di VALERIA ROSSI – Premessa: questo “vero standard” mi è stato chiesto da un cinofilo in erba di nome Enrico. Dodici anni e già tanta, ma tanta passione…che non si può ignorare e non si può non accontentare.
Però, un po’ come per setter ed epagneul breton, io del pointer ho una conoscenza decisamente anomala.
Non andando a caccia, anzi standomi proprio sulle scatole la caccia, non lo conosco a fondo come cane da lavoro (pur avendone ovviamente visti diversi all’opera, perché se ti occupi di cinofilia devi vedere tutto, anche quello che non ti piace): in compenso lo conosco abbastanza bene come cane-cane, perchè il mio primo mega-campo di addestramento consistette in un prato di campagna (senza traccia di recinzioni o altro), di fronte al quale un allevatore che teneva i suoi cani in un ex deposito di armi riadattato a canile (giuro!) mi aveva ricavato un buchetto, offrendomi la possibilità di costruirmi due box (e per “costruirmi” intendo tavole, martello, chiodi… e giù botte! Sui pollici. Dopodiché chiesi aiuto a un amico maschio, e i due box nacquero per davvero).
Quell’allevamento situato nell’ex polveriera era, guarda caso, proprio di pointer.
E figuriamoci se una come me resisteva all’idea di andare a curiosare al di là del muro, ovvero della rete che divideva i miei box da quelli dell’allevamento.
Però la mia conoscenza della razza si limita a ciò che vidi nei due anni che trascorsi lì, più quello che mi raccontava l’allevatore, a cui ruppi le scatole a sangue per scoprire tutto il possibile sulla sua razza.
Poiché era uno bravo e tanto, ma tanto esperto (aveva vinto la sua prima prova di lavoro nel ’58!), dovrei pensare che tutto quello che mi disse sia da prendere per buono. Però, secondo me, lui aveva  gli occhi un po’ prosciuttati dall’amore per la sua razza…perchè quello mi descriveva era Superdog, fatto e finito: mentre i suoi cani, almeno in allevamento, si comportavano più come Pippo.
No, non come Superpippo: come Pippo e basta.
Erano, insomma, decisamente tarlucconi… almeno finché non iniziai a conoscerli un po’ meglio, scoprendo che era tutta una finta e che sotto quell’andazzo da timidoni imbranati si nascondevano cervelli fin troppo fini.
Comunque: siccome io rispetto l’esperienza, la passione e la competenza, ma credo a quello che vedo con i miei occhi… il pointer che vi descriverò sarà quello che ho conosciuto, più che quello che mi è stato raccontato.

ASPETTO GENERALE: secondo lo Standard il pointer è “simmetrico e ben costruito in ogni sua parte; il suo profilo presenta una serie di curve aggraziate. L’aspetto è forte ma elegante“.
Sì,  d’accordo, le curve ci sono. Anche aggraziate, per carità. Però aveva ragione il Solaro a dire che “la testa fa il tipo”: e siccome la prima cosa che guardi in un cane è proprio la testa, ecco che la prima impressione è quella di cane tagliato con l’accetta, tutto spigoli, elegante, sì, ma per niente “pacioccoso”. Forse per questo non è molto considerato come cane da famiglia (oltre che per il fatto che sono tutti convinti che sia una “macchina da caccia” nata solo per correre a perdifiato).

Un altro motivo per cui ci sono pochi pointer casalinghi è che questo cane nasce già adulto.
Cioè: per intenerirsi e farsi prendere dalla cucciolite acuta, quella che ti fa venire una voglia irrefrenabile di portarti assolutamente a casa un cane,  bisogna vedere i cuccioli proprio a poche settimane di vita: allora sì, sono teneri e morbidi e coccolosi. Però sono troppo piccoli per portarli a casa, quindi non vale.

Se lo rivedi a tre mesi (come nella foto a destra) il pointer non sembra già più un cucciolo da pacioccare e stropicciare: sembra un adulto della Polistil. Per di più ti guarda con quella faccia da “scusi, desidera?” che ti fa pensare anche ad un caratterino un po’ snob, sdegnoso e supponente. Il che non è del tutto falso, ma neppure del tutto vero: ne parleremo tra poco.
Per ora restiamo all’aspetto, che è proprio clamorosamente quello di un galoppatore: tronco quadrato, spalle lunghe e oblique, angolo tibio-metatarsico intorno ai 128° e così via.
Ecco, sappiate che non è costruito così per caso. Il pointer è “fatto a galoppatore” perché, effettivamente, galoppa. Quello che forse non è chiaro è che, se fosse per lui, galopperebbe sempre e comunque.

CARATTERE ED ATTITUDINI: in quarant’anni e passa di cinofilia, giuro, non mi sono mai trovata di fronte all’amletico dilemma: “Ma questo cane è un genio o un deficiente totale?”, tranne che con il pointer. E non intendo con “uno”: intendo con  tutti i pointer che ho conosciuto.
Faccio qualche esempio a caso.
Tu insegni il “seduto” a un cucciolo e lui lo impara in mezza lezione: ci mette proprio metà del tempo che ci metterebbe un altro cane. E tu ne sei assolutamente certo: è un genio!
Dopodiché, il giorno dopo, tu gli dici “seduto”, ravani per un secondo nel marsupio per prendere il bocconcino da dargli in premio…e quando rialzi gli occhi lui sta galoppando pancia a terra a cinquecento metri da te.
Lo chiami e se ne infischia, lo richiami e ti ignora, fischi, urli, strepiti e lui continua a galoppare. Quando si è stufato (di suo) torna indietro – sempre a mille all’ora – fa una frenata lunga cento metri e ti si siede al fronte impeccabile come un pastore tedesco: “Ecco, ho obbedito, molla il premio”. E tu pensi: ma è scemo?
Oppure: gli insegni a camminare decorosamente al guinzaglio e di nuovo impara  il significato di “piede” in tempo record (è un genio!). Cammina come un border collie da obedience. Ti fa sentire il più grande educatore della terra.
Dopodiché, per strada, mentre sta camminando come un lord a quattro zampe, di punto in bianco decide che deve assolutamente andare in un posto X: quindi parte e ti traina senza più ascoltare né ordini, né implorazioni (e tu ripensi: ma è scemo?). Se poi perdi la pazienza e gli dai una strattonata, si volta a guardarti allibito (come hai osato?) e si offende a morte.

Il bello è che ha sempre la stessa faccia: che ti stia obbedendo impeccabilmente o che si stia facendo impunemente gli stracazzissimi suoi – magari con te appeso al guinzaglio – ha sempre l’identica espressione: una faccia da poker se mai ne è esistita una.
L’espressione cambia – ma di poco, eh! – soltanto quando ritiene che tu l’abbia sgridato ingiustamente (cioé, praticamente sempre): allora ti pianta dei musi lunghi da qui a laggiù, perché il pointer è permaloso all’ennesima potenza. E quando si offende, per riottenere anche solo che ti guardi in faccia, possono passare giorni e giorni (però scordati – per sempre – che ti obbedisca se gli hai imposto qualcosa in tono troppo autoritario, senza chiedere “per favore”).

Il fatto è che il pointer può innamorarsi anche follemente del suo umano (chiamarlo “padrone” farebbe proprio ridere i polli!): può andare in cerca di coccole e abbracciarti e baciarti e spiaccicarsi sui tuoi piedi facendoti taaanta tenerezza… ma quando ha da fare, ha da fare. Punto.
Non riterrà quasi mai che un umano possa avere per lui programmi più interessanti di quelli che ha stabilito da solo (e probabilmente ha pure ragione): il che vale sia in casa che fuori.

Anche a caccia, a volte, mi dicono: per quanto la caccia sia una di quelle cose che gli piace proprio tanto fare.
Quindi può essere che i suoi programmi coincidano con quelli dell’umano, che allora lo definirà “docilissimo, obbedientissimo, con un grande collegamento” e così via.
Pia illusione.
E’ solo che in quel momento voleva la stessa cosa che volevate voi.
Da quanto detto fin qui si potrebbe pensare che questo sia un cane davvero impossibile: e che il fatto che sia poco utilizzato come cane da compagnia sia legato più che altro a questa difficoltà di gestione. Ma non è neanche vero, perché il Pointer sa essere un cane da famiglia dolcissimo, che si fa delle dormitone immani sul divano, che va d’accordo con tutti (bambini, gatti, altri cani), che vi bighellona intorno in cucina senza dare mai alcun fastidio (se casca qualcosa, tanto meglio: ma abbassarsi a mendicare, mai!), che vi guarda con gli occhioni languidi mentre vi appoggia il muso sulle gambe e vi fa sciogliere di tenerezza.

Divani e poltrone gli piacciono al punto tale da poter sembrare che viva solo per sdraiarcisi sopra (a volte occupando contemporaneamente tutti i posti disponibili, vedi foto a sinistra), e magari voi pensate: “Ecco, tutti a dire che un cane così deve per forza fare chilometri e chilometri ogni giorno. Invece no! Lo dicono solo perché lo tengono costretto in canile, ed è logico che quando finalmente si trova libero lui pensi solo a correre a perdifiato! Ma se lo tenete come un cane di famiglia, lui si comporterà come tale: anzi, meglio di tanti cani da compagnia”.

Ed è sempre tutto vero…fino al momento in cui lui decide che ha da fare.
A quel punto, di solito, comincerà a guardare dalla finestra e a sospirare o sbuffare (o entrambe le cose). Poi mugolerà. Poi diventerà un’anima in pena che si aggira per casa incessantemente, guarda la porta, viene vicino a voi, torna dalla porta,  gira su se stesso, si piazza davanti alla porta, torna vicino a voi e vi ammolla proprio dentro alle orecchie dei sospironi e delle sbuffate che vi fanno sentire dei veri torturatori di cani.
Quindi lo porterete a correre…e lui correrà, correrà, correrà, correrà (continua ad libitum) senza andare apparentemente da nessuna parte e sembrando di nuovo completamente scemo.
Io però sono convinta che lui sappia esattamente dove sta correndo e perché: siamo noi che non ci arriviamo.

NOTA SERIA:
bisogna tener presente che il pointer, ormai da molti anni, non è più un cane: è una leggenda.
E quando una razza entra nel mito qualcuno comincia sempre, immancabilmente, a far casino. Perché si comincia a pretendere l’impossibile. Si comincia a sentir parlare di cani che vanno a duecento all’ora, che saltano ostacoli di otto metri, che volano senza più neanche toccare terra… e si comincia a pensare che per mantenere quel livello si debba spingere qua, esagerare là, ipertipicizzare su e magari infilarci qualche altra razza giù (si parla di alcune linee di pointer con sangue di levriero: non metto becco, per carità, non sono un’esperta della razza. Però, insomma, gli occhi per vedere li ho anch’io. E il dubbio, in qualche caso, viene).

Ovviamente, quando si comincia a pasticciare in allevamento, anche il carattere ne risente: quindi non sono rari i cani decisamente schizzati: non “genio e sregolatezza” come quelli che ho descritto fin qui, ma sregolatezza e basta. Questi soggetti, che vanno davvero a mille all’ora (ma forse non sanno davvero dove) e che non hanno più traccia di collegamento, possono essere ipersensibili, timidi, paurosi, ben diversi dal cane aristocratico e furbetto che magari ti prende per i fondelli, sì, ma che non teme assolutamente nulla  e nessuno (tantomeno i suoi umani). Purtroppo questi cani sono quelli che più frequentemente finiscono in canile, perché assolutamente impossibili da dressare e da utilizzare come ausiliari: quindi si è sparsa un po’ la voce che i pointer siano tutti così.
Be’, non è vero niente! Un cane ben allevato e ben gestito non è mai uno squilibrato, né in questa né in qualsiasi altra razza. E i pasticci combinati dall’uomo non sono colpa dei cani.

TESTA: bellissima. Un capolavoro, una scultura. Lo Standard dice che deve avere “cranio di media ampiezza, in proporzione alla lunghezza del muso. Cresta occipitale pronunciata. Stop ben definito. Tartufo scuro, che può essere più chiaro nel caso di un cane bianco-limone. Narici ampie, morbide e umide Muso dal profilo un po’ concavo, che termina al livello delle narici, dando un aspetto leggermente incavato al muso“.
Sta di fatto che il Pointer deve avere la testa da Pointer: il tipo è talmente marcato che non lo si può confondere con nessun altro cane. Se poi scopri che ha anche una testaccia caparbia, indipendente, tutta passione e niente cervello (o tutto cervello e niente passione, se gli chiedi di fare qualcosa che non gli aggrada); e se scopri che nonostante questo riesce ad essere simpaticissimo, dolcissimo, giocherellone…allora è proprio un Pointer.

OCCHI:brillanti e dall’espressione gentile. Nocciola o bruni a seconda del colore del mantello. Non spavaldi né fissi, non sprezzanti“.
E qui, mi dispiace, lo Standard bara.
Perché lo sguardo spavaldo e sprezzante il Pointer lo sa fare eccome: è una delle poche espressioni “non da poker” che sa fare, insieme a quella offesa e a quella scazzata. Il fatto è che lo Standard parla del cane così come lo si vede in esposizione: e in esposizione il Pointer ha sempre e solo la faccia scazzata, perché non gli interessa minimamente andarci. Non gli piace, non si diverte, si rompe: e si vede dalla faccia.
Che poi quella faccia lì, non potendola chiamare con il suo vero nome, l’abbiano chiamata “espressione gentile”, è un altro discorso. Ma la verità è che il cane ti fa giusto la gentilezza di non sputarti in un occhio, visto che lo costringi a stare fermo e a muoversi al trotto (una vera ONTA, per lui) in uno spazio di cinque metri per dieci, quando per lui il minimo considerabile è di cinqueMILA metri per dieciMILA.

ARTI: “anteriori diritti e fermi, con buone ossa ovali e  tendini posteriori forti e visibili. Spalle lunghe, oblique e ben inclinate indietro
Posteriori molto muscolosi, punte iliache ben distanziate e prominenti, non al di sopra del livello del dorso. Coscia di buona estensione. Ginocchio ben angolato. Gamba di buona estensione. Garretto ben disceso“.
Tutto questo lo vedrete solo quando il cane sta fermo. Perché appena comincia a galoppare, vedrete solo il classico effetto dei fumetti, con le zampe che si muovono a velocità tale da sembrare quarantadue anziché quattro.

Solo quando tornerete a casa potrete ammirare i suoi zamponi muscolosi (e luuunghi! Occorrono divani di dimensioni ragguardevoli per contenere tutte le zampe di un pointer: se poi avete la pretesa di farci stare anche un umano, bisogna passare direttamente ai dodici posti) e i suoi bei piedoni ovali dai cuscinetti robusti.
Certamente chi utilizza il cane solo a caccia, e al ritorno lo piazza in canile, queste visioni se le perde: ed è una grossa perdita.
Certo, un pointer “solo” da divano non è pensabile: e probabilmente non sarebbe neppure un cane del tutto felice, perché lui è il figlio del vento e le corse sfrenate ce l’ha nel DNA (mentre NON ha da nessuna parte l’abbattimento: per altri cani da caccia, non lo nego, può essere importante: ma lui ne fa soltanto una questione sportiva. Correre, scovare, fermare sono i veri scopi della sua vita: di ammazzare qualcuno non gliene frega nulla, ci prova gusto solo quando si accorge che è l’umano a tenerci). Però è altrettanto limitato un cane “solo” da caccia, che non può godersi anche la vita familiare (e le poltrone, i divani, i letti e chi più ha morbidezza, più ne metta).
Visto e considerato, tra l’altro, che quasi tutti i cacciatori concordano nel dire che il cane, quando vive in famiglia, rende meglio anche a caccia (anche perché il famoso collegamento, che nel pointer non è mai una certezza assoluta, si rafforza moltissimo)…allora, se siete cacciatori, provateci. Se invece non lo siete, pensate al pointer soltanto se avete la possibilità di offrigli una vita che comprenda tante corse in campagna: in caso contrario, probabilmente lui si adatterà (è un cane davvero molto adattabile a qualsiasi tipo di vita): ma che siate un po’ scemi, stavolta, sarà lui a pensarlo di voi.

 

Articolo precedenteVita coi Jack
Articolo successivoA-mici di razza: Abissino e Somalo

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

43 Commenti

  1. Hai descritto perfettamente il nostro Mike Wasosky e a proposito del volersi svaccare su roba morbida ti racconto questa: Un giorno becco Mike intento a distruggere il cuscinone che gli avevo appena comprato, quindo lo sgrido e glielo tolgo. Lui mi sgancia una faccia di quelle “mpf! se credi di farmi torto sbagli alla grande”. Solo che non ne voleva sapere di sdraiarsi o sedersi sul pavimento freddo. Io faccio finta di niente e mentre apparecchio mi cade un tovagliolo di carta proprio davanti a Mike il quale inizia subito a misurare lo spazio per le sue chiappe su quei 30 cm-quadri di carta. Quando finalmente ci riuscii mi guardò con l’espressione che diceva “grazie, lo sapevo che non avresti resistito!”
    Altro episodio simile successe con al posto del tovagliolo, una piccola cassetta da verdure. Peggio di un gatto riusci a raggomitolarsi dentro. Ho ancora le foto.

    • Dusia, ci crederesti? Non ne ho mai sentiti. A parte il classico “puenter”… direi che tutti sanno esattamente come si chiama la razza.

      • Ma daaai! Qui ci sono addirittura allevatori e appassionati cacciatori che lo chiamano tranquillamente “poènter”. Con l’accnento sulla è. Una volta ho sentito pure un giudice…. uno di quelli che a volte fa pure lo speakera al bestinsciò.

  2. “Lo chiami e se ne infischia, lo richiami e ti ignora, fischi, urli, strepiti e lui continua a galoppare. Quando si è stufato (di suo) torna indietro – sempre a mille all’ora – fa una frenata lunga cento metri e ti si siede al fronte impeccabile come un pastore tedesco: “Ecco, ho obbedito, molla il premio”. E tu pensi: ma è scemo?”
    Vale anche per i Gordon?? Tobia giusto questa mattina si è comportato così… in effetti è SEMPRE così! Mentre Gea si stravacca nell’erba ghiaccia pensando “Tutta sta manfrina, tanto il premietto arriva comunque”
    Adoro i miei mostri 🙂

  3. Bill. Anzi: IL BILL, il Pointer, anzi IL PUENTER di mio zio Nino, che aveva un sacco di coppe e nastri e roba così, ma modestamente chiusi in una vetrinetta nel salotto buono, dove non andava mai nessuno.
    Il Bill aiutava il Ginetto a salire sugli alberi, o divideva la cuccia con lui quando suo padre( del Ginetto) lo cercava per scaldargli le chiappe( al Ginetto).
    Il quale Ginetto possedeva il fratello del Bill, il Giec(leggi GEC), solo che il Giec non aiutava nessuno a salire sugli alberi, era un appassionato di caccia, ma un po’ selvatico di carattere, dal bellissimo mantello cangiante, tra il bianco-blu e bianco-viola-rossiccio, a seconda di come il sole lo colpiva. Avrei tanto voluto toccarlo, ma era davvero sospettoso.
    Il Giec aveva solo questa caratteristica, perchè il cacciatore tosco del dopoguerra non era tenero coi suoi famigli ed ilò Giec passava giorni alla catena, lunga, ma sempre catena. Ma mai ha preso le botte.
    Per me il Pointer ideale dovrebbe avere il carattere del Bill ed il mantello del Giec. E se lo trovo, me lo piglio!

  4. Io ho un Pointer, beh, veramente essendo adottato da canile io non ho un Pointer, ho un meticcio, ma quando lo si guarda non si ha dubbi, nè nell’aspetto tantomento e soprattutto nel carattere. Ian si comporta esattamente così come l’hai descritto. Molto probabilmente lasciato in canile da qualche cacciatore (uno anche molto stupido, direi, visto che il mio cane punta e mi guarda come dire “allora spari o no alla tortora, umano cretino?”)al quale o non piaceva o non serviva più.
    Trovato senza chip, già adulto, trovato spaventato a morte da tutto ciò che faceva più rumore di una ciabatta sull’erba, trovato talmente traumatizzato da sembrare che avesse persino paura di muover la coda per scodinzolare, oggi posso dire che Ian ha superato quasi tutte le sue paure, addirittura, a Capodanno non ha fatto una piega ed è stato tutto il tempo a giocare con me nel garage durante le scariche di botti.
    Comunque sia, posso testimoniare che, nonostante fosse un cane adulto e tutti dicessero “è un cane ingestibile, non riuscirai mai a fargli fare quello che desideri”, è stato piuttosto semplice far si che mi capisse quando cercavo di educarCI (ovviamente non da sola ma ricorrendo ad un educatore!!!). Ho trovato semplice educarCI solo perchè assecondavo la sua natura, cioè, lo portavo in campagna a correre e una volta che il cane aveva soddisfatto il suo “ho da fare”, mi mettevo li tranquilla con lui a fare gli esercizi che, effettivamente, non doveva fare lui, ma dovevo fare soprattutto io per educarCI. Posso dire che dopo nove mesi che sta con me son riuscita a fargli capire che tirare al guinzaglio è inutile, perchè tanto poi lo libero. Quello che però fa sempre, e non nascondo una commozione incredibile, è che ora, quando lo libero, lui non corre più come prima, da solo verso l’infinito ed oltre, ma mi aspetta, mi cerca; e quando lo chiamo, ovviamente dopo aver aspettato che finisca le sue “faccende olfattive e istinti riguardanti tortore, piccioni e così via, devo aspettare pochi secondi e lo trovo già li, scodinzolante e contento. Adesso siamo in due, e non trovo ancora le parole per spiegare quanto e soprattutto come sia riuscito a darmi in questi nove mesi insieme. Secondo me son cani molto selettivi e tanto sensibili quanto “facce di c..o”, il mio pensiero è che non siano cani adattabili a tutti i tipi di padroni, poi io sono profana e di certo quello che posso raccontare è la mia esperienza personale con Ian, però ho notato nel suo sguardo determinati atteggiamenti verso alcuni tipi di persone (sguardi allucinanti di sufficienza che io capisco e che mi fanno scoppiare a ridere in faccia alla gente)che mi portano a pensare che forse ho avuto la fortuna di piacergli subito, perchè altrimenti la mia vita avrebbe potuto diventare un inferno ;D (ovviamente, scherzosamente parlando).

    • Ciao Sara, ho letto con molto interesse la storia tua e di Ian e vorrei farti una domanda. Io ho da due mesi una pointerina di un anno presa in canile dove stava da un mese (cosa le sia successo prima ovviamente non si sa). Luna come prima Ian ha paura dei rumori, non vorrebbe mai uscire, se esce e piove non “produce” nulla, se c’è gente per strada idem, figuriamoci le auto (e dire che già noi a Torino abitiamo in un appartamento in isola pedonale) mentre in casa è una gioia assoluta e idem al campetto dove la porto quando posso. Ho sentito in questi due mesi un primo vet comportamentista (“la rimandi subito al canile, qui sarà sempre infelice”) con il quale ho subito chiuso, un secondo (“niente di grave basta qualche goccia omeopatica”) che dopo un mese continua a dire la stessa cosa mentre il comportamento di Luna è sempre lo stesso, e un terzo (“psicofarmaci subito!!”) che mi lascia perplessa..
      Arrivo alla domanda: come hai fatto? In che cosa è consistito il lavoro di educarVI? Hai dovuto scegliere tra omeopatia e psicofarmaci?
      Ti ringrazio e ti faccio molto complimenti: la descrizione del tuo rapporto con Ian è bellissima.

      • Allora, io ho risolto in un bel po’ di tempo.
        Io sono andata con Ian da un educatore cinofilo, il quale ha educato me a comportarmi con il mio cane. Il cane ha innanzitutto bisogno di un leader, e il suo umano deve diventare tale. Durante quel periodo è stata parecchio dura… Non fargli le carezze quando ne avevo voglia ma solo quando le meritava, non parlare con lui se non per impartirgli ordini e premiarlo e confermare il premio se l’ordine era eseguito correttamente… insomma, una tortura per me!
        La manna dal cielo è arrivata quando ho sistemato nel giardino dove vive una cuccia tutta sua, pensa che prima veniva a dormire in casa, ora non ci vuol più stare, nemmeno d’inverno.. (e io che soffro come pochi perchè ho paura che abbia freddo… ma un padrone a queste cose non deve pensare mai…o meglio, mai se non ce n’è bisogno ovviamente). Ho scoperto che la cuccia gli da molta sicurezza.
        Per quanto riguarda la pioggia o la neve… io ho dovuto arrendermi. Ian non esce se piove o nevica. MA PROPRIO NON ESCE!!! Oppure, se glielo ordino, esce… e si offende a morte. Odia quasiasi cosa che lo copra dal freddo, perchè non ha freddo, evidentemente, ma la pioggia non gli piace. Se lo porto fuori a correre sta pur certa che quando è ora di uscire dalla macchina per tornare nel giardino, lui non esce.
        Devi fare molto i conti con la caratteristica principale del pointer… è un lord. Come ogni lord le cose gliele devi chiedere per cortesia. Oppure sii più lord di lei. Premiala quando fa i bisognini… ogni volta che fa pipì nel posto giusto dalle un croccantino. “Dio mi conduca ove si smangiuca”! Con il pointer può essere una via…
        Non ho dato al mio cane alcun medicinale, psicofarmaco od omeopatico che sia, perchè son convinta che gli animali siano ancora esenti da porcate (scusa il termine) di questo tipo.
        Mi hai parlato della diversità di comportamento che Luna tiene in casa, rispetto a quello che tiene fuori.
        Ho notato che è piuttosto normale. E’ spaventata. Non farle carezze per rassicurarla, a me è stato detto che potrebbe essere un danno e si potrebbero rafforzare le sue paure. Lascia che se la “sbrighi un po’ da sola”, ecco. A volte piange il cuore vederli impauriti. Io ho scoperto da dove viene Ian, facendo un po’ di ricerche, e abbiamo scoperto che arriva da quell’allevamento maledetto… Ricorda sempre che noi, che abbiamo un pointer, non abbiamo un cane… abbiamo un gioiello. Ovvio che anche tutti gli altri cani sono preziosi come l’oro, ma noi abbiamo un diamante grezzo, uno di quei diamanti talmente grandi che son di un valore impagabile. Vanno solamente raffinati, guardati al millimetro e soprattutto, non vanno snaturati mai. Sono belli perchè corrono nel vento, perchè si prendono i loro spazi (spazi dove nessuno può entrare, nemmeno tu), e perchè quando sei sola, abbacchiata e stanca, arrivano con il loro musetto sorridente (si perchè il mio cane sorride) e ti accontenta in tutte le tue richieste. Perchè sei il suo compagno, il suo amico, il suo leader, e mai al mondo farà qualcosa per farti del male, poichè, come tutti i cani, non ne è capace.
        In bocca al lupo!
        S.

      • Ah, ed un’altra cosa… che a volte è ovvia, ma io tengo a precisarla. Io darei la vita per lui. Fino all’ultimo respiro, fino all’ultima goccia di sangue. Ecco come ho fatto. Mi sono affidata a lui, e una votla che l’ho fatto, lui si è affidato a me.

        • Cara Sara,

          scusami davvero tanto, non avendo mai ricevuto avvisi in caso di commenti al mio messaggio solo ora ho trovato la tua mail!
          Ti ringrazio moltissimo.

          Sono passati più di quattro mesi e Luna secondo me è migliorata in alcune cose: al mare, in ambiente naturale, per quanto tenuta al guinzaglio o con la lunghina se la spassava tra le rocce e sulla sabbia, andava di suo nell’acqua vicino a riva e – se proprio “richiesta” – faceva addirittura il bagno con me… ma puntandomi dritta come un motoscafo pur di non perdermi neanche in acqua! Ovviamente complimentata e carezzata a dovere 🙂

          Finora non l’ho mai lasciata senza guinzaglio perché è ancora troppo reattiva all’ambiente e basta un niente per farle fare uno scarto non sai mai in quale direzione. Inoltre un giorno nel recinto dei cani qui vicino è riuscita ad uscire e ha fatto credo 500 m in 5 secondi verso un corso trafficato, recuperata poi dal un cane di un amico che le si è lanciato dietro se non so come sarebbe andata. Quindi per ora guinzaglio.

          Date che c’era l’estate di mezzo e poi due mesi in cui io sono stata ho dovuto lavorare come una folle non ho cominciato un vero e proprio addestramento pensando di cominciare ora in cui posso seguirla veramente. Diciamo che nel frattempo ho fatto del mio meglio (ferma, vieni, ecc.) ma è evidente che non basta. Ancora ora ad esempio basta la pioggia per spaventarla, il vento non parliamone (per essere un “cane del vento”…) e il risultato si traduce sempre nel tremare per uscire e non non fare popò e pipì. Stando in appartamento, un bel problema.
          Comincerò adesso con una educatrice che già conosco.

          Per quanto riguarda il suo rapporto con me, con mio marito e con gli estranei, posso dirti questo: Luna dopo un inizio difficile (ringhiava a mio marito) ora lo ha accettato completamente salvo preferire uscire con me (io ottengo anche qualche pipì in più). Con gli estranei in casa è diffidente la prima ora ma poi gradatamente comincia a fare avances e finisce con l’essere amica dopo due-tre ore.

          Con me, questo è il punto: finora ho fatto il contrario di quel che dici tu (parlarle solo in caso di.. ecc), ho invece avuto un rapporto molto affettuoso con lei e “partecipativo” con lei con il risultato che mi sta dietro come un’ombra. Non c’è quasi verso di non farla salire sul letto se ci sono anch’io, e una volta sopra tende a rannicchiarsi contro di me modello gatto più che cane. Per il resto è giocosissima, alla parola GIOCHIAMO! succedono baruffe tremende tra noi due ed è bellissimo.
          A questo punto mi chiedo: dove è il troppo e dove è il poco? Tutta questa affettuosità sarà controproducente? eccetera eccetera. Immagino che un educatore mi sappia rispondere ma è da chi ha un pointer che secondo me arrivano i consigli più preziosi, come i tuoi.
          Mi farebbe piacere avere ancora un tuo consiglio. A questo punto invece di aspettare avvisi aprirò il sito tutti i giorni…
          Grazie e scusa ancora il ritardo.
          Maria Rosa

          PS. Una cosa è certa: anche io per Luna farei qualunque cosa, mi è troppo preziosa per immaginare il contrario. E ancora: niente pillole di vario genere, sono d’accordo con te, anche perché ho notato che si tranquillizza e si sente più sicura quando impara qualcosa e non quando prende medicine.

          • Io con Ian ho “parlato poco” solo fino a che davo retta a ciò che dicevano gli educatori. Poi mi sono rotta. Come ho scritto a Tina, prima, mi sono arrangiata, cambiato educatori, e poi mi son messa ad osservare Ian. OSSERVARE, il mio Ian è bellissimo! Da li abbiamo stabilito che io sono il capo, ma che lui non è il mio “cane”, è il mio “socio”.. spesso lo chiamo così e risponde, pensa! Nessun cane è uguale, ed il Pointer, rispetto ad altri cani che ho avuto e ho conosciuto, è tutta una scoperta. Ho cambiato idea diverse volte sul tipo di educazione, non credo che un cane da caccia, puro e libero come il nostro, possa essere “addomesticato a dovere”. Bisogna lasciarglielo quell’istinto bellissimo! E la dolcezza di quando si accoccolano accanto a noi, e gli sguardi, e le facce da pirla che fanno! Boh… ora io ed Ian siamo riusciti ad andare a vivere insieme e da soli, andiamo insieme OVUNQUE, pensa, anche dal macellaio (che è un ex cacciatore e lo adora, infatti gli tiene le ossa di ginocchio da sgranocchiare!).. Lascio libero Ian solo vicino a casa, ma ti dirò che si meriterebbe che lo lasciassi più spesso, perchè senza guinzaglio è bravo. Ian torna sempre, sempre. Anche quando sta cacciando le lucertole o i passerotti (senza prenderli perchè loro volano), lui interrompe e mi da retta. Ma lo fa con la faccia sfavata.. come dire “emmaccheppalleperò!”.. se non è in pericolo non lo richiamo. E’ troppo bello vederlo in punta, zampetta alzata e naso in su!

    • Anche in ho in Pointer meticcio e anche lui viene dal canile,ma aveva appena tre mesi e Adesso ne ha quindici,ma tutt’ora Tira al guinzaglio! Come gli Hai facto Capris Che non Server tirare?io lo mollo spesso ma Solo Dove ce recinto e si diverte anche li,ma vorrei fidarmi Di lui e lasciarlo andare ,ma non sono molto Sicura Che torna?

    • Anche io ho preso un pointer in un rifugio per cani abbandonati, ormai un anno e mezzo fa. Andiamo a scuola, andiamo nei boschi, andiamo in campagna (anche se non spesso quanto vorrei, abitando al centro di Roma). Il mio Fulvio è un cane eccezionale, dolce, ubbidiente, con una personalità che sto cercando di capire e assecondare per non snaturarlo. Ne deve aver passate delle brutte, è stato sicuramente picchiato, poi abbandonato. Ma è buonissimo con tutti, specie con i bambini.
      è un cane perfetto..peccato sia un pò problematico con gli altri maschi ma amen…evviva i pointer!!

      • Davvero, evviva i pointer. Anche Luna in casa e con noi ormai è una coccola (ma anche una vera lenza: si è conquistata in quattro e quattr’otto mio marito che non voleva più cani semplicemente addormentandosi tutte le sere con la testa sulla sua spalla…).
        Fuori, beh… è gioiosa e non aggressiva con gli altri cani ma tira se ha paura di auto bici ecc. cioè quasi sempre e mi sono fatta l’idea che non cambierà molto. Per questo non mi fido a lasciarla libera. Tu Micaela lasci libero Fulvio? Come si comporta? Io vorrei, ma…

        • se sto nel bosco o in una vallata, lo lascio libero, basta un fischio e torna, o semplicemente lui mi tiene d’occhio e sa sempre dove sono. nell’area cani lo lascio libero solo se non ci sono altri maschi. la mia opinione sui pointer è che sono troppo morbosi verso il padrone e innamorati per scappare! magari prova a fare dei tentativi in un posto ”tutelato” e poi man mano la porti in spazi sempre + ampi..

          • Proverò poco alla volta a partire dalla bella stagione, allora, per dare altro tempo a Luna di “legarsi” a noi. Hai ragione, devo contare sul suo Innamoramento per noi che già così è notevole. Grazie ancora!

    • Ciao Sara, sono anch’io la proprietaria di un pointerino (un cucciolo abbandonato) di cinque mesi, l’ho adottato a 40 giorni e volevo chiedere qualche consiglio per la gestione al guinzaglio, so che il mio è ancora piccolo, ma pesa già 15 kg e ha una forza tremenda e piuttosto che tirare di continuo lui fa degli scatti che rischiano a volte di slogarmi una spalla, oppure di farsi del male lui stesso. Ho già fatto un paio di lezioni con un educatore, ma purtroppo al campo la gestione al guinzaglio è una cosa, per strada è un’altra molto diversa.
      GRazie

      • Ciao Tina,
        Io non sono uneducatore, ti posso rispondere per la mia esperienza da “umano di un Pointer”..
        Allora con il mio Ian è stata dura, ma nemmeno più di tanto sentendo altre esperienze.. Nel senso che lui aveva 5 anni e non ha MAI prima di star con me conosciuto il guinzaglio. Io, ora, uso un guinzaglio di quelli “tipo levriero”, un po’ largo ( e pure più figo ), in maniera che non gli dia fastidio.. ma per abituarlo ho cominciato usando una specie di semi-strangolo.. era praticamente finto però, nel senso che Ian aveva troppa foga e rischiava di strozzarsi davvero, quindi ho impostato la larghezza del collare in maniera che gli facesse sentire la pressione ma che non finisse tutta la corsa e non gli facesse male.
        Poi ho cominciato a richiamarlo quando andavo in giro con lui (alla sera, in maniera che avesse meno distrazioni possibili all’inizio), e dargli un bocconcino, poi ogni tanto il bocconcino non glielo davo e gli facevo le carezze.. una sorta di conferma, però, gliela davo sempre. Ora va un po’ meglio, tira sempre un pochino, ma basta richiamarlo e torna tranquillo, e comunque il suo tirare non è assolutamente niente in relazione a quando mi staccava le braccia (28 kg di cane muscoloso si facenvano sentire)..
        Guarda ti capisco.. io ho fatto un paio di lezioni, poi mi sono documentata per i cavoli miei, perchè certa gente diceva cose che non stavano nè in cielo nè in terra, cose che vedevo bene che per il mio cane non andavano bene, cose smentite in seguito sentendo anche pareri di diversi educatori, perchè son convinta che uno da solo non possa sapere tutto. Ho provato diverse cose: andare in giro con la ciotola in mano (fino a sembrare un’imbecille), chiamarlo in continuazione, dirgli dei secchi “no” quando tirava, ma sinceramente, la cosa che mi ha dato più risultati è stato “osservare il mio cane”, prevenire ogni movimento, osservandolo… quando tende le orecchie e si punta verso qualcosa, quando invece indietreggia piano perchè ha paura degli autobus e via dicendo.. sapere cosa passa per la sua testa è pretenzioso, ma se lo osservi e hai un buon feeling con lui secondo me diventa tutto più facile.. Poi dipende anche dal cane stesso, il mio risponde al cibo al parco, e non in strada, in strada risponde alle coccole.. (secondo me solo perchè ha paura, infatti tendo a non dargli alcuna conferma, piuttosto mi fermo e cambio direzione). Ho avuto molti più risultati da quando Ian ha cominciato a vivere da solo con me, perchè mi sono trasferita, e ho notato anche che le passeggiate fatte più o meno agli stessi orari, diventando una routine, lo lasciano molto meno distratto.. Io credo che il Pointer sia tutto da scoprire. E’ un cane che per anni non è mai stato da compagnia, ma è un cane che, se messo in condizioni di farlo, sa fare .. “il cane” molto bene. Certo è che se hai uno spazio recintato per farlo correre questo è di sicuro l’ideale per fargli sfogare i suoi istinti ed evitare di togliergli la sua brillante natura venatoria.. Il Pointer è nitroglicerina allo stato puro, un po’ come i levrieri, quando c’è da correre c’è da correre! Si divertono, sono felici, e checchè ne dican tutti, io la faccia del mio cane la conosco bene!!! Ti dico, con Ian è servito… non lo so se può andare bene per tutti i cani però.. Non sono sempre sicura che il Pointer sia il cane da guinzaglio per eccellenza.. è uno spirito libero, è davvero il cane “meno cane” cho io abbia mai avuto, ma è di sicuro il miglior Socio che fino ad ora ho incontrato. 😀 In bocca al lupo! E attenta ai calzini, il mio cane li ama e me li ruba dallo stendibiancheria.

  5. Come posso Non ricordare questa razza Unica? è stato il primo cane della mia infanzia…di mio zio; si chiamava Lapo e, adorava come me i biscotti della Plasmon 😉
    Non ricordo con precisione le caratteristiche della razza, perchè, ero una bambina…ma ha saputo lasciare nel mio cuore la sua inconfondibile Impronta. Avevo due anni quando ho chiesto (sarebbe più coretto dire..preteso) il MIO primo Cane —> dicono, i miei, che non avrebbero potuto avere altre alternative…visto il mio accanimento. MA qualcuno può biasimarmi? Quando si ha la Fortuna di avere come primo compagno di giochi un cane tanto “a sè stante” è naturale, poi, crescere del tutto assuefatta dal regno dei Cani.
    P.S per citare…rivisitandola…Crudelia Demon….”Io vivo per i cani…io adoro i cani e, del resto, esiste una sola donna in quest’orrido mondo che non li adori?” 😉

  6. Il mio primo cane, da figlia di cacciatore, fu un Epagneul Breton di nome Tic, purtroppo morto che io avevo solo due anni.
    Girando per le campagne vedemmo una “cana” alla catena da un contadino. Maaaaaaaaaaaaagrrrrrrrrrraaaaaaaaa. Ossa e pelle. Piansi finchè il contadino non cedette e la vendette a mio papà.
    Diana era una VERA pointer. Correva come il vento, amava cacciare (e se mio padre sbagliava più di due colpi su un qualcosa da lei puntato, lo imparavano tutti, talmente lo “sgridava”)
    Ma amava anche dormire sul mio letto o coccolarmi sul divano.
    ci ha lasicati quando entrambe avevamo 18 anni.
    Poco dopo se ne è andato anche il mio papà.
    Mi piace pensare che siano lassù insieme a correre, con anche tutti gli altri cani venuti dopo: Borka, setter inglese (che aveva 5 anni quando mio papà è morto e dopo altri 5 lo ha raggiunto) e la mia Ira, Irish setter da “sposata”, morta nel 20120 a 16 anni e mezzo

  7. ho saltatom a piè pari le schede dei cani non da caccia di cui ho esperienza diretta, avendoli posseduti.
    non ho ancora chiaro il motivo per cui una allevatrice, nonchè educatrice, si permetta di scrivere alcune considerazioni del tutto personali e senza alcun fine pratico, su di una delle razze meglio riuscite in ambito venatorio.
    il pointer è un cane da caccia. punto.
    che poi per il suo sguardo buono, il suo abbaiare raro e breve, l’incapacità cronica di essere mordace facciano di lui anche un buon cane da compagnia è un altro paio di maniche.
    il pointer non è ne stupido ne intelligente, diversamente da quanto scrive. l’intelligenza del ‘puro folle’ la si misura nella capacità di assolvere i compiti per cui è stato selezionato e, risolvere problemi ad essi collegati. nulla di diverso rispetto ad un cane da pastore che, conduce e ordina il gregge in base a ciò che gli è stato insegnato e al ‘bagaglio’ di conoscenze genetiche che si porta dietro.
    chiedere al ‘signore del vento’ di fare sistematicamente il seduto o di stare al passo è pura utopia oltre ad essere un grave errore del padrone che dimostra ben poca conoscenza in ambito cinofilo.
    il pointer, se ben selezionato, non risponderà mai perfettamente ai comandi poichè basta il minimo stimolo per farlo ipereccitare spostando istintivamente la sua attenzione e il suo eccezzionale fiuto. questo è, perfortuna, il pointer.

    • Di nuovo?!? Ribadisco (prima di rileggere le stesse cose in calce a tutti i “veri Standard” dei cani da caccia): questi sono articoli UMORISTICIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!

  8. redazione
    per me che allevare weim e ‘signori del vento’ è una passione tramandata da generazioni, alcune delle informazioni qui contenute sono mal gestite e mal argomentate.
    ho commentato il pointer e il weim perchè sono due delle tre razze che ho accanto a me quindi, mangiate pure sereni.
    buona serata

  9. La mia Olga, pointer pura e con pedigree, avuta da un precedente proprietario che la maltrattava, mi ha lasciato quest’estate a 5 anni per una pancreatite.. si fidava solo di me, anche se avevamo cercato di farla socializzare.. la amavo, era legatissima, appiccicosa, e devo dire che non ho mai avuto problemi col richiamo, fortunatamente… mi manca moltissimo

  10. salve a tutti anche io sono un fortunato possessore di poenter,il mio è frutto di un swequestro da parte mia, sono una guardia ecozoofila volontaria e 5 anni fa’ ho sequestrato questo cucciolo prima che possa essere stato eliminato perche i cacciatori sembra usino solo le femmine quimdi i maschi o li abbadonano o li uccidono,il suo nome è omero grande amante del divano ma quando siamo fuori non esiste perimetro di parco e se lo chiamo in 2 secondi è vicino a me con il muoso che dice cosa vuoi ? non vedi che ho da fare? e si allontana di nuovo,in casa è appiccicoso anche con mia moglie e non vuole che ci baciamo in sua presenza,si mette tra di noi e ci bacia lui tutte le mattine me lo ritrovo sopra il letto a pancia in su che russa profondamente,e se non sono le ore 10.00 non si alza,lo porto spesso fuori a correre e torna esausto,quando lo porto alla casa in umbria lui praticamente esce la matina e torna solo per bere non mangia e la sera è cotto in tre giorni perde 2 kg e qundo torno a roma dorme tre giorni esce solo per i bisogni e poi torna sul suo divano a tre posti e se lo prende tutto,capisco che è un po’ viziato ma se ti guarda negli okki ti leva anche le mutande,tutto questo puo’ capirlo solamente che ha un POENTER!!!

  11. Da quando sono morti il nostro breton e il nostro setter, dopo un po’ di normale lutto (per me erano un po’ i miei fratellini) domani con i miei andremo a vedere in allevamento una bella cucciolona di Pointer. Mio padre in passato ne ha già avuto uno, quindi penso che sappia cosa fa, ma queste descrizioni umoristiche contribuiscono a rendermeli simpatici 🙂
    Un saluto!

    Matteo

    • Caro Matteo,
      per l’esperienza fatta finora (ormai ho Luna da un anno) preparati ad avere una cagnotta che quando vuole giocare con te (e lo vuole MOLTO sovente) ti fa spanciare per come te lo fa capire, impossibile far finta di niente, vince lei.. Che ti da’ UN SACCO di leccotti senza aspettarsi compensi, concentrata come se stesse studiando da Nobel, giusto per dirti QUANTO le piaci. Che (se è come la mia) quando le dai un bocconcino non ti ingoia il braccio fino al gomito ma li prende in punta di labbra come fosse stata educata a Windsor. Ultimo, che se la porti a passeggio in città richiede i tempi supplementari perché ti fermeranno sicuramente PRATICAMENTE OGNI GIORNO in molti: gente normale perché “che bella ha il naso all’insù”, bambini perché ci vedono IL cane che vorrebbero, e anche quei cacciatori o ex che riconoscono la razza e l’ammirano per le tante qualità prima delle quali l’affettuosità (quindi non quelli che la impallinerebbero se non caccia bene).
      Insomma, ti aspetta una bellissima avventura.
      Tanti auguri!

      • Ma sai che capita anche a me e ad Ian quando dei cacciatori o Ex cacciatori ci fermano e riconoscono la razza!!! “Meraviglioso esemplare, e poi è così buono! Lo porti in campagna a correre? Se vai posso venire a vederlo?”
        Ma questi sono quei cacciatori che si facevano scappare le “vittime” perchè si incantavano a guardare correre i loro cani (che tutt’ora, nonostante abbiano 12 anni una e 11 l’altro se la vivono beatamente coccolati e in casa, e così hanno sempre fatto per tutta la loro carriera di cacciatori!!):D in fondo io vado d’accordo solo con quelli ;D

        • Sara, è un piacere risentirti. Sì, i pointer attirano parecchio l’attenzione, non c’è che dire!
          E’ passato qualche mese dagli ultimi post, Luna è meno timida, in città quando i suoi fan la salutano è ancora un po’ scontrosa, ma secondo me fa anche un po’ la diva perché i suoi fan sono davvero tanti, incredibile quanti le … rivolgono la parola per strada, sarà la sua faccia o le sue orecchie a pois (ce lo chiediamo)!
          Al mare invece, in spiaggia (v. stamattina) quando la gente le dice qualcosa sta sì un attimo sulle sue ma poi capisco che è una finta, in realtà sta solo caricando le batterie 🙂 poi, all’improvviso, parte: salti, inviti al gioco, abbai ecc. ecc. ecc. si butta in acqua, torna indietro, si ributta e ovviamente la gente si spancia. E’ sempre così quando si trova a contatto con la natura.
          Per questo non la lascio ancora libera ma uso una lunghina (10 m.), mi dà ancora l’impressione di non potermi fidare tanto segue il suo naso all’infinito. Per ora con me dietro, ma poi?
          Ciao.

          • Ma come sono contenta di sentire che Luna sta bene! Io adesso sto cominciando a lasciare Ian libero sulla stradina di casa, dove son sicura non passano macchine, e devo dire che abbiamo fatto i progressi!
            Mi supera di una lunghezza (una lunghezza è pari alla lughezza del suo corpo) e poi si volta e mi aspetta.. (è forte da matti, fa di quelle facce!!!) A lui non piace il mare. Però ama il laghetto, le pozzanghere, e tutto ciò che di odoroso e di sporco c’è dentro. A volte si strofina sui cadaveri dei piccioni (e a Ferrara ce ne sono a iosa)… per lui sono prelibatezze. Per me, visto che vivo con lui in appartamento, non lo sono altrettanto, ma l’importante è che si diverta !!! Un abbraccione, e una carezzina a Luna!
            S.

          • Eh, non ci passo quasi mai, se non per lavoro, ma purtroppo non posso portarmi Ian (anche se sto supplicando i capi per poterlo fare!!! :P) Sarebbe bello vederli correre assieme! Ti prometto che, se passiamo ti faccio sapere!
            S.

        • Ma che bello che vieni a Torino per lavoro!
          Anche se passi tu sola (e speriamo nella comprensione dei capi per il futuro:-P), fammelo sapere se vuoi, io e mio marito abitiamo in centro, zona pedonale facile da raggiungere, mi farebbe tanto piacere conoscerti.
          Questo è il mio sito web con i miei contatti mail: [email protected]
          Grazie ancora, speriamo di vederci!
          Mrosa

  12. Interessantissimo il suo articolo e vorrei approfittare anch’io per chiedere un paio di informazioni. Da un paio di settimane ho adottato un cucciolo abbandonato, dalla prima visita veterinaria ha circa 35/40 giorni, dall’aspetto sembra un incrocio di Pointer. E il fatto che sia un cane da caccia mi ha un po’ preoccupata.
    Avendo due gatti in casa vorrei sapere se posso comunque aspettarmi un convivenza tranquilla o se dovrò fare qualcosa per evitare che lui veda i gatti come prede.
    Grazie

    • Luna, di cui ho parlato in post precedenti, i gatti non li vede neppure, anzi: lei e il gatto della signora cui la lascio se devo allontanarmi hanno una convivenza tranquilla, addirittura affettuosa. C’è da dire che Luna prima di essere abbandonata pare sia vissuta isolata in campagna (questa, almeno, a giudicare dalla sua paura di molte cose, è la deduzione del veterinario e del canile che l’ha accolta quando è stata trovata) quindi può essere stata abituata a vedere gatti fin da piccola.

    • I gatti di casa, se stanno sempre in casa, normalmente sono considerati “parte del branco” e non prede. Se vanno e vengono…allora le cose possono essere più complicate. Normalmente, comunque, i cani da caccia non predano gli animali che fanno parte della famiglia.

  13. Ma che bello che vieni a Torino per lavoro!
    Anche se passi tu sola (e speriamo nella comprensione dei capi per il futuro:-P), fammelo sapere se vuoi, io e mio marito abitiamo in centro, zona pedonale facile da raggiungere, mi farebbe tanto piacere conoscerti.
    Questo è il mio sito web con i miei contatti mail: [email protected]
    Grazie ancora, speriamo di vederci!
    Mrosa

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.