di VALERIA ROSSI – ASPETTO GENERALE:  quello di un cane profondamente infelice, forse perché conscio di essere nato disgraziato: con quel corpaccione tozzo, ma senza gambe (sì, vabbe’, per averle le ha… però così corte da chiedersi come possano reggere tutto quel po’ po’ di cane), sembra che al massimo possa passare la vita su un divano alzandosi giusto per uscire (faticosamente) a fare la pipì… sempre che scendendo dal divano non si schiacci le palle (se maschio) o non inciampi nelle orecchie (di qualsiasi sesso sia), nel qual caso ti aspetti che possa finire capottato a pancia all’aria e che abbia poi bisogno di aiuto per rigirarsi, come le tartarughe. Perché da solo, con quelle zampotte lì, come potrebbe mai riuscire ad alzarsi da solo?
Convinto di aver adottato un poveraccio da salvare da una vita di stenti, aiutandolo con tanto aMMMMMore e superare in qualche modo gli handicap che madre natura (anzi, quegli sciagurati di allevatori umani) gli hanno inferto, il proprietario medio di bassethound lo porta per la prima volta in campagna e lo fa scendere dalla macchina senza guinzaglio (tanto dove vuoi che vada, con quelle gambette ridicole?).

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A quel punto il basset si guarda intorno, gli appare sulla testa il fumetto con scritto: “Campagna? Si va a CACCIAAAAAA!!!”, pianta il naso per terra e parte a quattrocentoventi all’ora (al trotto: tanto sa benissimo che non lo acchiapperete mai neanche così, non c’è bisogno di galoppare), assolutamente incurante dei vostri richiami e di qualsiasi altro evento mondiale che non sia la traccia su cui ha piazzato naso e orecchie (le ha così lunghe, proprio come il bloodhond, perché lo aiutano a “raccogliere” gli odori da terra e a concentrarli verso il nasone dal fiuto sopraffino).
Quando trova una traccia (e cioè sempre, se lo portate in campagna: ma anche solo in un praticello di periferia) il basset va in “one track mind”: pensa solo a quello, è totalmente concentrato su quello, il resto del mondo non esiste più. E voi, non illudetevi, fate parte del resto del mondo. Quindi potrete urlare fino a farvi uscire i polmoni dalle orecchie: non vi filerà neppure di striscio.
Soltanto allora, finalmente, capirete come mai il basset non stia nel gruppo 9 (cani da compagnia), né nel gruppo 11 (cani completamente inutili) o 12 (cani handicappati), che non esistono ma che voi avreste pensato di creare apposta per lui… bensì nel gruppo 6: SEGUGI.
Perché questo è, questo sa di essere e questo dimostra di essere lasciandovi lì come un pirla e andandosene per boschi senza mai inciampare, senza mai riposare (è capace di stare su una traccia per ore ed ore) e senza cagarsi né voi, né i vostri richiami, né il vostro aMMMMore. Che gli piace, gli piace tanto, per carità… ma solo se non c’è qualcosa di più interessante da fare.

VARIETA’ ALTERNATIVE: premesso che la razza si chiama “bassethound”, tutto attaccato (e non basset hound o bassett hound), le Sciuremarie ci danno allegramente dentro con “bassotto” (spesso nella varietà “bassotto gigante”), “basettone” (sì, il commissario di Topolino…) o “bassottone”. Ho sentito anche una cosa di cui non sono proprio sicurissima, ma che suonava come  “barabaund”.

COMPORTAMENTO/CARATTERE: leggete qua cosa dice lo Standard:  “Segugio tenace d’antico lignaggio che caccia a fiuto, ha un innato istinto della muta e una voce profonda e melodiosa. Placido, mai aggressivo o timido. Affettuoso”.
Son bastardi dentro, eh? Perché sì, d’accordo, per i cinofili acculturati basta dire “segugio” per dire automaticamente anche “testardo, inaddestrabile, cane che si fa gli stracazzi suoi”: ma mica tutti sono cinofili acculturati, a questo mondo.
Termini come “placido” o “affettuoso” possono fuorviare totalmente la Sciuramaria, che vedendo come è fatto e leggendo questi termini pensa automaticamente a un cane dolce e facile da gestire.
Come no.
Del comportamento del basset in campagna abbiamo già detto sopra. Il basset in casa, invece, funziona più o meno così:
“Vieni qui!”
“Eh? Come? Si mangia? No? Allora col cavolo che mi sposto”.
“SEDUTO!”
“E perché? Tanto resto sempre alto uguale…”
“Dai la zampa!”
“Ma non scherziamo… son mica un cane da circo”.
“Resta!”
“Sì, okay… tanto non avevo voglia di spostarmi…” (tre secondi dopo): “Cosa c’è là? Sarà mica una lepre? ‘spetta che vado a controllare…” e ovviamente va. Va sempre e solo dove gli pare, quando gli pare, come gli pare, perché gli pare… a meno che non abbiate una ciotola in mano. Allora è capace di diventare davvero un cane da circo (ma anche da obedience, da UD e perfino da agility, se serve per ottenere del cibo). Non ci credete? Fate malissimo:

A parte questo piccolissimo problema della caparbietà/testardaggine, e l’altro irrilevante problemino di essere un pozzo senza fondo (a meno che non sia anoressico, perché in questa razza non esistono vie di mezzo: o mangiano come dodici cani, o non mangiano per niente), c’è da dire che il bassethound è un cane adorabile.
E’ dolcissimo: non conosce l’aggressività, gli piace quasi più fare le coccole che riceverle e soprattutto non vi dovrete MAI porre il problema di come/se/quando farlo convivere con bambini, altri cani o animali diversi, perché lui va d’accordo col mondo intero. Salvo sporadici, ma proprio sporadicissimi casi di antipatia (che però, solitamente, affronta andandosene altrove, e mai litigando), un basset può andare d’accordissimo anche con altri maschi (ricordiamo che è un cane da muta!) e adorerà letteralmente qualsiasi altro animale di casa.

La cagna nella foto a sinistra ha adottato e allattato una cucciolata di gattini e per questo è finita sui giornali: ma se quei giornali avessero potuto leggerli gli altri basset, probabilmente avrebbero commentato: “Embe’? Che notizia sarebbe? E’ una cosa normalissima!”.
Perché la cosa strana è proprio questa: pur essendo segugi, e quindi cani da caccia, loro non hanno nessunissimo istinto predatorio verso gli altri animali di casa: sembrano saper distinguere perfettamente tra il lavoro (caccia) e i momenti di relax in cui non c’è alcun bisogno di inseguire-attaccare-uccidere nessuno.
La sua dolcezza, ovviamente, lo rende anche del tutto inadatto a compiti di  cane da guardia. A seconda del singolo soggetto, c’è chi i ladri li copre di feste e c’è chi li ignora totalmente.
In qualche raro caso si può sentire un basset che fa “BAU” quando arriva un estraneo: ma quella che lo Standard definisce “voce profonda e melodiosa” è, in realtà, una voce che fa ridere (come quella di tutti i segugi, peraltro…). Una specie di “UOAUUU!” che non spaventerebbe neppure il più imbranato dei rubagalline.
Insomma, se volete un cane da guardia, cambiate razza. O meglio ancora, prendetevi un basset e un buon sistema d’allarme.

Il basset può diventare un discreto avvisatore solo se è in compagnia: in realtà, quando è in “muta” (per davvero o solo secondo lui: tipo se vive anche solo con un altro cane) diventa un animale completamente diverso. E’ più dinamico (galoppa perfino, con le orecchie che svolazzano tipo Dumbo), abbaia più facilmente e… no, non diventa più obbediente. Scordatevelo. Semmai è l’esatto contrario: se richiamare un singolo basset è impresa difficile, ma che in rari casi può anche riuscire (specie se avete un wurstel in mano), richiamare una muta (o anche solo du’ cani) è una mission impossibile. Oh, sia chiaro: non è che questi cani “scappino”. Non hanno alcuna intenzione di abbandonare né voi (che siete così carini e simpatici e così facili da manipolare quando si vuole del cibo…), né il divano di casa, né il letto (il vostro cane non sale sul letto? Voi siete inflessibili capibranco che non permetterebbero MAI ad alcun cane una tale confidenza? Prendetevi un basset e poi mi saprete dire).
Loro vanno semplicemente a caccia, ma poi tornano. Magari verso sera,  quando siete usciti alle sette di mattina… però tornano.

Ma se uno non è cacciatore – si dirà – a cosa serve un bassethound?
La risposta mi sembra evidente: non serve assolutamente a NULLA. O meglio… serve solo a farvi ridere centoduemila volte al giorno, a sciogliervi di tenerezza, a non prendervi mai troppo sul serio (basta guardare le facce che fa quando voi pensate di avere il problema più grave del mondo, per ridimensionarlo automaticamente), ad affrontare la vita con ironia e allegria.
Insomma, serve “solo” a farvi felici.
Che volete che sia.

TESTA – di coccio, come abbiamo ampiamente già detto. E con l’aria da cane bastonato. Sempre, anche quando è felice come una Pasqua. Lui è come Jessica Rabbit: lo disegnano così.

Da cucciolo, oltre all’aria infelice ed abbacchiata, sa fare anche l’aria da “guarda che cane serio e pacato che sono”. Be’, non credeteci neanche per un secondo! I cuccioli di basset sono cuccioli a tutti gli effetti: casinari e devastanti come tutti i cuccioli del mondo. Sono più teneri e buffi della gran parte dei cuccioli, tanto che è praticamente impossibile visitare un allevamento e tornare a casa senza cane… però sono normalissimi cuccioli. La differenza con le altre razze è una sola: se sgridate un cane qualsiasi,  lui potrà anche smettere di fare quello che sta facendo. Se sgridate un piccolo basset, lui non si volterà neanche a guardarvi.

OCCHI – Ma poi, di cosa stiamo parlando? “Sgridare” un basset? Ma quando mai. Il basset è un cane in-sgridabile e in-picchiabile. Non solo perché anche se lo picchiaste non sentirebbe un tubo (ha una tempra da bulldog), ma anche – soprattutto – perchè, se proprio si accorge che siete incavolati neri con lui lui, vi fa gli occhi che potete vedere nella foto a sinistra. Se voi riuscite a rimanere incavolati con un cane che fa quella faccia lì, vincete il Premio Senzacuore dell’anno… però, scusatemi, io non ci credo. Non credo che esista UNA sola persona al mondo, neppure la più insensibile e cinica del mondo, che riesca a continuare a sgridare un cane che gli fa quegli occhi lì.
Occhi che sono, ricordiamolo, sempre un pochino arrossati: colpa della pelle lassa, che non permette alla palpebra di proteggere completamente la congiuntiva (nota seria: gli occhi del basset vanno tenuti sempre controllati affinché non si manifestino patologie). Anche se l’occhio languido gli è imposto dalla natura, comunque, sia ben chiaro che il basset ci marcia a partire dal giorno in cui si rende conto che facendo quella faccia lì ottiene tutto quello che vuole: ovvero, praticamente, dal secondo minuto che passa in casa vostra dopo l’acquisto.
Inutile dire che quella faccia lì, oltre che per non farsi sgridare e/o ottenere immediato perdono (con coccole incorporate, perché l’umano pensa: “Oh, poverino, guarda come c’è rimasto male! Sono stato troppo duro con lui!” e si precipita a consolarlo, mentre il cane stava pensando “Quando si mangia?”) il basset la usa anche – perlappunto – per pietire cibo.
Non vi dico di “non cascarci”, tanto è impossibile. Vi dico solo “cercate di darvi una regolata”, perchè se cedete ogni volta vi garantirete un cane obeso… e un basset obeso può avere problemi di salute seri (ne ho visto uno che praticamente non riusciva più a camminare, perché la pancia gli toccava terra. E visto che già ci arriva vicino quando è in forma, figuriamoci quando è grasso).

ORECCHIE – Embe’… le orecchie “sono” il bassethound! Sono la sua caratteristica più spiccata, quella che salta subito agli occhi, quella che lo rende davvero unico: in realtà non è che siano molto più lunghe di quelle di un qualsiasi altro segugio… ma unite alle gambe corte finiscono per toccar terra, con effetto irresistibile.
Se poi aggiungiamo che sono (come da Standard) “molto morbide, di struttura fine e vellutata“… ecco che viene un clamoroso raptus di “paciocchite” a chiunque abbia per le mani la testa di un basset. E siccome a lui piace tantissimo appoggiare la suddetta testa sulle vostre ginochia, guardandovi da sotto in su (il che accentua moltissimo l’aria da mortodefame che potrebbe schiattare entro una decina di secondi se non riceve subito del cibo: e lui lo sa!), sappiate che vi ritroverete a pacioccare orecchie millemilaventitrè volte al giorno (quando siete impegnati: se avete la giornata libera, saranno assai più di millemilaventitrè).

Peraltro, il pacioccamento di orecchie di basset è una vera e propria terapia antistress: quindi è pratica caldamente consigliata e dovrebbe stare su tutti i manuali di medicina.
E il cane, non si stufa?
Risposta chiara, tonda e inequivocabile: NO.
Lui adora essere pacioccato, stropicciato, coccolato oltre ogni limite dell’umano coccolamento. Al massimo, con un’overdose di coccole, otterrete che gli venga sonno… così scoprirete che:
a) il basset è un cane basso, ma NON piccolo. Nè tantomeno leggero;
b) il basset non ama dormire “accanto” a voi, ma “addosso” a voi;
c) il basset russa. Ma proprio stile motosega, eh;

d) il basset, quando dorme, assume posizioni che non hanno nulla di umano. E neppure di canino. Ma contrariamente a quanto si potrebbe pensare, NON rimane affatto capottato stile tartaruga se qualcuno non va a raddrizzarlo. Provate a far risuonare una ciotola e lo vedrete schizzare in piedi in un nanosecondo, magari ancora con le orecchie che gli vanno da tutte le parti, ma già prontissimo a sfoderare gli occhi da mortodefame.

CORPO – “Lungo e ben disceso per tutta la sua lunghezza – dice lo Standard – con garrese e lombi circa alla stessa altezza. Dorso piuttosto ampio e orizzontale.  Deve esserci uno spazio adeguato tra la parte inferiore del torace e il suolo, in modo da permettere al cane di muoversi liberamente su tutti i tipi di terreno” (ricordate quanto detto sui cani obesi? Ecco… quelli NON si muovono liberamente e quindi non vanno bene… anche se a volte  capita che vincano in esposizione. Ma se certi Giudici sono pirla, non è un buon motivo per rovinare i cani solo per accontentarli).

A proposito del corpo del basset e delle sue proporzioni, approfitto per citare alcune diffuse leggende metropolitane su questa razza:
a) il basset inciampa nelle sue orecchie – non è vero, è una balla. Non succede mai.
Vabbe’… quasi mai. Diciamo che può succedere soprattutto ai cuccioli, un po’ perché ancora non hanno imparato bene a gestire il proprio corpo (come tutti i cuccioli e tutti i bambini), un po’ perché le loro orecchie sono effettivamente luuuunghissime rispetto alle zampe, che devono ancora crescere. Be’… “crescere” si fa per dire… insomma, devono ancora svilupparsi, ecco.
Poi può succedere, qualche volta, quando il cane è così impegnato a seguire una traccia da non pensare più a dove mette i piedi: e uffa, d’accordo, ogni tanto il basset può inciampare nelle sue orecchie. Però non è succeda tutti i giorni, ecco.
b) i maschi di basset non possono fare le scale, perché ad ogni scalino sbattono i testicoli per terra – Non è vero neanche questo! Maddai! D’accordo le gambe corte, ma… ecco, a dire il vero, qualche problemino può insorgere quando alle gambe corte si abbinano le palle lunghe: ovvero nei maschi anziani (be’? Che c’è da ridere? Succede anche agli umani, che con gli anni tutto l’ambaradan scenda un po’ più in basso di quanto non fosse in gioventù). Però, se le scale le fanno con attenzione (e imparano rapidamente a fare MOLTA attenzione!), il problema non esiste.

ARTI – Ah, ah! Quali arti?
No, vabbe’, dai: gli arti ci sono e sono pure funzionali. Tanto che lo Standard, parlando dell’andatura, dice: “Azione sciolta, potente e senza sforzo. Arti anteriori con buon allungo e posteriori dalla potente spinta; movimento ben allineato sia dell’ anteriore che del posteriore”.
Sembra quasi la descrizione degli arti di un pastore tedesco (ahahahahahah… ops, scusate).
Scherzi a parte: il basset ha, sì,  le gambe corte, MA è un cane che deve essere capace di fare il suo mestiere di segugio, ovvero di percorrere grandi spazi ad andatura vivace. Se non ci riesce, non è un buon bassethound: neanche se vince in esposizione (sono forse leggermente polemica verso certi allevatori e certi giudici? Risposta: assolutamente SI!).

CODAQui copincollo proprio lo Standard: ben inserita, piuttosto lunga; forte alla base, affusolata, moderatamente fornita di pelo ruvido nella parte inferiore. In movimento è portata ben alta e dolcemente ricurva, a sciabola, mai arrotolata o gaia.
Aggiunta: sapete perché la coda ha la punta bianca? Perchè così è possibile vedere dove sta il cane anche quando sparisce nell’erba alta (no, non è una battuta: è proprio così).

CONCLUDENDO: il basset è un cane unico, speciale, inimitabile. Però è un cane che va allevato BENE, per evitare sia che si trascenda dal “particolare” al “deforme” (e qui mi pare di sentirvi: “Se dice ancora una volta che in expo a volte vincono cani deformi”… e infatti lo dico: a volte in expo vincono cani che se non sono proprio deformi, ci picchiano vicino), sia che vada perso il meraviglioso carattere che, alla fin fine,  è il motivo principale per cui questa razza è tanto amata.
Purtroppo oggi capita (“grazie” alle importazioni di cuccioli dell’Est) di trovare cani timidi e addirittura ringhiosi  o mordaci: e per quanto sia praticamente impossibile che un basset faccia davvero male a qualcuno, è sempre brutto scoprire di aver desiderato il cane più dolce del mondo e ritrovarsi per casa un botolo ringhioso e nevrotico.
Dunque, massima attenzione nella scelta dell’allevamento… e, cosa che non dico quasi mai ma che stavolta ce vo’, attenzione anche alla scelta del sesso: perché c’è una differenza davvero notevole tra maschi e femmine. Le femmine, oltre ad essere mediamente più intelligenti e più sveglie (come in quasi tutte le razze: no, non parlo di quella umana, non sono femminista… ma in cinofilia sì, lo sono, perché il divario è proprio palese), sono anche più docil… vabbe’, meno indocili, meno testarde, più facili da educare e da gestire. Capita perfino che rispondano al richiamo… be’, qualche volta, almeno.
I maschi basset – tocca dirlo –  sono invece dei pirla totali. Adorabili, splendidi, dolcissimi, ma anche decisamente tonti: e non sto parlando di docilità (anzi se mi leggete saprete bene che a mio avviso più un cane è intelligente e meno obbedisce!), ma proprio di capacità di affrontare e risolvere i problemi. Lei ci riesce, anche brillantemente: lui no. Lui guarderà sempre il suo umano con gli occhioni languidi e il fumetto che dice: “Ci pensi tu, per favore?”.
E siccome l’umano solitamente si scapicolla a provvedere… uhm. A pensarci bene, forse più che tonto il basset potrebbe essere un “finto” tonto.
Sta di fatto, però, che finge da dio.

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36 Commenti

  1. Fantastica come sempre! Io sono ancora in (paziente) attesa del vero standard del San Bernardo. .. Spero che arrivi prima del mio prossimo cucciolo per far capitolare definitivamente il mio compagno!

        • In attesa del vero standard del San Bernardo, ti scrivo alcuni begli episodi realmente accaduti.
          Ero a passeggio io col mio nanetto bassottoide-terrieroide, Stefania con le sue due meticce, e una mia amica con il San Bernardo. Incrociamo un’intera famigliola di sciure che si mettono a decantare la bellezza di Trilly (sì, il san bernardo è un cane attira-sciure), per poi, infine, chiedere “è bellissimo, è un pastore del caucaso, vero?” (Trilly è quasi identica a questo cane https://fbcdn-sphotos-e-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/578995_404366642962752_1030094185_n.jpg è abbastanza palese che sia un san bernardo)
          Un altro episodio degno di nota, anche se descriverlo è poca cosa rispetto alla scena: eravamo sempre al parco io col nanetto e l’amica col san bernardo. Passano due signori in bici, marito e moglie, sulla 60ina avanzata, MAI visti prima. Lei INCHIODA con la bici, guarda Trilly con la faccia di un bambino in un negozio di peluche, ed esclama “TI VOGLIO TANTO BENE!”

  2. Una mia conoscente si ostina a chiamarlo “bassettDOWN”. Forse nel senso che sta troppo “giù”. Gliel’ho anche detto, ma lei continua imperterrita…

    • O inteso come cane con l’omonima sindrome…nel qual caso non avrebbe mica tutti i torti. Perché anche i ragazzi Down non sono forse prontissimi nell’apprendere, ma sono meravigliosamente dolci, teneri e con un bellissimo carattere (io ho sempre pensato che siamo noi ad avere un cromosoma in meno, e non loro uno di troppo).

  3. Per caso il bull terrier è imparentato con i bassethound? Perchè la descrizione del carattere corrisponde perfettamente a quella del mio bullo…

  4. Uno dei miei clienti piu` affascinanti e` Gonta, un bassethound di 9 anni con un vocione assolutamente vellutato … quando chiede imperiosamente la crosta di parmigiano ^o^

  5. Belli questi veri standard e utilissimi per chi deve scegliere una razza piuttosto che un’altra!
    Io sono in attesa di quello sul Cocker Americano, razza poco diffusa in italia, all’estero lo conoscono molto di piu. é un cane meraviglioso di cui si parla molto molto poco!

  6. Valeria sei fantastica. Questi standard non sono veri sono VERISSIMI! brava. A quando il vero standard del lagotto romagnolo e del maltese?

  7. LA-GOT-TO! LA-GOT-TO!
    E tutte le razze italiane che ancora non hai fatto! Sono le migliori! (Anche se poi tengo i kani teteschi… Ma perchè fosse per me sarei una cagnara, non per soldi, ma perchè vorrei tenere tutte le razze!)

  8. Descrizione perfetta di Arturo, il mio amore … La cosa più buffa che gli hanno detto, oltre a tutte le carnierie che si sciroppa ad ogni uscita, quindi due volte al dì, è stata la definizione di “cane station-wagon”. In effetti…

  9. Bellissimi articoli. Ma aspetto anche il vero standard del dalmata…..il nostro Pongo ci terrebbe molto ad avere un’articolo a lui dedicato!

  10. La cocciutaggine mitologica del bassethound.
    Una volta ho visto un padrone implorare il proprio bassethound che aveva deciso di dormire, lì in piazza. Si era buttato giù a peso morto e non ne voleva sapere di spostarsi. Nel mentre è arrivata una macchina della polizia, e il cane era lì, immobile. Hanno provato a suonargli il clacson. Niente da fare. Alla fine sono dovuti scendere, fargli un po’ di grattini, e dopo un po’ il cane ha deciso che poteva anche spostarsi.

  11. Tutto Vero il mio Olmo mi fà molto ridere e a volte anche disperare quando mi abbandona in mezzo alla campagna lasciando solo una nuvoletta di polvere e io torno a casa convinta di essere un pessimo padrone. Adesso non lo libero quasi più purtroppo! Hai dimenticato una caratteristica ,il basset PUZZA. Il mio che vive solo in giardino con i gatti ha un odore di cotenna rancida, Terribile! Mi piacerebbe prendere un altro cane , magari un pastore tedesco o un pastore bergamasco (che ho conosciuto per merito tuo)pensi che il mio basset di quasi 7 anni ne soffrirebbe ma sopratutto riuscirebbero a convivere caratteri così diversi, vale anche per i cani ” gli opposti si attraggono!!”

  12. Scusa Valeria ma riguardo alla foto del cane che fa agility (quello sulla passerella) non mi sembra tanto un bassethound quanto un basset artèsien normand, più “atletico” (ma solo un pò) e con le orecchie più “contenute”. Lo so sono una fissata!

    • Anche a me lo sembra, a dire il vero…però stava su un sito di bassethound! Certo che se è un bassethound, proprio tipicissimo non è: ma ho visto anche di peggio, a dire il vero… 🙂

  13. Ho trovato il tuo sito per caso è debole farti i complimenti x l’ironia nello scrivere e per la realtà delle cose scritte. Ho un Bloodhound da 4 anni e in bassethound da febbraio che ho preso perché veniva maltrattato (vedi che gente di merda esiste…) e ti confemo che il Bloodhound da delle craniate pazzesche su tutto dato che ha sempre il naso a terra! Tira, irruento e fa feste a tutti ma in casa è comè non averlo. Il basset invece sarà che l ho tolto da una situazione assurda e triste mi segue a distanza di un metro ovunque e risponde subito a qualsiasi forma fi richiamo…poi confermo che va davvero daccordo con tutti e pur tirando ai gatti, beh quello a casa dei miei è suo amico 0.o comè hai detto te. Distingue tra casa è fuori! Complimenti ancora vale!

  14. Che risate a leggere questo articolo. La descrizione di questa razza stupenda non potrebbe essere più perfetta. La mia Martina quando mi guarda con gli occhioni strappalacrime mi fa fare quello che vuole. Per completare la casistica posso dire che a me è stato chiesto se il mio cane fosse: a) un po’ un beagle (?), b) un bassotto troppo grasso (gentili), c) il cane degli aristogatti, massì dai, quello un pò tonto (vedi sopra)….. Però vivere con un bassethound davvero non ha prezzo!

  15. non ci credo…allora e’ proprio vero !!! non e’ solo la mia Vidal cosi’..sono testardi da morire e non ascoltano e imparano niente, pero’ ti riempiono la vita d’amore, mai stata piu’ felice!!!

    • Più che puzza lo chiamerei “odore forte”, a cui ci si abitua presto … in ogni caso esistono delle salviette, da comprare al negozio di animali e non al supermercato, che oltre a detergere profumano e alleviano il suddetto. Altra fonte di odore sono le orecchie, anche quelle basta pulirle settimanalmente con dei prodotti appositi.

  16. Bellissimo articolo! Ho una cucciola di bassethound di 5 mesi che devo ammettere mi sta dando un pò di filo da torcere 😉 . Probabilmente non riesco io a pormi come capo ( a volte prova a montarmi) e vorrei rimediare appena possibile a miei eventuali errori.Siccome ho un’immensa stima nei tuoi confronti vorrei sapere se conosci un bravo educatore nei dintorni di Cagliari…. Non so se posso chiedertelo ma ci provo comunque! Ancora tanti complimenti

  17. Salve a tutti
    da pochissimi giorni abbiamo accolto in famiglia un bassethound maschio di 4 mesi e, da altrettanti giorni, mi sono registrato su questo sito iniziando a leggere ogni argomento con vivo interesse e grande curiosità.
    Premesso che, benché io sia registrato da circa 4 giorni, i primi 3 li ho passati a ridere dopo aver letto “il vero standard del bassethound”, e quindi solo oggi ho trovato la giusta concentrazione per scrivere questo commento.
    Che dire: applauso a Valeria Rossi ed a quanti contribuiscono a questo sito al quale – da neofita – non potrò di certo contribuire se non raccontando quando capiterà i progressi del cane (o i regressi del sottoscritto), con buona pace dei nostri vicini che, almeno all’apparenza, sembrano felicissimi di avere un bassethound nel condominio.
    Finite le presentazioni ed i complimenti, vi lascio con una testimonianza che mi viene fuori dalla mia esperienza cinofila (di ben 4 giorni): il bassethound non è un cane è un paraculo a forma di cane, non vi lasciate distrarre da quella faccia un po’ da fesso, è tutta una tattica …lo fa apposta, è diabolico….non mi stupirò affatto il giorno che vorrà le chiavi della mia macchina, perché correre è troppo faticoso.
    Da Fulvio e Arturo (il bassethound), per ora è tutto, a voi studio 🙂

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.