di VALERIA ROSSI – Presumo che molte persone abbiano visto ieri sera il servizio di “Striscia la notizia” che ha riportato ai disonori della cronaca il caso del musher “maltrattatore” o presunto tale.
In questo articolo avevo personalmente “difeso” (tra virgolette, perché il suo comportamento era stato comunque indegno di un cinofilo e di uno sportivo) il musher Claudio De Ferrari, che era stato oggetto di un vero bombardamento mediatico in cui lo si voleva far passare per il mostro di Lochness quando, in realtà, aveva solo sbagliato – almeno a mio avviso – la valutazione del caso: era convinto che i suoi cani si fossero intimiditi o che avessero deciso per un “ammutinamento”, mentre a giudicare dalle immagini sembravano solo estremamente stanchi. Il mio personale giudizio era stato, quindi, in due parole: “Pirla sì (e tanto): maltrattatore no. Da punire (anche severamente) dal punto di visto sportivo, sì: da massacrare mediaticamente sotto il profilo umano, no”.
Questo giudizio, però, era anche legato al fatto che le persone che avevano parlato con lui dopo il “fattaccio” l’avevano descritto come “desolato, dispiaciuto, conscio di aver sbagliato”.
NON è stata decisamente questa l’immagine che questo signore ha dato nel servizio di Striscia, dove ha mostrato un’arroganza veramente irritante, oltre a mantenere la stessa scusa (“i cani non erano stanchi, ma impauriti dal check point”) che oggettivamente non sta in piedi, visto che nel video appare evidente che i cani non hanno proprio paura di niente e di nessuno. Sono solo “cotti”.
Che lo siano fisicamente, o che si tratti di “ammutinamento” legato al fatto che il musher sbaglia letteralmente tutto (nessun cane verrà mai motivato da un conduttore nervoso che sbraita, incombe minacciosamente su di lui e lo scrolla per l’imbragatura), poco importa: la verità è che questo signore ha dimostrato di non sapere assolutamente “leggere” i propri cani, di non avere un rapporto corretto con loro e di avere urgente bisogno di lezioni di etologia e psicologia canina (e magari anche di fisiologia, che male non ci starebbero).
Dopo aver visto il servizio, aggiungerei che ha anche tanto, ma TANTO bisogno di lezioni di umiltà: perché nel corso dell’intervista ha difeso davvero l’indifendibile, arrogandosi il diritto di autodefinirsi “perfetto” come padre (e chi gli ha detto niente?) e come musher (e qui invece gli è stato detto pure troppo: ma con buona parte di ragione, visto ciò che si è visto).
Mi rendo conto che possa essere seccante e imbarazzante essere intervistati da Striscia, programma che a volte non perde l’occasione di crocifiggere in sala mensa, alla Fantozzi, persone a cui non viene dato sufficiente spazio per difendersi: ma il servizio di Stoppa lo spazio di difesa l’ha offerto a piene mani. E De Ferrari l’ha utilizzato per fare la seconda figuraccia infame nel giro di dieci giorni (e facendola fare di conseguenza a tutto il mondo dello sleddog).  Ma complimenti vivissimi, eh!
Per quanto mi riguarda, a questo punto, più severa sarà la squalifica che gli verrà comminata e più contenta sarò.

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46 Commenti

  1. Scusa ma si era detto in tanti che era coglione ( nel senso che coglie le occasioni per far brutte figure al volo) ed eri tu ( lei ?) che ti ostinavi a dire che non era poi cattivo…
    Mi pare Che sia stato colto l’aspetto essenziale del problema: l’arroganza.
    L’umiltà nell’avvicinarsi al cane è fondamentale, il mettersi in discussione ed esser aperti a quello che il cane ( ed anche gli altri) ci dicono.

    • Coglione in quel senso lì l’ho sempre detto anch’io: il mio precedente articolo voleva solo sottolineare il fatto che tra essere coglioni ed essere il Provenzano della cinofilia ci passa qualcosetta. E resto della stessa opinione. Però, se quando ti intervistano, ti metti a dire “sì,sì, sono provenzano, anzi, riina, anzi hitler!”… allora non meriti più alcuna forma di difesa. Ranges!

    • Lo si era “perdonato” come errore umano anche in virtù del fatto che aveva ammesso l’errore e chiesto scusa. Ma se porca miseria, davanti alle telecamere di una tv nazionale “ritratti” e continui a dire che si sono fermati perché “avevano paura” (maddeché? E tutti assieme? E hanno paura, ti avvicini e si sdraiano e ti mostrano il fianco a te?) allora sei imperdonabile.
      Che sia il padre dell’anno a me poco me ne frega, mi interessa che è un perfetto cretino.

  2. complimenti alla testa di lasciamo perdere! continuiamo così, che tra un pò ci vieteranno di tenerli, i cani! ancora vivissimi complimenti! va un vaff******lo glielo posso dire????

  3. Sono contenta che sia stato scritto questo articolo, perchè io non avevo visto il video, ma dopo ieri sera, penso che questa cara persona qua andrebbe davvero fustigata sulla pubblica piazza… perchè bisogna sfogare le proprie frustrazioni su degli esseri innocenti? E soprattutto, perchè al che po int non l’hanno sbattuto subito fuori dalla gara?

    • penso che quelli al check point non fossero giudici di gara, ma semplici operatori di gara, marta. O almeno me lo auguro.

  4. Non ho avuto il dispiacere di vedere i servizi, purtroppo mediaset non la guardo da tempo immemore, ma sono contento che si faccia chiarezza sui taaaanti appassionati educatori addestratori musher allevatori e via dicendo che rovinano il lavoro onesto di altri.

  5. Ho avuto il dispiacere di vedere su “striscia” il vigliacco comportamento dell’autodefinitosi “padre dell’anno”. Voglio sperare in una squalifica a vita quale musher. Mi auguro che tutti prendano le distante da tale ignobile “tizio”. Se socio enci, sia squalificato a vita!!!!!!!

  6. Purtroppo la tv via cavo non mi fa vedere i programmi italiani ma come si dice dalle mie parti “chi si loda si imbroda” staremo a vedere come si evolve la cosa…

  7. Striscia la notizia é un programma che andrebbe chiuso perché:
    1) non da assolutamente spazio alla difesa
    2) giudica sull’onda dell’emotività collettiva
    3) giudica non capendo nulla dell’argomento
    4) giudica non servendosi neanche del parere di esperti in materia
    5) é sempre in malafede perché, pur sapendo molte volte che il “mostro” ha ragione, lo condanna a morte solo perché i telespettatori vogliono questo
    6) non é la prima volta

    • Carlo, sono pienamente d’accordo in moltissimi casi. Ma in “questo” specifico caso lo spazio alla difesa è stato dato, intervistando l’autore del presunto maltrattamento. E lui ha risposto “va bene così, ho fatto bene a fare così, i cani non erano stanchi ma spaventati dalla gente che c’era al check point”. Poiché le immagini raccontano una storia completamente diversa, ha fatto una figuradimme’. E lo spazio per farne una migliore, stavolta, l’avrebbe avuto.

  8. Si peró va fatta un po’ di chiarezza a prescindere dal singolo caso. Anni fa per esempio un addestratore é stato crocifisso a testa in giú per aver usato dei metodi “poco gentili”! Ma questi pseudo-giornalisti cinofili lo sanno che metodi di addestramento usano le forze dell’ordine di tutto il mondo e quindi lo Stato? Lo sanno che ci sono cani che non si addestrano con i biscottini? Lo sanno che origini ha l’addestramento per uso privato che esiste oggi in tutta Europa? Lo sanno che certi strumenti, se usati bene non provocano nessun dolore al cane se non un grande spavento perché loro non conoscono l’elemento? Lo sanno che é meglio usare certi metodi piuttosto che avere un cane che aggredisce un bambino senza controllarlo? Provino loro con i biscottini e le paroline dolci!

    • Carlo, l’addestratore sul quale hanno fatto il servizio (se parliamo di quello del collare elettrico) è un emerito cretino e sono assolutamente d’accordo sulla crocifissione. Anzi, gli hanno ancora detto poco.
      I metodi di addestramento delle forze dell’ordine sono, mediamente, indietro di 50 anni: potrebbero fare molto meglio, se solo gliene fregasse qualcosa dei cani. Il fatto è che dei cani, sempre mediamente, gliene frega pochissimo: sono strumenti. Per me il cane non è uno strumento: è un partner. Che devo avere sotto controllo, certo che sì: ma non schiacciandolo o reprimendolo. Perché anche i figli si possono tirar su così…ma se poi a trent’anni ti piazzano una coltellata nella pancia, forse è il caso di chiedersi il perché.
      Che ci siano cani che non si addestrano solo a biscottini non è vero: a biscottini si addestra chiunque, SE inizi col cucciolo, SE ti piace quel sistema di insegnamento, SE vuoi ottenere certi risultati e non altri. Però dal biscottini al collare elettrico (usato assolutamente a cazzo, per di più) ci sono infiniti passaggi intermedi.
      La cinofilia, grazie al cielo, è andata avanti. Chi vuole restare indietro può anche farlo, ma se poi viene crocifisso in sala mensa, ben gli sta.
      P.S.: non capisco l’utilità di far provare “grandi spaventi” al cane. Terrorizzare un cane è un maltrattaento psicologico, esattamente come il dolore è un maltrattamento fisico. Sono evitabili entrambi, e sono assolutamente da condannare in fase di educazione/addestramento.
      La fase di “correzione/punizione” è un altro discorso… ma anche qui, bisogna sapere quello che si sta facendo e non esercitare un controllo da padre-padrone che porta solo il cane a pensare “‘sto pezzo di merda, evito di morderlo solo perché ho paura di lui”, anziché “Questo è il mio idolo, il mio boss, ne sono orgoglioso e faccio tutto quello che posso per farlo contento perché lo stimo profondamente”.
      Chi lavora ancora col metodo A va appeso per le palle, eccome. Perché sono 100 anni (e più) che è arcinoto il fatto che con quei metodi si ottengono, forse, buoni risultati “sportivi” (laddove non si cerca il rapporto, ma la rapidità e la precisione di esecuzione)…ma non si ottiene nient’altro. Tanto meno un cane che ti stimi e ti rispetti.
      E se il tuo cane non ti stima e non ti rispetta (che è concetto diverso dal “temerti”), allora sei un fallito.

      • Ben detto, ma ho dei dubbi anche sui risultati sportivi che si ottengono con metodi coercitivi… E a proposito di forze dell’ordine, posso chiederti un chiarimento sui loro metodi di lavoro e addestramento? Perche’:
        – sul sito della polizia ho letto che “i cani scartati dal programma di addestramento (perche’ non sufficientemente portati) vengono sottoposti a soppressione indolore”
        – si usano cani da pastore per la ricerca di persone disperse: pero’ utilizzando a questo scopo le razze da seguita, non si avrebbero probabili risultati migliori, e inoltre potendo continuare a mantenere le caratteristiche originarie dei cani da caccia senza doverli portare a caccia, ma anzi rendendoli utili alla comunita’?
        – ai raduni della polizia si vede gente che fa fatica a far fare seduto ai cani, e e’ costretta a strattonarli e costringerli per farsi obbedire
        Non e’ un po’ precario come addestramento per cani che dovrebbero essere al servizio della comunita’? Mi sbaglio io? Grazie mille

        • Alice, purtroppo “i fatti li cosano”: i campionati mondiali, un po’ in tutte le specialità, li vince gente che usa metodi non esattamente gentili. Non che poi siano sempre tutti “coercitivi” nel senso più deleterio della parola, perché sono comunque professionisti che sanno anche su quali cani si possono usare certi strumenti/mezzi/metodi e su quali no. Il giorno in cui qualche cognitivo zooantropologico mi dimostrerà che può vincere un campionato di UD, sarò la prima a strillare ai quattro venti che “si – può – fareeeee!!!”: ma loro svicolano evitando proprio di cimentarsi nelle discipline in cui non riuscirebbero a far breccia, e restiamo punto e a capo.
          Ti dirò anche che la cosa mi interessa fino a un certo punto, perché quelli che “fanno i campionati” sono lo zero virgola zero zero zero eccetera dei cinofili: quindi è un mondo a parte, con interessi (altissimi) a parte, ma è anche un mondo piccolissimo.
          Invece quello delle forze dell’ordine è un mondo molto più ampio: ed è verissimo, purtroppo, che usano metodi quantomeno datati e che dei cani se ne fregano. Questo in linea generale, perché le eccezioni ci sono e ne conosco anche diverse personalmente. Però l’andazzo generale è quello.
          I cani da caccia per la ricerca di persone non vengono usati perché il collegamento col conduttore è molto difficile: qualcuno che fa protezione civile con i cani da caccia lo conosco, ma i risultati…uhm!
          I raduni della polizia è meglio non guardarli: di solito si vede gente incapace che fa- ahimé – male quello che le è stato insegnato altrettanto male. Ecco, a me piacerebbe molto che i cinofilosofi andassero un po’ a mettere il naso in quei settori lì…ma siccome sono zone “politicamente” delicate, non credo che ne vedrò mai uno che si sogni di criticare questi metodi. Io l’ho fatto in più occasioni, loro no: chissà come mai…

          • Che la gente che fa campionati sia poca siamo d’accordo, il problema pero’ e’ che poi chi vuole imparare va da loro: e’ vero che di solito alle sciuremarie basta vederti far fare seduto al tuo cane per prenderti per Dio degli addestratori, pero’ se uno ci aggiunge anche il farsi pubblicita’ come “quello che ha vinto il mondiale” ovviamente attira molte piu’ sciure; che poi si sentono dire, come in riportavi in un tuo articolo di un po’ di tempo fa, che il cane va tenuto in box tutta la vita tranne che per lavoro. Quindi personalmente non me ne fregherei cosi’ tanto del tipo di addestramento di quella minima percentuale che vince… Poi sui risultati, io non conosco bene l’UD quindi mi fido se dici che e’ possibile vincere anche con metodi poco rispettosi del cane, pero’ per esempio in agility, che e’ la disciplina che conosco meglio, e’ vero che a volte vince gente che usa metodi un po’ discutibili (come dici tu, non crudeli, ma per esempio il classico cane pallina-dipendente o tenuto in kennel tutta la vita tranne che per lavorare) ma normalmente vince gente che addestra bene il cane e crea un rapporto con lui.
            Io avevo ipotizzato l’uso di cani da caccia perche’ ero convinta che fosse meglio impiegare cani che sono sati selezionati se non proprio per quel lavoro, almeno per uno molto simile… non sapevo fossero cosi’ difficili da far lavorare i cani da caccia, ero convinta che invece fossero molto “connessi” al padrone! E i cacciatori come fanno allora?
            Pero’, parlando di forze dell’ordine… A me sembra che addestrare i cani con metodi vecchi e sbagliati non sia fregarsene solo dei cani, ma anche delle persone! Le unita cinofile quando sbagliano rischiano la vita delle persone, non un semplice piazzamento in classifica, dovrebbero essere I PRIMI ad aggiornare le tecniche addestrative, a sapere adattare l’addestramento al cane per sfruttarne tutte le potenzialita’ al meglio, o no?

          • Ovviamente SI! Sarebbe meglio che si svegliassero/aggiornassero. Ma per loro i cani sono solo uno “strumento di lavoro”: finché non cambia questo tipo di mentalità, non cambieranno neppure i metodi.
            Per quanto riguarda i vincitori dei mondiali…non c’è molto pericolo che le Sciuremarie vadano da loro, sai: anche perché è molto difficile che li vincano gli italiani!

          • Vabbe’, ci saranno Sciuremarie anche all’estero no? 🙂 MrsMary o MadameMarie 🙂 seriamente, per quanto uno consideri il cane uno strumento, cio’ non giustifica il non aggiornarsi visto che questo peggiora la performance e quindi, mette in pericolo la vita delle persone. Gli attrezzi della polizia scientifica SONO strumenti, oggetti inanimati, eppure vanno incontro a un processo di evoluzione: nessuno usa piu’ gli apparecchi di 60 anni fa, perche’ non permetterebbero un adeguata risposta al crimine e quindi difesa della giustizia. Metodi di 60 anni fa sono a mio parere una presa in giro nei confronti di chi e’ in ansia per la scomparsa di un parente: se lavori per la comunita’ devi garantire il meglio alla comunita’ stessa, indipendentemente dalle tue idee o convinzioni

        • Aspetta aspetta aspetta… cioè, ho capito bene o sono rincoglionito? La polizia sopprime ii cani “non idonei”???
          🙁 🙁 🙁
          Ti prego dimmi che ho capito male o che è una bufala! Non può essere vero!

          • Dario, tempo fa avevo cercato su internet delle info sui cani usati dalle forze dell’ordine, cosa facevano eccerera. Ero capitata sul sito mi pare dei carabinieri (ma non ci giurerei: si tratta di diversi anni fa. Pero’ me ne sono ricordata ieri e ho pensato di chiedere conferma a chi ne sa di piu’ di me), in cui sulla sezione cinofilia era scritto qualcosa che non ricordo esattamente, del tipo “noi usiamo le unita’ cinofile, i cani vengono allevati apposta per questo scopo” era poi scritto che i cani venivano seguiti da un addestratore e poi passati al futuro conduttore, e che quelli non adatti al compito venivano dati via come cani da compagnia oppure sottoposti a “soppressione indolore” (si, ci mancherebbe altro che magari li uccidessi a sassate, i cani! Ma non ci penso nemmeno che una soppressione possa essere non indolore, scherziamo?!?). Detto cosi’, come se fosse l’alternativa soppressione fosse una cosa normalissima, un valido modo per liberarsi di un cane alternativo all’opzione “nuovo padrone”.
            Poi uno si domanda come mai non ci sia cultura cinofila nel nostro paese: per lo stesso motivo per cui c’e’ delinquenza dilagante in colombia dove le forze dell’ordine sono violente, corrotte e delinquenti allo stesso modo, direi…

          • Alice, prima di risponderti ho preferito chiedere qualche info in giro. Non ho trovato conferma alla storia delle soppressioni (probabilmente era cosa vecchia, risalente a prima che fossero vietate dalla legge), mentre continuo purtroppo a trovare conferme sui metodi antiquati.
            Per fortuna qualcosa si sta muovendo (dal basso): conosco, per esempio, due carabinieri bravissimi, educatori cinofili acculturati che pur non essendo diventati cinofilosofi stanno portando avanti una politica completamente nuova di cane visto come “partner” e non come “strumento”.
            In Polizia pare che invece sia ancora la vecchia scuola a farla da padrona, mentre la Guardia di Finanza sembra stia facendo un percorso altrettanto positivo. Le “forze dell’ordine” in generale sono ancora piuttosto indietro, insomma, ma al loro interno qualcosa di sta muovendo. Non molto velocemente, ahimé… ma piuttosto che niente, meglio piuttosto…

          • Si, può essere tranquillamente che fosse roba vecchia, ti dico mi ricordo di averlo letto, ma non mi ricordo esattamente dove né tanto meno quanto datato fosse, anche se ammetto che questa leggerezza sulle soppressioni continua ad angosciarmi un po’. Comunque sono contenta che qualcosa si stia muovendo! 🙂 🙂

        • Nel lontano 1985 frequentavo un “campo di addestramento” cano per non vedenti, dove usavano cani scartati dalla polizia. Cani terrorizzati, timidi, temperamento 0, tempra beh, scartati… c he pena facevano, mentre cercavano di capire quale sarebbe stato il loro lavoro. inoltre il loro addestr….quello, faceva fare a queste poverette un percorsino al guinzaglio, in silenzio. Ne ho visti i risultati penosissimi. cani assolutamente inutili a qualsiasi cosa, che lasciavano cadere i loro condotti dai marciapiedi, attraversavano a caso.
          ADDESTRATORE DEL LYONS CLUB, mica fuffa….cioè, era fuffa, ma nessuno se ne accorgeva.

    • Tra il marcio e la muffa …
      Certo che se l’alternativa è tra certi metodi ed i “biscottini” … vuol dire che è meglio che ti aggiorni

  9. Allora se uno di questi cani dovesse rendersi disponibile per salvare per esempio la vita a un bambino, bisognerebbe avere l’onestà di non accettare l’aiuto.
    P.S.: non ho parlato di nessun collare elettrico

    • Io non ricordo nessun altro caso di addestratore “crocifisso a testa in giù” da Striscia.
      Quanto ai bambini, vengono quotidianamente salvati da cani addestrati con metori rispettosi del cane (che NON significa “solo bocconcini e coccole”). Tra il bianco e il nero ci sono mille sfumature di grigio.

  10. Incredibile, c’é ancora gente che sembra caschi dalle nuvole! Tutte vittime di Rex, carta igienica, ecc. Se riesco a trovarli pubblico i video dell’addestramento dei cani da ricerca! Sono cani che hanno trovato e salvato tante persone. Bisogna scegliere: o il cane che veramente trova addestrato con certi metodi, oppure un cane che non trova un cazzo ma addestrato con coccole e carezze. Mi pongo questa domanda: se avessi un figlio sepolto sotto le macerie e dovessi scegliere quale tipologia di cane, quale sceglierei? Come detesto l’ipocrisia!!!

    • Carlo, non so che esperienza hai tu coi cani, ma a me pare che i cani addesati con metodi coercitivi siano esattamente quelli che non trovano niente… Tant’e’ che, come puoi leggere sopra, Valeria mi ha confermato che i metodi delle forze dell’ordine sono datati e coercitivi: e non mi risulta che effettivamente siano stati ottenuti tutti questi risultati o salvate tutte queste vite umane, prova a leggere la cronaca e dimmo in quanti casi si e’ trovato il corpo della vittima/il colpevole grazie alle untia’ cinofile.

      • Deduzione logica di Alice: i cani addestrati con metodi coercitivi non trovano un cazzo = i cani addestrati con metodi morbidi trovano tutto = i cani addestrati dalle forze dell’ordine sono addestrati con metodi coercitivi = i cani delle forze dell’ordine non servono a nulla.
        Ecco perché, passando pure per maschilista, sostengo sempre che certe cose bisogna lasciarle agli uomini! Tipica logica femminile, come per esempio: “lui mi ha baciato ma mi ha preso alla sprovvista” ah ah ah ah bellissimo! 2+2 fa 5

        • Ops…in mezzo a tutta ‘sta gente che si sposava via Tpic, mi ero persa questo commento che vedo già oberato di pollici versi. Be’, non posso che aggiungere anche il mio!
          Carlo, tu non “passi” per maschilista: SEI maschilista. E pure maschilista esperto in mirror climbing, perché il sillogismo che hai messo insieme: a) non era sicuramente ciò che intendeva dire Alice; b) non sta in piedi. Soprattutto perché, non so se ci avete fatto caso tutti quanti, i cani delle forze dell’Ordine sono ben raramente impiegati nella ricerca di persone (di solito lo fa, se lo fa – perché li chiamano sempre in ritardo, e a volte non li chiamano proprio) la protezione civile.
          I cani di polizia, quelli dei carabinieri ecc. sono quasi sempre impegnati in operazioni di ordine pubblico (vedi pattugliamento negli stadi, fulgido esempio di come si debbano sprecare risorse preziose solo perché viviamo in un Paese di imbecilli che non sa divertirsi ad un evento sportivo senza menarsi), quelli della GdF sono impegnati nelle operazioni antidroga e così via.
          Il fatto che un cane addestrato con metodi coercitivi “non trovi un cazzo”, quindi, è abbastanza ininfluente: resta da stabilire se un cane addestrato con metodi coercitivi “funziona” più o meno bene di uno addestrato con metodi più dolci, gentili e rispettosi.
          E allora, lo vogliamo chiari’ una volta per tutte? Il cane addestrato con metodi coercitivi funziona, eccome (specie se non commettiamo l’errore – tutto sommato piuttosto ingenuo – di confondere “coercizione” con “violenza”). La differenza DEVE farla la nostra cultura, la nostra etica, il nostro sentire il cane come amico, come partner, come collaboratore e non come schiavetto: NON la fanno i risultati, perché quelli arrivano comunque! Anzi, a volte sono pure superiori: perché il cane addestrato in un modo che non ammette errori sta sicuramente più attento. Non per niente i “cani vincenti” in diverse discipline (e lo ripeto sempre: NON pensate solo all’UD! Andreste molto fuori strada!) sono spesso addestrati con metodi coercitivi. L’addestramento più coercitivo in assoluto è quello dei cani guida per non vedenti, che non possono letteralmente sbagliare. Di questi nessuno parla mai (se non in termini di “che amori, che tesori, guardate cosa fanno per noi, sono degli eroi!), ma se ci sono al mondo delle “povere bestie” realmente sacrificate ai bisogni dell’uomo, sono i cani-guida. Però non mi sento neppure di condannare il metodo duro con il quale vengono addestrati, vista l’importanza fondamentale che hanno nella vita dei loro proprietari. Sarò pure specista, eh…ma non mi scandalizzo se un cane deve subire qualche sberlone per evitare che un domani mi faccia finire il cieco sotto un autobus.
          Sta di fatto che di sberloni (o equivalenti) ne prendono: ma nessuno se ne accorge, perché stanno tutti a preoccuparsi del collare a strangolo utilizzato da quei kattivoni degli addestratori di UD, i cui cani di solito si divertono come i pazzi.
          Insomma: a) prima di parlare, bisognerebbe sapere bene di cosa si parla; b) è vero che alcune scuole (specialmente quelle militari) sono rimaste parecchio indietro con la cultura cinofila e che potrebbero far meglio: ma qualcosa si sta muovendo e sarebbe sicuramente possibile far muovere le cose più in fretta se, invece di partire a testa bassa accusando tutti di essere dei maltrattatori infami, si provasse a mostrare loro che gli stessi risultati (magari non migliori, ma uguali) si possono ottenere anche con un maggiore rispetto per il cane. E siccome non costa proprio niente rispettare di più il cane, non si vede perché il messaggio – se fosse costruttivo e non aggressivo . non dovrebbe essere recepito.
          Io penso che il mondo sia veramente PIENO di cinofili (intesi proprio come “persone che amano i cani”) che potrebbero migliorare di molto il loro rapporto con i loro animali se solo venissero consigliati, anziché aggrediti.
          Se poi sono biechi maschilisti come Carlo… 🙂 la cosa migliore da fare è batterli sul loro campo presentando cani vincenti addestrati con metodi più moderni e più rispettosi del cane. Ma finché blateriamo di cinofilosofia, e non portiamo un risultato che sia uno…è pure normale che ci prendano per i fondelli.

  11. Vale, anni fa, Maurizio Costanzo e Piero Angela lanciarono una “sfida”:
    Tutti quelli dichiaravano di avere poteri paranormali (piegare cucchiai con la forza della mente, spostare oggetti, ecc) dovevano presentarsi sul palcoscenico in presenza di scienziati e telecamere e, dimostrare appunto di fare quello che andavano predicando. Tutti i partecipanti che riuscivano a dimostrare di avere super poteri, avrebbero ricevuto dieci milioni delle vecchie lire. Bene, sono passati quasi quindici anni e Angela e Costanzo stanno ancora aspettando che si presenti qualcuno. Detto ció, cara Valeria, quando parlo di cani delle forze militari o di polizia, faccio riferimento a uno scenario ben piú vasto della nostra ormai buonista Italia! Necessità di mansioni particolari e tempi di apprendimento brevi, rendono per forza di cose questi metodi insostituibili. Il gioco vale la candela? Io dico di si perché, come tu hai esposto, rendere la vita piú semplice a un non vedente, é prioritario rispetto al metodo “violento” ma che non dura tutta la vita del cane. Cosa vogliamo concludere? Che i cani da utilià di tutto il mondo (compresi i malinois del
    video) sono in mano a dei crudeli assassini e sadici? É ovvio poi che usare quella metodologia con un bassotto non ha senso ma, se ci si trova di fronte a un cane (visto con i miei occhi) che non molla neanche se gli metti in bocca l’alta tensione, che si fa, lo si sopprime o gli si lascia fare ció che vuole?

    • Carlo, io la vedo in modo un po’ diverso: di fronte a un cane che non molla “nenche se gli metti in bocca l’alta tensione”: a) denuncio il pezzo di merda che gli ha messo in bocca l’alta tensione, che oltre ad essere un pezzo di merda è un idiota perché chiunque riceva una scarica elettrica, per prima cosa, serra i denti; b) mi chiedo “perché” il cane sia così fissato sulla presa, e chi cazzo l’abbia addestrato (se è lo stesso idiota dell’alta tensione, la risposta ce l’ho già); c) se arrivo alla conclusione che il cane è uno schizzato paranoico, evito di continuare a lavorare con lui e mi cerco un cane equilibrato (sempre che non sia stata io a renderlo schizzato e paranoico, nel qual caso otterò lo stesso risultato anche col secondo. Dopodiché spero che qualcuno mi convinca ad andare a farmi vedere da uno bravo).

  12. Aridaglie pure tu Vale!!! Ho esposto delle problematiche e tu ti soffermi su di un episodio tra l’altro condito da metafora! L’alta tensione polverizza tutto ció che é vivente! L’argomentazione era un’altra! Mi deludi Vale

    • Carlo, tu hai esposto delle problematiche a cui avevo già dato risposta, quindi non mi pareva il caso di ribadirle. La polizia (in tutti gli stati europei, almeno: altrove non so) utilizza tecniche coercitive perché non gliene frega un beato cazzo dei cani e perché pensano di “far prima così”.
      Il primo punto mi innervosisce e mi scoccia, perché già mi danno fastidio certe “esuberanze” poliziesche verso gli umani, e figurati se non mi scocciano quelle verso i cani, che se non altro sono sempre e solo innocenti.
      Il secondo punto è discutibile proprio perché, come ho detto nell’altro commento, mancano le controprove. Lasciamo perdere le cinofilosofie, che applicate a un cane davvero tosto secondo me rischiano solo di mandare qualcuno all’ospedale: ma se i cinofili più rispettosi dei cani non dimostrano, con i fatti e i risultati, di poter fare meglio dei coercitivi, saremo sempre punto e a capo.
      Il fatto è che i servizi di polizia, come quelli di difesa personale eccetera, interessano uno sparuto numero di persone sulle quali non si può fare business: e allora tutti quelli che vivono spennando la Sciuramaria di turno si guardano bene dall’impegnarsi per migliorare la vita dei cani delle forze dell’ordine, magari dimostrando ai loro conduttori che gi stessi risultati si ottengono senza violenza.
      Poi, ripeto: una cosa è la “forza” e un’altra la “violenza”. Io non sono contraria a priori alla prima: dipende dal cane, dalla situazione e da mille altri fattori. La violenza invece non la tollero. Far soffrire un cane per far vedere quanto ce l’ho lungo e duro è una cosa che mi manda in bestia e che mi fa PREGARE che la cinofilia, anche quella sportiva, finisca davvero in mano SOLO alle donne, che almeno problemi di misure non ne hanno.
      Purtroppo le donne spesso cadono nell’altro estremo, quello del “checcarino l’amoruccio di mammina”, che su certi cani e certe razze è quasi più “maltrattamento” di un calcio in culo.
      P.S.: se mi parli di metafore e poi dici “visto con i miei occhi”, mi pare che tu ti contraddica. Io le metafore non le ho mai viste, non so che occhiali abbia tu.

  13. Carlo, tu parti secondo me da un punto di vista sbagliato. Cioe’ che i metodi coercitivi siano veloci e efficienti, mentre i metodi rispettosi del cane prevedano il semplice sedersi sul divano con l’animale, fargli tante coccole e dargli tanti bacini e poi dirgli “amore… Dai, ti metteresti seduto? Per piacere… Te lo chiede la mamma!”. Ecco, questi sono i metodi usati dalle sciuremarie che trattano i cani come bambini, ma non hanno nulla a che vedere con un addestramento rispettoso del cane. E quest’ultimo, non ha nulla da spartire con cinofilosofie astruse che dopo un sacco di convegni e stage riescono a dirti che i cani abbaiano, invece che miagolare. Insegnare al cane a fare il suo lavoro come un gioco e’ mille volte piu’ produttivo che costringerlo. I cani costretti, lavorano, dannp risultati, ma spesso usano come “scusa” qualunque cosa per non lavorare: mi spiego, se un cane pensa che trovare la droga in una borsa sia un gioco bello come inseguirsi con gli altri cani, puo’ andare avanti per ore, si impegna al massimo, anche in condizioni precarie (stress perche’ sono tutti agitati davanti a un sospetto delinquente, fame, caldo, stanchezza) lavora al meglio delle sue possibilita’. La prova e’ che se guardi due cani che si divertono un sacco a giocare assieme, anche se non sono in forma, se fa caldo, ecc. bisogna spesso separarli “di peso” perche’ non smetterebbero mai. Se un cane invece imparare che deve trovare la droga, altrimenti lo puniscono, lavora, ma si limita a impegnarsi il necessario a non essere punito (per es., se in un cantiere da controllare ci sono ostacoli ovunque, un cane che ama il suo lavoro probabilmente cerchera’ in ogni modo di superarli per cercare meglio; uno che non lo ama, non ci pensa nemmeno a “metterci del suo” e usare il cervello per risolvere un problema: se in allenamento si e’ toccata questa situazione li superera’ per non essere punito, altrimenti no: anche perche’ l’addestramento coercitivo inibisce l’uso del cervello e l’impegno a dare il massimo, ma insegna al cane a fare meccanicamente cio’ che ha gia’ “provato” in allenamento) e spesso, utilizza ogni scusa per non lavorare: cioe’ se il cane che vede il suo lavoro come un gioco lavora con piacere anche in situazioni particolari o estreme, spesso i cani costretti “fingono” eccessiva stanchezza o paura: questo perche’ vogliono terminare il prima possibile il lavoro che li stressa moltissimo, ma sanno che se si rifiutano vengono puniti, ma che quando sono stanchi non vengono puniti; percio’ fingono malessere fisico, esattamente come quei cani che, quando malati, vengono coccolati eccessivamente e in seguito imparano a fingere zoppie o tosse per ottenere “coccole a comando” o di poter salire sul divano.
    Per quanto riguarda i tempi di addestramente, certo che e’ piu’ conveniente quello coercitivo: perche’ si comincia con cani gia’ cresciuti, che fino a quel momento hanno solo mangiato e dormito! Invece si puo’ stare nei tempi e usare un addestramento rispettoso del cane, E ottere risultati migliori, semplicemente cominciando col cucciolo di 2 mesi: partendo da cose semplice che costituiscono le basi, ovvero abituarlo a usare molto l’olfatto e ad amare i giochi di ricerca, nel frattempo socializzarlo e abitualo a giocare in tutti gli ambienti, specie quelli dove poi avverranno i controlli piu’ spesso (areoporti, magazzini e capannoni,ecc), allos stesso tempo insegnargli esercizi (di ogni tipo, dai classici di obbedienza a cose come dai la zampa o abbaia) per abituarlo a lavorare col padrone, a prestargli attenzione, a ascoltarlo e soprattutto a distinguere tra uno e l’altro comando, cosa che rendera’ piu’ semplice in seguito farlo cominciare/smettere di cercare, evitando che entri in contatto con la droga o che cerchi nella borsa sbagliata perdendo tempo, e cosi via, in modo che a 8/10 mesi, quando comincia l’addestramento vero, il cane abbia gia’ delle basi di docilita’, capacita’ di lavorare in qualunque ambienta, sociabilita’ e capacita’ di usare l’olfatto che semplificano il lavoro, inoltre ha gia’ “imparato a imparare” con gli esercizi fatti per tutta la giovinezza, quindi riesce ad afferrare il concetto di “cerca e sagnala la droga” MOLTO piu’ in fretta di un cane che al massimo sa il seduto e il richiamo, perche’ conosce gia’ molto bene i principi dell’apprendimento

  14. Si perche la gente non ascolta mai entrambe le campane, e è bene risottolinearle la cosa.
    Molti si soffermano al titolo e a cio che hanno visto a strischia senza ragionare con la propria testa o cercare qualche notizia in piu, dando per vero o scontato cio che gli fa comodo.

    Io ho visto sia striscia che il video del presunto “maltrattamento” magari è vero, non ha saputo addestrare i cani (il 90% degli italiani non sa nulla su come relazionarsi con i cani tanto meno come trattarli e comportarsi con loro) e è vero, ha sbagliato a comportarsi cosi (come ha ammesso pure lui) ma sicuramente quello che ha fatto non lo reputo un maltrattamento, soprattutto da linciaggio come è stato.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.