Precisazione iniziale molto importante: quelli che fanno sheepdog non sono quelli che con le pecore ci lavorano davvero, nel senso che ci campano.
Non sono i pastori, insomma, gli unici umani – secondo logica e buon senso – che dovrebbero possedere cani da pastore (che infatti, guarda caso, NON si chiamano mica “cani da sheepdog”).
E’ un po’ come tra bufalo e locomotiva: la differenza salta agli occhi (cit. da De Gregori).
I conduttori di sheepdog vengono effettivamente chiamati “pastori”, ma solo per dargli il contentino. Per pietà,  insomma.
I pastori veri sono persone che non hanno mai letto un manuale cinofilo in vita loro (alcuni non sanno neppure leggere), che al cane tirano un tozzo di pane quando e se c’è, che rispettano di più le pecore del cane perché di cani ne trovi ad ogni angolo di strada (col cavolo che usano cani di razza pura), mentre le pecore costano: eppure se ne  stanno pacificamente seduti sopra una pietra, aprono un involto oleoso che contiene un panino con la formaggetta, fanno un singolo fischio al cane e quello parte, raduna le pecore, recupera quelle che si sono allontanate dal gregge e le chiude tutte in un recinto in un tempo equivalente a quello che il pastore impiega a mangiare metà del panino.
Quelli che fanno sheepdog sono persone che sanno tutto sul condizionamento classico e su quello operante, che seguono gli stage sulla prossemica nel rapporto cane-pecora, che hanno pagato millemila euro per comprare il cane, spendono un patrimonio alla settimana per il miglior mangime del mondo e hanno speso altri millemila euro per corsi di sheepdog di livello A, B, C e avanti fino alla Z:  eppure, la maggior parte delle volte, si presentano alla prima gara e si perdono le pecore.
Il fatto è che quelli che fanno sheepdog sono umani che lavorano come impiegati, operai, idraulici, medici: e che la domenica amano andare a divertirsi con i loro cani da pastore.
Quando credono di essere diventati bravi, fanno la prima gara (e si perdono le pecore. O il cane. O entrambe le cose).
Da lì al diventare davvero bravi passano, solitamente, una quindicina d’anni.
Perché lo sheepdog è dif-fi-ci-lis-si-mo.

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Quelli che fanno sheepdog, ovviamente, prima di fare le gare il cane devono allenarlo (altrimenti le pecore non solo le porta dove dice lui, ma tira pure a mangiarsele per merenda).
Certo, anche quelli che fanno disc dog o UD devono allenare il cane: solo che un frisbee, un riportello o una manica, quando hai finito l’allenamento, te li puoi infilare in una borsa.
Provateci con un gregge.

Quelli che fanno sheepdog dovrebbero essere teoricamente quattro gatti, proprio per l’oggettiva difficoltà di gestire la questione pecore. Perché non solo non puoi parcheggiarle in salotto, ma neanche mollarle lì in un campo e andartene, come fai con gli ostacoli da agility.
Le pecore hanno bisogno di essere accudite, mangiano, bevono, fanno la cacca (il che rende ancor più improbabile l’ipotesi “salotto”); insomma sono esseri viventi e non frisbee, anche al di là delle dimensioni.
In realtà quelli che fanno sheepdog sono diventati una vera marea di gente, quasi tutta munita di Border collie comprato per fare agility e poi schizzato e diventato ingestibile.
A quel punto qualcuno ha detto all’ex agilista disperato che il Border collie è in realtà un cane da pastore (MA VA’?!?) e che un Border schizzato ritrova immancabilmente il suo equilibrio quando può lavorare con le pecore.
Allora l’ex agilista disperato si è precipitato a cercare un pastore (vero) munito di pecore, il quale ha ascoltato pazientemente la sua storia lacrimevole e, arrivato al punto in cui l’ex-agilista gli chiedeva di far lavorare il proprio cane sul suo gregge, si è prodotto in una notevole  performance mimica (chiamata comunemente “gesto dell’ombrello”) e poi gli ha spiegato che lui aveva già un OTTIMO cane da pastore e non aveva bisogno di nessun Border schizzato che, non avendo mai visto una pecora, avrebbe terrorizzato le sue (e le pecore costano, quindi vanno sempre e comunque rispettate).

Questo è il momento in cui l’ex agilista disperato, nonché neo-sheepdog man mancato, schizza più del suo cane: almeno fino al giorno in cui qualcuno gli dice che in quel paesino là (distanza media da casa sua: 60 km), proprio su quella strada là (fondo medio della strada: sterrato pietroso misto fossi-pozzanghere), c’è un campo da sheepdog, allestito proprio per le necessità di persone come lui.
Se quelli che fanno sheepdog NON sono quattro gatti è soprattutto perché chiunque avesse un pezzo di prato e la possibilità di creare una stalla (anche presa all’Ikea), visto lo sproposito di Border schizzati che cercavano disperatamente quattro pecore, si è comprato appunto le quattro pecore ed ha aperto un campo da sheepdog.
Quando c’è una richiesta, l’offerta si materializza immancabilmente: quindi, oggi, di campi da sheepdog ce ne sono uno sproposito.
Alcuni sono aperti a tutti, altri strettamente privati  (ne ho visto uno piazzato dentro una fabbrica. Ma proprio dentro, eh? Tutto intorno capannoni, macchinari eccetera…e nel bel mezzo, un prato con le pecore e il proprietario della fabbrica – nonché allevatore di border –  che faceva sheepdog. Ogni tanto arrivava  un operaio in tuta gridando cose tipo: “C’è al telefono il presidente della ditta X che vuole assolutamente parlarle per un problema urgentissimo!”, e l’altro, serafico: “Un momento, metto le pecore nel pen e arrivo”).
Una cosa è certa: quelli che fanno sheepdog, in un modo o nell’altro, si arrangiano. E le pecore in qualche modo le trovano.
Per un curioso paradosso spazio-temporale, pur essendoci ormai un campo da sheepdog ogni dieci metri, le trovano sempre a una distanza media di 60 km da casa loro.
Però le trovano.

ASPETTO GENERALE: i principianti si distinguono per il classico abbigliamento da “umano che nella vita fa tutt’altra cosa, ma che cerca di vestirsi da pastore“.
Possiamo trovare così il signore in anfibi, bastone e doppiopetto (perché dopo lo sheepdog ha un meeting); o  la signora in minigonna giropassera, ma con le ciocie ai piedi (versione pastore laziale) o con la coppola in testa (versione pastore sardo).
C’è da dire che nessuno, per quanto si impegni, batterà mai gli inglesi: ho visto personalmente una lady presentare il suo cane in gara indossando: camicetta azzurra con immane fioccone al collo + gilé leopardato + calzoni da amazzone + stivali di materiale sconosciuto (una specie di polistirolo alieno), alti fino al ginocchio, dello stesso preciso azzurro della camicetta + cappello di paglia largo un metro e venti circa.
La cosa assurda è che era pure brava: perché gli inglesi, mannaggia a loro, lo sono sempre.
Gli italiani un po’ meno, anche perché lo sheepdog l’hanno scoperto l’altroieri e stanno ancora cercando di capirci qualcosa.
Comunque, sull’abbigliamento, imparano in fretta: dopo due lezioni arrivano tutti in tuta, oppure in jeans e camiciazza a quadri, stivali di gomma e soprattutto DEODORANTE, perché quello che fa sheepdog, se non si porta il deodorante,  lo riconosci soprattutto dall’odore.
E non può raccontare sempre al meeting aziendale che ha mangiato una fetta di pecorino, anche perché di solito la fetta di pecorino non la senti a duecento metri di distanza. Quello che fa sheepdog, sì.

CANE ALLEGATO: nove volte su dieci, Border collie (otto volte su nove, Border collie pre-lavorato in agility e conseguentemente schizzato). L’altro “uno su dieci” spazia dal pastore scozzese (normale o bonsai, ovvero shetland) a quello bergamasco, dal kelpie all’australian sheperd e così via, con rare apparizioni di pastori tedeschi che di solito, alla terza pecora mangiata (e rimborsata all’incazzatissimo proprietario), cambiano sport.

VARIETA’ AMMESSE: svariate. Si spazia da quello che fa sheepdog “perché il Border (o altre razze da pastore) è nato per questo” (e standing ovation a lui, a meno che non abbia un pastore tedesco, che NON è assolutamente nato per questo: gli hanno solo sbagliato nome) al già ampiamente citato signore che fa sheepdog “perché il suo Border in agility ha dato i numeri”; da quello che fa sheepdog “perché gli sport cinofili bisogna provarli tutti” (e che dopo un mesetto viene beccato a ballare sulle punte col tutù e il cane che gli saltella intorno, perché adesso deve provare il doggy dancing) a quello che fa sheepdog “perché stare in campagna è tonificante, rilassante e senti i profumi della natura” (e che difficilmente resta della stessa opinione dopo che è stato intrappolato per la prima volta in mezzo a un gregge, con le pecore che gli strofinano addosso i posteriori impastati di merda e sembrano fermamente intenzionate a schiacciarlo fino a ridurlo a succo di umano. Che è poi il motivo per cui i pastori girano col bastone).


PECORE:
ce ne sono di diverse razze  e qualità: Bastarde, Più bastarde, Figlie di puttana, Parenti strette del demonio, Luride vigliacche ed altre ancora.
NOTA: chi pensa che le pecore siano animali stupidi non ha mai fatto sheepdog.

LINGUAGGIO
: gli sheepdog men sembrano parlare un linguaggio astruso anche in Inghilterra, perché usano strascicare i comandi all’inverosimile. Per esempio, per mettere il cane a terra, non urlano “LIE DOWN!” come farebbe un tedesco in UD, ma ci impiegano un quarto d’ora a dirgli “liiiiiiiiiiiieeeeeeeeeeeeeeeeeee doooowwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwnnnnnnnnnnnnn”…
Sarà per quello che i cani obbediscono: perché prima che il pastore abbia finito di dare l’ordine, prima o poi quella cosa lì (qualsiasi cosa sia) hanno già deciso di farla in proprio.
I temerari che fanno sheepdog con le oche dovrebbero però tener presente che un lie down lungo venti minuti potrebbe significare che il cane, nel frattempo, si è fatto un’anatra all’arancia.

In Italia il problema linguistico è aggravata dal fatto che l’inglese è spesso maccheronico.
In Italia si sentono dei misteriosi “AUAIIII!” (doveva essere “away”, ma l’effetto è quello di una  fitta al callo), CAMIR! (“come here”), COMEMAI! (“come by”) e soprattutto “DUDUDU”, che è l’italica, diffusissima versione di “That’ll do” (lavoro finito).
Talora, proprio perché non completamente soddisfatti dal proprio inglese, gli italici sheep dog men (che a me vien più da chiamare “sheepdoggari”, non so perché. O forse lo so) fanno splendidi miscugli  linguistici, tipo: “Ho detto come byyyyy! Dachecazzodipartegiri?” o “Come SUBITO QUI, porcaeva!” (sentiti entrambi con le mie orecchie), che rendono lo sheepdog divertentissimo soprattutto per chi lo sta a guardare (se becchi la giornata e i personaggi giusti, è meglio che andare al circo).

TESTA: infarcita di pie illusioni. Quelli che fanno sheepdog, prima di cominciare a fare sheepdog, credono sempre che le pecore siano dolci creaturine bianche fatte a nuvoletta (le hanno viste solo in fotografia), che vanno docilmente nella direzione indicata dal cane, a sua volta docilissimamente arrendevole agli ordini di un conduttore che sta per la maggior parte del tempo seduto su un sasso a guardare un panorama bucolico.
POI scoprono che le pecore sono mediamente marroni (o perché semplicemente sporche, o perché coperte di letame), che puzzano come una discarica sotto il sole di agosto e soprattutto che sono esseri infidi e maligni che fanno tutto il possibile per fare l’esatto opposto di quello che vorrebbe il cane.
Il quale, a sua volta, spesso tenta di fare l’esatto opposto di quello che vorrebbe il pastore: non perché sia anche lui un essere infido, ma perché spesso il pastore gli dà ordini assolutamente senza senso, non avendo idea di quello che pensano le pecore, e il cane cerca di metterci una pezza (perché invece lui lo sa).

ARTI: anteriori spesso sbanattanti tipo vigile urbano, o nel disperato tentativo di guidare il cane o in quello di arginare l’esplosione del gregge, che ha appunto questa pecularietà: sta tutto compatto per tot tempo (MOLTO compatto se tu ci sei finito in mezzo) e poi esplode in centodue direzioni diverse. Il gregge ritiene che il momento migliore per l’esplosione arrivi quando il cane ha eseguito una gara perfetta e manca sono l’ultimissimo esercizio, ovvero l’entrata delle pecore nel pen (recinto). A quel punto, BANG! Fuochi di artificio ovini.
Gli arti posteriori del pastore sono allenatissimi: non tanto a causa dei normali chilometri che si fanno in allenamento, quando la gente normale pensa che a correre sia solo il cane, ma soprattutto a causa dei chilometri percorsi per recuperare le pecore in gara, dove vengono immancabimente perse finché non si diventa bravi (per i tempi, vedi precisazione iniziale).

DIFETTI DA SQUALIFICA: mancanza di pazienza, di umiltà e di tanta, ma TANTA autoironia.
Se non si dispone di queste doti in quantità industriale, meglio lasciar perdere subito. Se invece se ne dispone, lo sheepdog resta sempre uno sport difficilissimo:  ma è anche uno dei più naturali, divertenti e appassionanti del mondo.

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44 Commenti

    • L’articolo è divertentissimo…noi siamo diventati “pastori per caso” nel senso che abbiamo preso una femmina adulta con sua figlia e un maschio di qualche mese…(Bimby, Wendy e Forrest). Ero rimasto entusiasta del team penning, ma i manzi crescono e si devono dare al macellaio…così ho pensato alle più modeste pecorelle che però ho scoperto non essere adatte allo scopo, ma ormai c’ erano e anzi sono aumentate di numero (oggi sono 26); così a distanza di anni finalmente abbiamo trovato un loro scopo….fanno lana e mia figlia è riuscita a filarla, mentre mia moglie produce cose di lana ai ferri o all’ uncinetto…pecore tosate libere con calma e senza tagli, agnelli felici , nessuno conosce macelleria, ognuno ha il suo nome, dalla prima generazione: Athena agli ultimi nati: Molly, Mercoledì, Martina,Mimmo, Macchio,Morgana, Melissa , Maciste.
      E ovviamente (e finalmente…) quest’ anno abbiamo preso un cane da pastore: un Pastore d’ Oropa la piccola Urka che il 25 di settembre avrà 10 mesi…non sa ancora condurre, ma prima o poitroverò qualcuno che mi insegnerà come fare a condurre un gregge con “un unico fischio” perchè le ragazze come sempre accade preferiscono l’erba del vicino!!!
      Se qualcuno ci vuole vedere abbiamo un blog: Dal filo d’ erba al filo di lana. Se Valeria vuole venire a trovarci sarà la benvenuta.

  1. AHAHAHAH…”E’ un po’ come tra bufalo e locomotiva, la differenza salta agli occhi” …ma come ti vengono??? (Sia a te, Valeria, ma anche a De Gregori, eh! Anche se lui in un’altra ci dà sollievo dicendo: “E non c’è niente da capire”…)

    Sai che forse sono riuscita a reperire il “Novissimo dizionario”??? Finchè non mi arriva non ci credo…

    Complimentissimi Valeria!

    • Donate’… quella è la stessa canzone in cui De Gregori sostiene che “tra la vita e la morte avrebbe scelto l’America”.
      Vedi un po’ tu 🙂

  2. Ti sei dimenticata che le dolci creaturine pesano come delle bisarche e tendono a maciullarti i piedi, hanno corna che ti tatuano bellissimi ghirigori sulle chiappe e se il cane fa un fetch in discesa e non rispetta il liedown rischi di fare la fine del catVStruck su un’autostrada americana

          • scusa la mia ignoranza,posso capire perchè in sheedpog dovrebbero essere usati i montoni ?è una regola?

          • Be’, perché lo sheepdog si fa con un gregge.E nel gregge ci sono maschi e femmine: non è che puoi lasciare a casa il maschietto perché “scusa, eh, ma adesso è l’ora di lavorare con il cane e quindi solo le femminucce sono ammesse”. Lo sheepdog (gare a parte), è il lavoro del cane da pastore: io l’ho un po’ preso in giro, ma dev’essere il più possibile vicino a quello del lavoro “vero”.

          • sfortunatamente spesso anche le pecore hanno le corna… e belle grosse!! un segno distintivo dello sheepdoggaro sono dei bei lividozzi bluastri sempre presenti ad altezza coscia-ginocchio 😉 bellissimo articolo ho riso come una pazza 🙂

  3. “con rare apparizioni di pastori tedeschi che di solito, alla terza pecora mangiata (e rimborsata all’incazzatissimo proprietario), cambiano sport”
    “a meno che non abbia un pastore tedesco, che NON è assolutamente nato per questo: gli hanno solo sbagliato nome”
    Bellissimo articolo, mi sono proprio divertito. Sopratutto perché mi ci sono ritrovato in parecchie delle situazioni descritte. Con i miei pastori tedeschi. Da più di 10 anni

    • @Pegher: lo sapevo che arrivava qualche pastorista ringhiandomi 🙂 …
      Chiedo umilmente perdono: lo SO che ci sono pt bravissimi nello sheepdog (ed io ho allevato pt, quindi spero si capisca anche che li adoro!): però tutti, ma proprio TUTTI gli istruttori di sheepdog, quando vedono arrivare un pastore tedesco, alzano gli occhi al cielo e mettono i parastinchi di ghisa alle pecore… perché, se non cominci proprio col cucciolo piccolissimo (che di solito ha paura delle pecore!), l’approccio medio del pt al gregge è : “Tanta merendaaaaaaaaaaaa!!!”
      Poi possono imparare e diventare eccezionali conduttori (d’altronde i loro antenati quello facevano)… ma siccome l’articolo è umoristico, mi sembrava divertente sottolineare l’approccio-killer di gran parte dei pt 🙂

      • Verissimo quello che scrivi ma….
        Gli istruttori di sheepdog che mettono i parastinchi alle pecore … sono istruttori di Border ( e probabilmente rappresentano il 99,9 per cento degli istruttori di sheepdog. Oltre al fatto che i parastinchi sono inutili, in quanto il “vero pastore tedesco” … mira al collo!! )
        Ora seriamente: oltre ai 3 PT miei, ho potuto vedere altri 8 PT in giornate di avvicinamento al gregge. Un solo PT veramente killer ( come ho pure visto killer Bergamaschi,Malinois, Beauceron e parecchi border )
        P.S. come si mettono le faccine? per dare la giusta non-importanza a quel che scrivo …

        • Due punti trattino parentesi = faccina che sorride. Due punti trattino D (maiuscola) = faccina che ride. Due punti trattino P = faccina che ti fa le beffe (presumo che debba beccarmi questa :-P)

  4. ma…… allora, se il pt può far gregge, se io metto i rottw dietro ai bovini che potrebbe capitare? . che so, guiderebbero/radunerebbero la mandria? …. 😀 o mi troverei con taaaanta carne nel freezer e il mio vicino di casa (proprietario della mandria) imbufalito? .. 😀 😀

    • Il rott di un amico radunava i pulcini (ed in un caso e’ andato a riprendere un gruppo di pecore che aveva sfondato il recinto e risalito il torrente)

      • A me una volta è scappato il boxer in montagna verso un mini gregge, lo ha radunato, e, dopo qualche giro intorno al gregge, lo ha fatto rientrare nell’ ovile.

        Bonta’ sua e soprattutto delle pecore e del famoso montone

    • Vuoi vedere che l’autrice dell’articolo ( in un altro articolo ..-( )ha ragione nell’affermare che i cani sono più felice e realizzati nel fare il lavoro per cui sono stati selezionati?

  5. Nel paragrafo “aspetto generale” vorrei aggiungere se mi è permesso anche la grande categoria degli sheeppettari country-chic.
    Ancora complimenti per l’articolo da un concittadino sheeppettaro

  6. questa serie di articoli è troppo esilarante, mi ci rivedo alla grande! Odore di pecora compreso, roba che ti resta nellle narici anche dopo 5 docce! 😀

    • Provaci, almeno una volta, perchè è veramente come nell’ articolo, solo che nella realta’ è ancora piu’ divertente … ed anche doloroso ahahahahahahahah 🙂

  7. Ah, ah, ah!! Bell’articolo anche questo (pian piano me li sto leggendo tutti). Non ho mai visto gare di sheepdog, ma ho avuto l’occasione di vedere all’opera dei pastori di pecore in Argentina: loro a cavallo a tirare un paio di fischi qua e là e i 2 border a schizzare a destra e a manca a condurre qualche centinaio di pecore dove volevano…i-m-p-r-e-s-s-i-o-n-a-n-t-e !!!

  8. beh bellissimo…
    xó su una cosa devo protestare, io sono pastore (saró forse uno dei poki) xó i miei cani mangiano ogni giorno decentemente… 😉

  9. Arrivo un po’ in ritardo e l’articolo è datato. E’ l’era del WWW e dell’obsolescenza; non solo le cose materiali invecchiano e muoiono alla velocità della luce ma, molto peggio, la stessa sorte spetta alle idee. Chissà se l’Autrice dell’articolo o, “redazione”, non abbia nell’anno trascorso dalla pubblicazione riveduto la propria posizione nei confronti degli “sheepdoggari” o quanto meno mitigato, almeno un po’, la propria critica.
    Il giudizio in merito all’articolo è unanime: divertente. Lo stile è quello tipico di Cyber-Valeria Rossi, inconfondibile, invidiabile; Ti presento il cane, lo faccio già sulla carta stampata in modo egregio ma qui (WWW) non c’è editore che tenga: libero sfogo alla creatività. A me la creatività è sempre piaciuta… non mi dilungo.
    Cosa mi arriva dalla pagina appena letta? Che all’Autrice (addestratrice, educatrice, allevatrice, ecc.) lo sheepdog, la conduzione “sportiva” delle greggi, non piace affatto. I pastori veri fanno i pastori e quelli finti, caricature di quelli veri, non fanno i pastori ma fanno gli “sheepdoggari” – fanno ridere. Lo chiedo agli altri afecionados del blog: tutto questo è divertente, vi fa ridere? I cani schizzati (collie) ex agilisti vanno a rompere le scatole alle pecore nei fine settimana… e magari Lunedì e Mercoledì imparavano a ballare il tango. Qui il messaggio arriva abbastanza chiaro: un cane non può (non deve) fare di tutto. Un’attività, se fatta bene, con costanza e rigore, è più che sufficiente. Questo è dovuto al fatto che l’addestramento per una specifica attività sportiva non sempre si concilia con quello di tutte le altre. Ma la cosa mica è divertente. A quale cinofilo medico, carpentiere o avvocato non piacerebbe fare col proprio cane, o solo provare, un po’ di tutto? Sarebbe bello capire quale è la propria vocazione di cinofilo facendo esperienze diverse. Questo però, il vero interessato (AKA the dog) non lo capisce. Non esiste la possibilità di settare a nostra discrezione un pastore tedesco in “modalità” sheepdog per poi cambiarla in obedience e poi ancora in “guardia ai nani del giardino”(siamo su un sito cinofilo e questa potevo risparmiarla). Una o due attività (compatibili) e stop, o meglio “That’ll do!” questo è il mio punto di vista. Riguardo alla questione dell’educazione precoce al gregge dedicata a razze un tantino irruenti… ci può stare. Esiste qualche “capoccione” che ha pubblicato uno studio accurato sul periodo di insorgenza degli schemi motori di predazione in funzione delle razze? No, e siamo nel 2012. In ambito cognitivo ci sono miliardi di pubblicazioni (il 95% sono cazzate, n.d.r.) ma per quanto concerne uno degli aspetti più importanti dell’etologia deI canI (una specie, tante razze, diversi comportamenti – periodi di insorgenza di motor pattern) si sa molto poco. Io un pastore tedesco l’ho visto “lavorare” con le pecorelle e vi lascio immaginare, no comment. Ne ho visto uno. Valeria ne avrà visti mille. Ray Coppinger sa come crescere un buon guardiano del gregge e sa che, nonostante una ontogenesi ad hoc, un border collie non sarà mai un guardiano. Il motivo? L’età del palesamento del pattern di predazione antecedente alla chiusura del periodo sensibile della “socializzazione primaria”. Sui libri “di scuola” c’è scritto che in socializzazione primaria, IL CANE (quello generico, che non esiste), può fare amicizia con tutto il Creato e che poi, vita natural durante, sarà un… agnello, un pacifista, un Ghandi. Palle! C’è poi l'”abituazione”, il C.O., e (parte) della Teoria dell’apprendimento di skinneriana memoria: In Humana una cazzata mostruosa ma coi cani (e piccioni, coyote, cavalli, ecc.) pare, un valido metodo da usare per scongiurare atti violenti sui bovidi.
    Sheepdog in Italia, cui prodest? 1)Agli allevatori di pecore? 2)Ai cinofili per “insegnare” (avere maggior) il controllo ai (sui) cani? 3)Ai centri cinofili che lavorano anche con il bestiame? 4)A tirar fuori la gente dalle fetide sudice insalubri metropoli e fare comprendere loro dove stanno le nostre radici? Ma anche sì!!! Serve vincere medaglie, coppe o trofei? Niente affatto. L’addestramento è un percorso in salita fatto di tappe, è una via (“do”, in giapponese) in cui la meta non sta all’apice ma bensì al succedersi di ogni passo. Questo non rientra nell’ambito delle “cinofilosofie” o “cinosofie”… (confondere la storia del pensiero umano con la cino-filia – amore per il cane – non è cosa per gente che pubblica ed insegna) ma è semplicemente la quotidianità di coloro che posseggono ed educano (addestrano) i proprio cane. Non ho usato termini quali “amici a quattro zampe” o “pelosetti quadrupedi” o “pelosi” ma ho ripetuto “cane” all’infinito. Scusate le ripetizioni ma questi neologismi li trovo svilenti e vomitevoli. Io dico Canis familiaris o cane… su quattro zampe ci si mettono i bipedi umani per svariate ragioni. Un saluto! Rocco Al Biràt

  10. Domenica ho fatto la mia prima lezione di sheepdog con il mio Angus,border di 7 mesi. È stato fantastico, anche perché il mio compare (Angus) sembrava lo facesse da sempre, e anche io mi sono mosso bene tra le pecore. È ovvio che se hai timore, li in mezzo ti può succedere di tutto. Quello che hai scritto è molto divertente, e non va preso come un attacco a chi fa sheepdog, perché non tutti sono così, e se non lo si è, perché prendersela?!? Mi ha ascoltato da subito, senza andare mai per i cavoli suoi. Non farò mai agonismo, ma sono fierissimo della mia bestiolina.

  11. Cara valeria,
    ti scrivo questo commento non sapendo neanche se lo leggerai visto che l’articolo ormai è datato.
    Anzi..quasi quasi ti consiglio io di non leggerlo in quanto in realtà lo sto scrivendo più per me che per te..è forse un modo per piangere un amico e dirgli grazie se, per merito suo, forse un peloso in futuro starà meglio.
    Premessa:fino a 9 mesi fa con noi c’era Tobia, un fantastico Bovaro del Bernese.Fantastico solo ed esclusivamente perchè era il mio cane,non perchè avesse fantastiche doti da super cane…anzi.
    Io ho sempre pensato di dargli tutto,o almeno tanto…mentre leggendo il tuo sito e in generale su internet mi sono resa conto che avrei potuto dargli molto di più a parte tutto l’amore possibile,passeggiate giornaliere e vacanze nelle sue montagne.E adesso mi sento in colpa per averlo sempre catalogato come “cane pigro”.
    Ancora, mi sento in colpa perchè quando se ne è andato,sdraiato fra le mie gambe sul pavimento in sala in una pozza di sangue nei suoi occhi ho visto solo e infinito amore, e io non sono stata in grado di fare l’unica cosa che serviva…salvarlo.Ce lo ha portato via in 6 mesi una leucemia con prognosi assolutamente favorevole e fra le più guaribili…nonostante visite, chemio…va beh
    Quindi…schiacciata da tutti questi sensi di colpa ho iniziato a navigare nella rete e sono approdata qui, a farmi una scorpacciata di risate, per risollevarmi il morale, e di cultura cinofila.
    Adesso..da quasi 2 mesi…con noi c’è Rosco, un Pastore Apuano.
    Forse io non ero pronta ad avere un altro cane ma mia figlia grande (3 anni e 1/2) sentiva infinitamente la mancanza di suo fratello e di un insostituibile compagno di giochi e non volevo che mia figlia piccola (3 mesi) nascesse e crescesse in una casa senza animali.
    Pastore Apuano tradotto=io le pecore me le magno a colazione e se soffri d’insonnia le metto in riga e gli faccio saltare la staccionata così ti addormenti”
    Chiariamo subito che NON sono una aspirante sheppdoggara……di animali sporchi e puzzolenti ne ho già uno e mi basta (…2 se conti quanti pannolini sporchi produce mia figlia piccola….tre se conti che mia figlia grande vive rotolata per terra ma si diverte e va bene così…quattro se conti che mio marito gioca a calcio…)
    Non so neanche se qui in zona sia una disciplina praticata e vivo serena anche così.
    Ma penso questo…per la perdita di Tobia non ci posso fare niente se non continuare ad amarlo come se fosse ancora qui con me, ma per il resto posso imparare e cercare di dare di più a questo peloso.Allora…ho letto ovunque, in tanti me lo hanno detto e anche una persona normodotata ci arriva da sola, che è meglio assecondare le attitudini del mio cane invece che reprimerle.Lui è un pecoraro ma a caccia di pecore non ce lo mando,cosa potrei fargli fare?
    Non cerco per forza una “attività organizzata” tipo agility ecc…mi va benissimo anche se mi dici prendi una pallina da tennis e faccelo correre dietro in cortile.
    E mi chiederai : perchè non gooooogly una associazione cinofila della tua città e chiedi a loro magari facendogli vedere il cane che di sicuro facciamo meglio?
    E io rispondo: di sicuro lo farò ma vorrei sentire anche te.Perchè anche se non ti conosco sento di potermi fidare,mi piace come scrivi e mi piace quello che scrivi.So che non mi dirai è perfetto per fare agility…e casualmente ti offro un fantastico corso qui al mio campo….come so che mi diresti è perfetto per fare agility anche se sai che non lo farò al tuo campo.
    Grazie mille non per la risposta che magari non arriverà ma per la possibilità di questo sfogo e per il ricordo di un amico andato in cielo

    • Anna, io ho letto 🙂 …solo che conosco molto superficialmente il pastore apuano (ne ho visto solo uno “dal vivo”) e non saprei cosa consigliarti. Visto che morfologicamente è molto simile a un border collie, presumo che l’agility possa fare al caso suo; oppure il disc dog, o magari obedience (o la più semplice e divertente Rally-O). Però non ho nessuna certezza e quindi ti consiglio proprio di consultare qualcuno più esperto di me nella razza!

      • Cara Valerai,
        grazie!
        Grazie per il tempo che ti sei presa per rispondermi e grazie anche per la risposta.
        Non è facile trovare un esperto di questo cane che a quanto pare se ne sta rintanato fra i suoi monti (e sta bene lui!!) ed è poco conosciuto.Io stessa l’ho trovato per puro caso e me ne sono innamorata,cercando su internet ho trovato ben poco e quello che ho capito l’ho appreso parlando con le poche persone che li allevano.Se come spero a breve verrá organizzato il raduno degli apuani a Lucca avrò qualcuno con cui confrontarmi.
        Ancora grazie per il tuo tempo

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.