domenica 13 Giugno 2021

Razze da scoprire: il Manchester Terrier

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

La razza come la conosciamo oggi apparve sul finire dell’800, ma la sua versione precedente (che si chiamava “English Black and tan terrier”) aveva già almeno 400 anni.
Questo fa del Manchester uno dei più antichi terrier conosciuti.
La selezione della razza avvenne praticamente per un unico scopo: la caccia ai topi, che non era solo un “lavoro” quotidiano ma anche un acclamatissimo sport, detto “ratting”.
Si metteva il cane all’interno di un recinto (pit), si liberava un grande quantitativo di topi e si cronometrava il tempo impiegato dal cane a ucciderli tutti.
Oggi tutto questo può apparire quantomeno raccapricciante, ma bisogna pensare che a quei tempi i topi rappresentavano un vero flagello e un pericolo per la salute pubblica (si pensi solo alle epidemie di peste): per questo i campioni di ratting ricevevano onori e gloria di gran lunga superiori a quelli tributati oggi ai campioni di bellezza!
E’ rimasto famoso per decenni un Black and Tan di nome Billy, che nel 1827 uccise cento ratti in dodici minuti; ma quando, verso la metà del Novecento, si selezionò la taglia “toy” (che esiste ancora in America, mentre non è più riconosciuta dalla FCI), un Manchester toy di nome “Tiny” polverizzò ogni record uccidendo cento ratti in cinque minuti e mezzo!
La determinazione e l’aggressività del Black and Tan nei confronti dei topi indusse gli amanti dei combattimenti tra cani (perfettamente legali all’epoca!) ad incrociare questo piccolo terrier con il bulldog, dando così vita ai primi “bull’nd terrier”, progenitori di tutti gli odierni terrier di tipo bull.
A quei tempi, al Manchester terrier (o al suo progenitore, se preferite), venivano amputate le orecchie: quando, all’inizio del ‘900, l’Inghilterra proibì contemporaneamente il taglio delle orecchie e tutti gli sport cruenti che vedevano impiegati gli animali, la razza ebbe un brusco calo di popolarità.
A questo punto un gruppo di appassionati allevatori decise di trasformare il Manchester in un cane da compagnia, incrociandolo con il Whippet per renderlo meno aggressivo ed esteticamente più attraente.
Scomparve così la rusticità un po’ “grezza” dei primi esemplari (che erano anche a pelo duro), sostituita dalla raffinata eleganza – priva però di debolezze strutturali, perché questa resta una razza da lavoro! – del cane che conosciamo oggi.
Be’…”conosciamo” forse è una parola grossa: inspiegabilmente, infatti, il Manchester è un cane assai poco diffuso al di fuori dell’Inghilterra.
Nonostante la taglia ridotta, il pelo raso (comodissimo da gestire), l’innata simpatia e il grande dinamismo che, unito alla robustezza, Io rendono adattissimo allo sport cinofilo (specie all’Agility), se ne vedono veramente pochi esemplari: in Italia gli allevamenti si contano sulle dita di una mano.
Probabilmente il problema del Manchester è quello di avere caratteristiche vagamente simili al celeberrimo Zwergpinscher, razza che si è già conquistata quasi tutto lo “spazio” disponibile tra gli appassionati del genere “piccolo-ma-non-minuscolo  e a pelo raso”.
E’ un vero peccato, però, perché il carattere “terrier” dà a questa razza un fascino tutto particolare (ovviamente per gli amanti del genere, perché i terrier non sono mai cani per tutti!) ed offre peculiarità che varrebbe sempre la pena di esaminare, senza fermarsi solo all’aspetto fisico.

IL CARATTERE
Ho conosciuto il mio primo Manchester  (nonché l’unico con cui abbia convissuto) quando studiavo all’università di Milano.
Per due anni divisi la camera con una studentessa inglese…e con Jake, chiamato affettuosamente “lo squalo” o “il coccodrillo”, giusto per farvi capire subito che razza di caratterino avesse il fanciullo!
C’è da dire che Sandra, la sua proprietaria, aveva commesso una vera compilation di errori educativi, straviziando il cane che si riteneva (e a ragione…) l’assoluto despota della casa e che ci considerava due colf a pieno servizio, da comandare a bacchetta.
A quei tempi, ahimè, neanch’io potevo certamente definirmi una grande esperta cinofila: ero appena un gradino al di sopra della Sciuramaria media.
Però qualcosina sapevo (o credevo di sapere).
Avevo letto molto (anche se “fatto” ancora molto poco) e dopo una settimana di convivenza con la “belva” decisi che forse era il caso di mettere in chiaro un paio di regolette.
Abituata, però, a cani da caccia e pastori tedeschi – perché quello aveva passato il convento nei miei primi diciotto anni di vita – pensai bene (anzi, MALE!) di rispondere alla prepotenza di Jake con le maniere forti: quindi, alla prima “contestazione” – che riguardava, se non ricordo male, un osso di braciola rubato sul tavolo – feci la capobranco dominantissima: gli ringhiai più forte di quanto lui ringhiava a me e lo “schienai” capottandolo sul divano.
Be’…non l’avessi mai fatto!

“Lo squalo” mi diede un’immediata dimostrazione di quello che è il carattere terrier, imbastendo una sceneggiata degna di un film del terrore.
Evitai di essere morsa solo perché, in realtà, lui non voleva mordermi: ma imparai rapidissimamente che per “tirarsela da capobranco” con un Manchester ci voleva ben altro che la mia poca esperienza e la mia scarsissima conoscenza cinofila.
Che fare, allora?
Non intendevo certo rassegnarmi al ruolo di colf di un cane che non era neanche mio! Ma la mia massima aspirazione non era neppure quella di finire masticata. Perché è vero, il Manchester è un cagnolino di taglia piccola (10 kg per i maschi, 8,5 per le femmine): ma se gli aprite la bocca scoprirete che i suoi denti…non lo sanno!
Loro credono di trovarsi in bocca a un dobermann, o giù di lì (d’altronde anche il Manchester è fermamente convinto di essere un cane molto grande)… e crescono di conseguenza.
Morale: farmi mordere da Jake non rientrava nel mio piano di studi. Ma siccome non intendevo neppure passare l’anno accademico a scattare ai suoi ordini, provai a cambiare registro e ad offrire collaborazione, anziché chiedere sottomissione.
Per esempio: Jake difendeva la ciotola anche quando era vuota, in quanto “roba sua” che le “colf” potevano riempire, ma non spostare. Cominciai allora ad avvicinarmi tenendo in mano un bocconcino, che facevo vedere al cane: lui allungava il collo per prenderlo e io mettevo la mano chiusa nella ciotola, la spostavo di qualche centimetro e poi aprivo la mano.
Interessato al boccone, lui non si ricordava più di ringhiarmi: e in questo modo, nel giro di pochi giorni, ottenni di poter “manovrare” la ciotola senza proteste.
Con questo metodo, che oggi si potrebbe definire con millemila termine cinofilosofici ma che allora chiamavo, molto semplicemente, il metodo dell’ “io dò una cosa a te se tu dai una cosa a me”, Sandra ed io ottenemmo rapidissimamente la collaborazione di Jake, che imparò anche una serie di esercizi e divenne un cane completamente diverso da quello che avevo conosciuto all’inizio.

A quel punto, a stupirmi, fu la prontezza con cui imparava praticamente tutto ciò che ci saltava in mente di insegnargli; perché il Manchester è un cane intelligentissimo, sveglissimo, dalla mente elastica e pronta.
Una vera sorpresa, quando si è imparato a prenderlo dal verso giusto…che con un terrier è sempre il verso della collaborazione e della fiducia reciproca.
Se cerchi di fregarlo, lui fregherà te.
Se provi a sottometterlo fisicamente…be, ci riuscirai, perché lui pesa pochi chili e qualsiasi umano può spiezzarlo in due: però, prima di spezzarlo, si ritroverà almeno un bel buchetto da qualche parte.
Se invece imposti con lui un rapporto paritario, chiedendogli di seguire le regole del branco-famiglia e cercando di fargli capire “perchè” esistono queste regole…allora lui le accetterà e diventerà un vero gentledog: forse non proprio obbedientissimo (almeno, non Jake: con lui ottenemmo molto, non tutto!), ma sicuramente rispettoso e molto collaborativo; per non parlare della sua strabordante simpatia e della sua capacità di trasformarsi da “squalo” a irresistibile acchiappacoccole nel giro di un nanosecondo!

II Manchester, infatti, sa sempre come prenderti: come molti cani ha un’estrema sensibilità per il dolore umano, e quindi è facile sentire un musetto che ti si appoggia sulle gambe quando sei un po’ giù.
Ma lui sa anche andare oltre, perchè sembra avere un particolare intuito che gli fa distinguere i dolori “seri” (che vanno rispettati con tranquillità e silenzio) dalle piccole seccature che invece, secondo lui, vanno prese in ridere. E quando te ne capita una trova sempre il sistema di divertirti, magari improvvisando una delle sue corse a trecento all’ora per l’appartamento, crollandoti poi sui piedi e guardandoti da sotto in su con il fumetto che dice: “Vero che sono stato buffissimo e che tu non sei più triste, anzi ti scappa da ridere?”.
E il fatto è che…sì, è vero: ti scappa da ridere.
E ti scappa anche da coccolarlo moltissimo; solo che lui, dopo un po’, mette su l’aria da “okay, okay, ma ora non esageriamo, che io sono un fiero terrier, mica un peluchino da salotto”. E magari ti molla lì e se ne va sulla sua brandina a farsi gli affari suoi.
La vita con un Manchester non è mai scontata: non puoi mai prevedere esattamente quello che penserà,che farà, che combinerà (e ne combina! I cani molto intelligenti, e per di più molto dinamici, quando si annoiano diventano dei veri creativi!).
Però,    se    un    giorno ti    ritrovi    di    colpo senza Manchester intorno, come accadde a me quando Sandra si laureò e lasciò Milano, senti un clamoroso vuoto che nessun altro cane – ne sei certissimo – potrà mai colmare.
Vittima di questo vuoto, alla partenza di Jake, io mi sarei immediatamente fiondata alla ricerca di un Manchester; purtroppo, però, dovetti scontrarmi con una madre a cui già avevo imposto la presenza (e la cura, durante i mesi  di   università  che  passavo fuori casa) di un cane, due gatti, cinque criceti e un pesce rosso.
Così mi sentii rifilare un secco “BASTA ANIMALI!” che gelò sul nascere la mia voglia di Manchester.

Voglia che si ripresentò puntuale parecchi anni dopo, quando già allevavo Siberian Husky ma cercavo un cagnolino di piccola taglia per mio figlio: il Manchester fu il primo che mi venne in mente…ma purtroppo non riuscii a trovarne nessuno che somigliasse a Jake.
In tutta sincerità, a quei tempi non sapevo neppure se Jake fosse un campione di bellezza o un cagnino qualsiasi (scoprii solo qualche anno dopo, ritrovando Sandra su Internet, che era stato figlio di cani super-titolati e che aveva ottenuto a sua volta ottimi risultati in esposizione): so, però, che avevo in mente lui quando pensavo “Manchester” e che avrei voluto un cane così, bello o brutto che fosse.
Non trovandolo (d’altronde la scelta, in Italia, a quei tempi era davvero limitatissima: non che oggi ci sia pieno così di Manchester terrier, ma allora si contavano proprio sulle dita di una mano i soggetti, non gli allevamenti!) ripiegai su un bassotto che divenne il compagno di vita e di disastri del mio cucciolo a due zampe…e non pensai più al Manchester terrier fino a qualche anno fa, quando rividi l’espressione di Jake – precisa identica – sul sito dell’allevamento “Brenciani & Sartori”.
Pochi giorni dopo ero già a casa loro: non per prendere un cucciolo, purtroppo (al momento ero abbondantemente cani-munita), ma per rifarmi abbaiare un po’ da Manchester “con quella faccia là”, per coccolare un po’ un Manchester “con quella faccia là” e per parlare un po’ di una razza che mi era rimasta troppo nel cuore per poter accettare il fatto che fosse così poco conosciuta e diffusa.
Agli allevatori seri, ovviamente, va benissimo così: meglio che una razza resti “di nicchia”, in mano a pochi-ma-buoni appassionati, piuttosto che correre i rischi, sempre tremendi, della moda cinofila. E hanno perfettamente ragione.
Però, pur essendo la prima a non augurarmi mai che una razza diventi “di moda”, a me piacerebbe che in Italia ci fosse qualche Manchester in più.
Vorrei vedere anche qui Manchester impegnati in Agility (come avviene in moltissimi altri Paesi), perché so che potrebbero dare filo da torcere a quasi tutti gli avversari.
Vorrei vedere qualche Manchester da guardia (sono bravissimi!) e qualche Manchester da compagnia.
Vorrei, insomma, che ci fossero più appassionati di questo piccolo, grande personaggio a quattro zampe i cui pregi sono sicuramente oggettivi…anche se per me hanno sicuramente qualcosa in più: il fascino di un viaggio nel tempo che mi riporta alla mia giovinezza.

BOTTA E RISPOSTA con gli allevatori

Il Manchester terrier è aggressivo con gli altri cani?
Non è un attaccabrighe e convive in giusta armonia anche con altri cani o gatti, naturalmente con una certa attenzione da parte del padrone al primo contatto. Il fatto che non sia un cane aggressivo, però, non significa che sia disposto a farsi mettere le zampe in testa da chicchessia; non facciamoci mai trarre in inganno dalla sua taglia, perché lui non teme niente e nessuno, per grandi e grossi che
possano essere gli avversari.

La razza ha particolari problemi di salute?
Non risultano patologie latenti su questa razza, ad eccezione della malattia di Von Willebrand (una forma di emofilia causata dall’assenza o dalla carenza di un fattore di coagulazione del sangue chiamato appunto “fattore Von Willebrand”), che però non è stata mai riscontrata nelle migliori linee di sangue presenti in Italia. Il tipo di malattia che può colpire il Manchester terrier (e tutti i cani di tipo pinscher) è comunque il cosiddetto “tipo 1”, che permette al cane di condurre un’esistenza praticamente normale, facendo solo un po’ di attenzione affinchè non si procuri tagli e ferite.

E’ adatto ai bambini?
Sì, è amichevole con loro ed è un eccellente compagno di giochi, allegro, instancabile e molto resistente (sia alla fatica che ai giochi, alcune volte pesanti, dei bambini).

Cucciolo di quattro mesi

Può vivere ín giardino?
Meglio di no, perché non possiede sottopelo e quindi teme le temperature rigide. Preferisce dormire al caldo, e se ne intravede la possibilità… non disdegna un saltino sotto le coperte!
Al di là del problema “temperatura”, comunque, il Manchester è un cane che ci godremo molto di più tenendolo in casa: non solo sarà più felice, ma se ritagliamo per lui alcuni momenti della nostra giornata e lo rendiamolo partecipe della nostra vita di famiglia ci accorgeremo di alcuni lati del suo carattere che altrimenti ci sarebbero rimasti oscuri…e che ci renderanno ancora più orgogliosi della nostra scelta.

E’ un buon cane da guardia?
Sì, è un ottimo avvisatore perché è un cane molto territoriale, temerario, quasi spavaldo verso qualsiasi pericolo rivolto al suo padrone e la sua casa.

Abbaia molto?
No. Non è il classico “cagnolino abbaione”; si fa sentire solo se ce n’è una vera necessità.

Ha bisogno dí molto esercizio fisico?
Come tutti i terrier è un cane attivo e dinamico, che deve sfogare le proprie energie; ma la piccola taglia lo rende particolarmente facile da gestire, perché gli basta uno spazio limitato per fare tutto il movimento che gli serve. Per di più non è un cane “esagitato”, in perenne movimento: sa adattarsi perfettamente ai ritmi familiari, e quando è in casa è capacissimo di “sparire” nel suo angolino privato, restandosene tranquillo fino alla prossima passeggiata e dedicando molto del suo tempo alle pulizie personali, perché è un cane che ci tiene molto all’igiene.

Ha un istinto predatorio molto elevato?
Sì, come tutti i terrier! Anche se ormai è quasi esclusivamente un cane da compagnia e da show, lui non ha certo dimenticato le sue origini e il lavoro per cui è stato selezionato: quindi, se gliene capita l’occasione, funge da perfetto “derattizzatore”.
In mancanza di “materia prima”, però, non disdegna gli inseguimenti alle lucertole o ad altri animaletti, e in generale si “attiva” su qualsiasi movimento strano.

FCI Standard N° 71/ 10.01.2011 – MANCHESTER TERRIER
ORIGINE: Gran Bretagna
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 13.10.2010
UTILIZZAZIONE: Terrier
CLASSIFICAZIONE F.C.I.: Gruppo 3 Terrier – Sezione 1 Terrier di taglia grande e media (gamba lunga) – Senza prova di lavoro

BREVE CENNO STORICO: Il suo nome rivela la sua origine, ed è probabile che vi sia qualche Whippet fra i suoi antenati. Elegante e grazioso, era stato allevato come cacciatore di topi e si può anche oggi fare affidamento su di lui per sterminare i nocivi con velocità ed efficacia . La caccia ai topi raggiunse il punto massimo verso la metà del 1800, e le esposizioni canine che c’erano, a quei tempi, si tenevano generalmente nei pub. A Manchester, specialmente, diventarono un’attrazione settimanale e presto questi terrier ottennero delle classi solo per loro, prendendo alla fine il nome di Manchester Terrier.

ASPETTO GENERALE Compatto, elegante e sano, con sostanza
COMPORTAMENTO – CARATTERE Acuto, sveglio, allegro e sportivo; giudizioso e devoto.

TESTA REGIONE DEL CRANIO Cranio lungo, piatto e stretto, orizzontale e a forma di cuneo, senza evidenti muscoli alle guance
REGIONE DEL MUSO Tartufo nero corvino Muso ben pieno sotto gli occhi, si va restringendo Labbra aderenti Mascelle/Denti mascelle orizzontali, con perfetta e regolare chiusura a forbice, cioè con i denti superiori che si sovrappongono strettamente agli inferiori e sono impiantati perpendicolarmente alle mascelle Occhi relativamente piccoli, scuri e brillanti. A forma di mandorla, non sporgenti 1 Orecchi piccoli e a forma di V, portati ben al di sopra della linea superiore della testa e pendenti aderenti al cranio sopra gli occhi

COLLO abbastanza lungo, si va assottigliando dalla spalla alla testa ed è leggermente arcuato; senza giogaia.
CORPO corto Rene leggermente arcuato al rene Torace: Costole ben cerchiate Linea inferiore e ventre: rialzati dopo le costole
CODAcorta e inserita dove termina l’arco del posteriore; spessa dove si unisce al corpo, assottigliata verso la punta, portata non più in alto della linea del dorso

ARTI ANTERIORI Anteriore stretto e profondo Spalle: pulite e ben inclinate. Avambraccio: arti anteriori piuttosto diritti, ben posizionati sotto il cane; lunghezza proporzionata al corpo. Piedi anteriori: piccoli, a metà fra i piedi di lepre e quelli di gatto, e forti, con dita ben arcuate POSTERIORI forti e muscolosi. Arti posteriori non vaccini né con i piedi rivolti in dentro Ginocchio ben angolato Piedi posteriori piccoli, a metà fra il piede di lepre e quello di gatto, e forti, con dita ben arcuate

MOVIMENTO diritto, libero ed equilibrato, con anteriori dal buon allungo e posteriori con buona spinta.

MANTELLO
PELO fitto, liscio, corto e lucente, di tessitura ferma
COLORE nero corvino e intense focature mogano distribuite come segue: Sulla testa, muso mogano fino al naso, con tartufo e canna nasale nero corvino. Ci deve essere una piccola focatura su ciascuna guancia e al di sopra di ciascun occhio; la mascella e la gola devono essere focate con una V ben distinta color mogano. Gli arti anteriori dal gomito in giù sono focati, ad eccezione delle dita dei piedi, che devono avere delle pennellature nere; immediatamente sopra i piedi ci deve essere un distinto segno nero a forma di impronta di pollice. Gli arti posteriori nella parte interna sono color mogano che è diviso dal nero all’articolazione del ginocchio. La parte inferiore della coda è mogano L’ano presenta una focatura, la più stretta possibile, così da essere ricoperta dalla coda.  Un piccolo segno mogano su ogni lato del petto. La focatura all’esterno degli arti posteriori, comunemente chiamata “breeching” è indesiderabile. In tutti i casi il nero non dovrebbe mescolarsi al mogano e viceversa, ma la divisione fra i due colori deve essere nettamente definita.

TAGLIA Altezza ideale al garrese Maschi 41 cm Femmine 38 cm

DIFETTI Qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerato come difetto e la severità con cui questo difetto sarà penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità e ai suoi effetti sulla salute e benessere del cane
DIFETTI ELIMINATORI – Cane aggressivo o eccessivamente timido – Ogni cane che presenti chiaramente anomalie d’ordine fisico o comportamentale sarà squalificato

N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto

 

Tutti i soggetti ritratti sono di proprietà dell’allevamento Brenciani e Sartori
Tutte le foto sono di Marco Leonardi, escluse quelle dei cuccioli, fornite dagli allevatori

 

 

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19 Commenti

  1. Olga, razza canile.
    Salvata a 6 mesi, passata a prima vista come incrocio Pinscher – Bull terrier.
    Un caratterino tutto pepe, attiva come pochi e dipendente da coccole, energia ed eleganza…il nostro squalo dolce.
    Leggere la tua descrizione conferma la mia idea che sia un Manchester – Bull Terrier.
    Sopratutto il – SA SEMPRE COME PRENDERTI –

  2. Eccoci qua, finalmente ci siamo e, dopo aver ristrutturato casa e messo parquet ovunque, che si fa??? Si prende il cane 🙂 torna tutto no? E in agosto arriverà in casa nostra la/il Manchester che abbiamo desiderato e trovato :). Dovrà vedersela con un due umani adulti e un po’ fulminati :), un adolescente in piena fase ormonale e un altro prossimo alla stessa fase (14 e 11), e infine con una gattona di 4 anni. Premettendo che sarà la nostra prima esperienza canina e visto che in casa stiamo 3 a 2 per i maschi…c’è una preferenza per il sesso che dovrei tener conto?

  3. Ciao mi chiamo FLavia, da meno di un anno ho adottato una cagnolina di due anni dalle perreras spagnole e solo ieri ho avuto finalmente modo di sapere da quale “razza” poteva provenire la mia piccola Duna! Ho letto questo approfondimento ed oltre a trovarlo molto bello l ho trovato completamente compatibile con lei! Duna è meticcia nel senso che fisicamente ha tutte le caratteristiche descritte in più ha i calzini bianchi e una macchia bianca sul petto. A livello caratteriale è perfettamente in linea con il suo profilo genetico, affidabilissima, autonoma ed indipendente temeraria, agilissima ma infinitamente coccolona. Sono felice di aver finalmente capito da dove provengono le sue origini e sn feria di averla nella mia vita perché è una creatura meravigliosa!

  4. È vero vorresti prenderli tutti perché queste descrizioni mettono in luce gli aspetti affascinanti e peculiari di ogni razza! Se ti piacciono i cani non puoi non innamorarti a ogni letura! Volevo chiedere: visto il caratterino terrier e la tua esperienza universitaria (:D) occorre avere un certa esperienza per gestire un esemplare oppure può farlo anche uno sciurmario che si sforza di non essere tale? 😀

  5. Un allevamento famoso a livello nazionale mi ha proposto una cucciola di manchester terrier ad un prezzo molto vantaggioso perché probabilmente resterà più piccola dello standard…vorrei sapere se secondo voi è preferibile come cane per una famiglia rispetto al maltese che mi è stato consigliato da tutti

    • Dipende da quanta voglia hai di toelettare il cane… se non ti piace farlo, il Maltese diventa un incubo (e te lo dico per esserci passata)!
      Come cani da famiglia sono splendidi entrambi (ovviamente se ben educati e seguiti): l’unica differenza sta nel pelo. ImpegnativiSSSSSSimo quello del Maltese, zero problemi quello del MT.

  6. Ho un Manchester che ha dieci anni, e ancora oggi (detto senza narcisismo ..:P) fa girare la testa quando si passeggia in giro: nonostante l’età la classica domanda è “ma è un cuccioli di Doberman?” e questo dimostra la persistente scarsa diffusione di questo cane. Ha davvero un carattere deciso ma sempre affettuosissimo con i suoi “cari”, anche se (almeno il mio) a volte un po’, simpaticamente, invadente con gli estranei coi quali però, è imbarazzante, a volte inscena una dominazione sessuale! Va beh. Per il resto verissima la sua propensione a “scavare” plaid e lenzuola per rintanarsi nel tepore. Sarà l’amore di padre…ma è un cane meraviglioso anche perchè accomuna una reale eleganza con la solidità di cani più grandi. Poi raramente ho visto un cane correre così veloce, probabilmente che ci sia del levriero nel suo sangue corrisponde a realtà.

    • HAI PROPRIO RAGIONE.LA MIA PICCOLINA QUATTORDICENNE E’NON SOLO EDTTEMAMENTE EMPATICA,MA ANCHE DI UNA TESTARDAGGINE CHE NON E’MAI SCEMATA MINIMAMENTE DAL PRIMO MOMENTO CHE E’ENTRATA A FAR PARTE DELLA FAMUGLIA E DELLA VITA DI TUTTI NOI.NON SOLO CI VUOLE BENE,MA SOPRATTUTTO AFFIDA AD OGNUNO DI NOI UN COMPITO CHE SI ASPETTA TACITAMENTE VENGA MANTENUTO. CI RIEMPIE LA VITA IN UN SUO MODO MOLTO PERSONALE DI FARCI SENTIRE IMPORTANTI QUASI INDISPENSABILI.ANCHE SE LEI NON LO AMMETTEREBBE MAI E’VERAMENTE GRATIFICANTE ESSERE LA ‘MAMMA”DI UNA BESTIOLINA COSI.SO DI ESSRRE PATZIALE A QUESTO RIGUARDO,MA NON NE POSSO FARE A MENO.POYREI PARLARE DI “ANGEL” (IN VERITA’
      SI CHIAMA “ANGELICA” ,MA DA SEMPRE DICO CHE E’UN NOME DATO PER CONTRASTO) E MI HAI FATTO VERAMENTE SORRIDERE QUANDO TI HO TROVATO A CHOACCHERARE SUL TUO “CUCCIOLO DI DOBERMAN”.BUONA NOTTE A TE E NATURALMENTE ALLA TUA BESTIOLINA.TI AUGURO CHE VIVA CON TE PER ALTRI CENTO ANNI. CORDY

  7. no no non è vero anche lo jagd è lumacone (quando lo decide lui, se si stufa ti lascia e resti con la bocca aperta a mezzo bacino 🙂

  8. Valeria, queste tue descrizioni delle razze, sia ironiche che non, sono pericolose… A parte il cane lupo cecoslovacco mi viene voglia di averli tutti!

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