Quelli che fanno protezione civile, in realtà, non andrebbero presi per i fondelli, perché sono bravissime persone che mettono se stessi e i loro cani a disposizione del prossimo. Sono i veri eroi del nostro tempo, disposti a saltar giù dal letto alle quattro del mattino per andare a cercare il vecchietto disperso nei boschi, o a fare centinaia di chilometri per raggiungere il paese terremotato: il tutto senza guadagnarci un centesimo (non sono certo loro quelli che se la ridono se arriva un terremoto), anzi spesso rimettendoci del loro, perché sono tutti volontari spinti unicamente dal buon cuore e dal desiderio di sentirsi socialmente utili.
Premesso tutto questo, li prendo per i fondelli lo stesso.
Perché…

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ASPETTO GENERALE: variabile. Il signore sui 50 anni, grasso, pesante, asmatico e asfittico, sceglierà probabilmente la ricerca in superficie (così, pensa lui, oltre ad addestrare il cane gratis magari perde qualche chilo. In realtà si candida al doppio infarto carpiato).

Al contrario, la ragazzina che pesa ventidue chili con gli anfibi, e che potrebbe correre per centinaia di chilometri senza un solo “sbuff”, non ha possibilità di scelta: viene indirizzata sempre e solo sulle macerie, perché è l’unica in grado di infilarsi nei nascondigli allestiti per allenare i cani (dimensione:quattro centimetri per tre. Il motivo è ignoto, visto che per il cane non conta un accidenti la dimensione del nascondiglio: le difficoltà deve superarle per arrivarci. Che poi il tapino da scovare stia rannicchiato in un tubo o comodamente sdraiato su un letto a due piazze in una cameretta sotterranea – stile boss mafioso – per il cane non cambia nulla. Però i nascondigli si creano sempre e solo piccoli: e le ragazzine di ventidue chili vengono immancabilmente cooptate perché nessun altro riesce a entrarci dentro).
Dopo un annetto passato a saltare da un nascondiglio all’altro, le ragazzine cominciano a mordere i cani anziché dar loro la pallina quando vengono ritrovate. Infatti sono ormai  isteriche, hanno cani che non sanno fare un belino (il loro non l’hanno mai allenato, stando sempre e solo imboscate per allenare i cani altrui), sono ingrassate di trenta chili (perché non sapendo come passare il tempo, dentro i nascondigli, si portano dei gran panini e mangiano ininterrottamente) e hanno la claustrofobia galoppante.
Di solito, dopo qualche tempo, le ritrovi sui campi di agility, a cielo aperto, che corrono a perdifiato urlando: “Tunneellll!!! Ma stavolta ci entri tuuuuuuuuuu!”.
In compenso i cani che sono stati addestrati a cercarle sono ormai in grado di ritrovare tracce di panino al prosciutto anche sotto sei metri di macerie.

VARIETA’ AMMESSE: quelli che fanno protezione civile si dividono in due categorie: quelli che fanno solo ricerca in superficie e quelli che fanno anche ricerca su macerie (tralasciamo qui specializzazioni particolari come il soccorso alpino o il soccorso nautico, che tratteremo a parte).
Ognuno di questi gruppi si divide poi in due sottocategorie: quelli che sperano di poter essere socialmente utili e quelli che sperano di addestrarsi il cane gratis, spacciarsi in giro come salvatori della patria e venire considerati eroi.
I primi, per rispetto, non li perculiamo anche se i risultati, pur con tutta la buona volontà,  non sono sempre quelli auspicati.
I secondi si presentano al campo (quando si presentano, perché non è che brillino per regolarità di frequenza) con i cani più improbabili: dal bassotto al setter irlandese, dal bulldog inglese al mastino dei pirenei, scegliendo accuratamente la specializzazione più lontana dalle prerogative del cane (v. “cani allegati”).

E gli istruttori che dicono? Poveracci, gli istruttori dicono sempre di sì a tutti.
Alcuni perché non hanno la più pallida idea di cosa stanno facendo e di come dovrebbero farlo (né di quali cani dovrebbero usare): i campi da protezione civile nascono come i funghi, ma la cultura cinofila di chi ne apre uno è spesso pari a quella della sciuramaria del parchetto.
Quelli che sanno cosa stanno facendo e come dovrebbero farlo accettano ugualmente cani e conduttori improbabili, tanto sanno benissimo che non serviranno mai a un tubo.
Sanno che per la ricerca in superficie verranno chiamati immancabilmente dopo almeno tre giorni dalla scomparsa (quando va bene), con un terreno ormai devastato da centinaia di ricercatori umani che hanno pastrocchiato dappertutto e incasinato qualsiasi possibile traccia (di solito si aspetta anche che sia venuto un bell’acquazzone, prima di ricordarsi che esistono le unità cinofile), cosicché i cani in pratica si faranno una bella passeggiata in campagna senza la minima possibilità di trovare alcunché.
In caso di calamità naturali, crolli, terremoti eccetera vengono invece chiamati con grande tempismo, ma poi si ritrovano impastoiati nella famosa “macchina organizzatrice” della PC italiana, che si traduce in una macchina da casino perché i suoi vertici, invece di pensare a come far funzionare questa macchina, pensano ad intascare mazzette e  trombare massaggiatrici.

CANI ALLEGATI: qualsiasi razza e non-razza va bene, con una spiccata tendenza verso quelle più testarde e verso i soggetti più disobbedienti (se avessero obbedito, il loro proprietario non si sarebbe mai avvicinato al campo).
Come si diceva sopra, la specializzazione viene poi scelta badando alle qualità naturali del cane e destinandole all’esatto contrario.
La sciura col bassotto, cane che potrebbe infilarsi agevolmente in mezzo a qualsiasi maceria, immancabilmente declama la sua assoluta preferenza per la ricerca di superficie (laddove, dopo mezz’oretta di ricerca, il bassotto si è consumato del tutto quelle poche zampe che aveva: gli restano giusto due moncherini sufficienti a fargli fare il gesto dell’ombrello alla conduttrice), mentre il signore col Mastino dei Pirenei, cane da transumanza che potrebbe percorrere (magari con calma) centinaia di chilometri, ama svisceratamente le macerie.
In effetti il mastino è un OTTIMO cane da macerie: nel senso che le crea lui, sfondando con il suo peso qualsiasi superficie sulla quale provi a camminare.
Il clou dell’inventiva razziale si vede comunque in superficie: cani nordici e cani da caccia  sono un vero spettacolo quando vagano per i campi con la loro bella pettorina da Cane Eroe inseguendo caprioli e cinghiali, giocando tra loro o abbaiando alla vecchietta che stava andando per funghi e che cerca disperatamente di spiegare che NON vuole essere ritrovata, perché abita a venti metri da lì sa e benissimo dove si trova.
Diffusissimi i labrador: ma solo quelli grassi come maiali, che dopo due chilometri si stravaccano a terra ansimando (ma siccome è scoppiato anche il conduttore, la scusa di “far riposare il cane” arriva come manna dal cielo).
Ogni tanto si incontrano anche cani sensati come pastori tedeschi, pastori belgi, border collie, pit bull o amstaff (fantastici perché non si stancano MAI: se incrociano un altro cane magari sprecano un filino di tempo per ingaggiare un combattimento all’ultimo sangue, ma subito dopo riprendono caparbiamente la ricerca): purtroppo i cani sensati spesso sono abbinati a conduttori altamente improbabili, tipo anziana signora asmatica o madre di famiglia che, a venti minuti dall’inizio della ricerca, guarda l’orologio e grida: “Oddio, devo andare a prendere la bambina all’asilo”.

DIGRESSIONE: prego notare che esiste, al mondo, una razza iperspecializzata nella ricerca in superficie: è il Bloodhound, o cane di Sant’Uberto, così chiamato perché pare che il santo stesse proprio cacciando con un bloodhound quando gli apparve il leggendario cervo con la croce in mezzo alle corna (e poiché invece di abbatterlo si convertì, facendosi sacerdote, non si sa con quale coerenza l’abbiano poi nominato patrono dei cacciatori).
Abbandonata ormai da secoli la sua attività originaria di segugio per grossa selvaggina, il Bloodhound oggi è il più utilizzato al mondo per seguire piste umane, perché ha il fiuto più sviluppato fra tutti i cani ed è l’unico al mondo che riesce a seguire una pista vecchia di 4-5 giorni. Bene, quanti bloodhound pensate che si trovino tra le fila della protezione civile italiana?
Bravi, avete indovinato.
L’abbinata cane sensato + conduttore preparato si riscontra in rarissimi casi: forse per questo sono altrettanto rari, ahinoi,  i casi in cui un’unità cinofila trova veramente qualcuno.
Per carità, succede, eh: ma dopo che si è un po’ capito l’andazzo della PC italiana, sorge il lecito dubbio che succeda per puro culo.
Tant’è che, quando un caso di sparizione diventa veramente eclatante, finisce sui giornali e l’opinione pubblica comincia a premere, viene immancabilmente chiamato qualcuno dall’estero (col Bloodhound).
Purtroppo viene chiamato solitamente a un mesetto di distanza dalla scomparsa, cosicché il Bloodhound guarda sconsolato il conduttore (cosa che gli riesce benissimo, perché ha l’aria sconsolata di natura), col fumetto che dice: “Ma che cazzo volete da me?”.

COMPORTAMENTO E CARATTERE: quelli che fanno protezione civile sono persone dolcissime, che amano il loro prossimo più di se stesse: però, se al loro prossimo non succedesse mai niente, che ci starebbero a fare?
Quindi quelli che fanno protezione civile sperano sempre, segretamente, che succeda qualcosa.
Qualcosa di non troppo grave, eh! Perché altrimenti si sentirebbero in colpa anche solo per averlo sperato. Però qualcosa.
La vecchietta che andando per funghi si perde davvero nel bosco, ma solo per mezz’oretta (giusto il tempo di aspettare che l’Eroico Cane la trovi e la segnali, così il giorno dopo l’Eroico Conduttore sarà sul giornale); il crollo della vecchia casa diroccata il cui proprietario,  però, in quel momento stava in cantina e non si fa nulla (ha solo qualche difficoltà a venirne fuori, ma arriverà l’Eroico Cane che con l’abbaio segnalerà la sua posizione e lui uscirà sano e salvo); le ragazzine cretine che scappano di casa perché hanno preso 3 di latino, ma incontrando l’Eroico Cane che le sta cercando si commuovono e tornano felici a riabbracciare mamma e papà.
La realtà, ovviamente, è sempre diversissima e quelli che fanno protezione civile si ritrovano immancabilmente a cercare persone sparite da un mese, che solitamente vengono ritrovate stecchite (di solito da qualcun altro, che finisce sul giornale ma che non ci prova neanche troppo gusto perché trovar cadaveri non dà poi tutta ‘sta soddisfazione), o a lavorare sulle macerie di terremoti devastanti da cui vengono estratti corpi smembrati.
Quelli che fanno protezione civile, dopo qualche esperienza sul campo, nel settanta per cento dei casi pensano che sia meglio dedicarsi al disc dog o al fly ball, che almeno son cose allegre. Il restante trenta per cento tiene duro, ma è costantemente incazzato: forse per questo finisce sempre per litigare con l’istruttore e cambiare campo, o aprirne uno nuovo (tanto c’è posto).

TESTA: sempre impegnatissima a pensare alla prossima esibizione, perché è questa l’attività principale delle nostre unità cinofile. Esibizioni a tutto spiano: per le scuole, per gli anziani, alle feste di paese, alle mostre canine. I cani ormai sono talmente abituati ad esibirsi che cercano solo gente nascosta in un cassone di legno. No cassone, no party.  Se trovano un vecchietto spetasciato sotto un albero pensano che si stia riposando: se non sta in un cassone, non lo filano di striscio.

OCCHI: acutissimi, in quanto devono aguzzare continuamente la vista. No, non per trovare i dispersi (a quello deve pensarci il cane), ma per guardare dove mettono i piedi. Nonostante questo, ogni tanto durante una ricerca si sente il tipico BAUBAUBAUBAUBAU del cane che ha trovato qualcuno: allora tutta la squadra parte di corsa con corde, funi, barelle, ossigeno… e quello che trova è il conduttore dello stesso cane abbaiante, finito nel fiume, volato in un cespuglio, o semisepolto dal pezzo di muro che si è fatto crollare in testa. Seguono sorrisetti imbarazzati, qualche sfanculamento e la ripresa delle ricerche. Intanto il cane riceve il suo premio, perché comunque qualcuno ha trovato: ma si vede dalla faccia che si vergogna un po’ anche lui.

ARTI: anteriori normali, posteriori distrutti, piedi dipende: cotti tipo bistecca al sangue se il binomio si occupa di ricerca in superficie, con vistose fasciature alla caviglie se si occupa di macerie (perché il piede nel buco sbagliato, prima o poi, lo si mette SEMPRE).

MANTELLO: anche qui, dipende.
Se fa un caldo della madonna, camicione flanellato, jeans imbottiti, scarponi cuocipiedi. Se fa un freddo bestiale, canottiera senza maniche e calzoni corti (a volte indossati solo perché il conduttore abita in centro a Milano, il soccorso è richiesto sul Monte Bianco e lui non ha pensato alla differenza di temperatura; altre volte indossati  proprio per far vedere che lui è un macho e che  Rambo gli fa una pippa).
Sia che faccia un caldo della madonna, sia che faccia un freddo bestiale, nello zaino non mancherà MAI una K-way. Che verrà regolarmente dimenticata a casa in caso di pioggia.

 


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54 Commenti

  1. :DD… sempre meglio. Io purtroppo conosco poco l’ambiente… dico purtroppo perché mi piacerebbe addestrare il cane gr….cioè essere socialmente utile. Però sono riuscito perfettamente a collegare le facce dei tuoi identikit con le dieci o dodici persone che conosco. Tu li descrivevi e io li vedevo chiarissimamente. Si’ si’, è lui! :DD

  2. Sono una di quelle ragazzine di 22 kg 😀 e come cane ne ho uno tanto inusuale una pit bullina, e nonostante mi imboschino sempre anche la canetta riesce nel sul lavoro sia su superficie che su macerie…una certa persona il sig.Calini mi parlò tanto bene di te…carinissimi i tuoi articoli ;D

  3. spirito di patata, se i tuoi 60 libri cinofili seguono tutti questo filone, capisco perchè non li caga nessuno!!!!!!!!

    • Che commento costruttivo!
      Io approvo sempre tutto (esclusi gli insulti proprio beceri), quindi non faccio eccezione e pubblico anche questo: e poi mi pare giusto che si capisca anche qua (visto che le altre voci offesissime si sono levate solo su FB) che “quelli che fanno protezione civile”, se OSI scherzare su di loro, si incazzano come bestie.
      Però… peccato: almeno le altre critiche qualche motivazione decente la tiravano fuori.

      • Non capisco perchè si debba prendersela, io faccio protezione civile (superficie) e conoscendo un attimo questo mondo mi sono fatta un sacco di risate perchè c’è molto di vero in questo articolo e poi dai, l’ironia se non esistesse che mondo sarebbe!! Su un po’ con la vita…

    • Con questo vorresti sottolineare che tutti i binomi sono operativi?
      Avresti allora per caso una statistica (la PC deve averla per forza) del numero di ritrovamenti su interventi vs numero di binomi (operativi su totale)?

      Visto che si vuole discutere seriamente su di un articolo scherzoso, allora facciamolo a partire da dati verificati, non trovi?

      • Non sta in piedi la statistica! Su un intervento (di superficie): per un disperso possono essere impiegate anche 10 UC contemporaneamente in diversi settori. Ne consegue che:
        1. se il disperso c’è viene trovato da una sola UC e dalle altre 9 no.
        2. il rapporto è quindi di 1:10
        3. se un gruppo (con 10 UC) partecipa a una media di 1 intervento al mese: la statistica diventa: 12:120 (12 ritrovamenti / 120 interventi di UC).

        Con questi numeri (mica troppo inventati) mi chiedo come si possa affermare che un Bloodhound ha al suo attivo 600 ritrovamenti = 60 ritrovamenti all’anno per 10 anni (quanto vive un Blood?) = 5 ritrovamenti al mese = ca. 1 ritrovamento alla settimana = valutate voi i numeri 😉

        La statistica “corretta” andrebbe fatta sul numero di ritrovamenti per gruppo cinofilo, ma anche qui non è mai sì o no perchè:
        – capita che il disperso lo si cerca in zone “possibili” e poi salta fuori che ha preso il treno e lo si ritrova vivo a 500km di distanza,
        – capita che intervieni, ma in alcune zone non ci vai coi cani (gole di fiumi) e il cercatore di funghi è precipitato proprio lì,
        – capita che cerchi un disperso e questo lo ritrovano dei pescatori giorni dopo sulla riva del lago a kn di distanza,
        – ecc.

        • Grazie! 😉

          Ps: se il disperso stanco e/o ferito invece di gironzolare (col rischio che lo trovino i pescatori 15gg dopo) stesse ad aspettare i soccorsi, il tutto sarebbe più semplice: non lo spiegano ai fungaioli? 😉

          • I fungaioli non dicono dove vanno e non si vogliono far trovare per non “bruciarsi” la zona. ;-P
            Scherzi a parte, una persona che si perde, si ferisce, ecc. va spesso in panico col passare del tempo, con l’arrivo della notte, col freddo, ecc. Questo porta la persona a cercare di togliersi di impaccio da sola e a volte a peggiorare la situazione anche se purtroppo sono pochi i dispersi che hanno ancora la facoltà di muoversi… 🙁

        • soprattutto ma quante azz di persone si perdono ?
          portasse sfiga sto cane ?
          Peggio delle signora in giallo che dove va lei ammazzano qualcuno …

  4. Simpatico articolo, con (purtroppo) tante verità sulla cinofilia da soccorso Italiana.
    Però che il Bloodhound sia il perfetto cane da ricerca è tutto da dimostrare. Anche in ambito internazionale le razze da soccorso che arrivano ad alti livelli sono ben altre (retriever, Belgi, Tedeschi e Border)

  5. Concordo : Sant’Uberto protettore di chi NON vuole la caccia = più coerente…!!! splendida questa antica incisione!

  6. Se ci sono state tutte queste lamentele…. fatti delle domande!!! tutto qua.
    Si ci ha dato parecchio fastidio, ma semplicemente perchè hai scritto cose di cui tu non sai. in 25 anni di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta!!!!
    Se poi noi cinofili da soccorso siamo permalosi è semplicemente perchè ciò che hai scritto non risponde tanto a verità.
    Il bloodhound cane perfetto? beh…. sinceramente con 230 mila euro per addestrarne 6 in italia….. sinceramente ha dato zero risultati!!!!

    • @Tea&Scott: non posso dire che ci siano state “tuttequeste lamentele”, sinceramente: posso dire invece che tre-quattro persone se la sono presa per uno scherzo (in compenso ce ne sono state 286, finora, che hanno cliccato su “mi piace”…e che spero abbiano capito che, appunto si scherzava).
      Pazienza, succede: mica li posso ammazza’. C’è chi si offende anche per meno, magari perché in quel momento gli girano le scatole per conto suo.
      Ho riletto l’articolo attentamente, cercando i motivi di cotanto livore, ma a dire il vero non sono riuscita a trovare NULLA che potesse offendere chi fa seriamente il lavoro di PC, visto che ho sottolineato più volte che mi riferivo a “quelli che sperano di addestrarsi il cane gratis e di fare i fighi”, e NON a chi lavora seriamente, persone verso le quali ho manifestato, fin dalle prime righe, il massimo rispetto.
      Il fatto che siano passati 20 o 20.000 anni da quando lavoravo io non ha niente a che vedere con i contenuti di questo articolo, visto che è appunto SOLO umoristico e senza alcuna pretesa di toccare problemi reali: sui pochissimi che ho toccato (come il comportamento dei vostri vertici) mi sembra che ci sia poco da obiettare, visto che sono cose finite su tutti i giornali.
      TUTTO il resto è una presa in giro, fatta anche con molto affetto (giuro): se hai voglia di ravanare un po’ su questo sito scoprirai, per esempio, che io ritengo il pit bull il miglior cane in assoluto per la PC: e se qui dico che fa i combattimenti durante le ricerche, OVVIAMENTE sto scherzando.
      Ma ho scritto anche che i conduttori di agility etrano in panetteria urlando “rosettaaa!!!” , e non è che qualcuno mi abbia preso sul serio.
      Forse vi prendete un po’ troppo sul serio voi. Senza offesa.
      Quanto al bloodhound… 230.000 euro per addestrare sei cani? Sticazzi, se mi è permesso. Mi pare un bello spreco.
      Cmq… io non ho detto che sia il cane “perfetto”: ho detto solo che è un cane specializzato nella ricerca di persone (tant’è che li fanno continuamente arrivare dall’estero per improbabili ricerche iper-tardive) e che nessuno li utilizza in Italia.
      Nel resto del mondo, sì.
      Saranno più stupidi di noi? O saranno più bravi, sapranno scegliere meglio i soggetti e sapranno addestrarli?
      Chi lo sa. Non posso entrare nel merito tecnico: anche in questo caso, ho solo scherzato sul fatto che esiste una razza specializzata e che nessuno se la fila.
      E questo è un dato di fatto.
      Che poi il bloodhound sia anche un cagnone costoso, sbavoso, dificile da gestire, è un altro dato di fatto… però ho letto che un singolo soggetto ha eseguito 600 ritrovamenti.
      Se qualcuno dei vostri cani può dire lo stesso, applaudo.
      Però non me ne è mai giunta notizia.

  7. Ho conosciuto l’ambiente dei cani da salvataggio in acqua che grazie ad una buona politica di marketing (assolutamente ad hoc) è la specialità più passata sulle televisioni nazionali commerciali e non.
    Mi è capitato di vedere unità cinofile (cane + conduttore) dove il secondo era impersonato da un soggetto fasciato da una muta due taglie più piccola del dovuto, con scarsissima capacità respiratoria, scarsissima o inesistente acquaticità ed ancor meno autonomia in acqua (tipo…non lì non vado perchè non tocco…)
    “Istruttori” non si sa da cosa o da chi certificati che manco fossero istruttori SEAL trattavano gli allievi – spesso personcine dabbene con mutuo, televisore, salotto e doppio mento – come reclute sostenendo che diversamente “in azione non avrebbero retto”.. maddeche???
    Con questo lungi da me sostenere che nessuna unità cinofila di PC sia operativa, semplicemente ed a mio parere quelle realmente operative sono molto meno di quelle brevettate e che oggi – purtroppo – la visibilità è prioritaria rispetto all’operatività (forse e dico forse perchè la visibilità porta…palanche??)

  8. articolo orripilante e non contestualizzato.
    creato su esperienze frammentarie e di poco conto; trapela poca frequentazione ai luoghi di intervento ed ai rapporti con i parenti del disperso ed aggiungo molto triste.
    è a mio avviso è impensabile paragonare il soccorso ad altre discipline sportive con una serie di articoli sotto la dicitura ” quelli che…….”
    flavio tunno savona cinofilo da soccorso
    modesto parere di una persona che è contraria pure ai mondiali di soccorso ………. ma che vuol lavorare sempre di piu’ verso la realta’ degli interventi.
    vi saluta kimba

  9. qualche spunto simpatico e vero, per il resto molta retorica e tanto populismo,come oggi và di moda, si poteva scrivere lo stesso in 5 righe, forse ha già fatto i mondiali IRO??

  10. quando si scherza cara collega lo si deve fare in tutto.
    addestro cani da protezione civile da 23 anni e ne ho viste di tutti i colori, dai conduttori psichiatrici ai cani schizzati, che anzichè fare soccorso, venivano soccorsi. dirò che, scartati i primi e rimandati al mittente, tante unità cinofile sono diventate operative e svolgono un lavoro esemplare in tutta Italia e nel mondo a nome della protezione italiana, con orgoglio e stima per la stessa e per l’associazione a cui appartengono. vere unità cinofile operative, che hanno salvato vite e che hanno riconsegnato cadaveri ai propri parenti. ho seguito più ricerche operative con questi cani molecolari, perchè i normali cani della protezione civile invece seguono le bucce di banane, non le molecole, alla fine di ogni ricerca, durata circa 20 minuti, perchè poi bisognava dare da bere al cane circa due litri di acqua, il conduttore confermava che il disperso era andato alla stazione e preso il bus o il treno e da li indagini sospese. non ce mai stato un ritrovamento. oltre a quello spese di elicotteri o mezzi di servizio che andavano oltre confine per fare arrivare gli scenziati. ho girato mezzo mondo per imparare la cinofilia da soccorso e dico che in italia, oggi, si può insegnare molto. per quanto riguarda la parte politica del ns. ex capo dovresti informarti meglio e credere meno a quello che la gente come te scrive, per vendere di più o per avere più successo o per deviare il colore di chi comanda o vorrebbe farlo.
    un gornalista un giorno mi disse, guarda c…… al tg devo dire quello che la gente vuole sentirsi dire, non quella verità che tu mi hai appena detto. un saluto, in ironia, occhio alle chiappe…….

    • @Raffaello: purtroppo credo che sia impossibile informarsi veramente sul vostro ex capo. A meno di non chiamarsi Bisignani o simili, credo proprio che la verità non sia alla portata dei poveri mortali (neppure dei poveri “giornalisti” mortali). Però, se posso darti ragione sul fatto di aver scritto “quello che dicono i giornali” a proposito dell’ex capo, devo dirti invece che tutto il resto delle cose che ho detto (anche se ovviamente esagerato, anzi esasperato perché – appunto – di umorismo si trattava) le ho ricavate o da visione diretta, o dai racconti di persone che nella protezione civile lavorano (seriamente, a quanto ne so) da molti anni, e che questi personaggi li hanno “vissuti” sulla loro pelle. Se poi qualcuno si sente toccato anche quando non è mai stato preso di mira, non so che dire. Se non, appunto, che uno scherzo va preso come scherzo.

  11. Valeria, credo che dovresti scrivere in grande/grassetto/maiuscolo/rosso ARTICOLO IRONICO prima di ogni articolo Quelli che.. e il Vero standard, perchè si sa mai che qualcuno creda che un labrador si mangi davvero una porta…

    Ps hai notato quanti commenti quando qualcuno ti deve dire “Non sei stata brava” in confronto a quelli di quando ti dicono “Che brava sei stata”? La mente umana, mah.

    • @Dusia: c’è proprio la categoria “umorismo”, bella in evidenza, direi 🙂 …ma fino ad oggi mi pare che l’abbiano capito quasi tutti, che gli articoli erano ironici: esclusi alcuni signori della PC che si sono sentiti toccati. Non so perché, visto che avevo specificato chiaramente che mi riferivo solo a “certi” personaggi che gravitano in quell’ambiente (dei quali, peraltro, tutti riconoscono l’esistenza).
      Comunque io accetto tutti i commenti e tutte le critiche: che in fondo, a volte, servono ad aprire discussioni interessanti, mentre i “che brava che sei stata” servono solo a coccolare il mio ego 🙂

      • Certo, ma piuttosto di “Che cesso di articolo” preferisco un “Bel lavoro!” se la critica non serve ad aprire discussioni interessanti 🙂 cmq io te lo dico, nonostante tutto: Bel lavoro! (e sono sicura che ti fa più piacere del “Che cesso di articolo” haha :P)

  12. Ciao Valeria, molto divertente!!:-)
    Faccio cinofilia da soccorso da 9 anni. Tutti parlano ma non ti hanno dato un motivo tecnico e valido per il fatto che qui da noi si usino poco i Bloodhound. Sono cani che lavorano a “pista” cani particellari, con un olfatto eccezionale. Ma in Italia oramai da molto tempo di usa la ricerca “a scovo”, per alcuni dei motivi che hai detto tu: allertamento dopo troppo tempo dall’allontanamento del disperso, territorio molto fitto di vegetazione e di corsi d’acqua! I cani da noi ricercano a “cono d’odore”, non cercano un odore ben specifico ma l’odore dell’uomo in generale! Ha ragione Raffaello, in Italia abbiamo ottimi cani da ricerca, buone scuole di preparazione. Io amo la ricerca persone disperse ma più di ogni cosa amo la relazione che nasce con il proprio cane in questa attività.
    Ti ringrazio però per la tua ironia, questo ambiente ne ha davvero bisogno
    Roberta Invernizzi cinofilo da soccorso della c.r.i.
    Un abbraccio

    • @Roberta: grazie mille per la tua spiegazione (e anche per essere una che fa PC e nonostante questo non si è offesa per il mio povero scherzetto… 🙂 ).
      Però ho incontrato alcune scuole italiane che fanno ricerca in superficie col metodo Whitney: per loro non sarebbero adatti i bloodhound? Io li ho visti lavorare in Germania e sono rimasta estasiata… per questo, tra il serio e il faceto, li ho infilati nell’articolo!

      • Ciao Valeria, sì ci sono scuole che fanno ricerca a pista. C’è però da considerare una cosa, la ricerca reale ha un inizio preciso ma non una fine ben determinata. E’ possibile che una ricerca vada avanti anche parecchio tempo, i Bloodhound nonostante abbiano un olfatto molto molto molto sviluppato (per noi è quasi impensabile capire quale possa essere l’olfatto di un cane, di un Bloodhound ancora di più) sono però cani con mole abbastanza consistente, non molto agili e di conseguenza hanno bisogno di più tempo di recupero.Non conosco la resistenza mentale di questa razza ma ci va solidità di nervi proprio dovuta alla durata della ricerca! Ci sono cani eccezionali che dopo 15-20 minuti sono distratti e non cercano più, è crollata la solidità mentale in quel caso
        IO opero da tanto tempo con la mia boxer, cane fantastico per questa specialità, agile instancabile quando fa ciò che gli piace e con grande testa. Un abbraccio Valeria e quando vuoi se ti va ne parleremo ancora

        • Suoi bloodhound potresti provare a chiedere a Dorina Sarale che li alleva ed è in contatto con diversi appassionati all’estero che li usano anche per la ricerca di persone, tra le altre cose. Se ben selezionati (SE) sono cani atletici e prestanti non più né meno di altri anche se dalla gestione impegnativa data soprattutto la mole. Credo, invece, sarebbe utile aprire un tavolo di confronto con chi fa ricerca su traccia di sangue (che poi sangue non è quasi mai bensì semplici secrezioni odorose) una disciplina in crescita e ben radicata nella mitteleuropa. I cani (annoveriano e bavarese sono gli specialisti ma vengono usati anche bassotti, dachsbracke, drahthaar, jagd terrier…) lavorano tranquillamente la traccia anche dopo 48h e dopo diluvi, portandola a termine e trovando l’animale ferito (proprio quello) senza farsi distrarre da altri animali. I corsi di formazione e i brevetti sono molto impegnativi.

  13. Oh sant’iddio…la gente non sa più riconoscere un articolo UMORISTICO da una cosa seria…ma fatevela na risata ogni tanto! che il giorno dopo può capitare di ritrovarsi sotto un cipresso! (e a quel punto se il cane vi viene a cercare non è che trova granchè! xD)
    Ma dico io,chi ha la coscienza pulita e sa di far bene il proprio lavoro non dovrebbe sentirsi toccato da un articolo che vuole solo far ridere! Infatti anche volontari hanno commentato ridendoci su…quindi evidentemente qualcosina di vero ci sarà…
    P.S qualcuno qui ha detto che la Valeria scrive in questo modo per farci facili guadagni su…ma guadagni de che? viso che questa simpatica rubrica è gratuita e vuole solo trasmettere passione per i nostri amici cani?

  14. ….. io seguo come alimentarista e preparatore atletico alcuni centri della protezione civile … e le prime cose che mi hanno colpito sono state la grande passione e dedizione dei volontari e dei cani ma allo stesso tempo la grande ” ignoranza ” di come si migliora il rendimento e si protegge il cane attraverso le tecniche psicofisiche e alimentari. Mi sono imbattuto in cani che cominciavano a lavorare digiuni dalla sera prima o senza una minima protezione plantare. In protezione come in altre attività uomo e cane sono un binomio e solo la perfetta ” salute” psicofisica di entrambi lo rende perfetto e indissolubile.

  15. scusi Cesare, la mia è pura curiosità: ma chi è un “alimentarista” per cani? si diventa alimentarista dopo aver fatto cosa?

    • mah.. pensa solo al cuoco della nazionale che chissà quanto lo pagano per dare una mela e spalmare il cioccolato sui panini…
      Ci sta benissimo anche l’alimentarista per i cani della protezione civile. Se gli hanno fatto un corso per aprire il sacchi di mangime è già piu’ preparato del cuoco della nazionale 🙂

      p.s…. visto l’ambiente (sto scherzando, eh!… immagino sia un veterinario specializzato in dietologia, nutrizione and company)

    • …. alimentarista o tecnico nutrizionista è un professionista che cura l’alimentazione del cane in generale, io personalmente ho anche la specializzazione in nutrizione del cane sportivo…. in italia non esistono titoli di questo genere se non per laureati …. all’estero invece esiste la possibilità di frequentare corsi con il solo diploma di media superiore….. io sono uno di quelli …. sono contitolare di una azienda che fornisce alimenti e integratori x cani e gatti….. spero di essere stato esauriente …

      • x denis…. ironia x ironia, non spalmo cioccolato sul pane in quanto velenoso per i nostri cani… non guadagno come il cuoco della nazionale e se proprio vuoi saperlo da oltre 30 anni lavoro, studio e mi applico per migliorare la vita dei nostri cani che sono gli unici esseri che ci amano e non ci tradiscono MAI….
        Ps. non lavoro per la protezione civile ma x tutti coloro che hanno un cane che ha bisogno di aiuto.

  16. Il problema non è il volontario di protezione civile al quale va ogni onore al merito. Il problema sta nel sistema di protezione civile che abbiamo oggi in Italia. Intanto dal 2001 la nostra protezione civile con il fondo dedicato agli interventi in caso di calamità ci paga “i grandi eventi”, vedi la beatificazione di papa Woityla solo per fare un esempio. La domanda da milioni di dollari è la seguente: che succede se, avendo intaccato le risorse di quel fondo, ci arriva fra capo e collo un altro bel terremoto di quelli seri?
    Poi si continua a parlare di Protezione Civile senza troppa consapevolezza che il Dipartimento di Protezione Civile, alle dipendenze della Presidenza del Consiglio è composto di un migliaio di persone, la metà sono amministrativi e quindi non si occupano di soccorso e anche fra il personale tecnico solo pochi possono essere considerati dei veri esperti di emergenze.
    Ma allora chi è che fa soccorso in Italia sapendo come farlo? Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, misconosciuto, dimenticato, depauperato di risorse, quello che va a spegnere un incendio di bosco con le scarpe da ginnastica e non sto scherzando.
    Sono una che ha sostenuto la necessità di prevedere, all’interno del Corpo, Unità cinofile dedicate al soccorso. Non ci sono soldi, non mi è riuscito. Le squadre cinofile esistenti ci sono oggi solo per iniziativa dei singoli vigili, cani e costi tutti a loro carico, e non sono riconosciuti dal Ministero dell’Interno da cui i Vigili dipendono.
    A mio parere sarebbe altamente sensato che il volontariato, in particolare quello che qui ci interessa, le unità cinofile, fosse incardinato e strettamente collegato agli unici operatori del soccorso degni di questo nome e cioè i vigili del fuoco.
    Fare soccorso non è un mestiere facile, si rischia in prima persona e non si rischia poco. I vigili hanno una media di 2.500 infortunati l’anno e, purtroppo una media di 5 morti l’anno in servizio. Sono dati che il Ministero dell’Interno evita accuratamente di pubblicizzare altrimenti non riuscirebbe a giustificare il taglio di risorse in termini di uomini, attrezzature ed automezzi.
    Purtuttavia il soccorso lo si presta lo stesso utilizzando un patrimonio tecnico che permette di ridurre il rischio e di elevare le chances di riuscita.
    E’ a quel patrimonio di conoscenze che andrebbe correlato il volontariato per mettere a frutto il massimo possibile le straordinarie doti di altruismo e di generosità di cui è portatore.
    E poi anche per evitare che lo spirito pressapochista di noi italiani possa inventarsi un certo volontariato creativo che con il volontariato serio, quello che presta un’opera insostituibile in caso di calamità, non sembra azzeccarci troppo.

  17. tecnicamente parlando ho avuto modo di capire che chi usa oggi i molecolari in italia non ha esperienza in merito e si lascia travolgere dalle mille problematiche che insorgono non sono in discussione le potenzialità dei cani tanto meno i metodi in questo caso ma quanto riescono a trasmettere i padroni e le applicazioni ai carri comando…e tralasciamo le politiche del perchè sono riemersi cani con metodi abbandonati i passato.
    per il resto molti fanno cani da soccorso condizionandoli con pikkoli lanci e senza curare nel minimo certe particolarità coma la soglia di lavoro del cane e la canalizzazione nel lavoro ….la sicurezza di segnalazioni forti e effettuare con buone persistenze.
    il resto è fantasia sostengo che :
    Un carpentiere diventa tale se lavora e ha fatto una scuola d’ arte che ha saputo passare in lui dei metodi tramite dei maestri ….con la sua esperienza lui poi modifica e affina la tecnica …in cinofilia da soccorso l 80 % sono tutti maestri e seguono personaggi fai da te con metodi personali non basati su specifici progetti e tanto meno su esperienza applicata in campo ….. il cane è il primo pass e il distindivo il secondo….andrebbero esaltate le capacità personali del conduttore e cane coinvolgendo in primis la cinofilia e poi tecniche di orientamento e abilita’ di soccorso e auto soccorso..(funi gps oziexplor …per la superficie ….tecniche usar per la maceria).
    siamo molto distanti dal vero ma molti la strada giusta l hanno presa ma piu’ che altro sanno qual è altri no e continuano a improvvisare.
    la posta in gioco è troppo alta per continuare a giocare …non parlo ne di enti ne di specifiche persone ma bensi’ di una distinzione tra capaci e non e seri e non …
    chiudo con una domanda …ma come fa gente ad accettare di entrare in uno scenario di intervento impreparata e con cani mal condizionati al ritrovamento e privi di segnalazione?
    il soccorso non è esserci ma risolvere gli interventi!
    come mai si utilizzano cani da caccia in interventi importanti come nella ricerca di yare quanta ignoranza.
    sono felice che ai nostri carri comando sul mio territorio queste cose vengano bloccate sul nascere e si argini il fenomeno fuffi’ sono fiducioso che in futuro questo sistema cambierà e spero che certe persone si autoeliminino.
    chiedo con questo messaggio serietà a tutti …..il prezzo è una bella figura di merda per tutti i cinofili da soccorso….il lavoro delle persone serie non puo’ essere messo in discussione dai flop di chi vuole solo apparire.
    un invito alla consapevolezza interiore.
    ciao flavio tunno

    • scusa ma il commento sui cani da caccia utilizzati in maniera impropria è un po’ indigesto, nonchè generico. Una grandissima fetta di razze canine oggi riconosciute è formata da… cani da caccia. Inclusi i retriever che piacciono tanto a chi fa protezione civile e che hanno sviluppato doti come obbedienza, docilità, capacità di concentrazione proprio grazie alla selezione a fini venatori. Esiste poi il già citato bloodhound e gli specialisti della traccia (annoveriano e bavarese) che sono selezionati solo ed esclusivamente per lavorare su tracce olfattive. In questa disciplina sono accompagnati da bassotti, jagd terrier, segugi atipici come dachsbracke, kopov, tirolerbracke e dai così detti cani da ferma polivalenti (deutsch drahthaar, deutsch kurzhaar, viszla, kleiner e grosser munsterlander, langhaar, weimaraner…). Non credo tu abbia mai visto uno di questi cani la lavoro su una traccia olfattiva e credo che se avrai modo di farlo cancellarai diversi preconcetti. Un kurzhaar, Zagor di Elena Villa, due o tre anni fa a sbaragliato tutti in una traccia invecchiata 48h su cui aveva diluviato per almeno 24.

    • Flavio, quale e’ la percentuale di binomi operativi rispetto a quelli che incominciano il percorso formativo?

      Carezze al professore

      Massimo, Flo e Mou

  18. Pienamente d’accordo con Flavio.
    Prima del colore della divisa indossata, bisogna riconoscere la preparazione.
    Che poi uno sia VVF, CNSAS o PC, poco vale, su un intervento bisogna essere idonei e preparati professionalmente.
    Non c’è altro da dire.

  19. non dico che è un fesso chi se la prende per questo articolo, ma lo penso…. fa ridere e ci fa prendere meno sul serio, ben sapendo che quando è stato il momento – vedi L’Aquila 2009 – cani e conduttori hanno dato il meglio del meglio. e poi, sfido chiunque a dimostrare che non è tutto vero. e ridi che ti fa bene!

  20. Beh, che dire…l’autoironia è importante, prendersela per un articolo del genere invece che sorridere è un vero peccato, tanto più che nella grande popolazione dei volontari ci sono tutte le figure elencate dall’autrice ed è inutile negarlo…in operatività però non si vedono al lavoro (alle esibizioni sì 😉 ).
    Il Bloodhound è poco usato perchè ha dei limiti: può essere impiegato solo al guinzaglione => provate a farlo in montagna all’interno di un bosco mediamente fitto; provate a calarvi in elicottero / corda doppia con un Blood agganciato, ecc. Mica si va a cercare gli evasi nelle pianure di grano americane!
    In compenso ci sono gruppi che da 30 anni usano (e hanno adattato) il metodo Whitney ai PT, Lab, ecc. per poterli impiegare liberi con ottimi risultati, pur concedendo qualcosina dal punto di vista olfattivo. Purtroppo è dura combattere l’idea che “il cane è l’ultima spiaggia”, ma se si lavora seriamente chi è responsabile degli interventi sa su chi può contare e ne richiede l’intervento immediatamente…

  21. Al guinzaglione appunto! Per carità! Non intendevo assolutamente dire che non è un buon cane, anzi è OTTIMO, ma ha i limiti descritti per operare in determinate zone impervie e molto boscate. Sarebbe senz’altro utile fare un lavoro misto: il Blood determina la direzione, la zona fin dove può essere impiegato al guinzaglione e poi via con altre UC più “agili” a chiudere laddove il Blood si ingarbuglierebbe. 😉

    • vabbè ma dentro ai cespugli ci mandiamo il volontario 🙂 sul forum del bracco italiano c’è in corso un’interessante discussione-sondaggio sull’utilizzo e la scelta del cane da traccia ideale. Molti stanno dicendo la loro (uno specialista come l’annoveriano arriva tranquillamente a 40kg) e constestualizzando le varie razze negli ambienti più consoni all’impiego (macchia fitta jagd terrier e bassotto per esempio)

  22. Eccomi, eccomi, Rossella. Salve a tutti, sono allevatrice di bloodhound e a leggere le inesattezze che sono state scritte da alcuni…brrr…Certo il blood è ingombrante, ma che sia lento, questo no! Ha ragione Valeria quando dice che se il cane viene chiamato dopo 3/4 giorni, ha piovuto, ha nevicato, seimila volenterosi sono passati avanti e indietro, allora non è facile. Eppure, guardate il caso di Yara:se non era per i bloodhound chi lo sapeva che era passata dal cantiere? Il fatto è che se ci sono 100 cani da superficie che non trovano nulla “bè poverini ci hanno provato”, poi arriva 1 blood che trova qualcosa…ci si aspettano i miracoli! Che poi il cane trovi che la persona è salita su un treno o pullman e finiscano lì le ricerche…embè! Mi sembra un risultato eclatante!Comunque, Valeria, i bloodhound sono usati da poco in Italia dal Soccorso Alpino, e non è proprio vero, come ha detto qualcuno, risultati zero! Semplicemente sono persone serie che non fanno tanti spettacoli ma LAVORANO SERIAMENTE

  23. Un esempio di ricerca del bloodhound: vecchietta eccentrica lascia sul tavolo un foglio con scritto “sono stufa vado verso le montagne a buttarmi in un dirupo”; partono le ricerche, l’auto viene trovata a un bivio che porta appunto o verso le montagne o verso il paese. Arriva il bloodhound e che fa? va verso il paese! ma come??? la vecchietta diceva quel che diceva…boh. Il cane fa una sosta al bancomat (non x prelevare), poi arriva alla fermata dell’autobus e lì si ferma, fine delle ricerche (ebbene sì). Ora che succede? I carabinieri controllano la telecamera del bancomat e, ma guarda un po’! eccoti la vecchietta che preleva. Poi fanno vedere la foto agli autisti del pullman e, ma guarda un po’! uno la riconosce…morale della favola l’arzilla vecchietta viene ritrovata sulla riviera ligure in perfetta salute.
    Ora: se fossero stati utilizzati i cani da superficie (senza nulla togliere al lavoro che fanno, ma qui parlo di metodo di ricerca) cosa sarebbe successo? che avrebbero passato 2/3 giorni a correre su e giù per le montagne senza, ovviamente visto quel che ha fatto la signora, nessun risultato.
    Il punto è che per il bloodhound l’addestramento è completamente diverso da qualsiasi altra razza: nella ricerca è il conduttore che deve capire cosa il cane gli dice, e non pensare lui a dove andare…

    • Ciao Dorina e grazie per il contributo. Spero intervenga anche qualcuno con cani da traccia affinchè possa esserci un proficuo confronto tra esperienze e metodi. Ritengo che ogni comparto della ccinofilia abbia qualcosa di buono da dare agli altri.

  24. Ciao Valeria, e grazie x il tuo articolo. Ho incominciato da questo (+ vicino alla mia esperienza personale) poi mi sono letto tutte le altre attività cinofile! Mi sono fatto un sacco di risate e confermo (anche se non ce n’è bisogno!) la giustezza dei vari personnaggi… Con un po’ di sana autocritica, mi ci potrei anche riconoscere.
    Peccato la mancanza di humour di alcuni “colleghi”, molto impegnati a “lavare” l’onore della categoria, mi è parso evidente che l’articolo è stato scritto comunque con rispetto e “pungente” simpatia! Sicuramente ha cancellato qualche (mia) ruga!

  25. In qualsiasi attività passionale si verificano le critiche,queste poi possono essere distruttive o costruttive,quelle distruttive vengono pubblicizzate da chi e rimasto deluso e quelle costruttive da chi ha avuto un certo successo,detto questo vi faccio a tutti un esempio che voi ben conoscete sulle grandi qualità che ha il nostro cane – Come cacchio fa il cane a trovare una pietra lanciata in mezzo ad un milione di pietre uguali??? come cacchio fa il cane a distinguere la droga dalla benzina o altro??? Il vostro problema è sicuramente basato sulla non conoscenza delle doti eccezzionali del vostro cane difatti molti di voi non sanno che il cane è telepatico,percettivo,intuitivo,ecc…ecc….e se non vi ha fatto intuire queste doti è solo colpa vostra.

  26. Letto l’articolo un pò datato ma con il sorriso sulle labbra….sarà anche uno scherzo ma io ci vedo TROPPA realtà!!!! Parecchi anni come UC in due associazione di PC piuttosto note….non sto a dire quali tanto una vale l’altra…..due cani brevettati nella ricerca in superficie….tutti e due presi dal canile (una labrador ed un meticcio di pastore)….mai presi sul serio perchè il fatto di averli presi in canile (ci lavoravo e quindi io credo che si possa avere anche la fortuna di poterne trovare qualcuno di assolutamente adatto) era già fatto scandaloso di per se…..cani che lavoravano con una passione ed una motivazione altissima che al ricordo mi commuove ancora oggi (adesso hanno quasi 12 anni )….ho imparato tanto….ho imparato anche quello che non volevo fare e quindi me ne sono andata…e oggi con la Malinois che avrebbe dovuto sostituire le mie due vecchiette….indovina un pò????? Giochiamo proprio con i dischi e ci riusciamo anche bene….(il cane meglio di me ovviamente!!!!)
    Ho iniziato con tanta passione questo percorso nelle UC…..talmente tanto che quando ho visto che in realtà la maggior parte dei campi sono come i teatri dei burattini per qualcuno e per altri, modi di affermarsi laddove nella vita “civile” non si è riusciti….mi sono pentita di aver rotto le palle ai miei amati cani insegnandogli molte cose che a loro non interessava dover imparare per “saper essere cane”e chiedendogli quello che non avrebbero avuto voglia di fare per …???? Per nulla ….forse per passare con successo i brevetti quando questi sono gestiti con trasparenza e umiltà anche da parte di quelli che dovrebbero essere gli istruttori ed i formatori perchè quando uno ti sta sulle palle …al brevetto cerchi di bocciargli il cane!!! IL CANE!!! Non te la prendi personalmente con il volontario in questione ma gli fai trovare lungo magari dandogli un’area di ricerca così sporca che nemmeno David Gnomo ne uscirebbe vivo. E per quanto riguarda le ricerche reali funziona proprio come ha detto Lei, Valeria….gli allertamenti per una ricerca la maggior parte delle volte sono barzellette vere e proprie a parte forse quelli dei corpi così detti di “primo intervento” cha hanno forse un poco più di probabilità di essere chiamati in tempo reale ma a volte nemmeno loro. Non c’è serietà, non c’è a volte nemmeno la professionalità nella preparazione dei cani, nell’organizzazione di una ricerca. Io chiedo ancora scusa ai miei cani per quello che gli ho tolto in tutti questi anni….e non credo più in questa storia del Volontariato o almeno in quello che questo dovrebbe essere realmente ed invece non è. Tra l’altro io sono una di quelle magre…ho passato ore nei tombini, mi hanno fatto nascondere sotto una plancia di legno che serviva come rampa alta più o meno 30 cm, in cima agli alberi, sotto il fieno a luglio, dentro un frigorifero sigillato con un solo forellino e per vedere se ero una mammolona mi hanno fatto correre in salita con la neve alta fino al ginocchio per farmi coricare in una buca dove mi hanno ricoperta di neve (30 cm di neve sulla schiena sembrano una montagna che non ti lascia nemmeno gonfiare la cassa toracica per respirare se non ti spiegano come metterti). Non mi sono alzata finche il cane non mi ha segnalato abbaiando e scavando anche se mi sarei lanciata fuori da sto buco come un portiere di palla a nuoto. E da allora mi hanno trattato con un pò più di rispetto. Forse avrei guadagnato qualche anno se fossi andata via il giorno stesso.
    Saluti

    • hai scritto delle cose molto tristi, ma son sicura che sono vere. che peccato, no? tanta energia, tanto senso civico ed impegno buttati al vento..magari i tuoi cani si sono divertiti lo stesso, però

  27. recentemente ho partecipato ad una giornata di presentazione di un corso di cani da salvataggio. A causa dell’eterogeneità dei cani (e padroni) presenti, il gruppo è stato diviso in due. Sono capitata in quello con 4 maschi interi ed uno castrato, il mio. Seguire la “lezione” è stato difficoltoso perchè tutti i cani (coetanei intorno ai due anni) continuavano a rigirarsi tra loro, mostrando i limiti di autocontrollo loro e dei loro proprietari.
    L’addestratore assegnatoci ci ha mostrato qualche esercizio, la bravura del suo cane (labrador di sei anni) nell’ignorare i nostri e dopo tre ore di permanenza ci aveva solo spiegato che il corso si sarebbe svolto nel periodo invernale a terra e da marzo in poi in acqua facendoci fare qualche esercizio di “condotta” con i premietti in cibo. Ma l’Acqua era il “motivo” per cui tutti noi eravamo lì e di cui nessuno è riuscito a vedere alcun che in quasi quattro ore di spiegazioni (nonostante le loro unità cinofile fossero a 100m da noi e si stessero allenando).
    Ci è stato detto che tutti i nostri cani erano molto maleducati e alcuni molto aggressivi ma che comunque tutti sarebbero stati in grado di affrontare l’addestramento, solamente per alcuni ci sarebbero voluti sei mesi per prendere il brevetto, per altri forse due anni.
    Il costo ingente del “corso” unito alla necessità di munirsi di attrezzatura particolare (muta, pinne, pettorine adeguate al salvataggio, abolite le pettorine ad h definite “roba da manuale”) e alla NON dimostrazione di cosa fosse un corso di salvataggio ha scoraggiato i più e a me ha fatto sorgere molte dubbi. Io sono uno di quei padroni che vorrebbe fare qualcosa di utile e, lo ammetto, riuscire ad educare meglio il mio cane. Che è un meticcio di 2 anni, adottato in canile a 40 giorni, di aspetto simile ad un cane da pastore. Forse non il “candidato” migliore per un corso di salvataggio in acqua? Però amando l’acqua, sia io che lui, mi sono presentata a quella iniziativa per chiedere a persone più esperte se fosse un cane adatto per la scuola di salvataggio e mi è stato risposto che tutti i cani possono essere addestrati a farlo. La differenza è nel tempo che ci metteranno a prendere il brevetto. La mia perplessità è però legata al fatto che IO conosco il mio cane e so che c’è differenza tra amare l’acqua e farsi una nuotata senza recuperare MAI alcun che ed invece lanciarsi da un gommone, recuperare una persona in difficoltà o trainare una barchetta in avaria.
    Ora sono piena di dubbi perchè non vorrei diventare come quei genitori che si ostinano a far fare ai figli calcio quando invece vorrebbero giocare a tennis cioè quindi vorrei trovare un’attività adatta al mio cane senza finire per diventare ridicola come le persone descritte in questo suo ironico articolo.
    Se qualcuno avesse un consiglio lo gradirei molto

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.