di ELISABETTA TOMSIC – Sto giungendo ad una triste constatazione: gli anglosassoni, in fatto di cani, sanno avere degli atteggiamenti a dir poco folli. Tutte le trasmissioni, gli approfondimenti, i vari Dog Whisperer e It’s me or the dog, sembrano non servire a far entrare in quelle teste al di qua e al di là dell’oceano, le basi più basiche della cultura cinofila.
Dopo che mesi fa avevo condiviso con voi, lettori di Ti presento il cane, la tristissima storia di Lennox (a proposito, non è ancora finita. Il cane è ancora in custodia della città di Belfast, gli appelli legali si susseguono e i suoi guardiani continuano a mentire sulla sua aggressività, smentiti a livello mondiale tra gli altri da Victoria Stilwell, che lancia loro contro anatemi e scomuniche e maledizioni sempre e ovunque) arriva dall’America Heidi, un doberman che dovrà lasciare la città di Royal Oak nel Michigan o morire.
Cos’è successo? – vi chiederete. Avrà attaccato passanti indiscriminatamente, avrà ucciso il figlio del sindaco, avrà tenuto in ostaggio la sua famiglia per giorni, ringhiando furiosamente a chiunque si muovesse… ehm, no.
Heidi, una signorina dalle buone maniere, era a passeggio con la sua proprietaria, munita di guinzaglio e tutto, quando si avvicina loro un signore chiedendo di accarezzarla. Detto, fatto, il gentiluomo si è chinato sul cane (…) e Heidi, in preda a un attacco di euforia per le coccole in arrivo, è saltata, di fatto rompendo il naso all’ignoto accarezzatore.
Lo sfortunato incidente, che poteva concludersi con il pagamento delle parcelle mediche da parte della proprietaria di Heidi, purtroppo però ha avuto un altro esito. Il signore ha ben pensato di denunciare il cane per aggressione e la città di Royal Oak, come ai tempi del vecchio west, di bandire il cane dalla città, pena la morte.
L’assurdità della questione è palese e manifesta, ma fatto sta che al mondo cinofilo, americano e non, tocca di nuovo mobilitarsi con petizioni e avvocati per salvare Heidi dalla morte, o dall’allontanamento dall’amata famiglia. Il pronunciamento avverrà il 9 febbraio. La famiglia ha creato una pagina web per raccontare i fatti e chiede di firmare una petizione perché la città di Royal Oak possa considerare di ridurre la pena: http://www.saveheidi.com/

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Personalmente stento a crederci… e inizio a convincermi che nei miei viaggi con il nostro cane dovrò stare molto attenta alle mete che scelgo. Se anche voi siete della razza viaggiatrice, controllate questa lista di paesi dov’è in vigore una legge molto restrittiva sulle razze permesse e controllate i siti delle città dove intendete soggiornare, magari chiedendo maggiori informazioni sulle leggi riguardanti i cani.
Comunque scomodo Obelix e dico: Sono Pazzi Questi Anglosassoni.

Fonte: http://www.examiner.com/dogs-in-national/city-orders-dog-to-be-destroyed-for-jumping-urgent

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12 Commenti

  1. Sapete che mi è successa una cosa simile pochi mesi fa? Il mio cucciolo di pastore tedesco sfugge al mio controllo, esce dal cancello e dà quattro affettuose zampate a una signora che passava di lì. Risultato? Nonostante le abbia chiesto mille volte scusa perchè capisco benissimo che non sta scritto da nessuna parte che tutti debbano amare i cani, e nonostante mi sia offerto di pagare la tintoria (anche se il suo vestito era intatto e pulitissimo), la signora ha minacciato di denunciarmi! Per quale crimine? Eccesso doloso di festeggiamenti forse. Ovviamente in Italia i cani non vengono messi a morte per una cosa del genere, ma stiamo MOLTO attenti alla nostra dannata esterofilia: quel male che ci spinge ad imitare gli stranieri (a stelle e strisce preferibilmente) anche nelle cose che non andrebbero per niente imitate.

      • Infatti chi ha assistito alla scena in strada era più sconvolto di me. Per un attimo ho pure sperato che mi denunciasse: magari le migliaia di euro spese in avvocati e spese processuali per una causa persa in partenza (ovviamente non esiste alcuna legge che punisce il padrone di un cucciolo troppo affettuoso) sarebbero state un’ottima cura per la sua cinofobia. Lo so, sono cattivi pensieri, ma quando ce vò ce vò 🙂
        Per quanto riguarda il caso di Heidi, beh che dire: questa dovrebbe essere l’equa e illuminata giustizia che la “superiore” civiltà americana pretende di esportare in tutto il mondo? No, grazie Yankees. Mi tengo volentieri la mia.

        • A mia zia (storia vera, anche se è successo a mia zia) hanno fatto abbattere un meticcio di piccola taglia perchè una vicina di casa (che soffriva di vene varicose) dopo aver pestato il cane con il bastone volutamente (la vicina e la zia erano in pessimi rapporti di vicinato), il cane scansandosi gli ha rotto una delle suddette vene, facendo uscire molto sangue. Arrivata l’ambulanza la signora ha riferito di essere stata aggredita e CHE NON ERA LA PRIMA VOLTA! Purtroppo non c’è stato nulla da fare e il cane è stato ritenuto mordace.

          • Non so perchè non mi fa rispondere al messaggio:
            “Redazione
            5 febbraio 2012 alle 10:41

            La signora è ancora viva? 🙁 ”
            Quindi rispondo qui. Il fatto è successo nel 95 quindi penso di si (o almeno penso che all’epoca aveva tipo 80 anni). Ma si sa che la gramigna è dura a morire.

  2. Però in USA c’è una cosa che mi piacerebbe anche in Italia e cioè i rifugi specializzati per razza/derivati.
    Credo che in questo modo sarebbe più facile far incontrare la domanda e l’offerta, verrebbero adottati più cani e forse anche la loro gestione sarebbe alle volte più facile… poi non lo so perché non conosco affatto le problematiche dei rescue…

  3. non ci sono parole… firmiamo tutti la petizione!!
    x sciuramaria: stanno cominciando a nascere anche da noi le rescue, ad esempio io collaboro con la dobermanns’ angels onlus, associazione tutela cani dobermann abbandonati.

  4. Non ho capito una cosa, o almeno spero di aver capito male: l’allontanamento dalla città è un’alternativa all’uccisione del cane??? Ragazzi, ma questi condannano all’esilio un cane? Capite quanto è intrinsecamente grottesca e tragicomica questa storia? Al confino come gli intellettuali antifascisti! Siamo alle comiche!
    Ma poi un cane giudicato “pericoloso” (cosa che ovviamente Heidi non è), basta che cambi città e diventa docile come un agnellino? E’ campanilista la Heidi! Se non fosse per la tragedia ci sarebbe da farsela addosso dalle risate… sti americani!

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