Questo articolo viene scritto… in “tempo reale”, dopo aver ricevuto l’email di due lettori border-muniti (anzi, “borderina”, scrivono: quindi o femminina piccinina, o cucciola) a cui è stato consigliato di seguire uno stage di Mondioring.
Reazione della sottoscritta: ma che c’azzecca il Mondioring con un border (e viceversa)?
Oh, poi, per carità…io sono dell’avviso che – entro certi limiti, soprattutto fisici – qualsiasi cane possa fare qualsiasi cosa: credo di aver già detto che ho conosciuto (e visto lavorare) eccellenti labrador da tartufi e che conosco un signore che a tartufi ci portava gli husky (però lui non l’ho visto all’opera), che ho visto un più che discreto pastore tedesco da ferma, un king charles spaniel (proprio un KING, non un cavalier!) da agility, un setter irlandese bravissimo in protezione civile e perfino uno zwergpinsher da UD… quindi non mi stupisco più di niente.
Se a un cane piace fare un certo sport o lavoro, perché no?
Però, di solito, si tratta di cani che si sono trovati “per caso” a dimostrare il loro interesse per una certa disciplina (magari perché vivono in una famiglia con altri cani che la praticano): è sicuramente più inconsueto che si parta “da zero” con un cane di razza X e che si decida di fargli fare uno sport apparentemente in contrasto con la sua “normale” natura e le sue  “normali” attitudini.

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Scorrendo l’email, però, è apparso chiaro che i proprietari di questa borderina non avevano ben chiaro cosa fosse il Mondioring: infatti mi scrivono di aver cercato un po’ in rete, ma di non aver trovato granché. Per curiosità, poiché mi sembrava strano, ho cercato anch’io su google e la prima cosa che mi è apparsa, ovviamente, è stata Wikipedia…che al Mondioring dedica proprio quattro frasi, e che spiega: “Il programma comprende prove senza collare e guinzaglio: condotta al piede senza guinzaglio, assenza del conduttore, invio in avanti, posizioni a distanza, rifiuto del cibo riporto dell’oggetto, ricerca del legnetto”.
A parte la descrizione abbastanza approssimativa (“ricerca del legnetto” mi ha fatto proprio sorridere… mi fa venire in mente quello che facevo io col mio bassotto Liv nei boschi intorno a casa: gli dicevo “cerca un legnetto!” e lui mi portava immancabilmente dei tronchi più lunghi di lui…ma non era precisamente un esercizio da Mondioring!), leggendo Wikipedia sembra che il Mondioring sia composto soltanto da esercizi di obbedienza. In realtà si fanno anche gli attacchi…e CHE attacchi! Che sono la parte in assoluto più divertente e spettacolare, ma sono anche qualcosa di decisamente lontano dalle caratteristiche di un border…e di molti altri cani.
Comunque: trattandosi di una disciplina che amo moltissimo (anche se non l’ho mai praticata, perché purtroppo ha cominciato a diffondersi in Italia agli inizi degli anni ’90, quando io stavo ormai smettendo di lavorare con i cani), mi sembra giusto dedicarle due parole “for dummies”, cercando di far capire anche ai completi neofiti di cosa si tratta.

Se a qualcosa può somigliare, una prova di Mondioring, somiglia sicuramente più ad una gara di UD che non ad una di obedience, proprio per la presenza della sezione “attacchi”: però è molto diversa anche da una prova di IPO.
Iniziamo dicendo che il Mondioring nasce come derivazione dalle altre discipline cosiddette “di ring”  (francese, belga e olandese), mescolate tra loro e in parte anche con l’IPO, decisamente “ammorbidite” in alcuni punti (per esempio, nel Mondioring il cane non viene mai toccato con il bastone) ma soprattutto… spettacolarizzate al massimo!
Partiamo dal fondo, e  vediamo come funziona una gara: tanto per cominciare, di solito si stabilisce un “tema” (il mercato, il circo, la fattoria…con tanto di mucca, vedi foto sopra!) intorno al quale si costruirà tutta la “sceneggiatura” che crea lo spettacolo.
Sono previste quattro categorie (classi):

Debuttanti: sono ammessi soggetti di tutte le razze, anche se sprovvisti di pedigree, purché abbiano compiuto i 12 mesi di età (punteggio max. 100);
Categoria 1: sono ammessi tutti i soggetti con pedigree e 12 mesi di età (punt. max. 200);
Categoria 2: tutti i soggetti che abbiano ottenuto almeno 2 volte 160 punti in Cat. 1 (punt. max. 300);
Categoria 3: tutti i soggetti che abbiano ottenuto almeno 2 volte 240 punti in Cat. 2 (punt. max. 400):

Le prove sono divise in tre sezioni: obbedienza, salti e attacchi.

L’obbedienza – molto simile a quella del ring francese – comprende i seguenti esercizi:
1) condotta senza guinzaglio, con tre cambiamenti di direzione ad angolo retto od acuto,un dietrofront e due arresti (agli arresti, le posizioni sono libere);
2) assenza del conduttore: il viene posizionato nel luogo indicato dal giudice, in posizione a terra per le categorie 1 e 2. In categoria 3 la posizione sarà sorteggiata (seduto od a terra).  L’assenza del conduttore sarà di un minuto, durante il quale il cane non deve muoversi; durante questo periodo verrò messa in atto una distrazione (non aggressione o provocazione) che il cane dovrà ignorare;
3) invio in avanti: cane e conduttore sono posizionati dietro la linea di partenza: al segnale del giudice, il conduttore comanderà “in avanti”, il cane dovrà andare diritto davanti al lui ed attraversare la linea di arrivo, dopodiché viene richiamato al piede;
4) posizioni a distanza: il conduttore si posiziona con il suo cane seduto sul punto di partenza, comanda la posizione iniziale al segnale del giudice e si allontana (di 5, 10 o 15 metri secondo la categoria 1 – 2 – 3) e dà un comando di fissazione, dopodiché ordina al cane (da lontano)  di assumere diverse  posizioni  (seduto, in piedi, a terra) su indicazione del giudice.  In categoria 1 le tre posizioni saranno eseguite una volta ciascuna. In categoria 2 e 3 le tre posizioni saranno eseguite due volte ciascuna;
5) rifiuto dell’esca: il cane non deve minimamente considerare le esche lanciategli davanti al naso da persona sconosciuta.  In categoria 1 viene lanciata una sola esca, in categoria 2 e 3  ne vengono lanciate due, durante gli esercizi di obbedienza. Inoltre in categoria 2 e 3 sono presenti anche esche sul suolo;
6) ricerca dell’oggetto (discriminazione): l’oggetto utilizzato è, in effetti, un legnetto di circa 15 cm di lunghezza e 2 x 2 cm di sezione. Il conduttore sceglie un legnetto tra una seria di altri identici, tutti numerati.  Il conduttore prende in mano il legnetto scelto da lui all’inizio della prova e lo mette in tasca; al momento della ricerca lo deposita a terra, lontano dal cane, entro un quadrato prestabilito, dopodichè i commissari collocano altri legnetti identici all’interno dello stesso quadrato (3 o 4 nuovi oggetti a seconda della categoria 2 o 3: questo esercizio non c’è in categoria 1).
Al segnale del giudice, il conduttore inviail suo cane con il  comando “ cerca e porta” e il cane deve identificare col fiuto l’unico legnetto che è stato toccato dal suo conduttore, raccoglierlo e riportarlo.
6) riporto in piano: qui cominciano le cose divertenti, perché l’oggetto (sorteggiato prima dell’inizio delle prove) può essere qualsiasi cosa: dal salamotto al classico manubrio da riporto, dalla bottiglia di plastica alla scarpa!). Sono vietati soltanto gli oggetti metallici e di vetro, e il peso massimo dev’essere di un chilogrammo.

Gli esercizi di salto sono tre:

a) salto in alto (di tre diverse misure, 1m. / 1,10m. / 1,20m. a seconda della categoria); prevede andata e ritorno.
b) arrampicata della palizzata (verticale, non inclinata) dell’altezza massima di 2,30 m. (solo andata)
c) salto in lungo (di 3,00 / 3,50 / 4,00 m. a seconda della categoria: solo andata).

Infine, ecco la parte più spettacolare: gli attacchi, nei quali la fantasia degli organizzatori e dei giudici veramente si sbizzarrisce, specialmente per quanto riguarda i cosiddetti “artifici” con i quali il figurante (che veste sempre un costume intero) deve tentare di disturbare il cane, sia durante il morso che nella fase di guardia all’oggetto. Si vede veramente DI TUTTO, dai palloncini colorati alle tende da bar!
Gli esercizi previsti sono diversi e non sto a descriverli tutti: sappiate solo che sono previsti salti  di ostacoli prima di raggiungere il figurante, che questi  può utilizzare qualsiasi tipo di artificio, minacciare il cane, andare verso di lui, insomma fare tutto il possibile per intimidirlo (ma non può mai colpirlo, neppure nell’attacco frontale con il bastone) e che sono divisi sostanzialmente in due tipi: attacchi frontali e fughe, oltre alla “normale” difesa del conduttore.


E’ previsto anche un esercizio che può tornare utilissimo nella vita di tutti i giorni, e cioè il blocco di un attacco a pochissima distanza dal figurante: sul comando del conduttore il cane deve desistere immediatamente dall’azione e tornare da lui.
Ultimo esercizio, la guardia all’oggetto: il cane si trova all’interno di un’area delimitata da due cerchi concentrici, di 2 e 5 metri, nei quali il figurante deve introdursi cercando di “fregare” al cane l’oggetto che è stato incaricato di difendere. In questo esercizio si utilizzano due figuranti, che hanno a disposizione tre tentativi. Il cane deve sorvegliare l’oggetto e può attaccare il figurante che cerca di prenderlo, ma non può lasciarsi trascinare a più di due metri dall’oggetto, neppure nella foga della lotta.

Per conoscere in modo più approfondito e specifico i vari esercizi, vi rimando al regolamento di Mondioring, che potete scaricare CLICCANDO QUI.
Per ora spero di essere riuscita a far capire che si tratta di una disciplina molto complessa, difficile, che è, sì, teoricamente aperta a tutte le razze (e anche non-razze, solo in categoria “debuttanti”), ma che richiede un’elevata passione per il morso e una grande combattività: tant’è che a farla da padrone, guarda caso, sono i malinois.
Trattandosi di uno sport davvero divertentissimo per gli spettatori, mi sarei aspettata che prendesse piede rapidamente e che arrivasse ad una grande diffusione fin dal debutto dei primi italiani (Danilo Travers e Roberto Donnini) che vi si cimentarono per la prima volta nel  lontano 1990.
Purtroppo alle promesse iniziali non sono seguiti i fatti, specie perché è mancata una politica di vera spinta verso questa disciplina: come al solito, si sono evidentemente intrecciati certi interessi e il timore che il Mondioring potesse soppiantare altri sport ne ha decisamente rallentato l’ascesa.
Nonostante questo, oggi abbiamo diversi validi rappresentanti a livello mondiale, alcuni ottimi figuranti ufficiali (i primi furono Luca Carli e Christian Mattiuzzi)… e un po’ alla volta, pur dovendo “sgomitare” un po’, il Mondioring sta trovando la sua strada e la sua collocazione anche in Italia: ma avrebbe meritato sicuramente di più. E soprattutto, più in fretta.
Ma non è mai troppo tardi…

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23 Commenti

    • Il mondioring è nato esattamente con questo scopo… anche se in realtà, nel quotidiano, un cane addestrato col gioco, sul predatorio, e soprattutto abituato a fare gli attacchi solo sulla manica (o sul costume, nel caso del mondio), potrebbe ignorare completamente una situazione di pericolo perché non la riconosce come tale (o meglio, non la riconosce come “quel gioco divertente che facciamo al campo”). Però è indubbio che un cane da mondioring, se mai dovesse partire per i cavoli suoi su qualcuno, potrebbe essere fermato e richiamato con maggiore facilità rispetto a un cane da UD. Un cane da mondio non cadrà facilmente preda di polpette avvelenate e affini, che è un’altra gran bella cosa. Un cane da mondio potresti metterlo anche a fare, che so, la guardia al passeggino del figlio… solo che se poi ti sgagna il malintenzionato che cerca di rapirtelo vai nelle grane tu :-(((( … quindi forse è meglio continuare a considerarla una disciplina sportiva e bon.
      Sta di fatto che è una bellissima disciplina sportiva, tre volte più divertente, da vedere, dell’UD (specie per le sciuremarie): quindi meriterebbe molto più spazio di quello che gli viene riservato.

      • ” Però è indubbio che un cane da mondioring, se mai dovesse partire per i cavoli suoi su qualcuno, potrebbe essere fermato e richiamato con maggiore facilità rispetto a un cane da UD.”

        Questa frase di cui mi fido poichè pratico UD ma non conosco praticamente nulla di mondioring, mi porta però ad un riflessione sul mio personalissimo “metodo” per crescere i miei rott e mi piacerebbe conoscere pareri di altri.

        Personalmente ho sempre utilizzato l’addestramento come una scuola(più per me che per i cani) per rifinire determinate capacità del cane e per imparare nuove tecniche seguito da un professionista, ma mai per lavorare sulla mia “leadership”. Per intenderci la mia cana si fermava senza esitazione in aggressività sia prima che dopo avere preso i brevetti IPO.Oppure per esempio al mio primo rott avevo insegnato da solo il comando piede, tecnicamente era un disastro, ma una volta dato l’ordine anche se fremeva e passava un coniglio stava li, lo stesso per il “lascia”.
        Il lato negativo del mio metodo è che porto i cani al campo non prima dei 12/15 mesi, quello positivo è che i miei cani sono controllati ugualmente sia dentro che fuori dal campo.

        Capita di vedere ottimi cani in campo e non così bravi fuori, oppure persone con un cane mal gestito che dicono “e si, ma adesso lo porto a far addestrare”. Il mio personale pensiero è che l’addestramento possa essere un ulteriore “giro di vite” nel rapporto cane/padrone, un sommo divertimento per entrambi ed una sorta di simulazione per situazioni che si spera non debbano mai accadere, ma nulla più.
        .

        • Accio, ci sta assolutamente tutto: ma nel Mondioring si fa anche l’attacco “fermato”, ovvero il cane parte per un lanciato, ma viene richiamato prima di arrivare sul figurante. E’ una prova di controllo moooolto forte (hai presente l’eccitazione del cane quando è lì a un metro dal costume, o nel caso dell’UD dalla manica?), che in IPO manca: in IPO c’è solo il “lascia”, che però si dà solo quando il cane ha già morso.
          Il concetto di “frena un attimo prima di attaccare” non esiste proprio nella mente dei cani da IPO, mentre esiste in quelli da Mondio: per questo dico che, in caso partissero per errore su qualcuno che “non” deve essere morso, hanno già il condizionamento necessario a fermarsi prima di arrivare a destinazione… mentre quelli da IPO non ce l’hanno.
          Questo ovviamente non toglie che un cane sotto controllo si possa fermare benissimo anche se non fa mondio!

  1. bellissimo! ma ho un dubbio, la parte dei salti non taglia fuori un sacco di cagnoni? quelli più massicci per intenderci tipo corso rottweiler etc?

  2. Buongiorno,
    vorrei sapere se potreste indicarmi dove trovare un campo di Mondioring oppure di IPO o comunque in cui si faccia UD in modo affidabile (benchè io voglia farlo solo per divertire il mio boxer e divertirmi insieme a lui, senza alcuna velleità agonistica!). Lo cerco tra le province di Parma e Reggio Emilia.
    Grazie
    Francesca

  3. Che bello sport! Non lo conoscevo. Sembra molto più interessante e utile dell’agility, sebbene trovi quest’ultima disciplina un po’ noiosetta. 🙂
    Scusate la domanda, sono nuova e non so ancora molte cose, ma che cosa sono l’ipo e l’ud? Addestramento alla difesa e all’attacco?
    grazie,
    Saluti
    Terry.

    • Non solo :-). UD significa semplicemente “utilità e difesa” e identifica sia le relative razze che, in linea di massima, le prove. IPO significa invece Internationale Prüfungs Ordnung e identifica i regolamenti internazionali delle prove da lavoro per cani da UD (regolamenti FCI, che sarebbe la Federazione Cinologica Internationale, che poi in realtà è solo europea perché in altri continenti ci sono prove diverse e regolamenti diversi).
      Le prove di UD, dunque, si chiamano IPO (1,2,3 a seconda della progressiva difficoltà… più lo ZTP, il BH e altre sigle che non ti dico, altrimenti ti aumento la confusione 🙂 ) e sono divise, in linea di massima, in tre sezioni: piste, obbedienza e attacchi (ovvero sezioni A, B e C).
      Questo per l’IPO 1,2,3 (ZTP, BH ecc. sono cose a parte: il BH è in pratica una specie di prova per “cane buon cittadino” e se non hai superato quello non puoi iscriverti a nessuna classe IPO).
      Il mondioring è una prova per cani da UD (in teoria è aperto a tutte le razze…ma in pratica sempre quelle ci girano!), ma non rientra tra le prove IPO: sta per conto suo ed è diviso anche lui in tre categorie (1,2,3) più la Debuttanti, aperta anche a cani non di razza.
      Puff… spero di essere riuscita a chiarirti le idee e a non incasinartele ancora di più! 🙂

      • Ciao, ho scoperto da poco questa disciplina (non la pratico, ma un domani mi piacerebbe) e sto iniziando a girare su internet a vedere filamati e ricercare qualche info aggiuntiva… solo una domanda: oltre al pastore belga (nelle sue varietà e soprattutto il Malinois), quali altri cani sono i più adatti a questa disciplina?
        Grazie

  4. Vivo in Francia e qui il Mondioring è un sport seguitissimo, ho assistito ad alcune competizioni ed è davvero spettacolare 😀

  5. ciao Valeria! Ho letto questo articolo solo oggi, me l’hanno postato perchè ieri sono andata a provare …..indovina….Mondioring!!! con che cane? una Border:-)))) premetto vengo da 13 anni di Agility, ho molllato l’anno scorso anche l’insegnamento per vari motivi, ed ho cercato una valida alternativa ad una delle mie cagne. Beh, vero che il Border non è proprio il cane che vedi in Mondio, ma pur non essendo cani aggressivi, sono sicuramente mordaci (anche se solo per gioco).Io ho e riproduco cani da lavoro, quindi di tempra ce n’è……per farla breve…..si è divertita come una paperotta in uno stagno:-)) tanto che siamo uscite di corsa col cuscino in bocca fino alla macchina, vedi te:-)))))

  6. Che ne dite di un Jack Russel da mondioring?
    Lasciando stare gli scherzi, vorrei permettermi di fare una domanda. Ho assistito sabato scorso ad una dimostrazione di mondioring … premetto che non me ne intendo per nulla e sto solo cercando di capire come funzionano le cose: è normale che si faccia un uso molto, ma molto molto, massiccio del bocconcino come premio per il cane? O del salsicciotto quando si parla di attacchi. Altro dubbio che ho … ma davvero un cane addestrato a questa disciplina è totalmente fuori dal rischio di mordere perché una particolare situazione, in quel momento, gli fa pensare che si stia giocando al “solito gioco”? La domanda mi è nata oggi, parlando con una ragazza. Appena le ho nominato l’UD è subito saltata fuori con il ” ma perché bisogna insegnare al cane a mordere col rischio che poi lo faccia sul serio?” Io da ignorante in materia sono rimasta un po’ spiazzata e non ho saputo ribattere in modo credibile, invece avrei voluto difendere queste discipline che mi affascinano molto 🙂

    • miglior risposta già data a mio parere…
      Redazione scrive:
      30 maggio 2013 alle 16:18
      “Accio, ci sta assolutamente tutto: ma nel Mondioring si fa anche l’attacco “fermato”, ovvero il cane parte per un lanciato, ma viene richiamato prima di arrivare sul figurante. E’ una prova di controllo moooolto forte (hai presente l’eccitazione del cane quando è lì a un metro dal costume, o nel caso dell’UD dalla manica?), che in IPO manca: in IPO c’è solo il “lascia”, che però si dà solo quando il cane ha già morso.
      Il concetto di “frena un attimo prima di attaccare” non esiste proprio nella mente dei cani da IPO, mentre esiste in quelli da Mondio: per questo dico che, in caso partissero per errore su qualcuno che “non” deve essere morso, hanno già il condizionamento necessario a fermarsi prima di arrivare a destinazione… mentre quelli da IPO non ce l’hanno.
      Questo ovviamente non toglie che un cane sotto controllo si possa fermare benissimo anche se non fa mondio!”
      🙂

    • il cane già sa mordere di suo caso mai gli insegni a canalizzare il morso e a lasciare a comando

      Rispondi cosi la prossima volta

  7. Grazie Redazilaone , un bel articolo, avete dipinto molto bene una bellissima disciplina ma, come menzionate dagli albori, il Mondioring non si e sviluppato come speravamo ma ti faccio presente che il cane Capone condotto da Cetto Stefano , già campioni italiani, hanno occupato negli ultimi anni gli scalini più alti dei podi degli ultimi campionati del mondo, che nessun italiano aveva mai raggiunto , è proprio grazie a questi risultati che l’ ENCI, in collaborazione con l’Esercito Italiano, investirà nel organizzazione del campionato mondiale 2014, che si terrà a Merano dal 2 al 5 Ottobre.
    Sperando che la vostra divulgazione possa proseguire anche in questa importante manifestazione, vi ringrazio anticipatamente per l’interessamento dimostrato ad una disciplina così entusiasmante.
    Silvia

  8. Avrei una domanda, un cane da UD può fare anche mondioring?
    Nel senso, può affrontare un week end una prova di difesa e in un altro una gara di mondioring?
    O si rischia di confonderlo?
    grazie mille

  9. Vorrei ricordare Blue il primo Rott se non sbaglio a praticare Mondeoring. mi pare dalle parti di Torino scusate se sbaglio ma la memoria ….

    Anche a me per i Rott fanno un po paura la parte dei salti…..

    E dovrebbero riconoscere i brevetti di modio, mi pare che non siano riconosciuti, non ci sono sui pedegree o mi sbaglio ??

  10. Finalmente approvato dall’FCI!!! 😀 Mi hanno fatta sorridere gli ultimi due punti delle dichiarazioni sul sito ENCI:

    “3) I prossimi Campionati del Mondo di Mondioring possono essere definiti “Campionato del Mondo FCI di Mondioring”.

    4) Il logo FCI può essere usato durante i concorsi di Mondioring.”

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