di LUCA SCANDONE – Le piccole ossa chiamate vertebre sono allineate come blocchi per costruire la colonna vertebrale. Ogni vertebra è costituita da una parte superiore forata ed una parte inferiore con osso pieno.
L’insieme dei fori delle vertebre forma il canale midollare all’interno del quale decorre il midollo spinale.
Il midollo spinale svolge la funzione di trasporto delle informazioni nervose dal cervello alla periferia (tutti gli organi) e dalla periferia al cervello.
La parte inferiore delle vertebre , quella costituita da osso pieno, si rapporta con le altre per mezzo di un cuscinetto detto disco intervertebrale. La funzione del disco è quella di fornire flessibilità al movimento della colonna vertebrale.
Il disco vertebrale è composto da un centro di consistenza gelatinosa ed una periferia  fatta da materiale fibroso. L’età e l’usura determinano alterazioni di consistenza nelle due parti di disco. La parte esterna tende a frammentarsi mentre la parte interna, quella gelatinosa, tende ad indurirsi perdendo le caratteristiche di elasticità.

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Che cos’è l’ernia del disco? 
Si ha quando l’anello esterno fibroso non contiene più il centro gelatinoso, questo si spinge verso il canale vertebrale determinando una compressione del midollo.
Tale compressione può essere improvvisa o graduale; nel primo caso si parla di episodio acuto, mentre nel secondo si parla di patologia cronica.
Il disco causa un danno variabile sul midollo spinale per compressione su di esso ed/o un danno, in caso di ernia acuta, da “esplosione” nel canale vertebrale.
Le manifestazioni sull’animale possono essere variabili: vanno dal semplice dolore alla schiena all’interruzione della comunicazione nervosa passante per il midollo; in questo caso si può arrivare prima all’incapacità di deambulare.
La patologia può colpire cani e gatti di tutte le razze.
Si è riscontrata una maggior incidenza in cani come il bassotto, in cui si ha uno sviluppo ridotto degli arti rispetto alla colonna vertebrale: per intenderci, cani bassi e lunghi.
I tratti di colonna maggiormente coinvolti sono: il tratto del collo (vertebre cervicali) ed il tratto lombare medio.
In caso di ernia del disco è importante individuare il punto in cui è avvenuta la lesione.
La localizzazione si ottiene in prima istanza con una visita clinica neurologica  che ci dice il settore coinvolto.
Per ottenere l’esatta localizzazione non più di un settore, ma della vertebra coinvolta si deve ricorrere ad esami strumentali: radiografia semplice o con mezzi di contrasto (miclografia), la T.A.C. o la risonanza magnetica.
Oggi, a mio parere, il metodo in grado di dare il maggior numero di informazioni è la risonanza magnetica, che tuttavia non può sostituire la visita clinica e la radiografia semplice che vanno sempre eseguite.

Terapia chirurgica e medica
Una volta individuata l’esatta sede della lesione è possibile pensare ad un intervento chirurgico che ha come scopo quello di togliere il materiale  discale  erniato  nel canale midollare per ridurre la compressione sul midollo spinale. Esistono diversi tipi di intervento, accumunati  dalla finalità decompressiva del midollo.
In alcuni pazienti non sottoponibili ad anestesia  esiste la possibilità di non eseguire l’intervento. In questo caso parliamo di terapia medica, che consiste nell’immobilizzazione in una gabbia del soggetto colpito ed alla somministrazione di cortisone con un’unica sicura finalità antinfiammatoria.
E’ stato dimostrato che la terapia cortisonica ha una certa efficacia solo se somministrato entro le 8 ore dall’insorgenza della patologia.
L’intervento chirurgico è impegnativo per l’animale e richiede una grande esperienza da parte dell’operatore, ma è una procedura che offre i maggiori margini di successo  ed i tempi di recupero più brevi.
In ultimo è giusto specificare che non sempre i danni alla colonna vertebrale siano imputabili all’ernia del disco; esistono infatti patologie infiammatorie, degenerative e neoplastiche  in grado di simulare la patologia.