PREMESSA: se qualcuno stesse pensando: “Vabbe’, ma avevi già fatto il “vero standard” del Labrador: perché anche il  Golden? In fondo è lo stesso cane, ma col pelo lungo”… gli consiglio di parlare a lungo con allevatori e proprietari delle due razze. Che hanno  in comune il fatto di essere entrambi retriever, questo sì: ma non hanno praticamente altro.

ASPETTO GENERALE: cane armonico, attivo, potente, ben compatto nella sua andatura, di costituzione forte, con una espressione decisamente di dolcezza.
Ed è lì che ti frega.
Anzi, a dire il vero ti frega anche se non hai mai letto lo standard: perché vedere una cucciolata di Golden e innamorarsene perdutamente è un tutt’uno. Non solo sono l’immagine esatta che uno si forma nella mente quando pensa alla parola “cucciolo”; non solo hanno quegli occhioni assolutamente parlanti e quelle codine in perenne movimento che trasmettono gioia allo stato puro; hanno pure il mantello da peluche della Trudi, che dopo la vista ti conquista per l’eternità anche il tatto. Se poi leggi pure uno Standard che parla di cane “armonico, forte e dolce”…sei impanato e fritto. A quel punto te ne porti a casa uno, e scopri che…

CARATTERE ED ATTITUDINI:  dire “docile, intelligente, disposto per natura al lavoro“, come scrive lo standard, è un modo indecoroso di prendere in giro la gente. Il Golden non è soltanto “disposto” a lavorare: DEVE (e vuole) assolutamente farlo.
Se non lo fai lavorare tu, provvede in proprio: e siccome il suo lavoro è il riporto, lui ti riporta l’inverosimile.
La carta igienica (come nello spot, con gli stessi risultati), il rotolone di carta da cucina (idem), il figlio piccolo (che magari non aveva alcuna intenzione di essere riportato), il marito (e in questo caso sei tu che non volevi minimamente che te lo riportasse),  la tua borsa (rassegnati: sarà sempre e solo ricoperta di bava canina, da oggi fino alla fine dei tempi)… eccetera, eccetera, molto eccetera.
Caldamente consigliato l’acquisto di palline e dummies (i riportelli morbidi usati per l’addestramento).
In questo, è vero, somiglia molto al Labrador (e a tutti gli altri retriever). Solo che il Labrador ti riporta cose a casaccio nel suo modo caciarone e un po’ tamarro, e magari riesci pure a sgridarlo; mentre il Golden ti arriva con quell’aplomb e quell’aria da signore distinto che sì, d’accordo, ha preso in bocca il ferro da stiro acceso (per il manico) e sì, ok, te l’ha consegnato mollandotelo su un piede (dalla parte della piastra): ma con una tale eleganza, e guardandoti con quella faccia da “guarda che bravo che sono stato! Merito un premio, vero che me lo merito?”… che tu non resisti alla tentazione di premiarlo davvero (e poi vai in ospedale a farti medicare il piede).

In alternativa: lui decide di riportarti la bottiglia di salsa di pomodoro (quella di vetro), e tu decidi di fermarlo prima che arrivi da te con la faccia orgogliosa e goduta. Quindi gli dici: “NOOOO! Lasciaaaaa!”… e lui lo fa. Perché lo Standard ha ragione, è un cane docilissimo che obbedisce prontamente agli ordini: quindi, se gli dici di mollare la bottiglia, lui la molla. Di colpo.
Dopodiché, se tu fai la faccia disperata (perché le bottiglie di vetro, lasciate cadere di colpo, capita che si rompano), lui prova un’immediata empatia – il Golden è un cane sen-si-bi-lis-si-mo – e si spetascia a terra con la faccia infelice.
Ovviamente NELLA salsa di pomodoro.
A quel punto tu dovrai: a) consolare il cane infelicissimo; b) arginare in qualche modo le grandi feste (impomodorate) che lui vorrà farti perché adesso è felicissimo (di essere stato perdonato); c) dargli l’ordine “a cuccia!”, perché devi pulire il pavimento; d) notare che il tuo “a cuccia” è stato inteso come un “vai pure a riposarti sul divano”; e) pulire il divano; f) pulire il pavimento; g) lavare il cane, che è un retriever specializzato nel riporto in acqua e che – anche qui come il Labrador – è capace di tuffarsi di testa in qualsiasi pozzanghera, abbeveratoio puzzolente o stagno putrescente… MA detesta con tutto il cuore la vasca da bagno.
Quindi rimetterà i musi e ti toccherà ri-consolarlo, dopodiché lui sarà di nuovo felice come una Pasqua  e te lo dimostrerà mettendoti le zampe in spalla e coprendoti di baci. Ovviamente prima di essere stato asciugato (e a volte anche prima di essere stato risciacquato. Ti consiglio di lasciargli pure tenere i musi lunghi, anche se so bene quanto strazino il cuore, e di consolarlo solo dopo avergli tolto lo shampoo di dosso).
NOTA: sia chiaro che non è solo questione di vasche da bagno propriamente dette. Il Golden si fionderà sempre felicemente in qualsiasi cosa che contenga dell’acqua, ma solo quando e se lo decide LUI: se ce lo metti tu, che si tratti di un lago, di una piscina o appunto della vasca da bagno, sfodererà immediatamente la faccia da poverocane maltrattato e infelicissimo.

 

Vivere con un Golden è come vivere con una tredicenne psicolabile (non in quanto malata di mente: proprio in quanto tredicenne) che nell’arco di una giornata è capace di passare ottocentosei volte dalla gioia sfrenata alla disperazione incontrollabile. Solo che la tredicenne, quando è contenta, magari salta e balla: il Golden salta (su divani e poltrone), balla (con te, mettendoti le zampe in testa), scondinzola a mille (abbattendoti mezza casa) e, più spesso che no, abbaia.
La tredicenne, quando è infelice, si chiude in camera sua a piangere e si leva dai piedi. Il Golden NON si chiude in camera sua e non si leva affatto dai piedi, anzi: ti sta a dieci centimetri di distanza con le orecchie basse, la coda fra le gambe e lo sguardo da cane abbandonato in autostrada, uccidendoti di sensi di colpa.

Spesso si sente dire che il Golden è un cane “adatto a tutti” perché è sempre amichevole con tutti  (vero); va d’accordo con gli altri cani e con gli altri animali (verissimo: oltre a vivere felicemente in branchi anche numerosissimi di cani, fa amicizia con qualsiasi essere vivente: se guardate le foto professionali che ritraggono cani e gatti insieme, nove volte su dieci il cane sarà un golden!); ama i bambini (dipende: però sopportarli, li sopporta. Anche quelli più rompipalle); non morde mai nessuno (NOTA SERIA: attenzione ai Golden di dubbia origine, specie a quelli che provengono dal traffico di cuccioli dell’Est. Quelli mordono, eccome: oltre ad avere quasi immancabilmente la displasia dell’anca. O del gomito. O tutte e due).

Invece io sostengo il Golden sia un cane adatto solo a persone dotate di una sana dose di cinismo, capaci di non emozionarsi troppo quando lui vi guarda così o vi dà le zampatine cosà o mette i musi lunghi o fa la faccia da cane ENPA.
Se siete troppo sensibili, LASCIATE PERDERE questa razza: se proprio volete un retriever prendetevi, appunto, quell’adorabile tamarrone del Labrador, che è molto più tosto e non patisce niente.

Lasciate perdere questa razza anche se siete sedentari pantofolai: il Golden ha bisogno di moltissimo esercizio fisico.
A differenza del Labrador, che se non gliene fate fare a sufficienza  vi disfa la casa, lui non manifesta quasi mai comportamenti distruttivi: però si comporta come le casalinghe frustrate che si ingozzano di cioccolatini. Ovvero, mangia tutto il mangiabile (e a volte anche l’immangiabile): cosa che tende a fare già di suo, ma che peggiora in modo esponenziale quando il cane si annoia.
Ribadisco: il Golden è un cane da lavoro, un atleta, un eccezionale nuotatore (se volete vederlo davvero felice, portatelo in acqua).
Impedirgli di esprimere tutto questo e costringerlo a fare il cane da divano dovrebbe essere passibile di arresto per maltrattamento.

NOMI ALTERNATIVI:  Non ho sentito, fino ad oggi, nomi particolarmente curiosi: di solito la gente per strada si limita a fare confusione tra Golden e Labrador, con la clamorosa eccezione di cui leggerete alla voce “colore”.
Dalla massa dei “banali” confonditori tra Golden e Labrador, però, emergono un FLATTEN (forse incrocio tra Flat Coated e Golden?!?) e soprattutto – udite udite – un GOLDRAKE! (però è anche vero che, quando vuole,  “si trasforma in un cane missile – e riporta anche mille valvole“!)

TESTA: ben proporzionata e ben modellata. Trattasi in realtà di capoccione formato XXL, del peso di 80 kg circa, che vi ritroverete appoggiato sulle ginocchia per periodi misurabili in ere. Ovviamente voi vorreste spostare le gambe quando cominciano a formicolare in modo sinistro: ma non potete, perché lui vi guarda da sotto in su “con quegli occhi” (la frase “mi guardava con quegli occhi…” viene pronunciata dai proprietari di Golden almeno dodici volte al giorno, per giustificare inenarrabili cedimenti psicologici dell’umano che ha permesso al Golden di compiere altrettanto inenarrabili efferatezze) e quindi resistete fino alla paralisi totale.

OCCHI: ecco, qui lo Standard è davvero bastardo dentro. Perché dice solo “castani, ben distanti, con bordo delle palpebre scuro“.
Fine.
Non si fa il minimo cenno all’espressività di “quegli occhi”, né al fatto che quando il cane ti guarda “con quegli occhi” tu perdi completamente il controllo. Ho sempre pensato che i rapinatori, invece di andare in giro armati di pistole ed altre cosacce pericolose, dovrebbero girare con un Golden al guinzaglio. Dopodiché gli basterebbe insegnare al cane a fare “quegli occhi” e dire a un qualsiasi passante: “Il mio cane ha fame e non ho i soldi per comprargli le crocchette”.
Penso che qualsiasi persona al mondo gli svuoterebbe immediatamente il portafoglio in mano. E se non avesse abbastanza soldi, correrebbe a fare un Bancomat.
Ovviamente, se il Golden è il tuo e se non impari in fretta a resistere a “quegli occhi”, sarai il suo schiavo perenne (certi cani che pensano di poter ottenere lo stesso risultato ringhiando e/o mordendo dovrebbero prendere lezioni da questa razza).
Inutile aggiungere che il Golden ci marcia alla grande, anzi alla grandissima.

BOCCA: ma quale bocca? Non è una bocca, è un bidone aspiratutto.
Il Golden è un lavandino, capace di ingurgitare qualsiasi schifezza senza neppure preoccuparsi di annusarla prima.
Fon-da-men-ta-le
insegnare al cucciolo il comando “Sputa!” per evitare che ingoi pietre, pezzi di legno, sacchetti di nylon, incarti di merendine (se c’è rimasto anche solo il vaghissimo odore di UNA briciola, lui manda giù tutto l’incarto, anche se è di plastica).

TRONCO:  ben equilibrato, con reni corti, petto ben disceso, linea superiore orizzontale. Lo Standard ovviamente non vi dice che questo bel troncone di cane pesa una trentina di chili e che ve lo ritroverete in braccio ogni volta che vi siederete su divani/poltrone/letti. Farlo scendere? Provateci! Vi guarderà con “quegli occhi” e voi vi farete piccini, picciiiiiniiii… al che, ovviamente, lui si farà largo, lungo e ben disteso.

ARTI: diritti, forti, muscolosi… e, se fosse per il cane, in perenne movimento. Possibilmente movimento di nuoto in acqua, ma in alternativa anche movimento di corsa sfrenata nei prati. Possibilmente in compagnia, perché ci si diverte di più. Possibilmente in compagnia numerosa, perché ci si diverte ancora di più. Sarà per questo che molti Golden, facendo “quegli occhi”, chiedono al loro umano di prendergli prima un compagno/a, poi qualche amico/a. Poi, magari, di fare una cucciolata col compagno/a. Nonostante sia un cane di taglia medio-grande, quindi piuttosto ingombrante, è molto frequente che il Golden viva in coppia, mini-branco o brancone. Sembra che siano come le ciliege:  uno tira l’altro.

Conosco pacchi di gente che hanno cambiato radicalmente vita e si sono trasferiti in campagna (nei dintorni di fiumi o laghi) per avere casa e spazi adatti ai loro Golden: sono fermamente convinta che alla base di tutto questo ci siano stati “quegli occhi”.
Ah…sappiate che avere un Golden dà finalmente un significato a quella canzone di Valerio Scanu che dice “far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi”: infatti l’idea appare decisamente cretina per quanto riguarda gli umani, mentre ho assistito personalmente a questa scena con una coppia di Golden protagonisti.
Domanda: “Ma li porti a lavorare in acqua anche se lei è in calore?”
Risposta: “Sì, ma non credo che lei sia già pronta…e comunque lui, quando vede l’acqua, non capisce più niente: non pensa più neppure al sesso”.
E infatti, sequenza: tuffo-tuffo-tuffo, nuoto-nuoto-nuoto, gioco-gioco-gioco, riporto-riporto-riporto, gioco-gioco-gioco, sniff-sniff…SNIFF? Sesso-sesso-sesso!
Entusiasticamente DENTRO il laghetto.

CODA: Secondo lo Standard: attaccatura al livello del dorso, raggiunge il garretto, non si arriccia all’estremità.
Secondo il proprietario di Golden: “ARGHHHHHHH!!!! Tenetegliela! Fermatela! TAGLIATEGLIELA!”
NOTA: Essendo frangiata e genericamente più pelosa rispetto a quella del labrador, fa meno danni quando vi sbatte sulle gambe (a meno che non sia bagnata, nel qual caso uccide). L’effetto sulle suppellettili di casa, invece, è identico.

MANTELLO: pelo  piatto o ondulato, con buona frangiatura. Il sottopelo è fitto e impermeabile.
Traduzione di “impermeabile”: l’acqua non raggiunge la cute perché si ferma tutta tra pelo e sottopelo: così, quando il cane si scrolla, allaga i cinque chilometri circostanti. Ergo: quando portate il cane a lavorare o giocare in acqua, l’impermeabile è meglio se lo mettete voi.

COLORE: qualunque tonalità dal color oro (nel qual caso avrete effettivamente un Golden, o al massimo un Labrador a pelo lungo,  anche per il cinofilo stradale) al crema (nel qual caso avrete un pastore maremmano e perfino un pastore svizzero. Cosa che mi spinge a chiedermi: ma santa pupazza, il pastore svizzero bianco – oltre ad essere appunto bianco e non crema – è una razza recentissima, ancora rara in Italia e praticamente sconosciuta. E’ già curioso che il cinofilo stradale sappia della sua esistenza: ma se ne è al corrente, come cavolo fa a confonderlo con un Golden?)
Insomma: le vie della cinofilia sono MOLTO più infinite e misteriose di quelle del Signore.

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31 Commenti

  1. Aspettavo questo Vero standard da una vita 😀 (non nel senso che sei stata lenta ma nel senso che speravo tanto lo facessi xD). Appena ho cominciato a leggere mi sono proprio immaginata un bel prato grande con almeno 2 golden che corrono tutti contenti e mi sono ripromessa che quando mi sposerò cercherò una casa con giardino solo per poter prendere 2 golden. Poi sono arrivata al titolo ARTI e ho capito che quindi non è per niente una brutta idea! 😀 complimenti per la descrizione esilarante 😀

  2. Da bipede che vive con 2 Golden, uno scodinzoloso “”grazie per questo articolo, interessante, preciso e ironico come tutti i tuoi.
    So che il tuo è un discorso in generale, ma non vorrei che restasse, in chi non li conosce, l’impressione che tutti i Golden riportano di tutto o si buttano nelle pozzanghere o divorano qualsiasi cosa o saltano sui divani.
    Conoscendo oltre ai miei, tanti altri golden, vorrei solo aggiungere alcune considerazioni:
    – non a tutti piace il riporto, alcuni non si mostrano interessati anche se hai provato ad insegnarglielo. Molti non farebbero altro per tutto il giorno, è vero, come la mia Mousse; ma lei non mi ha mai riportato scarpe, ferri da stiro o bambini… solo le palline o i dummy che le lanciavo.
    – non è “automatico” che gli piaccia nuotare e se ci capita un Golden refrattario all’acqua, non bisogna disperarsi né convincerlo a tutti i costi a fare il pesce-cane. È certo invece che a nessuno piace “l’acqua in verticale” come quando li bagni con la pompa o gli fai una doccia ☺
    – non tutti sono degli “aspirapolveri”, anzi, ne conosco molti, come il mio Ciak, che mostrano un atteggiamento spesso indifferente al cibo. Avrei dovuto filmare come si avvicinava alla ciotola; la guardava da lontano, faceva due passi, si fermava per grattarsi, altri due passi e poi un’annusata intorno e finalmente arrivava al cibo, lo guardava con aria da aristocratico snob “che mi tocca fare… mangiare, che volgarità!”
    – Grazie alla loro intelligenza e grande voglia di imparare, sono “facili” da educare e addestrare; bastano un paio di NO per insegnargli che non si salta sul divano o sul letto, non si rosicchiano le sedie, non si scavano buche in giardino, non si assalta chiunque per slinguazzarlo. Quindi non credo sia giusto dare l’impressione che siano tutti dei pazzi scatenati e allegri che saltano da tutte le parti. Piuttosto, è vero che molte persone non resistono ai loro sguardi supplichevoli, a quella caratteristica dolce ruffianeria e quindi li viziano e lasciano correre un po’, in quanto all’educazione.
    Per il resto, concordo in pieno con te e ti ringrazio anche per il tuo contributo nello sfatare la leggenda che sia un cane per tutti; come hai scritto nell’altro articolo “è un cane per chi voglia amarlo nel modo giusto”.

    Per la serie “nomi alternativi” a noi è successo di sentirci dire “Guarda, un Maremmano!” o, peggio “Un incrocio di Maremmano !”
    E un giorno uno si è avvicinato a Ciak chiedendo “E’ un Labrador Golden ?”

  3. @Dusia
    cercherai una casa con giardino per tenerci due golden e ti accorgerai che vorranno stare in casa! 🙂 se invece nel giardino ci starai anche tu, allora saranno ben felici. Il giardino è sicuramente una comodità, ma per il golden occorre il lago, il fiume, il mare, la campagna…e non una volta ogni tanto! come cambiano quando li porti con te in questi posti! a casa non gli parrà vero di stare sulla cuccia, tanquilli tranquilli.
    Confermo che alcuni golden linea di bellezza (o presunta tale 😉 ) sono attratti dall’acqua ma non nuotano perché quando perdono contatto con il fondo tornano indietro. Ma nuoteranno, con un po’ di pazienza. E confermo anche l’inappetenza soprattutto di alcuni maschi, spesso da cuccioloni le prime volte che sperimentano le stagioni calde (oltre agli odorini delle femmine, ma questo riguarda tutti). Cmq, non tutti sono voraci, anzi. E’ però vero che da cuccioli tendono, come tutti, a ingoiare qualche schifezzuola, ma nemmeno tanto rispetto ad altre razze. Con pochi problemi e poco sforzo è facile evitare che sgranocchino i mobili.
    Capitolo dummies: ad alcuni, sempre delle linee di bellezza, non gliene frega niente, al massimo rincorrono la pallina o il dummy ma poi se lo portano dove gli aggrada. Le attitudini di razza talvolta (e anche qualcosa di più) si sono perse, anche se esistono delle ottime linee dual purpose che magari non vedranno tutti i soggetti con eccellenti qualità attitudinali, ma nel complesso si arrangiano tutti 🙂 (e ci sono un discreto numero di golden “dual champion”). Però non solo i dual purpose possono avere delle buone attitudini.
    Non è un cane per tutti e soprattutto non è un pupazzo per i bimbi. E’ da sconsigliare alle famiglie con bimbi che prendono il cane “perché sappiamo che è adatto ai bambini”: questa frase mi fa correre un brivido lungo la schiena tutte le volte che la sento, per il pericolo che una tale famiglia rappresenta per tutti i cani, ma soprattutto per un cane sensibile come il golden. A proposito: alcune femmine, più dei maschi, si dimostrano un po’ troppo timide, ma solo per errata selezione. Chi volesse prendere un cucciolo deve evitare cucciolate di cani che si dimostrano un po’ troppo timidi. Significa che il personaggio che ha fatto accoppiare i cani sta solo sfruttando la moda del momento.
    Cane non solo soggetto a displasia anche e gomito. Andrebbero svolti i test per l’atrofia progressiva della retina (genetico)+ visita oculistica annuale per i riproduttori. Una bella eco-cuore dei genitori non dovrebbe mancare in quanto il golden è soggetto alla stenosi sub-aortica. E magari una controllatina alla tiroide. Punto.

  4. L’altro giorno ero al lago a godermi un po’ di sole quando sento dei bambini che mandano urletti di gioia e risate dal piccolo porticciolo, mi alzo a guardare e c’era un bellissimo Golden Retriver che continuava a tuffarsi in acqua insieme ai babini, risalire dalla spiaggetta e correre a tuffarsi ancora 🙂 davvero spettacolare!

  5. Mi piace così tanto leggere gli articoli di Valeria, e amo così tanto il mio Golden Platone, che avrei voluto scrivesse un libro su questa razza!
    Mi sento di sottolineare il riferimento alla sensibilità di questi cani…oltre a reagire ad ogni piccolo mutamento del nostro comportamento nei loro confronti sono capacissimi di percepire ogni minima variazione (anche non volutamente menifesta) del nostro umore. Ma devo anche dire che non subiscono passivamente, sanno agire per cercare di cambiare le cose (Platone spesso mi ha “consolata” nei momenti di grande tristezza). E’ pur vero che “quegli occhi” ti fanno dimenticare tutto ed inoltre sono cani così allegri (e pagliacci) che sanno riempirti con “secchiate” di gioia!!!
    Amore per l’acqua e per il LAVORO stra-confermato (il massimo piacere è poter fare un corso di salvataggio nautico…c’è anche una buona dose di riporto!).
    L’unica nota, per quanto mi riguarda, una certa possessività (mi si dice che nel retriever che “retrivera” può esistere) che rende alle volte tesi i rapporti con altri cani nel caso ci sia qualche oggetto da contendere.

    • @StefyZ: ma l’ho fatto 🙂
      A quattro mani con Paola Daffunchio, ma il libro sul Golden l’ho scritto (sono peraltro pochine le razze che “si salvano” dalla mia sfrenata grafomania…)

      • Hai ragione Valeria…ce l’ho anche quel libro!
        Ho sbagliato ad esprimermi, vorrei un libro “umoristico” sul Golden (anche perchè, per come vivo io questa razza, non si può che ridere di questi pagliaccioni biondi!).
        Ora aspetto il vero standard del Setter Inglese ;-).

        • @StefyZ: i libri umoristici non li vogliono 🙁 … ho provato a proporre un libro basato sui “veri standard” alla mia casa editrice, ma mi hanno risposto “bleah”. Adesso sto pensando di produrmelo da sola, ma… come al solito, i costi sono paurosi, la distribuzione è un problema ecc. ecc.
          Devo capire come si può fare.

    • sai, il retriever che “retrivera” per davvero (non quello che insegue le palline in giardino) non è possessivo per niente, anzi. Cedono senza problemi il selvatico o il dummy al conduttore anche se ci sono altri cani molto vicini e nessuno si sogna di mettersi nel mezzo né di ringhiare. Questi golden, labrador flat e altri non sanno proprio cosa significhi la possessività, perché ripropongono lo stesso atteggiamento anche nella vita quotidiana. Gli altri possono essere possessivi come tutti gli altri cani, generalmente in misura minore, ma più che altro a causa di una gestione non consona al 100% (o cattiva selezione). Il classico gioco del tira e molla con un golden o un labrador non lo vedo tanto bene, né sottrazioni di oggetti in maniera un po’ sbrigativa, né giochi tendenti ad aumentare l’adrenalina, come il continuo lancio della pallina con il cane che corre avanti e indietro. La sovraeccitazione di un retriever è proprio sbagliata, non può essere trattato come un Jack Russel che corre a macchinetta nel giardino di casa quando gioca a rincorrere o recuperare qualcosa. E’ importante nel gioco del golden dare sempre uno stacco tra il pensiero e l’azione, anche se si tratta di fargli recuperare la pallina. Deve dimostrare sempre sufficienti dosi di calma, o steadiness come dicono nella sua patria, prima di scatenarsi nell’azione.

      • @Gianni: appoggio in pieno la tua opinione! Il mio Platone non è frutto (credo) di un’attenta selezione. E’ il mio primo Golden (ne verranno sicuramente altri) e non avendo io, all’epoca della sua adozione, le giuste nozioni, probabilmente non sono stata abbastanza attenta nel scegliere la “fonte” dal quale prenderlo. Però devo specificare che la sua possessività non si è mai manifestata nei miei confronti e tanto meno durante le prove di riporto amatoriali che mi è capitato di fare con lui (anche perchè, come giustamente hai detto tu, durante le gare “anche se ci sono altri cani molto vicini nessuno si sogna di mettersi nel mezzo né di ringhiare”). Il commento che mi è stato fatto sul fatto che un retriever che “retrivera” può mostrare possesività credo sia riferito al fatto che un retriever che riporta la selvaggina al suo “cacciatore” non sarebbe felice di farsi sottrarre la “preda” da un altro cane (spero di essermi spiegata bene). Non metto comunque in dubbio il fatto che il mio Golden mostri, rispetto ad altri retriever che mi è capitato di incontrare e che definirei più “pacioconi”, un carattere più “vigoroso e tenace” (non pensare però che sia aggressivo perchè è mooooolto comunicativo e quindi tende a gestire in modo corretto tutte le interazioni con altri cani….se poi gli altri insistono a volere quello che lui ha in bocca o tra le zampe, allora i suoi avvertimenti diventano più espiliciti). Per quanto riguarda il gioco ho sempre evitato di proporre giochi che possano aumentare la sua già naturale esuberanza (come ho già detto tende ad essere un pagliaccione) ma è un cane che naturalente si “attiva” quando si presenta una situazione che possa fargli capire che “c’è da LAVORARE”! In particolre la “steadiness” va un po’a farsi friggere quando c’è dell’acqua e un gommone da recuperare! Sicuramente non posso che concordare con Valeria quando dice che questi sono cani che hanno bisognio di lavorare e non fare i soprammobili (anche se comunque Platone in casa è un gioiello) o i nani da giardino.
        Sono contentissima di potermi confrontare con chi, di cani, ne sa! 😉

      • Sono d’accordo anche la mia golden non conosce la possessivita , ne con il cibo ne con i giochi o nei nostri confronti .

      • Scusate se rispolvero il post dopo molto tempo.
        In merito alla possessività: io sono stato morso proprio per questo motivo. Il mio quando trova qualcosa per strada non vuole che glielo si porti via. Inizia a ringhiare e, se si è decisi nell’andare a toglierlo, ecco che può succedere ciò che successo a me. Visto che in generale è un patatone e gli unici vizi che ha sono il CIBO e la predisposizione all’ABBIAIO (un po’ come tutti i cani, del resto), è un peccato che si comporti così, nonché pericoloso. Avete dei validi consigli da darmi? Grazie

  6. Un vero peccato!
    Non è che noi, tuoi fedeli lettori, possiamo dire quattro parole alla casa editrice? Per parafrasare un famoso Gianni della pubblicità “l’umorismo è il sale della vita”!!!!

  7. ciao a tutti,anche io ho una golden a casa da un annetto,e una cucciolona di 15 mesi entusiasta del mondo che ogni giorno cresce e comprende di più.si,è vero,e un dolcissimo ciclone che di tanto in tanto combina guai e sempre viene a rubarmi il cuore coi suoi sguardi a cui credo nemmeno james bond potrebbe resistere!!!! è un amica inseparabile e bellissima,la porto con me ovunque e cè spesso da sudare,tira, parte a cento all ora in tre secondi dietro un gatto,un cane,una bicicletta….la borsa della spesa della sciura ignara che le passa vicino dicendole”ciaaaao bella”e incoraggiandola così a tuffarsi nel sacchetto di muso….è un amica molto impegnativa certo,ma la sua vicinanza,il suo perpetuo esserci e cercarmi,seguirmi in ogni stanza è la fonte di gioia più grande mai provata!ragazzi,io amo alla follia questo mio meraviglioso quintale di pelo e slappate!!!! se credete di non innamorarvi di un cane è solo perchè non ce l avete ancora!!!

  8. SEI GRANDE!! SONO STATO A RIDERE PER MEZZ’ORA… CMQ.. è PROPRIO VERO.. IO C’HO UN GOLDEN E RISPECCHIA AL 100% TUTTO QUELLO CHE HAI SCRITTO.

  9. Ciao! 🙂
    Fantastico questo articolo, descrive in maniera splendida il Golden!
    Avevo il sorriso durante tutta la lettura…l’autrice è simpaticissima! 😀

  10. TUTTO VERO 😀
    …convivo amabilmente con il “mio” Golden da 13 anni….sottoscrivo appieno ogni parola che ho letto!
    Posso aggiungere, per quanto riguarda Bit (Bitmore in verità!)una assoluta disposizione all’accoglienza di qualunque altro essere vivente con l’esclusione dei ricci (se ne incontra uno diventa pazzo e cerca di riportarselo a casa in tutti i modi forse anche per mangiarselo!) e delle lucertole che insegue senza posa cercando di stordirle abbaiandogli contro. L’amore per l’acqua, in tutte le sue forme è totale…la neve lo fa impazzire…e le pozzanghere scatenano una attrazione fatale; dolce o salata che sia…purchè sia acqua! E sopratutto…non ama sentirsi escluso da qualunque manifestazione di affetto si svolga intorno a lui, se coccolo il gatto o se abbraccio i miei figli LUI deve essere partecipe o si affligge….guardandoti con quegli occhi…!

    buon Golden a tutti

    • ,,,, CONDIVIDO !! IO HO UN GOLDEN DI QUASI 14 ANNI , L’ARTROSI GLI FERMA IL FISICO MA GLI OCCHI SI RISVEGLIANO A 1000 PER GIOCARE ,,, E FANTASTICO !

  11. Ciao a tt,io ho un golden di 11 mesi AX ma solo da 4 vive con noi.Pensavo che la sua diffidenza dell acqua..alta…perchè per le pozzanghere ci perde la testa, fosse dovuto alla sua esperienza passata ed invece mi accorgo leggendo questo forum preziosissimo che il mio è propio pigrone.Per quanto riguarda il riporto…a volte SI a volte no,gli piace molto di più giocare a “calcio” con me :). Abbiamo un giardino molto grande ed effettivamente fa corse sfrenate e poi gli piace molto il gioco forza con il suo migliore amico TOM un pastore suo coetaneo.
    A detta del veterinario un affinità molto digfficile ma secondo me il golden è cosi dolce che riesce a conquistare anche i suoi simili…con quegli occhioni.
    Una domanda ma per questa razza mi conviene acquistar una cuccia da mettere in giardino?
    Finora stava sotto il portico ma con l arrivo dell inverno quando vuole stare in giardino gli serve un riparo.
    Soffrono tanto il freddo come razza?
    grazie 1000
    maura

    • No, non soffrono il freddo, ma soffrono l’isolamento dal loro branco, come tutti i cani del mondo. Se ne hai la possibilità, tienilo a dormire in casa con voi: se invece proprio non puoi… allora la cuccia ci vuole, non tanto per il freddo quanto per proteggerlo dall’umidità.

  12. Il mio bb mi morde??? ha quasi 5 mesi e l’ho preso da 4 giorni. Mi sono arrabbiata perché mi ha morso sul viso e l’ho sgridato ed è tutta là sera che m’ignora. ED insegue mio nipote d 7 anni per morderlo. E vuole mangiare e mangiare ma io seguo le indicazioni della allevatrice e gli do da mangiare solo 2 volte al giorno 90 grammi.

  13. Complimenti! Ho avuto per ben 6 intensi anni il mio Golden e ne ero innamorata persa! Pochi mesi fa mi ha lasciata (per avvelenamento), lasciando un vuoto immenso..
    Devo però complimentarmi con te e anche ringraziarti perchè con questo articolo sono riuscita ad emozionarmi ricordando tutti quei momenti indimenticabili passati con la mia cucciola!
    Grazie

  14. Queste parole, e molte altre di Valeria Rossi, hanno il dono di riportare i ricordi alla realtà. Il mio tratto di vita con Sean è stato quanto di più vicino alla beatitudine si possa avere, un legame mai spezzato, la strada percorsa con lui accanto mi ha insegnato come sia reale la felicità accanto a un cane. È stato una motivazione, una spinta, è stato l’amore.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.