sabato 17 Aprile 2021

Professione: dog sitter. Intervista ad Anna Cristini

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

di VALERIA ROSSI – Chi è? Cosa fa? E soprattutto, come si fa a diventarlo?
Quella del dog sitter è una figura ancora poco conosciuta, tanto che molte persone ancora rinunciano all’idea di avere un cane “perché lavorano tutto il giorno” …ma nessuno rinuncerebbe ad avere un figlio per lo stesso motivo: altrimenti il mondo ormai sarebbe semispopolato. Eppure non è che le mamme possano godere molto a lungo dei permessi di maternità: e il bambino ci mette molto più tempo del cane a diventare indipendente e autosufficiente! Ma quando si pensa a questo argomento, per il bambino, si trova subito la risposta: “ci sono le baby sitter!”.
Bene, per il cane è la stessa cosa.
Ci sono i dog sitter: che possono offrire servizi diversi (dal “dog walker”, che si occupa soprattutto di portare i cani a passeggio, al “dog sitter” che li segue anche in casa loro, o a chi gestisce “asili” ospitando invece i cani a casa sua).
E’ una professione relativamente nuova (almeno per l’Italia: in altri Paesi esiste ormai da decenni), divertente e appassionante per chi ama i cani, che fornisce un servizio utile e molto richiesto.
Proprio stamattina una lettrice chiedeva, nei commenti: “Mi piacerebbe farlo, ma temo che sia difficile entrare “nel giro”!”
Invece è semplicissimo, perché il “giro” è davvero ampio, ed è formato da tutti coloro che hanno bisogno di un piccolo aiuto per gestire il proprio cane: tutti quelli che lavorano tutto il giorno e non riescono a portarlo fuori abbastanza, per esempio.
E per entrare “nel giro”… basta un volantino! Infatti la richiesta è talmente alta che l’offerta viene subito recepita, anzi colta al volo!
Ne parliamo con Anna Cristini, dog sitter che non vive in una grande città ma in un paese in provincia di Bergamo, Stezzano, con poco più di dodicimila abitanti (dimostrando così che non serve la metropoli per iniziare a fare questo lavoro).

Anna da bambina

Anna, come ti è venuta l’idea di fare la dog sitter?
Per passione… e perché non sono mai riuscita ad avere un cane in vita mia! Li ho sempre amati, fin da bambina quando vedevo un cane…non lo mollavo più! Ho sempre saputo che il mio futuro doveva essere con loro: ma in casa mia non c’è speranza, mia madre non ne  vuole proprio sapere. E’ stata già dura farle accettare il gatto: anzi, a dire il vero, quando ho portato a casa la mia micia, mia madre voleva che le trovassi immediatamente casa. Io ho obbedito, ho messo un bell’annuncio sul giornale…col numero di telefono sbagliato, però. Così la gatta è rimasta e alla fine ci si è affezionata anche lei: ma con un cane sarebbe proprio impossibile.
Allora mi sono ingegnata per avere comunque “tanti cani”: che non sono miei, ma che mi vogliono bene lo stesso perché sono loro amica.

Come hai cominciato?
Semplicemente con dei volantini: li ho portati un po’ in tutti i posti che avessero a che fare con i cani, ambulatori veterinari, pet shop…perfino in un ristorante molto in voga dalle nostre parti. Curiosamente, è stato proprio da questo che sono arrivati alcuni dei miei clienti più affezionati! Naturalmente non ci credeva nessuno: mi prendevano tutti in giro e mi dicevano “ma  che lavoro sarebbe, questo? Non ti chiameranno mai!”. Invece è stato il contrario: ho dovuto rifiutare alcune richieste! Anche perché, inizialmente, temendo che ci fosse poco interesse, sono andata a portare volantini anche in paesi piuttosto lontani dal mio: ma mi hanno chiamato così in tanti che ho dovuto limitare il raggio di azione, anche perché se dovessi andare troppo lontano spenderei troppo in viaggi e finirei o per rimetterci, o per dover chiedere cifre troppo alte. Adesso mi sono fatta la mia clientela “locale” e non dico che mi sono arricchita, per carità…però il mio piccolo “stipendio” lo metto insieme, e da studentessa la cosa mi fa davvero molto comodo. Per di più guadagno stando con i cani, che sono la passione della mia vita…quindi, cosa potrei volere di più?

Quali servizi offri? E cosa viene richiesto più spesso dai clienti?
Io ho cercato di dare qualche opzione in più del semplice “dog walking”, perché sto facendo anche un corso da educatrice cinofila e quindi mi offro anche di occuparmi di piccoli problemi comportamentali: non cose serie, per le quali non sono ancora pronta né “titolata”, ma problemini come il classico cane che tira, o che salta addosso. Ho anche due cagnine di piccola taglia che soffrono di ansia da separazione e sto cercando di aiutarle a superarla.
Se poi si tratta di cuccioli o comunque di cani ineducati, offro anche un po’ di educazione di base.
Insomma, un mix di dog sitting, psicologia canina e… mini-addestramento: per esempio, tra i miei clienti c’è un Labrador che ho iniziato a seguire quando aveva due mesi, egli ho insegnato io a camminare al guinzaglio, a fare “seduto”… l’educazione di base.
Adesso che è “grande” io lo gestisco facilmente e anche i suoi umani hanno un cane ben educato che non pone problemi.

Fai anche “asilo” per cani?
No, purtroppo no: ci ho provato due volte, ma è troppo complicato, specie in casa mia! Quindi offro il servizio contrario: vado io a casa del cane. Non è sempre facile trovare persone che accettino questo tipo di servizio, anche perché devono darti le chiavi di casa e finché non ci si conosce, ovviamente, non è che tutti si fidino (giustamente): ma quando ti conoscono e capiscono chi sei, l’iniziale differenza si supera. Adesso ho anche qualche cliente fisso che seguo direttamente a casa sua.

Ti occupi di molti cani alla volta?
No, preferisco seguirne uno solo alla volta, massimo due: anche perché, proprio per caso, credo, i miei clienti sono quasi tutti cani di taglia abbastanza grande…e io no! Quindi preferisco evitare di correre il rischio di essere “trainata” da una muta di cani. E poi occuparmi di un cane solo mi permette di offrirgli molto di più: perché non è che io mi limiti a portarli fuori al guinzaglio. Andiamo anche in aree sicure, dove posso liberare il cane e farlo giocare (parto sempre di casa con la mia “borsa di mary poppins” piena di giochi di ogni tipo!); e con i cani che devono fare molto movimento utilizzo anche la bici, o i roller… così loro riescono a fare esercizio fisico senza che io debba ammazzarmi per stargli dietro, cosa che non riuscirei mai a fare  perché non sono una maratoneta! Allora mi munisco di “ruote” e ci divertiamo entrambi un sacco, sia io che il cane.

L'esperienza al rifugio

Sembri  davvero entusiasta del tuo lavoro…non hai mai avuto esperienze negative?
Finora no, assolutamente. Ed è verissimo che ne sono entusiasta.  Guarda, sulla mia pagina di facebook c’è una galleria di foto che mi ritraggono con i “miei” cani…con i miei clienti, insomma, che però io sento un po’ come se fossero miei. Quella galleria l’ho intitolata “Questo dev’essere il mio futuro”, perché è proprio quello che voglio. Stare con i cani, comunicare con loro, essere utile ai cani e, se potrò, anche ai loro umani…ma soprattutto, io amo i CANI!
Per questo, adesso, ho cominciato anche a fare un po’ di volontariato in canile, al rifiugio del cane di Seriate: avevo un po’ di perplessità all’inizio, anzi, con quello che si vede e si legge in giro, ero davvero preoccupata. Pensavo “chissà cosa troverò”, temevo di trovarmi di fronte a situazioni tragiche: invece è stata una bellissima sorpresa, perché questo rifugio è gestito splendidamente, i cani stanno benissimo, davvero gli manca soltanto una famiglia per essere completamente felici. Così anche questa si sta rivelando una bella esperienza.

Ultima domanda, che sicuramente interesserà chi volesse intraprendere la tua stessa carriera: quando guadagna un dog sitter?
Io prendo dieci euro… non “all’ora”, ma “a uscita”: che dura minimo un’ora, ma a volte (se il tempo è bello, se possiamo andare al parco, se non ho troppi impegni nella stessa giornata) dura anche tre ore. Visto che stiamo bene e ci divertiamo,  il tempo passa quasi da solo!

Una considerazione finale da chi scrive: solo dopo aver intervistato Anna, ovviamente col suo permesso, sono andata sulla sua pagina di Facebook a prendere un po’ di foto sue e dei suoi “clienti”. Non la conoscevo prima, non l’avevo mai vista in faccia, quindi ho pensato: “Opperò!  Che fortuna, è anche una bellissima ragazza, quindi le illustrazioni saranno ancora più gradevoli per i lettori!”
Poi, però, ho pensato che forse non era proprio così: o meglio, è  sicuramente vero che Anna è particolarmente carina…ma è anche vero che è sempre sorridente, che ha l’aria di una persona davvero felice di fare quello che fa.
E questo rende chiunque più bello!
Se penso a quante ragazze della sua età si “imbruttiscono”, anche in senso letterale, cercando un lavoro che non trovano e non sapendo che fare del proprio futuro, provo davvero ammirazione per chi il lavoro non solo è stato capace di inventarselo, ma è riuscito anche ad abbinarlo alla sua più grande passione, riuscendo così a guadagnare divertendosi.
Quindi, ragazzi (e non solo) in cerca di lavoro… pensateci: non esistono soltanto i corsi per educatori cinofili, non si deve per forza investire un capitale in strutture megagalattiche per aprire allevamenti o pensioni.
Si può anche iniziare una carriera armati solo di volantini, buona volontà e – naturalmente – una buona dose di amore per i cani.
Poi,  magari,  i soldi guadagnati si potranno anche reinvestire in carriere più ambiziose: ma intanto, con il lavoro di dog sitter, c’è modo di offrire un servizio richiestissimo, portandosi a casa un decoroso stipendio.
E scusate se è poco!

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31 Commenti

  1. Ciao collega! io l’ho sempre fatto come secondo lavoro ma leggendo quanto guadagni…cavolo adesso mi metto d’impegno a stampare un sacco di volantini 😀

  2. Mi ritrovo molto nell’esperienza di Anna, anche io sono dog walker, pet sitter, assisto alcuni miei clienti quando devono andare dal veterinario, faccio pure io volontariato in canile (purtroppo i miei 80 bimbi, non sono così fortunati come quelli di Anna, ma vado lì proprio per garantire loro un po’ di benessere), a differenza sua, però ho scelto questa professione che non sono più una giovane studentessa, ma prossima agli anta, però è stata una scelta ragionata e fortemente voluta (fondamentalmente perché è il modo migliore per onorare e ricordare ogni giorno della mia vita il mio grande amico che mi ha lasciato due anni fa, dopo dodici anni e mezzo di amore puro).
    Detto ciò, scrivo per chiedere delle informazioni che non riesco a trovare in rete: faccio anche pensione casalinga, ospitando uno o al massimo due cani per volta, i miei clienti sono tutti contenti, faccio di tutto per far stare i cani a loro agio e quando tornano da me tirano verso casa mia e mugolano di gioia per corrermi incontro, con i cani più diffidenti faccio anche un periodo di inserimento… il problema principale rimane che non so quanto sia regolare la pensione casalinga; il mio commercialista (ho regolarizzato l’attività di dog sitter) dice che non potrei, perché dovrei avere una struttura di pensione vera e propria con tanto di box e in ogni caso attestata dall’ASL veterinaria, ma mi chiedo come sia possibile non poter gestire in una casa (pulita quotidianamente), con un giardino curato uno o due cani. Dove posso trovare materiale che legifera su una questione del genere?
    Ciao ciao!

    • Ciao Elisa, vorrei chiederti un informazione riguardo al tuo mestiere visto che non sei una studentessa che lo fa per arrotondare ma se non ho capito male lo fai come mestiere. Anche io ho piu o meno la tua eta’ e pensavo con interesse sempre maggiore a questa attivita’. Il problema e’ che in rete si trovano informazioni poco dettagliate, vorrei avere riferimenti un po piu’ precisi… Ti lascio la mail nel caso fossi cosi’ cortese da contattarmi. [email protected]
      Grazie!!

  3. Anche io ho iniziato il dog sitting perché per ora non posso avere un cane tutto mio!! Io abito da sola con il mio ragazzo (e due gatti + due pesci rossi!), ma essendo ancora mantenuta dai miei per gli studi, ho deciso di non caricare anche di un spesa considerevole come un cane. Grazie a questo lavoro poi sto imparando davvero a conoscere molte sfaccettature dei cani. Non faccio corsi di educazione cinofila perché non ne ho la possibilità (il mio campo di studio è un tantino diverso e per il momento non ho veramente soldi in più da impiegare a fare anche solo un piccolo corso…), però sto cercando il più possibile di documentarmi leggendo libri su libri e ovviamente seguendo questo sito! Ma ormai posso dire di star imparando veramente tanto dai cani che seguo.
    Come dog walking ho pochi clienti, ho più che altro ospitato a pensione diversi cani… nonostante non sia un’educatrice – e lo ripeto continuamente – i proprietari mi chiedono alcune volte di correggere alcuni comportamenti del cane ed io rispondo come posso, anche se di solito non si tratta di problemi gravi, semplicemente ci vuole un po’ di conoscenza base.. poi in certi casi ho dovuto suggerire l’intervento di un educatore… più che altro per i proprietari, perché sopratutto un cane che ho tenuto di nome Lucky, non aveva problemi, era intelligentissimo e dopo due/tre giorni che stava in casa ha iniziato ad essere un cane bravissimo ed ha imparato subito il richiamo e altri comandi base. Semplicemente in casa sua non c’era coerenza e questo lo confondeva… la padroncina essendo giovane, non capiva che si stava comportando in maniera sbagliata. L’ultima volta che li ho sentiti dovevano rivolgersi ad un educatore e spero che l’abbiano fatto, perché i genitori erano ormai al limite.
    Per il resto, ho avuto veramente un sacco di esperienze positive!
    Comunque se volete un suggerimento, io ho trovato molto lavoro da quando mi sono iscritta su dogsitter.it 🙂
    E anche sugli annunci di kijiji. Da poco ho aperto anche la pagina facebook e mi son fatta un piccolo sito internet usando google sites, veramente facile da creare e gestire! Ve lo consiglio se volete farvi un sito “professionale” senza chiedere a chissà quale web master o esperto di html (io non lo sono di sicuro)!

    Poi ovviamente il passaparola di amici non è mancato!
    Anche io ho iniziato un anno fa, ma solo quando mi sono registrata a questi siti ho avuto davvero dei risultati!

    Il mio prossimo passo sarà iscrivermi su PetSharing…

  4. 🙂 Ma se le cose proseguono su questa strada, tra un po’ bisognerà aprire la partita Iva anche per far fare due pisciatine ai cani. Comunque, nel desolante panorama italiano, sei un esempio positivo ed incoraggiante. Ciao

    • Sto cercando di fare la stessa cosa 🙂 Sto seguendo un corso per imparare le basi della comunicazione e dell’educazione (ribadisco, le basi!) dei cani, e sono mossa perlopiù dalle stesse motivazioni di Anna (tra l’altro, è al corso che sono venuta a conoscenza di questo sito!). Complimenti a lei… e buona fortuna a me! 😉

  5. Io credo che si stia un po’ esagerando sul discorso dell’inquadramento fiscale..(anche se credo sia importante almeno per avere un assicurazione sul lavoro..) Ribadisco e ora che leggo cio’, lo scrivo piu’ fermamente, che educatori non ci si improvvisa.. solo perchè si ha letto tanti libri. Certamente eseguendo il lavoro di dog sitter e stando vicino ai cani molte ore al giorno si imparar a conoscerli, a capire, ad individuare e adiscriminare i segnali che loro ci mandano… ma non è abbastanza. Ovviamente questo è il mio pensiero, che avevo già espresso, in modo piu’ sintetico.. ma che ho tenuto a ribadire dopo aver letto questo commento.

    • Ma tu hai ragionissima, infatti io non sono (nè mi definisco) un’educatrice! Io sono una dog sitter, peeeeeerò non mi limito a mettere il guinzaglio al cane e a fargli fare 2 pisciatine.. se il padrone mi chiede “Gli insegni a riportare la palla e a stare seduto?”, dato che lo so fare lo faccio! Quando farò e finirò la scuola che voglio fare, allora sarò lieta di definirmi istruttrice, educatrice o quello che è!

  6. Ma no!Poi, proprio in questo difficile momento economico,ci mancherebbe… però tu hai scritto “sto facendo anche un corso da educatrice cinofila e quindi mi offro anche di occuparmi di piccoli problemi comportamentali” e qui una lampadina si è accesa nella mia testa, cito una frase tratta da questo articolo http://www.tipresentoilcane.com/2012/03/12/il-cane-fuori-dal-mito-dentro-la-realta-una-due-giorni-intensa-e-costruttiva-nonostante-le-assenze-parte-prima/ “Giovanni Giacobbe, che oltre ad essere un figurante ufficiale è il referente dell’ENCI presso il Ministero dell’agricoltura, ha presentato una proposta di grandissimo interesse che vorrebbe creare la figura dell’”operatore cinotecnico di base” a cui dare, tanto per iniziare, una precisa valenza giuridica, consentendogli così l’iscrizione ad uno specifico registro presso la Camera di commercio, di avere regolare partita IVA e conseguentemente di pagare regolarmente le tasse” Quindi mi piacerebbe capire chi è questa mitica figura”l’operatore cinotecnico di base”In questa accezione rientrano…?!?

    • Ilaria, ci rientrano i professionisti, ovviamente: ovvero quelli che “lo fanno di mestiere”.
      Non credo che nessuno pensi che un dog sitter che, già che è lì, dà anche qualche consiglio sull’educazione del cane sia un evasore fiscale: se però quel dog sitter lo fa a tempo pieno, ci tira fuori uno stipendio, magari si apre un campo dove dà lezioni a pagamento e così via…allora sì, se non paga le tasse è un evasore. Perché quello è il suo lavoro e non più una cosina che fa “per arrotondare”, per pagarcisi magari il vestitino in più o lo zainetto nuovo. Insomma, d’accordo essere buoni e corretti cittadini… però nei limiti del buon senso 🙂

    • Io sto frequentando una scuola in maniera un po’ particolare, che ho spiegato a Valeria, ma per semplificare (visto che se no usciva un papiro) ha scritto così! Io sono interessata alla psicologia canina applicata, e soprattutto ad una scuola BUONA e VALIDA. Al momento la scuola che mi dà queste 2 cose è lontana da me, quindi, io studio, faccio la promoter, faccio la dog sitter, faccio la volontaria…tempo non ne ho! Quindi sono in contatto con una istruttrice di quella scuola, che mi dà dei libri su cui studiare e tante dritte, che io, a volte, “testo” sui cani che porto fuori (ovviamente, mai farei pagare un centesimo per quelle robe lì). Ovvio che se poi in futuro (come spero e mi auguro vivamente) frequenterò e completerò la scuola, avrò la possibilità di aprire una scuola mia ecc. le cose cambieranno, ma per ora penso di non togliere niente a nessuno!
      p.s: io già a 8 anni insegnavo al rottweiler (buon anima di Aldo) di mio zio a stare seduto, non per questo mi definirei una cinotecnica di base!

    • Lì si parla di Associazioni Sportive, Educatori ecc..non di una povera crista che porta i cani a passeggio!! Devo fare lo scontrino ogni volta che porto fuori il cane?! Hai mai visto una baby sitter farlo?

  7. sono la pet-sitter piu conosciuta della mia zona…ma da qui a dire decoroso stipendio ne passa…sarà che dalle mie parti sono un pochino “burini”,ma in dieci anni avrò portato a spasso5cani…qui chiamano solo x terapie domiciliari(sono un tecnico veterinario)se vanno in vacanza,o mancano da casa x piu di un giorno…capitano cani problematici,del tutto ineducati,o mai usciti di casa…meglio i gatti,se non altro sono piu tranquilli…qualche volta capitano lavori interessanti,ma davvero di rado…:/

    • Bo, allora sarò io la fortunata! Io ho due uscite al giorno fisse, e altre variabili durante la settimana, altre ancora sporadiche, quando serve al padrone..e vivo in un paese relativamente piccolo! Devo essere sincera, non conosco altri dog sitter nelle mie zone..però non posso negare che qui che è un servizio piuttosto richiesto! Quando dico cosa faccio molte persone mi chiedono di lasciare il numero (ho dovuto stampare i biglietti da visita) e anche se non tutte mi richiamano, spargo la voce..piano piano i clienti arrivano, e io i miei 100 euro minimo alla settimana me li porto a casa! Considerando che le mie spese sono vestiti, scarpe e ricariche (e giochi x cani 😀 ) mi vanno più che bene! Poi arrotondo facendo la promoter di cibo x cani, ma le entrate maggiori sono come dog sitter..

      • credo dipenda molto dalla cultura del posto in cui vivi…io sono in provincia nord est di roma,e qui molti cani li tengono a catena,o semiabbandonati in giardino…(di oggi la litigata con un tipo a cui momenti spiaccico il cane in retromarcia…glielo ho riportato a casa e lui mezzo incazzato mi fa”ma tanto poi torna da solo…”)
        io faccio pet-sitting da che ero poco piu che ragazzina,ma qui cani da portare a spasso mai…ho clienti fissi da anni,che ogni volta che mancano mi chiamano,mi lasciano le chiavi di casa etc…ma si contano su una mano…qui nessuno prende il cane e se non puo portarlo fuori prende il pet-sitter…lo parcheggiano sul terrazzo a sgolarsi..o lo danno via quando si accorgono che non hanno tempo x farlo uscire…

        • Si anche secondo me dipende dalla cultura del posto! O comunque da che tipo di cittadina è… Dalle mie parti ci sono molte case con giardino, quindi il cane lo mollano lì anche se sta solo 10 ore al giorno, e il dogsitter non sanno nemmeno cosa sia…

  8. carissima anna, sei veramente in gamba. Continua con la tua passione e non dare troppo ascolto a pseudo intenditori. Segui il tuo cuore!

  9. Scusate se intervengo con una nota negativa, io è da mesi che ho tapezzato la mia piccola cittadina di volantini, ho messo annunci in internet, ecc ma di cliente che voleva un walk-sitter o un dogsitter ne è arrivato uno solo e per giunta era troppo lontano per me… Da me sono molto più richieste le pensioni, o “asili per cani” se così li vogliamo chiamare. Un cliente infatti mi ha chiesto di tenerlo a casa con me, io ho voluto fare una prova visto che mia madre (abbastanza cinofoba) ha stranamente acconsentito. Risultato: cane difficile da gestire, mamma urlante perchè questo le stava distruggendo il divano, e di conseguenza cliente insoddisfatto perchè ho dovuto chiamarlo prima del termine pella “giornata prova”. Dopo questo episodio mi sono un demoralizzata e mi sono chiesta se sono giusta per questo lavoro, visto che anche tutti i miei amici ora sono dubbiosi della mia capacità di gestire un cane.
    Il fatto che io amo i cani e come Anna non posso averne uno in casa, per ora, causa genitori in disaccordo… Scusate dello sfogo, mi sento abbastanza frustrata e a volte, senza volerlo sono un po’ invidiosa delle persono che riescono a svolgere il loro lavoro così serenamente e con facilità… 🙁

    • Dusia neanche a me sono arrivati da un giorno all’altro (e avendoli messi d’estate ho dovuto dire un sacco di no a chi mi chiedeva di fare il servizio pensione), in più tanti mi hanno chiamato chiedendo se vendevo cani, altri (i migliori 🙂 ) mi chiedevano se facevo la baby sitter!! Purtroppo ci vuole un po’ ad abituarsi alla figura del dog sitter, l’importante è fare tanta tanta tanta pubblicità! Volantini, biglietti da visita ma soprattutto bisogna spargere la voce tra i conoscenti! Vedrai che prima o poi ti chiamerà qualcuno, e da quel qualcuno partirà una catena! Te lo auguro, perchè se hai la mia stessa passione è davvero gratificante! E x la brutta esperienza che hai avuto non ti preoccupare, non fartene una colpa perchè non ce n’è assolutamente bisogno..ci sono cani con cui è facile lavorare, altri che mettono a dura prova la pazienza (componente FONDAMENTALE x fare questo tipo di lavoro). Non ti scoraggiare e non farti influenzare da chi non sa cosa vuol dire gestire i cani..se hai passione e determinazione vedrai che ne ricaverai solo belle cose! Buona fortuna!

      • Grazie, avere un pensiero positivo da una ragazza che fa questo lavoro mi rinquora. Purtroppo quando dico che voglio fare la dogsitter molti mi guardano con questa faccia O.O come per dire “trovati un lavoro normale” oppure si mettono a ridere dicendo “ma guarda, pure questo si sono inventati!” e non è facile… Però spero che il passaparola dia frutti anche a me perchè penso sia il lavoro migliore che potrei fare. Auguri per il tuo lavoro e grazie mille per l’incoraggiamento 🙂

  10. Bellissimo articolo e bellissima intervista.. mi preoccupa un po’il gestire l'”ansia da separazione” da una ragazza che non ha finito ancora il corso educatori… ma in particolar modo.. neppure io che l’ho finito posso risolvere e curare un’ansia da separazione se non affiancata da qualcuno di piu’ competente…

    • Hai ragione, il fatto è che Valeria non poteva dilungarsi troppo sullo spiegare cosa faccio..però lei ha detto che io cerco di risolvere (o di aiutare a risolvere) i problemi più “banali”, dove vedo che non posso e non devo mettere mano, stai tranquilla che dico sempre di rivolgersi ad un professionista. Lei ha citato quel caso perchè c’era un discorso di fondo, ovvero, io stessa sostengo che a quelle povere cagnoline non passerà tanto facilmente l’ansia, proprio perchè più che un professionista in questo caso specifico, che conosco bene, è la padrona che dovrebbe cambiare radicalmente il rapporto coi propri cani. Io le ho dato tutti i consigli di sto mondo (e se vuoi ti faccio vedere il foglio che le ho lasciato) su come provare a gestire il problema delle cagnoline, ma lei non riesce (….) a cambiare alcune brutte abitudini (dormire insieme, non le porta fuori a sufficienza, se le cagnoline fanno le feste lei le asseconda)…Anche senza essere professionisti questi consigli sono basilari per chi mastica anche un po’ di cani, non credo di fare danno.

  11. Io ho l’immensa fortuna di avere come pet sitter una mia ex compagna di università, che, proprio mentre a me serviva qualcuno che badasse al mio gatto, ha deciso di dedicarsi a questa attività, che fa con grande impegno. Ha frequentato un corso specifico, anche lei sta facendo il corso istruttori ed è una persona fidata e responsabile. Per un periodo le abbiamo chiesto solo di occuparsi del nostro gatto, mentre lei chiaramente si occupa di animali ad ampio spettro, compresi moltissimi cani. Solo che fino allo scorso autunno non si era presentata l’occasione di chiederle di prendersi cura dei nostri cani.
    Ma quando è arrivato il nostro secondo cane (Inca), con problemi di socializzazione, ci ha dato una grandissima mano, collaborando al fine comune di “aprire” Inca, con rispetto e molta intelligenza. E’ anche grazie a lei che Inca, ora, ama le persone e ha superato le sue paure. Per me il dog sitter non è solo “chi porta fuori il cane se io non posso”, ma una persona in più che entra a far parte della “famiglia” e che diventa un punto di riferimento affettivo e che può aiutare nella gestione del cane (ovviamente se è competente, intelligente e via dicendo).

  12. un affettuoso plauso ad anna cristini, bella ragazza sorridente e intelligente. La sua attivita’ e’ veramente esemplare.

    • Grazie Ada e grazie soprattutto a Valeria che mi ha dato l’opportunità di parlare del mio lavoro! E’ una grande soddisfazione per me! Grazie davvero di cuore! 🙂

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