Grande risultato conseguito a Basel, Svizzera, lo scorso weekend:  Matteo Gaddoni e Flower, una giovane border collie di 2 anni, hanno raggiunto il terzo posto ai campionati Europei AWI.
L’ AWI (Ashley Wippet Invitational), è la federazione storica del disc dog, nata nel 1974, fondata da Alex Stein che assieme al suo fedele Ashley diffuse  lo sport del frisbee dog in tutto il mondo: la federazione organizza tutti gli anni delle gare di qualifica e solo i primi cinque classificati guadagnano la possibilità di disputare il campionato Europeo e Mondiale.
Matteo e Flower si erano qualificati durante il Qualifier italiano, tenuto a Monza al Royal Canin Cup, conquistando in quella occasione il primo posto.
Questo weekend, a Basel, si sono riuniti tutti gli atleti usciti dai Qualifier Europei (Svizzera, Spagna, Germania, Slovenia, Rep.Ceca, Italia) per disputarsi il titolo di Campioni Europei: una gara ad altissimo livello che ha visto conquistare il primo posto al tedesco Timo Kehlbeck, il secondo posto alla slovena Amadea Colia ed il terzo posto appunto a Matteo Gaddoni.
Le gare di disc dog combinano sempre i risultati della prova di freestyle (musica, coreografia, più dischi e tante evoluzioni) con quelli del minidistance (un disco, velocità e precisione) e per raggiungere il podio a questi livelli è davvero importante fare bene in entrambe le sessioni.
A Basel, nonostante una non perfetta sessione di minidistance, con un bellissimo secondo round di freestyle il binomio italiano ha raggiunto un risultato davvero grandioso: quindi ci siamo precipitati ad intervistare Matteo!

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Matteo, dopo i complimenti di rito (strameritati), subito una domanda spinosa: cosa rispondi alle critiche che vengono fatte al disc dog, ritenuto da alcuni uno sport “spaccacani”?
Posso dirti, intanto, che io sono uno degli “accusati”, avendo ritirato il mio Spike. Hanno detto di tutto: che gli avevo rotto la schiena, che aveva le zampe “andate” e così via. In realtà, purtroppo, il mio cane ha tutt’altro problema: è epilettico. Non sono mai andato in giro ad attaccare i manifesti per dichiararlo, ma mi sembra giusto che si sappia che il disc dog non c’entra assolutamente nulla e che il ritiro è avvenuto per un motivo ben diverso.
A parte il mio caso personale, posso dirti che quest’anno ho tenuto 50 stage e di cani “rotti” non me ne risulta neppure uno. O meglio, uno sì… ma perché è stato attaccato da un altro cane!
Insomma, il disc dog è uno sport, e come tale qualche rischio lo comporta: ma non più di altre discipline. Senza voler parlare male di nessuno, ma solo per maggiore comprensione: ho visto conduttori di obedience richiamare i cani stimolandoli con tanta forza che il cane arriva a trecento all’ora…e quando poi inchioda di colpo, non è che le articolazioni ne godano particolarmente!
Purtroppo adesso gira su Facebook un video in cui si vedono atterraggi “da panico”…ma io stesso ho visto un video simile che riguardava atterraggi di cani da agility: video che faceva rizzare altrettato i capelli, ma che è “girato” solo tra addetti ai lavori. Ed è girato a scopo didattico, non sputtanante!
Invece contro il disc dog si sta scatenando una vera e propria campagna diffamatoria, forse perché è divertente, è spettacolare, è adatto a tutti i cani…e quindi a qualcuno dà fastidio.

Però è vero che certi salti altissimi e certe giravolte super-acrobatiche fanno venire un po’ la pelle d’oca…
Sì, ma è anche vero che non è solo “quello” il disc dog, e che non sei neppure obbligato a fare certi esercizi, tanto che il conduttore che ha vinto il campionato europeo non ha fatto neppure un vault (i salti appoggiandosi sul corpo del conduttore, ndr).
E soprattutto: non sono esercizi che si possono improvvisare. Ci si deve arrivare per gradi, in base alla preparazione atletica del cane, alla sua struttura, al suo peso e così via. Ora che il disc dog comincia ad essere conosciuto anche in Italia, c’è un sacco di gente che vuol provare e che magari si avvicina agli stage: bene la prima cosa che chiedo è sempre: “Cosa vi aspettate da questo sport? Cos’è che vi piacerebbe fare?” E l’immancabile risposta è: “Voglio insegnare al cane a saltarmi sulla schiena!”
Per questo ritengo importantissimo che le persone che si stanno occupando di promuovere e diffondere questo sport badino moltissimo a farlo appocciare con la mentalità giusta. Ai miei stage spesso i partecipanti restano un po’ delusi, perché si aspettano di giocare tutto il giorno col cane…e invece io li massacro per ore ed ore insegnandogli a lanciare (senza cane), e il cane glielo faccio tirare fuori per cinque minuti. In realtà questo è il modo giusto in cui si deve fare questo sport!

Quanto sono importanti la preparazione atletica, il riscaldamento eccetera?
Sono fondamentali, così come è fondamentale allenarsi sempre con qualcuno che possa vedere ogni movimento del cane (e mal che vada, se proprio devi allenarti da solo, è bene riprendere tutto con una telecamera): in questo modo puoi capire se, quando e come commetti degli errori e puoi correre subito ai ripari.
A proposito della presunta “pericolosità”, tra l’altro… qualche giorno fa stavo parlando proprio di preparazione con un altro ragazzo che pratica questo sport: io gli ho detto che faccio nuoto, corse e pallina, e lui mi ha guardato inorridito: “Ah, no, io la pallina al mio cane non la lancio! – mi ha detto – Perché non ho nessun controllo sui rimbalzi, a differenza di quanto accade col disco”. In realtà devo dire che la cosa mi ha fatto riflettere… eppure  chissà quanti detrattori del disc dog non si sono mai preoccupati minimamente dei movimenti – anche molto bruschi, come tutti sappiamo –  che il loro cane fa inseguendo una pallina!
Aggiungo una cosa sul riscaldamento: a forza di sentire critiche, molti conduttori stanno facendo il riscaldamento direttamente sul campo, proprio all’inizio degli esercizi. E’ una cosa bruttissima da vedere, ma ormai è diventata così diffusa l’angoscia di sentirsi dare degli “spaccacani” che capisco come, per far star zitte le malelingue, si arrivi a questi estremi.

Ora, però, parliamo un po’ di Flower: mi sembra che se lo meriti! E’ vero che si tratta di una cagnina rescue?
Assolutamente sì: Flower stava in una famiglia che non aveva né tempo, né spazio, né – probabilmente – voglia di dedicarsi a lei: io l’ho vista in fotografia su Facebook e mi sono innamorato. Un colpo di fulmine fatto e finito.
Ovviamente mi hanno detto di tutto: “Ma sei matto, un cane di undici mesi, dove pensi di andare? Il cane sportivo devi “fartelo” tu, fin da cucciolissimo”… e be’, direi che questo campionato  ha risposto a tutte le obiezioni!
Certo, non è stata una passeggiata, anche perché la sua prima esperienza qualche segno l’aveva lasciato: per esempio, Flower aveva la fissa di “dare la caccia alle ombre” e dava proprio nasate tremende sul pavimento (e anche qui: “Ma sei matto! Quella cagna guarderà sempre e solo per terra, quando mai pensi che guardi in aria per seguire un disco?”).
Invece, in tre mesi di lavoro, la storia delle ombre è completamente sparita: e direi che i dischi li guarda, eccome!
Oh, sia chiaro: non voglio dire che sia stato tutto merito mio. Evidentemente il “materiale” era di prima qualità: io ho avuto la fortuna di trovarlo e di riuscire a creare un bellissimo rapporto.  Insomma, tanta sfortuna ho avuto con Spike, tanto mi è andata bene con Flower.
Però non è neppure un caso eccezionale: Lawrence Frederick ha fatto un primo e un terzo posto al campionato mondiale con cani rescue: adesso credo ne abbia sette o otto, e periodicamente so che ne ritira altri al canile, che allena per qualche tempo e che poi, se non può tenere personalmente, dà in affido (ovviamente fanno la coda per avere un cane preparato da lui!).
Insomma, il disc dog può farlo davvero qualsiasi cane e rende felice qualsiasi cane. Qualcuno dice che “non è naturale”, perché in natura i cani non prendono i frisbee al volo… ma non mi risulta che facciano neppure salti e tunnel!

Be’, a me sembra che un gioco basato sul predatorio sia la cosa più naturale del mondo!
Sì, ma sai che cos’è davvero “naturale”, per il cane? Compiacerci, renderci felici. Quando lui si accorge che a noi piace tanto fare obedience, o agility, o disc dog… ce la mette tutta per riuscire bene, per gratificarci anche quando, magari, non sarebbe proprio la cosa che gli interessava di più al mondo. Però, nel rendere felici noi, si gratifica anche lui, perché questa è la sua aspirazione maggiore: quindi credo che non si possa parlare di discipline più o meno “naturali”, ma solo di rapporti più o meno riusciti.
Quando c’è un bel rapporto, qualsiasi cosa il cane faccia con te diventa la cosa che lo rende più felice al mondo.

Matteo e Flower, soddisfattissimi del risultato ottenuto, dopo qualche giorno di meritato riposo riprenderanno gli allenamenti per le prossime gare in vista:  si inizia l’11 settembre a Brescia, gara italiana di preparazione per il più grande appuntamento dell’8 ottobre: i mondiali AWI in USA!

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2 Commenti

  1. ma che bello! un cane rescue…. è proprio vero… quando ne hanno passate 1000 e arriva l’ umano che li “vive” poi danno cuore e anima pur di farlo felice… grande risultato di Flower e grandissimo Matteo, per averci creduto, sudato ma soprattutto per aver convinto alla grande <3

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.