamente a-normale, visto che non se ne trovano più – è un cane bello senza essere eccessivo, angolato senza avere il culo che tocca terra, che quando trotta resta un filino sotto i duecento all’ora (ma che può essere condotto anche da una persona normale e non soltanto da Usain Bolt); un cane che trovi alle esposizioni ENCI, ma mai e poi mai ai raduni SAS dove vincono solo i cani dei “bellezzari” specialisti  (e magari anche un po’ mafiosi, che non guasta mai).
Ha un carattere tosto ma anche dolcissimo, vigile, attento ma non nevrotico.
E’  un cane capace di difendere i suoi umani, capace di fare GRRRR al fidanzato o di inchiodare la suora al muro, ma senza staccare un braccio a nessuno dei due; docile e facile da addestrare, capace di fare cose utilissime tipo portare il barattolino di origano alla nonna che sta al piano di sopra (e se il giorno dopo scopri che tutta la scala dal primo al secondo piano somiglia a una pizza margherita, scemo tu che hai dimenticato di chiudere bene il barattolino. Il cane non c’entra niente).
Insomma, sarebbe “il” pastore tedesco, proprio alla commissario Rex: un cane piacevole, gestibile, equilibrato, bello e utile.
E infatti è una razza in via di estinzione, perché noi umani siamo degli emeriti cretini e i cani con normali doti da cane  non ci piacciono più.
I quattro gatti che lo allevano ancora sono, solitamente, giovani anime pie che si illudono di riportare la razza (unica) al suo antico splendore: insomma, credono di poter cambiare il mondo
Quasi sempre, dopo qualche anno, è il mondo che cambia loro.

TESTA: cuneiforme, proporzionata alla taglia, asciutta nell’insieme e moderatamente larga tra le orecchie.
E bella. Porcavacca, ma che bella che è.
Possiamo amare mille altre razze, possiamo incazzarci con la SAS e non volere mai più un pastore tedesco, possiamo metterci ad allevare carlini o mastiff…ma quando vedremo la testa di un bel pastore tedesco ci incanteremo sempre.
Sarà per quella sua aria un po’ lupesca (anche se in realtà ad un lupo non è che somigli molto), sarà per quello sguardo nobile e fiero (anche quando sta pensando “quando si mangia?”, cioè sempre),  sta di fatto che è sempre stata e sempre sarà la testa di cane più “canosa” del mondo.
Se chiudete gli occhi e pensate “testa di cane”, vi appare l’immagine della sua: non provate a negarlo.
Ehm…no: se pensate a quell’altra cosa lì, di solito non vi viene in mente un cane.

DENTATURA: completa, corretta, con chiusura a forbice. Se si impegna, può fartela sentire forte e chiara anche attraverso una manica da figurante. Anche senza impegnarsi è in grado di bucare un pallone da calcio in tre secondi netti.
Senza impegnarsi per niente è in grado di far fuori una ciotola con mezzo chilo di carne dentro in DUE secondi netti.
Il pastore tedesco non mastica, non assapora, fa soltanto GLOB. E sparisce tutto.
Dopodiché ti guarda con la faccia che vedete nella foto sotto e il fumetto sulla testa che dice: “Quando si mangia?”

OCCHI: di media grandezza, a mandorla, leggermente obliqui e più possibile scuri: sono capaci di qualsiasi espressione riusciate ad immaginare, da quella del poverocanemortodifame (se l’ora di cena è passata da tre minuti) a quella dell’ipnotizzatore killer.
Un giorno tornai a casa dopo un giro di un paio d’ore e trovai il mio pastore tedesco Ektor che fissava l’omino venuto a leggere il contatore del gas, che sembrava la moglie di Lot dopo essere diventata di sale.
Tra Ektor e l’omino c’era  il cancello, di ferro, alto tre metri: l’omino era fuori e il cane dentro.
Però l’omino non muoveva un muscolo, e non capivo perché.
“Oh, mi scusi, è tanto che aspetta?” chiesi io amabilmente, arrivando in macchina e pensando che fosse appena arrivato anche lui.
“Eh…un’ora e mezza, più o meno…” fu la risposta.
Io rimasi allibita: “Un’ora e…? Ma scusi, quando ha visto che non c’era nessuno… non poteva andarsene e tornare più tardi?”
“Eh, sì, ma c’era quello lì…  (indicando Ektor)”.
“Ma il cane è dietro al cancello, e il cancello è chiuso!”
“Sì, sì, lo so…ma quando mi sono girato per tornare alla macchina mi ha guardato male… e non ero sicuro che non potesse uscire da qualche altra parte”.
Ovviamente, una volta che ebbi aperto il cancello e portato dentro l’omino (a braccetto, anche perché altrimenti non sarebbe mai entrato), Ektor andò di corsa a prendere la palla e gliela mollò sui piedi scodinzolando, con l’espressione ridente da giochiamo-giochiamo-giochiamo?  (tanto ormai ero arrivata io e la faccia da kanekiller non serviva più).

ORECCHIE: di media grandezza.
Commento allo Standard: media?!? Sono due immani padelle!
Portate erette quando il cane è in attenzione, spiattellate indietro quando fa la posta alle lucertole e le avvicina quatto quatto stile border collie, ad aliante in virata quando ne ha combinata qualcuna delle sue o quando si annoia.
Le orecchie del cucciolo di pastore tedesco raggiungono definitivamente la posizione eretta intorno ai cinque-sei mesi (se succede prima, l’umano ne va fierissimo, ma in realtà il cucciolo ha quasi sempre i vermi), dopo vari tentativi di alzarle in modi estremamente creativi e immancabilmente buffi.
L’allevatore, a vedere le orecchie che vanno su e giù e assumono le posizioni più strane, si diverte a inventare definizioni (come in “Blitz ha le orecchie che fanno le tre meno un quarto”, o “Uma ha le orecchie che dicono “vira tutto a babordo”).
Il neo proprietario del cucciolo, invece, lancia urla belluine di trionfo ad ogni “su” e tenta il suicidio ad ogni “giù”.
Dai tre ai sei mesi l’allevatore del cucciolo riceverà una media di cinque telefonate e tre email al giorno dal cliente che chiederà:
a) se non debba cominciare preoccuparsi perché le orecchie non sono ancora erette (età del cane: tre mesi. Risposta: “no, sarebbe anormale se lo fossero”);
b) se non sia il caso di dargli qualche integratore misterioso suggerito dal postino che-di-cani-ne-capisce o dal cognato che c’aveva il pastore alsaziano alto così  (età del cane: due, tre, quattro, cinque mesi, perché te lo chiede almeno una volta al mese.  Risposta: NO);
c) se sia grave o gravissimo che ne abbia alzata una e poi l’abbia ributtata giù (età del cane: quattro mesi. Risposta: “no, stia tranquillo, è normale”);
d) se il fatto che ne abbia alzata una e NON la ributti giù, ma rifiuti di alzare l’altra, sia segno sicuro di un difetto permanente (età del cane: quattro mesi e due giorni.  Risposta: “no, è normalissimo anche questo”. E intanto pensi: “sei tu ad essere anormale, che Dio stramaledica te e il tuo telefono!”. Ma non glielo puoi dire);
e) se non sia un’immane e definitiva tragedia il fatto che il cane abbia alzato entrambe le orecchie per due giorni per poi ributtarle giù (età del cane: quattro mesi e una settimana. Risposta: CLIC,  perché è inspiegabilmente caduta la linea);
f) trenta secondi dopo, via email (per paura che cada di nuovo la linea): “Mi ha detto miocuggino che la saliva di giraffa per le orecchie fa miracoli: e siccome devo giusto andare in Kenia…” (non è vero: ci andrebbe APPOSTA per comprare la saliva di giraffa).
Eccetera, eccetera, eeeecceeeeteraaaaaaaaaaaaaa…. fino al giorno in cui le orecchie finalmente restano definitivamente su, cosa di cui sarai trionfalmente informato per telefono: peccato che nel frattempo ti sia nata un’altra cucciolata e comincino ad arrivare le nuove telefonate e e nuove email  (“nuove” si fa per dire, visto che ti chiedono tutti le stesse identiche cose, con la stessa identica frequenza).

Alcuni esempi di portamento delle orecchie nel cucciolo…e questo è ancora niente!

In realtà l’unica cosa di cui ci si dovrebbe preoccupare, quando si tratta delle orecchie di un pastore tedesco, è il fatto che le mosche le ritengano il nido ideale per deporci le uova, mentre le pulci amano utilizzarle come cesso.

TRONCO: secondo lo Standard, “la linea superiore si sviluppa senza apprezzabili interruzioni dall’inserzione del collo verso il garrese ben rilevato ed il dorso, appena leggermente inclinato rispetto all’orizzontale, sino alla groppa leggermente inclinata”.
Invece si ha l’impressione che la linea dorsale parta dal garrese a arrivi a due centimetri da terra.
Ma è tutta colpa degli…

ARTI: angolatissimi, specialmente il posteriore.
Oddio, pure l’anteriore non scherza: fino a qualche anno fa lo Standard chiedeva un angolo scapolo-omerale (l’angolo della spalla, insomma) di 90°: una roba che si trova giusto nei bassotti, e neanche sempre.
Ora hanno capito che nun se po’ fa e quindi parlano di 110° (anche se insistono a dire che l’ideale sarebbe l’angolo retto).
Il pastore tedesco è noto come “il cane che soffre di displasia dell’anca perché è troppo angolato”. in realtà le razze veramente devastate dalla displasia sono i grandi molossi, i retriever e molte altre razze che non sono angolate per niente.
Tutti ‘sti angoli esasperatissimi, comunque, sarebbero motivati dal…

MOVIMENTO: il pastore tedesco è un trottatore. E fin qui, niente da eccepire.
Però, diciamolo:  non è neanche normale che un cane debba trottare a duecento chilometri orari.
Insomma, si pretende che il pastore tedesco vada più forte di Varenne, che però era un cavallo (e il fatto che i cani non debbano tirarsi dietro un sulky con un tizio seduto sopra non è una buona scusa).
Per far sì che i pastori tedeschi vadano via a velocità indicibili, ai raduni, ogni cane ha tutta una serie di persone che lo “chiamano da fuori”, correndo davanti a lui, agitando palline e sbraitando versacci in  incomprensibili  lingue aliene.
Poiché neppure gli umani sono fatti come Varenne, due o tre di loro si danno il cambio lungo il perimetro del ring: e finché a girare è un cane singolo, tutto va bene.  Il bello viene quando i cani di un’intera classe, magari ad un raduno importante e con tanti iscritti, vengono invitati a trottare tutti insieme, con conseguente mobilitazione di tutti i “chiamatori da fuori” che partono tutti insieme, si pestano i piedi, si sbattono dentro l’un l’altro e a volte si prendono pure a cazzotti.
Ai “miei tempi” i raduni SAS erano una sorta di girone dantesco: oggi mi dicono che si son dati una regolata (ma ho controllato su youtube e non mi sembra che sia molto vero).
Alle expo ENCI è tutto diverso: un po’ perché è vietato chiamare i cani da fuori (li chiamano lo stesso, ma facendo un po’ meno casino), un po’ perché ci vanno solo i cani normali, cioè le mezze tacche, che trottano più piano un po’ perché sono appunto mezze tacche, e un po’ perché  spesso (soprattutto alle nazionali) devono muoversi sul ring  dei maltesi (due metri per tre) o dei jack russell (tre metri per cinque, enorme. Per i jack russell, però).
In ogni caso, un cane ben costruito, con una bella spinta e un buon allungo, è un piacere per gli occhi: checché ne dicano i detrattori del “culo basso”.

MANTELLO: formato da pelo leggermente puzzolente e sottopelo che profuma di carogna lasciata frollare al sole per un paio di giorni.
Questo non tanto perché il cane puzzi di suo (vabbe’ , un pochino sì: ma poco), quanto perché molti pastoristi sono ancora convinti che il cane si debba lavare una volta all’anno.  Alcuni di essi, peraltro, hanno l’aria di lavarsi una volta all’anno anche loro.
Il pelo lungo è stato sempre considerato un difetto da squalifica: da quest’anno, però, è stato accettato come varietà e quindi potrà partecipare alle expo con i suoi CAC, CACIB ecc.
I cuccioli a pelo lungo sono immancabilmente i più belli in assoluto.
Fino all’anno scorso, quando un allevatore vedeva un cucciolo di quindici-venti giorni che sembrava rappresentare il sogno della sua vita, poteva scommetterci la moglie: era un “pelone”.
Dopo le prime disillusioni e le prime capocciate nel muro, date quando il cucciolo cominciava a presentare i primi ciuffi sinistri che fuoriescono dalle orecchie, l’allevatore imparava a identificare i peloni precocemente, dalla forma della testa e da altri piccoli particolari.
Da quest’anno potrà venderli come “varietà a pelo lungo” e quindi si sentirà molto più in pace con se stesso (e con il suo portafogli, perché prima doveva venderli a metà prezzo).
Purtroppo c’era un motivo se i “peloni” non erano ammessi dallo Standard: le loro ossa, pur essendo apparentemente più pesanti della media, in realtà possono essere spugnose e quindi più fragili. Dubitando fortemente che le ossa spugnose siano sparite dal corredo genetico dei peloni, ritengo che il motivo della loro ammissione alla cinofilia ufficiale sia stata proprio legata al fatto che di peloni ne nascono uno sproposito, anche dai cani a pelo corto, e che quindi le ragioni economiche abbiano avuto il sopravvento (strano, in cinofilia non succede mai…).

CODA: deve arrivare almeno fino al garretto, ma non oltre la metà del metatarso. In realtà sembra sempre che tocchi terra, ma è colpa del pelo (dicono).
Viene portata pendente, un pochino più sollevata quando il cane è eccitato.
Se il cane la porta troppo sollevata, se presenta nodi o altre imperfezioni,  si va dal chirurgo plast…no, pardon, volevo dire: non si va in expo e non si dovrebbe andare neppure un riproduzione, perché si tratta di difetti gravi.
Qualcuno espone (e usa) lo stesso cani corretti chirurgicamente, un po’ perché noi umani siamo sempre cretini e un po’ perché uno dei più grandi riproduttori di tutti i tempi, in questa razza, aveva  l’emofilia, quindi “cosa vuoi che sia, al confronto, una coda un po’ storta” (o un dente in meno, o un testicolo di silicone, o qualsiasi altra cosa su cui si possa barare).
In generale  un problema – anche serio – non dovrebbe necessariamente escludere un soggetto dalla riproduzione, se quel soggetto ha tali e tante qualità da poter fare più bene che male alla razza: però di questo problema si dovrebbe essere messi tutti al corrente, in modo da poter calibrare bene gli accoppiamenti, evitare le consanguineità e fare tutto quello che un bravo allevatore  può fare per evitare che il difetto, pur restando presente nel genotipo, si manifesti fenotipicamente.
Se invece si sta zitti, si è veramente stronzi e si rischia di rovinare una razza (e non vale solo il pastore tedesco, ovviamente): ma siccome questo è un articolo umoristico, lasciamo perdere le cose serie e finiamola qui.

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143 Commenti

  1. il pastore a pelo lungo è innegabilmente più bello??? ma daiiiii. Apparte i gusti, che sono sempre personali, io la mia Cleofe la lavo due volte a settimana perchè si sporca sempre quando la porto a giocare nel prato (lei dorme in casa, non ho un giardino purtroppo)
    , credi che sia esagerato?

  2. Può consigliare qualche buon allevamento dove poter trovare pastori tedeschi “normali “? efficaci nella guardia e dolci con bambini?

  3. Salve, non sono un esperto di pt ma semplicemente un appassionato che è cresciuto avendone uno accanto. Ma mai nessuno è stato come il primo, mai nessun altro è stato come lui, quel cane bello e forte ma col sedere che non poggiava per terra, nero con una focatura scura quasi sul rossiccio, un cane dolcissimo ma allo stesso tempo potente e consapevole di esserlo che ti guarda e ti mette paura, capace di far salire un postino sull albero solo perché si era avvicinato a me, 6 anni, mentre non c era nessuno in giro, insomma un cane con la C maiuscola. Ne ho avuti tanti altri, tutti bellissimi, l ultimo un soldato nato, sembra gia addestrato dalla nascita, fa quello che gli dico per il solo piacere di farlo, ma con troppo poco carattere. Per questo ti chiedo: dove posso trovarne uno vecchio stampo? Uno di quelli che non voglia solo compiacerti, ma che sia un amico inseparabile e un bestione tremendo quando serve. Spero tu mi possa aiutare a ritrovare il mio vecchio amico.

  4. Valeria sono un tuo grande ammiratore, adoro come scrivi! Ironica e intelligente… perfetta! Come mai, se posso chiedere, non hai ancora scritto un articolo della serie “Ti presento il…. ” sul pastore tedesco? E poi, scusa l’insistenza, come riconoscere se un cucciolo di PT crescerà a pelo lungo o medio? O è una stronzata quella che mi hanno detto e quindi ogni PT, se non toelettato, diventa a pelo lungo? Scusa ancora e ti ringrazio in anticipo per la tua, eventuale, risposta.

    • È una mega cazzatissima!!!!Il PT a pelo lungo è proprio così a pelo lungo come una persona con i capelli lunghi e più o meno la lunghezza è quella del manto del bernese.Il PT a pelo corto se non è pettinato non diventa a pelo lungo ma solo un cesso marcio infeltrito(si anche il sotto pelo corto può infeltrire) con molte mute addosso!

  5. In conclusione:
    se proprio dovete prendervi un Pastore Tedesco, optate per quelli linea da lavoro (se avete tanta pazienza, tempo libero ed esperienza con cani del genere), dato che quelli da bellezza sono quasi parte integrante dell’arredamento della casa o del giardino (salvo rare eccezioni). Altrimenti, optate per un’altra razza.
    Comunque, il mio attuale Pastore Tedesco dovrebbe essere quello che nel tuo articolo hai definito “normale” o “completo”, perché possiede sia linee da lavoro che da bellezza. Non è poi così difficile trovarli (se stiamo parlando dello stesso tipo di cane).

  6. E’ il primo commento che lascio (non conoscevo il sito fino a qualche giorno fa) e oltre ad apprezzare molto la verve umoristica devo dire che nonostante abbia ormai qualche annetto mi sembra forse ancora piu’ di prima tremendamente attuale.

    …E infatti ci sono arrivato perche’ sto programmando di ingrandire la famiglia con un pastore tedesco e quindi stavo cercando di raccogliere informazioni sugli allevamenti. Ora, io non sono proprio un ragazzo (direi che sono “diversamente giovane”) e ho dovuto rinunciare al pastore tedesco per molti anni della mia vita; e’ un po’ come ritornare in un luogo che ci era familiare dopo piu’ di vent’anni e non riconoscere piu’ niente. E’ quello che e’ successo a me: in due o tre giorni di ricerca su google mi sono ritrovato in mezzo a guerre sante su pettorine e collari che sembra di essere in mezzo agli opinionisti della de Filippi, allevamenti (e possibili acquirenti) che si occupano solo di cuccioli che promettono di diventare uguali a George Clooney da un lato, e quelli che fuori dall’UD non c’e’ niente e misurano il cane in termini di calibro e velocita’ di uscita alla volata della canna quando viene “sparato” dall’altro. Ogni tanto salta fuori anche qualcuno che giura di aver visto navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione…

    Ecco, e’ come se mi fossi risvegliato dopo vent’anni e passa di coma e mi ritrovassi in un mondo che non riesco piu’ a riconoscere. Allora finisco per riaddormentarmi stremato dalle letture degli ultimi giorni mi risveglio di colpo dopo aver sognato di essere in piazza del Duomo a Milano io e il mio nuovo povero cucciolo del tutto normale, circondati da una banda di educatori-santoni new age che cercano di salvarci l’anima e per farlo ci ballano intorno e ci tirano addosso manciate di petali di fiori di Bach.

    Battute a parte, io volevo solo trovare un pastore tedesco perche’ il pastore tedesco e’ l’unico cane che conosco (o forse e’ meglio dire che conoscevo), perche’ a me va proprio bene quello “normale”, docile quanto basta perche’ sia abbordabile anche da mia figlia, ma anche brillante, spartano e poco figaccioso quanto basta per svegliare mia figlia dandole il suo bel da fare, e non ultimo divertirsi lui oltre e far divertire anche me. Non voglio un marine che se non ripete lo sbarco in normandia tutte le mattine all’alba si deprime e non voglio la star che senza trucco e parrucco non esce di casa, insomma voglio un pastore tedesco normale come quelli che ho cosi’ tanto amato quando ero meno diversamente giovane.

    Ho esagerato? Lo ammetto, ho estremizzato il concetto e mi sono divertito a farlo cosi’ come mi sono divertito come un matto nel leggere l’articolo. Ma il problema per il momento rimane: sono partito con una certezza tutto sommato semplice e radicata in tempi piu’ o meno remoti e sono arrivato fino a qui piu’ disorientato che mai. Non e’ che non sia interessato, e’ che sono proprio irritato da questa estremizzazione della divisione dei ruoli. Il bello del pastore tedesco, almeno la cosa che piu’ me lo ha sempre fatto apprezzare, e’ proprio la sua poliedricita’ che ne fa un buon amico divertente e capace anche e forse soprattutto nella vita di tutti i giorni. Non sara’ un campione di bellezza? Ma un bel chi se ne frega non ce lo vogliamo mettere? Non sara’ un fulmine di guerra nell’addentare la manica? Metti che il prete mi suona alla porta d’estate con la camicia con le maniche corte, mica posso dirgli di andare a casa a prendere una giacca a vento con le maniche imbottite altrimenti mi disorienta il cane che poi mi ci rimane male e mi tocca portarlo dallo psicologo!

    Va bene, mi sono sfogato. Prendero’ il mio cucciolo, ci mettero’ piu’ tempo a trovare uno dei quattro gatti che li allevano “normali” e soprattutto non mi fanno la supercazzola, ma sono troppo avanti nell’eta’ per inseguire sogni di gloria e, a dirla tutta, credo che per una razza di grande diffusione massimizzare l’enfasi posta sull’estremizzazione bellezza – lavoro abbia come rovescio della medaglia indurre i piu’ a ritenere che tutto il resto sia solo scarto e questo anche solo a medio termine possa rivelarsi piu’ un danno che altro.

  7. Articolo esaustivo… l’unica cosa che devo rimproverare dopo aver posseduto 3 pastori tedeschi, l’ultimo arrivato Argo Grigione di 6 mesi, e il fatto delle orecchie tese a 3 mesi… fatte 1000 sverminazioni… analisi delle feci in laboratorio… niente da fare era pulitissimo! A 2 mesi e mezzo già le orecchie sù e mai abbassate! E come Argo il primo che ho avuto Roky a 3 mesi sù e mai abbassate. … cani in perfetta salute mai malattie, atletici, ecc ecc

  8. Questo articolo è fantastico!! Complimenti… è la prima volta che leggo descrizioni cosi affidabili e concordo in pieno!!
    Io ho un pastore tedesco di 7 anni… è stato il mio regalo dei 18 anni… siamo un cuore solo un’anima sola… devo dire che a me non interessava che fosse bello da mostra o da lavoro.. volevo semplicemente un amico fidato con cui passare le giornate, giocare e di cui prendermi cura.. dopo aver sentito diversi allevamenti famosi ho trovato degli allevatori piu piccoli delle mie zone che fanno gare di bellezza… avevano 2 cucciolate nello stesso periodo e a me è stato dato il maschio piu’ brutto secondo gli esperti, visto che non volevo fare le gare! Da 6 mesi in poi mi hanno offerto di tutto per averlo perchè è venuto uno spettacolo! Neanche tutto l’oro del mondo avrebbe ripagato la sua mancanza! Lui non è un tipo troppo appiccicoso, anzi troppe coccole lo sdubbiano.. ha di certo sempre fame e adora il pane secco… quando andiamo nel bosco da soli non ho certo paura, mi difenderebbe a costo della vita… e so che a casa sua non può entrare nessuno se non accompagnato! Per me un cane cosi è il massimo e sono proprio felice che il destino ci abbia fatto incontrare!!!!!!!

  9. Ciao, ti avevo già chiesto informazioni sul bulldog inglese, ma visto che i famiglia lo reputano tutti brutto (e non so come facciano, è veramente un cane che mi ha ruabto il cuore) credo opterò per un pastore tedesco, un bovaro del bernese oppure on labrador.
    Mettiamo il caso che prenda il pastore tedesco.
    Avendo mio padre un negozio sotto casa dal quale si accede senza problemi al giardino, che ha un unico cancello cvhe porta anche all’androne dove teniamo la merce prima di metterla in magazzino, il mio timore è che se entra un fornitore e noi magari siamo in casa e lui entra da solo il pastore tedesco gli salti addosso; può accadere? Ah, ho anche due gatti e un coniglio.

    • E certo che può accadere: un cane da guardia… fa la guardia. Non è che puoi dirgli “prima chiedigli se è un fornitore” 🙂
      Direi che, vista la situazione un po’ particolare, o il pastore tedesco lo tieni dentro casa con te e in giardino ci andate solo insieme… oppure è meglio se opti per il labrador!

      • E il bernese? Da quello che ho letto difende le persone e non la proprietà. Non che non mi piaccia il labrador, ma non piace ai miei (lo considerano un cane “inutile). L’opzione di tenere pastore tedesco in casa non è male.

        • Ma pensi che i cani siano robottini già programmati? Ma cosa vuol dire il Bernese difende le persone e non le proprietà? Ci possono essere inclinazioni in un verso o nell’altro ma se prendi un cane solo perchè deve “fare la guardia” come e a chi pare a te meglio che ti prendi un impianto di allarme.

          Io ho un pastore tedesco.. abbaia quando suonano al citofono ma se entra qualcuno in casa scodinzola e gioca..

          • Leggiti lo standard del bernese e dice che può fare un minimo di difesa ma non la guardia. E non prendo un cane come antifurto, calmati pure. Semplicemente ho chiesto un’informazione perché non voglio che il pastore tedesco salti alla gola del corriere!

  10. Carissima Valeria,
    Avresti qualche indirizzo di allevatori di pastori tedeschi ” normali” negli USA? Vivo a Dallas, TX. Ho trovato un allevamento di pastori tedeschi di work line che mi sembra serio, ma non un allevamento di pastori tedeschi “via di mezzo”. Non siamo pronti per una nuova introduzione di cuccioli in casa ( quindi, non c’e’ fretta), ma vorrei cominciare ad informarmi per il futuro. Se hai qualche indirizzo, te ne sarei molto grata.
    Grazie per l’ attenzione.
    Cristina

  11. Pastore Tedesco o Bauceron????

    salve a tutti,
    attualmente ho 2 pt ,
    maschio e femmina,di 8 e 7 anni.
    secondo me sono il giusto mix fra bellezza e capacità di lavorare,
    specie il maschio.
    tuttavia con il passare degli anni cominciano ad avere molti acciacchi,
    ed ho pensato di “sostituirli” gradualmente con i beauceron,
    questo xchè spero che si riveli una razza molto +….sana.
    intanto ho preso una femmina che adesso ha 1 anno,ovviamente niente maschio x ora.
    inutile dire che vivono in un grande giardino in aperta campagna,
    e spesso li porto a fare trekking x lo + in luoghi molto isolati,
    in quanto almeno x i miei pt,
    incontrare altri animali o persone è motivo di rissa quasi sicura.
    non hanno mai morso “veramente” nessun essere umano,
    ma se ci imbattiamo in qualcuno, il minino è che gli corrano incontro abbaiando,
    x poi tornare “quasi” subito al richiamo.
    con gli altri cani…….

    il bauceron no.
    è molto + calmo e riflessivo,
    non è assolutamente socievole con gli estranei,non si fa toccare o avvicinare,
    ma non è mai aggressivo a priori,con gli altri cani poi è sempre ben disposto,
    anche se cauto ed attento,se c’è qualcosa che gli interessa si fa rispettare con decisione,
    ma evita lo scontro.
    è affettuosissimo,dolce,molto atletico,instancabile,mooooolto ubbidiente,
    e rispetto al pt richiede solo un addestramento + dolce.
    fa quel che gli si chiede solo lo ritiene giusto!
    sembra sempre riflettere sulle varie situazioni.
    non è certo bello come un pt,ma ha un grande fascino,almeno x me.
    ma……..

    abitando così isolato,i miei cani DEVONO FARE LA GUARDIA,ma sul serio.
    lo so sono solo un deterrente,un ladro serio gli spara direttamente,
    ma insomma i pt il loro lo fanno e …bene,
    il fatto che ci sia una rete non è garanzia di sopravvivenza a chi si avvicina troppo…
    il bauceron….sì corre al cancello al minimo rumore,abbaia,ma…
    se diamo ai pt,che so,10,
    il bauceron ancora vale 6…..
    ora,x la vs eperienza,il maschio potrà un domani sostituire degnamente
    il maschio di pt???????
    premetto che x me il cane deve essere un cane pastore,niente molossi.
    deve seguirmi e rimanere in zona anche x un giorno intero e percorrere(lui) che so,50,60 km in scioltezza
    il bauceron in questo è perfetto,davvero fantastico.
    ma la guardia????

    • Il beauceron è un cane eccellente e anche un buon cane da guardia: certo non è un killer, però è efficace (specie se in coppia) ed è sicuramente “sano” dal punto di vista genetico (sempre se parliamo di cani ben allevati, ovvio).
      Se vuoi qualcosa di più “incisivo”, restando in ambito “pastori”, pui pensare al malinois.

      • ci avevo pensato al malinois,
        ma ho paura che sia un pò troppo……elettrico,
        non ho intenzione di fare gare o simili,con me forse sarebbe sprecato.
        il bauceron è proprio il mio cane,x quello che posso vedere fino ad adesso.
        ogni giorno che passa mi piace sempre di + e fa progressi continui.
        in tutto…meno che x la guardia…
        ma forse un domani,un maschio di baucderon mi farà cambiare idea.
        quando sono andato all’allevamneto,ho visto che sono molto + grandi,
        c’erano un maschio e 2 femmine “liberi”.
        dietro al cancello il maschio,ma anche le femmine, facevano una bella guardia,
        poi una volta che ci hanno presentati,
        non mi si staccavano + di dosso,socievoli,ma comunque attenti….
        non so spiegarlo bene,sembrano..riflettere…..
        vedremo,intanto mi godo al max i miei 2 pt,
        vanno un pò torti,ma in compenso ormai viaggiamo x telepatia.
        grazie.

    • Io scaverei un fossato attorno alla mia proprietà e poi ci mollerei dentro una cinquantina di rott affamati o un bel branco di Pirhana!!!:D

      • E comunque per gli acciacchi bisogna vedere le linee di sangue dove si è preso il cane e che cosa gli si da da mangiare (mangime di qualità ,una bistccona e via ,avanzi e spazzatura varia o crocche dell’Eurospin ,Lidl e compagnia).Poi non si può pretendere che dei cani sfruttati così ,che vivono fuori vivano in eterno ,durano quel che durano con artriti reumi e varie!!!(es.non posso pretendere che se metto alle intemperie e inverni un alano che già è tanto se arriva ai 10/11 anni me ne campi 20 senza acciacchi e facendolo lavorare come un mulo.

  12. Articolo interessante, come del resto tutti i suoi articoli…quanta confusione in merito! Io cercò un pastore da lavoro perché il mio beauceron , come cane da soccorso, sta per andare in pensione. È dopo aver avuto un beauceron la scelta diventa sicuramente difficile!
    Consigliate i un buon allevamento per favore! Grazie .

        • Bene, credo che la prima cosa che tu debba fare sia chiarire con te stessa che tipo di cane vuoi.
          Ho visto troppa gente scegliere un cucciolo “figlio di campioni” di lavoro, “così sicuramente non è displagico”, ma poi annegare in una serie di problemi più meno comportamentali la cui causa è riconducibile più o meno a questo: al cane non veniva fatta fare abbastanza attività e/o non veniva fatto fare quello per cui è portato (leggi: al cane piacerebbe tanto fare).
          Vale a dire, se prendo un cane da una linea di sangue selezionata per fare UD, non posso pensare di fargli fare una vita divano-e-giro-intorno-al-palazzo-per-sporcare.
          Naturalmente questo vale in generale, così come la felictà di un cane da caccia è andare a caccia, che a noi piaccia o non piaccia.
          Quindi, dopo aver fatto esami di coscienza, che tipo di cane vuoi? Un pastorone da esposizione? Un fulmine da UD? Un buon cane da guardia? Una cosa che riassuma tutto ciò?…?
          Credo che il primo passo per una buona scelta sia sapere ciò che si vuole.
          Ciao!

      • il beauceon è un cane fantastico, ubbidiente, affidabile ed equilibrato; nel mio caso ha solo un problema: ha il mio stesso peso! penso che un cane di una ventina di kg di meno (ovvimente femmina)forse mi renderebbe la vita meno difficile…

  13. Splendida descrizione…. Mentre leggevo l’articolo guardavo Athos, che è ovviamente sdraiato accanto a me sul divano, e ridevo come una matta….!!! ah, per il famoso “culo a 2 cm da terra” ogni spesso mi sento chiedere dalla scuramaria “ma è vecchio? (ha 3 anni), sta male? (assolutamente no) è malato? ah poveri cani con quella malattia delle ossa (latrato e risultato da cassa di champagne!)”… come qualcuno disse: “non ti curar di loro ma guarda e passa”…

    • Che vuoi farci Martina, io ho una pastorina completamente nera, mi chiedono sempre che incrocio sia. Quando rispondo “E’ un pastore tedesco” questi dicono “Si, ma incrociato con cosa?”.
      Quando va bene chiedono “E’ un pastore belga, vero?”. Altrimenti, altri ti guardano con faccia incredula e pensano che IO sia un imbecille che si è fatto buggerare dall’allevatore….
      Poi ci sono i veri esperti, che dopo un’attimo di esitazione sentenziano che è un alsaziano.
      Ma il massimo è stato uno che, dopo aver fissato il vuoto per dieci secondi abbondanti dopo la mia risposta, se ne esce con un “Si, pastore tedesco…. belga!”. A quel punto non sapevo più se ridere, piangere, o se mi stesse prendendo per il culo!

      • Consolati: a una mia amica è appena capitato di sentirsi dire “Bello! Non l’avevo mai visto un pastore tedesco bianco e nero!” (è un border collie).

      • Anche se amo il PT adesso ho un magnifico barbone standard e una volta al mercato il cuggino di turno esperto cinnofilo ha sentenziato che è un bellissimo AlanoAfgano !!!!Da quella volta sto ancora ridendo!!!

  14. Ho avuto per 16 anni uno splendido pastore tedesco femmina che è cresciuta con me. La prima volta che è arrivata a casa, da cucciola, avevo due anni, lei 4 mesi. Dalle descrizioni immagino fosse un pastore normale. Intelligentissimo, dolce e capace di fare grr anche al papà quando, giocando, fingeva di acchiapparmi o al vicino di casa un po’ troppo invadente. È stato il mio cane, sempre perfettamente al passo durante le uscite, sulla destra, attentissimo ad ogni mio richiamo e un vero e proprio pastore (mia mamma mi racconta spesso che quando invitavo i miei amichetti a giocare cercava disperatamente di radunarci tutti in unico punto). È stata un’amica e una sorella, quante volte ho dormito con la testa sulla sua pancia! Non esagero quando dico che non troverò mai più un cane così educato e sveglio (una volta, sono rimasta chiusa da sola fuori casa e ha capito che doveva aprirmi lei dall’interno), con il quale ho avuto una sintonia immediata.

    • Cara Violetta, la capisco perfettamente!! Ho avuto la sua identica esperienza con la mia adorata e indimenticabile Priscilla, che ormai non c’è più da 15 anni. Queste esperienze sono tra quelle che ti cambiano la vita e ti mantengono intatta la voglia di amare.

  15. Giorgio Teich è una di quelle persone che non si dimenticano, l’ho personalmente conosciuto con immenso piacere, sono un suo lettore, qualsiasi amante del pastore tedesco dovrebbe scambiare 2 parole col Teich !!

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