Una mattina il telefono suona e so chi mi chiama dallo squillo isterico che emette, ma rispondo lo stesso.
La tipa di là non dice neanche buon giorno.
– Ti ricordi quella cana che abbiamo dato alla signora di Licola? E’ andata sotto una macchina, è paralizzata, la devo fare abbattere, ma fino a sabato nessuno me lo fa. E non fare la stronza, se vuoi soldi, ti pago!
Io lo sapevo che erano guai!
E’ martedì in un posto pieno di veterinari, la mia impressione di guai in arrivo diventa fortissima.
Ecco, avrei dovuto chiedere soldi, così entro sabato LEI avrebbe risolto il suo problema ed io avrei dormito il sonno del giusto. Però non ho mai chiesto denaro per tenere cani in stallo o pensione, forse per questo sono arrivata ad averne fino a trenta? Per non parlare degli uccelli, capre, maiali nani, conigli (sapete che possono vivere 12 anni?)

Accettai anche “la cana” e non feci in tempo a chiudere la conversazione che erano già al cancello: Mimì, la sua adorata figlia Robbe’, truccata orridamente come al solito e “la cana”, una lupoide grigia di circa un anno, con l’aria disperata di chi conosce il suo destino, visto che le due “signore” non avrebbero saputo usare un tono neutro neanche a minacciarle col mitra.
Sospirai, compiangendo i loro due cani presi a scarpate al minimo abbaio, legati a catena e chiusi in un garage giorno e notte e SEPPI che quella poveretta sarebbe morta per mano mia.
Se ne andarono, mai troppo presto, ed io rimasi a guardare quella specie di tappetino grigio, rimasto 4 giorni sotto il guardrail della tangenziale,vicino al cadavere di un altro cane, affamata, assetata e con solo le mosche come cibo.
Per mettere bene in chiaro i rapporti le feci un discorsetto: – Hai sentito? Visto che hai capito, hai tempo fino a sabato mattina, vedi tu che devi fare.

Io penso ancora che una certa razza di cani detenga il primato della stupidità e del servilismo, ma evidentemente la ragazza seduta ai miei piedi non era di quella pasta.
Si tenne alla larga da me senza mai perdermi di vista e cominciò a mia insaputa a fare programmi per il suo futuro.
Ne vidi i prodromi la mattina dopo, sulla pedana verde che scendeva in giardino. Era stesa al sole e decisi di andare in giardino passando dalla porta di dietro, ma con la coda dell’occhio vidi che si metteva in modo da scivolare sulla pedana dalla parte paralizzata, invece che far leva sul treno anteriore.
La osservai di nascosto. Quando un piede posteriore faceva leva, tremando e gemendo cercava di alzarsi.
Finsi di non aver visto ed andai ad occuparmi delle cose triviali: il bucato, la pappa ai cani, le galline, la capretta, le rose, il mandarino ecc. insomma le cose che fanno tutti.
La rividi nel pomeriggio, “la cana”, sempre sulla pedana verde, che tremava e gemeva e faceva di tutto per arrivare al lunedì successivo.
Era in piedi.
La mattina dopo mi seguiva trascinandosi la zampa destra.
Giovedì mi trotterellava al fianco.
Venerdì saltò il recinto delle galline per inseguirle e lo risaltò molto più velocemente mentre la capretta Guendalina la prendeva a cornate.
Sabato il veterinario, guardando le radiografie e “la cana”, decise che stavamo prendendolo in giro.
Poi capì e disse: – Un cane così, lo ammazzi solo mettendole una pietra al collo e gettandola nel Lago Patria!

Pietra funge da paziente "tappetino" per i cuccioli di Jack

Così la chiamai, “Con Pietra al Collo”, abbreviato in Pietra.
Le due signore confabulavano sul portarla ad un rifugio e lasciarla legata al cancello d’ingresso, cosa che loro trovavano pratica legale ed eticamente accettabile.
Alzai gli occhi al cielo, aprii il cancello del mio giardino e lo richiusi senza invitarle ad entrare, preceduta da Pietra, che in confronto a loro era, ed è, un vero genio.
Ladra, astuta, attenta ad ogni cambio di umore, vive a 30 cm da me e se può dorme sotto il letto.
La sua silouette è inconfondibile, a causa di una vertebra spezzata e di una magrezza impressionante.
Ultimamente è meno propensa a cantare di notte, cosa che me la rende più gradita, ed è ingrassata, da quando le sono guarite due piaghe che hanno impiegato anni a chiudersi.
Ormai stiamo insieme da 7 anni ed ho smesso di volerla mollare a qualcuno. Poi, come tutti i cani, mi ama ed io all’amore non so dire di no.