di VALERIA ROSSI – Non spessissimo, ma abbastanza spesso qualche lettore mi chiede di scrivere articoli su quelle che potremmo definire “terapie alternative” per i nostri cani, soprattutto omeopatia e fiori di Bach (che in realtà non hanno nulla a che vedere l’una con gli altri, ma che sono comunque l’oggetto della stragrande maggioranza delle richieste).
La mia risposta standard è: “Non posso scrivere su argomenti di cui non so nulla”, perché in effetti questa è la verità: le mie conoscenze in merito stanno a livello di “sentito dire” e quindi sarebbe davvero presuntuoso da parte mia pretendere di affrontare questi argomenti sui quali non ho alcuna vera cognizione di causa.
Però… però, da semplice osservatrice (ignorante sì, ma cieca no) del mondo che mi circonda, e da persona che si vanta di avere una mente aperta, non posso fare a meno di riferire che, in diversi casi, ho ricevuto – e visto pure con i miei occhi – testimonianze assolutamente positive soprattutto in merito ai rimedi omeopatici, ma in qualche caso (decisamente più raro) anche sui fiori di Bach.
E siccome si sta parlando di cani, tenderei ad escludere almeno al 90% l’effetto placebo (ovvero la reazione positiva del paziente – anche organica, e non solo psicologica – alla somministrazione di una sostanza priva di reale efficacia terapeutica, avendo però convinto il paziente che sta prendendo effettivamente “una medicina”).
Evidentemente l’effetto placebo è psicosomatico, e ormai la scienza ufficiale non ha più alcun dubbio sul fatto che il sistema nervoso possa indurre la produzione di ormoni, endorfine ed altro capaci non solo di modificare la percezione del dolore (o del disagio psichico), ma anche le risposte immunologiche, cardiovascolari ed altro ancora.

SCOPRI IL NOSTRO PET SHOP

Quindi esistono, al di là di ogni ragionevole dubbio, sia malattie che guarigioni psicosomatiche: tutto questo, però, con una premessa fondamentale, e cioè che il paziente sia conscio di ciò che sta succedendo.
Non esistono, insomma, né malattie psicosomatiche, né alcun effetto placebo, in pazienti cerebrolesi, o anestetizzati, o semplicemente ignari del fatto che sia stata loro somministrata una terapia.
Questo dovrebbe comportare automaticamente l’inesistenza dell’effetto placebo nel cane, che sicuramente NON può sapere che la pilloletta o le gocce che gli stiamo somministrando sono una medicina (tradizionale o alternativa che sia): quindi non dovrebbe teoricamente avere alcuna reazione psicosomatica. Se però ho detto che escludo l’effetto placebo al 90, e non al 100%, è perché mi restano seri dubbi sulla possibilità di una reazione empatica del cane alle aspettative del proprietario.
Che i cani siano capaci di “fotocopiare” emozioni e sentimenti dei loro umani di riferimento è cosa nota da sempre a chiunque ne abbia avuto uno, ma negli ultimi anni è stata anche dimostrata scientificamente (cft. per esempio: Empathic-like responding by domestic dogs (Canis familiaris) to distress in humans: An exploratory study, di Deborah Custance and Jennifer Mayer, ricercatrici del Dipartimento di Psicologia del Goldsmiths College di Londra): quindi potrebbe anche succedere che la fiducia dell’umano in una qualsiasi forma  di medicina più o meno alternativa causasse una risposta positiva nel cane.
In pratica, una sorta di “effetto placebo per conto terzi”.
Tutto questo viene un po’ meno – teoricamente – quando si scopre che queste terapie funzionano anche con i gatti, che non essendo animali sociali e stringendo legami meno stretti con l’uomo non dovrebbero essere altrettanto empatici: però… va a sape’. Moltissimi dei miei gatti hanno dimostrato in modo assolutamente palese di essere capaci di modificare il proprio umore in sintonia con il mio: mogi mogi quand’ero triste, giocherelloni e felici quand’ero allegra. Non è stato dimostrato scientificamente, questo no: ma per me pure i gatti sono empatici, e non poco.

Sta di fatto che, almeno per quanto riguarda le cure omeopatiche, in alcuni casi ho visto con i miei occhi, e in altri mi sono stati riferiti da persone (veterinari, nella fattispeci) in cui nutro grande fiducia, risultati a dir poco clamorosi. Un amico vet omeopatico mi dice di aver ottenuto la quasi totalità di guarigioni complete nei casi di parvovirosi in cuccioli di due-tre mesi (quelli in cui molto spesso questo virus ha esito letale): e siccome questo amico ha tutta la mia stima, essendo una delle persone più oneste che conosca oltre ad un eccellente medico, non ho il minimo motivo per dubitare delle sue parole.
Certo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità “l’omeopatia non è una cura” e non apporta benefici di sorta: non dimentichiamo, però, che un tempo diceva la stessa, precisa, identica cosa dell’agopuntura, della quale invece oggi riconosce l’efficacia almeno per alcune categorie di patologie.
E poi non dimentichiamo mai il vecchio assioma secondo cui “il calabrone non può volare a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare: ma lui non lo sa e vola lo stesso”.
Perché, premesso tutto ciò che ho detto finora, alla fin fine resta una sola domanda lecita: l’omeopatia funziona o no? I fiori di Bach funzionano o no?
Se la risposta è “sì”, ce lo vogliamo mettere un bel chisseneimpippa sui motivi per cui funzionano?
Placebo o non placebo, empatia o non empatia, se il mio cane non migliora caratterialmente con l’aiuto dei metodi tradizionali (educazione, riabilitazione comportamentale e quant’altro) ma migliora con quattro goccioline di Fiori di Bach, non vedo perché non dovrei somministrarglieli. Certamente non posso pensare di dargli “solo” quelli ignorando tutti gli influssi ambientali (leggi: errori miei!) che hanno portato al suo problema di carattere, né posso considerarli una panacea; così come non posso entrare in erboristeria e comprare fiori di Bach a casaccio, visto che esistono precisi protocolli per il loro utilizzo e che vanno seguiti.
Nello stesso modo, se il mio cucciolo avesse la parvovirosi, già sapendo che con la medicina tradizionale avrebbe ben poche possibilità di sopravvivenza, personalmente mi fionderei dal mio amico vet omeopata e proverei la sua cura. E se il cucciolo guarisse, non me ne potrebbe frega’ de meno del fatto che a guarirlo sia stata la mia personale fiducia in quel veterinario o l’effettivo principio di Hahnemann secondo cui il simile cura il simile. Alla fin fine, è il risultato che conta!

Piaccia o meno all’Organizzazione mondiale della Sanità (la stessa, peraltro, che ci invita ogni anno a vaccinarci contro l’influenza tacendo allegramente sia sulla scarsa efficacia, sia sugli effetti collaterali spesso assai importanti del vaccino stesso), ciò che può risolvere uno stato patologico senza far danni per me è sempre una cosa (o una cosa “in più”) da tener presente, magari solo quando tutti i rimedi ufficialmente accettati e scientificamente riconosciuti hanno clamorosamente fallito.
Ripeto: omeopatia e fiori di Bach sono due cose diversissime (anche se molte persone credono di no) e soprattutto fanno riferimento a cose diverse, perché i secondi si utilizzano quasi esclusivamente per trattare problemi di natura psichica, mentre la prima viene adottata anche per malattie organiche.
Io provo meno “simpatia” verso i fiori di Bach per lo stesso identico motivo per cui ritengo quasi sempre inutili, e spesso dannosi, gli psicofarmaci tradizionali: ovvero, perché la psiche del cane non è complessa (e contorta) come la nostra, e nella stragrande maggioranza dei casi restituire al cane la sua pura e  semplice consapevolezza di essere “cane”, unitamente a poche e semplici regole di educazione e di convivenza, basta e avanza a risolvere i suoi problemi di comportamento.
Quando invece la causa di questi problemi è fisica (ovvero, esistono scompensi chimici e/o patologie neurologiche che causano il problema X, al di là di come viva il cane e del tipo di rapporto che ha con gli umani), allora non credo molto dell’efficacia dei fiori… che però una cosa positiva ce l’hanno sicuramente: male non fanno.
Per quanto riguarda l’omeopatia, invece, resta valido l’assunto di cui sopra: se funziona (e a quanto pare funziona), io non ho alcuna remora a ricorrervi, così come in passato ho fatto ricorso all’agopuntura (sia per me che per un mio cane) molto prima che arrivasse il beneplacito della scienza ufficiale.
E siamo guariti entrambi, sia io che il cane.
Con questo NON intendo invogliare nessuno a tuffarsi tra le braccia di qualsiasi stregone, sciamano o magomerlino che prometta risultati miracolosi con metodi alternativi alla medicina tradizionale: avere una mente aperta non deve diventare sinonimo di “essere ingenui creduloni” (così come, altra faccia della medaglia, essere pragmatici fautori dell’approccio scientifico non deve tradursi in cieca ottusità).
Lo ripeto: sia l’omeopatia che i fiori di Bach hanno dei protocolli precisi e richiedono una preparazione approfondita per poter essere applicati con successo. Andare a naso non si può e “provare giusto per provare”, magari comprando lo stesso rimedio che ha funzionato con il cane del cuggino o il gatto del vicino, non porta a nessun risultato.
Bisogna ricorrere a specialisti preparati, qualificati e certificati per avere prescrizioni mirate al singolo soggetto e al singolo caso: solo così si può “provare a vedere l’effetto che fa”.
Ma nel caso in cui la prova abbia avuto esito positivo… si potrà storcere il naso o meno, restare dubbiosi o scettici: però, almeno per come la vedo io, è sempre bene ricordarsi del calabrone.

 

Articolo precedenteNapule è…
Articolo successivo“Cambio cane”: Angelo Vaira diventa “addestratore”?

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

66 Commenti

  1. Condivido quanto scrivi. Anch’io sono molto scettica riguardo l’efficacia dei rimedi omeopatici (dato che a me, personalmente, non hanno fatto molto effetto per alcuni problemi passati) e, ancora di più, riguardo ai fiori di bach.
    Alcuni mesi fa, però, ero in un’erboristeria e parlando con la titolare è venuto fuori che ho un cane bello tosto con un caratterino molto forte. Lei mi ha fatto un po’ di domande e mi ha consigliato di dargli dei fiori di bach, da lei scelti in base a quanto le avevo raccontato, dicendomi che avrebbero sicuramente fatto effetto sul cane. Secondo lei, infatti, dato che gli animali ed i bambini non partono con un atteggiamento scettico verso i fiori ed i loro effetti, si è appurato – statisticamente – che in tempi molto brevi si vedono dei giovamenti su queste categorie, in numero molto più alto rispetto a soggetti umani adulti.
    Beh, per sicurezza poi mi sono comprata anch’io dei fiori di bach da prendere insieme al cane e, sarà stata suggestione o altro, non lo saprò mai, in una decina di giorni il cane ha iniziato ad essere molto più calmo e più incline ad obbedirmi…
    Non so se sia stato frutto della mia mente, del mio diverso stato d’animo verso il cane o se davvero quelle gocce abbiano fatto effetto, ma, nel dubbio, ciclicamente io e flo ci facciamo una terapia d’urto di fiori 😉

  2. Invece io molto in queste medicine alternative.
    Per esempio in cina (e non solo)si curano da sempre attraverso piante e quant’altro. Ma questo e’ un pensiero personale.
    Quello che invece trovo difficilissimo e’ reperire un veterinario che possa prescrivere cure “alternative”.
    Sapete se esitste un elenco ove posso reperire qualche nominativo? Ne conoscete qualcuno?

  3. Posso raccontare la mia esperienza, sia con l’omeopatia che con i Fiori di Bach e anche con l’agopuntura, tutte quante positive e per utilizzare le quali mi sono rivolta a personale esperto e qualificato.
    Omeopatia – alla mia pastoressa spuntavano sia lipomi che cisti. Antibiotici che facevano diminuire il volume ma appena sospendevo la somministrazione… tutto come prima. Alla fine fu deciso di operarle le cisti. E non fu uno scherzo perché erano profonde e avviluppate a reticoli di vene. Comunque andò tutto bene. Senonché si ripresentarono, non nello stesso punto ma in quello lateralmente in corrispondenza. Provai con l’omeopatia, cura lunga e fatta di granuli sciolti in acqua e spruzzati sulle mucose, iniezioni, pomate. Cisti sparite. Si sono ripresentate dopo circa 2 anni, stessa cura e stavolta dopo pochissimo tempo cisti sparite per sempre.
    Ho usato per i suoi dolori articolari, rimedi omeopatici che hanno funzionato facendole passare il dolore e la zoppia. Per i suoi lipomi che diventavano grandi e sanguinolenti (e in tal caso la medicina ufficiale consiglia l’intervento chirurgico) rimedi omeopatici che hanno fatto smettere il sanguinamento, hanno vistosamente ridotto il volume e alla fine hanno fatto rientrare i lipomi.
    L’agopuntura l’ho utilizzata per i dolori e anch’essa ha funzionato alla grande.
    Fiori di Bach – utilizzati come aiuto per diversi problemi comportamentali e fobie. Ovviamente seguivo anche un corso di rieducazione ma quelli hanno aiutato non poco, con i temporali, con la macchina, con il terrore generalizzato.
    Posso dire anche che il pensiero dell’effetto empatico è venuto anche a me, ma allora come posso spiegarmi che hanno funzionato anche quando li ho utilizzati con cani non miei? Cani che mi conoscevano bene, certo, ma…
    E comunque come dice Valeria, se funzionano alla fine che me frega di sapere se è per empatia o altro?
    Uso l’omeopatia anche per curare me, ma uso anche la medicina ufficiale, dipende dai casi, dalle situazioni, dalla patologia, dall’urgenza/gravità della cosa. L’omeopatia ha quasi sempre tempi lunghi…

    • Ciao Lisabetta , ti prego aiutami ho un Rottweiler che è un fratello per me, ha 10 anni, sta benone ma ha un grosso lipoma benigno al fianco sinistro e non puo’ essere operato perchè ha una forte intolleranza all’anestesia … se puoi , te lo chiedo supplicandoti passami la cura omeopatica che hai somministrato alla tua pastoressa fammi provare . Ho ricevuto solo porte in faccia quando ai vari vet ho chiesto delle cure alternative alla chirurgia . Purtroppo vivo nel sud Italia e …lasciamo perdere dai .
      Aspetto tue indicazioni e ti ringrazio anticipatamente , ciao Lisa 😉

  4. Prendi una goccia di sostanza(mettiamo aspirina) e la mescoli in modo “speciale”, del tipo due giri in senso orario, due in antiorario, scuotere 5 volte etc, a 100 gocce l’acqua. Prendi una goccia dell’ottenuto e la mescoli ad altre 100 gocce. Ripeti, ripeti, ripeti e ancora ripeti finché non ottieni le diluizione volute(se non sbaglio adesso vanno le 32, quindi ripetere il procedimento per 32 volte). Alla fine prendi una goccia di quel che hai ottenuto e la spruzzi su una pastiglia di zucchero. Ed ecco la tua aspirina omeopatica, che costa dieci volte quella normale, ha la stessa efficacia ma alcun effetto collaterale.
    L’omeopatia non è nemmeno riconosciuta come medicina, non ha superato un solo test scientifico, si fonda su basi semplicemente insensate, addirittura il presidente della Boiron(la Big Pharma dell’omeopatia) si cura con le medicine ufficiali. Non so voi, ma io la chiamo truffa.

    L’effetto placebo è provato negli animali e nei bambini, se somministri morfina ai topi per un periodo e poi la sostituisci con una sostanza inerte, i topi reagiranno come se avessero ricevuto la morfina. Poi c’è da dire che amiamo curare per una settimana malattie che sarebbero guarite in 7 giorni..

    • Mi sono dimenticata una cosa, l’omeopatia non ha niente a che fare con la medicina naturale fitopatica basata sull’uso di erbe e piante, la fitopatia funziona su basi scientifiche, anche se non sempre si può dire che sia più salutare dei farmaci convenzionali 😉 Cioè, masticare un legnetto di liquirizia con tutti i suoi tannini e altre sostante che non conosco non è per forza più salutare di mandare giù la pastiglia per la pressione..

        • A mia difesa, mica ho detto che la liquirizia è una cura contro la pressione alta 😛 (anche se in realtà lo pensavo). Esisteranno pure farmaci contro la pressione bassa no? O la cura è seguire una bella dieta americana/occidentale piena di colesterolo che mi manderà la pressione a mille in men che non si dica? xD

      • @fruit ninja, quanto sono d’accordo! Poche settimane fa un’invasata sostenitrice commentava trionfalmente la nascita della cucciolata di un comune conoscente, cui lei aveva consigliato non so che intruglio omeopatico da somministrare alla madre. Che evidentementemente, si era messa in travaglio per merito suo, e della pozione miracolosa. Già, perchè senza i granuli omeopatici le gravidanze canine non durano 65 giorni ma 130, oppure indefinitamente. Ecco, questi sono i trionfi dell’omeopatia, ed è anche il motivo per cui, nonostante sia un settore ricchissimo, non sia riuscito a produrre uno straccio di dato valido, in tutti gli anni da quando è in circolazione. NON ESISTE UNA PUBBLICAZIONE VALIDA. Non sono mai riusciti a dimostrare che l’omeopatia funzioni, in parole povere. Già, ricchissimo: con buona pace di chi pensa a questi poveri rimedi naturali schiacciati da Big Pharma: zero costi di sviluppo, quasi zero costi di materie prime e di produzione = utili alle stelle.
        Poi, in alcuni casi va anche bene usare rimedi omeopatici o fiori di Bach: per sedare le ansie di un umano che ha bisogno di “sentirsi curato”, senza alcun effetto collaterale. I francesi con l’omeopatia rimborsata dal SSN fanno così, e risparmiano antibiotici ed antinfiammatori inutili (e dannosi) per influenze varie… Però non raccontiamoci frottole: l’inflenza fa il suo corso, su cui antibiotici e antinfiammatori non influirebbero, anzi andrebbero a gravare con effetti collaterali. Invece i rimedi omeopatici, essendo acqua, non incidono nè negativamente nè positivamente, e fanno sentire il paziente accudito e “curato”. Ma non hanno ALCUN potere di curare nessuna malattia: e infatti qualcuno qui sopra ha scritto “agiscono in tempi lunghi”… Già, quelli di risoluzione, o peggioramento, spontanei del problema!

  5. Anche io ho una visone positiva ed un’espeienza ugualmente positiva sull’utilizzo del rimedio omeopatico (ho usato poco i Fiori ma direi che possa velere la pena sperimentare e poi dedurre).
    Vorrei “correggere” un pensiero di Valeria (se posso e con umiltà, venedo, al contrario di lei da un’impostazione medica più di stampo alternativo): forse, in taluni casi- e se ben consigliati- si dovrebbe provare PRIMA la terapia alternativa al medicinale classico, soprattutto poichè non nociva (effetti collaterali molto bassi-tendenzialmente più psichici che organici peraltro)…mal che vada non darà alcun risultato e si potrà intervenire col medicina convenzionale (accollandosi anche l’effetto tossico). Quantomeno informarsi e scegliere.
    A Parma c’è un’ottima clinica vet omeopatica, cercando, credo ne esistano altre, occorre trovare però medici formati in senso classico che poi hanno deciso di intraprendere nuove vie per allargare i prorpi orizzonti. Medici…per esempio in pochi sanno che alcune terapie fitoterapiche, come la cosidetta erba di San Giovanni o Iperico, diminuisce molto significativamente l’efficacia della pillola contraccetiva e non si accorda per nulla con l’uso dei captatori della serotonina (leggete i bugiardini di quest’ultima categoria medicinale per verificare…)…e sono studi scientifici.

    • Le terapie fitoterapiche non hanno NULLA A CHE FARE con omeopatia & C. Inoltre sulle schede tecniche dei farmaci che interferiscono con l’iperico (erba di San Giovanni) in genere c’è scritto, proprio perchè il fitoterapico in oggetto CONTIENE un principi attivo ed è dotato di proprietà farmacologiche, cioè si lega a recettori ed esplica un’azione. Tutte cose che con un rimedio omeopatico non succedono, non si proccupi 😀

  6. Non condividendo ma volendo comunque confrontare le mie idee con quelle degli altri, ho letto e riletto piu’ volte quanto fruit ninja ha scritto.
    Sinceramente, non ho capito.
    Credo che l’omeopatia si basi sul concetto che anzicche’ curarti con sostanze “anti” cioe’ che combattono la malattia, ti fanno buttare giu’ sostanze “pro”. Sbaglio forse?
    Cosa invece opposta per la fitoterapia che invece ti fa curare con sostanze “anti”, ma sostanze naturali, macerati derivate da piante, infusi etc.
    La liquirizia comunque (che lo si voglia credere o no) fa aumentare la pressione – anche se non so quanti raganissi ti devi ciucciare per farla alzare. Diversa e’ la pastiglia della pressione che di solito serve per farla scendere sulle soglie della normalita’. Qindi neanche i fitoterapici ti diranno di prendere la liquirizia per abbassare la pressione!

    • Ops perdono, epic fail, mi ricordavo che la liquirizia c’entrava con la pressione ma mi sono dimenticata se la faceva alzare o abbassare…mea culpa!

      In quanto al resto che ho scritto, l’omeopatia si basa sul principio delle diluizioni. Più una sostanza è diluita, maggiore è il suo effetto terapeutico. Come dici tu non si diluiscono sostanze che combattono la malattia ma sostanze che provocano la malattia stessa o almeno gli stessi sintomi.
      Per esempio un rimedio contro la diarrea potrebbe essere estratto dalle more, che se non sbaglio hanno un certo potere lassativo. Il problema è che questo farmaco sarebbe talmente diluito(è il processo che ho scritto nel primo post, un elemento di una sostanza diluito in 100 di un altra sostanza, prendi un elemento della sostanza ottenuta e la mischi a 100 di un altra per x volte) che alla fine di tutto l’ambaradam hai solo, pura e semplice ACQUA! Acqua che poi viene spruzzata su una complessa di zucchero e venduta a peso d’oro(anzi, il doppio pare).
      Gli omeopati giustificano questa cosa tirando in ballo la “memoria dell’acqua”, ovvero le molecole d’acqua ricordano e mantengono le proprietà delle sostanze con cui sono rimaste in contatto…mah!

      Se hai tempo e voglia ci sono parecchi articoli su medbunker che spiegano i perché e percome del dell’omeopatia(e c’è anche un articolo sui fiori di Bach da far ridere..o piangere qual si voglia). Certo, è un sito molto di parte, ma i fatti sono fatti

      • Fruit, il principio dell’omeopatia non è affatto quello che dici tu: il principio è che “il simile cura il simile”, a differenza della medicina tradizionale che sostiene che “il contrario cura il contrario”. In pratica, se tu hai preso una malattia causata dal batterio X, la medicina tradizionale ti darà sostanze che cercano di uccidere il batterio (per es. il termine “antibiotico”, guarda caso, significa “contro la vita”: ovviamente la vita del “nemico”, non la tua… però l’antibiotico è un potenziale assassino! :-)): l’omeopatia ti darà una medicina a base di micro-quantità dello stesso batterio.
        Al di là dell’efficacia o meno, del crederci o meno eccetera eccetera…se hai letto fonti che parlano della diluizione come fondamento base dell’omeopatia ti suggerirei di leggere qualcosa di diverso.

        • Sì ma il simile per simile e basta rischia di ammazzarti 😛 e qua entra in gioco la diluizione, che a sua volta chiama in causa la memoria dell’acqua. Se ti sei beccata la peste bubbonica di certo un’ulteriore dose di peste non ti fa guarire, quanto piuttosto schiattare 😛 E allora l’omeopata ti da la tua microdose di peste annacquata a base d’acqua che si ricorda della peste che incontrò una decina di diluizioni fa(ovviamente parlo per assurdo, non esiste il rimedio omeopatico per la peste). La diluizione è il motivo per cui non si può paragonare l’omeopatia al vaccino o alla famosa terapia d’urto “sei allergico ai cani? Allora prenditene uno e se non muori di shock anafilattico sei guarito!”. E’ un po il suo segno distintivo, non esistono rimedi omeopatici che non hanno subito diluizioni, altrimenti sarebbero solo veleni o bombe biologiche xD
          Se a qualcuno interessa, cercatevi la storia dell’oscillococcinum, uno dei rimedi omeopatici di punta contro i raffreddori e malanni di stagione mi pare..se la storia è vera, e pare che lo sia, non c’è nemmeno da chiedersi come mai non superi i test a doppio cieco

        • Valeria, in realtà quello che scrive Fruit è corretto. Ed è molto semplice calcolare, tramite il numero di Avogadro, il numero di molecole di sostanza originale presenti nel preparato omeopatico. Zero. Infatti questo (che non ci sia più nemmeno una molecola di sostanza) non viene contestato dagli omeopati, che parlano di memoria dell’acqua.
          Io di documentazione e anche articoli scientifici a favore dell’omeopatia ne ho letti parecchi, e mi sono fatta un’idea assolutamente mia. Che al giorno d’oggi l’omeopatia, più di ogni altra medicina alternativa, sia un business di tutto rispetto, de-regolato, a confronto dei farmaci tradizionali (ma d’altronde i preparati sono innocui, se non usati IN SOSTITUZIONE dei farmaci tradizionali), ovviamente priva di qualunque evidenza, che sfrutta la new age salutista-buonista-animalista ecc. Ripeto, io non sono affatto contraria finchè rimane confinata a malattie lievi, a guarigione spontanea, che non abbiano alternative terapeutiche valide o comunque prive di effetti collaterali: malattie da raffreddamento, piccoli traumi, cefalee, cose così. In questi casi, perchè no? Entro questi limiti, i “rimedi” omeopatici non possono che far evitare l’abuso di farmaci inutili (e quindi dannosi, per loro stessa natura!). Ma guai a travalicare questi limiti. L’omeopatia può anche far ritardare una diagnosi e sostituire una terapia salvavita, ed in questo senso può essere LETALE, in casi estremi. Ho sentito parlare di vaccini omeopatici (per i cuccioli) e mi si sono rizzati i capelli in testa. Quindi, come sempre, la cultura, il buon senso e l’onestà intellettuale di chi impugna la penna ed il ricettario fanno la differenza…

  7. “ce lo vogliamo mettere un bel chisseneimpippa sui motivi per cui funzionano?”
    No, mi spiace ma NO, non posso essere d’accordo.
    il mio punto di vista non è sicuramente neutrale e non potrebbe esserlo, ma ho un po’ più di una vaga idea di che cosa significhi verificare l’efficacia e l’innocuità di una molecola affinchè diventi il principio attivo di un farmaco. ingurgitare qualcosa che “funziona” senza sapere perchè “funziona” in farmacologia è sovente un modo pratico di farsi male. i “rimedi” omeopatici non mi hanno mai dato e non mi daranno mai fiducia – diversamente da altre tipologie e sistemi terapici “alternativi” o “tradizionali” che anche quando non hanno un chiaro razionale perlomeno hanno alle spalle una tradizione, fatta di accortezze e indicazioni precise. è bene che ciascuno possa scegliere per il sè bipede e per il quadrupede del sè bipede la terapia che ritiene appropriata(o anche nessuna terapia, certo), ma dopo essersi confrontato con uno specialista serio, non con uno stregone, nè con una pippa totale o con un profittatore da quattro soldi, i quali sono comuni nei giri omeopatici almeno quanto in quelli allopatici.

    • Ehm…Any, ma è la stessa cosa che ho detto io! Premesso che “se funziona, non mi importa del perché (e neppure del fatto che sia scientificamente dimostrabile)”, ho ribadito per ben du’ volte (casomai non si fosse capito alla prima) che NON si deve andare dallo sciamano di turno, ma da persone preparate, formate e competenti.

      • ehm sì, e sono contenta che noi si sia in sintonia su questo punto, ma ecco, per formazione e testa di sasso, non mi riesce di scotomizzare la parte “non mi importa del perché”. Ecco, provo a spiegarmi… faccio un esempio di vita vissuta cambiando i nomi 🙂
        Una volta lavoravo in un laboratorio dove facevo molto spesso una certa analisi. Proprio la volta che questo metodo analitico doveva essere omologato come si deve, ecco che l’analisi non viene più. E non viene più e non viene più… pensa che ti ripensa alla fine mi viene in mente che avevamo iniziato da poco a comprare dei tappini per le fiale diversi da quelli comprati fono a poco tempo prima; ricomprando i tappini più cari l’analisi veniva di nuovo. Oh là!
        Però se mi chiedi PERCHÉ i tappini più bunpat non gli piacessero, io non lo so (escludo la suggestione del gascromatografo). Un domani potrei ritrovarmi con tappini di un altro fornitore che potrebbero dare lo stesso problema e io a priori non potrei valutarlo dalle schede tecniche; il fornitore dei tappini buoni potrebbe, a mia insaputa, modificare quel qualcosa che non so nei tappini creando lo stesso problema – e sai che cosa ti dico? Magari quella dei tappi è un caso. A forza di smanettare potrei aver cambiato qualcosa nelle impostazioni strumentali che potrebbe aver fatto guarire la mia analisi – o addirittura, potrebbe essere cambiato qualcosa che non era sotto il mio controllo diretto, ad esempio… be’, un manutentore ignaro potrebbe aver prima rimosso e poi reinstallato un filtro su una linea prima impedendo e poi permettendo al mio sistema di funzionare– in fondo io NON SO che cosa ho fatto, visto che NON SO il motivo per cui (APPARENTEMENTE) un tappo va bene e l’altro no: magari sto spendendo un sacco di soldi in tappi non necessari. Magari il gascromatografo si sta sputtanando indipendentemente da tutto, e se non mi accorgerò quanto prima della vera natura del problema erroneamente attribuito ai tappini presto non potrò fare altro che portarlo in discarica…
        Ora la chimica analitica figura come scienza esatta ma vedi che è abbastanza un casino.
        Figurati le scienze biologiche, ma sicuramente lo sai se hai studiato veterinaria!
        Se vado a smanettare in un organismo vivente, si presume che io la faccia sapendo esattamente che cosa vado a produrre o a inibire. “Dove” sto andando a toccare, che cosa provocherò, quanto tempo ci vorrà perché tutto torni alla norma dopo la mia “intrusione”. Se la mia “intrusione” andrà a perturbare anche altri “siti” rispetto a quello che voglio modificare. E anche così spesso l’organismo vivente individuale fa il cavolo che gli pare nonostante tutti gli studi di farmacocinetica, tossicologia e statistica – e lì sono cavoli!
        Questo è l’ordine di idee in cui mi sono ritrovata dopo anni di vitaccia in farmaceutica: ora capisci che quando uno mi porge un flacone e dice “guarda, io non ho la più beata idea di come agisce questo opercolo ma FUNZIONA” io in genere mi scosto atterrita prima che me lo metta in mano.
        Mi chiedo se sia del tutto una buona idea cercare di curare patologie magari serie con prodotti non adeguatamente controllati – anche se poi grazie a Wotan dentro (a livello di principi attivi) dovrebbe esserci ben poco. Ma se non c’è un razionale sul meccanismo secondo cui una terapia funziona, o funzionerebbe, e mi si dice “funziona, vè, ma non ci sono effetti collaterali” però non c’è una seria statistica sotto, e non si vuole fare – a me, personalmente, la cosa mi stride, mi allarma un po’.
        E bon, scusa la smataffiata, non ho il dono della sintesi [e difatti faccio analisi].

        • OT: i poteri magici dei tappini possono dipendere dal tipo di polimero usato, in alcuni casi tende a caricarsi staticamente nei processi di produzione e quindi tende a trattanere analiti che abbiano polarità o carica netta (e quindi non li vedi più in soluzione). Succede anche con tubi tipo Falcon. L’effetto placebo è dimostrato anche in roditori (e sembra che stiano identificando delle famiglie di geni che predispongono l’organismo a essere più o meno sensibile al placebo), e quindi non c’è da stupirsi che l’omeopatia (che dal punto di vista chimico è un placebo: acqua e zucchero) funzioni…

          • OT per OT momento CSI. validazione di una versione integrata del metodo da farmacopea europea per la valutazione dell’etanolo materia prima, tecnica GC-FID headspace: alcuni dei contaminanti ricercati vanno validati a concentrazioni che non sono poi mostruose, ma per un FID possono essere già bassucce. in sostanza le scoreggette dei setti che costavano poco bastavano a rovinare la baseline nell’intorno del tempo di ritenzione di uno dei contaminanti critici, quindi il calcolo dell’LoQ non corrispondeva alle esigenze in quanto il rumore di fondo calcolato da farmacopea era anomalmente alto. tempo per capire e andare avanti: 2 giorni. tempo per dimostrarlo di modo che non venissero più comprati quei cazzo di setti: una settimana, ma a convalida già, deo gratias, terminata. l’incertezza descritta è quindi durata in realtà una settimana. la caratterizzazione in GC-MS della natura degli estraibili dei setti non l’ho fatta. il GC si è poi sputtanato comunque mesi dopo per ragioni sue.
            so che cos’è un placebo e anche un nocebo, mi spiace che il mio discorso non si capisca, ma nel momento in cui il terapeuta nega (nonostante l’evidenza statistica) che l’efficacia del rimedio sia pari al placebo, e sostiene sia maggiore, io pretendo che mi spieghi a quale meccanismo sia dovuta la presupposta efficacia. quando la risposta è “non lo so”, io ritengo questa cosa allarmante – penso che il motivo si capisca. dottore: mi dai una roba che non sai come funziona? ma sei scemo???

  8. Nei miei ricordi degli studi di medicina (anche se interrotti al terzo anno perchè ho scoperto che è meglio un asino vivo che un dottore morto) c’è vivida l’ammissione di un docente secondo il quale il principio che (nell’interesse del paziente): quando una procedura funziona e non fa danno, è etico oltre che lecito utilizzarla. Come sempre l’apertura mentale ed il buon senso fanno la differenza in positivo mentre la rigidità e le “crociate”, fanno la differenza in negativo.

  9. anch’io ho avuto un’esperienza positiva. Sto “curando” la displasia del mio cane con l’omeopatia. Dopo avergli fatto le lastre a 6 mesi e aver scelto di non fare l’intervento chirurgico ho voluto provare questo rimedio (a mio avviso è un ottima alternativa all’operazione,anche in termini economici per chi vorrebbe ma non può. Per adesso ho notato miglioramenti: miglior movimento e postura, sviluppo simmetrico della muscolatura.. Premetto che il mio cane non ha mai manifestato sintomi gravi (zoppia grave, riluttanza a muoversi ecc..). se posso metto il sito del veterinario che sta seguendo il mio cane. è molto completo, spiega chiaramente i rimedi per ogni tipo di malattia, e illustra anche casi di cani che ha curato con video e immagini. http://www.omeopatiapossibile.it

  10. secondo me si dovrebbe evitare di parlare di queste cose in maniera così “superficiale”, senza offesa per nessuno. Ma state facendo un sacco di confusione su tutto (e scusa Valeria, ma sia nei commenti che nell’articolo stesso). Non mi dilungo perchè se mi metto a spiegare mi ritrovo solo centomila pollici versi. Una cosa però, devo dirla (anche se un po’ OT): il cercare in tutti i modi di trovare negatività nella medicina “tradizionale” (tra virgolette perchè, scusate, ma secondo me la medicina è medicina e basta, le altre cose sono rimedi, esclusa la medicina cinese, che ha basi scientifiche, e insieme l’agopuntura, ed anche i rimedi erboristici che in realtà sono stati la base della farmacologia di oggi), sta facendo solo danni, e non danni da poco, ma danni enormi. I medici non sono tutti merde, c’è chi si fa un culo non da poco per cercare cure, per curare, per trovare il “rimedio” vero e provato, oggettivamente e scientificamente. C’è chi si affida a chi non dovrebbe e trova il peggio del peggio. Non si crede più alla medicina perchè l’informazione che si da è sbagliata, e quella che si trova ancora di più. La verità è che c’è sempre l’imprevedibile e l’imprevenibile anche se abbiamo fatto ogni cosa doveva farsi. Forse dovremmo solo ammettere che ancora oggi ci sono casi in cui di tonsillite si può morire senza che sia colpa di nessuno (per fare un esempio). Non siamo, NOI MEDICI, DIO da nessuna parte. Ma ci facciamo il culo per anni ed anni per un solo ed unico scopo: altri esseri umani. E vi assicuro che quando sento o leggo certe cose mi si accappona la pelle.

    • Personalmente non trovo certo “solo negatività” nella medicina tradizionale (come figlia di chirurgo tradizionalissimo, non ci terrei proprio a far rivoltare mio padre nella tomba): trovo, però, molta ottusità (e molti atteggiamenti “mafiosi”, se mi passi l’espressione) negli organismi che devono decidere che cosa “è autorizzato” e cosa no. Non ho motivo di credere che i medici omeopatici (che “medici” devono essere, tanto per cominciare) non si siano fatti lo stesso culo con lo stesso scopo tuo, quello di aiutare gli altri esseri umani. Semplicemente, hanno provato strade diverse ed evidentemente sono soddisfatti dei risultati ottenuti.
      Purtroppo non è colpa mia se la medicina, come tutte le attività umane, a volte trascende i propri scopi elettivi e diventa puro e semplice business: il che può riferirsi tanto a quella tradizionale quanto a quella alternativa, per carità… però, a volte, si ha la netta impressione che le alte sfere della sanità pensino più a mangiare sulla pelle dei pazienti che a guarirli :-(.

  11. La voglia umana di credere in qualcosa è illimitata. Io personalmente non ho MAI visto “funzionare” l’omeopatia, veterinaria o umano. Infatti avrei ammazzato la mia cagna anni fa seguendo la “cura” omeopatica per un tumore mammaria dato da un vet locale incompetente ma grande promotore dell’omeopatia (c’è per caso una connessione qui?) Infatti un problema con certi tipi di medicina alternativa è che spesso i pazienti rischiano di peggiorare o morire perchè sono scorraggiata di seguire una cura efficace. Studi SERI hanno stabilito che l’omeopatia NON è più efficace di un placebo, la conclusione logica è che sia una truffa inutile — estremamente redditizia fra altro.

  12. Barbara, penso che trovi dei links più utili nei articoli sopra ma ecco altri trovati dopo una breve ricerca:

    http://journals.lww.com/clinicalpain/Abstract/1998/09000/Homeopathic_Arnica_30x_Is_Ineffective_for_Muscle.9.aspx

    http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0895435699000487

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9828870

    La psiconeuroimmunologia e l’effetto placebo sono MOLTO interessanti, e rimane tanto da scoprire sugli effetti dello stress.

  13. Esatto Alison, le c.d. medicine alternative come l’omeopatia o i fiorellini di Bach possono provocare “effetti collaterali” terribili! spesso ritardare una cura significa avere conseguenze disastrose. E come scriveva kinaki91 la confusione che regna nelle zucche dei credenti è terribile…basta leggere il commento di chi ritiene l’omeopatia un’alternativa ad un intervento chirurgico per la displasia!

      • Debora, i fiori di Bach non hanno effetti collaterali diretti perché non hanno alcuna azione curativa. Sono solo una triste coperta di Linus per ipocondriaci che evidentemente hanno anche molto tempo a disposizione per baloccarsi. Gli effetti collaterali indiretti sono invece evidenti laddove si ritardi una cura (e per coloro che negano cure efficaci a minori, perché convinti di dover somministrare queste stupidaggini, con conseguenze spesso pesanti, è giusto che ci sia una valutazione del giudice con tutti gli effetti del caso…)

        • Cosa dirti? Se sei convinto, rimani convinto che sia vero ciò che dici. Io, ti ripeto, lavoro da anni con i Fiori di Bach e i Fiori Australiani sia per umani che animali e i risultati ci sono sempre. Vorrei che mi dimostrassi con qualcosa di attendibile ciò che dici, se no, per favore, evita. Grazie.
          Per l’ultima volta, ti rispondo, se non conosci l’argomento, meglio tacere. Grazie ancora.

          • Debora, io non devo dimostrare un bel niente…semmai sei tu a dover dimostrare tutto. Ma figurati se basta dire: io curo con i fiorellini e ottengo favolosi risultati. Ma de che?
            Io potrei dirti che soffrivo di una terribile dermatite e che sono guarito completamente bevendo ogni mattina un litro d’acqua al quale ho aggiunto una goccia di succo di mirtillo. Ecco, abbiamo inventato una nuova terapia!
            E che nessuno provi ad avanzare dubbi, eh! Se dico che è vero è vero! 🙂

          • Debora, io l’argomento (la medicina) lo conosco benissimo, e sono d’accordo con Gianni: sei tu che devi dimostrare qualcosa, di dimostrazioni che le cose di cui parli siano solo ciarlatanerie ce ne sono anche troppe.
            Inoltre, immagino che tu debba dimostrare per lo meno di avere una laurea, visto che sembri esercitare (abusivamente?) la professione medica…

  14. Non ho letto tutti i commenti ma posso dare la mia testimonianza: ho avuto una buona esperienza con l’omeopatia. Il mio cane ha sempre avuto allergie cutanee che nessuno è riuscito a in interpretare. Ho risolto il problema con un rimedio da pochi euro e conosciuto una veterinaria scrupolosa e onesta.

    • io ho avuto ottimi risultati sulla displasia. non dico che sostituisce quello che potrebbe fare un intervento chirurgico ma per chi magari non puo permetterselo è una buona alternativa. ho visto anche tanti casi documentati sul sito del veterinario che ho linkato prima e sentito parecchie esperieze positive. su quel sito spiega anche come fa il rimedio omeopatico ad agire sulla displasia.
      come tutte le cose ci sono pareri discordanti e tesi che dimostrano alcune una cosa e altre l’opposto.
      Io non sono un’esperta mi baso sulla mia esperienza e sul quel poco che ho letto, ma se da un esito positivo perchè non credere che “funzioni”?

  15. Esistono degli ottimi Veterinari e dei Seri Professionisti in ogni campo….allo stesso tempo esistono altri meno seri e competenti. Medicina tradizionale o complementare che sia, meno male che esistono entrambe. Abbiamo la possibilità di scegliere in questo modo come curarci e come curare i nostri animali. La differenza credo che la faccia soltanto la persona a cui ci rivolgiamo. In entrambi i casi deve essere una persona competente e avere davvero lo scopo “umano” di aiutare l’animale a guarire. Lo scetticismo verso le terapie complementari lo comprendo perchè spesso vengono boicottate o utilizzate da persone che non sono abbastanza qualificate. L’omeopatia come la Fitoterapia possono avere effetti collaterali anche gravi per questo devono essere prescritte da un Medico. Per quanto riguarda i Fiori di Bach, non hanno effetti collaterali nè interazione con altre terapie allopatiche e non. L’unica cosa che vi consiglio in merito è di affidarvi ad un Professionista riconosciuto dal Bach Centre, il quale ha un iter formativo di molti anni alle spalle ed è esperto nell’utilizzo sugli animali. Si chiamano BFR AP e per il momento in Italia siamo solo in 8, me compresa.
    E’ giusto che ognuno di noi abbia un parere da esprimere ma credo che si possa comunicarlo agli altri senza screditare quello altrui. Il rispetto prima di tutto e, come ha detto Valeria, meglio parlare di ciò che davvero si conosce.

  16. Truffare le persone sofferenti e disperati con certi CAM (complementary and alternative medicine) è la cosa più facile nel mondo, e se uno è già munito da camice, è un gioco di bambini. Non richiede rigore intellettuale! Se questo è criminale o no… OK, lasciamo a tutti loro opinioni, siamo sull’internet! Se credere in certe cure implausibili è religione — non scienza — applicarle è buon business.
    Io ho conosciuto molti eccellenti medici e ricercatori Italiani — che hanno fatto una mazza con enormi sacrifici, contemporaneamente navigando le sanguinose squalo-infestate acque del mondo accademico Italiano — solo per aggiungere una piccola mattone alla nostra conoscenza ed aiutare chi soffre. Equivalere loro lavoro a quello di Mago Anubi et. al mi pare scorretto.

  17. ciao Valeria,
    ho letto con interesse l’articolo perchè sto curando il mio Pt con dei rimedi omeopatici e naturali (autum metallicum, calendula tintura madre, croton lechleri) per una di dermatite allergica interdigitale.
    applico il croton lechleri 1/2 volte al giorno sull’area interessata (è una resina naturale non un rimedio omeopatico) faccio toccature con tintura madre e 1 volta alla settimana per un mese devo dare nella pappa aurum metallicum (3 grani disciolti in poca acqua io uso mezza tazzina da caffè).
    La piodermite è regredita quasi totalmente nel giro di una settimana, credo, soprattutto grazie al croton lechleri le cui proprietà sono fantastiche: io avevo un unghia incarnita da anni, mi hanno operato 4 volte perchè alla minima botta si incarniva. da quando ho scperto il croton, l’ho applicato sulla ferita ed ora è scomparsa….
    Personalmente sono neutro (anzi, sono caricato positivamente per dirla “alla chimichese”) rispetto all’omeopatia, nel senso che vedo che funziona in molti cani/persone, però da studente di farmacia ho la tendenza a dover vedere queste cose sotto un punto di vista di studi scientifici (oh, non cazziatemi, ho fatto obiezione di coscienza sulla sperimentazione animale). Anche io come te sui cani ho la tendenza ad escludere l’effetto placebo e questo mi pendere in favore dei rimedi omeopatici; un altro motivo per cui propendo in favore di essi è che il canile in cui aiuto si serve da un noto veterinario omeopata e tutte le volontarie si sono trovate benissimo sia con i loro animali che con i cani del canile, loro me lo hanno consigliato così ho provato trovandomi davvero bene.
    Anche io provo meno simpatia per i fiori di bach, ma se me li proponessero li proverei, tanto alla peggio non funzionano non è come un farmaco sbagliato che fa danni.
    Purtroppo all’università fino ad ora non ho mai sentito parlare di omeopatia, credo sia quasi vista come un male da tenere lontano 🙂 ma mi piacerebbe approfondire l’argomento perchè per ora, nonostante tutto ciò che si può dire sull’assenza di studi, vedo che funziona, quindi a un certo punto chissenefrega degli studi!
    Una cosa sull’allarme vaccini. l’influenza annuale credo mieta 8500 vittime l’anno, la temutissima influenza A di cui hanno parlato per 75mila mesi al tg, credo ne abbia stecchiti solo una sessantina (se non ricordo male). per dire quanto allarmismo facciano i media, senza contare che ti inculcano il fatto che appena hai 37,1 di temperatura devisubitoprenderelatachipirinaperchèsennòpoimuori, quando il paracetamolo è efficace e studiato per abbassare febbri superiori a 38.5.

    • e questa è la confusione: intanto correi sapere perchè non si riesce mai a capire qual è la composizione EFFETTIVA dei farmaci omeopatici, non si riesce a trovare MAI anche cercando e ricercando. Poi ammetto di non averli mai comprati, magari ci sono foglietti illustrativi, ma non mi risulta… anche perchè non vengono venduti (e questo la dice lunga, secondo me) come farmaci (e pertanto non sono mai e poi mai sottoposti ai mille milioni di controlli cui devono essere sottoposti i farmaci per l’immissione in commercio, cercate sul sito dell’AIFA), ma come INTEGRATORI ALIMENTARI, e questo la dice lunghissima….

      i rimedi erboristici sono altro. faccio esempio, spunto dal post sopra: il chroton lechleri. di derivazione da pianta amazzonica, contiene proantocianidine oligomeriche (che in realtà si trovano in tantissime piante), la cui azione farmacologica è nota e stranota (effetti antiossidanti, sopratutto, ma anche antiinfiammatori). é nota (e studiata!) la proprietà protettiva sul sistema cardiovascolare. Ed è nota non grazie a chi si occupa di omeopatia, ma perchè strastudiata da chimici e farmacologici, tramite seri studi scientifici (che si trovano facilmente cercando in rete). Ergo: perchè far passare per rimedio “alternativo perchè naturale” qualcosa che in realtà altro non è che farmacologia???? se non è truffa questa… e l’esempio si può fare per altri milioni di sostanze. Se vi consigliassero estratti di “oppio” per l’insonnia al posto del valium, sarà meglio, no? perchè almeno l’oppio è una pianta…. questo ultimo è un esempio al limite, ma rende l’idea secondo me di cosa fa passare la disinformazione.

      e se qualcuno può, posti qui la composizione REALE di ciò che è venduto nelle fantomatiche boccette di fiori di Bach, la composizione voglio sapere. se me la dite mi metto l’anima in pace. e poi mettete a confronto il PREZZO di queste cose con l’analogo (si fa per dire) farmacologico, e riflettete.

      • “…pertanto non sono mai e poi mai sottoposti ai mille milioni di controlli cui devono essere sottoposti i farmaci per l’immissione in commercio, cercate sul sito dell’AIFA” eh già… ed ecco uno dei motivi della mia diffidenza di qualche post più sopra.
        ho poi l’impressione che ad arte si mantenga questa fumosità tra (poniamo)fitoterapia e omeopatia, che sicuramente non giova alla possibilità di scelta del paziente.
        [kinaki… eccerto, papaverum somnifer tutta la vita 😀 ]

  18. si può essere Kinaki, anzi senz’altro sarà così. però ho voluto provare. se non funziona amen, tornerò alle cure tradizionali.
    ma se dovesse funzionare?
    ora dico io non sono uno disperato, alla frutta, che ha provato di tutto e questa è l’unica cosa che mi resta da provare.
    io ho provato un antifungino (itraconazolo), passato tutto, dopo 3 mesi l’allergia si ripresenta.
    poi ho provato questa terapia che ho iniziato ieri vista la difficoltà nel reperire l’aurum metallicum che è stato fatto per l’occasione da un laboratorio di Bologna (non ci sono foglietti illustrativi)
    Non ho nemmeno mai detto che il croton sia omeopatico od alternativo, gli studi li ho visti anche io le proprietà sono risapute e citate sui manuali di botanica farmaceutica e farmacognosia, lì è pura farmacologia come dici tu.
    Io non sono uno che prende per oro colato ciò che gli dicono eh? ho voluto provare dopo aver sentito molte esperienze positive e mi chiedo “se dovesse funzionare anche sul mio cane, cosa dovrei dire sull’omeopatia?”
    poi sono assolutamente d’accordo sull’assenza di studi efficaci e sul fatto che in alcuni casi le leggi di quel rompicoglioni di avogadro che ci perseguita sempre siano contro l’omeopatia. ma se funziona? è culo? non lo so. non so cosa pensare, non so cosa aspettarmi.
    l’unica cosa su cui posso darti torto è il prezzo, io fin ora ho speso 10.50€ dell’aurum, 13 della calendula (che non è omeopatica) e 19 di 20ml di croton (che avevo già). per il resto il tuo ragionamento non fa una grinza, ti saprò dire 🙂
    ti farò sapere comunque ok?

  19. è proprio quello che volevo dire: certe cose funzionano, ma c’è un perchè ed un per come, e non sta nel “è naturale”, che invece viene spesso usato per maltrattare e condannare la medicina “ufficiale”. Uso tutte queste virgolette proprio per sottolineare che, troppo spesso, si gioca con superficialità sui termini, e sul fatto che alcune cose fanno pubblicitariamente più presa che altre. Poi mettiamoci pure (rifacendomi al commento di Valeria più sopra) che i medici fanno di tutto per farsi odiare, troppe volte, e per non farsi capire, anche a fronte di una superprofessionalità e conoscenza, che, troppo spesso, oggi, non coincidono con il “saper trattare” con le persone. E qui faccio molta autocritica. e lo dico perchè lo so: mi occupo di responsabilità professionale sanitaria io, per tutti i giorni della mia vita, e nella maggior parte dei casi che vedo, ciò che la gente lamenta come “malasanità” non è dato dall’errore “colposo”, ma dal fatto che non ci si è saputi spiegare, non si è avuta la giusta cura della persona dal punto di vista prettamente umano, non la si è ascoltata. Su questo giocano, sull’altro fronte, i “santoni”, che magari non sanno niente e non hanno modo di proporre niente di valido dal punto di vista di “cura della salute”, ma semplicemente sanno ascoltare, sono persone il più delle volte estremamente empatiche con il “paziente”, e perciò ciò che propongono è ben accetto e preso per oro colato.

    Vale: non è così anche per la cinofilia??? io trovo tante cose affini. Non è più amato ed ascoltato quello che ti dice: “il povero cane non si tocca nemmeno con un fiore” piuttosto di chi ti dice: “quando ce vò, ce vò” (riferendomi ad un tuo bell’articoletto, ma solo per fare un esempio)?

  20. perfettamento d’accordo sul fatto che alcuni termini facciano più presa di altre! a me fa incazzare quando la gente dice “non usare quella cosa ci sono sostanze CHIMICHE” cazzo anche tu sei chimica, tutto è chimica, ed essendo “tutto” c’è il bene e il male!

    a parte questa piccola digressione, rimango scettico nel bene e nel male, l’esperienza che avrò questa volta probabilmente mi farà propendere più per un SI o più per un NO, ricordando però anche che vado in un canile in cui i cani vengono curati anche con rimedi omeopatici e stanno tutti benone, ricordando le tante persone che dicono che sui loro cani ha funzionato alla stragrande.

    Non mi piace pensare con la testa degli altri, di chi mi dice “è così”. voglio provare, magari mi fa schifo, magari mi piacerà.
    Quando ho fatto il primo corso sul Ttouch (che non è omeopatia) non ci credevo. ho speso 150 bigliettoni per qualcosa che mi sembrava (scusa la locuzione fantozziana) “una cagata pazzesca”. eppure ora non riesco a farne a meno……

    Hai mai pensato di provare tu? se “no”, perchè? (non te lo chiedo con malizia o con l’intento di andare a discutere, non mi piace discutere via internet)

    • non ho mai pensato di provare perchè, semplicemente, non vedo perchè dover cercare alternative a qualcosa che c’è già, tutto qui. Lo so, non è chissà quale risposta filosofica ragionata e scientifica questa. Ma è così: perchè cercare un’alternativa, che so, ai farmaci antipertensivi, quando ci sono i farmaci antipertensivi? io non ce l’ho la risposta, e non riesco nemmeno a trovarne una plausibile anche pensandoci e ripensandoci. E quelle che ho sentito da altri più o meno sono sempre del genere “perchè è naturale”. Poi, capiamoci: nulla da dire se chi si sente un po’ giù di morale preferisce ingurgitare una boccetta di acqua di rose al posto del valium, sicuraente meglio l’acqua di rose. Il problema secondo me è un altro, ed il rischio estremamente importante. Esempio (che avrete sentito in tv, sicuramente): chi invece di fare la chemioterapia prende il bicarbonato. O chi ha serie patologie psichiatriche (e non intendo il “mi sento un po’ depresso”, ma ad esempio le psicosi) che invece di affidarsi alle cure di medici, si fa una tisana di camomilla o si rivolge a qualcuno che gli dice che parla con i morti. Esempi per eccesso e al limite ovviamente, ma credo rendano l’idea. E poi non cado dalle nuvole, le conosco bene le problematiche che girano intorno alla farmacologia e gli interessi delle case farmaceutiche. ma questo è un altro discorso. Io ci penserei molto molto bene (anche se non fossi un medico) all’affidare mio figlio per principio, nel caso di un problema di salute serio, a qualcuno che non sia un medico.

  21. Ohooo..che tristezza nei commenti..qui mi sa che più che parlare scienziati e ricercatori, parlino preti e loro fedeli..
    Chi parla di stregoni verso ricercatori con tali toni, sicuramente è un amico di quei ricercatori, ma NON un ricercatore!
    Buongiorno, io sono uno di quelli, no, non dei maghi, ma sono un povero biologo che fa ricerca in campo medico da 15 anni, mettendo la malta, neppure i mattoncini, ma ce la metto tutta! E come ogni VERO ricercatore, non parlo con preconcetti e non credo in nessuna verità assoluta ed assodata perché sennò la ricerca sarebbe morta.
    Io conosco, scrivo, partecipo a studi clinici tradizionali, so quali sono le fasi per far passare un nuovo principio farmacologico e so perché alcuni principi passano ed altri no, so quali sono i limiti e so anche di tutti i casi in cui farmaci tradizionalissimi e testatissimi sono stati ritirati..
    Conosco abbastanza i successi ed i limiti della medicina tradizionale, d’altra parte utilizzo con successo (empirico, chiaro, non dimostrato con studio randomizzato caso-controllo a doppio cieco 😉 ) l’omeopatia su me stessa, su mio figlio e sui miei animali (cane e furetti). Come ho iniziato? Grazie ad un medico anestesista-rianimatore, che affiancavo in ambulanza e che ho visto personalmente resuscitare i morti con metodi tradizionali, certo! Quando mi ha parlato della sua pratica da omeopata, gli ho riso in faccia..a quel tempo ero studente, convinto di aver conquistato un sapere esclusivo (non mi ero ancora scontrata con i limiti e frustrazioni ed il relativismo assoluto della pratica scientifica :-D), e quindi gli ho contestato il contestabile, gli ho domandato il domandabile..e lui, con pazienza, cultura ed intelligenza mi ha parlato di esperimenti, di principi fisici più che chimici, di scienziati che si sono dedicati allo studio di questa metodica che credevo basata sula magia (o sul placebo) ma invece si basa su un approccio scientifico, sia pur differente da quello a cui siamo abituati..
    Non contenta sono passata a PubMed, il vero database di pubblicazioni scientifiche tradizionali, non citazioni trovati su siti divulgativi in internet, e con stupore ho scoperto che pubblicazioni ci sono, addirittura i famigerati studi randomizzati citati sopra..purtroppo ho una cartella salvata sul pc del lavoro (credo) per cui magari vi tiro fuori i riferimenti..
    Sul perché il “rimedio” omeopatico non possa essere chiamato farmaco, il motivo credo sia meramente burocratico-economico, sul perché non ci sia il foglietto illustrativo la spiegazione è il fatto che non è un farmaco, sul perché non ci sia la composizione è che all’analisi chimica non rivela nulla se non l’acqua e gli eccipienti (sciroppo, zucchero ecc…).
    Ricordate..la scienza non è solo misurazione matematica di osservazioni..esiste anche la fisica, con le sue teorie ipotizzabili, con la sua deriva verso la filosofia..con le sue particelle che non sono solo materia ma anche luce! 😉

    • Silvia, se stai riferendo a me, infatti non sono ricercatrice. Da 20 anni faccio lavoro editoriale per vari istituti a CNR e l’università. Sono fortunata di conoscere molte persone ECCEZIONALI nell’ambiente della ricerca, anche se(come nel mondo della cinofilia) ovviamente non tutti sono cosi. Non lavoro in laboratorio (per fortuna, visto che sono laureata in qualcosa molto diversa) ma so quanta fatica c’è dietro ogni piccolo passo avanti nella scienza, particolarmente in Italia, dove migliaie di ricercatori sono costretti ad emigrare.

      L’efficacia dell’effetto placebo è conosciuto, especialmente nella trattamento del dolore, perchè travestirlo come scienza?

      Ho anche carissimi clienti filosofi e fisici, ma se mi ammalo mi rivolgo a un medico!

      • forse non è chiaro che se mi ammalo mi rivolgo anch’io ad un medico, quando si ammala mio figlio mi rivolgo al pediatra, quando si ammala un mio animale vado dal veterinario..ma ho trovato un medico, un pediatra ed un veterinario che, valutati segni e sintomi, mi prescrivono se possibile rimedi omeopatici, se non lo reputano sufficiente, farmaci tradizionali che comunque hanno una lunga lista di effetti collaterali!
        Non confondiamo le cure scelte dai complottisti (es bicarbonato e cancro) che di scienza non sanno nulla con un professionisti preparati con le basi scientifiche tradizionali che hanno studiato anche l’utilizzo di rimedi alternativi o l’utilizzo di MENO farmaci o l’utilizzo dei cari vecchi rimedi della nonna che avevano un senso..
        Se mio figlio ha la tosse, la pediatra non mi dice fai l’areosol con fluibron e clenil e prendi l’antibiotico (come viene prescritto alla gran parte dei bambini), mi dice fallo bere tanto, tieni l’ambiente umido e quando ha gli attacchi di tosse prova a sedarli con lo Stodal omeopatico per dargli sollievo..Se le condizioni non si risolvono o peggiorano, se insorge febbre alta persistente, se noto complicanze respiratorie, rivalutiamo la situazione..ed eventualmente consideriamo l’uso di un antibiotico o il cortisone..

        • Ma scusa… quando mai un dottore ti prescrive un antibiotico se non è sicuro che siano dei batteri a causare la malattia, e non invece un virus? Non sono un medico ma mi ricordo benissimo il mio professore di biologia che diceva che “assolutamente non si devono prendere antibiotici di propria iniziativa, perché funzionano ognuno per uno specifico battere, e non servono a niente contro i virus”
          Ricordo male?

          • La teoria è corretta, ma la pratica è un po’ diversa..
            L’antibiotico viene dato su un sospetto empirico praticamente sempre per le “banali” affezioni respiratorie..appena uno va dal suo medico dicendo che ha la tosse che non se ne va..l’antibiotico arriva! si salva chi non va dal medico in questi casi..
            Magari si facessero test microbiologici e VES per ogni patologia respiratoria..un’auscultazione un po’ di storia clinica (c’è febbre? da quanto tempo?) e via..Poi è vero che qualche patogeno in giro c’è, ma non si aspetta di vedere se ce la facciamo da soli!
            In ambito pediatrico poi la situazione è drammatica..proprio perchè magari coi bambini si aspetta meno ad andare dal medico e soprattutto perchè la gente è ormai formata così.PRETENDE l’antibiotico, e quando un medico non lo prescrive si grida allo scandalo! Ci sono bambini nei primi anni di vita scolastica che si fanno te/quattro cicli di antibiotico ogni inverno..
            Il “segreto” dell’omeopatia, il concetto convincente in generale della medicina olistica, al di là di tutto, è quello di riportare l’organismo a difendersi da solo, soprattutto in quelle condizioni sintomatiche che ormai si considerano malattia ma sono invece la normale reazione di difesa dell’organismo (tosse, ipersecrezione di muco, febbre, ad esempio!).
            Non so per certo se l’omeopatia funziona come farmaco (anche se gli effetti sulla mia ventennale emicrania sono stati abbastanza concreti) ma il concetto di aspettare (wait and see, dicono in medicina) ad accanirsi farmacologicamente in determinate condizioni è una strategia vincente, se non nell’immediato (forse ci si sentirà malino più a lungo), almeno nel futuro per cui saremo preparati e reagiremo meglio al farmaco in condizioni estreme..
            Forse saremmo guariti anche senza il rimedio omeopatico nei casi di successo..ma in quel caso per certo non ci siamo presi una dose inutile di una sostanza che agisce in modo aggressivo e non sempre prevedibile (vedi la scientificissima farmacogenomica..) sul nostro organismo, il cui rapporto costo-beneficio dovrebbe essere valutato con meno leggerezza di quanto si faccia troppo spesso..

            Insomma,al di là della dimostrazione scientifica, d’accordo sul “no al guru” senza reali competenze in medicina, ma se un medico ci consiglia vie alternative all’”impasticcami subito” con un FANS o un antibiotico, credo sia comunque un guadagno in salute..

  22. per chi volesse approfondire scientificamente, vi cito ad esempio una bella review pubblicata sul Medicine, Health Care & Philosophy (European Journal), autorevole e classicissima rivista indicizzata in PubMed!

    Med Health Care Philos. 2012 Apr 27. [Epub ahead of print]
    Plausibility and evidence: the case of homeopathy.
    Rutten L, Mathie RT, Fisher P, Goossens M, van Wassenhoven M.
    Abstract
    Homeopathy is controversial and hotly debated. The conclusions of systematic reviews of randomised controlled trials of homeopathy vary from ‘comparable to conventional medicine’ to ‘no evidence of effects beyond placebo’. It is claimed that homeopathy conflicts with scientific laws and that homoeopaths reject the naturalistic outlook, but no evidence has been cited. We are homeopathic physicians and researchers who do not reject the scientific outlook; we believe that examination of the prior beliefs underlying this enduring stand-off can advance the debate. We show that interpretations of the same set of evidence-for homeopathy and for conventional medicine-can diverge. Prior disbelief in homeopathy is rooted in the perceived implausibility of any conceivable mechanism of action. Using the ‘crossword analogy’, we demonstrate that plausibility bias impedes assessment of the clinical evidence. Sweeping statements about the scientific impossibility of homeopathy are themselves unscientific: scientific statements must be precise and testable. There is growing evidence that homeopathic preparations can exert biological effects; due consideration of such research would reduce the influence of prior beliefs on the assessment of systematic review evidence.

    • @silvia, la tua “autorevole” rivista ha un Impact Factor di 0.756. Probabilmente la leggete tu ed il tuo amico rianimatore. Quindi, non scioriniamo titoli professionali per legittimare pubblicazioni sull’omeopatia che, certo, ci sono, ma ottenute dalla Boiron, a cui non mancano i mezzi, pagando il giornalino dell’oratorio. Se ci fosse una base di robustezza (capisci questo termine?) i dati sarebbero sul New England e sarebbero RIPRODUCIBILI. Infatti più sopra io ho scritto che mancano pubblicazioni VALIDE.

      • Caro mc..se oltre a guardare l’IF ti fossi preso la briga di leggere l’articolo ti saresti accorto che non si tratta di un articolo che dimostra qualcosa..ma semplicemente una review di ragionamento e discussione sull’argomento..come l’articolo di Valeria..A differenza di te, non intendo portare torto o ragione ma contribuire alla riflessione di tutti. Non giudico nè insegno men che meno mi schiero…però leggo e provo..

        • Cara Silvia, ho contestato la tua affermazione “autorevole e classicissima (?) rivista”. Una rivista che ha un impact factor di 0.756 non è autorevole (classicissima non capisco cosa voglia dire): dal punto di vista scientifico e clinico è carta straccia, quindi non contribuisce alla riflessione di nessuno; per pubblicare articoli basta pagare e benchè ovviamente esista un Comitato Editoriale, nessuno rivede il manoscritto sottoponendolo a quelle sane critiche che rendono autorevoli gli articoli di riviste più prestigiose.
          Quanto a me, so riconoscere una review, anche se l’articolo non ho alcuna intenzione di leggerlo visto che costa assai caro (35 €): e ribadisco, cercando di essere più chiara di prima, che se l’omeopatia funzionasse, i risultati riempirebbero articoli del New England invece che review di giornali con IF di 0.756. La mia posizione sull’omeopatia l’ho espressa più sopra: “perchè no?” dove non sottrae giorni di terapia efficace in caso di malattie gravi e pericolose. Anzi, contribuirebbe a ridure l’abuso di farmaci ma non la spesa farmaceutica, visto che queste compressine/goccette di acqua fresca se le fanno pagare assai. In ogni caso la mia posizione è piuttosto elastica, come vedi. Però la mia piattaforma è l’Evidence Based Medicine, da qualche parte bisogna pure partire. Se un giorno qualcuno dimostrerà secondo il metodo scientifico, con un livello di evidenza di almeno II, che la medicina omeopatica funziona, anche se non si conoscerà il perchè, non avrò nessuna preclusione: fino a quel giorno per me è acqua fresca. Ad oggi ci hanno provato in tanti, e non c’è riuscito nessuno (a parte le pubblicazioni sul giornalino dell’oratorio).

  23. Mi è appena capitata una disavventura omeopatica: ho scelto arbitrariamente, cioè senza chiamare il dottore, di dare un rimedio a un gatto che mostrava solo segni psicologici (ho avuto l’idea di prevenire i problemi fisici che avrebbero potuto insorgere). Mezz’ora dopo stava malissimo e aveva sviluppato detti sintomi fisici. Secondo il vet (chiamato poi al telefono) potrei aver sbagliato rimedio oppure dinamizzazione (forse troppo alta per lui) e appena posso porterò il gatto in visita per approfondire.

    Questo era per spiegare che l’effetto placebo non c’entra proprio niente. Sono vent’anni che curo tutta la famiglia, umana-felina-canina con l’omeopatia e che risolvo i conflitti psicologici con la terapia floreale (Bach in primis, ma mi sto molto affezionando ai Bush Flowers australiani). Funzionano.

    • Impossibile, la causa è da ricercarsi in altro perche l’omeopatia contenendo solo acqua o zucchero non ha alcun effetto collaterale nelle quantità dei rimedi omeopatici…ci sono stati geni che hanno provato a suicidarsi con l’omeopatia e hanno miseramente fallito, ci sono state diverse dimostrazioni pubbliche di “overdose” omeopatico di persone che ingoiavano interi flaconi e nom hanno avuto alcun effetto..e poi è anche uno dei cavalli di battaglia dell’omeopatia, nessun effetto collaterale, sicuro al cento per cento! Al limite non funziona, ma non fa male direttamente…Quindi controllerei bene il tuo gatto per evitare spiacevoli conseguenze..

      Cmq ho notato che nell’immagine di apertura c’è l’echinacea, che se non sbaglio non c’entra niente con omeopatia, fiori di Bach o che altro…al limite c’entra con la fitopatia..

      • @Fruit Ninja

        🙂 infatti non ho parlato di overdose, ma di dinamizzazione troppo alta. Almeno è ciò che sospetta il vet che purtroppo non conosce questo gatto e quindi per telefono può solo tirare a indovinare.
        Gli porterò il gatto appena possibile, tenuto conto che ora sta meglio grazie a un altro rimedio che ha fatto da antidoto, e sono curiosa di sapere se per la prima volta ho sperimentato il famoso “peggioramento” che a volte si può presentare e che ho sempre ritenuto come un “toccare il fondo per potersi spingere su” e che non è un effetto “collaterale”.

  24. Io sono un po scettica nei confronti di qualsivoglia orientamento riferito alla “medicina alternativa” ma in realtà non avendone mai fatto ricorso non ho esperienze. Mi piacciono molto i punti vendita dedicati, sono alquanto suggestivi i locali anche negli arredi ad uso esposizione di questi prodotti; profumi, aromi, fragranze, colori, ecc..
    Però la preparazione stessa di tisane, infusi, ecc.. per le mie esigenze è un po troppo laboriosa seppur mi risulti vi siano anche confezioni pronte all’uso. Ma soprattutto sono i tempi di attesa dei benefici a scoraggiarmi maggiormente ed anche se si raggiungono il dubbio, come è stato già scritto, mi fa anche supporre che il merito sia più dovuto ad un decorso naturale e fisiologico del proprio fisico con una buona dose di suggestione mentale individuale. Inoltre il protrarsi del benessere nella sua efficacia dovrebbe essere riscontrabile a lungo termine.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.